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	<title>calcio-italiano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/calcio-italiano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "calcio-italiano"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 13:16:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Juve, il manager di Trezeguet garantisce: "David vuole restare".]]></title>
<link>http://blogcaliendo.wordpress.com/?p=23</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 16:03:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogcaliendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;La Juventus difficilmente si libererà di Trezeguet, anche se il Barcellona continua ad insis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"La Juventus difficilmente si libererà di Trezeguet, anche se il Barcellona continua ad insistere. Credo che a Torino potrebbero prendere in considerazione un'offerta di almeno 30 milioni di euro. Non so quanto pensi di offrire il Barcellona perché so che il giocatore ha voglia di rimanere alla Juventus". Lo ha detto Antonio Caliendo, agente di Trezeguet, intervenendo a "Unico Grande Amore" su Teleradiostereo.</p>
<p>Fonte <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Calciomercato/Primo_Piano/2008/06_Giugno/24/mourinho.shtml" target="_blank">Gazzetta.it</a>, 24/6/2008</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Italia: fine delle trasmissioni]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 23:21:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Non ci battono dal 1920&#8243;, aveva esordito il &#8220;portafortuna&#8221; Marco Civoli in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Non ci battono dal 1920", aveva esordito il "portafortuna" <strong>Marco Civoli</strong> in telecronaca su <strong>Rai1</strong>.</p>
<p>L' Italia, che ad esclusione del goal regolare annullato a <strong>Toni</strong> in Italia-Olanda non è riuscita a segnare una sola rete su azione in tutto il torneo, ha avuto la peggio ai calci di rigore contro una <strong>Spagna</strong> tecnicamente migliore e predominante nel possesso di palla.   Un match tutt'altro che esaltante, ravvivato da un solo quasi-goal per parte: un tiro di <strong>Camoranesi</strong> respinto di piede da <strong>Villa</strong> e uno di <strong>Fabregas</strong>, rimbalzato sul palo su un'incertezza di <strong>Buffon</strong>.</p>
<p>Uniche note positive in chiave Azzurra, il portierone bianconero e la difesa, distintasi per l'ottimo <strong>Chiellini</strong> e per i raddoppi di marcatura che hanno neutralizzato <strong>Torres e Villa</strong>.</p>
<p>Per il resto, per tutto l'Europeo si è vista un'Italia mediocre. La nostra squadra è sempre apparsa deficitaria nella manovra e nelle conclusioni: nell'ultimo match,  <strong>Cassano,</strong> prima di spegnersi, è stato l'unico a proporre palloni intelligenti. Ma non si è  mai trovato con <strong>Toni</strong>, che è rimasto isolato. Discutibile la scelta dei rigoristi, con particolare riguardo a <strong>De Rossi</strong>, giocatore emotivo reduce dall'errore di Manchester. Come fatto rilevare dall'ex-fischietto <strong>Tombolini </strong>a "<strong>Notti Moandiali" (Rai 1</strong>), i tiri dagli 11 metri non costituirebbero una "lotteria" se i professionisti del calcio si allenassero a tirarli sotto pressione.</p>
<p>Nel dopopartita, <strong>Carlo Paris </strong>ha parlato di "<strong>Gigi Riva</strong> uomo distrutto dalla sofferenza, il Presidente <strong>Abete </strong>di "un momento in cui siamo risultati soccombenti" e di "una dimensione organica fra tutte le squadre".</p>
<p>Resta la constatazione dei valori calcistici fortemente alterati rispetto agli standard dei club: il <strong>Toni</strong> Nazionale è un altro giocatore rispetto al centravanti del <strong>Bayern,</strong> <strong>Torres</strong> non gioca come nel <strong>Liverpool,</strong> pezzi da novanta come <strong>Xabi Alonso e Fabregas</strong> siedono in panchina.</p>
<p>A proposito di panchina, <strong>Ladycalcio </strong>aveva provveduto ad inviare alla Rai un'email dal seguente testo: "Pregasi cortesemente di non ripetere questo strazio contro la Spagna. Grazie". In allegato, il link all'articolo "<strong>L'Italia cancella la Francia, la regia la panchina".</strong> Si è visto qualcosina in più della scorsa volta, ma non molto.</p>
<p>Ora non vedremo più la panchina, né i titolari in campo. Non vedremo più i baffi di <strong>Luca Toni,</strong> il sorriso a quaranta denti di <strong>Capitan Cannavaro</strong> con il piedone, le tediose interviste ad <strong>Abete,</strong> gli infortunati ospiti d'onore fra le riserve, le forme della <strong>Seredova</strong> in tribuna, le mogli nullafacenti degli eroi della pedata che si imbarcano sull'aereo della squadra e fanno shopping con i maritini, i nostri che giocano a <strong>Subbuteo</strong>, gli happy hour nell'albergo a cinque stelle... e quant'altro. <strong>Fine delle trasmissioni</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia cancella la Francia, la regia la nostra panchina]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=150</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 22:42:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sopra la panca l&#8217;Italia canta &#8230; il passaggio ai quarti dopo il 2-0 sulla Francia. Ma la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sopra la panca l'<strong>Italia</strong> canta ... il passaggio ai quarti dopo il <strong>2-0 </strong>sulla <strong>Francia. </strong>Ma la <strong>panchina italiana, </strong>chi l'ha vista? È curioso come,  da <strong>Italia-Romania</strong>, ci sia sempre stata negata con meticolosaità maniacale. A che pro? mi sono chiesta, quando il moderno diktat mediatico impone di proporre le immagini più curiose, le reazioni di gioia, di rabbia e di tifo anche fuori dal campo, catturate con tanto di telecamere speciali.</p>
<p>Sta per iniziare l'incontro. La regia esordisce alla grande ignorando il "rendez-vous" <strong>Domenech-Materazzi </strong>e inquadando la <strong>Seredova,</strong> qualche volto noto in tribuna e tanti tifosi coloriti. Per il resto, la telecamera ritaglia dal contesto della panca il solo volto di<strong> Donadoni</strong>. Eppure, da bordocampo,<strong> Carlo Paris</strong> ci racconta di tutto e di più sugli "uomini a disposizione": quelli che, proprio per il loro contributo in termini di supporto alla squadra, vengono considerati importanti quasi quanto i titolari e che, ciò nonostante, vengono trattati alla stregua di un documento informatico da "proteggere"... da chissà quali occhi indiscreti.</p>
<p>La <strong>Francia </strong>perde <strong>Ribéry</strong> per infortunio, <strong>Panucci</strong> fallisce una ghiotta occasione su angolo di <strong>Pirlo</strong>. Nella concitazione dell'avvio, si ripropone la domanda se non sia opportuno tenere i giocatori all'oscuro del risultato di <strong>Olanda-Romania</strong>. Che invece, com'è ovvio, appare sul maxischermo.</p>
<p>Rigore per l'<strong>Italia</strong> ed espulsione di <strong>Abidal - Buffon</strong> si gira dall'altra parte. La regia, anche dopo la trasformazione di <strong>Pirlo,</strong> "dà le spalle" ai sostituti.</p>
<p><strong>Paris</strong> sottolinea più volte come i giocatori in panchina cerchino di "scucirgli" il parziale di Berna. Al 38' del p.t., dopo la punizione di <strong>Benzema</strong>, afferma: "Vorrei provare a farvi capire come si vive in panchina... Non vorrei essere malamente interpretato... sembra ... sono professionisti da milioni di euro all'anno... sembra un torneo dei bar, oppure della scuola, tanto attaccamento c'è... è una cosa veramente incredibile". Gli crediamo sulla parola.</p>
<p>Si moltiplicano gli spunti di interesse. Al 40', <strong>Domenech </strong>mima un gomito largo di <strong>Cassano</strong> con un gesto verso la nostra panchina, che la regia si diverte a nasconderci.<strong><br />
</strong></p>
<p>45° minuto: la panchina si arrabbia sull'ammonizione di <strong>Pirlo</strong>, già diffidato.  Ma le immagini restano tabù.</p>
<p>Al 46',  <strong>Paris </strong>viene interrogato sulle reazioni della panchina. Si desidera sapere se i giocatori conoscano il risultato di <strong>Berna.</strong> L'inviato a bordocampo  descrive il riscaldamento di <strong>Aquilani e Ambrosini</strong>... ma per il telespettatore, è solo una radiocaronaca.</p>
<p>48': <strong>Domenech</strong> esorta <strong>Lubos Michel</strong> a fermare il gioco per fallo di<strong> De Rossi </strong>su <strong>Evra.</strong> Il direttore di gara lo fa.  La panchina, racconta <strong>Paris</strong>, dice che <strong>è una vergogna:</strong> "Esce da più bocche questo termine", precisa. Che andrebbe applicato soprattutto alla regia.</p>
<p>52': <strong>Paris </strong>su un falso allarme di cambio di risultato a <strong>Berna</strong>.  "Si è alzata tutta la panchina". Se lo dice lui...</p>
<p>62': segna <strong>De Rossi</strong> e va ad abbracciare la panchina, ma la regia non ci rende partecipi. "La panchina esplode" dice <strong>Paris</strong> - ma non si vede.</p>
<p>67' : siamo al sadismo. Collegamento con <strong>Berna</strong> e... inquadratura della panca rumena, già propostaci più volte in <strong>Italia-Romania</strong>.</p>
<p>73' <strong>Paris </strong>ci delizia su "come la sta vivendo la panchina", ma il regista si limita al solito mezzobusto di <strong>Donadoni</strong> e a qualche gamba sfuocata, tagliando le teste ai giocatori con la precisione di un killer.</p>
<p>81': tra gli applausi della panchina, sta per entrare <strong>Aquilani</strong>, ma non abbiamo il beneficio di vederlo. Poco dopo, sullo sfondo di <strong>Domenech</strong>, si scorge da lontano la panchina dei francesi.</p>
<p><strong>Paris</strong> all'85°: "Ci sono cose della panchina che non si possono proprio ripetere".... Ma cosa "non si può vedere"? insisto. Non certo qualche lablaie colorito, se è vero che sul campo non censurano neppure le bestemmie in primissimo piano. Del resto, in <strong>Germania-Austria</strong> ci era stato esaurientemente proposto il diverbio fra i due tecnici <strong>Löw e Hickersberger,</strong> con tanto di cacciata in tribuna. Qui, <strong>Cassano</strong> sta facendo i numeri... peccato che lo show ci sia negato.</p>
<p>Raddoppia l'<strong>Olanda</strong>, la regia si accanisce: inquadra il pubblico e, in differita, <strong>Donadoni</strong> con accanto un membro dello staff tecnico. I giocatori vengono esclusi dalle riprese con scrupolo maniacale.</p>
<p>93' minuto.  <strong>Paris</strong>: "Pensate che dalla panchina stanno esultando come fanno i tifosi""! Peccato che non ci sia dato di vederli.</p>
<p>Fischio finale: abbraccio a <strong>Donadoni. </strong>La regia si diverte a privarci fino in fondo dell'effusione di gioia dei "rincalzi".</p>
<p>Nel dopopartita, si fa rapidamente marcia indietro sul "biscotto", esaltando giustamente la lealtà di <strong>Van Basten</strong> &#38; Co. e, un po' esageratamente, la prestazione della nostra squadra. Che al di là della rete annullata a <strong>Toni</strong> contro l'<strong>Olanda</strong>, in tre incontri non ha messo a segno un solo goal su azione. Neppure contro l'ombra della <strong>Francia </strong>rimasta in 10 e privata, per infortunio, del suo uomo-squadra <strong>Ribéry</strong>.</p>
<p><strong>Carlo Paris</strong> a <strong>Donadoni</strong>: "Abbiamo visto la panchina"... - MA QUANDOOOOO???? - l'abbiamo anche descritta...".</p>
<p>Quando... sotto la panca la regia crepa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nazionale: il cielo è sempre più nero]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 17:37:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il cielo è sempre più azzurro&#8221;, recita lo slogan che compare sul pullman dell&#8217;I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>"Il cielo è sempre più azzurro"</strong>, recita lo slogan che compare sul pullman dell'Italia. Purtroppo, più che il noto successo di <strong>Rino Gaetano ("Il cielo è sempre più blu")</strong>, l'atmosfera della nostra <strong>Nazionale </strong>richiama attualmente "<strong>Sotto questo cielo nero" di Enrico Ruggeri</strong>. E non soltanto per le condizioni meteo.</p>
<p>Dopo il pareggio con la <strong>Romania</strong> e la sonante vittoria dell'<strong>Olanda</strong> sulla <strong>Francia</strong>, siamo penultimi nel girone a un solo punto, ormai impossibilitati a qualificarci ai quarti di finale con le nostre sole forze e tristemente in balia degli altrui risultati.</p>
