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	<title>articoli-pubblicati-sul-blog &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "articoli-pubblicati-sul-blog"</description>
	<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 05:55:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Rifondazione Comunista fra vita morte e miracoli.]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=130</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 14:23:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[So bene che le dispute sui voti congressuali non possono appassionare nessuno. I militanti meno anco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">So bene che le dispute sui voti congressuali non possono appassionare nessuno. I militanti meno ancora dei giornalisti pettegoli che hanno come funzione quella di ridurre tutto a scontro personale fra leader. Gli iscritti (quelli veri) meno ancora della cosiddetta sinistra diffusa, perché hanno sempre pensato di iscriversi a un partito diverso dagli altri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma la realtà, la dura realtà, è che oggi, per la prima volta nella storia di Rifondazione Comunista, bisogna discutere anche di questa miseria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Oramai c’è purtroppo un’ampia letteratura su congressi dove al momento del voto compaiono decine e a volte centinaia di persone sconosciute, in gran parte nuovi iscritti, dove il voto non avviene sulla base dell’appello, dove persone evidentemente inconsapevoli vengono accompagnate da qualcuno che suggerisce loro come votare, dove nonostante centinaia di iscritti non c’è alcun dibattito, e così via. Basta leggere quanto è stato pubblicato nei vari blog e su Liberazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Come siamo arrivati a questo punto?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Io voglio cercare di ragionare. Le denunce di irregolarità e i conti dei voti non sono competenza di questo blog. Sarà la commissione congressuale competente a stabilire cosa è dentro e cose è fuori dalle regole. E io accetterò in silenzio ogni decisione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Eppure bisogna, secondo me, ragionare su quella che a me sembra una degenerazione del partito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Io penso vi siano due diverse cause che oggi, sommandosi, rischiano di uccidere definitivamente il partito, o più semplicemente di trasformarlo in un partito come gli altri, che per me è la stessa cosa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La prima: Rifondazione è dalla nascita un partito molto democratico, con uno statuto ultragarantista, e con una piena sovranità delle sue organizzazioni locali su tutte le scelte elettorali e politiche. Per intenderci, e lo dico per le tante e i tanti che non lo sanno, la decisione di fare alleanze e di entrare in giunte comunali provinciali o regionali, è di esclusiva pertinenza rispettivamente dei circoli, dei comitati federali e dei comitati regionali. Fin qui tutto normale. Ma da tempo si è visto in alcune realtà che il potere di prendere decisioni circa le elezioni può essere “scalato”. Come? E da chi? Facciamo un esempio di scuola. In un comune di 20000 abitanti c’è un circolo di 50 iscritti. Normalmente partecipano alla vita attiva del circolo una quindicina di compagne/i. Capita che al momento di prendere decisioni importanti, come le elezioni, l’assemblea del circolo veda una partecipazione di 30 o 40 persone. A un certo punto una persona del circolo, l’anno prima delle elezioni, comincia a tesserare parenti ed amici, magari un’intera cooperativa o un intero circolo arci, o una parte di tesserati dello spi cgil. In un anno miracolosamente il circolo diventa di 150 iscritti, anche se quelli che tirano la carretta restano sempre gli stessi quindici. Anzi, capita che una parte dei 15 smetta l’attività per protesta o delusione. I cento nuovi iscritti compariranno all’assemblea e decideranno loro, votando come un sol uomo, chi farà il segretario del circolo, chi condurrà le trattative per gli assessorati e così via. Tutto nel pieno rispetto dello statuto del partito. Tutto per una piccola questione di potere locale. Ma in quel circolo il partito non è più lo stesso. Non sarà il consigliere o l’assessore lo strumento del partito nelle istituzioni bensì il contrario. Alla fine è il circolo ad essere lo strumento di una persona. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Analogamente a livello provinciale un assessore può costituire circoli in paesi dove non c’è rifondazione e scalare circoli esistenti di pochi iscritti e conquistare così il potere nel comitato federale. Oltre a decidere assessorati provinciali il comitato federale elegge i membri del comitato regionale. Basta che, in una regione, due o tre personaggi che controllano le organizzazioni di partito si mettano d’accordo fra loro ed ecco che avremo assessorati e consiglieri regionali. Se invece capita che non si mettano d’accordo allora capita che si assista ad una guerra delle tessere per preparare lo scontro decisivo. Ovviamente se una federazione di quella regione è esente dallo scontro di potere risulterà ininfluente perché dotata di pochi iscritti e di poco peso negli organismi decisionali. Quando viene il congresso nazionale i vari personaggi si schierano indipendentemente dal contenuto delle mozioni e scelgono la mozione che a livello locale loro possono controllare per perpetuare il loro potere. Capita così che da un congresso all’altro si passi da una mozione all’altra con la massima disinvoltura.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Dopo qualche anno di questa cura il partito in quella regione non c’entra nulla con l’originale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ solo un caso di scuola? No, perchè è il caso della Calabria, dove il partito è ridotto esattamente così da parecchio tempo. Sono state commissariate <span> </span>federazioni ed anche il regionale. C’è un numero esorbitante di iscritti e di circoli che fanno una scarsissima attività politica se togliamo le campagne elettorali per le preferenze, le guerre fra diversi personaggi hanno avuto gli onori della cronaca sui quotidiani locali, e ci sono stati perfino casi di inquisiti e condannati per gravi reati seguiti dall’autosospensione dal partito delle persone interessate, vi sono state denunce, all’autorità giudiziaria, per minacce di vario tipo e perfino l’intervento delle forze dell’ordine per sedare risse durante riunioni del partito. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Oggi, e lo dico senza tema di smentita, in Calabria i vari personaggi di cui sopra hanno scelto la mozione vendola. Per convinzione? Direi di no visto che allo scorso congresso hanno scelto la mozione dell’allora Ernesto che non per caso vinse il congresso calabrese. E come mai? Presto detto: dopo essere usciti dalla maggioranza tre mesi fa visto che in regione ci sono decine di inquisiti la settimana scorsa il comitato regionale ha deliberato che in consiglio si votasse il bilancio ed è alle porte la trattativa per rientrare in giunta. Ed importanti esponenti nazionali della mozione vendola hanno benedetto l’operazione. A me è capitato di presentare la mozione 1 in un circolo dove l’importante esponente nazionale della 2 rispondendo alle mie critiche sul ritorno in giunta ha bollato come verticistica la mia posizione dicendo: “sono i compagni calabresi che devono decidere democraticamente sulla questione ed è sbagliato che dall’alto gli si dica cosa devono fare”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Appunto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ora ai congressi in calabria avremo una grande partecipazione democratica di centinaia di nuovi iscritti che si aggiungono agli oltre novemila del 2007. Vincerà la mozione vendola, senza dubbio. Ovviamente per la bontà della proposta politica e in coerenza con l’assunto che il fine non giustifica i mezzi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Per quanto riguarda noi della mozione 1 sono ben lieto di poter dire che già all’indomani del famoso CPN abbiamo fatto sapere che non eravamo in cerca di certi voti dicendolo esplicitamente anche nelle assemblee di presentazione della mozione a Reggio Calabria e a Cosenza, quando ancora certi personaggi erano ufficialmente astensionisti sulle mozioni, per il semplice motivo che erano alla ricerca del miglior offerente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Per fortuna, però, il caso della calabria è isolato. Non c’è nulla di paragonabile in nessuna altra regione. E sono all’esame della commissione congressuale ricorsi sulla regolarità di congressi dove ne sono successe di tutti i colori.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma veniamo al resto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La seconda: Il nostro partito, con tutti i difetti e limiti, è però sempre stato un partito di militanti ed iscritti. E’ normale, come era nel PCI, che in un circolo un gruppo di pochi attivisti gestisca l’attività e che la gran parte degli iscritti partecipi alla festa, anche lavorando duramente, ma che non partecipi, invece, assiduamente a tutte le iniziative e discussioni. Quando c’è il congresso il direttivo manda a casa la lettera e magari gli esponenti delle mozioni del circolo telefonano e parlano con gli iscritti per convincerli della loro posizione. Normalmente vanno a votare tra il 30 e il 60 % degli iscritti. Normalmente l’anno che precede il congresso c’è un piccolo incremento delle tessere, in gran parte dovuto al numero di delegati che spetteranno al circolo per il congresso di federazione. Ma si tratta, normalmente, di un semplice maggiore impegno a fare il tesseramento con più cura. Normalmente un congresso e il suo dibattito convince alcuni compagne o compagni a rifare la tessera o a iscriversi al partito per partecipare. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Normalmente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ normale che un circolo con 100 tesserati nel 2007 ne abbia altrettanti di nuovi nel 2008?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ normale che la percentuale dei votanti in gran parte dei circoli sia quella tradizionale e che in altri sia dell’80, del 90 e anche del 100%?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Il nostro regolamento congressuale prevede che ci si possa iscrivere per la prima volta, ottenendo il diritto di voto, dieci giorni prima del congresso di circolo, pagando una quota minima (minima e non fissa) di 10 euro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Cosa sta succedendo se ci sono circoli che raddoppiano o addirittura triplicano gli iscritti? Se tutti i nuovi iscritti, a volte decine e centinaia, pagano tutti 10 euro e non un centesimo di più? Se ci sono perfino dirigenti di Sinistra Democratica eletti in cariche in quel partito nel loro congresso che una settimana dopo vanno a votare nel congresso del circolo di Rifondazione? Se una parte del paese, nella quale la maggioranza dei gruppi dirigenti ha scelto la mozione 2, celebra i congressi nelle ultime due settimane utili, ottenendo così più tempo di tutti gli altri per fare nuovi tesserati? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Secondo me sta succedendo una cosa chiara. Si sta trasformando il congresso del partito in una spuria elezione primaria. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Capisco l’ansia di vittoria della mozione 2 e capisco che si sia candidato Vendola per sfruttare la sua popolarità ed ottenere voti che sulla proposta della costituente non si sarebbero ottenuti. Ma sono sinceramente sorpreso dalla disinvoltura con la quale si portano al voto centinaia di persone che sono state iscritte solo per il voto. Questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la partecipazione. O meglio, ha a che vedere con una idea di partecipazione molto, troppo, simile a quella del partito democratico. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">I compagni della mozione 5 oggi hanno pubblicato su Liberazione una lettera aperta nella quale propongono di cambiare il regolamento per fermare uno stravolgimento della dialettica democratica nel nostro partito. Sostanzialmente ammettendo al conteggio dei voti solo i nuovi iscritti prima di una data precisa e certa, sia eliminando la disparità di possibilità dei circoli di reclutare nuovi iscritti a seconda della data del congresso, sia soprattutto eliminando l’applicazione distorta del regolamento. Io credo che abbiano ragione. Che di fronte ad un tesseramento palesemente gonfiato la loro proposta sia giusta e saggia. Ma credo che l’ultima parola circa questa proposta spetti alla mozione 2, visto che, pur potendola imporre con un voto di maggioranza, non credo si possa procedere nel cambiamento del regolamento se non all’unanimità. E temo che la mozione 2 non accetterà mai di ricondurre il congresso nella normalità. Tutto il loro comportamento è ispirato dalla precisa volontà di usare qualsiasi mezzo, per quanto nocivo per il partito, per vincere il congresso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Nonostante questi due fattori che per me sono assolutamente inquinanti io non credo affatto che la mozione 2 possa vincere il congresso. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Certo per chi propone un processo costituente alla fine del quale, come sostiene esplicitamente Sinistra Democratica che non ha imbarazzo a dirlo, ci sarà un nuovo partito di sinistra affiliato alla famiglia socialista europea, lo stato reale del PRC non ha molta importanza. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ci sono, però, tutte le condizioni per sanare le situazioni degenerate del partito in alcune circoscritte realtà. Come esiste la possibilità di rimettere al centro dell’attività politica la società invece che le istituzioni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E per questo mi batterò fino all’ultimo congresso di circolo per impedire la morte di Rifondazione Comunista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">ramon mantovani</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span> </span><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una risposta abusiva alla lettera aperta di Nichi Vendola indirizzata a Grassi e Ferrero.]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=125</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 11:03:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Caro Nichi,
non so se sono autorizzato a rispondere alla tua lettera aperta. 
