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	<title>bombardamento &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/bombardamento/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bombardamento"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 07:34:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[mistero risolto dopo 65 anni, santa lucia!]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono voluti 65 anni, praticamente una vita, per risolvere uno dei casi della Marina Italiana. E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voluti 65 anni, praticamente una vita, per risolvere uno dei casi della Marina Italiana. E' stato trovato il relitto della Santa Lucia e si è capito chi l'ha affondata. Badate bene che non stiamo giocando a battaglia navale, ma alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale"><strong>seconda guerra mondiale</strong></a>.</p>
<p>La nave fu colpita da un aereo inglese e, secondo una delle ipotesi, si racconta che gli inglesi fossero convinti trasportasse Mussolini. In realtà fu una "normale" operazione bellica. Negli anni il relitto è diventato quella che oggi viene definita, per l'appunto, una amata meta dei sub.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.divingmania.com/images/cms/mappa_relitto_santa_lucia.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.divingmania.com/images/cms/mappa_relitto_santa_lucia.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a></p>
<p>Ma come è affondata? Era il 24 luglio 1943, la nave transitava davanti all'isola di <a href="http://www.ventotene.it/"><strong>Ventotene</strong></a>, con 60 passeggeri sia civili sia militari. Oggi, finalmente, si sa che non ci furono ragioni politiche dietro quella operazione, ma solo strategia militare. La nave era un postale.</p>
<p>Straordinaria è la casualità del "come" si è arrivati alla risoluzione del caso. Uno dei familiari delle vittime, mentre si trovava in vacanza a Ponza, conobbe il responsabile dell'archivio storico del comando generale delle <a href="http://www.guardiacostiera.it/"><strong>Capitanerie di Porto</strong></a>, il sottotenente di vascello Giulio Cargnello.</p>
<p>Quest'ultimo, una volta rientrato a Roma, recupera il faldone di uno dei misteri irrisolti per la Marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p><a href="http://titolando.files.wordpress.com/2008/07/este_22224537_46170.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-152" src="http://titolando.wordpress.com/files/2008/07/este_22224537_46170.jpg?w=230" alt="" width="230" height="140" /></a>La nave, un piroscafo di 452 tonnellate, era partita da <a href="http://www.ponza.com/"><strong>Ponza</strong></a> per raggiungere Ventotene. A bordo molta gente comune, famiglie, bambini e qualche militare logorato dal conflitto. A circa due miglia dall'isola, un siluro sganciato alle 10.08 spezzò in due l'imbarcazione, che sprofondò in 28 secondi. I familiari delle vittime non seppero mai la reale ragione di quel bombardamento.</p>
<p>L'inchiesta sulle cause dell'affondamento venne condotta dalla Capitaneria di porto di <a href="http://www.comune.gaeta.lt.it/comune/index.asp"><strong>Gaeta</strong></a> ma, complici i giorni difficili della guerra, non venne mai conclusa. Poi altre ipotesi contribuirono ad aumentare il mistero e il fascino di quell'episodio. Si parlò della presenza sul piroscafo di personaggi politici di spicco: gli alleati sapevano che la poltrona del Duce traballasse e credevano che in quelle ore Mussolini potesse essere a bordo per essere portato al <a href="http://www.ventotene.it/itinerari/carcere.htm"><strong>carcere di Ventotene</strong></a>.</p>
<p>In realtà l'imbarcazione non ospitava personaggi influenti e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benito_Mussolini"><strong>Mussolini</strong></a> fu effettivamente recluso a Ponza, dopo avere raggiunto via mare Ventotene: ma tutto successe la notte tra il 27 e 28 luglio, tre giorni dopo la tragedia del Santa Lucia.</p>
<p><a href="http://www.militaryfactory.com/aircraft/imgs/beaufort.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.militaryfactory.com/aircraft/imgs/beaufort.jpg" alt="" width="196" height="146" /></a>La verità, che verrà raccontata da un documentario nel giorno del 65esimo anniversario, è giunta oggi che il relitto del Santa Lucia è una delle mete più gettonate dagli amanti delle immersioni. Ad affondare la nave postale fu un bimotore Beaufighter del 47esimo stormo della Royal Air Force, decollato dalla base alleata di <a href="http://www.fallingrain.com/world/TS/36/Protville.html"><strong>Protville</strong></a> in Tunisia. Dietro a quell'operazione non si celava nessun complotto, non si cercava di abbattere nessun dittatore: si voleva semplicemente fiaccare il nemico, l'Italia. (fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/ventotene-santa-lucia/ventotene-santa-lucia/ventotene-santa-lucia.html"><strong>www.repubblica.it</strong></a>)</p>
