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	<title>baricco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/baricco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "baricco"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 05:39:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Dominare la superficie ]]></title>
<link>http://chiarac.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 15:20:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiarac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da quando abbiamo internet è cambiato il nostro modo di comunicare. Di lavorare. Di trovare informa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.vlib.us/web/opte.org.jpg" alt="World Wide Web" width="200" height="243" />Da quando abbiamo internet è cambiato il nostro modo di comunicare. Di lavorare. Di trovare informazioni. Di scrivere. Di pensare. E' cambiato senza che ne avessimo l'intenzione: siamo stati trascinati dalla bufera della novità cognitiva e ci siamo risvegliati, come in un racconto di fantascienza, in un paesaggio profondamente mutato, ma che al tempo stesso sembra essere lì da sempre.</p>
<p>D'un tratto non dobbiamo più impiegare del tempo nella ricerca di informazioni: a un nostro semplice cenno le informazioni ci piombano addosso a valanghe, e non solo le singole informazioni, ma le interconnessioni fra di esse, i folti complessi e multiformi legami fra atomi di informazione costituiscono un'unica potenzialmente infinita rete di sapere globale. Infinita non perchè infinitamente estesa, ma infinitamente densa, come è infinito un numero irrazionale, di cui si può <em>sempre</em> conoscere una cifra in più.</p>
<p>Noi, uomini dell'età della stampa, ci muoviamo in questo mondo liquido ubriachi della possibilità di sapere, esplorando le possibilità della rete, saltando di atomo in atomo, cogliendo solo la più immediata superficie di ognuno di essi, incapaci di resistere al richiamo della prossima connessione. Il nostro stesso pensiero, il ragionare è diventato reticolare, si è svincolato dall'obbligo della sequenzialità imposto dalla pagina, dall'obbligo di possedere un principio uno svolgimento e una fine. E per questo è diventato più superficiale?</p>
<p>I timori di questo tipo non mancano di farsi sentire piuttosto spesso; l'ultimo che ho letto è esposto sulla rivista <em>The Atlantic</em> da <a title="Nicholas Carr homepage" href="http://www.nicholasgcarr.com/" target="_blank">Nicholas Carr</a>, che si chiede se <a title="Is Google making us stupid?" href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google" target="_blank">Google non ci stia facendo diventare più stupidi</a>, dal momento che - secondo testimonianze personali sue e di altri - facciamo sempre più fatica a concentrarci su testi lunghi e complessi, preferendo saltare di link in link per la rete vasta quanto il mondo. E questo viene esposto in un bell'articolo che, letto online, risulta <em>lunghissimo</em>, dimostrando che l'autore in realtà conta che qualcuno in grado di approfondire ci sia ancora.</p>
<p>Non voglio negare la crescente tendenza ad acquisire un grande numero di informazioni semplici, interconnesse, non verificate e non approfondite, ma credo che questo non debba portarci a decretare la fine della riflessione, dell'approfondimento, dello studio in senso classico, che ci fa sviscerare un argomento con tempo e fatica. Il problema come sempre non sta nella tecnologia, che ci offre possibilità, ma nella nostra capacità di gestirle, di scegliere quando e se sfruttarle. Abbiamo a portata di mano una conoscenza vasta quanto il mondo: cosa vogliamo farne? Vogliamo prendere un'immagine a volo d'uccello di una certa area, o vogliamo individuare un punto preciso e cominciare a scavare, con tutti gli strumenti di cui l'evoluzione umana ci ha dotato, online e non?</p>
<p>Facciamo molta fatica a scegliere la seconda opzione, perchè è l'opzione <em>vecchia</em>, è quello che abbiamo sempre fatto, mentre la novità ci abbaglia e vogliamo coglierne ogni potenzialità. Ma non è colpa dell'automobile se non usiamo più la bicicletta: è colpa nostra che non sappiamo far prevalere la volontà sulla pigrizia.</p>
<p>E ora un po' di dibattito: mi sono imbattuta nell'articolo di Carr grazie a un post di <a title="Kevin Kelly website" href="http://kk.org" target="_blank">Kevin Kelly</a>, che si chiede piuttosto se <a title="Will we let Google make us smarter?" href="http://www.kk.org/thetechnium/archives/2008/06/will_we_let_goo.php" target="_blank">permetteremo che Google ci renda più intelligenti</a>, sostenendo che se il web diminuisce le nostre abilità offline, ma ci rende più intelligenti quando siamo online, il gioco vale la candela, visto che saremo sempre più <em>always on</em>. Questa mi sembra un po' una semplificazione, ma somiglia grossomodo a quel che è accaduto con l'invenzione della scrittura: abbiamo perso alcune abilità e ne abbiamo create altre; cosa che anche Carr ricorda, mettendo però le mani avanti: il web non è la scrittura, il parallelo potrebbe non essere così valido.</p>
<p>Ricorderete anche <a title="Area di Brodmann e generazione multitasking" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1448298" target="_blank">l'area di Brodmann</a>, la zona del cervello che permette il multitasking e che pare stiamo usando molto più che in passato - informazioncella scientifica, questa, che è stata portata alla ribalta dalla discussione sulla cosiddetta generazione multitasking. E Baricco nel 2006 scrisse un libro a puntate su Repubblica che analizzava il fenomeno dei "barbari", le nuove generazioni col nuovo modo di pensare plasmato dalla rete - il libro è ora un libro vero (<em>I barbari</em>), acquistabile in libreria; si legge piacevolmente, ma - a mio parere - nulla di più.</p>
<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.kk.org/thetechnium/writingball.jpg" alt="palla per scrivere" width="200" height="200" />Dai due articoli di Carr e Kelly vengo anche a sapere che Nietzsche verso la fine della sua vita scriveva con una buffa macchina da scrivere per non sforzare la vista, e proprio in quel periodo passò allo stile degli aforismi. Fu colpa della macchina usata (tesi di Carr)? Fu colpa del fatto che era vecchio e malato (tesi di Kelly)? Fu colpa del fatto che è difficile fare un lungo discorso senza poter rileggere quello che si è scritto e disponendo solo della scarsa memoria di un vecchio malato (tesi mia)?</p>
<p>Comunque, quanto a bellezza della soluzione, Nietzsche batte D'Annunzio 10 a 0: vogliamo mettere quanto è più stiloso questo marchingegno rispetto a una lunga lunga lunga striscia di carta?</p>
<p>Infine grazie all'autore di <a title="Linkalnero" href="http://linkalnero.wordpress.com" target="_blank">Linkalnero</a> per avermi segnalato il blog di Kelly, ricco pensieri interessanti, notizie gustose ecc ecc.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ho conosciuto Baricco, mi dice]]></title>
<link>http://remobassini.wordpress.com/?p=58</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:51:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>remo</dc:creator>
<guid>http://remobassini.wordpress.com/?p=58</guid>
<description><![CDATA[Sono, siamo in anticipo per la presentazione del libro.