<p>Certo, l'analisi dell'ultimo match non può prescindere dall'arbitraggio scandaloso del norvegese <strong>Ovrebo</strong>, reo di aver annullato un goal regolarissimo a <strong>Toni</strong> (falsando il corso della partita) e di aver concesso alla Romania un rigore inesistente parato provvidenzialmente da "<strong>San Buffon</strong>".</p>
<p>Per il resto, parafrasando <strong>Donadoni</strong> in conferenza stampa, dell'Italia "s'è visto quello che s'è sempre visto" negli ultimi tempi: una condizione atletica nettamente inferiore a quella degli avversari, che ci surclassano negli affondi offensivi e nelle ripartenze, una difesa tuttora in affanno (con il "clou" dello svarione di <strong>Zambrotta)</strong> e  un attacco  che fa indigestione di goal mangiati - regolarmente conditi dalle bestemmie in primissimo piano di un certo nostro attaccante.</p>
<p>Da qui a martedì, giorno dell'incontro con la <strong>Francia</strong>, si salvi chi può  dal tormentone dei brutti ricordi che imperversa in ogni dibattito: dal "gran biscotto scandinavo" di Euro 2004 alla "sindrome di <strong>Moreno</strong>" targata Mondiali 2002. Il tutto, accompagnato da febbrili calcoli ed elucubrazioni sulle possibili combinazioni di risultati a nostro favore o sfavore, oltre che da appelli alla sportività degli olandesi e relativi tentativi di autoconvincimento in merito.</p>
<p>Preoccupa, a mio avviso, l'atmosfera di malcelata tensione in seno al ritiro degli Azzurri. Un esempio significativo: in un servizio andato in onda a <strong>Studio Sport (Italia 1)</strong> prima di <strong>Italia-Romania, Gianni Balzarini</strong> sottolineava come, per il secondo pre-partita consecutivo, si fossero presentati ai microfoni solamente <strong>Buffon </strong>e gli juventini: "gli altri sfilano in silenzio, blindati anche nella mente oltre che in un ultimo allenamento - quello di ieri - concesso per un quarto d'ora alle telecamere, così lontane da non poter entare nei particolari, nelle letture degli occhi e delle pieghe dei volti". Segnali poco rassicuranti.</p>
<p>A <strong>Dribbling (Rai 2), Thomas Villa </strong>ritorna sui timori di un "possibile biscottone fra oranjie e rumeni": "Ha iniziato rifilando tre pizze agli italiani nella prima partita, ha proseguito poi dando quattro pere ai francesi nella seconda gara del torneo e ora c'è solo da sperare che dopo aver consumato companatico e frutta, a <strong>Marco Van Basten </strong>non stia venendo voglia del dolce, della torta, del caffè; della pasticceria, insomma. (...) Intendiamoci, <strong>Van Basten </strong>è un grande uomo di sport, ma si sa che l'occasione fa l'uomo pasticcere".</p>
<p>Tante nuvole, nel cielo degli Azzurri.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caliendo pronto a riprendersi il QPR]]></title>
<link>http://blogcaliendo.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 16:19:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogcaliendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Antonio Caliendo, ex azionista del Queens Park Rangers, nonché rappresentante della maggioranza deg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;">Antonio Caliendo, ex azionista del Queens Park Rangers, nonché rappresentante della maggioranza degli azionisti, ha incaricato il prestigioso studio legale dell’Avvocato Stefano Franzì di Roma, unitamente ad un importante studio tributarista di Londra, al fine di avere spiegazioni e stabilire perché non sono stati pagati i suoi crediti. Il Signor Caliendo ha dichiarato inoltre: “Sono pronto a riprendermi il mio Queens Park Rangers unitamente ai miei soci. I miei legali stanno anche verificando che non ci sia stata una macchinazione per defraudarmi in tutta l’operazione.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;">Caliendo ready to take back QPR</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;" lang="EN-GB">Antonio Caliendo, former shareholder of Queens Park Rangers, and representant of the majority of the shareholders, appointed the famous Law Firm of the lawyer Stefano Franzì, together with and important English firm, to get an explanations and to establish why his credits wheren't paid. Mister Caliendo also declared that: "I'm ready to take back my Queens Park Rangers together with my partners. </span><span style="font-size:14pt;">My lawyers are verifying that there wasn't a frame up to defraud me in all this operation."</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ITALIA-OLANDA: È CADUTO IL MURO DI BERLINO]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=141</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 10:57:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
<guid>http://calcioparole.wordpress.com/?p=141</guid>
<description><![CDATA[Fischio finale di Italia-Olanda (3-0), esordio degli Azzurri ad Euro 2008.
Sulla prima rete tedesca ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Fischio finale di <strong>Italia-Olanda </strong>(3-0), esordio degli Azzurri ad Euro 2008.</p>
<p class="MsoNormal">Sulla prima rete tedesca ARD, il leggendario bomber della Nazionale di Germania anni ‘70 <strong>Günter Netzer,</strong> ora apprezzato opinionista, commenta in studio la disfatta degli Azzurri. È come sempre pacato e professionale, ma come tutti i tedeschi, che ancora non ci hanno perdonato la vittoria mondiale ’06 in casa loro, ha gli occhi che brillano.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">“Una delle tue favorite ci ha lasciato le penne”, gli fa notare il collega in studio. Non l’avrebbe ritenuto possibile neanche nei suoi sogni più “arditi”, risponde l’ex-centravanti del glorioso <strong>Borussia Mönchengladbach</strong>, laddove l’aggettivo tradisce, involontariamente, il piacere sottile che la Nazione teutonica prova nel vederci affondare.</p>
<p class="MsoNormal">L’analisi tecnica, ben circostanziata, si sofferma in particolare sul cannoniere del <strong>Bayern Monaco</strong> <strong>Luca Toni</strong>, rimasto a secco e imbrigliato, secondo <strong>Netzer,</strong> in una ragnatela di rifornimenti difficili non all’altezza del calcio moderno.</p>
<p class="MsoNormal">Il suo giudizio globale sui giocatori italiani -<span> </span>“si sono impegnati” - suscita ilarità, in quanto, ricondotto all’ambito scolastico, si ritrova regolarmente sulle pagelle degli alunni sì volonterosi, ma pur sempre insufficienti.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">“È caduto il muro di Berlino”, ribadisce <strong>Marino Bartoletti</strong> a <strong>Dribbling</strong> (Rai 2) al di qua delle Alpi. Così espresso, il concetto è ancora più chiaro.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Per la gioia degli avversari storici e dei detrattori, l’Italia Campione del Mondo, mai sconfitta per 3-0 in questo torneo, esordisce subendo più reti che nel corso dell’intero Mondiale 2006. Una prestazione, quella degli Azzurri, che a prescindere dall’episodio del primo goal olandese, rivelatosi regolare pur con <strong>Panucci</strong> a terra al di là della linea di fondo, suona come un serio campanello d’allarme per il passaggio del girone.</p>
<p class="MsoNormal">Si è già detto ampiamente degli errori di <strong>Donadoni</strong>, dal modulo sbilanciato alla scelta degli uomini, ad iniziare dalla collocazione di <strong>Ambrosini e Gattuso</strong> a centrocampo al posto del più in forma <strong>De Rossi.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Più nebulosa l’analisi del non gioco mostrato dai suoi uomini: una squadra non reattiva, mal assortita nei ruoli, lenta nelle ripartenze e vulnerabile nei cambi di gioco. Un’Italia che non gira e che sembra non funzionare in nessun reparto: ferma in difesa, priva di sincronismi al centrocampo e inconcludente sotto porta, per una prestazione collettiva gravemente insufficiente e addirittura a rischio di un passivo più pesante.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Le sostituzioni operate dal CT non cambiano il volto della partita. Saltato ogni schema, i giocatori<span> </span>vagano per il campo senza più riuscire a costruire la manovra. Eppure, nella conferenza stampa del post-partita <strong>Donadoni</strong> si lascia sfuggire la frase: “Non è che l’Olanda ci abbia così sovrastato”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">“Usciamo con le ossa rotte”, dice giustamente <strong>Bruno Longhi a StudioSport</strong> (Italia 1), “abbiamo subito un’autentica lezione di calcio”. E mentre <strong>Capitan Buffon</strong> salva l’onore scusandosi con tutti i tifosi italiani per la prestazione, si riflette su cosa cambiare.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Secondo <strong>Netzer,</strong> venerdì l’Italia deve aggredire la <strong>Romania</strong> sin dai primi minuti e non lasciarsi nuovamente imbrigliare in una ragnatela avversaria che la porti ad essere lenta e inconcludente. “Altrimenti”, e la sola idea gli fa brillare gli occhi, “gli italiani sono fuori”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Mancini-Mourinho: il perdente è Moratti]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=139</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 21:55:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
<guid>http://calcioparole.wordpress.com/?p=139</guid>
<description><![CDATA[ 
“Son tutte balle, solo che non abbiamo più la pazienza di smentirle”, aveva detto con tono di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">“Son tutte balle, solo che non abbiamo più la pazienza di smentirle”, aveva detto con tono di sufficienza Moratti ai reporter assiepati sotto il suo ufficio che lo interrogavano sul possibile arrivo all’Inter di José Mourinho. Sappiamo tutti com’è finita: con un pranzo in un ristorante esclusivo di Parigi, con tanto di paparazzo a immortalare il Presidente, il figlio Angelo Mario, l’amministratore delegato Paolillo e il tecnico portoghese, e con la presentazione di quest’ultimo ieri ad Appiano Gentile.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Sala stampa affollata, con il neoallenatore seduto accanto a Branca, Paolillo e al vice Beppe Baresi. Davanti a loro un tavolo completamente nudo, in uno stile “braccini corti” che cozza con la grandeur del Presidente,<span> </span>ricoperto da un drappo nerazzurro. Per Mourinho, accaldato e impegnato in una lunga trafila di domande e risposte, neppure un bicchier d’acqua.</p>
<p class="MsoNormal">Uomo distinto, intelligente e colto, Mourinho giunge all’appuntamento accuratamente preparato (studiava evidentemente da mesi), sfoderando uno splendido italiano condito da un fuori programma nel gergo meneghino: “Io non sono un <em>pirla</em> ", risponde a un giornalista inglese reo di aver cercato di riportare ad arte il discorso sui giocatori del Chelsea.</p>
<p class="MsoNormal">Afferma di aver studiato per un mese soltanto, sbugiardato dai perfetti accordi verbali, dall’uso assolutamente corretto delle preposizioni e da una proprietà di vocabolario di tutto rispetto.</p>
<p class="MsoNormal">È un po’ attore, Mourinho, e recita alla perfezione la parte di chi deve far presa su una platea reduce dalle polemiche, che fiuta un po’ prevenuta nei suoi confronti. Smorza i toni sulla preannunciata "rivoluzione", non si autoesalta, si dichiara disponibile al colloquio con i giocatori.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Durante la diretta TV, il telespettatore cerca invano Massimo Moratti, che pare aver preferito la lontananza dalle telcamere.</p>
