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	<title>badalamenti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/badalamenti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "badalamenti"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 08:20:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Giuseppe Impastato, 9 maggio 1978]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/?p=187</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 19:28:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>riccardomichelucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[
I funerali di Peppino Impastato ucciso dalla Mafia il 9 maggio del 1978. Trent&#8217;anni fa. I ser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-186" src="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2008/05/funeralipeppino.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">I funerali di Peppino Impastato ucciso dalla Mafia il 9 maggio del 1978. Trent'anni fa. I servizi segreti - è ormai dimostrato - depistarono le indagini. Giornalista e militante di Democrazia proletaria, Peppino faceva parte di una potente famiglia mafiosa del palermitano ma si ribellò, denunciò, fece i nomi dai microfoni di Radio Aut. In suo nome sono in corso a Cinisi, vicino Palermo, tre giorni di <a href="http://www.peppinoimpastato.com/visualizza.asp?val=538" target="_blank">Forum sociale antimafia</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[9 Maggio 1978: Peppino Impastato e la lotta alla Mafia]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=217</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 13:14:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
<guid>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=217</guid>
<description><![CDATA[Come molti sanno (e se non lo sanno, dovrebbero saperlo), il 9 maggio 1978 è una data fondamentale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti sanno (e se non lo sanno, dovrebbero saperlo), il 9 maggio 1978 è una data fondamentale per la vita repubblicana italiana (p.s.: in quello stesso giorno, ma nel 1945 la Germania nazista viene definitivamente sconfitta, e sul Reichstag sventola la bandiera Rossa). In quel giorno lo stato civile venne privato di due personalità di spicco, per la scena politica nazionale, internazionale e soprattutto per la coscienza di ognuno di noi.</p>
<p>Il primo fu Aldo Moro: molto è stato detto sul rapimento, detenzione e poi uccisione del leader della Democrazia Cristiana durante gli anni di piombo. Senza nulla togliere alla memoria di questa emblematica figura politica, vorrei dedicare questo spazio alla commemorazione della seconda personalità. Quella di Peppino Impastato.</p>
<p>Per due ragioni fondamentali</p>
<ol>
<li>Peppino Impastato era (ed almeno per me è tuttora) un compagno, anzi un Compagno, con la C maiuscola, a carattere cubitale se possibile;</li>
<li>la sua morte, la vicenda della sua morte è rimasta soggiogata dal potere mediatico ufficiale, il quale ha deciso di dare, a torto o a ragione, più spazio alla vicenda Moro e Brigate Rosse, piuttosto che ad UNA vicenda ormai annosa e forse anche noiosa per taluni (scusate l'alliterazione voluta). Parlo ovviamente della Mafia. Io avrei preferito che si desse uguale importanza, ma i media hanno deciso di comportarsi diversamente.</li>
</ol>
<p>A Peppino Impastato sono stati dedicati questi bei siti</p>
<p><a href="http://www.peppinoimpastato.com">http://www.peppinoimpastato.com</a></p>
<p><a href="http://www.centroimpastato.it/conoscere/peppino.php3">http://www.centroimpastato.it/conoscere/peppino.php3</a></p>
<p>che consiglio di visionare con sempre maggiore frequenza.</p>
<hr />
<blockquote>
<h1>La <a title="Mafia" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Mafia">mafia</a> è una montagna di merda. (da</h1>
<h1>un articolo del giornale <em>L'idea socialista</em>,</h1>
<h1>1966)</h1>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.peppinoimpastato.com/images/Peppino056.jpg" alt="" width="205" height="300" /></p>
</blockquote>
<p>Questa frase mi ricorda molto quella dell'ex Ministro Pietro Lunardi, del Governo Berlusconi.</p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span style="font-size:large;"><strong>"Convivere con la mafia" Lunardi nella bufera</strong></span></span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/online/politica/lunardi/mafia/mafia.html">http://www.repubblica.it/online/politica/lunardi/mafia/mafia.html</a></p>
<hr /><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#333333;font-size:small;">I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.<br />
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.<br />
Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo. Badalamenti e Palazzolo sono successivamente deceduti.<br />
Il 7 dicembre 2004 è morta Felicia Bartolotta, madre di Peppino.</span></p>
<hr />
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:large;"><strong><span style="color:#333333;"> “I CENTO PASSI”</span></strong></span></p>
<p><img src="http://www.peppinoimpastato.com/images/film_scenaespropriocol8.jpg" alt="" width="469" height="107" /></p>