Del resto tu l’hai i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Caro Nichi,</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">non so se sono autorizzato a rispondere alla tua lettera aperta. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Del resto tu l’hai indirizzata a Paolo Ferrero e a Claudio Grassi, non a me. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Forse perché mi consideri un peon non alla tua altezza o forse perché mi consideri irrecuperabile alla civiltà politica, essendo io notoriamente violento, aggressivo, settario ed intollerante.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Mi sa che rimarrò con questo dubbio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Comunque le lettere aperte suscitano risposte anche inaspettate.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Io ti rispondo perché mi riconosco nelle peggiori cose che scrivi. Sono io che ho parlato di imbroglio riferendomi alla tua candidatura a segretario del partito. Sono ancora io che penso che tu vuoi “sciogliere” il partito (l’ho messo tra virgolette e spiegherò il perché). Sono sempre io che critico il tuo leaderismo. Sono per l’ennesima volta io che ho ironizzato sul tuo “filo diretto” con Padre Pio. Della mummia di Lenin e della TAV non so nulla, e mi dispiace non saperne nulla.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Prima di rendere piena confessione per i miei peccati, bassezze, violenze, per le mie livide fantasie, voglio dirti delle cose, caro Nichi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Che non ce l’ho con te! Che ti ho sempre stimato e voluto bene. Che conosco i tuoi timori, incertezze, paure. Le tue esitazioni e ritrosie di fronte a scontri politici violenti. So quante volte hai sostenuto posizioni difficili da difendere (spesso giustissime ma ugualmente difficili) anche se ne avresti volentieri fatto a meno perché non ti trovi a tuo agio nel maneggiare dure polemiche.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Anche in questa occasione, nonostante tutto, riconosco il Nichi che ho sempre apprezzato, e credo di capire il tuo stato d’animo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Tuttavia, caro Nichi, la tua lettera è fuori posto in questa discussione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Non cerco giustificazioni. Potrei dirti che essere definito “furbo” è molto offensivo per uno come me che ha fatto della linea di condotta del parlar chiaro quasi una ragione di vita (politica). Potrei dirti che sentirsi accusare di coltivare la “cultura del sospetto” per chi l’ha sempre combattuta è disarmante. Potrei parlarti di chi ti toglie il saluto per una critica. Di chi per mesi, ovviamente nei corridoi, ti dice “hai ragione hai ragione” e poi sale alla tribuna e ti attacca perchè ora noi sei più il “pazzo” che dice la verità in solitudine, ma il rappresentante di una posizione che potrebbe risultare di maggioranza. Potrei condividere con te la sensazione di isolamento che ho vissuto, anche per lunghi periodi, dopo aver osato criticare il leader. E non parlo di lui, Bertinotti, che come tutti i veri leader è superiore a certe cose ed ascolta con maggior interesse le critiche che non le lusinghe. Parlo di tanti che hanno lucrato sul mio isolamento. Dei troppi che ho sentito dire cose irripetibili nei corridoi su Bertinotti ed incensare il “capo” nelle riunioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Ma non voglio continuare, tanto non serve.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Il problema, caro Nichi, è che la discussione è viziata, e per questo resa aspra oltre ogni limite, dal fatto che si è proposto, detto, annunciato qualcosa che ora si nega. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Non si è detto che bisognava superare il partito? Che bisognava produrre una nuova identità politica in un soggetto nel quale il comunismo, al pari di altre culture, avrebbe albergato come tendenza? Non si è usata la metafora del parto (doloroso e gioioso al tempo stesso) e della nuova nascita? Non si sono distribuite tessere? Non si è detto che la sinistra arcobaleno era irreversibile e che si sarebbe fatta “con chi ci sta”? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Essendomi pronunciato, su Linerazione, in senso contrario al nuovo partito (ho scritto proprio così allora: nuovo partito) proposto da Bertinotti nel giugno del 2007, ho avuto modo per molti mesi di discutere con tante compagne e tanti compagni su quel mio no. Molti, davvero molti, rivendicavano l’idea della nascita di un nuovo grande partito (almeno del 15%). Nessuno, nemmeno Bertinotti, mi ha accusato di avere la cultura del sospetto per aver detto ciò che era chiaro a chiunque non volesse arrampicarsi sugli specchi di formule ambigue come quella del “soggetto unitario e plurale”. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Perché oggi negano tutti? Perché oggi mi si accusa di avere la cultura del sospetto solo per aver preso sul serio le parole pronunciate allora, in campagna elettorale e perfino dopo il voto?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Si, sono arrabbiato. Ma non solo perché sono contrario al partito unico. Soprattutto perché mi sono sentito e mi sento imbrogliato, usato. Perché sono stufo delle doppie verità, anche se declamate in prosa o in poesia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">C’ero anch’io, caro Nichi, in quella sala, alla fine dell’ultimo congresso del PCI. E’ passato molto tempo ma credo di ricordare che tu dicesti che non eri “duro e puro”, identitario e settario. Non avevamo detto per un anno e mezzo che Occhetto voleva sciogliere il PCI? E lui non diceva che no, che la sua proposta era quella del cambio del nome per aprirsi alla sinistra diffusa e che non si sarebbe sciolto nulla? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Lo ricordi?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Non lo dico per fare paragoni, anche se la parola “nuovo” è usata troppo, oggi come allora. Lo dico perché è ingiusto far finta di non capire il senso delle parole. Lo so che nessuno vuole sciogliere il nostro amato partito. Nel senso letterale del termine nessuno lo ha mai proposto e nemmeno detto. Nessuno, cioè, pensa di fare un congresso per dire “è finita, ognuno vada per la sua strada” come fece Lotta Continua. Ma si è ampiamente detto che lo si vuole superare, che si deve andare oltre, che la nostra identità vivrebbe come tendenza culturale nel nuovo partito, soggetto unico, forza politica. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Perché ti adombri se io dico e ripeto che la tua proposta di costituente la interpreto come scioglimento del partito? Perché ciò che dicevamo insieme contro Occhetto era “dire la verità” mentre ciò che io dico a te è una mostruosità, una regressione culturale?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Perché se ho un’idea diversa dalla tua sull’unità della sinistra devo per forza diventare a mia volta un “duro e puro”, un identitario, un nostalgico, un conservatore? Perché?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">E poi, caro Nichi, posso dirti che non avrei mai immaginato che, in Rifondazione, ci sarebbe stato qualcuno che si sarebbe candidato segretario in una conferenza stampa?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Non lo dico per una banale questione di metodo, che pure esiste. Lo dico per il carico di sostanza, di concezione della politica, di idea del partito che sottende una simile operazione. A me sembra un’iperbole del leaderismo. Ma non solo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Posso dire che non mi sembra plausibile che tu possa fare il Presidente di una giunta regionale (per favore spiega ai compagni del sito della tua mozione che la parola governatore non va bene) e contemporaneamente il segretario di un partito da ricostruire? E non solo per il tempo, anche se tu hai proclamato di avere energie infinite. Parlo del fatto che sono due ruoli politicamente incompatibili. Non si può essere il Presidente di tutti e allo stesso tempo magari avere scontri e dure polemiche con il Partito Democratico. O mi sbaglio? Posso dire che la tua candidatura all’inizio del congresso e che le tue dichiarazioni sulla dialettica innovatori-conservatori nel dibattito congressuale, compreso l’aver definito “furbizia” la proposta delle tesi, servono a raccogliere dei voti in più di quelli che si otterrebbero sul nudo punto politico, e cioè sulla costituente? Posso cioè dire sinteticamente che mi sembra tutto un imbroglio?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Lo so, spesso eccedo verbalmente. Mi conosci da una vita e sai che sono propenso, per amor di chiarezza, ad esprimermi così. E’ certamente un difetto. Perché, però, quando i bersagli delle mie polemiche erano altri ed usavo parole di fuoco contro di loro, ricevevo pacche sulle spalle e perfino complimenti da compagne e compagni che oggi mi danno del violento e dell’intollerante? Perché due pesi e due misure?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Caro Nichi, anche la politica purtroppo ha le sue durezze. Mi sono sempre sentito tuo amico, anche se non è la prima volta che litighiamo. Continuerò a contestare la tua scelta e a protestare per i danni che provoca senza diminuire di un grammo il rispetto e la stima per te. Cercherò perfino di moderare il linguaggio. Più che altro per non concederti il lusso di fare la vittima. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Comunque sai che sono un compagno e un amico leale. Che non accoltello alla schiena. Che dico in faccia ciò che penso. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Da me non hai nulla da temere. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Guardati piuttosto da alcuni fra i tanti che ti hanno convinto a candidarti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">Ciao Nichi, buona fortuna a tutti noi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;">ramon mantovani</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:&#34;"><span style="color:#ffffff;"><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:16pt;"><span style="color:#ffffff;"><span> </span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Basta con le mistificazioni! Rifondazione merita di essere rispettata!]