<p class="MsoNormal">Avevo sempre ammirato Moratti; ora tuttavia, per onestà di giudizio devo dire che da questa storia esce a pezzi – unitamente alla Società. Interrogativo spontaneo: Oriali (“Mancini rimane al 110 %”) e Paolillo (ai microfoni di Radio Anch'iosport aveva dichiarato che l’incontro Moratti-Mancini sarebbe stato un semplice colloquio per discutere "una visione generale e un programma", con l'80% di chances di riconferma per il tecnico) erano al corrente delle sue “manovre” in direzione Mourinho e hanno bluffato, oppure, contando come il 2 di coppe, sono state le prime vittime del colpo di testa del patron?</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Sta di fatto che la popolarità del Presidente è ai minimi storici. Nei giorni scorsi, gli stessi<span> </span>sostenitori nerazzurri, disgustati dalle sue cadute di stile, avevano bersagliato di lamentele l’emittente Inter Channel, invocando un metro di giudizio più severo sul suo comportamento da ricco non signore e minacciando di non rinnovare più né il tesseramento, né l’abbonamento al canale tematico, in quanto quest'ultimo, fonte ufficiale della Società, aveva difeso a spada tratta l’(indifendibile) approccio di Moratti.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Non essendo bastato il ritardo di oltre 2 giorni nell’emissione del comunicato ufficiale sull’esonero di Mancini, la Dirigenza nerazzurra aveva deciso di rendersi ridicola fino in fondo minacciando azioni legali contro chi avesse riportato presunti stralci del colloquio d’addio fra il patron e il Mancio. Ironica la risposta de “Il Giornale”, a firma Riccardo Signori: “Prendiamo atto della smentita della società (sperando che non sia come quelle su Mourinho degli ultimi mesi).”</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">In un crescendo di gaffes e meschinerie senza precedenti, ecco l’annuncio dell’esonero di Mancini senza neppure un ringraziamento formale al tecnico "scaricato" (ringraziamento presente invece nel comunicato stampa di quest’ultimo), il rinvio dell’ufficializzazione dell’ingaggio di Mourinho fino al pomeriggio del 2 giugno, il grazie al Mancio “a scoppio ritardato” (solo dopo le pesanti critiche piovute a 360 gradi) e un volgare epilogo a pesci in faccia destinato a finire in tribunale, dove Moratti rischia di perdere ben più della faccia (che molti sostengono non abbia già più).</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Per non parlare della presunta buonauscita da lui proposta al suo ex-tecnico e del presunto tentativo di aggrapparsi allo scandalo intercettazioni come giusta causa per il suo licenziamento. Tesi giuridicamente insostenibile.</p>
<p class="MsoNormal">Quanto alla classe e all’etichetta che l’avevano da sempre contraddistinto, Moratti le aveva già perse in tribuna d’onore con gestacci, volgarità e labiali di critica ai suoi giocatori. E se è vero che i mass media tendenziosi "ci marciano”, stavolta il Presidente deve prendersela soltanto con se stesso.</p>
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<p class="MsoNormal">Signori, si cambia. Si cambia l’allenatore campione d’Italia, si cambia un team vincente (pur con tutti i suoi limiti), si abbandonano le certezze per le incertezze. Il verdetto al campo.  Se i risultati dovessero cambiare in peggio, si cambi il Presidente.</p>
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<title><![CDATA["Il Barcellona vuole David"]]></title>
<link>http://blogcaliendo.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 13:18:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogcaliendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Barcellona ha puntato David Trezeguet. Lo ha dichiarato l&#8217;agente del francese, Antonio Cali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="luogo">Il Barcellona ha puntato David Trezeguet. Lo ha dichiarato l'agente del francese, Antonio Caliendo: "Il Barca e' interessato a David - ha dichiarato a "L'Equipe" - E' una cosa che va avanti da anni. Esistono ora delle incertezze per l'attacco del Barcellona del prossimo anno, per esempio Eto'o potrebbe andarsene". (Agr)</span></p>
<p><a href="http://www.gazzetta.it/ultimora/agrnews.jsp?id=%7bC0100466-5C92-4747-9C2D-45E8CBBE5B87%7d&#38;cat=home&#38;sezione=CALCIO" target="_blank">Gazzetta.it</a>, 30/5/2008</p>
<p>Trezeguet dans le viseur</p>
<p>Courtisé depuis des années par le Barça, <a href="http://www.lequipe.fr/Football/FootballFicheJoueur2966.html">David Trezeguet</a> va-t-il finir par rejoindre la Catalogne ? «<em>Le Barça est intéressé par David. Cela fait des années. Il existe des incertitudes à Barcelone concernant l'attaque. Par rapport à Eto'o, par exemple, ça peut bouger</em>», a déclaré l'agent de Trezeguet Antonio Caliendo à <em>L'Equipe</em>.<br />
La presse catalane et italienne fait état depuis jeudi d'un départ d'Eto'o vers l'Inter Milan. Ibrahimovic pourrait faire le chemin inverse. A moins que les <em>Blaugrana</em> n'utilisent l'argent du transfert d'Eto'o pour signer le buteur français.</p>
<p><a href="http://www.lequipe.fr/Football/breves2008/20080530_105011_trezeguet-dans-le-viseur_Dev.html" target="_blank">L'Equipe.fr</a>, 30/5/2008</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Moratti-Mancini: fine della telenovela]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=138</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 16:32:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[La telenovela Moratti-Mancini, da mesi appannaggio di vignettisti e barzellettisti, si è conclusa c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La telenovela Moratti-Mancini, da mesi appannaggio di vignettisti e barzellettisti, si è conclusa con una figuraccia ignobile dell'Inter.</p>
<p>Non intendo addentrarmi nei rispettivi torti e ragioni del Presidente e del tecnico: ad uscirne a pezzi è la Società FC Internazionale, autoridicolizzatasi davanti al mondo del calcio, ai giornalisti e ai propri tifosi.  Soprattutto, ritengo irrimediabilmente incrinata la credibilità della parola del Presidente Massimo Moratti, da mesi (e fino all'ultimo giorno) categorico nello smentire le voci sull'arrivo di Mourinho.</p>
<p>A oltre ventiquattr'ore dal siluramento di Mancini, trapelato nel primo pomeriggio di ieri e riportato nel frattempo anche dall'ultimo giornaletto di quartiere, il Sito Ufficale dell'Inter e il canale tematico Inter Channel - fonti ufficiali della Società nerazzurra -, brillano nel tacere la conferma dell'avvenuto divorzio.</p>
<p>Si può soltanto immaginare che l'evidente mancato accordo sull'emissione del comunicato congiunto,  con i relativi rischi legali per la Società nella diffusione delle notizie, abbiano messo sott'acqua l'Ufficio Stampa.</p>
<p>Il vergognoso epilogo della telenovela di quarta categoria, iniziata con lo sfogo del tecnico di Jesi nel dopo-Liverpool, sarebbe durato pochi minuti: un colpo di spugna molto poco signorile su una collaborazione che, pur con i suoi alti e bassi, era fruttata la creazione di un ottimo gruppo e 7 trofei in 4 anni. Il tutto, dopo il noto annoso digiuno di vittorie.</p>
<p>Allo sfascio lo stile societario morattiano: ricorrenti silenzi-stampa, un tecnico che vince il campionato e tace, perde la Coppa Italia e tace, facendo poi presagire, tramite il proprio procuratore, il proposito di voler rimanere alla guida della squadra. Prospettiva reiterata , "al 110 %", dal ds Gabriele Oriali.</p>
<p>Inqualificabile, sul piano umano, il comportamento di Moratti: una sorta di usa e getta nei confronti del Mancio (che giustamente non si accontenta della buonuscita offertagli e rivendica l'intera cifra spettantegli per contratto) e una totale mancanza di rispetto verso i tifosi, in balia degli echi (veritieri) della stampa inglese e spagnola, che da tempo davano per certo l'arrivo di Mourinho sulla panchina nerazzurra.</p>
<p>Perde la faccia, Moratti, dopo mesi di infastidite smentite ai derelitti reporter soliti trascorrere ore intere sotto il suo ufficio per ricevere in cambio due parole di sufficienza non veritiere (evviva il rispetto del lavoro altrui!). La perde davanti al mondo del calcio, ai mass media e ai tifosi nerazzurri. Tifosi ora inviperiti con il patron, il cui ultimo colpo di testa rischia di costare carissimo alla Beneamata: il disfacimento di un gruppo rivelatosi vincente nonostante gli infortuni e i relativi rimaneggiamenti di formazione e un salasso economico di oltre 100 milioni di euro in spese per il nuovo staff e per i capricci di "The Special One", già a Milano per completare sul posto il corso full-immersion nella nostra lingua.</p>
<p>Ora, se è vero che "simpatia Mourinho" deve ancora dimostrare di essere il tecnico giusto per l'Inter, l'Inter una dimostrazione lampante l'ha già data: quella di non essere una società.</p>
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<title><![CDATA[SCAMBIATEVI IL SEGNO DELLA PACE]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=137</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 16:52:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Detesto le ipocrisie e le forzature. Così ho definito il “terzo tempo” nel calcio sin dalla sua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Detesto le ipocrisie e le forzature. Così ho definito il “<strong>terzo tempo</strong>” nel calcio sin dalla sua introduzione. L’apice della falsità è stato raggiunto sabato sera allo <strong>Stadio Olimpico</strong>, nella Capitale, al termine della finale di Tim Cup fra Roma e Inter: un grottesco happening a tarallucci e vino per far digerire ai nerazzurri i veleni propinati loro per mezzo campionato dai rivali giallorossi.</p>
<p>Alchimia di un veleno ideologico dagli ingredienti mediatici, istituzionali e di giustizia sportiva, volto ad appestare l’ambiente nerazzurro e a creare un terreno fertile per un finale di stagione nel segno dei giallorossi: le insinuazioni di <strong>Totti</strong> sugli “aiutini” all’Inter, responsabili di una controsudditanza psicologica contro la Beneamata, la stampa asservita alla causa anti-interista, i titoloni scandalistici de “Il Romanista”, la partigianeria della “Rai de Roma”, l’operato di opinionisti di fede giallorosa schierati e non (Paolo Liguori a  Mediaset, Mario Sconcerti su Sky, Aldo Biscardi su 7 Gold), le vergognose recriminazioni di De Rossi sulla presunta irregolarità del campionato, l’opposto metro di valutazione del turpiloquio di Vieira e dei “vaffa” di Totti in sede di Giustizia Sportiva, ecc.</p>
<p>D’incanto, ecco materializzarsi un comunicato dei due Capitani – <strong>Zanetti e De Rossi</strong> (l’autore delle provocazioni) - che esorta a una festa dello sport, condito da commenti mediatici che trasformano la Roma blindata del pre-partita in una terra dove scorre latte e miele.</p>
<p>La forzatura introdotta  nei templi del calcio ha un parallelo in quelli religiosi: “Prima di presentare i doni all’altare, scambiamoci un segno di pace”, recita la S. Messa domenicale.<br />
Un gesto che ho sempre trovato inutile, se non bugiardo, in mancanza di un proposito che venga dal cuore. Proposito poco probabile nel franco tiratore che sabota i vostri progetti di lavoro o nel vicino calunniatore… che di cambiare rotta non hanno la minima intenzione, così come non ce l’hanno avversari e mass media nei confronti dell’Inter.  Per quanto mi riguarda, detesto la gestualità ostentata come surrogato del sentimento sincero, mi defilo dal Padre Nostro recitato tenendosi a braccetto alla stregua del <strong>Manchester United</strong> nel cerchio di centrocampo prima dei calci di rigore e non sopporto la “costrizione” di dover stringere dieci mani sulle quali, per tutto l’arco della funzione, si è tossito ogni genere di bacillo.<br />
Confesso che lo scorso inverno, per evitarmi una Santa Comunione al meningococco, ho porto maleducatamente la mano… con il guanto.</p>
<p>Nel calcio italiano, l’epidemia è ideologica, ma non per questo meno ripugnante e contagiosa. Ultimo caso, la montatura del <strong>caso intercettazioni</strong>. Quanto ai doni all’altare della famiglia Sensi,  completano la serie il divieto di trasferta a Parma per i tifosi nerazzurri, la designazione dello Stadio Olimpico quale sede non neutra (!) della finale e il ricorso respinto contro le squalifiche di <strong>Cruz</strong> e <strong>Materazzi</strong>.</p>
<p>Che dire del resto della serata? Fra gli spunti mediatici, il <strong>Pupone Totti</strong> riesumato in divisa da calciatore per ritirare il trofeo, gli isterismi di <strong>Rossella Sensi</strong>, sempre più a disagio davanti ai microfoni, e il Presidente della Lega “<strong>Tonino</strong>” <strong>Materrese</strong>, che nell’intervista del dopopartita su Rai1, chiama per ben 3 volte il capo dello Stato “<strong>Presidente <em>Napoletano</em></strong>”.</p>
<p>Sul piano sportivo, la differenza fra le due squadre la fa l’incrocio dei pali colpito da <strong>Burdisso,</strong> anche se la Roma costruisce più dell’Inter e si aggiudica meritatamente il confronto secco. Senza brindisi né strette di mano forzate, mi associo ai giocatori nerazzurri che hanno reso onore al merito della Roma per la conquista del trofeo e per il bel campionato disputato.</p>
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<title><![CDATA[LA FESTA DI SANT'IBRA]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=136</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 15:06:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Veni, vidi, vici. Tre parole che ben riassumono il “miracolo” di Sant’Ibra di Svezia, calato i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Veni, vidi, vici. Tre parole che ben riassumono il “miracolo” di Sant’Ibra di Svezia, calato in sordina dalla Scandinavia per celebrare la sua classe e il 16° Scudo nerazzurro. Due bordate in 17’ minuti e Zlatan fa la festa a tutti: gufi, gatti neri, iettatori, romanisti, fogna mediatica.</p>