<p>Se volete vedere le foto e conoscere più dettagliatamente la storia del relitto <a href="http://www.divingmania.com/articoli/Relitti/Il_cuore_del_SANTA_LUCIA.php"><strong>cliccate qui</strong></a>.</p>
<p>Se volete vedere la galleria di repubblica (io vi consiglio quella sopra, ma non si sa mai) <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/santa-lucia-ventotene/1.html"><strong>cliccate qua</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Roma, a 65 anni dal primo bombardamento alleato]]></title>
<link>http://mauriziomequio.wordpress.com/?p=122</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 13:22:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>mauriziomequio</dc:creator>
<guid>http://mauriziomequio.wordpress.com/?p=122</guid>
<description><![CDATA[


Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione





Cerimonia ai caduti
San Lorenzo contesta
il si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="98%">
<tbody>
<tr>
<td class="occhiello" colspan="2"><strong>Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" height="9"></td>
</tr>
<tr>
<td class="titolo" colspan="2">Cerimonia ai caduti<br />
San Lorenzo contesta<br />
il sindaco Alemanno</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" height="9"></td>
</tr>
<tr>
<td class="articolo" colspan="2">
<p align="left">Mattinata difficile, ieri, per Gianni Alemanno. Alle 8 intervistato da la 7 parla della sua "Roma città-Stato", quella delle impronte ai Rom, del rafforzamento dei Cpt e dei No all'incontro con l'arte moderna. Si dice "ancora sorpreso di essere stato eletto". Poi si sposta nel cuore di San Lorenzo, quartiere storico di sinistra della capitale, per commemorare i caduti del bombardamento anglo-americano del 19 luglio 1943. Solo allora il risveglio, a suon di contestazioni. A Alain Elkann aveva ammesso che "la sfida per il Campidoglio è avvenuta quasi casualmente". Se un sindaco ideale per il primo cittadino romano è "un sindaco combattente in prima linea", il suo progetto di città ideale sembra essere legato esclusivamente alla sicurezza e agli aiuti del governo. Ricorda di aver copiato da sindaci di centro-sinistra "affratellati" il provvedimento anti-borsoni e quello sulla mendicità molesta. Dice di aver chiesto al governo un rafforzamento dei Cpt romani e la creazione di una specifica sezione solo per i trans. Si diletta nel salotto televisivo esponendo il suo punto di vista culturale su centro e periferia: "La teca di Meier è un vero scempio e non c'entra nulla con il tessuto urbano che la circonda. Il centro di Roma non può essere il laboratorio del post-moderno. Il quartiere dell'Eur e altre realtà periferiche invece sì". E poi drammatizza: "L'unica salvezza per Roma sono i poteri speciali". Tutt'altra cosa quando scende in piazza. O meglio quando entra nel Parco dei Caduti di San Lorenzo. Un atto doveroso per rendere omaggio al quartiere più colpito dal primo bombardamento alleato. Milleseicentosettantaquattro vittime accertate nella zona, 3mila morti e 11mila feriti in tutta Roma, queste le conseguenze di quelle 4mila bombe e del fascismo, pagate dalla capitale sessantacinque anni fa. Ad attendere al varco Alemanno c'erano gli abitanti del quartiere. "Sono stati distribuiti centinaia di volantini di denuncia - spiega Luciano Monticelli, assessore del Prc -. Il bombardamento è la coda di un ventennio di terrore. La storia non si ripete, ma ci sono delle analogie. E' doveroso ricordare che il pacchetto sicurezza del governo prevede la schedatura e l'impiego dell'esercito in veste di tutore dell'ordine pubblico". Non solo militanti e studenti, anche gli anziani si sono schierati contro Alemanno. "Mai nessun fascista - gli hanno detto - è entrato qui dentro, ora addirittura un sindaco". Un signore, che racconta di essere stato picchiato dai fascisti nel 68 - "Arrivavano in 20 da Colle Oppio pé menacce e c'era pure Alemannoo" - si è rivolto al primo cittadino e gli ha urlato in romanesco: "Sei una sola". Alemanno lo ha forse riconosciuto, ha stretto i denti e risposto: "Tu sei una sola...". La delegazione dell'Associazione nazionale partigiani nell'ambito della cerimonia ha scelto di non mostrare il medagliere di fianco al sindaco, mentre quella dell'Associazione dei familiari martiri delle Fosse Ardeatine lo ha esposto.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I venti angeli su Roma]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 11:16:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/?p=73</guid>
<description><![CDATA[
Foto Archivio Anpi
Bombardamento del quartiere San Lorenzo, a Roma. 19 luglio 1943.