<p><em>“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano                    Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima                    volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che                    lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo                    opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta                    la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte                    Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai                    a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane                    di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai                    a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con                    i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in                    fondo alla Sicilia.”</em> (Claudio Fava, “Cinque                    delitti imperfetti”, Mondatori 1994, p.9)</p>
<p><img src="http://www.peppinoimpastato.com/images/film_PinoeLiborio.jpg" alt="" width="300" height="197" /></p>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:xx-large;"><strong><span style="color:#666666;font-size:small;"> I COMPAGNI DI PEPPINO OGGI</span></strong></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="774">
<tbody>
<tr>
<td width="601"><strong><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:xx-small;">MARGHERITA:            "<em>Grazie Peppino</em>"</span></strong></p>
<p align="left"><img src="http://www.peppinoimpastato.com/images/margherita.JPG" alt="" width="136" height="400" /><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">Ti            ho conosciuto nel 1976, quando avevo ancora 16 anni.<br />
Al circolo "Musica e cultura" si proiettavano interessanti            films, ai quali seguivano dibattiti e confronti che ci aiutavano nella            riflessione, nella presa di coscienza per una crescita culturale e politica.<br />
<em>Grazie Peppino</em>, ti vogliamo ringraziare per quello che ci hai            lasciato.<br />
Amavi la giustizia, quella sociale, non certo quella camuffata dal potere            mafioso. Quel potere mafioso che si arricchiva e si arricchisce tutt'oggi            usando la prepotenza e la violenza di ogni genere, senza scrupoli! Anche            col tritolo e le stragi.<br />
Denunciavi lo sfruttamento di muratori, braccianti, donne lavoratrici.<br />
Eri contento quando alcune femministe a Cinisi intervistavano altre            donne e organizzavano un comizio per evidenziare le carenze delle leggi            dello stato. Quelle leggi che lasciavano sole le donne nei problemi            del lavoro, dell'aborto clandestino e della contraccezione.<br />
Eri felice quando anche i bambini venivano coinvolti nelle estenporanee            di pittura.<br />
Ma il tuo obiettivo principale era quello di denunciare gli avvoltoi            che giravano, e continuano a girare, attorno ai capitali pubblici che            dovrebbero servire per la nostra comunità.<br />
Capitali ingiustamente destinati per i privilegi dei pochi eletti, attaccati            morbosamente al valore dei soldi.<br />
La tua preparazione coinvolgeva chi come te voleva ribellarsi a qualunque            ingiustizia.<br />
Ci hai aiutato a prendere le distanze dalla cultura mafiosa. Desideravi            e ottenevi, a Cinisi, momenti di aggregazione sociale che coinvolgevano            tutti i giovani a combattere contro il silenzio e l'indifferenza comune.<br />
Nell'allegria del carnevale, nel teatro, negli incontri musicali (compreso            il raduno a Magaggiari), nei murales, nelle mostre informative itineranti,            nella rappresentazione antinucleare, nell'informazione pulita attraverso            la radio ci trasmettevi messaggi che servivano e sono serviti a tutti            a crescere e a perseguire valori sani nel rispetto dell'ambiente, della            dignità dell'uomo e di noi stessi.<br />
<em>Grazie ancora</em>, la tua amica Margherita</span><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;"> </span></p>
</td>
<td width="173" align="center"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;"> </span></p>
<table style="height:141px;" border="0" width="774">
<tbody>
<tr>
<td width="72%" height="26">
<div>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><em><strong><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:xx-small;">GUIDO:              "Ripensadoti oggi"</span></strong></em></span></p>
<p align="left"><img src="http://www.peppinoimpastato.com/images/peppino%203%20web.jpg" alt="" width="211" height="300" /><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">I              Valori che mi hai trasmesso, e soprattutto l'aver vissuto l'esperienza              traumatica e tragica della tua morte, hanno lasciato dentro di me              la certezza, che nessuno potrà mai cambiare, di sapere sempre              da quale parte stare e quali sono i veri valori della vita.<br />
Anche se in alcuni momenti della mia vita ho rinunciato alla lotta              e a trasmettere agli altri questi valori, li ho sempre avuti come              punto di riferimento nel mio modo di vivere, di lavorare e nel rapporto              con gli altri.<br />