<p>Ma quello del 18 maggio 2008 è lo Scudetto di tutta l’Inter, costato, per citare Churchill, “Blood, Sweat and Tears”. Sangue, sudore e lacrime profusi per l’intera stagione, fino agli ultimi minuti dell’ultima partita, per avere la meglio sulla falcidie di infortuni, sul calo atletico nella seconda parte della stagione, sulla Roma in rimonta, sul contraccolpo psicologico del dopo-Liverpool, sui cartellini assurdi (l’entrata di Parravicini su Balotelli, a Materazzi sarebbe costata il rosso!), sulle frecciate di Totti, sui colpi sotto la cintura portati da stampa e TV, culminati ad arte, a tre giorni da Parma-Inter, nell’infamante fuga di notizie del “caso intercettazioni”.</p>
<p>Chi già pregustava un secondo 5 maggio è servito a dovere. L’Inter si cuce sulla maglia lo Scudetto del Centenario, il terzo consecutivo. Uno Scudetto vinto sul campo, avendo la meglio sulla Roma degli “aiutoni”, sul Milan Campione del Mondo rimasto a mangiar la polvere a – 21 e fuori dalla Champions League, sulla Juve che ha già rialzato la cresta dopo essere stata graziata da una strameritata retrocessione in C2, su avversarie prive di penalizzioni e non gravate da decisioni a tavolino che dir si voglia, sui ragli d’asino di Tuttosport, che oggi titola “Sono 15”, con una croce sullo Scudo nerazzurro 2006... Ostacoli finali della lunga corsa Scudetto, l’infortunio del “Cuchu” Cambiasso, il divieto di trasferta a Parma e l’acquitrino del Tardini.</p>
<p>Milano si tinge di nerazzurro, fra i tifosi assiepati in Piazza Duomo e lo Stadio Meazza, che accoglie la squadra in una bolgia di musica, canti e colori nerazzurri. Peccato soltanto che domenica scorsa, dopo Inter-Siena, la bolgia fosse stata di fischi assordanti, e il congedo al pullman, ieri tanto atteso, un coro unanime di “andate a lavorare”.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[TUTTI PAZZI CONTRO MATERAZZI]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=135</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:59:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono gli stessi che solo quindici giorni fa, dopo Inter-Cagliari, uscivano dal Meazza a caccia dei s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono gli stessi che solo quindici giorni fa, dopo Inter-Cagliari, uscivano dal Meazza a caccia dei suoi gadget e delle sciarpe “Tutti pazzi per Materazzi”: dopo il rigore sbagliato contro il Siena, pazzi lo sono di rabbia verso di lui, l’eroe di Berlino.</p>
<p>“Tutti pazzi per Materazzi”: un coro che domenica nello stadio è rimasto muto, lasciando spazio all’uragano di fischi che ha accompagnato il congedo stagionale dell’Inter dal campo di San Siro.</p>
<p>Sul mio onore: al rigore sbagliato non ho fischiato Materazzi, né ho imprecato contro di lui. Mi sono ritrovata improvvisamente al suo posto sull’erba di San Siro. Mi sono sentita addosso gli occhi degli 80.000 spettatori, quelli delle telecamere, gli insulti irripetibili dagli spalti. Alla respinta di Manninger, ho visto balenarmi contro la collera dei compagni, l’universo mediatico e una notte da incubo, passata a rivedermi su quel dischetto.</p>
<p>Al contrario di giornalisti e tifosi, su Materazzi mantengo la mia linea, convinta che il suo gesto di impossessarsi del pallone sia stato dettato non dall’arroganza, ma dall'eccesso d'agonismo e dal suo cuore ardito di guerriero. Ci ha messo il cuore, il coraggio e la faccia, Materazzi: la faccia stravolta che si è coperto con la maglia uscendo dal campo, l’espressione distrutta con cui in serata, dopo chissà quale bufera negli spogliatoi, ha chiesto scusa ai compagni in TV.</p>
<p>Mettere il suo sigillo al 16° Scudo dando simbolicamente un calcio a un anno difficile, per potersi finalmente inebriare nella festa: questo, per conto mio, il significato del suo gesto. La festa, nel dopopartita, avrebbero voluto farla a lui i tifosi: gli stessi che avevano gioito nel vederlo dirigersi verso il dischetto, come fa notare Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport: “Probabilmente, non c’è un solo interista a San Siro che dica “No, lui no”.</p>
<p>Tutti quattro, per Matrix, sui giornali odierni. Su “Il Giornale” addirittura un tre, con l’accusa di aver sbagliato “tutto e di più” e di aver cercato il goal prima per sé, poi per la squadra.</p>
<p>Dal canto mio, al di là del rigore, ho visto un altro Materazzi. Un Materazzi sceso in campo motivato e grintoso come non mai, che chiedeva a grandi gesti la carica del pubblico; un giocatore dinamico, autore di ottimi spunti di gioco e di una gran mole di corsa, instancabile nel fare la spola fra la difesa e l’area avversaria alla ricerca della zuccata vincente sui calci piazzati. Ha colpito una traversa, Materazzi,  ha vinto la totalità dei duelli aerei e si è distinto nel gioco di piedi. È vero: si è reso protagonista di un brutto fallo su Locatelli e ha calciato il peggior rigore della sua carriera. Ma se ha esagerato, ha esagerato con il cuore. Non meritava gli urlacci di Mancini, né il rimprovero di Moratti.</p>
<p>Il proposito l’aveva già manifestato scherzosamente lo scorso inverno a “Caffè doppio” (Inter Channel), riguardo a quelle punizioni che non gli facevano più tirare: “Un giorno prendo, parto e batto io. Poi si arrabbierà il mister, si arrabbierà qualche compagno…” . Aveva poi aggiunto come gli mancasse tornare ad essere se stesso.</p>
<p>Dietro i suoi alti e bassi di forma, il logorio nervoso di mesi di polemiche, rancori, angosce e danni all’immagine del post-mondiale, lo stress dell’assenza dai campi di inizio stagione, le feroci critiche del dopo Liverpool.</p>
<p>Ed eccolo intravedere, in fondo al tunnel, lo Scudetto e, con esso, l’occasione di tornare a sentirsi l’uomo-guida, il simbolo nerazzurro, l’idolo dei tifosi, il giocatore completo, il micidiale rigorista dei Mondiali di Germania e di Siena ‘07, con solo un errore all’attivo in carriera. Se stesso, insomma. Una voglia di riscatto che, forse, l’ha portato a strafare.</p>
<p>Eloquente il commento di Susanna Wermelinger nel suo editoriale odierno su Inter Channel: “Voleva segnare e sognare.  Invece, non ha segnato e ha avuto un incubo”.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Italia-Inglaterra-España]]></title>
<link>http://eldepo.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 05:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>eldepo</dc:creator>
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<description><![CDATA[MALA LECHE 
En el Calcio italiano el Inter de Zanetti, Burdisso, Cambiasso, Cruz y Crespo no pudo ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MALA LECHE </strong></p>
<p style="text-align:justify;">En el Calcio italiano el Inter de <span class="Copete">Zanetti, Burdisso, Cambiasso, Cruz y Crespo no pudo campeonar frente al Siena y en su casa. Ganando el partido se consagraba pero </span>Materazzi se erró un penal y el partido terminó empatado en dos. La Roma ganó y quedó a un punto. Ahora al Inter le toca el Parma de Cúper [<span class="Copete">"Lo siento si el Inter pierde el título, pero mi futuro depende de que Parma se salve"</span>] y la Roma juega contra el Catania, ambos van de visitante.</p>
<p><strong>TE VEZ BIEN</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>Carlitos consiguió su primer título en europa en su primer año en el Manchester. En la última fecha de la Premier League, con goles de C. Ronaldo (penal) y Giggs, el equipo del argentino le ganó 2-1 a un muy flojo Wigan de visitante. El apache dió la vuelta con la bandera blanquiceleste al hombro y ya está pensando en la final de la Champions contra el Chelsea.</p>
<p><strong>KUN CHAMPS</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Pase de Maxi Rodriguez y gol de Forlán. El Atlético Madrid le ganó al Deportivo La Coruña a estadio lleno y consiguió la clasificación para la Champions League después de 12 años.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inter: rossi di sera, polemica impera]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=134</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 00:01:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo schiaffo nel derby e la reazione in Coppa Italia contro la Lazio;  l&#8217;incontro santificante ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lo schiaffo nel derby e la reazione in Coppa Italia contro la Lazio;  l'incontro santificante con Papa Benedetto XVI e lo scontro con la realtà arbitrale del rosso facile, condita dall'inevitabile strascico di polemiche.</p>
<p>La settimana in corso ci ha riproposto, ancora una volta, i due volti antitetici dell'Inter senza pace 2007-08.<br />
Come altro definire questa squadra, con tutte le sue contraddizioni? Corazzata affondabile? Colosso d'argilla? O semplicemente, pazza Inter?</p>
<p>La stracittadina di domenica l'ha vista soccombere a un Milan che ha espresso più gioco, più grinta, più voglia di costruirsi il proprio destino - la qualificazione alla Champions League 2008-09 -, a fronte di un atteggiamento troppo rinunciatario da parte dei nerazzurri, finalizzato, forse, alla sicurezza matematica del 16° Scudo.</p>
<p>C'è chi ha analizzato la sconfitta in chiave tattica, attribuendola alle scelte errate di Mancini, e chi si è limitato laconicamente ad affermare che un derby è sempre un derby, con tutte le insidie e le incognite del caso.<br />
L'unica certezza è che l'avversario di turno, per sgangherato che sia, contro l'Inter gioca sempre alla morte, come si era già visto in occasione delle sconfitte dei nerazzurri contro il Napoli e la Juve. Se poi vi aggiungiamo l'eliminazione contro il Liverpool, ci accorgiamo che l'Inter di quest'anno ha inciampato proprio contro le sue avversarie storiche, o comunque, contro quelle con cui per nulla al mondo sarebbe stata disposta a  perdere.</p>
<p>Che di festa o di sconfitta si tratti, tuttavia, la costante dei nerazzurri risiede negli strascichi polemici: polemiche su Mancini e polemiche sui rossi generosamente elargiti dagli arbitri alla Beneamata. Due filoni talvolta convergenti, come è stato sia contro il Liverpool, sia mercoledì sera. </p>
<p>L'Inter, è innegabile, ci mette spesso e volentieri del suo per rovinarsi la festa da sola. Ma è altrettanto vero che i 2 pesi e le 2 misure con cui i fischietti valutano gli interventi fallosi dei nerazzurri rispetto a quelli dei giocatori in altra casacca hanno ormai assunto connotati talmente scandalosi, da rendere superflua l'analisi comparativa dei singoli episodi. Al punto che, parafrasando Vujadin Boskov ("rigore è quando arbitro fischia"), si può ora affermare che "espulsione è quando arbitro estrae cartellino rosso". Di più: per l'opinione pubblica, l'espulsione è meritata - se non sacrosanta -, non secondo l'idea che ciascuno, più o meno obiettivamente, dovrebbe essere in grado di farsi dalle immagini, bensì quando lo affermano giornali e TV. Gli stessi che, per intenderci, già pregustano un improbabile scivolone dell'Inter di fine campionato.</p>
<p>Tornando ai rigori, ieri sera Morganti ha regalato l'ennesimo calcio dagli 11 metri alla Roma. I giallorossi, dunque, approdano alla finale casalinga del 24 maggio grazie al solito rigoretto, mentre l'Inter si presenterà all'Olimpico già gravata dalla squalifica di Materazzi e dalla probabile assenza dalla panchina di Mancini.</p>
<p>Attenzione, è un segnale forte. E i segnali, si sa, vanno saputi interpretare prima. Dopo, come ho scritto tante volte, agli annali non rimarrà che il nome di chi l'avrà messa dentro una volta più dell'avversario. Non importa se di rigore o in 9 contro 11. Chi vince ha sempre ragione, chi perde (la partita o i giocatori per espulsione) ha sempre torto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Matrix è tornato al goal]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=133</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 20:16:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
<guid>http://calcioparole.wordpress.com/?p=133</guid>
<description><![CDATA[Milano, domenica 27 aprile, ore 17.00. Poco dopo il fischio finale di Inter-Cagliari, i tifosi neraz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, domenica 27 aprile, ore 17.00. Poco dopo il fischio finale di Inter-Cagliari, i tifosi nerazzurri festanti prendono d'assalto le bancarelle fuori dallo Stadio Meazza. A spopolare sono i gadget di Matrix: la maglia numero 23, i polsini e le sciarpe "Tutti pazzi per Materazzi".<br />
