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	<title>biodiversita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/biodiversita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "biodiversita"</description>
	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 23:39:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[L'urbanesimo amazzonico ci insegnerà qualcosa?]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=442</link>
<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 10:04:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[E così, seguendo tra le altre cose un fil rouge di terra preta si è avuta una conferma attesa da t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/08/ama.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-443" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/08/ama.jpg?w=229" alt="" width="229" height="300" /></a>E così, seguendo tra le altre cose un <em>fil rouge</em> di <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/philip-smalls-biochar-faq/" target="_blank"><em>terra preta</em></a> si è avuta una conferma attesa da tempo: nella zona del Mato Grosso esistevano tessuti urbani a bassa densità demografica ma dell'ordine di oltre 50.000 abitanti. Reti di villaggi prossimi e collegati tra loro in maniera stabile ed efficiente, con dimensioni complessive sino a ora ritenute incompatibili con un management sostenibile della Selva.</p>
<p>La storia, <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/amazzonia-citta/amazzonia-citta/amazzonia-citta.html" target="_blank">ben descritta su Repubblica </a>che riprende <a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2008/08/080828162554.htm" target="_blank">un lancio di Sciencedaily</a> e soprattutto <a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=lost-amazon-cities&#38;sc=rss" target="_blank">l'originale editoriale di Science</a> (solo in parte <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Le_(quasi)_citta_perdute_dell_Amazzonia/1333081" target="_blank">tradotto da Le Scienze</a>), è simile a quella delle catacombe romane: lo sbando susseguente all'arrivo dei colonizzatori europei e la contrazione demografica causata dalle malattie giunte dal Vecchio Continente ha cancellato il ricordo di strutture urbane (non propriamente definibili come città) che probabilmente hanno prosperato per secoli prima di essere inghiottite dalla vegetazione e dall'oblio.</p>
<p>Al di là della portata storica della scoperta, che stamane gode della ribalta un pò ovunque, l'interessante sarà capire se e come questi insediamenti così popolosi per gli standard amazzonici potessero garantire una sostenibilità ambientale che ora come ora pare un miraggio. Facendo due conti coi dati resi noti da Science, la densità demografica media di questi network urbani estesi era di circa 2,5 abitanti per km/2, un valore che molti giudicano attualmente difficile da conciliare con la fragilità dell'habitat amazzonico.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[finestra sulla realtà degli altri n°12]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/?p=313</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 07:43:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
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<description><![CDATA[…Quella che noi chiamiamo natura, dice Ostrica, non è che uno dei tanti aspetti della devastazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>…Quella che noi chiamiamo natura, dice Ostrica, non è che uno dei tanti aspetti della devastazione compiuta quotidianamente dall'uomo. Ogni dente di leone è una bomba atomica innescata. Un agente bioinquinante. Una graziosa calamità gialla.	.<br />
Il fatto di poter andare tanto a Parigi come a Pechino, dice Ostrica, e di trovarci sempre un McDonald's, ecologicamente parlando equivale a diffondere forme di vita in franchising. I posti diventano tutti uguali. Il kudzu, le cozze zebra. Il giacinto d'acqua. Gli storni. I Burger King. ..<br />
Gli indigeni, tutto ciò che di unico esiste. Scacciato via.<br />
«Alla fine l'unica bio diversità che ci rimarrà» dice, «sarà quella tra la Coca e la Pepsi.»<br />
Dice: «Stiamo ridefinendo il paesaggio del mondo a colpi di stronzate»…</p></blockquote>
<blockquote><p>…Immaginate una peste che si prende attraverso le orecchie.<br />
Ostrica e le sue eco-puttanate da amico degli alberi, le sue puttanate apocrife e bioinvasive. Il virus delle sue informazioni. Quella che un tempo ai miei occhi era una splendida giungla verde scuro ora è una catastrofe di edera che soffoca e uccide ogni cosa. Quegli storni meravigliosi, con il loro misterioso cinguettio, rubano il nido a centinaia di uccelli locali.<br />
	Immaginate un'idea che vi occupa la mente come un esercito occupa una città.<br />
	Fuori dalla macchina, ora, c'è l'America.</p>
<p><em>O splendidi cieli attraversati da storni,<br />
 Su mari di calderugia color dell'ambra,<br />
Oh, monti di mazza d'oro che popolaste i miei giorni,<br />
 Vegliando sui campi della peste bubbonica.<br />
</em><br />
America.<br />
Un assedio di idee. L'impeto della vita in tutta la sua potenza.<br />
Dopo aver ascoltato Ostrica, un bicchiere di latte non è più una deliziosa bevanda in cui inzuppare biscotti al cioccolato. Sono vacche costrette con la forza a farsi ingravidare e imbottire di ormoni. Sono gli inevitabili vitellini destinati a vivere pochi terribili mesi schiacciati in box grandi come una scatola. Una braciola è un maiale sgozzato, dissanguato, appeso a testa in giù con un laccio legato alla zampa per morire tra versi strazianti mentre a colpi di mannaia lo riducono in braciole, arrosti e strutto. Persino un uovo sodo è una gallina con le zampe deformate dal tempo trascorso in gabbie larghe poco più di dieci centimetri, tanto strette da non poter muovere le ali, tanto allucinanti da costringere gli alleva tori a tagliarle il becco perché non aggredisca le galline intrappolate accanto. Col becco tagliato e le piume cadute a furia di sfregare contro la gabbia, questa gallina depone uova su uova, finché le sue ossa non diventano così povere di calcioo che al macello si sbriciolano.<br />
Sono i polli delle zuppe di pollo, le galline da uova, quelle galline così ammaccate e sfregiate che devono per forza farle a pezzi e cuocerle, perché vedendole vive in gabbia nessuno se le comprerebbe mai. Sono i polli dei wurstel di pollo. Delle crocchette.<br />
Ostrica non parla d'altro. È questa la peste delle sue informazioni. E per questo che io accendo la radio e ascolto musica country e folk. Partite di basket. Qualsiasi cosa, basta che duri a lungo e il volume sia alto e io possa illudermi che il panino con cui sto facendo colazione sia solo un panino. Che un animale sia solo un animale. Un uovo, nient'altro che un uovo. Che il formaggio non sia un povero vitellino sofferente. Che mangiare sia un mio sacrosanto diritto di essere umano.<br />
Ecco il Grande Fratello, che canta e balla perché non mi metta a pensare più di quanto sia consigliabile per il mio stesso bene…</p></blockquote>
<p><strong>Chuck Palahniuk, Ninna nanna, ed. Strade Blu</strong></p>
<p>Questa la dedico ad <a href="http://ailantoamorte.blogspot.com/">Alessandro </a>è alla sua "crociata" anti-ailanto...<br />
Che si unisce a:<br />
<a href="http://crisis.blogosfere.it/2008/07/il-giorno-dei-trifidi.html">Crisis</a><br />
<a href="http://www.weissbach.it/blog/?p=617">Weissbach</a><br />
<a href="http://verso-il-baratro.blogspot.com/2006/06/ailanti.html">Verso il baratro</a><br />
ed al <a href="http://www.vogliaditerra.com/archivio/2008/06/in-giro/">Contadino</a><br />
...la lotta continua...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verdi ricerche]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=412</link>
<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 14:21:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Di default, la ripresa è lenta ed abbisogna di leggerezza, di una carburazione che non sprema tro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="click!" href="http://www.forestle.org" target="_blank"> <img src="http://forestle.org/_images/banner/banner_en.gif" border="0" alt="Forestle - Save the rainforests by searching the web" width="468" height="60" /></a></p>
<p>Di default, la ripresa è lenta ed abbisogna di leggerezza, di una carburazione che non sprema troppo le meningi, ché la strada da fare è lunga e la salita in rapido avvicinamento sull'orizzonte. Così, per blandire la sindrome da rientro l'<em>eco-fundraising</em> di <a href="http://it.forestle.org/" target="_blank">Forestle</a> capita a fagiolo dato che c'è poco da capire. Si tratta di <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080825-forestle-turns-google-searches-green.html" target="_blank">un motore di ricerca</a> che opera come interfaccia di Google ed <a href="http://forestle.org/_lang/it/how_it_works.php" target="_blank">introita una quota per ogni click effettuato</a> sui Google ads, le inserzioni a pagamento ospitate nella colonna destra del noto motore di ricerca. I guadagni, che non vengono garantiti da qualsiasi query effettuata come erronealemte letto da qualche parte, vengono poi destinati al 95% alle attività promosse  da <a href="http://www.nature.org/" target="_blank">Nature Conservancy</a> nella protezione di habitat a rischio, principalmente nel campo della deforestazione.</p>