Così entriamo in un bar e ordiniamo tre caf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#003366;"><strong>Sono, siamo in anticipo per la presentazione </strong><strong><a href="http://www.newtoncompton.it/scheda.asp?link=978-88-541-0962-9">del libro</a>.<br />
Così entriamo in un bar e ordiniamo tre caffè.<br />
Ho due copie del libro con me, e un bloc notes. Per comodità appoggio tutto sul bancone mentre sorseggio il caffè. La proprietaria del bar, sui quaranta, bionda, occhi vivaci guarda prima la copertina del libro e poi mi fa: Lo ha scritto lei?<br />
Non mi conosce: </strong><strong><a href="http://209.85.129.104/search?q=cache:Q3vT2Q1ZQUQJ:www.comune.livornoferraris.vc.it/index.asp%3Ftematica%3D34+livorno+ferraris+%2B+bassini&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;cd=5&#38;gl=it&#38;lr=lang_it&#38;client=firefox-a">Livorno Ferraris</a> è a mezz'ora da Vercelli, ci sono stato poche volte, io. Ma sapendo che davanti al suo locale, nella biblioteca comunale, si svolgerà, questione di minuti, una presentazione, e vedendomi con i libri, la signora ha fatto uno più uno, e infatti.<br />
Mi fa: Dove lo trovo?, mi interessa.<br />
Le faccio: So che qui non ci sono librerie, c'è a Vercelli, in tutte le librerie, e nei supermercati.<br />
Mi fa: Ma parla di persone che parlano con i morti?<br />
Le faccio: In parte sì e in parte no (e le spiego che il libro è più che altro un giallo).<br />
Chiedo: Quanto fa?<br />
Niente, offro io, dice la signora. Che aggiunge: Comprerò il libro.<br />
Ringrazio, esco, usciamo. Fa freddo, accendo una sigaretta.<br />
Nonostante faccia un freddo boia, fuori dal bar ci sono due ragazzi con una maglietta estiva. E' una maglietta da lavoro, blu, c'è scritto cooperativa e qualcosa.<br />
Scusi, mi chiede uno di loro.<br />
Sì?, rispondo.<br />
E' uno scrittore lei?<br />
Non rispondo subito, faccio fatica, dipende dal contesto -da dove sono, da non so bene cosa- ma faccio fatica, tante volte, a definirmi tale (e ne ho parlato, poi, durante la presentazione).<br />
Comunque: al ragazzo devo una risposta, mi sta guardando, penso voglia dirmi qualcosa.<br />
Sì, scrivo, gli dico.<br />
Mi fa vedere?, mi chiede, indicandomi il libro.<br />
Lo guarda, mi guarda, mi sorride, mi dice, Sa, io ho conosciuto </strong><strong><a href="http://biografie.studenti.it/biografia.htm?BioID=36&#38;biografia=Alessandro+Baricco">Baricco</a>, e dopo ho letto tutti i suoi libri, proprio un grande, grande scrittore, e poi sa... sto scrivendo un libro anche io... e il suo, dove lo posso trovare?<br />
Gli rispondo, avrei voglia di regalargli una copia, e sto quasi per farlo. Poi ripenso alla signora del bar. Ho due libri con me, uno mi serve per la presentazione.<br />
Penso che il libro, e mentre penso il ragazzo mi stringe la mano e mi dice "complimenti”, penso, dicevo, che il libro costa 9 euro e 90, 8 e qualcosa nei supermercati, e che la signora non mi ha fatto pagare 2 euro e 40 per i tre caffè: do la precedenza alle donne e lo regalo a lei.<br />
(La presentazione, poi, non è andata granché bene: sei copie vendute, ma, tra i circa trenta presenti, alcuni alla fine si sono avvicinati per farsi autografare una copia acquistata già, precedentemente).<br />
Buona giornata</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#003366;"><strong>Dimenticavo. Grazie a quelle collaboratrici del mio giornale che sono venute, testimoniando, ancora una volta, l'affetto che nutrono nei miei confronti. E grazie all'assessore alla cultura del Comune di Livorno Ferraris, perché ha letto il libro e perché, insieme alla giornalista Elena Furini che mi presentava e mi intervistava, è intervenuta con domande interessanti (per esempio: quanto conta una copertina per un libro?).</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#003366;"><strong>Livorno Ferraris è un comune con una forte tradizione legata al vecchio Pci e alla sinistra. Quando ci sono le amministrative, però, e questo si sa, saltano gli "attaccamenti ideologici" e si vota la persona. Così succede che, specie nei piccoli centri come appunto lo è Livorno Ferraris, magari turandosi il naso qualche elettore di sinistra voti un sindaco di alleanza nazionale...</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PARIOLATE: Baricco sfotte Saviano ]]></title>
<link>http://tastonerotastobianco.wordpress.com/?p=734</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 11:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mandika</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gomorra, che storia: il film meglio del libro, così titola un pepato articolo del Corriere: Baricco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Gomorra, che storia</em>: il film meglio del libro, così titola un pepato articolo del Corriere: Baricco avrebbe definito il libro di Saviano "noiosetto" mentre (dalla sua scrivania della Fandango) avrebbe elogiato la versione cinematica di Garrone, tenendoci a dire che presto uscirà il suo primo film (sic).</h2>
<h2>Baricco ha fatto bene a fare distinzioni, cosa che si sarebbe potuta fare anche con il suo Novecento.</h2>
<h2>Ma purtroppo libro e film erano brutti in egual misura. </h2>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oceano mare, Ann Deveirà]]></title>
<link>http://giadinskj.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 20:56:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>giadinskj</dc:creator>
<guid>http://giadinskj.wordpress.com/?p=88</guid>
<description><![CDATA[Stavolta voglio scriverti io una cosa&#8230;
Come al solito, parole non mie (non riesco mai ad esser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta voglio scriverti io una cosa...</p>
<p>Come al solito, parole non mie (non riesco mai ad essere originale!).</p>
<p>Vorrei conoscerti di più per essere sicura di poterti essere un po' di sollievo, per poter trovare le parle giuste.</p>
<p>Invece sei troppo speciale perchè sia troppo facile entrarti dentro...</p>
<p style="text-align:right;">Giada</p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignnone size-full wp-image-89" src="http://giadinskj.wordpress.com/files/2008/06/istantanea-2008-06-10-22-50-50.jpg" alt="marina d\'alberese, dicembre 2006" width="451" height="667" /></p>