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=124</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 01:13:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo è il tempo delle decisioni, non delle recriminazioni o delle mistificazioni. E’ giusto e n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Questo è il tempo delle decisioni, non delle recriminazioni o delle mistificazioni. E’ giusto e <span style="color:#000000;"><span style="color:#ffffff;">normale che il dibattito congressuale di un partito</span> </span>si dispieghi in modo che ognuno sostenga le proprie posizioni, cerchi di confutare le altre e cerchi di conquistare voti. Ma non è giusto e normale, o non dovrebbe esserlo, che il dibattito sia inquinato da mistificazioni, da doppie verità, da giravolte di ogni tipo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Allora, anche a costo di essere ripetitivo e noioso, visto che si tenta di occultare il vero oggetto del contendere, torno a dire cosa è successo, come nasce e come deve svolgersi, secondo me, questo dibattito congressuale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">1) Di fronte al risultato elettorale non si può dire altro che tutto (TUTTO) il gruppo dirigente del partito è responsabile di una sconfitta e di un fallimento senza precedenti. Lo dico io per primo che pure avevo espresso, per tempo, numerose divergenze sia sulla nostra permanenza al governo sia sulla sinistra arcobaleno come assemblaggio di ceto politico con tre partiti dichiaratamente governisti. Ciò che è successo all’indomani delle elezioni nel partito è il frutto del tentativo, annunciato ampiamente, di avviare una costituente su base individuale (stampate e distribuite le tessere della sinistra arcobaleno) e delle dichiarazioni sull’accelerazione e sulla irreversibilità di tale operazione. E’ inutile tentare di occultare questo dato parlando di golpe, di resa dei conti e di personalismi vari. Semplicemente chi non era d’accordo con quella costituente (e io sono stato in prima fila), mai discussa in quei termini da nessuna parte nel partito e discussa invece con Mussi e diverse “personalità” che avrebbero lanciato l’operazione con un appello pubblico a farla subito, ha impedito che si facesse. Lo ha impedito in modo limpido, dichiarandolo esplicitamente, e permettendo così un dibattito ed una decisione democratica. Diversamente avremmo avuto una costituente sulla base del principio una testa un voto, alla quale avrebbero partecipato anche militanti di rifondazione, e il congresso del PRC sarebbe stato luogo di ratifica e valutazione di quanto già fatto. Il PRC si sarebbe diviso fra la costituente della sinistra e quella comunista (lanciata parallelamente dal Pdci) dissolvendosi definitivamente. Qui non ci sono processi alle intenzioni, bensì valutazioni politiche su intendimenti proclamati su tutti gli organi di stampa e su tutte le televisioni da Bertinotti, Giordano, Vendola, Migliore e diversi altri. Non credo di aver avuto le allucinazioni quando ad un TG ho visto Giordano il giorno dopo le elezioni dichiarare che “la Sinistra Arcobaleno è un processo irreversibile” e che “la faremo comunque con chi ci sta”. Capisco bene che il fatto che nel CPN sia stata impedita questa operazione abbia mandato su tutte le furie chi il CPN avrebbe voluto farlo due o tre settimane dopo il voto, a fatti compiuti. Ma non è accettabile, mi spiace, la mistificazione secondo la quale si sarebbero indicati capri espiatori allo scopo di sostituire il segretario con un altro o, peggio ancora, che si sarebbe promossa una resa dei conti. Quindi bisognerebbe smetterla di inquinare il dibattito con le teorie del complotto assumendosi la responsabilità dei propri atti e delle proprie proposte politiche.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">2) Non ha senso presentare gli schieramenti usciti da quel CPN come innovatori e conservatori, come eredi delle innovazioni culturali e detrattori delle stesse, come il tradimento della maggioranza del congresso di Venezia. O meglio, ha un senso per chi vuole spostare la discussione dal punto politico del futuro del partito a quello della presunta coerenza con la migliore storia di rifondazione, ben sapendo che l’idea del superamento del partito non è popolare fra gli iscritti e che conviene chiamarli a schierarsi su altro. E’ bene che tutti sappiano che dall’ultimo congresso la mozione di maggioranza si è divisa e milita in ben quattro dei cinque documenti congressuali (tranne falce e martello), che la mozione 2 di Venezia si è divisa e milita in tre documenti (compresa la mozione Vendola), che due delle tre mozioni di Venezia sono uscite dal partito e si sono presentate alle elezioni. Come si fa, dopo un simile terremoto, a proclamare che da una parte ci sarebbero gli innovatori eredi del meglio di Venezia e dall’altra gli identitari, settari, chiusi e via insultando? Anche per questa ragione ho insistito per un congresso con un unico documento a tesi. Avremmo potuto dividerci e votare su diverse tesi alternative sul punto del futuro del partito e su quale unità della sinistra e discutere liberamente del resto, riconoscendo e valorizzando l’unità che pure c’è fra noi su tantissime cose. Non si è voluto solo per dimostrare che siamo divisi sulla cultura politica invece che sul superamento del partito. E siamo arrivati al punto che si accusa, a mezzo comunicato stampa, la mozione Acerbo di aver “copiato” da quella Vendola i temi dell’antimafia, della questione meridionale e non so cos’altro. Come se dovessimo avere posizioni diverse e contrapposte sull’antimafia! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">3) Ha senso, invece, la autocandidatura di Nichi Vendola alla segreteria del partito. Ha senso perchè già da mesi si parlava di Vendola come leader del nuovo partito della sinistra. Ha senso perché Vendola aveva ricevuto una semi-investitura, come scritto da tutti i quotidiani imboccati dalla pletora di addetti stampa di Bertinotti e Migliore, all’assemblea degli “stati generali” dove l’applausometro l’aveva messo sul trono. Ha senso per superare i malumori dei tanti dirigenti della mozione Vendola per la candidatura di Bertinotti a premier in campagna elettorale. Ha senso per cavalcare la tigre del leaderismo e per ridurre militanti ed iscritti a tifosi passivi e plaudenti. Ha senso perché la dice lunga sulla natura del partito, o soggetto che dir si voglia, della sinistra che si vuole costituire. Una formazione ultrapoliticista, dominata da “personalità” in accordo e concorrenza fra loro, con un leader dalle mani libere per decidere le mosse da comunicare dalla televisione. Ha senso perché Vendola può raccogliere voti sulla sua persona che non andrebbero mai alla proposta della costituente che prevede il superamento di rifondazione comunista. Ha senso perché perpetua l’idea che il partito deve essere governato da una maggioranza identificata con un leader.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma non dovrebbe avere senso perché é una scorrettezza enorme anteporre le persone alle idee. Almeno in un partito antagonista che si prefigge di cambiare le cose e non di imitare il peggio della cultura politica maggioritaria oggi in Italia. Perché Vendola non può contemporaneamente fare il segretario del nostro partito e il presidente di una regione dove governa col Partito Democratico. A meno di non avere un inconfessabile accordo con il PD sul dopo congresso. Perché, per essere eletto segretario, dovrebbe avere il 51% dei voti e rifiutare ogni logica di gestione unitaria del partito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La verità, secondo me, è che Vendola non pensa nemmeno lontanamente di fare il segretario del partito. Semplicemente ha messo a disposizione la sua popolarità per conquistare più voti per la mozione che propone la costituente di sinistra, e cioè il superamento di rifondazione comunista e la spaccatura della sinistra fra comunisti e neosocialisti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">4) Tutti vogliamo l’unità della sinistra. Ma quale unità? Per fare cosa? Non sono domande superflue. Se nel PRC vincesse la mozione Vendola si procederebbe, come ben scritto, ad una costituente della sinistra, ben sapendo che Verdi e Pdci non ne farebbero parte. In altre parole si realizzerebbe il progetto di Sinistra Democratica e si alimenterebbe l’altro progetto del Pdci. Rifondazione, come gran parte dei soggetti politico-sociali di movimento, sarebbero divisi e dilaniati dai due processi costituenti. Entrambe le costituenti sarebbero subalterne al Partito Democratico sia per vocazione, visto che sia Fava sia il Pdci vogliono un’alleanza strategica con il PD, sia per la debolezza intrinseca prodotta dalla divisione. Ma se Rifondazione continuasse ad esistere entrambe le costituenti sarebbero sterili e non potrebbero realizzarsi, giacché sono unite su un solo punto: che rifondazione debba sparire e che il suo patrimonio politico e non solo, possa essere diviso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Detto questo, che comunque non è poco, resta da capire come e per cosa vale la pena di costruirla l’unità della sinistra. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Non basta dire che bisogna ricostruirla dal basso. Lo dicono tutti e senza alcune precisazioni può non voler dire niente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ necessario ricostruire conflitto sociale, vertenze, esperienze di mutualità e di solidarietà attiva. E’ necessario coordinare forze politiche e sociali per essere efficaci nell’opposizione al governo Berlusconi. Questa è la strada per unire ciò che di sinistra rimane nel paese. Rifondazione c’è nei quartieri degradati, come ci sono centinaia di associazioni, gruppi, centri sociali, comitati di lotta. Non si tratta di tornare ai territori o di tornare a parlare alla “gente” per strada. Si tratta di dimostrare una coerenza fra ciò che si predica e si dice e ciò che si fa nelle istituzioni, visto che al governo non abbiamo ottenuto nulla. Si tratta di smetterla, in quei quartieri degradati, di fare tavole rotonde sull’unità della sinistra e di promuovere, invece, vertenze e lotte insieme ai gruppi e comitati. Si tratta, cioè, di unire la sinistra reale rispettando le identità di tutti e le culture di tutti. Ma è solo l’impegno sociale e la lotta ad essere il terreno per un confronto fertile ed anche per una effettiva contaminazione reciproca. Le tavole rotonde con chi dice che il comunismo deve sparire, magari per tornare a Riccardo Lombardi coma fa Ginsburg, come i dibattiti “per costruire un nuovo centrosinistra” come fa Fava insieme ad esponenti di Rifondazione, non costruiscono unità, bensì ulteriori divisioni e separatezza del ceto politico dalla società. Promuoviamo per un anno l’unità di chi vuole contestare il G8 del 2009, e facciamolo come facemmo con il Genoa Social Forum, ed avremo l’unità della sinistra in questo paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">5) Non basta salvare rifondazione. Tutti dicono che non è autosufficiente ma una cosa è riconoscerne i limiti e individuarne i difetti da correggere, e un’altra e considerarla un ferrovecchio di cui liberarsi rapidamente per liberare finalmente le forze della sinistra diffusa. Insisto nel dire che una parte importante del gruppo dirigente di rifondazione è come se avesse detto: abbiamo ambizioni e progettualità così grandi e così alte che rifondazione non basta, ci vuole un partito (o soggetto che dir si voglia) alla nostra altezza. Ieri mi è ricapitato fra le mani il testo di una mia lettera di solidarietà ai compagni di Firenze promotori dell’appello di novembre ai quali un anonimo dirigente della federazione aveva detto sul Corriere della Sera: “non bisogna avere paura di qualche centinaia di contrari, se si ha intenzione di parlare a milioni di possibili elettori”. Quanta boria, quanta presunzione, in queste parole! E’ proprio l’esempio lampante di quanto dicevo più sopra. Chi vuole parlare a milioni di elettori considera tanti compagni del partito, che oggi guarda caso sono in stragrande maggioranza a Firenze, dei poveri deficienti non all’altezza degli splendidi disegni di un gruppo dirigente illuminato. Salvo svegliarsi il 14 aprile senza i milioni di elettori e senza la fiducia e il rispetto dei compagni che il partito l’hanno costruito e fatto vivere per tanti anni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma non basta salvare rifondazione. Perchè é stata snaturata troppo dal leaderismo e dal conformismo conseguente. Dall’istituzionalismo che ha determinato una situazione insostenibile: non sono più i rappresentanti nelle istituzioni a servire ai circoli e al partito per essere più incisivi ed efficaci bensì il contrario. Circoli e gruppi di iscritti al servizio dei consiglieri, degli assessori e dei parlamentari. E sarebbe ancor peggio se si affermasse l’idea che solo un nuovo leader può salvare il partito. Avremmo un partito al servizio di una persona e delle sue decisioni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma non basta salvare rifondazione. Bisogna sapere che il partito deve riformarsi, deve ritrovare il senso di un’appartenenza, di una collegialità e di una democrazia che sono, evidentemente, entrate in crisi. Per fare questo non basterà il congresso, sarà necessario un lungo cammino, paziente e determinato. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Molti lamentano una presunta chiusura del dibattito di rifondazione. E’ ingiusto ed ingeneroso. Perché sottovalutare la necessità di un partito di discutere democraticamente del proprio futuro? Perché, dopo mesi di assurde assemblee e discussioni sulle forme di un contenitore senza contenuti, si vuole che novantamila iscritti a rifondazione non discutano anche di se stessi? Perché un qualsiasi gruppo può riunirsi e decidere quale proposta fare agli altri e se la stessa cosa la fa un partito diventa una perdita di tempo? Forse si preferisce che a decidere siano quattro leader oligarchi? O si pretende che un’associazione di trenta persone, che merita tutto il rispetto del mondo, decida e che gli altri debbano applicare? Non sarà che qualcuno pensa che chi è iscritto ad un partito non abbia il diritto di partecipare e decidere perché per lui c’è un leader che ci pensa? Non sarà che c’è chi pensa che non avere una tessera di partito renda migliori? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Quindi, se si pensa che il dibattito di un partito sia poco interessante non c’è nessun obbligo a seguirlo. Se si pensa che rifondazione non debba decidere di se stessa, per le ripercussioni che questo avrebbe su altri magnifici progetti, ci si chieda che progetti sono visto che non possono realizzarsi se non sulle spoglie di rifondazione. Se si crede che un partito sia obsoleto, inutile, vecchio e tendenzialmente stupido si sappia che non c’è nessun obbligo a farne parte. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Il Partito della Rifondazione Comunista è sempre stato aperto, ha eletto centinaia e centinaia di persone senza tessera pur essendo un partito piccolo, ha sempre tentato di dialogare alla pari con tutti. E’ stato un partito molto generoso ed unitario. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ ora che venga ripagato con la stessa moneta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;">ramon mantovani</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Secondo Giordano sono un golpista, dalla cultura antica e nefasta, e lui è una vittima innocente. Mah!!!]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=122</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 23:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[I compagni Franco Giordano e Roberto Musacchio hanno risposto alla mia intervista pubblicata su Libe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">I compagni Franco Giordano e Roberto Musacchio hanno risposto alla mia intervista pubblicata su Liberazione del 3 maggio. Potete leggere su Liberazione di domenica 4 maggio a pagina 6.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"><a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=04/05/2008">www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=04/05/2008</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">A parte il tono vagamente insultante, che comunque mi lascia indifferente, vediamo gli scarsi argomenti usati contro di me. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Giordano dice che non ha mai proposto di sciogliere rifondazione comunista. Ha ragione. Nessuno l’ha proposto. Infatti non mi risulta che qualcuno abbia l’idea di fare ciò che fecero prima il PSIUP e poi Lotta Continua. Cioè sciogliersi e lasciare che ogni militante andasse per la propria strada. Ma avrei dovuto vivere in Australia, non leggere la stampa italiana e non guardare la televisione per non sapere che da un anno è in discussione il “superamento” di Rifondazione Comunista. Ci sono decine, dico decine, di articoli e dichiarazioni, oltre che di interventi pubblici, di Bertinotti e tanti altri dirigenti di Rifondazione, oltre che del direttore di Liberazione, che lo propongono. Che Giordano abbia usato cautela non proponendo mai il partito unico bensì la formula del “soggetto unitario e plurale”, frutto di un compromesso (da me non condiviso) per tenere insieme una maggioranza nella quale c’era chi voleva la federazione e chi il partito unico, è vero. Anche se ogni tanto ha parlato di soggetto unico o si è dichiarato d’accordo con chi ha proposto il partito unico. Ricordo un’intervista di Giovanni Berlinguer che lo proponeva esplicitamente e un commento di Giordano che si dichiarava completamente d’accordo. Non mi risulta che abbia mai nemmeno tentato di confutare ciò che diceva esplicitamente Bertinotti. L’ho sempre visto scagliarsi, secondo me giustamente, verso Diliberto e verso le proposte del Pdci, ma mai verso Mussi e tanti altri esponenti di Sinistra Democratica, che hanno sempre, e lo stanno facendo anche in questi giorni, detto che per loro l’unità della sinistra si fa facendo un partito unico e di ispirazione socialista. Insomma, a sentire Giordano, e Musacchio, che qualcuno volesse “superare” rifondazione è un’invenzione mia e di altri visionari prodotta allo scopo di dividere la maggioranza del partito. Per fortuna non tutti sono in malafede. Ed ecco che nella riunione della commissione politica del congresso di settimana scorsa, il compagno Peppe De Cristofaro ha detto che se ci fosse stato un buon risultato per la Sinistra Arcobaleno lui avrebbe proposto lo scioglimento (ha usato la parola scioglimento) di rifondazione comunista. Del resto era di pubblico dominio che decine di dirigenti e candidati di rifondazione avevano questa proposta da avanzare all’indomani delle elezioni. E milioni di telespettatori ricordano le affermazioni di Bertinotti sul partito unico e sul comunismo “corrente culturale” nel nuovo partito. Per giunta la costituente avrebbe dovuto partire subito, anche organizzativamente, e agli iscritti di rifondazione sarebbe spettato il diritto di decidere se ratificare o meno quanto già fatto. E vorrei ricordare che Giordano il giorno dopo le elezioni, sempre in televisione, quando Diliberto aveva già detto che lanciava la costituente comunista, ha ancora insistito dicendo che la Sinistra  Arcobaleno “è un processo irreversibile”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Tutto questo, e non un torbido complotto, ha prodotto la rottura della maggioranza del partito e gli esiti dell’ultimo Comitato Politico Nazionale. Sarebbe bene, anche per lui, che Giordano se ne facesse una ragione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Ma io sarei anche colpevole di avere una cultura del sospetto, di tentare di demolire gli avversari con calunnie. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Francamente non saprei cosa rispondere a simili accuse. Tutta la mia vita testimonia il contrario. Mi sembra solo frutto della coda di paglia di Giordano. Dovrei pensare che sia un cretino se non si è accorto, dalla posizione privilegiata di segretario del partito, di cosa è accaduto nell’ultimo anno e durante la campagna elettorale. Ma non lo penso. Penso, invece, che Giordano avrebbe dovuto risparmiarsi nelle conclusioni al CPN le allusioni secondo le quali ci sarebbero stati veti al ritiro della delegazione di governo. Nelle riunioni alle quali ho partecipato non ho sentito nulla del genere e posso, al contrario, testimoniare una cosa. Nella riunione del gruppo alla camera, che fu la prima sede nella quale si discusse del voto di fiducia sul welfare, io proposi il voto contrario e fu Pegolo (della corrente dell’Ernesto) a proporre di votare la fiducia ritirando al contempo la delegazione del PRC dal governo. Giordano sedeva alla presidenza e una ventina di minuti dopo l’intervento di Pegolo fece un discorso conclusivo nel quale si disse contrario alle due proposte. Non so chi telepaticamente abbia potuto porre veti visto che non ricevette né fece telefonate. Mi permetto di avanzare un dubbio. Non credo che rifondazione potesse ritirare la delegazione di governo. Ma non per problemi interni. Bensì per il veto che sarebbe venuto da Mussi Pecoraro Scanio e Diliberto. Ma forse anche questo dubbio mi è stato suggerito dalla cultura del sospetto che si è improvvisamente impadronita della mia mente!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Quanto alle critiche sulla proposta di svolgere un congresso a tesi posso rispondere senza problemi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Pensavo e penso che la cultura politica innovativa di rifondazione non si possa né si debba usare strumentalmente per metterla al servizio di una proposta politica, qualsiasi essa sia. Non capisco perché chi è d’accordo sulla nonviolenza dovrebbe essere per forza d’accordo sulla costituente di sinistra e viceversa. Del resto fra i più convinti sostenitori del superamento di rifondazione ci sono compagni che al congresso di Venezia votarono la mozione dell’Ernesto e contro la nonviolenza. Cosa farà Giordano al prossimo congresso? Espellerà Valentini dalla mozione, visto che teorizza che ci deve essere coerenza fra cultura politica e proposta? Mah!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">In realtà, e mi spiace dirlo, Vendola e Giordano, invece che sugli errori degli ultimi due anni, vorrebbero che il congresso discutesse sulla cultura politica dividendosi fra innovatori e conservatori. Vendola lo ha detto esplicitamente più volte. Perciò, e solo perciò, hanno respinto una proposta di buon senso. E cioè di dividersi su una questione controversa come la costituente di sinistra e di discutere liberamente sull’analisi del voto, sulle modificazioni sociali, sulle lotte da fare e anche sulla cultura politica. Questo si sarebbe potuto fare con tesi emendabili, che inoltre avrebbero dato, ma forse sarebbe meglio dire ridato, la parola agli iscritti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Invece andremo a un congresso a mozioni contrapposte. Ma in molti ci batteremo affiché siano emendabili.<br />
</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">ramon mantovani</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rifondazione non deve litigare e dividersi, bensì ragionare e pensare al futuro. Ma senza imbrogliare.]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 17:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due anni di governo hanno cambiato tutto e gli elettori hanno dato un giudizio definitivo su una lin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Due anni di governo hanno cambiato tutto e gli elettori hanno dato un giudizio definitivo su una linea di unità della sinistra che si è rivelata fallimentare e completamente separata dal paese reale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Presentare il dibattito interno a Rifondazione come una resa dei conti o, peggio ancora, come un golpe per eleggere un segretario invece che un altro è una caricatura vergognosa. Che lo presenti così il Corriere della Sera (che però fa già il tifo per Vendola) o la Repubblica è del tutto normale. Che lo faccia una parte di Rifondazione è irresponsabile e disarmante. Ed è questo che inquina il dibattito, erige steccati e provoca divisioni che rischiano di distruggere tutto e di disperdere un patrimonio collettivo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Questo è il momento di parlar chiaro. Dovrebbe esserlo sempre, ma questo lo è ancor di più.