<p>Per gli smanettoni sono disponibili anche <a href="http://forestle.org/_lang/en/search_plugin.php" target="_blank">plugins appositi</a> per i browser più comuni mentre in ossequio alla nordica e sacrosanta consuetudine per la trasparenza, bilanci, investimenti e trattenute di funzionamento <a href="http://forestle.org/_lang/it/about_forestle.php" target="_blank">verranno resi disponibili online</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si riparte (per Verona)]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=406</link>
<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 10:37:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si rialza, un pò sonnecchiando, la saracinesca. Con enorme piacere tra un depliant ed una bolletta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si rialza, un pò sonnecchiando, la saracinesca. Con enorme piacere tra un depliant ed una bolletta è comparso nella buchetta della posta anche il programma definitivo dell'incontro del 7 settembre, organizzato da Marco Valussi, dal CIAM e dalla scuola etica “<a href="http://kiskanu.wordpress.com/" target="_blank">Il Kiskanu</a>" a Villa Buri. Una versione più sintetica della scaletta degli interventi <a href="http://www.mybloop.com/pignaverde/Conferenza_Biodiversit_breve_pdf" target="_blank">è disponibile qui in pdf</a>.</p>
<p>----------------</p>
<p><strong>PIANTE MEDICINALI E BIODIVERSITÀ CULTURALE</strong><br />
7 settembre<br />
<a href="http://www.villaburi.it/" target="_blank">Villa Buri</a><br />
Via Bernini Buri, 99 Verona (<a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#38;hl=en&#38;geocode=&#38;q=via+bernini+buri+99+verona&#38;sll=45.425895,11.046227&#38;sspn=0.003539,0.009656&#38;ie=UTF8&#38;ll=45.428214,11.031475&#38;spn=0.056622,0.154495&#38;t=h&#38;z=13" target="_blank">qui la mappa Google Maps</a>)</p>
<p>Programma<br />
9.30 - Presentazione dell’iniziativa e degli interventi. Moderatrice sarà Mariella Di Stefano, giornalista esperta in terapie non convenzionali, direttore di “<em>MNC Toscana, Notiziario regionale delle Medicine complementari e non convenzionali</em>”; direttore scientifico della rivista “L'Erborista”</p>
<p>10.00 - Dott. Gianfranco Caoduro - <a href="http://www.biodiversityassociation.org" target="_blank">World biodiversity association</a> -<br />
<strong>Biodiversità: una risorsa locale e globale</strong><br />
La perdita di biodiversità, dovuta ad attività antropiche poco attente agli equilibri naturali, rappresenta oggi una delle emergenze più gravi del pianeta. I biologi stimano che la distruzione delle foreste tropicali provochi l’estinzione di migliaia di specie ogni anno. Il fenomeno è purtroppo assai diffuso anche in Sud America, dove l’autore ha condotto ricerche nell’ambito di alcune spedizioni naturalistiche, delle quali saranno presentati in sintesi i risultati. Saranno esaminati anche i “valori” della biodiversità e le opportunità che la sua conservazione può offrire per il futuro dell’umanità e, in ambito locale, per uno sviluppo sostenibile del territorio. A tal proposito saranno considerate alcune particolarità della biodiversità della regione veronese, caratterizzata dalla presenza di numerose specie endemiche.<br />
<strong> Gianfranco Caoduro</strong>: laureato in Scienze Forestali, docente di Scienze Naturali presso il Liceo Psicopedagogico “C. Montanari” di Verona, biospeleologo, collaboratore dal 1977 del Museo di Storia Naturale di Verona, è responsabile del Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona. Di recente ha concentrato la sua attenzione sullo studio e la conservazione della biodiversità sia in ambito locale, sia nelle foreste pluviali tropicali. Nel 2004 ha fondato, assieme ad altri naturalisti, la World Biodiversity Association onlus, di cui è Presidente.</p>
<p>10.30 - Valeria Calamaro - CTM Altromercato</p>
<p><strong>Valorizzare l'identità culturale e conservazione delle piante indigene della foresta amazzonica tramite il commercio equo e solidale.<br />
</strong>Il concetto di biodiversità passa per la diversità biologica ed ancor più per la diversità ed identità culturale dei territori. I meccanismi globali di mercato, economici, sociali, geopolitici escludono molte forme di biodiversità e determinano la perdita di identità culturale compromettendo anche il futuro. Il commercio equo solidale agisce per mantenere uniti questi aspetti, lavorando sull’intera filiera, preservando la pianta e le sue proprietà (es. il guaranà nativo amazzonico in Brasile) ed offrendo al contempo alle comunità possibilità di accesso al mercato ed al credito, a condizioni sostenibili e dignitose, in una logica di trasparenza e di informazione verso l’utilizzatore finale.<br />
<strong> Valeria Calamaro</strong>: da oltre 10 anni si occupa di prodotti alimentari e cosmesi naturale nell’ambito del commercio equo solidale per Ctm altromercato. Ha seguito campagne di informazione e sensibilizzazione sul biologico e sulla biodiversità. Dopo una breve esperienza di cooperazione internazionale con UNHRC, ha visitato numerose realtà nel Sud del mondo, partners di Ctm altromercato.<br />
Autrice di “Le spezie in cucina” Ed. Sonda</p>
<p>11.00 Intervallo</p>
<p>11.30 - Dott. Trajko Petrovski - Istituto "Marko Cepenkov" di Skopje<br />
<strong> La medicina popolare Rom a Skopje - magia, cura e divinazione</strong><br />
Presso i Rom gli individui che usano i rimedi naturali e tradizionali sono i dervisci e le donne anziane. Tra gli elementi tradizionali utilizzati da questi individui si trovano vecchi rituali tradizionali e tecniche magiche e mediche, usate per problemi sentimentali, malessere e vari disturbi come dolore alle gambe, rtubercolosi, febbre, mal d’orecchie, disturbi cardiaci, mal di stomaco, parassiti intestinali, ecc. Tra le tecniche naturalistiche troviamo piante medicinali acqua, carbone, tè, ecc.<br />
<strong>Trajko Petrovski</strong> - formatosi come storico e geografo, il Dr. Petrovsky ha un Master e un Dottorato in etnolgia con tesi sulla cultura Rom in Macedonia. Al momento è il principale ricercatore su folklore, etnologia, lingua e storia Rom presso l’Istituto del Folklore “Marko Cepenkov” di Skopje, dove si occupa di ricerca sul campo.</p>
<p>12.00 - Discussione<br />
12.30 - Intervallo pranzo</p>
<p>14.00 - Dott. Antonio Bianchi - Re.Na.Co./C.O.E.<br />
<strong> Piante medicinali e progetti nei paesi in via di sviluppo</strong><br />
Nel corso dell'intervento verranno esposti le problematiche e i risultati di oltre dieci anni di progetti in differenti paesi africani e latinoamericani. Gli interventi sulle piante medicinali della cooperazione internazionale fondamentalmente possono essere divisi in due grandi campi: la ricerca di nuovi prodotti che le comunità indigene e rurali possono commercializzare e l'uso delle piante medicinali nelle nelle principali priorità di salute delle aree rurali. Entrambi questi approcci hanno sofferto di una serie di ingenuità che si cercherà di esporre. Verranno in particolare discussi i risultati di un progetto realizzato recentemente in Colombia e in Argentina e di progetti tuttora in corso in Africa.<br />
<strong> Antonio Bianchi</strong> - medico tossicologo, coordinatore del COE Medicina Tradizionale, ONG riconosciuta dal Ministero Affari Esteri; fondatore di Renaco Srl, azienda specializzata nella distribuzione di piante medicinali da vari paesi del mondo.</p>
<p>14.30 - Dott. <a href="http://www.andreapieroni.eu" target="_blank">Andrea Pieroni</a> - University of Bradford, UK<br />
<strong>Ricerche etnobotaniche nel Mediterraneo: quo vadis?</strong><br />
Gli studii di etnobotanica medica ed alimentare in molte aree del Mediterraneo riportano nell'agone della discussione sulle medicine tradizionali erboristiche il problema dell'ancora scarsa utilizzazione di molte risorse vegetali autoctone. Prendendo spunto da esempi di recenti ricerche in Lucania, Croazia ed Albania, cercheremo di capire la complessità dei saperi popolari legati alla natura e di indagare il possibile contributo che l'etnobiolgia moderna e le etnoscienze possono dare alla fitoterapia.<br />
<strong> Andrea Pieroni</strong>: direttore del <a href="http://www.ethnobiomed.com" target="_blank">Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine</a>, , professore alla Division of Pharmacy Practice, Università di Bradford, GB, professore onorario di botanica all’Università delle scienze gastronomiche di Brà, membro della Linnean Society e della Royal Society of Medicine, negli ultimi 15 anni i suoi studi sono concentrati sullo studio dei confini tra etnobiologia/etnobotanica e antropologia medica, ovvero sugli studi interdisciplinari circa uso e percezione di alimenti/piante medicinali nelle diete e nelle medicine tradizionali.</p>
<p>15.00 - Discussione finale</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i manuali del giovine autarchico n°6]]></title>
<link>http://ortodicarta.wordpress.com/?p=232</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 22:23:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola</dc:creator>
<guid>http://ortodicarta.wordpress.com/?p=232</guid>
<description><![CDATA[Ci sono passi che andrebbero fatti uno alla volta. Con calma. Calibrando bene il movimento.