Una ferita non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/06/sanlorenzo_bombe41.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-75" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/06/sanlorenzo_bombe41.jpg" alt="" width="509" height="422" /></a></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Foto Archivio Anpi</span></strong></p>
<p><strong>Bombardamento del quartiere San Lorenzo, a Roma. 19 luglio 1943.<br />
</strong><em>Una ferita non rimarginata . San Lorenzo porta ancora, visibili, i segni di quella giornata.<br />
Li conserva nel suo odierno aspetto urbanistico e nella memoria , propria-collettiva da una parte e pubblica dall'altra.<br />
</em></p>
<p><em>Nel 2003 è stato inaugurato il monumento ai "caduti". Non mi soffermo sull'intento forzatamente retorico-celebrativo del termine (...caduti in battaglia?) ma voglio solo dire che, a distanza di  quasi 5 anni, quei lastroni di vetro illuminati al neon che fanno girotondo intorno all'aiuola con su scritti i nomi dei morti </em><em>sotto le bombe </em><em>(circa 1500 accertati ma 3000 stimati) appaiono ne più ne meno che una lista di nomi. </em></p>
<p><em>Nomi che si sono già confusi ad altri nomi, ad altre targhe di altre persone di altri anni.<br />
Lo scivolo veltroniano ha fatto precipitare</em><em> tutto</em><em> vertiginosamente nell'oblio culturale e politico.<br />
Ed è tempo di raccogliere i frutti.<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hiroshima e Nagasaki, la riesumazione della vergogna]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/?p=157</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 11:52:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
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<description><![CDATA[8.30 Una mattina come tante. Guardo, perché non posso fare altro che guardare, le foto che dopo 60 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>8.30 Una mattina come tante. Guardo, perché non posso fare altro che guardare, le <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/hiroshima-foto/1.html" target="_blank">foto</a> che dopo 60 anni sono fuoriuscite dalla vergogna. Guardo in silenzio, un silenzio profondo, improvviso come quello che precede di pochi istanti l'ultimo bagliore artificiale prima del buio. Guardo quelle foto, prima di leggere il bel articolo che <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/foto-segrete/foto-segrete/foto-segrete.html" target="_blank">Vittorio Zucconi scrive sulla Repubblica.it</a>, e capisco che poco è cambiato. Con estrema rassegnazione la mente veloce ripercorre momenti e immagini non troppo lontane dalla memoria collettiva. Quegli ammassi, che siano esangui e riversi in una fossa comune o saldamente indistricabili dal cemento della strada non fanno differenza, ieri e neppure oggi. Sono macchie, mai lavate. La storia ci insegna, ma siamo scolari indisciplinati e poco attenti, troppo arroganti. La storia, ogni tanto, ci riprova, non si dà per vinta e torna, ci manda segnali, riaccende la luce. Quelle immagini potrebbero essere sovrapposte alle stragi dei mercati, nelle guerre fratricide nei balcani, alle mattanze irachene o a quelle cecene, a quelle armene. Insomma, sessanta anni dopo ci viene ricordato, per l'ennesima volta, che cosa voglia dire il delirio, che i morti giusti o ingiusti, sempre che ce ne siano, rimangono sempre morti, sulla nostra coscienza, sulle nostre ragioni, flebili.<br />
Hiroshima e Nagasaki non sono state un sogno, e si ripropongono nel loro folle delirio, giorno dopo giorno, sparse qui e la per il pianeta, vuoi con modalità diverse, ma con uguale tragico risultato.<br />
L'America oggi discute, dopo la riesumazione, non di semplici dieci foto, ma di 250 mila morti. Quelli seguiti, nell'immediato, al bombardamento atomico, i primi.<br />
Concludo con un estratto dell'articolo:<br />
<em></em></p>
<blockquote><p><em>Sospetto, per quel poco che so del Giappone, che se quelle fascine di corpi fissate sulle nuove foto emerse da Hiroshima potessero miracolosamente alzarsi e parlare, ci chiederebbero scusa per l'imbarazzo che suscitano in noi che li guardiamo. "Suimasèn, suimasèn", scusate, perdonate, come le madri che si lanciavano singhiozzando con i figli stretti in braccio dallo scoglio dell'isola di Saipan, per sfuggire all'umiliazione della cattura e farsi perdonare dall'imperatore.</em></p>