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Sui motivi che ci hanno portato a questa sconfitta terribile ho già scritto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Voglio, ora, dire cosa è successo negli ultimi giorni di campagna elettorale e dopo, perchè è fondamentale per capire cosa è successo, dopo, nel Comitato Politico Nazionale del partito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Il gruppo dirigente del PRC negli ultimi mesi si è retto su un preciso accordo: parlare di “soggetto unitario e plurale della sinistra” e non entrare nel merito di “partito unico” o “soggetto unico”, di “federazione” o altro, per evitare di dividersi, perché la divisione c’è sempre stata, anche se male occultata. Io mi sono chiamato fuori da questo accordo perché lo consideravo un minimo comun denominatore totalmente inadeguato ed anche perché ero e sono convinto che il problema fosse il governo, il come ci eravamo stati e come ci aveva cambiati, e non la suggestione di un’unità a sinistra impossibile perché senza fondamenta. Ma questo non conta, è un’altra storia. Addirittura Giordano aveva proposto di applicare una moratoria, in campagna elettorale, su questo tema.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;">Guardate un po’ qui:</span> <span style="color:#ffff00;">“Quella comunista in futuro sara' soltanto 'una tendenza culturale' all'interno della Sinistra arcobaleno. Lo ribadisce il presidente della Camera Fausto <strong>Bertinotti</strong> spiegando di immaginare 'un soggetto unico, democratico e partecipato, fondato come un'organizzazione politica unitaria con le sue regole, una sua democrazia, un suo gruppo dirigente”.</span> <span style="color:#ffffff;">E ancora:</span> <span style="color:#ffff00;">“Mentana prova quindi a chiedere se la Sinistra arcobaleno diventerà un vero e proprio partito. <strong>Bertinotti</strong></span> <span style="color:#ffff00;">spiega: "E' un processo irreversibile. Se fosse solo</span> <span style="color:#ffff00;">un cartello elettorale sarebbe un'esperienza</span> <span style="color:#ffff00;">abortita"</span><span style="color:#ffffff;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Si tratta di dichiarazioni fatte in televisione ampiamente riprese il giorno seguente da tutti gli organi di stampa. Nel contempo si prepara un appello, di insigni personalità, che il giorno dopo delle elezioni avrebbe chiesto ai partiti di rimettersi alle decisioni di una “costituente” da convocare immediatamente. In altre parole si punta a costituire subito un contenitore unico e a lasciare ai partiti la scelta di dichiararsi superati in questa nuova sinistra o quella di mettersi contro la volontà del “popolo”. E’ così, che sempre negli stessi giorni, il PdCI prepara l’appello per l’unità dei comunisti, che ha visto la luce dopo le elezioni. E’ negli stessi giorni che la parola “irreversibile” riecheggia continuamente nelle dichiarazioni, nei comizi e negli interventi televisivi di Bertinotti come di altri numerosi candidati. Perfino il giorno dei risultati elettorali Bertinotti dichiara: “Sconfitta la Sinistra Arcobaleno, deve rinascere la  Sinistra Arcobaleno". Il percorso passa per "una Costituente partecipata e democratica". </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Scusate la puntigliosità, ma è bene mettere i puntini sulle i, visto che ora si nega che si sia proposto il superamento di Rifondazione Comunista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;">Giordano ne ha fatto un punto d’onore. Anche se c’è questa notizia del 14 aprile:</span> <span style="color:#ffff00;">“Dopo questo voto la Sinistra Arcobaleno dove andra'? Verso il partito unico o sara' solo un cartello elettorale? A questa domanda del Tg3 Franco <strong>Giordano</strong>, segretario del Prc, ha negato l'ipotesi del cartello elettorale. 'Certamente - ha detto - cartello elettorale no. Il futuro e' quello del soggetto politico unico”</span>. <span style="color:#ffffff;">Che Giordano sia stato più prudente di Bertinotti, Migliore, Vendola e Gianni nelle dichiarazioni è vero. Ma il combinato disposto delle dichiarazioni di tutti dicono una cosa sola e chiara.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Insomma, di fronte a tutto ciò era evidente che l’unità fragile del gruppo dirigente si sarebbe dissolta come neve al sole.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Se Giordano si fosse dimesso subito, non avesse parlato di rimessa in discussione del gruppo dirigente al congresso, non avesse proposto il Comitato Politico Nazionale quindici giorni dopo il voto, ma sarebbe meglio dire una settimana dopo l’assemblea indetta da Ginsborg a Firenze, forse si sarebbe partiti con il piede giusto per fare una discussione più serena, nonostante la catastrofe elettorale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma non è stato così. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Le richieste di dimissioni vere, di garanzie che non si facessero, fuori dal partito, altri atti irreversibili, sono state presentate da Giordano e da altri come un “golpe”, come la ricerca di capri espiatori, e il CPN come la notte dei lunghi coltelli, con grande gioia dei mass media, i cui rappresentanti per malizia o ignoranza non sanno che parlare di leader, di scontri personali e di manovre di palazzo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Al CPN Giordano ha fatto ciò che i numeri lo avrebbero costretto comunque a fare: a presentare le dimissioni della Segreteria e a passare la mano ad un organismo di gestione unitaria del partito. Ed è stato lui a volere che quell’organismo venisse eletto sulla base dei voti presi da documenti politici contrapposti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Sulla politica Giordano come gli altri, tranne Alfonso Gianni che ha coerentemente riproposto il superamento di Rifondazione, firmatari del documento che ha poi raccolto 70 voti, hanno tentato di dare ad intendere che si era voluta una resa dei conti ingiustificata visto che nessuno voleva sciogliere il partito, che la proposta del documento dei 98 voti (che io ho contribuito a scrivere) proponeva un ritorno alla rifondazione del 91 e che era un cartello confuso che avrebbe cancellato la migliore storia di Rifondazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">In particolare Vendola, Giordano ed altri hanno molto insistito su questo presunto ritorno al passato. Evidentemente si vorrebbe che al congresso si discutesse dividendoci fra innovatori e conservatori. E, peggio ancora, fra eredi del PCI o di DP o di chissà che altro. O fra tifosi di Vendola o di Ferrero.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Li capisco. Le responsabilità della linea che ci ha fatto rimanere al governo a tutti i costi, di aver puntato tutto sul progetto fallimentare della Sinistra Arcobaleno passerebbero in secondo piano.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ma, per quel che potrò, farò di tutto per impedire che si svolga un congresso in questo modo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Anche perché penso che gli errori di questi ultimi due anni hanno veramente compromesso la partecipazione di Rifondazione al movimento contro la globalizzazione e alle lotte nel nostro paese. Perché penso che la nonviolenza (sulla quale ho scritto a suo tempo come è testimoniato dal blog) è stata ridotta ad una litania moderata. Perché penso che non si possa dire di “criticare il potere” per poi puntare tutto sulla presenza nel governo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Se serve, io non ho nessun imbarazzo a dire che voglio ripartire dalla Rifondazione che seppe rompere con Prodi nel 98 e che stette alla pari, e rispettata, di comitati ed associazioni nel movimento a Praga come a Genova e in ogni social forum di tutti quegli anni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Proprio in ragione di quelle scelte di movimento, che modestamente ho contribuito davvero a determinare, mi sono opposto ad un’idea politicista dell’unità della sinistra o dei comunisti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;">Proprio per coerenza con le innovazioni che ho condiviso non credo che l’assemblea di Firenze, che rispetto e guardo con interesse, sia il punto da cui ripartire. Un’assemblea dove Ginsborg, che ne è il promotore, ha detto:</span> <span style="color:#ffff00;">“La sinistra puo' rinascere ripartendo e recuperando quel patrimonio ideale politico e umano che ha contraddistinto Riccardo Lombardi e Vittorio Foa”</span>. <span style="color:#ffffff;">E dove Tortorella, intervistato, ha aggiunto:</span> “<span style="color:#ffff00;">E' vero ricominciamo da tre - dice <strong>Tortorella</strong> - e ricominciamo dall'idea socialista su cui si fece il congresso fondativo del partito socialista del 1892".<br />
Insomma superare la scissione di Livorno del 1921?<br />
"Esattamente", conclude <strong>Tortorella</strong> per il quale la linea tracciata e' il "socialismo del 21Â° secolo di Fausto Bertinotti".</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Sarebbe questa, ahimè, l’ulteriore innovazione!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Un’assemblea dove la partecipazione è ridotta all’applausometro per i presunti futuri leader.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ricostruiamola sì la sinistra, valorizzando le esperienze e le culture di lotta e di movimento invece che le adunate di ex che gridano unità e che negli anni 90, come Luciana Castellina o il Manifesto sempre pronti a dare lezioni, hanno promosso scissioni per votare (insieme a Vendola) il governo Dini.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E per farlo bene rimettiamo in sesto il nostro partito, e discutiamo di cosa è successo in questi due anni invece che di leader.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">ramon mantovani</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rilanceremo Rifondazione Comunista, senza paura della realtà, come sempre abbiamo fatto.]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 14:36:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[La catastrofe è di tali proporzioni che mi ha lasciato attonito. Sapevo, e lo avevo detto e scritto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La catastrofe è di tali proporzioni che mi ha lasciato attonito. Sapevo, e lo avevo detto e scritto, che l’idea della Sinistra e L’arcobaleno era sbagliata anche elettoralmente. Ma non prevedevo certamente un simile risultato. Non è quindi con la stupida presunzione di chi afferma con aria supponente: - “l’avevo detto io!” – che mi accingo a scrivere queste note. Rimane solo l’amarezza di non aver potuto discutere prima, per tempo, a causa di un atteggiamento, questo si presuntuoso, di chi presentava le proprie decisioni come le UNICHE POSSIBILI, di chi derideva le posizioni altrui (come le mie per esempio) come MINORITARIE e TESTIMONIALI (salvo svegliarsi martedì mattina avendo ridotto l’intera sinistra ad una testimonianza extraparlamentare), di chi continua imperterrito a parlare di nuove accelerazioni e di nuove scelte irreversibili.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Comunque, cerchiamo di ragionare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Prima che compaiano studi approfonditi sui flussi elettorali bisogna affidarsi ad una osservazione superficiale. Credo però sufficiente per formulare almeno ipotesi. Ovviamente da verificare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Le destre stravincono. Raccolgono tutti i propri voti potenziali (compresi quelli che nel 2006 si erano astenuti) e un cospicuo numero di elettori delusi dal centrosinistra. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La intrapresa politica fondata sulla espressione dei peggiori istinti di una società atomizzata e scossa dalla crisi è pienamente riuscita. Spicca, da questo punto di vista, il voto della Lega.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Al contrario, l’operazione del PD, che tentava di contendere alla destra i voti ispirati dalla paura e dall’insicurezza e quelli dei ceti abbienti benpensanti è completamente fallita. Solo l’idea, perniciosa e perdente, del VOTO UTILE CONTRO BERLUSCONI è stata in parte premiata unicamente con voti di sinistra, occultando parzialmente la totale inefficacia del progetto del PD.