Poi ci s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono passi che andrebbero fatti uno alla volta. Con calma. Calibrando bene il movimento.<br />
Poi ci sono gli imprevisti. Un guasto, un <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/2008/08/01/diario-di-campagna-n%c2%b0144/">pioppo che ti atterra sull'orto</a>... le scelte sono due: o inciampi, o ti ristrutturi sul nuovo equilibrio formatosi.</p>
<p>Nel mio caso attuale, l'imprevisto si chiama "grano vernino", nella fattispecie appartenente ad un genotipo vecchio di 600 anni. </p>
<p><strong>G. </strong>- “Mi hanno portato un sacco di semi di un grano del 1400, tu hai ancora del terreno libero vero?”<br />
<strong>Io </strong>- “Si, ma non posso farlo lavorare, c’è un pioppo nel bel mezzo del campo che blocca il passaggio ed è un “incolto”… dovrei almeno farlo erpicare…”<br />
<strong>G. </strong>– “Non importa… è tutto ticchiolato… dobbiamo buttarlo giù, anche solo per riuscire a salvare un po’ di semi con cui far ripartire la coltivazione…”<br />
<strong>Io </strong>– “Si, vabbè… forse posso cercare di fare le pallette d’argilla…”<br />
G. – “Si, quello che vuoi, però fai in fretta che è già tardi per la semina…”</p>
<p>Risultato. Me ne sono tornato a casa con un saccone di grano il cui DNA aveva avuto il piacere di vedere di persona il Rinascimento, e probabilmente il Manierismo, da “Fukuokare” in maniera approssimativa. Sapendo a malapena muovermi nell’orto.</p>
<p>Avevo delle carte, in giro, da studiare per quando avessi voluto fare il salto nella coltivazione dei cereali “da campo”… ma s’è scelto che io facessi prima pratica.</p>
<p>Difatti, Fukuoka, poco si addice ai climi temperati. Motivo per cui avevo recuperato un tot di informazioni sul lavoro di Marc Bonfils, l’agronomo francese che aveva modificato il sistema per le coltivazioni europee.</p>
<p><a href="http://www.ibiblio.org/ecolandtech/souscayrous/MarcBonfils-AgriculturalResearch/">Gli scritti di Marc Bonfils</a>, sempre dal baule di Souscaryous. (Questi contavo di tradurli tra un’annetto… quindi mo’ si aspetta che c’ho da finire le carte di Emilia Hazelip)</p>
<p><a href="http://ileia.leisa.info/index.php?url=article-details.tpl&#38;p[_id]=12444">Un articoletto</a> in cui si spiega in breve il sistema (in inglese) tratto dalla pubblicazione digitale periodica del <a href="http://ileia.leisa.info/index.php?url=regionalindex.tpl">LEISA</a></p>
<p>Per la cronaca: si è stabilito di seguire un sistema più “viscerale”, alla <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/2008/04/26/diario-di-campagna-n%c2%b070/">Ruth Stout</a>.<br />
Semina il campo, taglia le erbacce e di le preghierine prima di andare a dormire… il tutto rigorosamente a mano.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zootecnia: Martini, centro biodiversità baluardo contro globalizzazione sorgerà a Parma a sostegno delle microeconomie locali (Adnkronos)]]></title>
<link>http://foodweek.wordpress.com/?p=183</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 19:46:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>foodweek</dc:creator>
<guid>http://foodweek.wordpress.com/?p=183</guid>
<description><![CDATA[Roma, 6 agosto - &#8220;Un baluardo del contrasto alla globalizzazione, a sostegno delle microeconom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 6 agosto - "Un baluardo del contrasto alla globalizzazione, a sostegno delle microeconomie locali".<br />
Così il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, definisce il nuovo Centro nazionale per la valorizzazione della biodiversità animale che sorgerà a Parma, dopo la firma del protocollo d'intesa avvenuta questa mattina a Roma alla presenza della stessa Martini, del presidente della provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, e del rettore dell'università della cittadina emiliana, Gino Ferretti. La biodiversità animale è un valore che viene definito e tutelato in numerosi trattati internazionali: l'iniziativa attivata oggi potrà dunque contribuire ad attuare gli obblighi derivanti da questi accordi per l'Italia.<br />
"Si tratta del primo organismo di tutela specifico per la biodiversità animale nel nostro Paese - ha ricordato Martini ai giornalisti - e mirerà a elaborare strategie per la gestione, il rilancio e la promozione di prodotti scomparsi o rimasti nell'ombra nelle varie Regioni italiane". "Vogliamo collegare questi prodotti al territorio in modo da contrastare gli influssi della globalizzazione, che di certo non portano alla qualità, e permettere alla persone di continuare a vivere nella loro terra vivendo delle sue risorse. Risorse - ha sottolineato Martini- che devono valorizzate e rilanciate in modo da diventare una 'bandiera' del nostro Paese".<br />
Il Centro si occuperà dello sviluppo e della valutazione di programmi sostenibili nella biodiversità animale e promuoverà la cooperazione tecnica e finanziaria a livello nazionale e internazionale. Inoltre, svilupperà un sistema integrato di coordinamento e controllo in grado di perseguire obiettivi di sinergia, razionalizzazione e potenziamento della ricerca nel settore della biodiversità rivolta in particolare agli animali di interesse zootecnico.<br />
La produzione italiana, almeno nei settori bovino, suino e avicolo, è infatti per la maggior parte sostenuta da razze 'cosmopolite': uno degli obiettivi e' quello di reinserire le razze cosiddette 'autoctone' sia per motivi socio-culturali che scientifici. (<em>Adnkronos</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FUNZIONE STRATEGICA DI CIBO E FORESTE]]></title>
<link>http://brianzecum.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 08:35:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>brianzecum</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Il fortissimo aumento del prezzo del petrolio ha provocato una serie di conseguenze indesiderabili ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="Section1">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Il fortissimo aumento del prezzo del petrolio ha provocato una serie di conseguenze indesiderabili nei mercati del mondo. Anzitutto si è ritenuto opportuno sottrarre parte delle terre coltivate a scopo alimentare, per dedicarle invece alla produzione di carburanti (detti biocarburanti, o meglio <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">agricarburanti</span>, perché utilizzano risorse agrarie). Il paese che da tempo ha introdotto carburanti di origine vegetale è il Brasile, ma di recente anche gli Stati Uniti e l’Europa hanno deciso di includere una quota di vegetale nei loro carburanti. La conseguenza immediata è stata la crescita del prezzo dei cereali e di altre derrate alimentari a livello mondiale. Da noi questa dinamica dei prezzi può avere effetti relativamente limitati, ma nei paesi della fame – dove risiede la maggioranza del genere umano – le conseguenze sono assai più tragiche: può voler dire innalzare il numero di morti per fame – che già ora si aggira attorno alla spaventosa cifra di 50 milioni ogni anno. Pertanto non ha torto Iean Ziegler, esperto dell’ONU per il «diritto al cibo», a parlare di <strong><em><span style="background:yellow none repeat scroll 0;">crimine contro l’umanità</span></em></strong> a proposito di questa corsa a granoturco e soia per produrre ecobenzina.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Conseguenze sociali e ambientali</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>Ma vediamo più in dettaglio qualche altro effetto. Il governo brasiliano ha riqualificato circa 200 milioni di ettari di foresta tropicale secca, praterie e paludi, in «terre degradate», adatte alla coltivazione. Si tratta di ecosistemi con grande <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">biodiversità</span>, abitate da contadini poveri e da grandi aziende per l’allevamento estensivo di bovini. L’introduzione delle colture per agricarburanti avrà la conseguenza di ricacciare queste comunità verso la «frontiera agricola» dell’Amazzonia, là dove le tecniche devastatrici di <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">deforestazione</span> sono ben note. Secondo la Nasa più aumenta il prezzo della soia (che fornisce il 40% degli agricarburanti in Brasile) più accelera la distruzione della foresta umida. Discorso analogo può essere fatto per l’Indonesia, dove il biodiesel tratto dalle coltivazioni di palma da olio viene chiamato «<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">diesel della deforestazione</span>». È importante avere presenti anche altri aspetti sociali e ambientali. Certe coltivazioni industrializzate, come la soia, offrono occupazione a un numero estremamente basso di persone, fino a 70 volte meno rispetto alle tradizionali coltivazioni familiari. Inoltre la fertilizzazione del terreno con concimi azotati libera nell’atmosfera l’ossido di azoto (N<sub>2</sub>O), un gas di fortissimo effetto serra, che tuttavia, essendo presente in quantità assai piccola, contribuisce per ora meno dell’anidride carbonica e del metano all’effetto serra complessivo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Circoli viziosi</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>Bastano queste brevi considerazioni per indicare il rischio di cadere in «circoli viziosi». Introdotta per combattere l’effetto serra, di fatto, la produzione di agricarburanti lo può addirittura incrementare, sia attraverso la riduzione delle foreste, sia attraverso l’introduzione delle coltivazioni industriali e l’uso di fertilizzanti chimici. Un altro circolo vizioso si può verificare quando il prezzo dei carburanti sale. In tal caso, come notato all’inizio, si può avere la tentazione di sottrarre terreni all’alimentazione per destinarli invece agli agricarburanti. Spesso si invoca l’avvento di biocarburanti di seconda generazione, quelli che, a differenza degli esistenti, non sarebbero prodotti in alternativa ad alimenti, ma da scarti agrari o biomasse legnose tratte dalle foreste. Tuttavia, in presenza di prezzi crescenti dei carburanti, non si notano tendenze ad aprirsi a questo nuovo mercato – che resta in ogni caso meno “ricco” di quello attuale.