E sicuramente oggi, con la situazione politica in cui ci troviamo,              c'è un gran bisogno di gridare di nuovo al mondo quei valori,              che ormai sembrano assopiti da quella corsa al denaro e al potere              che da ogni parte ci propongono da esempio.<br />
Ora basta con le parole, io voglio ricordarti con una foto che ti              ho fatto in cui colgo tutta la tua tenerezza, che è la cosa              più bella tra le tante che trasmettevi.</span></span></p>
</div>
</td>
<td width="28%" height="26"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="height:141px;" border="0" width="774">
<tbody>
<tr>
<td width="72%" height="26">
<div>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><em><strong><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:xx-small;">Salvo                Vitale:</span></strong></em></span></p>
<p align="left"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">Il                mio rapporto di conoscenza con Peppino non è cronologicamente                definibile: lo ricordo quando frequentavamo il Liceo Classico di                Partinico: io ero qualche anno più avanti, ma consideravo                con simpatia quel gruppo molto affiatato di compagni di Cinisi.                Scelse la mia stessa facoltà, filosofia.</span></span></p>
<div><img src="http://www.peppinoimpastato.com/images/23anniversario.jpg" alt="" width="202" height="300" /></div>
<p align="left"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"> Navigavamo in un arcano desiderio di giustizia sociale e di eguaglianza                che non trovava particolari sbocchi di riferimento istituzionale.                Ci prestavamo qualche libro, lui "Stato e Anarchia", di                Bakunin, io " Stato e rivoluzione" di Lenin, lui Rimbaud,                io Prevert, lui gli scritti di Mao, io quelli di Sartre e Marcuse.<br />
Maturammo le più belle esperienze di lotta nel '68 con le                lotte per l'esproprio delle terre di Punta Raisi: avevo laggiù                una casa che finì col diventare un punto di ritrovo. Il gruppo,                che veniva a piedi da Cinisi, ( circa tre chilometri), era molto                eterogeneo: nel corso di incontri improvvisati qualche contadino                ci comunicava le sue paure di perdere la terra e il lavoro, qualche                altro mi guardava con deferenza, perché s</span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">crivevo sul giornale                "L'Ora", c'era chi partecipava animosamente alle discussioni,                chi se ne andava sotto un ulivo a masturbarsi ( -" Manueli,                chi fai?" - "Minchia, è bellu"), chi non rinunciava                alla sua veste di credente, (" Dio in cielo e Mao in terra"),                chi non riusciva a sganciarsi dall'ombra del papà-partito.<br />
I miei quattro anni di differenza mi consentivano un maggiore filtro                di lettura e di razionalizzazione nelle analisi e nelle decisioni,                mentre Peppino definiva subito la possibilità dell'intervento                forte e immediato.<br />
Ricordo le lunghe notti passate all'università occupata,                la paura di aggressione da parte dei fascisti o della polizia, le                estenuanti letture dei classici del marxismo di cui<br />
3<br />
era fornita la biblioteca della Facoltà, le oceaniche assemblee                in cui noi, quattro gatti del PCD'I ml, riuscivamo a mettere in                minoranza Corradino Mineo, che proponeva di metter fine all'occupazione,                accusandolo di non so quali tresche col Rettore e con i professori.<br />
Una volta che ero andato a trovare Peppino, suo padre mi disse:                "Ci u dicissi lei. Nun m'interessa si fa politica. L'importanti                è ca si pigghia un pezzu di carta". Provai a convincerlo                ed egli mi sfidò a una singolare scommessa: avremmo sostenuto                l'esame di Storia delle dottrine politiche senza toccare libro:                lui prese ventotto, io trenta, ma solo perché conoscevo l'argomento                del corso monografico. Per il resto non volle più sentirne:                sosteneva che l'Università è un veicolo della subcultura                borghese, una fabbrica d'ignoranza al servizio del potere .<br />
Poi ci perdemmo di vista, io in Sardegna, vicino a "Servire                il popolo", lui, dopo qualche simpatia per il "Manifesto",                (1972) dentro "Lotta Continua".<br />
Andavo a trovarlo quando tornavo in Sicilia ed egli aveva sempre                del materiale politico di prima mano da darmi. In uno di questi                incontri mi mostrò alcune lettere che lo invitavano "amichevolmente"                a non occuparsi più degli edili, e che lasciavano intravedere                chiare minacce di morte nel caso avesse continuato.<br />
Organizzammo insieme lo spettacolo che diede l'avvio al circolo                "Musica e Cultura", ma, in rapporto a questa esperienza                , provavo qualche momento di disagio: non mi ero scrollato l'esperienza                del '68 mentre intorno impazzava il '77. Ritenevo importante stare                tra la gente e non chiusi in una stanza : molti mi sembravano più                zombies o cacciatori di sesso che soggetti politici, cioè                patologia del rivoluzionarismo; erano maturate alcune esperienze                che non avevo vissuto, delle quali, quando rientrai, rimaneva in                piedi Radio Aut.<br />