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La distanza, in voti assoluti e in percentuali, fra i due principali schieramenti, lo dimostra inequivocabilmente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">La Sinistra</span><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> e L’Arcobaleno perde in ogni direzione. Quando si perdono quasi tre milioni di voti su quattro si troveranno le tracce dell’esodo in ogni dove. Ma credo si possa dire, non so in quale esatta misura, che la gerarchia sia: astensione, PD (compresa italia dei valori). Molto al di sotto, in diverse altre direzioni, compresa la Lega e perfino l’UDC. Non bisogna dimenticare il voto del Partito Comunista dei Lavoratori e di Sinistra Critica (316mila al senato e 376mila alla camera pari all’uno per cento) che sono tutti voti provenienti da Rifondazione. Che due piccolissime formazioni esordienti alle elezioni prendano più di un terzo di voti rispetto a quattro partiti con 140 parlamentari è qualcosa che dovrebbe far riflettere. E non si tratta solo della falce e martello, che pure ha avuto il suo ruolo, ma anche di un voto militante e giovanile di movimento che, nonostante la dimensione sostanzialmente irrilevante dal punto di vista elettorale, non può essere osservato con sufficienza dal punto di vista politico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Al di là dei flussi credo sia necessario capire i motivi profondi di una tale perdita di voti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ognuno può verificare empiricamente, interrogando i propri conoscenti, che le motivazioni sono state tante, diverse, e in molti casi contradditorie. Delusione per la condotta al governo, sia nella versione del “tanto siete inutili” che in quella più diffusa (credo) del “siete diventati uguali agli altri”. Da questa scaturisce l’astensione ed anche il voto per il PD per la paura di Berlusconi, ed all’Italia dei Valori. Segue quella tanto infondata quanto esistente del “avete disturbato l’azione di governo e siete la vera causa della sua caduta”. Da questa scaturisce il voto al PD. C’è, ed anche forte, il non essersi riconosciuti nel nome, nel simbolo e nel leader della SA. Da questa scaturisce l’astensione e il voto per la falce e martello. Ovviamente le prime due motivazioni sono numericamente molto grandi, ma non bisogna sottovalutare che la terza, sebbene numericamente minore, ha investito i militanti e i più politicizzati che sono sempre il motore della campagna elettorale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Con un’Italia devastata socialmente, con un governo pessimo del quale facevamo parte, con le lotte e i movimenti presenti ma impossibilitati a vincere e nemmeno a farsi ascoltare, con l’insidia della nascita del PD (che troppi cretini dicevano avrebbe aperto grandi spazi elettorali a sinistra) la sinistra, e Rifondazione in particolare, si è trovata in una tipica e classica situazione di empasse. In un vicolo cieco.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Invece di affrontare con realismo la situazione, di aprire una vera trattativa con Prodi mobilitando tutte le forze disponibili, anche scontando di perdere una parte di consensi, ma conservando gli altri, si è scelto di scappare dai problemi e di avviare la costruzione di un nuovo partito tanto generico quanto moderato. Per giunta mortificando le identità, soprattutto quella comunista, e facendo tutto in modo oligarchico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Così facendo si sono persi consensi in tutte le direzioni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Insisto! Nessuno mi toglie dalla testa che la rottura con Prodi sul welfare avrebbe scontato la perdita di molti voti, ma anche la mobilitazione nella lotta di una parte del paese che ci avrebbe capiti benissimo e che non ci avrebbe abbandonati alle elezioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Di fronte a tutto questo, oggi, tutto si può fare tranne che continuare, come un pugile suonato, a ripetere che la Sinistra Arcobaleno è il futuro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Sono rimasto davvero molto colpito dal fatto che Bertinotti, Giordano, Vendola e Migliore abbiano riproposto ossessivamente il superamento di Rifondazione e la costruzione di un nuovo partito anche dopo il risultato elettorale, nonostante il Pdci abbia dichiarato chiusa l’esperienza SA lanciando la costituente comunista, con l’evidente scopo di lucrare sullo scioglimento di rifondazione, nonostante i Verdi vadano al congresso con la discussione che verterà sull’alleanza (forse perfino ingresso) col PD o sul rilancio alle europee del simbolo storico del Sole che Ride, e nonostante moltissimi di Sinistra Democratica siano andati nel PD perfino in campagna elettorale ed altrettanti si apprestino a farlo presto nelle prossime settimane. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Veramente non credo alle mie orecchie!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">E’ per questo che non bisogna permettergli di produrre altri fatti irreversibili.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Rifondazione Comunista esiste, ferita, con i suoi difetti e limiti, ma esiste.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Ci sono decine di migliaia di compagne e compagni che non si rassegnano, che non hanno nessuna intenzione di consegnare al PdCI e ad altri i resti militanti ed anche elettorali che deriverebbero dalla morte di Rifondazione. Che hanno saputo coniugare l’identità comunista con l’innovazione politico-culturale, che non hanno una vocazione di potere, che sono immersi in tutte le lotte del paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Che sanno che il risultato elettorale non riflette il vero stato delle cose e che c’è rimedio a tutto questo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">Perciò rilanceranno, rilanceremo, Rifondazione Comunista riprendendo il cammino del nostro progetto, mortificato e contraddetto dall’esperienza di governo, e produrremo unità nei movimenti ed anche fra le forze politiche fondandola sui contenuti, sulle cose, e non più sulle illusioni salottiere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;">ramon mantovani</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPELLO]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=116</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:49:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui di seguito il testo dell’appello proposto da Tiziano Loreti, Segretario provinciale, e da Ales]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffff00;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;">Qui di seguito il testo dell’appello proposto da Tiziano Loreti, Segretario provinciale, e da Alessandro Bernardi, Responsabile movimenti della Federazione bolognese del Partito della Rifondazione Comunista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffff00;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;">Si tratta di una iniziativa molto utile al fine della battaglia congressuale, che si prefigge il dichiarato scopo di costituire una rete aperta per iniziare a discutere dei contenuti e dei modi con i quali affrontare il congresso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffff00;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffff00;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;">Io ho aderito ed invito tutte/i a fare lo stesso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffff00;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;"><span style="color:#ffff00;">Il sito (provvisorio) al quale fare riferimento è:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:#00ccff;"><a href="http://www.sxm.splinder.com/"><span style="color:#00ccff;">www.sxm.splinder.com/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:yellow;"><span style="color:#ffff00;">La email alla quale far giungere le adesioni è:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:#00ccff;"><a href="mailto:ottobresempre@hotmail.it"><span style="color:#00ccff;">ottobresempre@hotmail.it</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Siamo compagne e compagni che in questi anni abbiamo lavorato nei conflitti sociali, nei movimenti e in Rifondazione Comunista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Abbiamo condiviso un percorso, che aveva fatto di Rifondazione Comunista un progetto originale, sia nel campo delle forze politiche italiane che in quello internazionale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Abbiamo visto nel progetto della Sinistra Europea il tentativo di costruire una soggettività nella quale le identità politico-culturali potevano arricchirsi, contaminarsi, ma anche rilanciarsi senza essere cancellate o dichiarate “fuori corso”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Abbiamo condiviso la scelta, dopo i grandi movimenti locali e nazionali da Genova in poi, di provare la strada del governo per tentare di invertire le tendenze dell’ultimo ventennio. Ma lo abbiamo fatto consapevoli che era una possibilità e che sarebbe stato necessario lottare per vincere le resistenze dei poteri forti e dei nostri stessi alleati di governo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Per tutti questi motivi siamo critici sia sul modo con il quale siamo stati al governo e nelle istituzioni sia sulla natura politicista dell’attuale processo di unità della sinistra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Ormai è chiaro che nell’esperienza di governo abbiamo finito con il praticare la “riduzione del danno” ed abbiamo introiettato l’idea, che mai ci era appartenuta, che non ci fosse la possibilità di rompere. E’ così che nella crescente separazione fra politica e società ci siamo trovati dalla parte sbagliata. Ed è così che di fronte ad un tale fallimento è comparsa la scorciatoia del superamento di Rifondazione Comunista e di un’unità verticistica con altre forze dal chiaro impianto governista ed elettoralista. Proposta che ha finito con inibire maggiormente e definitivamente la possibilità di presentare il conto al governo in occasione del decreto sul welfare e sulle pensioni, come pure avevamo deciso di fare, anche prevedendo un referendum di massa sulla nostra permanenza al governo nell’autunno scorso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Il ventilato “superamento” di Rifondazione Comunista, la politica dei fatti compiuti senza una discussione partecipata, l’ambiguità, su questioni dirimenti, del processo unitario, hanno gettato nello sconforto molte/i compagne/i dentro e fuori il PRC.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Noi non ci riconosciamo nella formula ambigua “soggetto unitario e plurale”, dietro alla quale si nascondono posizioni diverse e forse perfino contrapposte, con la quale il gruppo dirigente nazionale del partito ha conservato l’apparente unità necessaria a fare, in modo oligarchico, scelte fondamentali senza nessuna discussione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Siamo, invece, interessati ad una discussione congressuale chiara, senza reticenze, in modo che ogni iscritto/a possa veramente decidere del futuro, della linea strategica del PRC e della sua stessa esistenza.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Non ci proponiamo di dare vita ad una cordata nella maggioranza o ad una ennesima corrente di minoranza.