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Quattro ecosistemi</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>È necessario quindi affrontare il tema in un’ottica di ampio respiro, quella stessa che spinge a domandarsi dove potrà attingere il cibo in futuro un’umanità in rapida crescita. È noto che <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">quattro sono gli ecosistemi</span> da cui possiamo trarre alimenti: quelli delle acque, dei pascoli, delle terre coltivate e delle foreste. Le acque, specie quelle marine, hanno raggiunto ormai da decenni un livello di saturazione, per cui le possibilità di crescita del pescato sono assai limitate. I pascoli da noi sono abbandonati e stanno rimboschendosi, data la mancanza di persone disposte a quella vita aspra, ma nei paesi poveri sono sottoposti a una cronica situazione di “sovrappascolo”, cioè di eccesso di animali, che ne favorisce il degrado e la desertificazione. Degli ultimi due ecosistemi, terre coltivate e foreste, si è già accennato ad una certa reciproca intercambiabilità. Sono però da sottolineare i gravi danni, spesso irreversibili, quando si tratta di foreste tropicali umide, distrutte per lasciar posto alle coltivazioni. In un regime caldo e piovoso infatti, il terreno denudato perde rapidamente il suo contenuto di <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">humus</span> e rischia sterilità e desertificazione. In ogni caso le foreste possono essere rapidamente distrutte, ma per la loro ricostruzione si richiedono decenni. Da noi le foreste sono state da sempre apprezzate e “coltivate” per trarne combustibili (legna), ma anche cibi (frutti, noci, castagne..) e per fungere da insuperabili regolatrici del regime idrico. Oggi, nel benessere, sono meno valutate, ma, nella prospettiva di un mondo affamato e assetato, si dovranno riconsiderare queste fondamentali <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">funzioni delle aree boscate</span>.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">In definitiva</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">,<span> </span>anche considerando il loro ruolo sul clima, le foreste, specie quelle tropicali, vanno considerate un bene prezioso per tutta l’umanità, la riserva privilegiata di energia rinnovabile e di cibo (basti pensare che, nonostante tutto, le foreste sono ancora circa 4 volte più estese delle terre coltivate). Non dovrebbero quindi essere abbandonate alla logica del mercato, all’arbitrio dei politici o alle brame degli speculatori. Altrettanto si dovrebbe ripetere per il mercato degli alimenti, specie nei paesi poveri, salvo incorrere in quel crimine contro l’umanità denunciato dalla stessa ONU. Resta a tutti noi il compito di premere a livello politico perché vengano valorizzati boschi e foreste, perché si torni a trarre da essi quell’energia rinnovabile che tradizionalmente fornivano e perché vengano effettuate le ricerche scientifiche e tecnologiche per rendere questa energia più adatta ai bisogni dei nostri tempi. Ma ci resta anche l’opportunità di educarci a consumi meno opulenti e più tradizionali, sperimentandone i concreti vantaggi per la salute.</span></p>
</div>
<p><span style="font-size:14pt;font-family:&#34;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The solution is in a womb / La soluzione sta in un utero]]></title>
<link>http://ethically.wordpress.com/?p=113</link>
<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 15:43:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>ethically</dc:creator>
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<description><![CDATA[
The solution is in a womb.
I shall rent a womb in some years to have children.
If the social level ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ethically.files.wordpress.com/2008/08/feto.png"><img class="alignnone size-full wp-image-115" src="http://ethically.wordpress.com/files/2008/08/feto.png" alt="" width="304" height="235" /></a></p>
<p>The solution is in a womb.</p>
<p>I shall rent a womb in some years to have children.</p>
<p>If the social level is so low that it doesn't let me have a woman, to create a family and have some children, I don't see other solutions at the moment.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom:0;">La soluzione sta in un utero.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Affittero' un utero fra qualche anno per avere dei figli.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Se il livello sociale e' talmente basso da non consentirmi di avere una donna, per fare una famiglia ed avere dei figli, non vedo altra soluzione al momento.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dell'Amazzonia sostenibile non si butta via niente]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=353</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 09:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parlando di Amazzonia, dire che la selva è la farmacia delle popolazioni indigene rappresenta un to]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/07/amazbusi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-354" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/07/amazbusi.jpg?w=258" alt="" width="258" height="300" /></a>Parlando di Amazzonia, dire che la selva è la farmacia delle popolazioni indigene rappresenta un<em> topos</em> che trascura come la foresta possa costituire un emporio dagli scaffali ben più vari, affollati. Ricchi di spunti e materiali utili non solo per le popolazioni che la abitano ma anche per chi vive altrove.</p>
<p>Il sito di <a href="http://www.amazonyourbusiness.nl/" target="_blank">Amazon your business</a> è un pò bulgaro e costituisce una specie di ossimoro rispetto al libro che il sito promuove ed alla filosofia del suo contenuto, <a href="http://www.amazonyourbusiness.nl/pfd/AYB%20ENG%20Preface.pdf" target="_blank">che invece è ben sintetizzata nella prefazione</a>. La tesi del libro è chiara e consiste nel sottolineare come la protezione della biodiversità tropicale possa (debba?) passare attraverso una valorizzazione sostenibile dei prodotti delle foreste, dando ad essi un valore commerciale preciso,  obbligatoriamente vincolato a qualità, perfezione, eleganza, alta professionalità, l'attenzione per il consumatore e non solo per il produttore. Per centrare l'obiettivo della protezione ambientale  questi prodotti devono nascere con certificazione etica, ambientale e tutti i crismi dell'equità sociale ma devono avere le carte in regola, per forma e sostanza, per competere anche con l'alta gamma del commercio tradizionale, in tutto il mondo, per tutte le tasche.</p>
<p><a href="http://www.cbd.int/doc/newsletters/news-biz-2008-02/?articleid=27" target="_blank">Amazon your business</a> non è un saggio tecnico ma un intelligente <em>pastiche </em>di interviste dal taglio giornalisito ad ONG, attori istituzionali dalla vocazione produttiva e soprattutto cooperative ed aziende attive in svariati comparti. Domande, risposte ed approfondimenti si susseguono in bilico leggero e comprensibilissimo tra la rivista patinata e la brochure socio-ambientale. Il formato scelto è quello delle dieci  domande, con descrizione dei prodotti e degli indicatori di equità e sostenibilità socio-ambientale che i produttori si prefiggono di monitorare, il tutto farcito da storie in presa diretta che amplificano l'empatia tra il lettore ed volto umano di queste esperienze di lavoro. Solidali, attente all'ambiente ma non per questo scarse in professionalità ed ambizioni.</p>
<p>Le classi merceologiche trattate spaziano dagli sciccosissimi fitocosmetici eco-equo-sostenibili dei brasiliani di <a href="http://www.amazonyourbusiness.nl/" target="_blank">Natura</a> ai saponi più <em>rugged</em> di<a href="http://www.tawaya.com.br/english/home_ing.php" target="_blank"> Tawaya</a>, ottenuti da palme locali spontanee come buriti e muru-muru, dal cacao boliviano di <a href="http://www.rainforest-products.com/" target="_blank">REPSA</a> alla linea da toeletta della <a href="http://www.altromercato.it/it/produttori/schede_produttori/sud_america/ecuador/FQB" target="_blank">Fundacion Chankuap'</a> in Ecuador sino alla nutraceutica, con i <a href="http://www.cedecam.org/camucamu_informacion.htm" target="_blank">produttori di camu-camu</a> legati a Cedecam ed attivi nella zona di Iquitos in Perù. Rispondono presente anche fonti che potrebbero far alzare un sopracciglio ad alcuni, come il legname pregiato ma sostenibile di <a href="http://www.pwamazon.com.br/Pwa_fIng.html" target="_blank">Precious Woods Amazon</a>, le pelli di caimano prodotte in Bolivia sotto l'egida della <a href="http://www.fan-bo.org:9090/fan/es/inicio/index_html" target="_blank">Fundacion Amigos de la Naturaleza</a> ed i gioielli in oro di <a href="http://www.communitymining.org/perfil_chocoeng.html" target="_blank">Green Gold-Community Mining</a> dalla Colombia, perchè dell'Amazzonia sostenibile non si butta via niente. Della scheda di Treetap, produttori di borse e borsette in caucciù vegetale da estrattivismo, vagamente à la <a href="http://www.orlakiely.com/uk/" target="_blank">Orla Kiely</a>, è <a href="http://www.amazonyourbusiness.nl/pfd/AYB%20Treetap%20Wild%20Rubber.pdf" target="_blank">disponibile una preview</a>.</p>
<p>Il libro, edito nel 2007 in un formato quadrato molto sexy, patinato il giusto e conseguentemente non economico (45 euro se includiamo le spese di spedizione), è <a href="http://www.amazonyourbusiness.nl/order/" target="_blank">acquistabile online</a> ed arriva a casa in pochi giorni. Il curatore, che dev'essere un tipo da conoscere, probabilmente vi contatterà direttamente per sapere come accidenti avete fatto a scoprire il suo libro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Spezia - Tutelare la Biodiversità alle Cinque Terre]]></title>
