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	<title>arte-contemporanea &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/arte-contemporanea/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "arte-contemporanea"</description>
	<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 06:13:17 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[discorsiXcorsi_i video (l'intervento di Fantin)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 23:34:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;intervento di Emilio Fantin alla tavola rotonda che ha preceduto la mostra fuoriXcorso.
Ques]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'intervento di Emilio Fantin alla tavola rotonda che ha preceduto la mostra <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/"><strong><em>fuoriXcorso</em></strong></a>.</p>
<p>Questo (<a href="http://it.youtube.com/watch?v=uwAA7XoOiKg">clicca per vederlo su YouTube</a>) è il primo, di una serie di 5 brevi video.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/uwAA7XoOiKg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/uwAA7XoOiKg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Tutto il resto della documentazione video la trovate sul <strong><a href="http://it.youtube.com/user/EmanueleSbardella">Canale YouTube di Emanuele Sbardella</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso_Estate alla Sapienza]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 12:02:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=44</guid>
<description><![CDATA[La mostra fuoriXcorso si colloca all&#8217;interno di un periodo molto vivo della Sapienza Universit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/"><strong><em>fuoriXcorso </em></strong></a>si colloca all'interno di un periodo molto vivo della Sapienza Università di Roma.</p>
<p>Il mese di luglio, infatti, vedrà fermentare per la quarta edizione consecutiva la Sapienza, grazie agli eventi promossi nell'ambito di Estate alla Sapienza.</p>
[wp_caption id="attachment_45" align="alignnone" width="170" caption="Estate alla Sapienza - 2008"]<a href="http://ff3300.com/panars/"><img class="size-medium wp-image-45" src="http://emanuelesbardella.wordpress.com/files/2008/07/m_d4617cdfedf2c2068e64744e654a40dc.gif?w=170" alt="Estate alla Sapienza - 2008" width="170" height="106" /></a>[/wp_caption]
<p>Dal sito istituzionale della Sapienza Università di Roma:</p>
<h3><span style="color:#993366;"><strong>La Sapienza rinnova l’appuntamento con gli eventi estivi, nell’ambito della programmazione dell’Estate romana. </strong></span></h3>
<h4><span style="color:#808080;">L’università più grande d’Europa apre le porte alla quarta edizione di Estate alla Sapienza, dando spazio ai giovani artisti emergenti e alle iniziative degli studenti. <span class="ext">Dal 3 al 27 luglio</span>, la città universitaria si trasforma in un grande palcoscenico: manifestazioni dedicate alla musica, al teatro, alla poesia, alla fotografia e alla divulgazione di scienza e cultura.</span></h4>
<p>---</p>
<p>Alcuni link dell'evento:</p>
<p>&#62; <a href="http://ff3300.com/panars">Sito ufficiale dell'evnto Estate in Sapienza<br />
</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.myspace.com/estateallasapienza">MySpace di Estate alla Sapienza</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.myopencity.it/view/Roma-Divertirsi-Feste-Estate-alla-Sapienza-1101">My Open City</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.unimagazine.it/index.php/it/nazionale/prima_pagina/ateneo/r_estate_alla_sapienza">Uni Magazine</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.sapienzanews.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=97&#38;Itemid=1">Sapienza News</a></p>
<p>&#62; <a href="http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=88097&#38;doc=si">Roma One</a></p>
<p>&#62; <a href="http://specchioincerto.wordpress.com/2007/07/09/estate-alla-sapienza/">Blog di Specchio Incerto</a></p>
<p>---</p>
<p>Il <strong>10 luglio</strong>, in concomitanza con l'inaugurazione della mostra <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/"><em><strong>fuoriXcorso</strong></em></a>;</p>
<p>il calendario della rassegna universitaria ( Estate alla Sapienza ) prevede:</p>
<p>- ore 19:00<br />
&#124; Anna Oliverio Ferraris, SINDROME DI LOLITA, ed.<br />
&#124; Minverva Dibattiti</p>
<p>- ore 22:30<br />
&#124; Bertolt Brecht, OPERA DA TRE SOLDI, esegue MuSa Classica<br />
&#124; Minerva Teatro</p>
<p>- ore 21:00<br />
&#124; Short’s Monday Night Orquestra<br />
&#124; Festival Esperanto</p>
<p>- ore 23:00<br />
&#124; ROM<br />