<p style="text-align:center;"><img style="border:0 none;" src="http://img507.imageshack.us/img507/6460/ciliegio550x342od0.jpg" alt="" width="320" height="199" /></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La resistenza: un racconto]]></title>
<link>http://faunosilvestre.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 20:25:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>faunosilvestre</dc:creator>
<guid>http://faunosilvestre.wordpress.com/?p=40</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Ehi, non è che sì fascist?&#8221;
La mia bisnonna è morta tre anni fa, aveva 90 anni. Ogn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puglialibera.it/resistenza.jpg" alt="" width="250" height="359" /></p>
<p style="text-align:justify;">"Ehi, non è che sì fascist?"</p>
<p style="text-align:justify;">La mia bisnonna è morta tre anni fa, aveva 90 anni. Ogni volta che mi vedeva, nonostante io avessi già capelli e barba lunghi, mi guardava e mi chiedeva, "non è che sì fascist?". Ed io lì a tranquillizzarla, "no nonna non ti preoccupare".</p>
<p style="text-align:justify;">Dato che era la mia bisnonna non la chiamavo nonna ma "<em>Nonna delle caramelle</em>" perchè di solito chiamava nipoti, nipotini e nipoti intermedi vicino a sè per riempirli di caramelle gommose che prendeva dalla borsa.</p>
<p style="text-align:justify;">Non credo pensasse realmente che potessi essere un fascista, per lei chiedermelo forse era solo un pretesto per raccontarmi di quando c'erano i fascisti a Bari</p>
<blockquote><p><span style="color:#7a7a7a;"><em>"... che misero giù a casa nostra i soldati di guardia.</em></span></p>
<p><span style="color:#7a7a7a;"><em>E c'erano anche le spie dentro al palazzo e noi in casa avevamo una grande bandiera rossa, quella comunista.</em></span></p>
<p><span style="color:#7a7a7a;"><em>Allora mio padre prese e fece salire i due soldati e li fece bere tantissimo vino. Questi si ubriacarono e quando se ne andarono ci mettemmo a tagliare con la sega il tubo dell'asta della bandiera per farlo sparire.</em></span></p>
<p><span style="color:#7a7a7a;"><em>Poi prendemmo la bandiera e la mettemmo in una bacinella con il colore per farla diventare nera che doveva sembrare un lenzuolo.</em></span></p>
<p><span style="color:#7a7a7a;"><em>E poi nascondemmo tutto. </em></span></p>
<p><span style="color:#7a7a7a;"><em>Mio padre non aveva mai accettato di mettere nemmeno la camicia nera".</em></span></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Oggi è 25 aprile: la Liberazione e la Resistenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Bari resistette. Qui ci fu un terribile bombardamento, aerei tedeschi sganciarono bombe sulle navi nel porto e la Nonna delle caramelle ricordava i vetri che si erano frantumati, i racconti sulle persone uccise dalle lamiere delle navi.</p>
<p style="text-align:justify;">Stanno morendo i testimoni diretti di quei tempi, quelli che si preoccupano che io non sia fascista perché conoscevano le brutture del fascismo e della dittatura.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo ho voluto ricordare oggi la mia bisnonna per la quale queste cose erano importanti.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>25 aprile: ora e sempre RESISTENZA.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le abbiamo bombardato la casa... La preghiamo di scusarci dell'inconveniente]]></title>
<link>http://bohkun.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 23:11:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>BoH</dc:creator>
<guid>http://bohkun.wordpress.com/?p=56</guid>
<description><![CDATA[Spero che il testo del telegramma/lettera/telefonata di scuse non sia questo. Ma partiamo dalla vice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div>Spero che il testo del telegramma/lettera/telefonata di scuse non sia questo. Ma partiamo dalla vicenda che lo farà partire: durante la notte un cittadino di Tulsa, Oklahoma, ha sentito una forte esplosione in casa sua. Lo stupore è stato enorme quando ha saputo che si trattava di un ordigno lanciato per errore da un F-16. Fortunatamente, sempre che ci sia della fortuna, si trattava di una testata creata per le esercitazioni altrimenti non potrebbe aver rilasciato quest'intervista alla Associated Press:</div>