Nel settembre del '77 Peppino mi diede una scossa: "- Mi sembra                che non te ne importi più niente. Fatti vedere, vieni a trasmettere"                " -" Ci sto. Ma senza "menate": fioretto per                la gente comune e rasoio per gli "amici", con un obiettivo:                allargare l'area del consenso".<br />
Iniziammo un sodalizio quasi disperato: avessimo avuto altri mezzi                e altra gente avremmo scelto altre strade più violente per                lottare contro la mafia, ma accanto a noi c'era solo molto "personale"                promosso a "politico": c'era molto bisogno d'amore, di                sesso, di scarico delle tensioni e solo in pochissimi rifiutavamo                l'erba, per fumare un'ideologia e una pratica d'intervento che per                noi era seme, per i destinatari era invece pura follia o spaventata                curiosità.<br />
Di quegli otto mesi di intenso impegno conservo ancora qualche rimorso:                ho tirato e fatto tirare la corda più di quanto Peppino avesse                fatto sino allora, stimolando la sua naturale aggressività                e lasciandogli sviscerare senza remore la sua grande conoscenza                degli ambienti mafiosi e politici di Cinisi; ho cercato di elevare                ad arte e a strumento di civile lotta politica la satira e ho finito                con lo scordarmi che, quando la ridicolizzazione e la denuncia aperta                intaccano interessi e credibilità, scattano sistemi di risposta                e controffensive che, in una terra di barbarie e di violenza come                quella in cui ci siamo mossi, prevedono anche la pena di morte.</span></span></p>
</div>
</td>
<td width="28%" height="26"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="height:141px;" border="0" width="774">
<tbody>
<tr>
<td width="72%" height="26">
<div>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><em><strong><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:xx-small;">GASPARE                CUCINELLA:</span></strong></em></span></p>
<p align="left"><img src="http://www.peppinoimpastato.com/IMAGES/Peppino042.jpg" alt="" width="221" height="300" /><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">Conobbi                Peppino come militante di Democrazia Proletaria. Non avevamo comuni                interessi. Il teatro di Franco Scaldati fu il movente che fece esplodere                in noi una grande amicizia e solidarietà, e, in particolare                Il pozzo dei pazzi, uno spettacolo travolgente che affascinò                Peppino e il suo gruppo, costantemente presente nelle varie repliche                fatte a Cinisi, a Terrasini, a Scopello.<br />
Il Circolo Musica e cultura costituì per Cinisi un forte                momento di cambiamento per quanto riguarda le forme di organizzazione                del sociale, dei fatti culturali e di una serie di altre iniziative,                come le mostre itineranti, i cineforum, il teatro, i concerti. Il                Circolo ci portava a dibattere di f</span></span><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">atti politici, di cultura, di                arte, di teatro, di fotografia e costituiva una speranza, ma divenne                anche un dramma per certe vicissitudini quotidiane tipiche di un                piccolo ambiente di provincia. I nostri rapporti furono intensi,                feci parte del gruppo, attratto da quella forza che mi sollecitò                a dare il mio modesto contributo nella lotta contro la mafia. Peppino                viveva nel suo dramma, il dramma della solitudine, in cui spesso                si trova chi lotta, il dramma nel quale tutto era inserito con la                consapevolezza di un evento fatale. Peppino era "impastato"                di tutt'altra pasta, le sue idee miravano con grande impegno e coraggio                al raggiungimento di uno scopo ben preciso: costruire una società                libera dalla mafia: la sua esistenza era stata interamente dedicata                al servizio del cambiamento e del rinnovamento delle regole arcaiche                e ingiuste sulle quali si reggeva il mondo. Fu considerato un folle,                uno spostato, un "lagnusu", che non voleva lavorare, che                non si faceva i fatti suoi, un rompicoglioni della società                "bene".<br />
"</span></span><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;">Radio Aut" fu uno strumento straordinario, una sorta                di tromba: strombazzava ai quattro venti i fatti scandalistici e                criminosi, mettendo in ridicolo tutti i componenti delle cosche                mafiose che allora dominavano il paese. Si consideri che per tutti                Tano Badalamenti era un uomo di rispetto che aveva portato al paese                benessere e ricchezza. "Don Tanu 'un caca e si caca caca duru!"                Figurarsi se il capo dei capi poteva sopportare di essere messo                alla berlina da quattro ragazzini.<br />