&#124; RINASCITA SUONA</p>
<p>- ore 21:00<br />
&#124; RAMPA DI LANCIO: Cinico Disincanto presenta Tecnosospiri e chiazzetta<br />
&#124; Sapienza Musica<br />
————-<br />
&#124; urban pressure - dj soundtherapy + dj jl<br />
&#124; dj-set - ore 24:00</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 10:55:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=43</guid>
<description><![CDATA[
fuoriXcorso,
ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi

Giovedì 10 lug]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003e28h/s640x480" alt="fuoriXcorso logo" width="477" height="296" /></h2>
<h2 style="text-align:center;">fuoriXcorso,</h2>
<h2 style="text-align:center;">ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi</h2>
<p align="center">
<p align="justify">Giovedì 10 luglio 2008, alle ore 18:30, il MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma ospita la mostra <em>fuoriXcorso. Ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi</em>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La città universitaria. Chi sono gli abitanti di questo spazio universale del sapere, di questa realtà in continuo mutamento che sconfina oltre i propri limiti architettonici? Perché passano di qui? Quali sono i sogni, le aspettative, le relazioni che li legano? Questi sono gli interrogativi a cui la mostra <em>fuoriXcorso </em>si propone di dare una  serie di possibili risposte.</p>
<p align="justify">Gli artisti sono stati chiamati a dare la loro interpretazione della città universitaria: una città nella città, uno spazio inteso come luogo fisico e simbolico. Gli artisti hanno lavorato sui saperi e sulle sensazioni che circolano in questo luogo, sperimentando situazioni diverse, creando nuovi spazi, nuove forme, nuovi linguaggi. La mostra consiste in un atto critico, e trova la sua naturale evoluzione in un contesto che fa della ricerca uno strumento essenziale di conoscenza.</p>
<p align="justify">Ciascun curatore ha individuato l’artista che riteneva più idoneo a interpretare il tema della mostra affiancandolo nelle fasi di realizzazione del progetto.</p>
<p align="justify">
<h4>Io mi sono occupato sia della cura dei lavori di Emilio Fantin, sia di quello di Cesare Pietroiusti.</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">&#62; Ho curato la messa in scena delle performance di  <strong>Cesare Pietroiusti</strong>. La sua opera, Una risposta ad ogni domanda, consiste in un’azione che avrà luogo a partire dalle ore 13.30 nel Porticato del Palazzo del Rettorato, e che si presenterà in diversi modi nei giorni successivi.</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">Dalle ore 13:30 siete tutti invitati a parlare con l'artista, e porgli qualsiasi tipo di domanda!</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">&#62; Ho, inoltre, curato una performance  che <strong>Emilio Fantin </strong>ha realizzato a cavallo tra arte e logica. La sua esposizione sarà dislocata fra gli spazi del MLAC ed il Dipartimento di Matematica. Nell'ambito di questo specifico progetto ho realizzato un apposito blog (http:www.selfreference.wordpress.com) nel quale far continuare il dibattito che si era creato dutante a sua azione, inserire foto e documenti vari, far lasciare durante il periodo dell'esposizione, il commento dei visitatori.</h4>
<p><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003fy8r/s640x480" alt="fuoriXcorso invito" width="492" height="327" /></p>
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;">
<p>Anna D’Andrea ha curato l’operazione artistica di Gea Casolaro che ha realizzato l’opera collettiva Percorsi identitari, in collaborazione con alcuni studenti della Sapienza. Francesca Taurino ha curato l’intervento di Valerio Faggioni, artista-compositore il cui progetto mira a combinare la componente visuale a quella sonora, con l’intento di realizzare un’arte interattiva che faccia dell’osservatore parte integrante dell’opera. Francesca Ghirra ha curato il progetto di Sükran Moral incentrato sul tema del diritto allo studio, in un’accezione diversa dal consueto. Il giorno dell’inaugurazione l’artista realizzerà una performace negli spazi del Museo Laboratorio. Gabriele Pesci ha collaborato alla realizzazione del progetto artistico-curatoriale di Eva Bellini. Il progetto si interroga sulla possibilità dell’evento espositivo di instaurare una relazione con il pubblico, attraverso una verifica sul campo i cui esiti saranno esposti nel corso della mostra.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BatracoDioMachia - <i>und so weiter</i>]]></title>