Marco Materazzi, ancora all'interno dello stadio, queste scene non le vede.</p>
<p>Ha appena messo a segno la sua prima rete stagionale: un goal a lungo atteso, a scacciare un lungo periodo di sofferenza. Un goal pesante, che ipoteca il 16° titolo dell’Inter, mandando in delirio San Siro. A fine partita, la Curva Nord lo congeda con un’ovazione, in una festosa cornice di fumogeni colorati. Potere di un’incornata magistrale stile Germania 2006: una rete da manuale che lo restituisce finalmente alla classifica marcatori e agli onori della cronaca.<br />
Per lui, in questa stagione, non è stato sempre così.</p>
<p>È lo stesso Materazzi, nella sua autobiografia, a lamentarsi di non riuscire mai a godersi appieno i momenti agonistici più belli senza che qualcosa o qualcuno intervenga a guastarli.<br />
Nell’attimo dello sfogo di tutta la sua gioia e la sua rabbia, complice forse il suo atteggiamento schivo nei confronti delle telecamere, ecco infatti la TV rubargli il labiale e strumentalizzarlo ai fini polemici.</p>
<p>Materazzi non è mai stato polemico. Neppure quando, al rientro dal suo brutto infortunio, veniva regolarmente relegato dal Mancio agli ultimissimi minuti di gara. Per come lo vedevo muoversi (e per quanto mostrato due settimane prima nei 70’ minuti di Sheffield), non ho mai avuto dubbi che, sin da allora, avrebbe potuto essere utilizzato molto più a lungo.</p>
<p>Quanto sia effimera la gloria lo ribadiva il doppio giallo di Liverpool, che solo l’esercito degli indottrinatori faziosi a caccia di polemiche poteva considerare meritato e spacciare per tale a titoli cubitali, al punto da far presa sugli stessi sostenitori nerazzurri. L’aspetto più doloroso: per troppi fra gli interisti soliti osannarlo, Materazzi passava, dalla sera alla mattina, da eroe rimpianto a capro espiatorio, da Campione del Mondo orgoglio dei colori nerazzurri a unico colpevole del disastro, da pedina irrinunciabile della difesa interista a 34enne sul viale del tramonto, lento al punto da dover stendere gli avversari per fermarli. E allora, prego, che si accomodasse in panchina e cedesse il posto a Burdisso, al più giovane e veloce Nelson Rivas, al ritorno degli infortunati Samuel e Cordoba… Potere della fogna mediatica e di un pezzo di plastica rosso sventolato nella notte di Liverpool.</p>
<p>Considerazioni ingrate e ingenerose di chi, accecato dalla rabbia e dalla delusione della Champions sfumata, di Materazzi dimenticava tutte le botte subite sul campo (dall’infortunio in Ungheria alla testata in Inter-Palermo), i pregevoli lanci lunghi di sinistro, i preziosi colpi di testa a liberare l’area, l’impegno profuso per ritrovare una condizione che Samuel e Cordoba, al momento dei rispettivi rientri, potranno soltanto augurarsi di possedere.</p>
<p>Il goal siglato domenica da Matrix reca in sé un auspicio positivo: la chiusura del capitolo doloroso iniziato con l’espulsione al 30’ del 1° tempo di Liverpool e l’apertura di un nuovo positivo capitolo con l’entrata in campo al medesimo minuto del 2° tempo contro il Cagliari: un ‘basta’ alle sofferenze, nell’abbraccio dei compagni e con le dita protese verso il Cielo.</p>
<p>Che il Cielo gliene conceda altri mille, di questi goal e di questi giorni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Inter incorna il Toro, Totti gufa se stesso]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 19:49:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;inizio della settimana mediatica prospera sui due botti della domenica: l&#8217;ipoteca post]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'inizio della settimana mediatica prospera sui due botti della domenica: l'ipoteca posta dall'Inter sullo Scudetto dopo la vittoria sul Torino, condita dalle polemiche sulla sostituzione di Balotelli, e l'infortunio di Francesco Totti.</p>
<p>"Mi hanno gufato", ha detto il capitano giallorosso. All'indirizzo di chi, è facile immaginarlo. Se il suo dramma personale mi induce a passar sopra a questa affermazione, non altrettanto dicasi dell'enfasi mediatica suscitata dal guaio del Pupone in rapporto ad altri infortunati (vedi Samuel, Cordoba &#38; Co).</p>
<p>Auguri di cuore al Capitano della Roma. Ma se come ho sempre ritenuto la grandezza di un atleta si vede nel momento della crisi, in questa occasione tanto grande Totti non mi è parso. Stride infatti il contrasto fra i recenti toni arroganti sull'Inter, l'ancor più arrogante triplo "vaffa" all'arbitro Rizzoli in Udinese-Roma e la successiva teoria del lamento. Per inciso, se a Udine fosse stato espulso e squalificato per turpiloquio come avrebbe meritato (e come toccato in precedenza a Vieira), ora sarebbe a sgambettare sul campo di Trigoria. Si è dunque gufato da sé con le note dichiarazioni sugli arbitri?</p>
<p>O piuttosto, l'infortunio occorsogli in seguito a un tiro senza alcun contrasto avversario fa pensare che sia fisicamente logoro e che il suo ginocchio avrebbe comunque ceduto alla prima occasione?</p>
<p>Come già sottolineai per il grave infortunio del 2006, mi spaventano i tempi di recupero serrati previsti per il Pupone, che allora  bruciò le tappe per essere presente ai Mondiali di Germania, tornando in campo per 74' in un'amichevole contro la Cisco Roma a soli 67 giorni dall'essersi ritrovato con la gamba in frantumi. Un'osservazione superficiale mi bastò per constatare come non "usasse" affatto il piede sinistro, che impattava piatto sul terreno per evidenti deficit di spinta. Totti dichiarò: "Sono riuscito a recuperare molto presto anche grazie a Dio, perché m'ha messo 'na mano in testa e m'ha detto: 'Oh, devi guarire per i Mondiali, perché è giusto così".</p>
<p>Il mio timore è che con quel ritorno-lampo Totti si sia "gufato" da solo. In altre parole, che il suo fisico abbia pagato caro l'"exploit" di allora. Ma i medici sono ottimisti: dimesso dopo l'operazione al crociato anteriore del ginocchio destro, il capitano giallorosso dovrebbe tornare a correre fra 20 giorni.  Che Dio l'assista.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Manchester dei sostituti piega la Roma del rigoretto]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=130</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:35:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non tutti i giorni è domenica: la domenica italiana del rigoretto che ti mantiene in coda all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti i giorni è domenica: la domenica italiana del <strong>rigoretto </strong>che ti mantiene in coda all'<strong>Inter,</strong> come accaduto sabato contro il <strong>Genoa</strong>, cullandoti nel sogno di una "<strong>Roma Capoccia"</strong>. Il "salvagente a ciambella", per la verità, ai giallorossi annaspanti era stato gettato anche stavolta: per la precisione da <strong>Brown</strong>, protagonista di un contatto in area con <strong>Mancini</strong>. Ma come dice il proverbio, non tutte le ciambelle riescono col buco. A bucare il tiro dagli 11 metri ci ha pensato <strong>Daniele De Rossi</strong>, spedendo la sfera sopra la traversa.</p>
<p>Scoramento totale su <strong>Sky</strong>, dove cronisti e commentatori, protagonisti di un tifo sfegatato sin dal pre-partita, cercano di consolare forse i romanisti, forse se stessi: l'assenza di <strong>Totti</strong>, l'infortunio di <strong>Cassetti,</strong> la sfortuna di De <strong>Rossi.</strong> Solo <strong>Paolo Rossi</strong> fa presente che la <strong>Roma</strong>, in 180', non è riuscita a  segnare neanche un goal al <strong>Manchester</strong> <strong>United.</strong> Neppure su rigore. Peraltro, aggiungo, a un <strong>Manchester</strong> schieratosi senza <strong>Cristiano Ronaldo, Scholes </strong>e  con <strong>Rooney</strong> solo nel finale, <strong>Ferdinand </strong>zoppo e <strong>Silvestre</strong> che non giocava una partita intera dallo scorso settembre.</p>
<p><strong>Marcello Lippi, Paolo Rossi e Gianluca Vialli </strong>rovistano nella memoria alla disperata ricerca di grandi giocatori che abbiano sbagliato rigori decisivi; nella concitazione del momento, esce il solo nome di <strong>Maradona</strong>.</p>
<p>Nulla da eccepire sull'impegno dei giallorossi. Stride invece il paragone con la severità unanime dei mass media  verso l<strong>'Inter</strong>, eliminata dal <strong>Liverpool</strong>: troppo piccola per l'Europa, sterile nel gioco, colpevole di una ridda di occasioni sciupate, valutata solo in base al passivo complessivo di 3 reti subito in un doppio confronto disputato per metà in 10 contro 11. Apriti cielo se a fallire il rigore all<strong>'Old Trafford</strong> fosse stato <strong>Ibrahimovic</strong>: non segna neppure dal dischetto, si sarebbe detto, non è un campione perché nel momento cruciale gli è mancata la freddezza, nelle partite chiave non fa la differenza.</p>
<p>Si insiste invece sul volto di <strong>De Rossi,</strong> segnato dall'errore. "Il goal era lì a 11 metri" dichiarerà quest'ultimo. E quando c'è l'impegno, i tifosi perdonano qualsiasi errore. Salvo che a commetterlo sia<strong> Materazzi</strong>. Certo è mancato il <strong>Pupone,</strong> che in occasione dell'incontro d'andata aveva fatto sapere di trovarsi davanti alla TV con i due pupetti in braccio. È mancato il portafortuna <strong>Rossella Sensi.</strong>...</p>
<p>Secondo <strong>Lippi,</strong> che a inizio trasmissione aveva pronosticato un <strong>5-6 per la Roma,</strong> l'eliminazione dalla "Champions" non influirà sul campionato. Mi permetto di dubitarne. È qui che la <strong>Roma</strong> deve fare appello a tutto il suo carattere, per non rischiare il crollo.  <strong>Lippi</strong>, il più largo di manca del trio, si produce in lodi sperticate alla grande stagione dei capitolini e alla prestazione contro il <strong>ManU</strong>: "Hanno fatto tutto... meno il goal", "non era stato messo in preventivo che <strong>De Rossi</strong> sbagliasse il calcio di rigore", "è mancato un pizzico di fortuna"... "Lo sanno tutti che sei mio amico, <strong>Marcello</strong>!" scherza <strong>Spalletti</strong> in collegamento.</p>
<p>A fine trasmissione viene portata in studio una torta per <strong>Lippi</strong> su cui troneggia il n° <strong>60,</strong> gli anni che il mister sta per compiere. Qualcuno, scherzando, lo legge al contrario<strong>: 06, </strong>come il prefisso telefonico di Roma.  La festa alla <strong>Roma </strong>l'hanno rovinata - o se preferite l'hanno fatta - gli inglesi, che un sorteggio beffardo ha voluto sulla strada dei giallorossi<strong> </strong>nei delicati quarti di finale (e non in semifinale o nello scontro secco di <strong>Mosca, </strong>fasi che, si sostiene, sarebbero state loro più favorevoli).  Quegli inglesi irriverenti che, con qualche sostituto di troppo, hanno osato infrangere i sogni di gloria di <strong>Roma caput mundi. </strong></p>
<p><strong>Li mortacci loro!</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Matteo Bagnaresi: un'altra morte annunciata]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 17:40:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