<div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/6oFUO8ZvBeM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/6oFUO8ZvBeM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per esportare la democrazia piovono bombe dal cielo a Musa Qala in Afganistan]]></title>
<link>http://silviamato.it/wordpress/?p=19</link>
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 13:53:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>silviamato</dc:creator>
<guid>http://silviamato.it/wordpress/?p=19</guid>
<description><![CDATA[Non ha bisogno di commenti la mail che ho ricevuto da Emergency, precisamente dall&#8217;ospedale di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha bisogno di commenti la mail che ho ricevuto da Emergency, precisamente dall'ospedale di  Lashkar-gah:</p>
<p>Diranno che si trattava di feroci talebani, e che la grande operazione iniziata tre giorni fa a Musa Qala in Afganistan era inevitabile.</p>
<p>Diranno quanti nemici hanno ucciso e (forse) quanti civili sono rimasti coinvolti "per errore". Oppure non diranno niente, tanto non ci sono testimoni, la'. Degli abitanti di Musa Qala, qualcuno ha raccattato le proprie cose ed è scappato sulle montagne. Qualcun altro è sceso qui in città. I più, non avendo dove andare o di che sopravvivere, non si sono mossi. Abdullah, sette anni, è uno di loro.<br />
E' arrivato oggi con suo padre nell'ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Passeggiava con il fratellino quando è piovuta una bomba dal cielo. Le schegge hanno maciullato le gambe del fratello: amputate entrambe. Anche Abdullah ha perso una gamba. E chi lo spiega, a lui e alla gente del suo villaggio, che e' per il loro bene? Che vengono massacrati in nome della pace e della democrazia?</p>
<p>Per approfondimenti sull'attivita' di Emergency in Afganistan:</p>
<p><a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=002&#38;SA=007&#38;ln=It" target="_blank">http://www.emergency.it/menu.php?A=002&#38;SA=007&#38;ln=It</a></p>
<p>Per sostenere le attivita' di Emergency:</p>
<p><a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=004&#38;SA=021&#38;P=177&#38;ln=It" target="_blank">http://www.emergency.it/menu.php?A=004&#38;SA=021&#38;P=177&#38;ln=It</a></p>
<pre></pre>
<p>INIZIATIVE IN ITALIASport e solidarieta': la maglia del 'Raptor' Andrea Bargnani su eBay a  favore di Emergency</p>
<p>Andrea Bargnani, il cestista italiano dei Toronto Raptors, ha scelto i sostenere Emergency regalando la maglia che lo ha visto protagonista al debutto stagionale in Campionato NBA. La maglia verrà messa in asta dal 12 al 19 dicembre sul sito www.ebay.it.</p>
<p>Un'imperdibile occasione per tutti i fan del "Mago" che potranno aggiudicarsi la maglia autografata nr. 7 con la quale il campione ha  affrontato lo scorso 31 ottobre i 76ers di Philadelphia. Durante la partita, Bargnani ha realizzato ben 20 punti, portando i Raptors alla  vittoria per 106 a 97.</p>
<p>Ancora una volta lo sport si unisce alla solidarietà e, grazie al team del campione e a eBay, sceglie di sostenere il più recente tra i progetti di Emergency in Afganistan. Tutto il ricavato dell'asta sarà infatti destinato al Centro chirurgico Tiziano Terzani di Lashkar-gah, aperto nel 2004 nel sud dell'Afganistan. Il Centro chirurgico di Lashkar-gah ha finora garantito assistenza sanitaria di alta qualità gratuita a oltre 40 mila persone in un'area tuttora martoriata dalla guerra.</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>MILANO/ROMA</p>
<p>Mercatini di Natale</p>
<p>A Milano il mercatino si terra' fino al 23 dicembre in via Bagutta, 12: il lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30.</p>
<p>Oggetti di design, delizie gastronomiche, vini per intenditori, tessuti per la casa, candele artigianali, tappeti realizzati dalle donne che partecipano al laboratorio Emergency in Afganistan, spezie dal Kurdistan, cesti del Sudan, sete dalla Cambogia, abbigliamento, prodotti cosmetici, giochi in legno e libri per i piu' piccoli ed ancora "la stanza del decoupage" e l'angolo degli oggetti creati da "Cucire per Emergency", un gruppo di volontarie dell'associazione che propongono oggettistica e accessori moda.</p>