<link>http://liguriaoggi.wordpress.com/?p=267</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 12:20:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alle Cinque Terre si è concluso positivamente un primo progetto di studio che ha come obiettivo la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Alle Cinque Terre si è concluso positivamente un primo progetto di studio che ha come obiettivo la tutela della biodiversità, e la promozione della pesca<span>  </span>sostenibile. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il progetto “ Studi dei popolamenti bentonici lungo i fondali dell'Area Marina: valutazione dell'effetto delle attività subacquee e di pesca”.</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Tahoma;">Tutelare i fondali e le numerose specie presenti promuovendo le attività di economia sostenibile. L' Area marina Cinque Terre, con il supporto dell'Università di Genova attiva un piano d'azione per studiare e arrestare la perdita di ...</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Tahoma;"><a href="http://www.liguriaoggi.it">www.liguriaoggi.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biodiversità a Villa Buri]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=310</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:38:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marco Valussi di Infoerbe mi segnala questa bella iniziativa prevista per il 7 settembre a Villa Bur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Valussi di <a href="http://www.infoerbe.it">Infoerbe</a> mi segnala questa bella iniziativa prevista per il 7 settembre a <a href="http://www.villaburi.it" target="_blank">Villa Buri</a>, vicino a Verona riguardo alla quale cercherò di tenervi aggiornati durante la calura estiva. Tempo e temperature permettendo, mi riprometto di dedicare all'argomento una mini serie di post d'avvicinamento alla conferenza.</p>
<p>----------------------</p>
<p>Nell'anno del ventennale della prima conferenza sulla biodiversità delle piante medicinali tenutasi a Chiang Mai (Tailandia) sotto l'egida dell'OMS, la Scuola di Formazione del CIAM organizza un incontro dal titolo "Piante medicinali e biodiversità culturale", per parlare del rapporto tra piante medicinali e cultura umana.<br />
L'incontro avrà luogo domenica 7 settembre presso <a href="http://www.villaburi.it" target="_blank">Villa Buri</a>, Via Bernini Buri, 99 - 37132 Verona (Tel. 045972082 - Fax 0458921662 - e-mail <a href="mailto:info@villaburi.it">info@villaburi.it</a>), con inizio Intorno alle 10 e proseguimento fino al pomeriggio.</p>
<p>Aprirà l'incontro il dott. <a href="http://www.andreapieroni.eu" target="_blank">Andrea Pieroni</a>, etnobotanico presso la Division of Pharmacy Practice, School of Life Sciences, University of Bradford, GB, con un intervento dal titolo: "<em>Ricerche etnobotaniche nel Mediterraneo: quo vadis?</em>", nel quale parlerà degli studii di etnobotanica medica ed alimentare in molte aree del Mediterraneo "che riportano nell'agone della discussione sulle Medicine Tradizionali erboristiche il problema dell'ancora scarsa utilizzazione di molte risorse vegetali autoctone. Prendendo spunto da esempi di recenti ricerche in Lucania, Croazia ed Albania, cercheremo di capire la complessita dei saperi popolari legati alla natura e di indagare il possibile contributo che l'etnobiolgia moderna e le etnoscienze possono dare alla fitoterapia".</p>
<p>Gli altri interventi della giornata comprenderanno: Gianfranco Caoduro, Presidente del Consiglio direttivo della <a href="http://www.biodiversityassociation.org/" target="_blank">World Biodiversity Association</a>, che parlera di <em>Biodiversita: una risorsa locale e globale</em>. La perdita di biodiversità rappresenta oggi una delle emergenze più gravi del pianeta. Il fenomeno è purtroppo assai diffuso anche in Sud America, dove l'autore ha condotto ricerche nell'ambito di alcune spedizioni naturalistiche, delle quali saranno presentati in sintesi i risultati. Saranno esaminati anche i "valori" della<br />
biodiversità e le opportunità che la sua conservazione può offrire in ambito locale, per uno sviluppo sostenibile del territorio. A tal proposito saranno considerate alcune particolarità della biodiversità della regione veronese, caratterizzata dalla presenza di numerose specie endemiche.</p>
<p>Francesco Novetti, erborista in Milano che parlerà del "modello erboristico" di utilizzo delle piante medicinali, e del rischio della sua scomparsa; Valeria Calamaro del <a href="http://www.altromercato.it/it" target="_blank">CTM - Altromercato</a> che parlerà del ruolo del commercio equo e solidale nel sostegno delle culture locali, ed in particolare nel valorizzare l'identità culturale e la conservazione delle piante indigene della foresta amazzonica. L'esempio del guaranà nativo in Brasile e delle piante autoctone dell'Amazzonia Ecuadoriana. Infine il dott. Antonio Bianchi che parlerà del difficile ruolo del <em>bioprospecting</em> solidale nei paesi in via di sviluppo sia nell'ottica di ONG impegnate nello sviluppo sociale delel realta locali sia dal punto di vista della moderna impresa con profilo etico e solidale.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le droghe costano (fuori il grano)]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=279</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 23:09:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pensare che il mercato delle droghe vegetali, delle spezie e dei loro derivati sia immune ai picchi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/06/afrtre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" style="float:left;" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/06/afrtre.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>Pensare che il mercato delle droghe vegetali, delle spezie e dei loro derivati sia immune ai picchi dell'economia che conta (carburanti, alimentazione) è ovviamente illusorio. La questione è assai meno primaria e rilevante dell'accesso al cibo, ma per chi con spezie e piante medicinali ci lavora le fluttuazioni del mercato e le conseguenze di quanto accade in altri comparti possono essere un problema.</p>
<p>Giovanni Spataro su <a href="http://spataro-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/06/05/finito-il-vertice-gabbata-la-fame/" target="_blank">Piazza Vittorio</a>, blog di Le Scienze dedicato alla ricerca nei PVS, riporta i dati di una previsione OCSE/FAO relativa ai prezzi delle principali <em>commodities</em> alimentari. Il <a href="http://spataro-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2008/06/faoecd.jpg" target="_blank">grafico</a> con l'andamento previsto dei prezzi di cereali, zucchero, oli vegetali ed oleaginose in particolare, ci dice diverse cose rilevanti per alcuni temi trattati qui. Innanzitutto se ne ricava che il prezzo degli oli fissi come quello di palma e di semi oleaginosi come quelli di soia non caleranno nel prossimo decennio, ergo si continuerà a fare spazio ai primi nelle foreste pluviali dell'estremo oriente e dell'Africa ed alla seconda in area amazzonica. Anche perchè lo stesso report ricorda che in queste filiere ed in quelle correlate i PVS hanno incrementato le loro esportazioni tra il 40 ed il 120% (il che, ma questo esula dagli intenti di questo post, implica che producono per la nostra fame più che per la loro).</p>
<p>Il grafico suggerisce però anche il perchè dell'impennata dei costi delle materie prime erboristiche, delle droghe essiccate. Non è solo una questione di filiera lunga, di "adeguamento carburante" e di piante che viaggiano da paesi lontani verso l'Europa, ma di legame a doppio filo tra prezzo del grano e prezzo pagato al contadino anche sotto casa. Infatti, dal momento che la coltivazione delle officinali è più rischiosa rispetto ad una normale coltura, contadino e committente vincolano tradizionalmente il prezzo "a pagare" a quello del grano. In genere nel centro-nord il riferimento è la quotazione della borsa merci di Bologna. Molto raramente infatti l'agricoltore decide di produrre echinacea, cardo mariano, menta o parietaria senza aver prima stretto accordi con un potenziale acquirente. Questo legame spiega come l'iperinflazione del grano, il cui prezzo al quintale è schizzato verso l'alto da 10-15 a oltre 40-50 euro, abbia una conseguenza quasi proporzionale sul prezzo pagato dall'erborista per acquistare un sacco di foglie essiccate presso il grossista di fiducia, a prescindere dalla filiera lunga o a km zero.</p>
<p>Ovviamente, anche se mai nessuno lo ammetterà c'è chi lucra sulla situazione "facendo magazzino", ovvero acquistando grosse partite di materie prime in anticipo per poi rivenderle quando il mercato è schizzato alle stelle. Se queste speculazioni sono relativamente difficili da fare su alcuni tipi di droghe vegetali per problemi di organizzazione e conservazione (in realtà basta solo organizzarsi), per prodotti come gli oli essenziali il cui mercato all'ingrosso è nelle mani di pochi traders al mondo, esse sono all'ordine del giorno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Capitale Naturale]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=291</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 15:25:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con leggero ritardo scopro questo articolo di Seed Magazine, dedicato al possibile cambio di paradig]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con leggero ritardo <a href="http://www.seedmagazine.com/news/2008/04/the_market_force_of_nature.php?page=1" target="_blank">scopro questo articolo</a> di <a href="http://www.seedmagazine.com/news/2008/04/the_market_force_of_nature.php?page=1" target="_blank">Seed Magazine</a>, dedicato al possibile cambio di paradigma nella percezione del <a href="http://sostenibile.blogosfere.it/2006/08/capitalismo-nat.html#comments" target="_blank">capitale naturale</a> da parte del sistema economico su cui prosperiamo. Lettura interessante, di macrosistema, per capire come la conservazione delle foreste tropicali e della biodiversità possa passare solo attraverso una consapevolezza del loro valore economico, dinamico e statico, ed attraverso la sostenibilità del loro uso da parte dell'uomo.</p>