È il 3° lutto in meno di 14 mesi, dopo quelli dell’agente Filippo Raciti  e dell’ultrà lazia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">È il 3° lutto in meno di 14 mesi, dopo quelli dell’agente <b>Filippo Raciti<span>  </span></b><!--[if !supportEmptyParas]-->e dell’ultrà laziale <b>Gabriele Sandri</b>. <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">A trovare la morte all’autogrill, nuovo teatro degli scontri fra tifoserie, è l’ultrà del Parma<span>  </span><!--[if !supportEmptyParas]--><b>Matteo Bagnaresi</b>, per una tragedia in 3 atti dal copione fisso. <b>1° atto</b>: costernazione a 360 gradi per un’apparente fatalità che non trova spiegazioni, rinvio della partita <b>Parma-Juve</b>, testimonianze univoche che attribuiscono alla vittima una fama impeccabile di bravo ragazzo. <b>2° atto</b>: si apprende che <b>Bagnaresi </b>aveva appena terminato di scontare 3 anni di diffida dall’accesso agli stadi; i testimoni oculari riferiscono di sfottò, scontri, spranghe e facinorosi incappucciati, le perizie evidenziano danni al pullman dei tifosi juventini.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--><b>3° atto:</b> l’ondata emotiva, gli pseudoopinionisti nostrani e le vacillanti italiche istituzioni partoriscono le proposte più assurde, come quelle di vietare le soste agli autogrill (!) e tutte le trasferte organizzate.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Questo il copione fisso di una tragedia che si ripete ciclicamente, alla faccia delle rassicurazioni secondo cui i provvedimenti restrittivi introdotti dopo la scomparsa di <b>Raciti e Sandri </b>avrebbero apportato al calcio evidenti benefici in termini di sicurezza. In realtà, come appare evidente, altro non si è ottenuto che di spostare le violenze dagli stadi a fuori. In effetti, non di un problema specifico del calcio si tratta, anche se di calcio porta a morire.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Il discorso si allarga inevitabilmente al piano sociale e a fenomeni paralleli quali il bullismo nelle scuole e i rave party,<span>  </span><!--[if !supportEmptyParas]-->prodotti finali di una lunga serie di storture aventi la stessa matrice. Deviazioni comportamentali dalle radici profonde, che attingono all’humus del crollo dei valori, del permissivismo e del garantismo e che, per parafrasare il linguaggio calcistico, fanno capo a due vertici: vertice basso la famiglia, con genitori ciechi, sordi e indifferenti alle attività e alle frequentazioni dei figli, vertice alto uno <b>Stato alla deriva</b>, sopraffatto da problemi inveterati ormai ingestibili, che si dibatte improvvisando provvedimenti di emergenza che penalizzano i cittadini onesti.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Reputandomi fra questi ultimi, sottolineo che lo Stato di un <b>Paese dell’Europa </b>– e non del <b>terzo mondo</b> - è tenuto a garantirmi sicurezza e incolumità dentro e fuori gli stadi. Come, non è un problema mio. Questa affermazione, come da decenni a questa parte, richiama la necessità di rifondare le Forze dell’Ordine, con relativi nuovi parametri di reclutamento, selezione, addestramento e retribuzione degli agenti. Discorsi sentiti alla nausea a fronte di una realtà squallida: <b>Polizia e Carabinieri </b>hanno abbandonato l’interno degli stadi, dove l’ordine è affidato agli <b>steward</b>, brutte copie delle maschere dei teatri. Ma anche dove rimangono, con tutto il rispetto per la buona volontà e lo spirito di sacrificio dei più, le <b>Forze dell'Ordine </b>non sempre si distinguono per brillantezza di idee e di intervento.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Ora, ad esempio, il <b>Sindacato di Polizia </b>sventola bandiera bianca e propone di vietare incondizionatamente le trasferte organizzate. Si profila una resa ingloriosa dello Stato, che "abbassando i pantaloni" toglierebbe ogni residua fiducia al cittadino e darebbe ancor più lustro al crimine. E poi non meravigliamoci se l’Uefa minaccia di revocare l’assegnazione della<b> finale di Champions League 2009 </b>a <b>Roma.</b><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Sfiducia nei nostri confronti più che motivata, alla luce di quanto osservato fuori dallo <b>Stadio Meazza</b> una mezz’ora prima dell'incontro di campionato <b>Inter-Juve:</b> un cordone umano di pochi poliziotti fungeva da scorta tardiva ai tifosi ospiti, indirizzati inspiegabilmente al <b>cancello 8</b> in concomitanza con l’entrata della <b>Stampa,</b> improvvisando un varco nel grande afflusso della tifoseria locale. “E vi pagano pure!” sbottava seccato un distinto signore.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Quanto alla <b>Polstrada</b>, se è vero che non può controllare tutti gli autogrill, è altrettanto vero che le pattuglie impegnate a multare le vetture che percorrono le autostrade a fari spenti con sette soli potrebbero essere destinate a mansioni socialmente più utili. Alla pari di quei pubblici ufficiali che bulleggiano infliggendo <b>370 euro di multa</b> agli organizzatori di manifestazioni locali che affiggono una locandina o una freccia direzionale fuori dai caselli autostradali sotto i segnali degli incroci stradali.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" align="left">No, non sto parlando di “<b>Carlotta e Peppino oggi sposi</b>”, scritto su un lenzuolo appeso a un ponte dell’autostrada, ma di quelle segnalazioni "artigianali" che indicano il ritrovo della strapaesana, della corsa ciclistica amatoriale o della manifestazione di motocross, a beneficio di chi la domenica sceglie lo sport sano – magari devolvendo gli introiti in beneficenza.<!--[if !supportEmptyParas]--><!--[if !supportEmptyParas]--> Quando è arduo stabilire se sia più ridicola la legge o l’accanimento nel farla applicare. E quando, comunque sia, il cittadino onesto ne esce schifato.<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Tornando al calcio: il primo parto d’ingegno dell’<b>Osservatorio Nazionale</b> dopo la morte di <b>Bagnaresi</b> è stato invalidare i tagliandi per <b>Atalanta-Inter</b> già venduti fuori dalla <b>Provincia di Bergamo. </b>I posti della tifoseria ospite verranno riempiti da bambini, anziani e<span>  </span>allegre famigliole del luogo, con tanti saluti ai diritti dei sostenitori lontani.<span>  </span></p>
<p class="MsoNormal">Ripenso all’istante a due ragazzi austriaci simpatizzanti nerazzurri conosciuti casualmente al <b>Meazza</b>, sempre in occasione di <b>Inter-Juve</b>, venuti espressamente da Vienna<span>  </span>per assistere a una partita a rischio 4, per la quale i famigerati tagliandi avrebbero dovuto essere venduti ai soli residenti nella <b>Provincia di Milano</b>. “Dove vi siete procurati i biglietti?” avevo domandato loro. “Da un bagarino qui fuori dallo stadio”, mi avevano risposto, “come facciamo sempre”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Ricordate quel vecchio slogan da stadio? "<b>SIETE RIDICOLI"</b>!</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inter-Juve: uovo di Pasqua bianconero]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=128</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 21:54:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Nell&#8217;uovo di Pasqua l&#8217;Inter trova uno sgambetto casalingo ad opera della Juve, quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> Nell'uovo di <b>Pasqua</b> l'<b>Inter</b> trova uno sgambetto casalingo ad opera della <b>Juve</b>, quest'ultima un goal del vantaggio regalato in fuorigioco megagalattico. La sorpresa è la prima; il resto non è che un ritorno alla più squallida tradizione bianconera.</p>
<p>"Il capolavoro di <b>Ranieri</b>" menzionato dalla Gazzetta dello Sport mi sembra piuttosto un capolavoro dell'<b>arbitro Farina</b> (a mio avviso uno dei peggiori fischietti in circolazione, designato per arbitrtare il derby d'Italia) e soprattutto del suo assitente <b>Nicoletti</b>.<br />
Vince la <b>Roma</b> e il campionato si riapre, per la gioia di detrattori, indottrinati, puponi e strilloni: quelli che avevano gridato allo scandalo dei presunti aiuti arbitrali all'<b>Inter,</b> innescando una pericolosa controtendenza ai danni dei nerazzurri. Che al goal irregolare di <b>Camoranesi</b> non hanno neppure osato un timido cenno di protesta, che avrebbe forse indotto l'arbitro <b>Farina</b> a riflettere sulla convalida della rete.</p>
<p>Doverosa premessa: l'<b>Inter</b> è innegabilmente in crisi. In crisi di uomini, di gioco, di idee, di gambe e forse ancor più di testa. Per quanto mostrato sul campo, non avrebbe comunque meritato di vincere l'incontro: soprattutto nel 2° tempo è apparsa l'ombra di se stessa, lenta e macchinosa nella costruzione della manovra, in ritardo nei contrasti e inconcludente a rete.</p>
<p>È giunto il momento di chiamare <b>Mancini</b>, lo <b>staff tecnico </b>e quello <b>medico </b>alla resa dei conti, chiedendo loro lumi sulla preparazione atletica svolta, sulla programmazione (soprattutto in vista della primavera) e sulla scelta dei titolari. Due esempi: come giustificare la permanenza in campo di <b>Ibrahimovic</b>, che ieri ha sbagliato pressoché tutti i palloni, o la collocazione del disastroso <b>Burdisso</b> al centro della difesa al posto del veloce <b>Nelson Rivas</b>? Per non parlare della non chiarezza sulle reali condizioni di certi giocatori (<b>Cambiasso</b> e<b> Vieira </b>gli ultimi della serie), su cui il mister si limita a poche sibilline parole estrattegli con la pinza durante le conferenze stampa.</p>
<p>È probabile che il calo di forma che affligge i nerazzurri sia di natura psicofisica, legato cioè al contraccolpo psicologico di aver fallito, con l'eliminazione dalla <b>Champions League</b>, l'obiettivo primario della stagione. Oggi, per inciso, l'arrembante <b>Liverpool</b> è rimasto in 10 contro il <b>Manchester United</b> per doppio giallo a <b>Mascherano</b>, crollando per 3 reti a 0 all'Old Trafford. Una riprova che la dice lunga su come possa costare caro il "gioco dei cartellini" inventato ai danni dei nerazzurri.</p>
<p>Detto questo, nelle attuali condizioni, l'<b>Inter </b>non può permettersi di sommare all'emergenza infortuni e alla crisi di testa e di gambe ulteriori plateali sviste arbitrali che le sottraggano preziosi punti in classifica.</p>
<p>Guai a illudersi che questa sconfitta "favorisca anche l'<b>Inter</b>", in quanto, come dichiarato da <b>Mancini</b>, "almeno non diranno più che gli arbitri ci aiutano". È la trappola più insidiosa in cui la Beneamata potrebbe cadere, oltre che una pia illusione: i detrattori non taceranno comunque mai. E se a vincere fosse la<b> Roma</b>, ai nerazzurri non rimarrebbe che la beffa. Chi vince ha sempre ragione, chi perde ha sempre torto: nessuno ricorda che nella finale di Champions League 2007 il <b>Milan </b>batté il <b>Liverpool </b>per mano di <b>Inzaghi</b>, né ricorderà come nel 2008 l'<b>Inter</b> sia stata affondata da <b>De Bleeckere</b>.</p>
<p>In vista di un finale di campionato caldo non solo meteorologicamente, serve che la squadra ritrovi le gambe e la Dirigenza la parola: chi ingiustizia subisce, di ingiustizia perisce. Buona Pasqua a tutti meno che a <b>Nicoletti e Farina</b>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INTER: 10 ROSSI E LODE]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 19:29:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
<guid>http://calcioparole.wordpress.com/?p=127</guid>
<description><![CDATA[Delle due l&#8217;una: o l&#8217;Inter si è improvvisamente trasformata nell&#8217;&#8221;Armata Br]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Delle due l'una: o l'<strong>Inter</strong> si è improvvisamente trasformata nell'"Armata Brancaleone", oppure, come dichiarato da <strong>Cristian Chivu</strong> ai microfoni di <strong>Inter Channel</strong> poco dopo <strong>Genoa-Inter</strong>, " ormai non è più un caso (...) ho la sensazione che siamo nel mirino di qualcuno che non ci vuole bene".</p>
<p>Come spiegare altrimenti il <strong>10° cartellino rosso </strong>stagionale fra coppe e Campionato incassato ieri sera da <strong>Pelé</strong> dopo un fallo giudicato con una severità che non trova mai riscontro fra gli avversari dei nerazzurri?</p>
<p>Gli arbitri, insomma, sembrano averci preso gusto. Il valzer dei cartellini è diventato una sorta di gioco, di divertimento, di scommessa. Quasi un "<strong>totorosso</strong>": quando e a chi il prossimo?</p>
<p>Inutile dire che questa prevenzione innervosisce i giocatori interisti e li condiziona nelle entrate, pregiudicandone il rendimento e sommandosi al già pesante onere del ridisegnamento forzato degli schemi dettato dagli infortuni. A onor del vero, ad acuire la delicatezza del momento si aggiungono alcune entrate non proprio da manuale da parte degli uomini di <strong>Mancini</strong> e alcune decisioni tattiche incomprensibili del mister, soprattutto in termini di giocatori inesperti o non completamente recuperati schierati titolari (soprattutto a centrocampo).</p>
<p>Fra questi, <strong>Pelé</strong> e <strong>Figo</strong>. Il 3 marzo scorso, <strong>Ladycalcio </strong>aveva reputato quest'ultimo <em>"ancora troppo indietro nel recupero della gamba infortunata per essere schierato titolare. Già osservandone l'azione in riscaldamento si coglie un chiaro deficit di spinta del piede destro, appoggiato quasi 'di punta', oltre che una scarsa dinamicità dell'arto e un'azione insufficiente di gemelli e soleo - chissà se legata ad esiti dolorosi o a semplici carenze muscolari. Insomma, un gesto atletico in atteggiamento di 'difesa', viziato da compensazioni a rischio di ulteriori guai".</em> Come volevasi dimostrare.<br />