<p>A Roma, il mercatino si terra' fino al 23 dicembre a piazza Mastai 9: dalla domenica al giovedì dalle 11.00 alle 20.00, il venerdì e il sabato fino alle 23.00. Accanto a tessuti ed oggettistica etnica, saranno disponibili alimenti biologici, vini, dolci, e profumatissimi te' con i quali si potranno realizzare anche cesti natalizi per tutti i gusti. Prenotazioni e info via mail a cestidinatale.roma@emergency.it.</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>MILANO    fonte: Claudia Rivalta</p>
<p>Milano: Il Tempio d'Oro festeggia i 25 anni!</p>
<p>Domenica 16 dicembre Il Tempio d'Oro, locale di Milano dove Emergency è nata, festeggia i 25 anni e la pubblicazione del libro IL TEMPIO SIAMO NOI; parte del ricavato di questa vendita sosterrà i progetti di Emergency. I volontari del gruppo Emergency Milano di Zona 3 saranno inoltre presenti con un banchetto informativo e di raccolta fondi dalle ore 19. Appuntamento in via delle Leghe 23, Milano (MM Pasteur).</p>
<p>Per ulteriori info: www.altempiodoro.it, tel. 02 26145709; emergencymi3@gmail.com</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>VALLE D'ITRIA (TA)   fonte: Carmine Simeone</p>
<p>Giovedì 20 a Palagiano (TA) alle ore 17:30 l'associazione "Open Mind" con il patrocinio del Comune di Palagiano organizza, nell'auditorium comunale, l'allestimento delle mostre fotografiche di Emergency "prima le donne e i bambini" e "La guerra com'è" con un incontro pubblico di presentazione a cui parteciperanno il Sindaco di Palagiano Rocco Ressa e Carmine Simeone volontario di Emergency. La mostra sarà visibile da giovedì 20 a domenica 23</p>
<p>info: emergency_martinafraca@yahoo.it<br />
328 7221897 - 328 6990572</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>SAVONA    fonte: Emiliana Magliano</p>
<p>Concerto per Emergency</p>
<p>Il Circolo Mandolinistico "G. Verdi" di Savona organizza un concerto che si svolgerà giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 21, presso la Cappella Sistina a Savona, con ingresso ad offerta libera a favore di Emergency. Saremo presenti con banchetto informativo e gadgets.</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>PISTOIA    fonte: Francois Pesce</p>
<p>A cena per il Sudan, precisazione.</p>
<p>La cena si terra' lunedi' 17 dicembre, alle ore 20.00, presso il circolo ARCI di Barile (via Provinciale Lucchese 162).<br />
Il Gruppo Territoriale di Pistoia organizza una cena di raccolta fondi per il progetto adottato dai gruppi territoriali del coordinamento toscano, denominato "La Toscana per il Sudan".</p>
<p>Per info e prenotazioni <a href="mailto:%22xcoleix@yahoo.it%22">xcoleix@yahoo.it</a> o<br />
www.emergencypistoia.splinder.com</p>
<p>-----------------------------------------------------</p>
<p>SESTO SAN GIOVANNI (MI)    fonte: Viviana Guaraldo</p>
<p>Mercatino Natalizio di beneficenza</p>
<p>Il circolo Nuova Torretta organizza in collaborazione con Bludiboemia un mercatino a favore di Emergency i giorni 22 e 23 dicembre orario 11:00-19:00 presso la sede del circolo via Saint Denis, 102 (Sesto S.G.).</p>
<p>Buona parte del ricavato sarà devoluto a sostegno del nuovo centro di cardiochirurgia "Salam" in Sudan. Il gruppo Emergency di Sesto San Giovanni sarà naturalmente presente all'iniziativa con un banchetto informativo e gadgets.</p>
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<p>ROMA    fonte: Nicola Tarantino</p>
<p>Quattro eventi a Natale: 15, 16, 21, 22 dicembre a Roma</p>
<p>Tutti gli eventi presso la sede del mercatino natalizio di Roma.  Allestimento di mostre fotografiche e pannelli informativi.<br />
Ingresso liberoSabato 15, ore 18</p>
<p>Afganistan 2007: un milione di storie (non) bastano? Il rientro di Emergency, la guerra e l'informazione. La voce e le immagini di chi ancora prova a raccontare  la guerra, le testimonianze del personale in missione. Incontro con Duilio Giammaria, Fabrizio Lazzaretti, e il personale Emergency al rientro da una missione.</p>
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