<p>E chi volesse ulteriormente approfondire l'origine del concetto, si procuri una copia di <a href="http://www.natcap.org/" target="_blank"> Natural Capitalism</a> (anche in italiano <a href="http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/26/" target="_blank">presso Edizioni Ambiente</a>)</p>
<p>-------------------------</p>
<p>Putting the "invisible hand" to work for nature could reshape the values of capitalism.<br />
Maywa Montenegro<br />
Seed Magazine, Aprile 2008</p>
<p>When international leaders met in Bali last December to begin hammering out a new global pact on climate change, they butted heads over many things but agreed on this: Conservation of the world's tropical forests should play a critical role in the protocol that replaces Kyoto in 2012. The carbon dioxide released from deforestation accounts for roughly 20 percent of annual greenhouse gas emissions worldwide, and reducing that rate could be among the easiest and cheapest ways to slow global warming, according to experts. But with many of the planet's remaining forests located in developing nations—where the economic pressures to clear land for agriculture, timber, minerals, and, increasingly, biofuels are substantial—how could these countries reasonably be expected to participate? (<a href="http://www.seedmagazine.com/news/2008/04/the_market_force_of_nature.php?page=1" target="_blank">continua a leggere</a>).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A latere]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=292</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 13:23:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
<guid>http://meristemi.wordpress.com/?p=292</guid>
<description><![CDATA[A margine delle attività del convegno IFOAM che si tiene a Modena in questi giorni, mercoledi 18 ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A margine delle attività del <a href="http://www.modenabio2008.org/" target="_blank">convegno IFOAM</a> che si tiene a Modena in questi giorni, mercoledi 18 maggio presso il <a href="http://www.baluardodellacittadella.it/?page_id=4" target="_blank">Baluardo della Cittadella</a> la si terrà <a href="http://www.equo.it/site/news/080605.html" target="_blank">un convegno</a> sull'utilizzo della biodiversità come stimolo per il mercato nei PVS. Titolo: "<em>Lo sviluppo rurale contro la povertà attraverso la sostenibilità dell'agricoltura, la biodiversità e l'equità</em>".</p>
<p>A giudicare dalla <a href="http://www.ifoam.org/events/ifoam_conferences/owc/modules/wed_international_cooperation.html" target="_blank">scaletta degli interventi</a> prevedo contenuti più istituzionali che tecnici specialmente nella sessione mattutina, con forse più fumo che sugo. Si entra ad invito (ottenibile via email, nel link i dettagli), non si dovrebbe pagare e può essere una buona occasione per capire come si muovono ONG, Slow Food e Fair Trade nella valorizzazione della biodiversità.</p>
<p>Molto interessante invece <a href="http://www.modenabio2008.org/allegato.asp?ID=114091" target="_blank">la scaletta</a> della già annunciata <a href="http://www.modenabio2008.org/page.asp?IDCategoria=160&#38;IDSezione=3114" target="_blank">Conferenza sulla Cosmesi Naturale</a> che avrà luogo il giorno 20 a Sassuolo presso le <a href="http://www.termesalvarola.it/home.htm" target="_blank">Terme della Salvarola</a>: quasi tutti gli interventi sembrano offrire spunti degni di essere approfonditi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[nECOlogi]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=269</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:21:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sui quotidiani di provincia il posto più ambito dai pubblicitari è la zona golenale a fianco degli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sui quotidiani di provincia il posto più ambito dai pubblicitari è la zona golenale a fianco degli annunci mortuari, pagina più letta dal popolino e dunque a maggior visibilità. Viene definita golenale perchè se i necrologi sono troppi tocca fare spazio, uscire, migrare su altre pagine a minor rischio di esondazione funeraria. Anche questo blog ha il suo spazio da dedicare al caro estinto vegetale ed è così affollato che la golena risulta tutta piena, per cui anche per questo giro gli sponsor saltano.</p>
<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/06/deforestation1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/06/deforestation1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="170" /></a></p>
<p>In Indonesia e Malesia, checchè se ne dica, <a href="http://environment.newscientist.com/channel/earth/mg19826582.900-tropical-forests-axed-in-favour-of-palm-oil.html?feedId=online-news_rss20" target="_blank">la deforestazione avanza</a> per far spazio alle piantagioni di palma da olio, la cui creazione non intacca invece habitat già alterati, in coerenza (se così vogliamo dire) con la diffusa percezione della foresta primaria come <em>corpus</em> inutile e privo di intrinseco valore. Dall'altra parte del mondo, in Brasile, ministro nuovo problemi vecchi: anche il nuovo tenutario del Ministero dell'Ambiente Carlos Minc deve fare i conti con <a href="http://e360.yale.edu/content/digest.msp?id=1221" target="_blank">un processo accelerato di dieci volte</a> sotto la spinta della richiesta globale di carne e soia. Infine, secondo il corposissimo State of Forest Report <a href="http://gis.mortonblacketer.com.au/upngis/index.htm" target="_blank">pubblicato dall'University of Papua New Guinea</a> negli ultimi trenta anni ci siamo mangiati una bella fetta di foresta papuana ad un <a href="http://environment.newscientist.com/channel/earth/dn14032-unique-biodiversity-hotspot-faces-destruction.html?feedId=online-news_rss20" target="_blank">ritmo quasi doppio di quello amazzonico</a>, molto maggiore del previsto e tale da lasciarne vagamente intatta meno di metà tra poco più di dieci anni. Il documento dell'UPNG Remote Sensing Centre raccoglie analisi satellitari, fotogratiche e di campo in oltre 140 pagine (<a href="http://gis.mortonblacketer.com.au/upngis/Downloads/State%20of%20Forests%20of%20PNG.pdf" target="_blank">e 21 mega di pdf</a>) di deprimenti prospettive d'insostenibilità.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Festival della Biodiversità]]></title>
<link>http://madreterra.wordpress.com/?p=59</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 11:01:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>madreterra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fino all′8 giugno (purtroppo è un evento che è iniziato il 18 maggio ma per chi è interessato h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fino all′<strong>8 giugno</strong> (purtroppo è un evento che è iniziato il 18 maggio ma per chi è interessato ha ancora a disposizione diversi giorni!) è in programma il <strong>2° Festival della Biodiversità al <a href="http://www.parconord.milano.it/">Parco Nord di Milano</a></strong>.</p>
<p>Nel <a href="http://www.festivalbiodiversita.it/programma_festival.pdf">programma</a> sono previste conferenze, rassegne teatrali e cinematografici, visite naturalistiche e mostre per imparare a trasformare le nostre città in luoghi ecosostenibili.</p>
<p><img style="float:left;" src="http://www.festivalbiodiversita.it/images/rospo.jpg" alt="" width="188" height="165" />Per ulteriori informazioni andate su <a href="http://www.festivalbiodiversita.it">www.festivalbiodiversita.it</a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il desiderio del caparbio crostaceo]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=249</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 23:33:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Contravvenendo -ma solo in parte, qualcuno sa perchè- alla matrice vegetale di questo spazio, si ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Contravvenendo -ma solo in parte, qualcuno sa perchè- alla matrice vegetale di questo spazio, si chiude baracca per qualche giorno e si va a rendere metaforicamente visita, previo <em>oooh</em> d'ammirazione per la fioritura in Val Nerina e nella Piana di Castelluccio ed altre amenità, al<a href="http://www.castellucciodinorcia.it/italiano/lago%20pilato.htm" target="_blank"> Chirocefalo del Lago di Pilato</a> al secolo<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chirocephalus_marchesonii" target="_blank"><em> Chirocephalus marchesonii</em></a>. Musa ispiratrice ed ideologia ecopolitica a bassa intensità a cura degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Offlaga_Disco_Pax" target="_blank">Offlaga Disco Pax</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/d3tvoSIiK_A'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/d3tvoSIiK_A&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>(un ringraziamento agli sconosciuti escursionisti dal palato fine)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Maria Grazia Mammuccini a Terrafutura 2008]]></title>