<link>http://topometallo.wordpress.com/?p=738</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 05:47:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>un cugino di Adamastor</dc:creator>
<guid>http://topometallo.wordpress.com/?p=738</guid>
<description><![CDATA[Da un commento di noirPink al precedente post sul tema scopro le ultime novità sul caso della rana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img style="float:left;margin:0 8px 8px 0;" src="http://topometallo.wordpress.com/files/2008/05/museion__r.jpg" alt="" width="96" height="96" />Da un commento di <a href="http://noirpink.blogspot.com/" target="_blank">noirPink</a> al <a href="http://topometallo.wordpress.com/2008/07/01/batracodiomachia-sequitur" target="_blank">precedente <em>post </em>sul tema</a> scopro le ultime novità sul caso della <em><strong>rana crocifissa</strong></em> di <span>Martin Kippenberger esposta al </span><span>Museion di Bolzano.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align:justify;">Un  nuovo articolo da <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/caso-rana-crocifissa/caso-rana-crocifissa/caso-rana-crocifissa.html" target="_blank"><em>Repubblica</em></a> riporta gli ultimi aggiornamenti dei beghini sudtirolesi: assessori che si stracciano le vesti, arteriocattolici che minacciano digiuni e il Museion che (deludendo le mie e le altrui aspettative) nasconde la rana, pur senza toglierla. I cacciatori di rane avanzano, forti dell'arrivo in Alto Adige ad agosto del pastore tedesco.</p>
<p style="text-align:justify;">Citando l'articolo "<span style="color:#008000;">I vertici del Museo, <strong>la cui sopravvivenza dipende in larga parte dai finanziamenti pubblici della Provincia</strong>, per un po' hanno rintuzzato le critiche ("<em>l'arte resta libera e i musei devono proteggerla da ogni forma di ingerenza da parte della politica</em>"), poi hanno cercato di costruirvi attorno una serie di schede esplicative nel tentativo di spiegarne il simbolismo recondito, infine hanno mascherato la rana con un tappeto di giornali.</span>"</p>
<p style="text-align:justify;">Si spera che una volta tornato in Lazio l'uomo <em><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2285913152" target="_blank">che non si deve dire che veste Prada</a></em> almeno <em>il tappeto di giornali</em> sparirà. Ma ho poche speranze.</p>
<p style="text-align:justify;">Un po' mi rincuora il finale dell'articolo (non certo dove parla di <em>mobilitazione bipartisan, </em>anche se la cosa, pur alterandomi la produzione biliare, purtroppo non mi stupisce): "<span style="color:#008000;">Tempo fa il museo espose uno sciacquone con l'inno di Mameli, Alleanza nazionale andò su tutte le furie e i magistrati sequestrarono l'opera. Stavolta la mobilitazione è perfettamente <em>bipartisan</em>. <strong>Nel frattempo la rana è diventata un'icona pop. Gli adolescenti se la fanno tatuare sui bicipiti.</strong></span>"</p>
<p style="text-align:justify;">Lo so, è solo un palliativo contro la marea montante dei Talebani di Cristo, ma <em>tutto fa brodo</em> come diceva un vecchio Carosello.</p>
<p style="text-align:justify;">Che poi a me i tatuaggi non piacciono particolarmente, ma non mi sembra proprio il momento di fare gli schizzinosi...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[discorsiXcorsi_video (l'intervento di Pietroiusti)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:16:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=20</guid>
<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;inaugurazione della mostra fuoriXcorso pubblico il video della tavola roto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dall'inaugurazione della mostra <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/">fuoriXcorso </a>pubblico il video della tavola rotonda del 4 dicembre scorso.</p>
<p>Quello fu un importantissimo momento di confronto fra tutti gli artisti e tutti i curatori.</p>
<p>Da lì si delineò in maniera definitiva quello che sarebbe stata poi la mostra che inaugureremo giovedì 10 luglio.</p>
<p>I primi video che ho pubblicato sono quelli concernenti l'intervento di Cesare Pietroiusti.</p>
<p>Avevo già pubblicato il resoconto della mia introduzione all'artista. Potete leggere qui il mio testo: <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/pietroiusti-volevo-fare-artista/">Volevo fare l'artista</a>.</p>
<p>Ed ora potete anche vedere l'intervento integrale di Cesare Pietroiusti.<br />