<p style="text-align:center;"><em> "Non so come hai fatto a trovarmi. Questo è un posto che quasi non esiste. E se chiedi della locanda Almayer, la gente ti guarda sorpresa, e non sa. Se mio marito cercava un angolo di mondo irrangiungibile, l'ha trovato. Dio solo sa come hai fatto a trovarlo anche tu.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Ho ricevuto le tue lettere e non è stato facile leggerle. Si riaprono con dolore le ferite del ricordo. Se io avessi continuato, qui, a desiderarti e ad aspettarti quelle lettere sarebbero state abbagliante felicità. Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo. Mi sono arrivate le tue lettere come messaggi sopravvissuti a un mondo che non esiste più.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, ed ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perchè, il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che la vita poi non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. M a non ho cercato di fermarmi, nè, di fermarti. Sapevo che l'avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare. Mio marito pensava fosse un posto dove guarire. Ma guarire è una parola troppo piccola per quello che succede qui. E' semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E telo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smesssi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza e di un'insperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia bello?</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Credimi, non è un modo, solo più dolce, di morire. Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza. </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>E' un modo di perdere tutto, per tutto trovare.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un'idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell'ìstante, e basta.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Io non ti seguirò, Andrè. Non mi ricostruirò nessuna vita. Perchè ho appena imparato ad essere la dimora di quella che è stata la mia. E mi piace. Non voglio altro. Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù. E non potrai inventarla tu, per me, su una terra che non c'è. Perdonami mio amato amore, ma non sarà mio, il tuo futuro.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>C'è un uomo, in questa locanda, che ha un buffo nome e studia dove finisce il mare. In questi, giorni mentre ti aspettavo, gli ho raccontato di noi e di come avessi paura del tuo arrivo e insieme voglia che tu arrivassi. E' un uomo buono e paziente. Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: "scrivetegli". Lui dice che scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l'ho messo in questa lettera. Lui dice, l'uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia, e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un'ora, o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E' un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa ero là.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>tua Ann".</em></p>
<p style="text-align:right;">Alessandro Baricco.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ocean Mare - Al. Baricco]]></title>
<link>http://bacchante.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 19:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>bacchante</dc:creator>
<guid>http://bacchante.wordpress.com/?p=34</guid>
<description><![CDATA[Cum promiteam acum o saptamana si ceva, revin cu incercarea de a surprinde cateva pasaje dintr-un ro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cum promiteam acum o saptamana si ceva, revin cu incercarea de a surprinde cateva pasaje dintr-un roman care pe mine personal m-a incantat si m-a dus departe... Poate nu m-a incantat in masura in care speram in momentul in care am citit primele cuvinte:<em> </em></p>
<p><em>Nisip cat vezi cu ochii, intre ultimele coline si mare - <strong>marea</strong> - in aerul rece al unei dupa-amieze ca si trecute si binecuvantate de vantul care sufla intotdeauna dinspre nord. Plaja. Si marea. Ar putea fi perfectiunea (...)</em></p>
<p>Poate am visat prea mult cand am citit-o si am perceput o comoara acolo unde nu era decat infinitate de desert. Desi ma indoiesc... la cate carti si senzatii mi-au trecut prin maini si prin ochi, prin minte si prin suflet, ar fi greu sa ma las inselata de un basm stupid. Ar fi chiar imposibil sa cad in capcana unui exhibitionist, surprinsa de socul subiectului, ignorand cu desavarsire fondul alterat. In anii de cand incerc sa devorez carti  - esuand de multe ori - am invatat sa nu compar cartile intre ele si autorii intre ei. Poate doar cartile aceluiasi autor. Dar altfel nu are sens, caci risti sa pierzi ce iti ofera fiecare autor in parte. O carte e o experienta, o traire, un gand, un sentiment. Daca e proasta - sau nu e pe placul tau - las-o. Nu o uri, nu te razboi cu ea, nu face din ea dusmanul tau. Cauta alta, una care sa ti se plieze pe suflet.</p>
<p>De ce totusi aceasta lunga introducere si aceasta dorinta de a justifica tocmai acum cartea? Pentru ca acum am vazut <a href="http://www.bookblog.ro/literatura-contemporana/ocean-mare/" target="_blank">asta </a>(si imi pare rau ca ii fac reclama) si m-am simtit jignita, injunghiata ca iubitoare de carti, ca iubitoare de mare, ca admiratoare a literaturii ce stie sa se joace cu cititorul. Caci asta face Barrico - te transpune intr-o lume de vis si alintare, ca apoi sa-ti dea drumul, sa te lase oarecum deznadajduit, sa te faca poate chiar sa-l urasti. Dar nu pentru ca nu e talentat, nu pentru ca a scris un roman prost sau pentru ca a atras atentia celor nepotriviti. Ci doar pentru ca se lasa citit si pentru ca are privilegiul marii la picioarele lui. Un privilegiu care ii da dreptul la miros de suprarealism, la adieri de magie dar si la zdravene cazaturi pe taramul secului, al lumii reale si dizgratioase, care te indeparteaza prin simplitate si prin uratenie. Pacat doar ca tindem sa uitam ca hiperbola e un manifest al visului, iar simplitatea e o masca a rutinei in care oricum ne zbatem, fie ca recunoastem, fie ca nu.</p>