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Pensiamo si possano unire coloro che, avendo condiviso e sostenuto negli ultimi congressi le scelte della maggioranza, sono critici con le scelte del gruppo dirigente di questi ultimi due anni. Vogliamo partecipare al dibattito congressuale con l’esplicito obiettivo di riprendere e rilanciare la rifondazione comunista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Non consideriamo l’autonomia politico-organizzativa del PRC come un impedimento o un freno al processo unitario a sinistra. Al contrario vogliamo che il processo vada avanti su solide basi politiche e partecipative, ma senza rimuovere e ignorare le differenze profonde sul piano politico e teorico che esistono su temi fondamentali come il governo e il rapporto con il Partito Democratico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Siamo consapevoli che il nostro partito vive una crisi e non ne vogliamo ignorare i limiti. Ci era sembrato, con la conferenza d’organizzazione di Carrara, che si fosse imboccata la strada giusta per cominciare ad affrontarli e risolverli. Ma abbiamo visto, con preoccupazione crescente, negare nei fatti quanto deciso a Carrara, in favore di una gestione, da parte del gruppo dirigente, improntata ad un uso strumentale del partito e della militanza per fini decisi da pochi, come si è ben visto in occasione della formazione delle liste elettorali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Ma sappiamo per esperienza, e per nostra stessa testimonianza, che sempre le compagne e i compagni di Rifondazione, nei momenti più difficili, hanno saputo trovare energie inaspettate e la voglia di esistere collettivamente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Facciamo appello a tutte/i le compagne/i interessate/i a salvare e rilanciare il PRC, il suo progetto innovativo ed originale, a lavorare per l’unità di una sinistra antagonista ad unirsi dal basso per discutere insieme, liberamente, fuori dalle ristrette logiche delle cordate della maggioranza  e dalle correnti di minoranza che, fino ad ora, hanno impedito una vera e partecipata discussione dentro e fuori il PRC. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">L’analisi della globalizzazione capitalistica, la partecipazione alla nascita del movimento mondiale altermondista, l’individuazione di una profonda crisi della rappresentanza e più in generale della politica, la critica del potere, l’idea dei limiti di un partito politico, la critica dello stalinismo e del concetto di formazione di avanguardia, la non violenza e la disobbedienza come pratica del conflitto, ed altre cose ancora, ci hanno arricchiti/e e ci hanno fatto sperare nella possibilità di cominciare a praticare veramente la rifondazione comunista. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Metteremo quindi a disposizione questo sito/forum aperto per riprendere la discussione generale e tematica su questi temi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Dopo la campagna elettorale, nella quale saremo tutte/i impegnate/i, troveremo insieme i modi e i tempi per continuare la discussione e per preparare la battaglia congressuale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Chiunque voglia partecipare a questa discussione e alla battaglia può, fin d’ora, sottoscrivere questo appello e iscriversi a questo sito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;">Grazie e buon lavoro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="color:#ffffff;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:&#34;color:white;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bertinotti e il partito.]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=115</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 01:24:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
<guid>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=115</guid>
<description><![CDATA[Nel forum del 23 marzo su Liberazione 
www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=23/03/2008
B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Nel forum del 23 marzo su Liberazione </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:red;"><a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=23/03/2008"><span style="color:red;">www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=23/03/2008</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Bertinotti ha anche affrontato la questione del</span><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';"> <span style="color:lime;">partito</span>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Dopo aver detto che negli ultimi venti anni la sinistra si è fatta prevalentemente centro e che la stessa nozione di sinistra “si è frantumata in mille schegge”, e dopo aver citato Pintor per sostenere che la priorità è rimeritarsi la fiducia della propria gente, Bertinotti parla di “un nuovo inizio”. Ecco la citazione:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">“Adesso è un nuovo inizio per la</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">sinistra e, se non riusciamo a darne conto,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">non ce la possiamo fare, perché veniamo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">oltre che dalla sconfitta del ’900,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">anche da una sconfitta del nostro tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">L’esperienza di Rifondazione è meritevole,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">ma è parte di questa sconfitta</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">anche se è senza colpe. Per questo, io</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">credo che nel processo unitario a sinistra</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">ognuno deve dire per sé cosa tiene</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">e cosa lascia. Cioè: Rifondazione per</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">Rifondazione, Pdci per il Pdci, i Verdi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">per i Verdi, stessa cosa per Sd e la sinistra</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">diffusa. Bisogna che proviamo a fare</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">questo esercizio per il nuovo inizio e</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">il collegamento con la propria gente”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Sconfitta? Nuovo inizio? Sinistra diffusa? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Lo dico davvero senza intenti polemici, ma questi concetti sono stati alla base della svolta della bolognina. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Hanno la forza suggestiva di dar conto di uno stato d’animo ben presente in molti, se non in tutti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Che, con il trionfo del capitalismo, siamo stati sconfitti è sotto gli occhi di tutti. Che fare? Una cosa nuova capace, magicamente, di renderci migliori e più forti. Con chi? Ma Con la sinistra diffusa, naturalmente! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Queste cose, però, hanno il grave difetto, a mio parere, di essere tanto generiche quanto incapaci di affrontare i veri problemi che abbiamo di fronte, Anzi, di più, essendo una fuga dai problemi, al di là delle suggestioni fugaci, finiscono con l’aggravarli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Di che sconfitta parliamo? Anche partendo dal punto di vista di Bertinotti (e della parziale citazione di Pintor), cioè dalla constatazione che si è persa la fiducia della propria gente, bisognerebbe interrogarsi maggiormente sul perché, piuttosto che indicare, in modo assolutamente tautologico, che bisogna riguadagnare la fiducia persa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Per anni, Bertinotti in testa, abbiamo analizzato le nuove contraddizioni, e le nuove forme delle vecchie contraddizioni, prodotte dalla globalizzazione capitalistica. Partendo dalla constatazione della sconfitta storica del movimento operaio del 900, tanto nella sua versione comunista come in quella socialista e socialdemocratica, abbiamo individuato nel nascente movimento contro la globalizzazione il luogo e la stessa possibilità che l’anticapitalismo tornasse ad essere un’opzione politica e non solo un campo di ricerca culturale o un terreno di pura testimonianza. E’ per questo, e non per una moda, che abbiamo parlato dei limiti del partito politico novecentesco. Limiti di dimensione nazionale e limiti nel rapporto gerarchico con i movimenti sociali, locali o globali, intrinseco all’idea della conquista del potere (o, peggio ancora, del governo). E’ così che abbiamo innovato, e rotto con precisi punti della tradizione comunista e della sinistra. Basti pensare alla caduta del governo Prodi nel 98, alla nostra internità nel movimento mondiale e italiano, a Genova, alla pratica della disobbedienza civile e sociale, all’idea del baricentro sociale della nostra attività, alla critica del potere di ispirazione zapatista e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Io credo che avevamo incominciato a ricostruire un rapporto di fiducia con la nostra gente. Che misuravamo nelle dinamiche di movimento, nella vittoria di tante lotte all’inizio degli anni 2000, nei segni di crisi delle politiche neoliberiste e nella coscienza, sempre più diffusa, fra le popolazioni del carattere mistificatorio delle magnifiche sorti della globalizzazione. Parlo della sovranità alimentare, della questione ambientale globale, della precarietà e dell’emarginazione come elementi costitutivi del nuovo capitalismo, dell’offensiva conservatrice ideologica di un nuovo oscurantismo autoritario e di altro ancora.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Avevamo, tutti, evitato accuratamente di essere fuorviati dalla misurazione elettorale di questo processo. Altrimenti, essendo passati dal 8,3% al 4,3%, avremmo dovuto dar ragione a Cossutta, e non avendo avuto impennate negli anni successivi che pure sono stati densi di conflitti, bensì un recupero lento e faticoso, avremmo dovuto evitare come la peste di imbarcarci in un’esperienza di governo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Avevamo, cioè, pensato che si era incominciato un cammino. Per molti versi assolutamente nuovo per un partito politico. Ma non era un nuovo inizio, era l’inveramento della rifondazione comunista. Un cammino i cui tempi non dovevano essere scanditi dalla contingenza politica, elettorale o meno, ma dalla ri/costruzione del movimento anticapitalista mondiale. Un cammino dalla grande vocazione strategica e contraddistinto dalla necessità di sperimentare in mare aperto, contaminandosi con altre culture ed esperienze in seno al movimento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Con ciò non voglio sorvolare sui limiti della forma partito, tema sul quale Bertinotti si è esercitato e sul quale tornerò, ma rimettere le cose in piedi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Considero, infatti, una svolta politicista, un vero capovolgimento di linea, il discorso di Bertinotti alla prima assemblea di Sinistra Europea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Ma come? Eravamo così in buona salute, noi e i movimenti, da tentare la strada impervia del governo e dopo un anno, quando si comincia a constatare una crisi, invece di prendere il toro per le corna, visto che la crisi era chiaramente provocata dalla delusione per le politiche del governo, sulla base di un banale cattivo risultato alle amministrative, si parla di rischio vitale per la sinistra, si abbandona nei fatti il progetto strategico di cui sopra, si propone un nuovo inizio, di andare oltre rifondazione e di fare tutto in fretta e furia?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Per parte mia rivendico ciò che scrissi nel giugno 2007, pubblicato anche qui sul blog. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:#3366ff;"><a href="http://ramonmantovani.wordpress.com/2007/06/"><span style="color:#3366ff;">http://ramonmantovani.wordpress.com/2007/06/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Ma vorrei aggiungere oggi, che le cose sono molto più chiare, che non aver affrontato per tempo il tema della permanenza al governo, a causa della cultura governista degli altri della Sinistra Arcobaleno, ha finito con il ridurre anche il progetto unitario, che da moltiplicatore annunciato di consensi (il 15% come minimo si proclamava!) si è trasformato in riduttore di voti e di consensi sociali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Siccome penso che un partito sia soprattutto un progetto strategico collettivo, e non una semplice forma di organizzazione autoreferenziale, conseguentemente ritengo che solo in ragione di un profondo cambio di strategia si possa ritenere necessario andare oltre il partito stesso. Ed infatti Bertinotti questo ha proposto e propone anche in campagna elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Si dirà, contro l’evidenza dei fatti, che si vuole perseguire la stessa strategia, che nell’esercizio del “dire per sé cosa si tiene e cosa si lascia” rifondazione investirà il meglio di se stessa nel nuovo partito e vincerà una battaglia egemonica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Vediamo cosa vuole tenere e cosa lasciare Bertinotti e soprattutto perché:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">“Facendo un esercizio drastico, io penso</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">che vada portato nel processo di costruzione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">della Sinistra Arcobaleno il rinnovamento</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">politico-culturale che è vissuto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">dentro Rifondazione Comunista,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">dalla rottura di fondo con la cultura</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">dello stalinismo fino alla nonviolenza,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">passando per l’immersione nei movimenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">Cosa va abbandonato? La cultura</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">organizzativa in cui abbiamo lasciato</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">imprigionare questa innovazione. Il</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">nostro rinnovamento culturale si è prodotto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">sul terreno delle culture politiche</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">e non sul terreno delle forme di organizzazione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">della politica. Dobbiamo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">sperimentare forme di organizzazione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">che consentano una riconnessione sentimentale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">con il tuo popolo, sennò non</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">ce la facciamo e l’organizzazione funziona</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">come intercapedine e si ferma lì.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">Faccio un’autocritica rispetto al periodo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">della mia direzione di Rifondazione:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">rivendico il coraggio innovativo del</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">congresso di Venezia, ma, curiosamente,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">visto che noi veniamo dalle culture</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">critiche ed eretiche del movimento operaio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">e abbiamo assorbito la lezione del</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">femminismo e della cultura di genere,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">c’è stato anche un errore politico. Parlo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">per me: ho pensato che si potesse fare</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">l’innovazione politico-culturale solo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">pagando il prezzo di non toccare il paradigma</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:lime;">organizzativo.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Argomenti interessanti, che però non condivido per niente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Io non credo che antistalinismo, nonviolenza e l’ambigua formula “immersione nei movimenti” siano il nocciolo fondamentale dell’esperienza di Rifondazione Comunista da investire in un processo unitario. Non perché non siano effettivamente elementi innovativi. Bensì perché non sono dirimenti e possono essere messi al servizio di progetti strategici ben diversi fra loro. Una cosa è, infatti, avere un’analisi della globalizzazione che parla della necessità di mettere in discussione il concetto di potere (figuriamoci di governo) e di conquista del potere, e con esso la violenza intrinseca ai rapporti sociali e politici, proponendo la nonviolenza come forma più efficace e più alta di antagonismo. Un’altra è predicare la nonviolenza quasi come elemento etico e fondante l’identità politico- culturale, con il quale leggere il potere e il mondo contemporaneo. Dico che è un’altra cosa perché, sebbene non incompatibile con un radicale antagonismo, non lo garantisce affatto. Non è un caso, infatti, che Bertinotti abbia avuto tanti riconoscimenti maliziosi su questo punto da molti che hanno visto nella “svolta nonviolenta” un abbandono dell’estremismo e del massimalismo (leggi dell’antagonismo e della radicalità) di Rifondazione. Non penso che Bertinotti sia colpevole di questo, eppure dovrebbe porsi il problema della lettura prevalente che si fa di questa cosa anche nell’ambito della Sinistra Arcobaleno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Il concetto di “immersione nei movimenti”, parimenti, è compatibile con qualsiasi linea o progetto politico. Chi volete che dica che bisogna starne fuori? Che bisogna ignorarli? Il problema è se sono essi il centro della politica, se sono dotati di progettualità propria, o se sono il classico sommovimento nel quale stare per indirizzarlo, per dirigerlo e possibilmente per conquistarne il consenso. Ho già detto che Bertinotti, su questo, usa una formula ambigua, ma come non vedere che la maggioranza della Sinistra Arcobaleno, compresi oramai diversi di Rifondazione, ripropongono la formula più classicamente novecentesca del rapporto fra politica e sociale, fra politica e movimenti?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Infine, lo stalinismo e l’antistalinismo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Atteso che sugli “errori ed orrori” siamo d’accordo tutti, almeno spero, voglio dire alcune cose in modo provocatorio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Chiedere a una platea, congressuale per esempio, di votare su una proposta generica e volutamente ambigua, riservando ad una ristretta cerchia oligarchica impegnata a darsi coltellate dietro le quinte, sulle liste elettorali per esempio, le vere decisioni, ha a che vedere con lo stalinismo o no? O è un male inevitabile della forma partito?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Il leadersimo, anche se è un prodotto di questi tempi e del sistema massmediologico, quando non è sottoposto a critica e non si tenta nemmeno di superarlo nel tempo, ha a che vedere con lo stalinismo o no? O è anch’esso un male prodotto necessariamente dalla forma partito?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Bertinotti avrebbe ragione ad autocriticarsi, avendo pensato di poter fare “l’innovazione solo pagando il prezzo di non toccare il paradigma organizzativo”. Ma non è vero che le cose sono andate così. E’ vero che il paradigma organizzativo, formalmente, non è stato toccato. Il problema è che è stato svuotato senza che fosse sostituito con uno più democratico o, almeno, migliore e più coerente con il progetto strategico che via via è stato costruito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">A un certo punto Bertinotti ha teorizzato che bisognasse implementare l’informalità nella discussione e nei processi decisionali. Ricorderà che mi sono opposto, senza successo, a questa sua idea. Il risultato è stato un incremento del leaderismo, un clima di conformismo crescente, e la crisi di credibilità e soprattutto di autorevolezza degli organismi preposti, nel paradigma, a prendere decisioni e ad assumersi responsabilità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Ora, cosa può spingere un segretario di un partito a pensare che si possa cambiare linea, strategia e cultura politica di un partito “solo” senza riformare l’organizzazione? Sarò esagerato, forse, ma l’unica risposta plausibile mi sembra: perché pensa che il partito è irriformabile!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Tutto l’assunto di Bertinotti sul rapporto innovazione politico-culturale e partito è da rovesciare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">La rilevanza dell’innovazione nel campo della libera ricerca è una cosa, ma in politica le analisi, le svolte, e le stesse idee che Bertinotti ha avuto l’indiscutibile merito, anche se non esclusivo, di produrre, fuori del partito organizzato sarebbero rimaste inerti e non avrebbero avuto alcuna rilevanza. Sarebbero rimaste articoli su qualche rivista o forse non sarebbero nemmeno nate. Sarebbero, cioè, rimaste testimoniali. L’organizzazione non è una “intercapedine”, è lo strumento per agire ed anche per decidere. La connessione fra una politica (perfino un leader) e il popolo non è mai impedita o intralciata dall’organizzazione di partito. Casomai è resa tendenzialmente stabile e non esposta ai rovesci che può subire o, peggio, agli errori personali del leader.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Per questo, invece della comoda informalità, sarebbe stato meglio dedicarsi ad un lavoro paziente per mettere mano alle degenerazioni dell’organizzazione, ai personalismi e ai carrierismi, alla sbagliata divisione del lavoro, al carattere monosessuato della stessa organizzazione e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">E’ profondamente ingeneroso verso decine di migliaia di militanti pensare che non siano stati capaci di riformare la propria casa a causa dell’errore del capo, che non si era posto il problema e che oggi si autocritica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Io penso che i problemi evidenti, connessi alla crisi ed alla irripetibilità dei modelli dei partiti di massa o di avanguardia del novecento, stiano tutti di fronte a noi. Rimarranno e si aggraveranno se si darà vita ad una forza politica leaderista ed incerta su questioni come il governo, sia che abbia una forma federata o unificata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">Credo che Rifondazione Comunista, con tutti i suoi limiti e difetti, non debba perdere se stessa perché è il luogo, lo spazio politico, migliore per procedere anche ad una profonda riforma dell’organizzazione politica, da mettere a disposizione in qualsiasi processo unitario che ne rispetti l’identità e l’autonomia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">fine</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;">ramon mantovani</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:16pt;line-height:150%;font-family:'Courier New';"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:18pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:white;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"