Ecco il primo video della serie.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-tlOvXt83ro'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/-tlOvXt83ro&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Tutto il resto della documentazione video la trovate sul <a href="http://it.youtube.com/user/EmanueleSbardella">Canale YouTube di Emanuele Sbardella</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso_Pietroiusti (Una risposta ad ogni domanda)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=35</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 17:46:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=35</guid>
<description><![CDATA[Cesare Pietroiusti
Una risposta ad ogni domanda
Giovedì 10 luglio, dalle ore 15:30
Museo Laboratori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size:medium;">Cesare Pietroiusti</span></h2>
<h2><span style="font-size:medium;"><em>Una risposta ad ogni domanda</em></span></h2>
<p>Giovedì <strong>10 luglio</strong>, <strong>dalle ore 15:30</strong><br />
Museo Laboratorio di Arte Contemporanea</p>
<p>Nell'ambito della mostra <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=56700" target="_blank"><em>fuoriXcorso</em></a>, Cesare <strong>Pietroiusti </strong>realizzerà una performance che a partire dalle ore 15:30 si protrarrà sino all'orario del vernissage (18:30).</p>
<p>Il lavoro troverà luogo all'interno della città universitaria della Sapienza, <a href="http://www.uniroma1.it/ciao/whereciao.htm" target="_blank">dietro il Rettorato, di fronte al CIAO</a>.</p>
<p><a title="Invito alla performance di Pietroiusti" href="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003hpw7"><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003hpw7" alt="Invito alla performance di Pietroiusti" width="497" height="331" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Versione YouTube del video di Autoreferenziale]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 00:18:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=34</guid>
<description><![CDATA[

In anteprima potete vedere alcuni passaggi salienti del video che potrete vedere in versione integ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<div class="snap_preview">
<p>In anteprima <a href="http://it.youtube.com/view_play_list?p=BC618E263D272B12">potete vedere</a> alcuni passaggi salienti del video che potrete vedere in versione integrale ed in alta qualità durante la mostra fuoriXcorso.</p>
<p>Inaugurazione: giovedì 10 luglio 2008.</p>
<p>MLAC - Sapienza Università di Roma</p>
<p>Per maggiori informazioni</p>
<p>&#62; Visitate il <a href="http://it.youtube.com/user/EmanueleSbardella">mio Canale di YouTube</a></p>
<p>&#62; Visitate il <a href="http://selfreference.wordpress.com/">Blog di Autoreferenziale</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso_rassegna web]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 21:56:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=32</guid>
<description><![CDATA[.
Aggiornamento di chi ha parlato, sta parlando della mostra fuoriXcorso:
&gt; Sapienza Università ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p>Aggiornamento di chi ha parlato, sta parlando della mostra <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/"><strong><em>fuoriXcorso</em></strong></a>:</p>
<p>&#62; <a href="http://www.uniroma1.it/Eventi/primopiano/fuoripercorso.php">Sapienza Università di Roma</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.arterry.it/blog/comments.php?y=08&#38;m=06&#38;entry=entry080627-131818">Arterry Blog</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=56700">Exibart</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.galileonet.it/agenda/10276/fuorixcorso">Galileonet</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.arte.go.it/eventi/2008/e_2090.htm">ARTE.GO</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.2301763372">Adnkronos</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.museionline.it/news/show.php?idnews=3448">Museionline</a></p>
<p>&#62; <a href="http://guide.dada.net/arte_moderna/interventi/2008/07/334138.shtml">Dada</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.ephemerides.it/home/Articolo.asp?ID=6902">Ephemerides</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.romeguide.it/index2ita.php?pag=vedioggi&#38;m=menuint_ita">Rome Guide</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.artapartofculture.org/2008/07/10/fuori-x-corso-ovvero-come-alcuni-artisti-leggono-lo-spazio-della-citta-dei-saperi/">Art a part of culture</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.eosarte.it/2008/rubrica%20petti/estate%20romana%202008.htm">Eos Arte</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1215525547&#38;day=1215640800">UnDo</a></p>
<p>&#62; <a href="http://noma08.livejournal.com/2008/07/03/">NoMA</a></p>