<p>Barrico poate incearca sa convinga cititorul sa creada in mare. Sa creada ca in hanul Almayer se termina timpul si spatiul nostru. Ca dincolo de peretii lui secretele dispar si oamenii devin eterni. Isi pierd materialitatea pentru a se transforma in niste stafii ale temerilor si ale nebuniei. Nu exista un singur personaj caruia sa ii poti atribui masca normalitatii cata vreme se afla acolo. Se intalnesc  intamplator, impinsi de impulsuri necunoscute. Te fac sa renegi coincidentele, sa-ti cauti trecutul si sa vezi oamenii care te-au uimit prin trecerea prin memoria ta. Poate e prea subtil. Sau poate dimpotriva, e atat de evident ce vrea, atat de puternic si de zdrobitor incat vrei sa-l refuzi. Nu putem da drumul autorului in camera noastra doar asa! Adica chiar sa ne fi furat cheia de sub ochi cu atata nonsalanta? Aparent da. Oricum va parasi hanul. Si va parasi si atemporalitatea. Si furtuna si marea. Si atunci cu ce ramai? Cu sfarsituri, inmultindu-se, haotice si resemnate sfarsituri. Nu exista un final al cartii, caci pana si inceputul, tabloul alb e doar o deschidere. Poate vrei sa schimbi tu. Sa chemi inca odata personajele langa tine, sa te sperii si sa dormi alaturi de ele. Sau poate doresti sa redeschizi hanul, inghitit de valuri moarte, sa renunti la viata pentru nemurire.</p>
<p>Nu va spun sa cititi cartea. Mi-e frica sa fac asta, sa sugerez ceva ce unii ar uri, si m-ar uri nedefinit pe mine.</p>
<p>"Un triumf al mitului. Marea, pana la urma, nu e decat un miraj. Alessandro Baricco este, insa, un mare poet" (Le Figarro)</p>
<p>Sa invatam sa visam o carte inainte sa o aruncam...</p>
<p>Arana</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Océano Mar]]></title>
<link>http://lacanciondelasirena.wordpress.com/?p=654</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 15:10:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ea Pozoblock</dc:creator>
<guid>http://lacanciondelasirena.wordpress.com/?p=654</guid>
<description><![CDATA[

Michael Wolgemut

Alessandro Baricco. No es exactamente una enfermedad, podría serlo, pero es alg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/05/1-wolgemut-michael.jpg"><img class="size-full wp-image-653 aligncenter" src="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/05/1-wolgemut-michael.jpg" alt="" width="765" height="592" /></a></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><a href="http://www.artehistoria.jcyl.es/genios/pintores/3758.htm"><span style="font-family:Traditional Arabic;"><span style="font-size:medium;"><span style="text-decoration:none;">Michael Wolgemut</span></span></span></a></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Baricco">Alessandro Baricco</a><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;">. </span></span></span>No es exactamente una enfermedad, podría serlo, pero es algo menos, si tiene un nombre debe ser ligerísimo, lo dices y ya ha desaparecido.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Cuando era niña, un día llega un mendigo y empieza a tararear una cantilena, la cantilena asusta a un mirlo que se eleva...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... asusta a una tórtola que se eleva y es el zumbido de las alas ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... las alas que zumban, un ruido de nada ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... habrá sido hace diez años ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... pasa la tórtola delante de su ventana, un instante, así, y ella levanta los ojos de sus juegos y yo no sé, llevaba encima el terror, pero un terror blanco, quiero decir que no era como alguien que tiene miedo, sino como alguien que está a punto de desaparecer...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... el zumbido de las alas...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__... alguien a quien se le escapaba el alma...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ... ¿me crees?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Creían que al crecer se le pasaría todo. Pero entretanto, todo el edificio se cubría de alfombras porque, como es obvio, sus mismos pasos la asustaban, alfombras blancas por todas partes, un color que no hiciera daño, pasos sin ruido y colores ciegos. En el parque, los senderos eran circulares con la única excepción osada de un par de veredas que serpenteaban ensortijando suaves curvas regulares – salmos - , y eso es más razonable, en efecto; basta un poco de sensibilidad para comprender que cualquier esquina sin visibilidad en una emboscada posible, y dos caminos que se cruzan, una violencia geométrica y perfecta, suficiente para asustar a cualquiera que esté seriamente en posesión de una auténtica sensibilidad, y mucho más a ella, que no es que tuviera exactamente un alma sensible, sino, por decirlo en términos precisos, que estaba poseída por una sensibilidad de ánimo incontrolable, que explotó para siempre en quién sabe qué momento de su vida secreta - vida de nada, tan pequeña como era – y después se le subió al corazón por vías invisibles, y a los ojos, y a las manos, y a todo, como una enfermedad, aunque una enfermedad no fuera, sino algo menos, si tiene un nombre debe ser ligerísimo, lo dices y ya ha desaparecido.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Todas estas cosas nadie las supo nunca en las tierras de Carewal. Pero todos sin excepción siguen aún contando lo que sucedó después. La dulzura de lo que sucedió después.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__Elisewin...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Una cura mlagrosa ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ El mar...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Es una locura ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Se curará, ya verás.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Morirá.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ El mar...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">El mar – vio el barón en los dibujos de los geógrafos – estaba lejos. Pero sobre todo – vio en sus sueños – era terrible, exageradamente hermoso, terriblemente fuerte – inhumano y enemigo – maravilloso. Y además tenía colores distintos, olores jamás sentidos, sonidos desconocidos – era el otro mundo. Miraba a Elisewin y no conseguía imaginar cómo podría acercarse a todo aquello sin desaparecer, en la nada, disuelta en el aire por la turbación, y por la sorpresa. Pensaba en el instante en que habría de volverse, de repente, para recibir en los ojos el mar. Pensó en ello durante semanas. Y después lo comprendió. No había sido difícil, en el fondo, Era increíble no haber pensado en ello antes.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ ¿Cómo llegaremos al mar?  ...