<link>http://biodiversita.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 11:46:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>arsia</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pUHIdx2fU9Y'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/pUHIdx2fU9Y&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Susanna Cenni a Terrafutura 2008]]></title>
<link>http://biodiversita.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 09:58:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>arsia</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OBU-x-8_q0U'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/OBU-x-8_q0U&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Tejate on the rocks?]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=258</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 00:15:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questi sono i giorni delle ciliegie e dell&#8217;agrobiodiversità, grazie a  COP9 in corso a Bonn, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Questi sono i giorni delle ciliegie e dell'agrobiodiversità, grazie a <a href="http://www.cbd.int/cop9/" target="_blank"> COP9 in corso a Bonn</a>, grazie alla giornata mondiale della biodiversità celebrata il 22 maggio e grazie a morette o duroni a fine maturazione. Gustare questi ultimi è facile, portafogli alla mano. Per gustare l'agrobiodiversità invece bastano una buona connessione e scaffali buoni a cui far spesa, come quelli di <a href="http://agro.biodiver.se/" target="_blank">Agricultural Biodiversity</a> e di <a href="http://cabiblog.typepad.com/hand_picked/2008/05/biodiversity--.html" target="_blank">Hand Picked</a> (blog dell'editore CABI)<a href="http://agro.biodiver.se/" target="_blank"></a>. Come per le ciliegie, su questi blog un link tira l'altro e l'indigestione biodiversa è sempre dietro l'angolo, ad esempio quando si scopre che tutti gli interventi di COP9 sono disponibili <a href="http://unfccc.meta-fusion.com/kongresse/CBD2008_2/templ/ovw_cbd.php?id_kongressmain=47" target="_blank">live in streaming</a> o che è stato reso disponibile in download un libretto dal contenuto snello e dal nome allettante: <a href="http://www.cbd.int/doc/bioday/2008/ibd-2008-booklet-en.pdf" target="_blank">Biodiversity and Agriculture: Safeguarding Biodiversity and Securing Food for the World.</a></p>
<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/05/tejate.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-259" style="float:right;" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/05/tejate.jpg?w=199" alt="" width="199" height="300" /></a>Proprio dal booklet, estraggo una dichiarazione del 2002 che ben sottolinea la valenza non solo ambientale del concetto di agrobiodiversità: "<em>Neglected and underutilized species can become valuable commodities for the poor, who have used them to survive for centuries as subsistence crops in difficult and low-input production environments</em>" e da questa parto per celebrare a modo mio questa finestra sulla biodiversità agroalimentare parlando di tejate.</p>
<p>Il <a href="http://www.aboutoaxaca.com/oaxaca/tejate.asp" target="_blank">tejate</a> è una <a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2008-05/uocp-afd052108.php" target="_blank">bevanda nutriente e rinfrescante tipica</a> della regione di Oaxaca, nel Messico meridionale, preparata con varietà autoctone di mais, semi di diverse specie Theobroma (<em>T. cacao</em> e <em>T. bicolor</em>), semi di Sapote (<em><a href="http://www.hort.purdue.edu/newcrop/morton/sapote_ars.html" target="_blank">Pouteria sapota</a></em>) e fiori di <a href="http://www.rareflora.com/quararibea.html" target="_blank"><em>Quararibea funebris</em>,</a> una Malvacea nota anche come Cacahuaxochitl o <em>rosita de cacao</em> in quanto tradizionalmente usata per aromatizzare l'amaro cacao in Mesoamerica. Oltre al bel mix di aromi e specie vegetali scarsamente usate (il sapote è buonissimo anche come frutto, peraltro), <a href="http://www.go-oaxaca.com/newsletter/tejate.html" target="_blank">il tejate</a> ha con la biodiversità un legame a doppio filo a causa del numero enorme di varietà di mais addomesticate e selezionate nel corso dei secoli dai contadini di quelle zone. Il tipo di granturco utilizzato per <a href="http://www.mexonline.com/amigonews/03september.htm" target="_blank">il tejate cambia di valle in valle</a> ed anche le specie <em>Theobroma</em> coinvolte possono variate, come la ricetta del ripieno del tortellino tra i comuni emiliani. Tradizione etnica e biodiversità da sempre vanno a braccetto e da sempre faticano quando la modernità si affaccia dalle loro parti.</p>
<p>La lavorazione del tejate è lunga ed impegnativa, affidata alle donne ed in alcuni casi considerata un'arte manuale come il tirare la sfoglia, al punto che esiste il termine <a href="http://www.oaxacatimes.com/html/tejate.html" target="_blank">tejateras</a> e nella zona d'origine non mancano concorsi per eleggere la migliore. <a href="http://es.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080316173720AACak3z" target="_blank">Nella ricetta</a> originale la farina di mais previa decantazione con cenere e le fave tostate di cacao vengono macinate assieme ed impastate con poca acqua, sino ad ottenere una pasta densa a cui si incorporano gradualmente aromi ed altri ingredienti.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/T1b5cFc-dQg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/T1b5cFc-dQg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Successivamente vengono aggiunti acqua fredda e ghiaccio sino ad ottenere una bevanda liquida della consistenza di un frappè, agitata energicamente e costantemente a mani nude per produrre un'abbondante schiuma, considerata elemento distintivo della qualità di un buon tejate.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vlFTbPAk-4s'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/vlFTbPAk-4s&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Oltre che per riflettere sulla reale attualità dei cibi energizzanti di oggi, il tejate si presta bene a considerazioni su interculturalità e biodiversità e su come flussi migratori, globalizzazione e mercato possano in alcuni casi diventare una via di salvezza per utilizzi tradizionali di piante locali. Difatti, sulla storia etnografica del Tejate e sui suoi sviluppi in bilico tra erosione della biodiversità messicana, legami tra tradizioni popolari e nuovi scenari di riscatto globalizzato <a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2008-05/uocp-afd052108.php" target="_blank">sono disponibili due articoli</a>, che impastano ingredienti culturalmente distanti ma eccellenti, specialmente se ben amalgamati. Nel primo (<a href="http://www.es.ucsb.edu/faculty/cleveland/CV/2007b_theobroma&#38;tejate.pdf" target="_blank">qui il pdf</a>) si parla delle bevande tradizionali della zona meridionale del Messico e di come mais e cacao siano <em>leit-motiv</em> ricorrenti nelle ricette e nei reperti archeologici della zona. Tascalate in Chiapas, <a href="http://www.intheknowtraveler.com/362" target="_blank">Tejate</a> in Oaxaca e Chorote in Tabasco hanno tutti in comune una base amilacea proveniente dal mais ed una lipidica proveniente dai semi tostati di cacao, utilizzati per creare non solo un cibo gradevole, ma fortemente e rapidamente energetico e saziante. Il loro scopo era quello di dare forma ad un <em>energy drink ante litteram</em>, senza dubbio. Il cacao tuttavia non era strettamente autoctono di queste zone e vi giunse solo a seguito di scambi e contatti commerciali, quegli stessi scambi e flussi che ora sembrano minare -in apparenza- la sopravvivenza della tradizione del tejate.</p>
<p>Ora difatti il tejate sta vivendo una fase strana della sua storia, come illustra in maniera più puntuale il secondo articolo (<a href="http://www.es.ucsb.edu/faculty/cleveland/CV/2008b_tejate&#38;global&#38;div" target="_blank">qui il pdf</a>)., pubblicato su<a href="http://www.journals.uchicago.edu/toc/ca/current" target="_blank"> Current Anthropology</a>. Come funzionino le dinamiche sociali nelle realtà rurali che si affacciano alla società dei consumi lo sappiamo, basta riflettere sulle nostre nonne e zie, prontissime ad abbandonare un <em>evergreen</em> come la madia di noce per il più <em>fashionable</em> impiallicciato in fòrmica caleiodscopica: la tradizione cede il passo alla modernità e diviene fardello di conoscenza di cui liberarsi in fretta in nome di una nuova immagine. I tejate non fa eccezione a questa regola ed il suo consumo da alcuni anni risulta in calo nelle zone d'origine, dove le abitudini alimentari cedono il passo a prodotti commerciali. Tuttavia per la prima volta da secoli la sua richiesta è in forte crescita altrove, ad esempio grazie alle pressioni delle richieste degli emigrati negli USA, che nella bevanda vedono un elemento di indentità sociale e di riconoscimento etnico ed un tratto distintivo d'improvviso divenuto rilevante e, in termini sociali, essenziale. Nascono cosi' forme di<a href="http://www.oaxacatimes.com/html/tejate.html" target="_blank"> tejate esportabile</a>, preconfezionato o disidratato ed il mestiere della tejatera diventa trendy in California e nel <a href="http://www.uniondelbarrio.org/11points.html" target="_blank"><em>Aztlan (</em>o <em>Mexico ocupado</em></a>), come da sud del Rio Grande chiamano Colorado, New Mexico, Texas. E gli ingredienti-base come <em>Theobroma bicolor </em>o <em>Quararibea funebris</em> ma soprattutto le varietà iper-localizzate di mais stanno trovando una seconda giovinezza ed un nuovo senso produttivo, commerciale e di conservazione, trainate dalle richieste de "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/La_Raza" target="_blank"><em>la raza</em></a>".</p>