Con Radio Aut si aprirono grandi possibilità per le attività                di denuncia e per una maggiore apertura al contatto con l'esterno.                "Onda Pazza", trasmissione satiro-schizo-politica aveva                un buon indice di ascolto: i personaggi più in vista di "Mafiopoli"                e i vari speculatori che infestavano la zona erano chiamati con                una storpiatura dei nomi, che comunque ne consentiva l'identificazione.</span></span><br />
<span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#666666;font-size:small;"> Peppino aveva grande voglia di vivere, odiava la morte, ma certe                volte la sentiva vicina nei momenti di depressione.<br />
Mi fu grande amico: la nostra collaborazione mi è bastata                per rendermi conto che si trattava di una straordinaria persona                che avrebbe potuto, se fosse ancora vissuto, cambiare un paese in                balia a scorribande di delinquenti e criminali che tanti lutti e                tragedie ci hanno regalato, ci regalano e continueranno a regalarci.<br />
Fu oltraggiato, massacrato, distrutto fisicamente. I miei pensieri                mi rodono. Nessuna protezione. Abitavo a Palermo ed ebbi l'ultimo                incontro con lui una settimana prima che fosse ucciso. Quella sera                doveva esserci il comizio di Signorile, deputato del PSI. Peppino                era stanco, deluso, ma non disdegnò, con la sua ironia, di                carezzarmi il viso e il naso sorridendomi e dicendo che avevo una                grande maschera. Poi aggiunse di volere dire addio alla politica                e darsi alla letteratura, ai viaggi, per disintossicarsi e che al                suo ritorno avremmo formato a Cinisi una grande compagnia teatrale.                Gli proposi di ospitarlo a casa mia per un paio di settimane e per                allontanarlo da un'atmosfera poco rassicurante. Mi rispose che non                poteva, perché doveva chiudere la campagna elettorale e che                non c'era motivo di allarmarsi, non era ancora giunta l'ora..</span></span></p>
</div>
</td>
<td width="28%" height="26"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Ciao Compagno, ci si rivede nella prossima vita.</span></h2>
<p><img src="http://home.rifondazione.it/xisttest/images/bibi/080509cinisi.jpg" alt="" width="479" height="359" /></p>
<p><a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/2321/314/">http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/2321/314/</a></p>
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<title><![CDATA[Trent'anni senza Peppino Impastato]]></title>
<link>http://faunosilvestre.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:20:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>faunosilvestre</dc:creator>
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Trent&#8217;anni fa moriva ammazzato dalla mafia Peppino Impastato.
Oggi, come allora, siamo govern]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.casadelpopolomola.com/Immagini/Casa_del_Popolo/SerrandaCentoPassi.JPG" alt="" width="287" height="283" /></p>
<p>Trent'anni fa moriva ammazzato dalla mafia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato"><strong>Peppino Impastato</strong></a>.</p>
<p>Oggi, come allora, siamo governati da gente che con la mafia ci va a braccetto, da gente che pone nei ministeri i collusi con la mafia, di gente che parla del boss Mangano come di un eroe.</p>
<p>E l'Italia è una grande Cinisi, il paese dove viveva Peppino e dove regnava il boss Tano Badalamenti. Una grande Cinisi in cui agli abitanti interessa solo il proprio piccolo orticello, che <em>muti sono</em> di fronte  ad ogni bruttura e ogni sopruso.</p>
<p>Ma c'è anche gente, tanta tanta tanta gente, che Peppino lo ricorda ogni giorno. Gente che lavora e vive la sua vita contro la mafia e che quei <strong><em>cento passi</em></strong> li fa ogni giorno con coraggio.</p>
<p>Hanno ammazzato Peppino ma non potranno ammazzare le sue idee.</p>
<p><strong>Grazie Peppino</strong>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9JfJytgqMjQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/9JfJytgqMjQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Il 9 Maggio di Aldo e Peppino]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=609</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:48:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giusto trent&#8217;anni fa&#8230;

Aldo Moro viene fatto ritrovare in una Renault rossa crivellato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto trent'anni fa...</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Moro" target="_blank">Aldo Moro</a></strong> viene fatto ritrovare in una Renault rossa crivellato di colpi in Via Caetani.</li>
<li><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato" target="_blank">Giuseppe Impastato</a></strong> viene ritrovato dilaniato dal tritolo nei pressi della stazione di Cinisi.</li>
</ul>
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