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Será él quien venga a recogeros.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Así partieron, una mañana de abril, atravesaron campos y colinas y al atardecer del quinto día llegaron hasta las orillas de un río. No había ni un pueblo, no había casas, nada. Pero sobre el agua se balanceaba, silencioso, un pequeño navío. Se llamaba <span style="font-family:Traditional Arabic;"><span style="font-style:normal;">Adel</span></span><em>. </em><span style="font-style:normal;">Navegaba, por lo general, en las aguas del océano, llevando riquezas y miserias, de ida y de vuelta, entre el continente y las islas. A proa llevaba un mascarón con cabellos que le resbalaban hasta los pies. Las velas tenían en su interior todos los vientos del mundo lejano. La quilla había escrutado, durante años, el vientre del mar. En cada rincón, olores desconocidos relataban historias que las caras de los marineros llevaban transcritas sobre la piel. Tenía dos mástiles. El barón de Carewall quiso que remontase, desde el mar; el curso del río hasta allí.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Es una locura - le había escrito el capitán.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Os cubriré de oro - había contestado el barón.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;">Y ahora, como un fantasma escapado de cualquier ruta razonable, el navío de dos mástiles llamado </span><span style="font-family:Traditional Arabic;"><span style="font-style:normal;">Adel</span></span><span style="font-style:normal;"> estaba allí. Sobre el pequeño muelle, en el que por lo general amarraban pequeñas embarcaciones, el barón se abrazó a su hija y le dijo</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">__ Adios.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Elisewin permaneció callada. Se cubrió el rostro con un velo de seda, deslizó en las manos del padre un papel, doblado y sellado, se dio la vuelta y fue al encuentro de los hombres que habían de llevarla al navío. Era ya casi de noche. De haberlo querido, habría podido parecer un sueño.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Así fue como Elisewin descendió hacia el mar del modo más dulce del mundo – sólo la mente de un padre podía imaginarlo -, llevada por la corriente, a lo largo de la danza hecha de curvas, pausas y titubeos que el río había aprendido en siglos de viajes, él, el gran sabio, el único que sabía el camino más hermoso y dulce y apacible para llegar al mar sin hacerse daño. Descendieron, con esa lentitud decidida al milímetro por la sabiduría materna de la naturaleza, introduciéndose poco a poco en un mundo de olores de cosas de colores que día tras día desvelaba, lentísimamente, la presencia lejana, y después cada vez más próxima, del enorme regazo que los esperaba. Cambiaba el aire, cambiaban las auroras, y los cielos, y las formas de las casas, y los pájaros, y los sonidos, y las caras de la gente en las orillas, y las palabras de la gente en sus bocas. Agua que se deslizaba hacia el agua, galanteo delicadísimo, los meandros del río como una cantilena del alma. Un alma imperceptible. En la mente de Elisewin, sensaciones a millares, pero ligeras como plumas en vuelo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Todavía hoy, en las tierras de Carewall, relatan todos aquel viaje. Cada uno a su manera. Todos sin haberlo visto nunca. Pero no importa. No dejarán nunca de relatarlo. Para que nadie pueda olvidar lo hermoso que sería si, para cada mar que nos espera, hubiera un río para nosotros. Y alguien – un padre, un amor, alguien – capaz de cogernos de la mano y de encontrar ese río – imaginarlo, inventarlo – y de depositarnos sobre su corriente, con la ligereza de una sola palabra, adiós. Eso, en verdad, sería maravilloso. Sería dulce la vida, cualquier vida. Y las cosas no nos harían daño, sino que se acercarían traídas por la corriente, primero podríamos rozarlas y después tocarlas y sólo al final dejar que nos tocaran. Dejar que nos hirieran, incluso. Morir por ellas. No importa. Pero todo sería, por fin, humano. Bastaría la fantasía de  alguien – un padre, un amor, alguien. El sabría inventar un camino, aquí, en medio de este silencio, en esta tierra que no quiere hablar. Camino clemente y hermoso. Un camino de aquí al mar</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Barbari di Alessandro Baricco]]></title>
<link>http://harukimurakami.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 08:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolapavese</dc:creator>
<guid>http://harukimurakami.wordpress.com/?p=45</guid>
<description><![CDATA[
Ve l&#8217;avevo detto, io non leggo romanzi, leggo saggi. E &#8220;I Barbari&#8221; è un saggio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://pavesina.smugmug.com/photos/51382524-S.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ve l'avevo detto, io non leggo romanzi, leggo saggi. E <em><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/baricco-barbari/baricco-barbari/baricco-barbari.html">"I Barbari"</a> </em>è un saggio, ma con tutti i difetti del romanzo e del saggio messi insieme: un saggio scritto da uno scrittore. Mia sorella direbbe che è il tipico libro scritto da un italiano. O meglio, non so se lei lo direbbe, ma mi sono venute in mente le sue parole mentre lo leggevo: <em>non riesco più a leggere libri scritti da italiani...</em>Perché credo che Baricco qui mostri uno dei tratti più fastidiosi dell'intellettualità italiana: una prevedibile presunzione. Che ti puoi aspettare da Baricco? la presunzione, e lui non ti delude. Detto questo, il libro di Baricco, proprio tramite la sua prevedibile presunzione, mentre lo leggi e dopo che hai finito di leggerlo, lavora dentro di te. Il suo tratto più eloquente, quella prevedibile seduzione attuata con la presunzione, ormai limata dal passare degli anni, è il suo grimaldello. Lui tenta di sedurti con le sue teorie e in parte ci riesce, in parte gli risesti. Per sedurti ha usato una prosa sufficientemente chiara per poterti catturare e sufficientemente oscura per poterti trattenere. Oscura in ciò che omette, in ciò che tralascia e che stende un velo ancora più seducente sulle sue idee. Perché parlo di questo, invece che delle idee che nel saggio Baricco enuncia e ripete, nasconde e chiarisce? Non lo so bene. Forse perché questo gioco che lui fa con il lettore è più importante delle idee di cui parla, forse perché in questo gioco è svelato molto più di quel fastidio che in un primo momento induce. Baricco parla di mutazioni, di come i prodotti culturali e i luoghi in cui questi vengono distribuiti stiano mutando. Lo fa ricucendo, per non dire rubando, una serie di idee che vengono da altri luoghi, da fonti che  fa intravedere ma che non cita mai. Scrive come se stesse fornendo una teoria interpretativa del reale, mentre in relatà parla di una piccola fetta di realtà. Lo dice all'inizio:</p>