<p>In altre parole, grazie alla passione dei migranti messicani sparsi per il mondo il milkshake senza latte di Oaxaca rischia di diventare un prodotto internazionale ed i commerci globalizzati che potevano decretare la morte della ricetta e della coltivazione dei suoi ingredienti biodiversi possono offrire anche una via di salvezza. E nessuno ha ancora iniziato a studiarne le caratteristiche nutrizionali per gli sportivi o il potere antossidante per i salutisti...</p>
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<p>TEJATE: THEOBROMA CACAO AND T. BICOLOR IN A TRADITIONAL BEVERAGE FROM OAXACA, MEXICO<br />
Food &#38; Foodways, 15:107–118, 2007<br />
DANIELA SOLERI, DAVID A. CLEVELAND<br />
(<a href="http://www.es.ucsb.edu/faculty/cleveland/CV/2007b_theobroma&#38;tejate.pdf" target="_blank">scarica il pdf</a>)</p>
<p>Although cacao is most familiar in industrialized Western societies in the form of a processed solid confection, for most of its history the seeds of <em>Theobroma cacao</em> have been most commonly used as ingredients in beverages. Today, in some of the more traditional communities of Mesoamerica, cacao continues to be used primarily in traditional local beverages. One such beverage is tejate, from the Central Valleys of Oaxaca, Mexico. Tejate is a culturally and socially significant beverage, and because it is made with maize and frequently consumed in some rural households, its nutritional contribution may be meaningful. However, tejate preparation is labor intensive and this, combined with changes in the Central Valleys, is leading to changes in the persistence and geographic distribution of this important form of cacao consumption.</p>
<p>-------------------------------------------</p>
<p>Food Globalization and Local Diversity - The Case of Tejate<br />
Daniela Soleri, David A. Cleveland, and Flavio Aragon Cuevas<br />
CA Online-Only Material: Supplements A–C (<a href="http://www.es.ucsb.edu/faculty/cleveland/CV/2008b_tejate&#38;global&#38;div" target="_blank">scarica il pdf</a>)</p>
<p>Globalization is often assumed to lead to a reduction in cultural and biological diversity, but a view from the beginning of plant domestication suggests that the interaction of foods with forces along the global-local continuum has outcomes for biological and cultural diversity that are contingent and difficult to predict. This phenomenon is apparent in the case of tejate, one of a family of beverages made with maize and<br />
cacao that have a very long history in Mesoamerica. Today, tejate is arguably the most important traditional drink in the Central Valleys region of Oaxaca, in southern Mexico. It is commonly made with maize, seeds of one or two species of cacao, seeds of mamey, and rosita de cacao blossoms. Analysis of tejate’s current role and its relationship with farmer-named maize diversity in two communities of the Central Valleys, one less and one more indigenous, reveals that the preparation of tejate is positively associated with greater local maize diversity. At the same time, it suggests that this relationship could change as a result of contemporary globalization, in which tejate has become more popular with urban consumers and has moved to the United States with Oaxacan migrants. Tejate is an example of the persistence and change of an important traditional food over time—its origins in indigenous America made possible by interregional migration and trade, its persistence and change through European colonization and independence, its decline during late-twentiethcentury economic globalization, and its current change and expansion in an era of intensified globalization.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storie di alberi in Africa]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=232</link>
<pubDate>Sun, 25 May 2008 20:29:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parallelismi divergenti sui binari di una stazione dall&#8217;Africa nera. Al primo binario la stori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Parallelismi divergenti sui binari di una stazione dall'Africa nera. Al primo binario <a href="http://www.new-ag.info/08/03/focuson/focuson6.php" target="_blank">la storia raccontata da New Agriculturist</a>. In Kenia la produzione di <em>Moringa oleifera</em>, anche sulla scia di un successo commerciale discusso in un <a href="http://meristemi.wordpress.com/2008/04/30/moringa-zeta/" target="_blank">post precedente</a>, sta dando nuove risorse all'agricoltura di sussistenza nelle aree del paese climaticamente più svantaggiate. La sua coltivazione, inoltre, si sta dimostrando efficace anche in coltura forestale integrata, garantendo un minimo d'ombra ideale per la crescita di altre piante utili e limitando l'erosione del suolo.  La diversificazione dei prodotti che se ne ottengono (foglie, semi) e dei mercati (cosmetico, alimentare, allevamento) garantisce vantaggi non solo ecologici ma anche economici nella zona. Molti contadini hanno infatti iniziato a coltivare la pianta, che non viene più solo raccolta allo stato spontaneo, aumentando quindi i volumi di produzione e facilitando la creazione di un microtessuto produttivo per la lavorazione delle materie prime.</p>
<p>La storia della Moringa potrebbe iniziare ad assomigliare a quella del Karitè, per il quale già si parla di "karitè belt" con riferimento all'area geografica di produzione e commercializzazione, come descritto in <a href="http://www.watradehub.com/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=939&#38;Itemid=234&#38;lang=en" target="_blank">questo bell'articolo (in francese) </a>di Tradewinds - <a href="http://www.watradehub.com/index.php?option=com_frontpage&#38;Itemid=1" target="_blank">West Africa Trade Hub</a>.</p>
<p>Al binario due <a href="http://allafrica.com/stories/200805070624.html" target="_blank">la storia raccontata da AllAfrica</a>. Come da tempo noto la raccolta eccessiva di una risorsa quasi esclusivamente forstale come la corteccia di <em>Pygeum africanum</em> sta aumentando esponenzialmente il rischio di estinzione della specie, sebbene questa sia nella <a href="http://www.cites.org/eng/notif/1998/19.doc" target="_blank">lista CITES</a> da un decennio. La droga, usata come rimedio erboristico l'ipertrofia prostatica benigna sia in Africa che in Occidente e considerata un possibile afrodisiaco a livello popolare, ha vissuto un immediato boom di vendite senza che venisse creato un minimo di piano di sostenibilità per la sua raccolta. La pianta non viene coltivata se non in rari casi ma scortecciata direttamente in foresta. Un'eccessiva asportazione della corteccia, condotta con sistemi rudimentali e senza controllo forestale determina infatti la morte dell'albero, sebbene siano possibili <a href="http://www.wwf.org.uk/filelibrary/pdf/pafricana.pdf" target="_blank">tecniche di raccolta meno distruttive</a> ma anche meno redditizie nell'immediato.</p>
<p>Da un lato un minimo di pianificazione della produzione e del mercato sta permettendo di ottenere vantaggi in termini di ricaduta economica e di sostenibilità, dall'altro invece un approccio rapace e privo di regole sta creando più danni che ritorni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ARSIA Donne e biodiversità a Terrafutura ]]></title>
<link>http://biodiversita.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 10:37:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>arsia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Terra Futura è una grande mostra-convegno strutturata in un’area espositiva, di anno in anno più]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Terra Futura è una grande mostra-convegno strutturata in un’area espositiva, di anno in anno più ampia e articolata, e in un calendario di appuntamenti culturali di alto spessore, tra convegni, seminari, workshop; e ancora laboratori e momenti di animazione e spettacolo.</p>
<p>ARSIA partecipa con uno stand della Rete Donne e biodiversità.</p>
<p>Il filmato seguente cerca di illustrare i contenuti di questa partecipazione.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Jgx4QFfZCEQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Jgx4QFfZCEQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Appuntamenti per il weekend - 3) Giornata delle oasi del WWF]]></title>
<link>http://unpodimondo.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 20:08:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpodimondo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Sidewalk Panda foto by John Vetterli - flickr
Se ancora non sapete cosa fare domenica prossima, vi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm1.static.flickr.com/120/287340479_57844fea58.jpg" alt="sidewalk panda" width="500" height="333" /></p>
<p><em>Sidewalk Panda foto by John Vetterli - flickr</em></p>
<p>Se ancora non sapete cosa fare domenica prossima, vi segnalo anche la Giornata delle Oasi del WWF.  130 oasi del  WWF saranno aperte gratuitamente e offriranno visite guidate, incontri, giochi, spettacoli e momenti di festa per far scoprire questi angoli di territorio e sensibilizzare adulti e bambini sul tema della biodiversità. Io ho partecipato alcuni anni fa ad una giornata delle oasi e l'ho trovata interessante per gli adulti e molto divertente per i bambini.</p>
<p>Il clima di allegria e di festa che caratterizza questa divertente giornata all'aria aperta, rende un po' difficile l'osservazione degli animali in libertà. Se il vostro scopo  è quello di osservare gli animali in santa pace, vi consiglio allora di recarvi nelle oasi in giornate lavorative dove, senza confusione ma a pagamento, potrete fare del birdwatching in tranquillità. Altrimenti buon divertimento!</p>
<p>A questo link trovate le pagine dedicate alla <a href="http://www.wwf.it/giornataoasi/" target="_blank">giornata delle oasi</a>.</p>
<p>Qui invece il programma dettagliato delle <a href="http://www.wwf.it/giornataoasi/aspx/selezionaoasi.aspx?mode=search&#38;cod_reg=090&#38;id_oasi=0" target="_blank">oasi della Toscana.</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