Senza negare il calo di forma e i deficit messi in luce dall'Inter nelle ultime settimane (ieri sera, a tratti, l'arrembante <strong>Genoa</strong> pareva essersi trasformato nel <strong>Liverpool</strong>), la squadra merita un 10 e lode per aver salvato ancora una volta il risultato in 10 contro 11. <strong>In 10 per la 10° volta</strong>. Per giunta, come ha commentato <strong>Chivu,</strong> "non è che giochiamo 10 minuti-un quarto d'ora in 10: giochiamo quasi una partita intera".</p>
<p>Ciò nonostante, con la sconfitta della <strong>Ro</strong><strong>ma </strong>nel <strong>derby</strong> <strong>capitolino</strong>, l'<strong>Inter</strong> si porta a <strong>7 punti</strong> di vantaggio sui giallorossi. Ma per far sì che <strong>il "sistema" </strong>non metta in atto l'ultimo disperato tentativo per rallentare la marcia dell'"odiata" <strong>Inter </strong>e regalarle, fra la pioggia di record, anche quello stagionale degli uomini in rosso, è importante che chi di dovere prenda posizione a scena aperta contro i torti gratuiti subiti. Come ha iniziato a fare ieri <strong>Mancini </strong>nei confronti delle decisioni dell'arbitro<strong> Rocchi</strong> - atteggiamento che la <strong>Dirigenza nerazzurra </strong>dovrebbe reiterare.</p>
<p>Come già più volte sottolineato, infatti, gli attuali valori del calcio relegano l'eleganza morattiana a rassegnata accettazione e trasformano gli strepiti di <strong>Juve e Roma</strong> in altrettanti sgambetti all'<strong>Inter</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Torres e Mancini gelano l'Inter]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=106</link>
<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 15:41:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non è bastato il cuore, non è bastato il tifo assordante dello Stadio Meazza stracolmo: le speranz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non è bastato il cuore, non è bastato il tifo assordante dello <strong>Stadio Meazza </strong>stracolmo: le speranze europee dell'Inter si sono infrante al destro micidiale del "<strong>Niño" Torres,</strong> affondato come nel burro nel vuoto della difesa nerazzurra. Non è evidentemente bastata neppure la delusione dell'eliminazione dalla <strong>Champions League</strong>: a completare l'opera in un momento così delicato mancava solo l'annuncio delle<strong> dimissioni</strong> da parte del tecnico <strong>Roberto Mancini </strong>per fine stagione.</p>
<p>Non so quali motivi abbiano spinto il Mancio a un gesto così plateale. Si vocifera di trattative con altri allenatori, di dissidi con lo staff medico e di altro ancora. Qualunque siano le ragioni, tuttavia, lo ritengo un gesto bruttissimo: inopportuno in una serata come quella di ieri, deleterio nel bel mezzo della corsa Scudetto, e oltremodo scorretto nei confronti della Società, dei giocatori e dei tifosi.</p>
<p>Il sogno nerazzurro era già naufragato sulle rive del fiume Mersey dopo le due reti incassate nell'incontro d'andata, che con il goal subito ieri assommano a 3 in 180 minuti. Un passivo complessivo esagerato e impietoso per l'<strong>Inter</strong>, che era comunque già apparsa in chiara involuzione di gioco da dopo la pausa natalizia, sopraggiunta a interrompere il magico momento di forma degli uomini di <strong>Mancini</strong>.</p>
<p>Quali le cause dell'eliminazione?<br />
Innanzitutto <strong>gli infortuni</strong> che hanno decimato la squadra, sconvolgendole gli schemi e condizionandone pesantemente il rendimento. Oltre ai giocatori in infermeria, vi sono infatti elementi come <strong>Figo, Stankovic, Ibrahimovic, Vieira, Crespo, Cruz,</strong> ecc., appena rientrati o alle prese con fastidiosi problemi fisici.</p>
<p><strong>L</strong><strong>e decisioni arbitrali a senso unico nel doppio confronto</strong>. Le attuali forze dell'Inter non sono state sufficienti per ribaltare le sorti rocambolesche del match d'andata, completamente falsato dall'arbitro <strong>De Bleeckere</strong>.</p>
<p><strong>L'assenza di Materazzi</strong>: <strong>chiedetelo a De Bleeckere.</strong> (Mi chiedo anche perché l'Inter non abbia tentato il ricorso contro la squalifica).</p>
<p><strong>Alcuni errori da parte di Mancini</strong> nelle scelte tattiche (si veda il match d'andata).</p>
<p>Encomiabile, per contro, la prestazione di <strong>Capitan Zanetti</strong>, il migliore insieme al "dodicesimo uomo". Nulla da eccepire sull'impegno e la grinta dimostrati dai giocatori, con qualche riserva sul <strong>rosso a</strong> <strong>Burdisso,</strong> recidivo sì ma intervenuto sulla palla. Concitato ma sterile l'arrembaggio alla porta di <strong>Reina</strong>, con una manovra che non è mai riuscita a mettere in affanno la difesa inglese; troppe le occasioni buttate al vento da <strong>Ibrahimovic e Cruz;</strong> troppi i varchi in difesa, con gli attaccanti inglesi completamente liberi in area.</p>
<p>Sul prato di <strong>San Siro</strong> restano tanti rimpianti legati alle potenzialità inespresse da una fra le più agguerrite formazioni della storia nerazzurra- e tanti dubbi sul futuro prossimo. Ora, l'Inter è chiamata a dimostrarsi una grande squadra ben al di là dei festeggiamenti e dell'esaltazione del Centenario. Se mi è concesso, deve innanzitutto guardarsi dalla tendenza all'autodistruzione, che sembra far parte del bagaglio centenario del suo DNA. Come dichiarato da <strong>Dejan Stankovic</strong> ai microfoni di <strong>Inter Channel</strong>, "Se si butta olio sul fuoco, si triplica la difficoltà (...) Dobbiamo trovare la forza, perché non abbiamo dimenticato come si gioca a calcio (...) Dobbiamo stare tutti uniti, ma molto uniti, come mai all'Inter in questi cent'anni".</p>
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<title><![CDATA[INTER, CENTO DI QUESTI ANNI!]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 00:29:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
   
  
Una due giorni intensissima per festeggiare il Centenario.
Niente elicotteri dal cielo, né ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" align="left"><a title="festa_100_1.jpg" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_1.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_1.thumbnail.jpg" alt="festa_100_1.jpg" align="left" /> </a><a title="festa_100_2.jpg" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_2.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_2.thumbnail.jpg" alt="festa_100_2.jpg" align="left" /> </a><a title="centenario foto 3" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_3.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_3.thumbnail.jpg" alt="centenario foto 3" /> </a></p>
<p class="MsoNormal"><a title="centenario foto 3" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_100_3.jpg"></a><a title="centenario foto 4" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_4.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_4.thumbnail.jpg" alt="centenario foto 4" /> </a><a title="centenario foto 5" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_5.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_5.thumbnail.jpg" alt="centenario foto 5" /> </a><a title="centenario foto 6" href="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_6.jpg"><img src="http://calcioparole.wordpress.com/files/2008/03/festa_6.thumbnail.jpg" alt="centenario foto 6" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Una due giorni intensissima per festeggiare il <strong>Centenario</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Niente elicotteri dal cielo, né fuochi d’artificio. La kermesse nerazzurra ha inizio sabato alle 16.45 allo <strong>Stadio Meazza</strong> prima di <strong>Inter-Reggina,</strong> con la sfilata di 825 bambini che convergono in mezzo al campo a formare la scritta “<strong>100</strong> <strong>Inter”</strong>. Rappresentano i giocatori che hanno vestito la maglia nerazzurra, oltre che l’incontro fra passato e futuro: chissà se uno di loro andrà mai ad annoverarsi nella lista dei grandi…</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Sale il grido “<strong>Chi non salta un rossonero è”</strong> – insieme alla febbre del tifo. Il Meazza è una bolgia, con musica a tutto volume e splendide coreografie. La <strong>Curva Nord</strong> sfodera un’enorme maglia con il numero 100 nei colori della Beneamata, per un colpo d’occhio mozzafiato.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Dopo la vittoria sui calabresi, lo stadio milanese si immerge nel buio, in una suggestiva atmosfera di ricordi. Al centro del rettangolo di gioco, <strong>Gianfelice Facchetti</strong><!--[if !supportEmptyParas]-->, figlio del grande "<strong>Cipe"</strong>, apre la serata con un toccante ricordo: “<em>Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte. Sono passati cent’anni e li ringraziamo ancora per aver fondato l’Internazionale Football Club. Era la sera del 9 marzo 1908. Erano poco più di 40. Oggi siamo milioni. Si radunarono nel cuore di Milano presso il ristorante “L’Orologio”. Erano ribelli e avevano un sogno: dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare a calcio per la stessa bandiera: nerazzurra</em>”. Sfilano 35 bandiere, in rappresentanza dei Paesi natali dei giocatori interisti di tutti i tempi.</p>
<p class="MsoNormal">È poi il momento dei<span> </span>messaggi d’auguri, proposti sul tabellone luminoso. Si inizia con <strong>Josef Blatter</strong>: impossibile coglierne le parole che, come quelle di <strong>Michel Platini</strong>, vengono sommerse da un mare di fischi. Applauditissimi, per contro, gli interventi dei giocatori e degli allenatori più cari ai tifosi: <strong>Rummenigge, Baggio, Zenga, Trapattoni, Zamorano Djorkaeff…</strong> e molti altri, per terminare con le parole di <strong>Giacinto Facchetti,</strong> con la commozione a prendere il sopravvento.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">È il momento di <strong>Adriano Celentano,</strong> che esordisce con una rivisitazione del Ragazzo della Via Gluck a sottolineare i mali della Milano dei nostri giorni e termina con un applauditissimo duetto con il Presidente <strong>Massimo Moratti.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Roberto Scarpini,</strong> che conduce la serata, ringrazia la <strong>Nord</strong>, che propone un altro eccezionale colpo d’occhio in notturna, fra l’enorme maglia nerazzurra e uno sventolio di bandiere. Ed ecco proiettate le immagini più belle delle coreografie ultras, con tutto lo stadio a cantare “Chi non salta un rossonero è”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]-->Non manca il doveroso omaggio a <strong>Peppino Prisco,</strong> che da lassù si compiace dello spettacolo. Un megaschermo ripropone il progetto <strong>Intercampus</strong>, che diffonde il calcio fra i ragazzini dei Paesi meno fortunati. Quindi, la serata si avvia al clou: entrano in campo 200 gloriosi “ex”, annunciati uno per uno, con la sciarpa nerazzurra al collo. Il più anziano è <strong>Antonio</strong> <strong>Caracciolo</strong>, classe 1917, al braccio di <strong>Sinisa Mihajlovic</strong>.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Dopo il filmato sul Centenario prodotto da “<strong>La Bottega</strong> <strong>dell’Arte”</strong> di <strong>Oliviero Toscani,</strong> la serata si chiude con l’entrata in campo dell’Inter di oggi, mentre sullo schermo scorrono le immagini del 15° Scudetto e dell’incisione dell’inno “<strong>Pazza Inter Amala</strong>”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Luci a San Siro</strong> per esorcizzare il <strong>Liverpool</strong> ed esternare un amore pazzo a cui, nel bene e nel male, non si può rinunciare, già sapendo che l’esaltazione “<strong>può durare una vita o una sola partita</strong>”.</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">È il<strong> pomeriggio della domenica </strong>quando tanti protagonisti della storia nerazzurra tornano a calpestare l’erba di <strong>San Siro </strong>per una partita fra vecchie glorie<strong>:</strong> <strong>Nerazzurri contro Rossocrociati,</strong> agli ordini rispettivamente di <strong>Hector Cuper</strong> e <strong>Gigi Simoni</strong>, tutti con il numero 100 sulle spalle.</p>