<blockquote>
<p style="padding-left:30px;"><em><span style="color:#33cccc;">" Ci sono alcune cose che mi va di capire, a proposito di quel che sta succedendo qui intorno. Per "qui intorno" intendo la sottilissima porzione di mondo in cui mi muovo io: persone che hanno studiato, narratori, gente di spettacolo, intellettuali, cose così. Un mondaccio, per molti versi, ma alla fine è lì che le idee pascolano, ed è lì che sono stato seminato. Dal resto del mondo ho perso contatto un sacco di tempo fa, e non è bello, ma è vero."</span></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Dunque Baricco parla del suo piccolo pezzo di mondo, della zolla di terra su cui sta seduto, perché la ritiene una zolla significativa: partendo da lì è sicuro di avere le chiavi che gli apriranno l'accesso a quel nuovo mondo che da qualche parte ha letto che si sta formando, o che già vive.</p>
<p style="text-align:justify;">Bene, credo che questo gioco che ogni intellettuale che abita la mia stessa zolla di terra fa, non possa funzionare, non può funzionare fino in fondo. Guardando dal buco della serratura dello sgabuzzino in fondo al corridoio non puoi vedere i fiori del giardino, né i coltellacci in cucina. E' inutile: anche se origli i discorsi dei grandi, nascosto sotto le coperte del tuo lettino, anche se ti avventuri e cerchi di spiare tua sorella che si fa il bagno nella vasca, non potrai capire più di tanto il mondo che ti aspetta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Baricco lo fa. Almeno lui lo fa. E quindi anche in italiano abbiamo un compendio su cosa la borghesia di sinistra della periferia dell'impero pensa che stia succendendo nel ventre molle della Terra. Ed è interessante. Lui dice che nella nuova era la gente, ormai stanca di procedere all'esplorazione delle profondità delle cose, visti i pericoli che si corrono e che l'Occidente ha corso con le guerre e le rivolzioni, visto il dolore che si genera, cerca di collezionare esperienze non troppo invasive, tanti piccoli momenti di luce, per formare una tessitura che possa dare un senso alla vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel che dice Baricco dopo aver letto di fisica e di Google è tutto vero, è tutto nella realtà, eppure non è la Realtà, non è la <em>Teoria Unica del Reale</em>, non spiega la Storia. Come ogni bravo studioso di letteratura e di musica e di ogni qual si voglia prodotto culturale, lui piega la Storia, la distorcie, la saccheggia, non la rispetta tutta quanta, perchè tutta quanta non ci sta dentro la sua teoria, che pure è importante. Dimentica quel che aveva detto all'inizio <em>"Dal resto del mondo ho perso contatto un sacco di tempo fa, e non è bello, ma è vero."</em></p>
<p style="text-align:justify;">Cosa c'entra <span style="color:#ff9900;">Murakami</span> con tutto questo? Non lo so bene, ma qualche cosa c'entra. <span style="color:#ff9900;">Murakami</span> e <span style="color:#ff9900;">Terzani</span> sono i miei compagni di viaggio per ciò che attiene alla parola scritta. Parlano di mondi differenti tra loro: uno guarda dentro, l'altro guarda fuori, ma lo fanno in modo onesto. Se devono sedurre qualcuno, non credo che lo facciano, o l'abbiano fatto, utlizzando carta e penna o dita e tastiera. Questo gli permette di essere un po' più onesti. A mio avviso molto più onesti. E l'onestà è importante quando vuoi capire, che tu lo faccia raccontando una storia o prendendo di petto la Storia e raccontandola per filo e per segno così come te la vedi scorrere davanti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SETA (15/05/08)]]></title>
<link>http://zoomentis.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 11:16:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>alexmeis</dc:creator>
<guid>http://zoomentis.wordpress.com/?p=39</guid>
<description><![CDATA[ALICANTE
Un&#8217;arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ALICANTE</p>
<p>Un'arancia sul tavolo<br />
Il tuo vestito sul tappeto<br />
E nel mio letto, tu<br />
Dolce dono del presente<br />
Frescura della notte<br />
Calore della mia vita*</p>
<p> </p>
<p>&#60;&#60;...erano al dessertquando accadde ad Harvè Joncour di alzare lo sguardo verso Helene. Era seduta dall'altra parte del tavolo, accanto ad un seducente gentiluomo inglese che, curiosamente, sfoggiava sul risvolto del tight una coroncina di piccoli fiori blu. Hervè Joncour lo vide chinarsi verso Helene e sussurarle qualcosa all'orecchio. Helene si mise a ridere, in un modo bellissimo, e ridendo si piegò leggermente verso il gentiluomo inglese arrivando a sfiorarne, con i suoi capelli, la spalla, in un gesto che non aveva nessun imbarazzo, ma solo una sconcertante esattezza. Hervè Joncour abbassò lo sguardo sul piatto. Non potè fare a meno di notare che la propria mano, stratta su un cucchiaino d'argento, stava indubitabilmente tremando.<br />
Più tardi, Hervè Joncour si avvicinò, barcollando per il troppo alcol bevuto, ad un uomo che stava, solo, al tavolo, guardando davanti a sè, con una vaga espressione ebete sul volto. Si chinò verso di lui e gli disse lentamente: "Devo comunicarvi una cosa molto importante: facciamo tutti schifo. Siamo tutti meravigliosi e facciamo tutti schifo."&#62;&#62;**</p>
<p> </p>
<p>*<em>poesia di J. Prevert</em></p>
<p><em>**estrapolato da "Seta" di Alessandro Baricco</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oración por alguien que se ha perdido, y en consecuencia, para ser sinceros, oración por mí]]></title>
<link>http://lacanciondelasirena.wordpress.com/?p=481</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 01:41:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ea Pozoblock</dc:creator>
<guid>http://lacanciondelasirena.wordpress.com/?p=481</guid>
<description><![CDATA[

Alessandro Baricco 


Señor Buen Dios
tened paciencia
de nuevo soy yo.
Veréis, aquí las cosas
v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-482" src="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/04/chuk-gordon.jpg" alt="" width="657" height="615" /></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Baricco">Alessandro Baricco</a><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"></span></span></span></span><strong><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"> </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Señor Buen Dios</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">tened paciencia</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de nuevo soy yo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Veréis, aquí las cosas</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">van bien</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">quien más, quien menos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">se las arregla,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en la práctica </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">se encuentra siempre la manera</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">la manera de apañarse,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">vos me comprendeís,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en resumen, el problema no es éste.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">El problema es otro,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">si teneís la paciencia de escuchar</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de escucharme</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">El problema es este camino</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">hermoso camino</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">este camino que corre</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y se escurre</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y socorre</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">pero no corre derecho</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">como podría</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ni siquiera torcido</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">como sabría</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">no.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Curiosamente</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">se deshace.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Creedme</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">( por una vez creedme vos a mí )</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">se deshace.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">En resumen resumiendo,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">se va</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">un poco para aquí</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">un poco para allá</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">presa</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de imprevista</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">libertad.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Quién sabe.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Yo creo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que ha sido</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Señor Buen Dios</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ha sido</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">yo creo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">el mar.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">El mar </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">confunde las olas</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">los pensamientos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">los veleros</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">la mente te miente de pronto</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y los caminos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que ayer existían</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ya no son nada.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">De manera que creo,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">yo creo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que aquella ocurrencia vuestra</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">del diluvio universal</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">fue </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en efecto</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">una ocurrencia genial.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Porque</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">queriendo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">encontrar</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">un castigo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">me pregunto</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">si algo mejor</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">podía inventarse</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que abandonar a un pobre diablo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">solo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en medio de aquel mar.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ni siquiera una playa.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Nada.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Un escollo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Un pecio despreciado.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ni siquiera eso.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ni una señal</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para comprender</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de qué parte</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ir</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para ir a morir.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ved, pues,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Señor Buen Dios,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">el mar </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">es una especie</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de pequeño</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">diluvio universal.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">De <span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span>cámara.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Estáis allá,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">paseáis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">miráis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">respiráis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">conversáis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">lo escrutáis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">desde la orilla, obviamente,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y, mientras,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ése</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">os coge</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">los pensamientos de piedra</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que eran</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">camino</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">certeza</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">destino</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en cambio</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">regala </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">velas</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que te ondean en la cabeza</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">como la danza</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de una mujer</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que te hará </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">enloquecer.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Perdonadme la metáfora.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Pero no es fácil de explicar</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">por qué te quedas sin respuestas</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">a fuerza de mirar el mar.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">...</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Así</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">yo cojo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">esta oscuridad</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y la pongo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en vuestras </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">manos.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Y os pido</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Señor Buen Dios,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que la tengáis con vos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">sólo una hora</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">tenedla en vuestras manos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">sólo lo que sea necesario</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para disolver lo negro</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para disolver el mal</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que provoca en la cabeza</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">esa oscuridad</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y en el corazón</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ese negro</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">¿queréis?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Podríais</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">incluso solamente</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">acercaros</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">mirarla</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">sonreirle</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">abrirla</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">robarle</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">una luz</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">y dejarla caer</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">total </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de encontrarla</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ya me encargo yo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de ver</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">dónde está.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Una nimiedad</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para vos, </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">tan grande </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">para mí.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">¿Me escucháis,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Señor Buen Dios?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">No es pediros demasiado</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">pediros que.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">No es ofensa</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">esperar que vos.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">No es idiota</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ilusionarse con.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Y además sólo es una oración,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que es una forma de escribir</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">el perfume de la espera.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Escribir vos,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">donde queráis</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">el camino que he perdido.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Basta con una señal,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">algo,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">un arañazo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">ligero</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en el cristal</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de estos ojos</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">que miran</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">sin ver, </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">yo lo veré.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Escribid</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">en el mundo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">una sola palabra</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">escrita para mí,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">la </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">leeré.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Rozad</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">un instante</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">de este silencio,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">lo notaré.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">No tengaís miedo,</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">yo no lo tengo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Y vuele esta oración</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">con la fuerza de las palabras </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">más allá de la jaula de este mundo</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">hasta quién <span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span>sabe dónde.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Amén.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:right;"><span style="color:#ff0000;"><strong><span>Imagen Chuk Gordon</span></strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><strong><br />
</strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seda]]></title>
<link>http://lacanciondelasirena.wordpress.com/?p=466</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 16:37:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ea Pozoblock</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Imogen Cunningham

Alessandro Baricco. Amado señor mío, &#8230; no tengas miedo, no te muevas, pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;text-align:center;" lang="es-ES"><a href="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/04/imogen_cunningham_-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-467" src="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/04/imogen_cunningham_-3.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;text-align:center;" lang="es-ES"><a href="http://lacanciondelasirena.wordpress.com/files/2008/04/imogen_cunningham_-3.jpg">Imogen Cunningham</a></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;text-align:center;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;" lang="es-ES" align="justify"><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Baricco">Alessandro Baricco</a><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;">. </span></span></span></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Amado señor mío, ... no tengas miedo, no te muevas, permanece en silencio, nadie nos verá.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;" lang="es-ES" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Sigue así, quiero mirarte, yo te he mirado mucho, pero no eras para mí, ahora eres para mí, no te acerques, te lo ruego, quédate donde estás, tenemos una noche para nosotros, y yo quiero mirarte, nunca te he visto así, tu cuerpo para mí, tu piel, cierra los ojos, y acaríciate, te lo ruego, ... no abras los ojos, si es posible, y acaríciate, son tan hermosas tus manos, he soñado con ellas tantas veces, ahora las quiero ver, me gusta verlas sobre mi piel, así, te lo ruego, continúa, no abras los ojos, yo estoy aquí, nadie nos puede ver, y yo estoy cerca de tí, acaríciate, amado señor mío, acaricia tu sexo, te lo ruego, despacio, ... es hermosa tu mano en tu sexo, no te detengas, a mí me gusta mirarla y mirarte, amado señor mío, no abras los ojos, todavía no, no debes tener miedo, estoy cerca de tí, ¿me sientes?, estoy aquí, te puedo rozar, esto es seda, ¿la sientes?, es la seda de mi vestido, no abras los ojos y tendrás mi piel, ... tendrás mis labios, cuando te toque por primera vez será con mis labios, tú no sabrás dónde, de repente sentirás el calor de mis labios sobre tí, no puedes saber dónde si no abres los ojos, no los abras, sentirás mi boca donde no sabes, de repente, ... tal vez sea en tus ojos, apoyaré mi boca sobre los párpados y las pestañas, sentirás entrar el calor en tu cabeza, y mis labios en tus ojos, dentro, o tal vez sea en tu sexo, apoyaré mis labios, allá abajo, y los abriré bajando poco a poco, ... dejaré que tu sexo entreabra mi boca, entrando entre mis labios, y empujando mi lengua, mi saliva descenderá por tu piel hasta tu mano, mi beso y tu mano, uno dentro de la otra, sobre tu sexo, ... hasta que al final te bese en el corazón, porque te deseo, morderé la piel que late sobre tu corazón, porque te deseo, y con el corazón entre mis labios tú serás mío de verdad, con mi boca en el corazón tú serás mío para siempre, si no me crees abre los ojos, amado señor mío, y mírame, soy yo, quién podrá borrar este instante que sucede, y este cuerpo mío  ya sin seda, tus manos que lo tocan, mis ojos que lo miran, ... tus dedos en mi sexo, tu lengua sobre mis labios, tú que te deslizas debajo de mí, aferras mis caderas, me levantas, dejas que me deslice sobre tu sexo, despacio, quién podrá borrar esto, tú dentro de mí moviéndote lentamente, tus manos en mi rostro, tus dedos en mi boca, el placer en tus ojos, tu voz, te mueves lentamente pero hasta hacerme daño, mi placer, mi voz, ... mi cuerpo sobre el tuyo, tu espalda que me alza, tus brazos que no me dejan que me marche, los golpes dentro de mí, es violencia dulce, veo tus ojos que buscan en los míos, quieren saber hasta dónde hacerme daño, hasta donde quieras, amado señor mío, no hay final, no acabará, ¿lo ves?, nadie podrá borrar éste instante que sucede, para siempre echarás la cabeza hacia atrás, gritando, para siempre cerraré los ojos separando las lágrimas de mis pestañas, mi voz dentro de la tuya, tu violencia que me tiene aferrada, no queda ya tiempo para huir ni fuerza para resisrtirse, tenía que ser éste instante, y éste instante es, créeme, amado señor mío, éste instante existirá, de ahora en adelante, existirá, hasta el final. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;" lang="es-ES" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">... No nos veremos más, señor... Lo que era para nosotros, lo hemos hecho, y vos lo sabéis. Creedme: lo hemos hecho para siempre. Preservad vuestra vida resguardada de mí. Y no dudéis un instante, si fuese útil para vuestra felicidad, en olvidar a esta mujer que ahora os dice, sin añoranza, adios.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;widows:2;orphans:2;" lang="es-ES" align="justify"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><strong> </strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tabucchi me llevó a las Islas Azores]]></title>
<link>http://digibus.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 14:02:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hace ya unos díez años llegó a mis manos un libro de cuentos de Tabucchi
. Se llamaba La dama de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Hace ya unos díez años llegó a mis manos un libro de cuentos de Tabucchi</p>
<p>. Se llamaba <em>La dama de Porto Pim</em> y fue todo un descubriento. Entre los relatos me llamó la atención el que da título al libro pero también otros muchos que hablaban sobre las Islas Azores y las ballenas. Tanto fue así que me propuse que, en cuanto pudiera, haría un viaje a aquellas islas. La oportunidad llegó en Julio de 2003 y durante diez días pude saborear el placer de caminar y revivir por mi misma el ambiente ballenero que se vivió en aquellas islas durante el siglo XIX. Aislándose un poco del ambiente turístico que empieza a aflorar desgraciadamente por sus calles podemos imaginarn<a href="http://digibus.files.wordpress.com/2008/04/portopim.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-45" src="http://digibus.wordpress.com/files/2008/04/portopim.jpg" alt="" width="150" height="149" /></a>os a los pescadores entrando en el café Sport para dejar una nota colgada en sus paredes o el fuerte olor a grasa de ballena en la factoría de Porto Pim.<br />
Un consejo, os recomiendo que no dejéis de leer un cuento que se incluye en el libro sobre los pensamientos de una ballena mientras observa a los humanos. Es simplemente, delicioso.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La riva del mare]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=128</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 19:06:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
<guid>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=128</guid>
<description><![CDATA[
“Questa è la riva del mare, né terra né mare. E’ un luogo che non esiste.”
Oceano Mare - A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/04/1083175832_ca2f14817a.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-127" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/04/1083175832_ca2f14817a.jpg?w=497" alt="" width="299" height="210" /></a></p>
<p>“Questa è la riva del mare, né terra né mare. E’ un luogo che non esiste.”</p>
<p>Oceano Mare - Alessandro Baricco</p>
<p>Foto: © M.G.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sera...]]></title>
<link>http://polveredivento.wordpress.com/?p=181</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 20:05:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Corte</dc:creator>
<guid>http://polveredivento.wordpress.com/?p=181</guid>
<description><![CDATA[Devo ammetterlo, sono indeciso. Da una parte devo subire il richiamo di &#8220;Oceano Mare&#8221;, c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><a title="oceano_mare.jpg" href="http://polveredivento.wordpress.com/files/2008/04/oceano_mare.jpg"><img class="alignleft" style="float:left;margin:5px;" src="http://polveredivento.wordpress.com/files/2008/04/oceano_mare.jpg" alt="oceano_mare.jpg" align="left" /></a>Devo ammetterlo, sono indeciso. Da una parte devo subire il richiamo di "Oceano Mare", che giace un po' trascurato sul mio comodino e ogni tanto si fa sentire, dall'altra il pensiero che domani devo alzarmi e prendere il treno alle 7.04 mi impedisce qualsiasi attività cerebrale superiore. Il perchè una lezione di spagnolo debba iniziare alle otto e mezza è francamente un qualcosa di indiscutibilmente indeterminato, persino sadico a pensarci bene. Si combatte con il sonno fino ad arrivare a Milano, si scende potenzialmente più in coma di quando si è saliti e ci si ritova in un attimo in un'aula sperduta al quarto piano di Morozzo della Rocca, chiedendosi perchè si è arrivati in orario, tanto la prof non lo è mai. Questo fino a che si arriva in ritardo per una volta ed entrando si sente la dolce voce della signora Cuevas che, rivolgendosi alla tua stolida faccia da otto del mattino ti intima : "Viene aqui!". Devo ammetterlo ho pensato mi volesse interrogare sul posto, o torturare con delle porzioni giganti di paella ma, giunto davanti al signorile scranno di cui ogni classe è adornata (leggi <em>elegante giro di parole per definire una cattedra</em></div>
<p>) mi sento dire: "Da oggi inizia un nuovo corso di spagnolo parallelo al nostro, al quinto piano. Se per cortesia puoi andare là." Alla mia faccia sgomenta, che cercava gli occhi consolatori dei miei fedeli compagni di LdM - il corso è infatti interfacoltà - riprende: "Se è così tremendo puoi rimanere qui. La prof è più giovane e carina". Tralasciando la mia risposta: "Allora ci vado", sono cose che lasciano il segno e alle otto del mattino uno non dovrebbe sentirsi dire certe sconvolgenti affermazioni. Ci ho messo una settimana ad elaborare il lutto e nonostante questo domani mi ripresenterò nella stessa aula, sperando non abbia una memoria tanto fervida da rimandarmi al piano di sopra. L'indecisione si è risolta nel frattempo, e le pagine di Baricco sono sempre più vicine al mio sguardo astigmatico. Credo che leggerò un po'.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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