<p class="MsoNormal">Pochi ma buoni gli spettatori intervenuti per rivedere i propri beniamini di un tempo. Qualche chilo in più e qualche capello in meno nulla tolgono all’affetto verso chi tante volte ti ha fatto battere il cuore. Il <strong>Mancio</strong> corre poco, ma diverte se stesso e il pubblico. E nei lanci si rivede la sua classe.<span> </span>Si rivedono<span> </span>anche <strong>Beccalossi, “spillo” Altobelli,<span> </span>Ferri, Fontolan, Muraro, Beppe Baresi, Canuti </strong>e … tanti altri.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">C’è chi è ancora in attività o ha smesso da poco, come <strong>Benny Carbone, Mihajlovic, Taribo West e Pagliuca</strong>. E chi ha la meglio sull’anagrafe, come il 40enne <strong>Djorkaeff,</strong> l’”indio” <strong>Zamorano</strong> e soprattutto il portiere <strong>Ivano Bordon</strong>, classe 1951: l’indimenticato <strong>eroe di Berlino 1971</strong>, che nella ripetizione della celeberrima “<strong>partita della lattina di Boninsegna</strong>” contro il <strong>Borussia Mönchengladbach</strong> parò un rigore a <strong>Sieloff</strong>. È un bel rivederlo, l’Ivano: in linea, agile nei movimenti e nei tuffi.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Finisce 2-0 per i Nerazzurri, con reti di <strong>Centofanti</strong> e <strong>Zamorano</strong>. Tutta colpa dell’<strong><em>assenza </em></strong>di <strong>Collovati</strong>, dirà qualcuno. Poco importa.</p>
<p class="MsoNormal">Il beniamino del pubblico <strong>Ruben Sosa </strong>ritorna verso la tribuna arancione, stende la maglia sul prato, si inginocchia, la bacia e la getta fra gli spettatori. È solo un arrivederci. <strong>Cento di questi anni, Inter!</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
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<title><![CDATA[I GUNNERS ABBATTONO I CAMPIONI DEL MONDO]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=104</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 20:16:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
L’aria artica che spazza Milano gela gli entusiasmi del Milan e dei tifosi rossoneri. Il repenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">L’aria artica che spazza Milano gela gli entusiasmi del <b>Milan</b> e dei tifosi rossoneri. Il repentino capovolgimento di fronte meteorologico che ha investito il capoluogo lombardo prima di <b>Milan-Arsenal</b>, con il ritorno a temperature rigide dopo l’illusione dei primi tepori primaverili, rispecchia gli umori in casa rossonera. Completa la metafora la pioggia caduta prima dell’incontro, a spegnere i fuochi d’artificio delle recenti ingannevoli vittorie internazionali rossonere e gli ultimi impeti d’orgoglio di un diavolo da tempo malconcio. Di cocente resta solo la sconfitta, una sorta di “ritorno sulla Terra” in coincidenza degli <b>ottavi di finale di Champions League.</b></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">I tiratori scelti <b>Fabregas </b>e <b>Adebayor</b> attingono al loro arsenale di colpi e stendono i pluriblasonati Campioni d’Europa e del Mondo. Torvi i visi dei <span>  </span>giocatori e dei dirigenti rossoneri, in sordina le dichiarazioni. Una modestia affettata, lontana anni luce dai proclami trionfalistici di solo due e mesi e mezzo fa. Scuro in volto <b>Ancelotti</b>, imbronciato in tribuna <b>Berlusconi,</b> tradito dal suo team nel duplice proposito di vincere con il bel <i>giuo</i><i>co</i>. L’unico a non tradirsi è l’irriducibile <b>Galliani,</b> che su <b>Sky </b>si aggrappa ai 2 trofei internazionali vinti nel 2007 e alla sua proverbiale eleganza nelle dichiarazioni: “ Auguro alla <b>Roma</b> o all’<b>Inter </b>di arrivare fino in fondo (alla Champions League, ndr), ma ricordo che nessuno riesce a trovare mai una finale di Champions da moltissimi anni; ma noi l’abbiamo fatto”.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Smaccatamente "soft" i titoli<span>  </span>dei giornali, che tanto avevano esaltato “la squadra più titolata del pianeta”.<span>  </span><b>Il Corriere della Sera</b>: “Fine corsa”. <b>La Repubblica</b>: “Addio Milan”. <b>Tuttosport </b>(titolo in piccolo): “L’EuroMilan è finito”.<b> Il Corriere dello Sport</b>: “Milan, ora Lippi!” <b>La Gazzetta dello Sport</b>: “Milan, the End”. I toni scandalistici e disfattisti vengono evidentemente tenuti in serbo per dopo <b>Inter-Liverpool.</b></p>
<p class="MsoNormal">Pacati ma eloquenti i commenti a <b>StudioSport</b> (<b>Italia 1</b>), dove si parla di un <b>Milan</b> “battuto e surclassato nel gioco”. <b>Pellegatti e Serafini</b>: "Qualcuno si era illuso che il Milan, sentendo la musica della Champions League (...) tornasse brillante, spettacolare e soprattutto spietato sotto rete". Invece, la musica è cambiata e stavolta, neppure <b>Pippo Inzaghi</b> è riuscito a metterci una mano.</p>
<p class="MsoNormal">In un successivo servizio<b>, Francesco Vecchi</b> accenna a una <b>Dirigenza rossonera </b>"che della vocazione internazionale ha fatto la propria talvolta altezzosa ragione sociale e che degli introiti europei non può assolutamente fare a meno", oltre che alla "necessità di intraprendere quel rinnovamento che forse il successo della scorsa stagione ha un po’ ritardato". Argomenti già abbondantemente sviscerati da Ladycalcio.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">La conclusione di <b>Vecchi</b>: “Che lo si voglia o no, ci si ritrova tutti in campionato, soprattutto di fronte al rischio di avere solo quello da giocare l’anno prossimo. Sarebbe, in effetti, un’esperienza interessante per il Milan, che potrebbe tornare ad apprezzare le emozioni dello <b>Scudetto</b>”.</p>
<p class="MsoNormal">Dopo aver invitato gli interisti a metterselo in quel posto.</p>
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<title><![CDATA[IL NAPOLI SCONFIGGE I "REDUCI" DELL'INTER]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=103</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 21:56:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[La prima sconfitta in campionato dell&#8217;Inter dall&#8217;aprile 2007, nell&#8217;aria da qualche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La prima <b>sconfitta</b> in campionato dell'<b>Inter</b> dall'aprile 2007, nell'aria da qualche giornata, è arrivata ad opera di un arrembante <b>Napoli</b>. A dire il vero, sarebbe più calzante parlare di sconfitta dei "reduci" nerazzurri, composti dagli uscenti dall'infermeria e dall'esigua schiera dei sopravvissuti alla sala operatoria.</p>
<p>Più che a un torneo di calcio, la lista degli interisti infortunati da inizio stagione farebbe infatti pensare a un bollettino di guerra. E anche se a predominare sono gli <b>infortuni traumatici</b>, mi si consenta un dubbio: si tratta unicamente di fatalità o a causa di errori di preparazione i giocatori sono incorsi in sovrasollecitazioni articolari e muscolo-legamentose che li rendono più vulnerabili ai traumi? Per non parlare di coloro (come <b>Cordoba</b> e <b>Maxwell</b>) che "si sono infortunati da soli"... Comunque sia, le perdite a lungo termine di uomini chiave (a cui augurarsi che non si aggiunga <b>Chivu</b>) rischiano di mettere in ginocchio l'imponente rosa dell'<b>Inter</b>, accorciando via via la panchina e costringendo <b>Roberto Mancini</b> a "turnover forzati" che sconvolgono soprattutto la difesa e il centrocampo.</p>
<p>Altro dubbio: le formazioni "improbabili" e imbottite di riserve schierate dal tecnico nerazzurro nelle ultime gare sono soltanto frutto della rotazione o nascondono ulteriori problemi fisici che si preferisce tacere?</p>
<p>Prendiamo <b>Ibrahimovic</b>, che da alcuni giorni avevo notato allenarsi con il <b>taping sotto il ginocchio</b>: il suo problema al <b>tendine rotuleo</b> è stato rivelato soltanto dopo una serie di prestazioni opache, culminate nel disastro di <b>Liverpool,</b> che gli avevano fruttato il rimprovero di mancare gli incontri importanti. Con questo, non gli si è certo reso un buon servizio agli occhi degli osservatori e dei tifosi. Né hanno giovato le successive voci secondo cui Ibra avrebbe "un buco nel tendine", per nulla dissipate dal fumoso intervento del medico sociale <b>Dott. Combi</b> a <b>Inter Channel </b>dopo il pareggio con la <b>Roma</b>.</p>
<p>Torna a bomba il dissidio fra lo<b> staff medico nerazzurro </b>e <b>Mancini</b> che, com'è giusto che sia, sarà chiamato a render conto delle proprie scelte in virtù del verdetto del campo. Ecco perché è indispensabile fare chiarezza sui mali oscuri che affliggono troppi titolari - vedi <b>Crespo, Cruz, Stankovic</b>, ecc. - prima che i tifosi inviperiti li invitino nuovamente - e ingenerosamente - ad "andare a lavorare".</p>
<p>Ieri, ad esempio, nel delicato incontro contro i partenopei, le scelte del tecnico per il centrocampo sono cadute su <b>Vieira</b>, <b>Maniche </b>e<b> Figo</b>: due reduci da lunghi stop e un neoacquisto non ancora inseritosi negli schemi, che hanno posto in costante affanno la difesa. Salvo richiamare dalla panchina l'eterno <b>Zanetti </b>a frittata avvenuta. Desidero soffermarmi, in particolare, sul bravo <b>Luis Figo</b>, come sempre generoso e impegnato al massimo. Ma secondo l'"<b>occhio indiscreto</b>" di chi scrive, ancora troppo indietro nel recupero della gamba infortunata per essere schierato titolare. Già osservandone l'azione in riscaldamento si coglie un chiaro deficit di spinta del piede destro, appoggiato quasi "di punta", oltre che una scarsa dinamicità dell'arto e un'azione insufficiente di gemelli e soleo - chissà se legata ad esiti dolorosi o a semplici carenze muscolari. Insomma, un gesto atletico in atteggiamento di "difesa", viziato da compensazioni a rischio di ulteriori guai.</p>
<p>Eppure, a differenza di altri giocatori reinseriti con gradualità, <b>Figo</b> viene buttato nella mischia sin dall'inizio; dà come sempre il suo apporto in termini di classe e suggerimenti, ma nelle condizioni attuali, non può reggere i confronti diretti.</p>
<p>Queste, in sintesi, le mie maggiori riserve in vista del big match contro il <b>Liverpool</b> e del finale di stagione. Perplessità da fugare al più presto, affinché, al di là delle dichiarazioni ufficiali "di parata" e dell'onda emotiva suscitata dai <b>festeggiamenti del Centenario</b>, la <b>corazzata Inter</b> non rischi di autoaffondarsi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Javier Zanetti: cuore di capitano]]></title>
<link>http://calcioparole.wordpress.com/?p=102</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 23:01:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>ladycalcio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ha fatto esplodere lo stadio di San Siro, regalando all&#8217;Inter il pareggio nel sofferto confron]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto esplodere lo stadio di San Siro, regalando all'Inter il pareggio nel sofferto confronto diretto contro la Roma. È il finale dell'incontro, in procinto di chiudersi con una sconfitta nerazzurra che il resto d'Italia già pregusta.</p>
<p>Un tiro scagliato da lontano, che passa fra mille gambe e si insacca nell'angolo basso della porta avversaria. È come se a guidarne la traiettoria fosse una mano invisibile, in premio all'audacia di un Capitano che non si rassegna alla sconfitta della sua truppa e, da solo, avanza all'arrembaggio del "nemico".</p>
<p>Poi l'esplosione di gioia, l'esultanza sul campo e l'abbraccio dei compagni. Viene dal cuore quel bacio alla maglia: la maglia nerazzurra a cui da anni è legato da una fedeltà profonda, genuina, ben al di là dei gesti esteriori di tanti suoi illustri colleghi. Dalla Curva Nord sale il grido "Un Capitano, c'è solo un Capitano..."</p>
<p>È argentino, Javier Zanetti. Ma "il Capitano" si identifica nell'Inter come pochi italiani hanno saputo fare, al punto da essere ormai considerato un milanese a tutti gli effetti. "Saverio", come lo chiamano i tifosi interisti, è un'icona nerazzurra, e tale ci si augura rimanga in un ruolo dirigenziale al termine della carriera attiva.</p>
<p>Nel nostro campionato si vedono ben pochi tiri dalla distanza come il suo di ieri. E purtroppo, pochi professionisti come lui, da sempre distintosi per l'impegno sul campo, la costanza di rendimento e lo scrupolo che pone nella cura della sua condizione fisica. Un esempio sia come atleta, sia nella vita privata.</p>
<p>Zanetti non è mai stato protagonista di scandali, non ha mai fatto parlare di sé sulla stampa rosa, né Milano gli ha mai fatto perdere il sorriso, che anzi, cerca di far ritrovare anche ai meno fortunati grazie al suo impegno umanitario.</p>
<p>Corretto sul campo, mai sopra le righe nelle dichiarazioni, è una certezza per Mancini e per i compagni. Sempre padrone della situazione: così si potrebbe riassumere l'atteggiamento di Zanetti, oggetto di ammirazione da parte degli avversari e di tutti coloro che, come chi scrive, hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di apprezzarne la modestia e la cortesia.</p>
<p>Un Capitano che fa onore all'Inter, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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