<p>Segnalo inoltre che Gabriele Pesci, il più giovane degli artisti che costituiscono <a href="http://emanuelesbardella.wordpress.com/2008/07/03/fuorixcorso/"><strong><em>fuoriXcorso</em></strong></a>, ha parlato della mostra nel suo <a href="http://www.myspace.com/gabrielepesci">MySpace</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=24</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 23:03:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=24</guid>
<description><![CDATA[
fuoriXcorso,
ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi

Giovedì 10 lug]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003e28h/s640x480" alt="fuoriXcorso logo" width="477" height="296" /></h2>
<h2 style="text-align:center;">fuoriXcorso,</h2>
<h2 style="text-align:center;">ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi</h2>
<p align="center">
<p align="justify">Giovedì 10 luglio 2008,  alle ore 18:30, il MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza  Università di Roma ospita la mostra <em>fuoriXcorso. Ovvero come alcuni  artisti leggono lo spazio della città dei saperi</em>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La città universitaria.  Chi sono gli abitanti di questo spazio universale del sapere, di questa  realtà in continuo mutamento che sconfina oltre i propri limiti architettonici?  Perché passano di qui? Quali sono i sogni, le aspettative, le relazioni  che  li legano? Questi sono gli interrogativi a cui la mostra  <em>fuoriXcorso </em>si propone di dare una  serie di possibili risposte.</p>
<p align="justify">Gli artisti sono stati  chiamati a dare la loro interpretazione della città universitaria:  una città nella città, uno spazio inteso come luogo fisico e simbolico.  Gli artisti hanno lavorato sui saperi e sulle sensazioni che circolano  in questo luogo, sperimentando situazioni diverse, creando nuovi spazi,  nuove forme, nuovi linguaggi. La mostra consiste in un atto critico,  e trova la sua naturale evoluzione in un contesto che fa della ricerca  uno strumento essenziale di conoscenza.</p>
<p align="justify">Ciascun curatore ha  individuato l’artista che riteneva più idoneo a interpretare il tema  della mostra affiancandolo nelle fasi di realizzazione del progetto.</p>
<p align="justify">
<h4>Io mi sono occupato sia della cura dei lavori di Emilio Fantin, sia di quello di Cesare Pietroiusti.</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">&#62; Ho curato la messa in scena delle performance di  <strong>Cesare Pietroiusti</strong>. La sua opera, Una risposta ad ogni domanda, consiste in un’azione che avrà  luogo a partire dalle ore 13.30 nel Porticato del Palazzo del Rettorato,  e che si presenterà in diversi modi nei giorni successivi.</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">Dalle ore 13:30 siete tutti invitati a parlare con l'artista, e porgli qualsiasi tipo di domanda!</h4>
<h4 style="padding-left:30px;">&#62; Ho, inoltre, curato una performance  che <strong>Emilio Fantin </strong>ha realizzato a cavallo tra arte e logica.  La sua esposizione sarà dislocata fra gli spazi del MLAC ed il Dipartimento  di Matematica. Nell'ambito di questo specifico progetto ho realizzato un apposito blog (http:www.selfreference.wordpress.com) nel quale far continuare il dibattito che si era creato dutante a sua azione, inserire foto e documenti vari, far lasciare durante il periodo dell'esposizione, il commento dei visitatori.</h4>
<p><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003fy8r/s640x480" alt="fuoriXcorso invito" width="492" height="327" /></p>
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;" align="justify">
<p style="padding-left:30px;">
<p style="padding-left:30px;">Anna D’Andrea ha curato  l’operazione artistica di Gea Casolaro che ha realizzato l’opera  collettiva Percorsi identitari, in collaborazione con alcuni  studenti della Sapienza. Francesca Taurino ha curato l’intervento  di Valerio Faggioni, artista-compositore il cui progetto mira  a combinare la componente visuale a quella sonora, con l’intento di  realizzare un’arte interattiva che faccia dell’osservatore parte  integrante dell’opera. Francesca Ghirra ha curato il progetto di Sükran  Moral incentrato sul tema del diritto allo studio, in un’accezione  diversa dal consueto. Il giorno dell’inaugurazione l’artista realizzerà  una performace negli spazi del Museo Laboratorio. Gabriele Pesci ha collaborato alla realizzazione del progetto artistico-curatoriale  di Eva Bellini. Il progetto si interroga sulla possibilità dell’evento  espositivo di instaurare una relazione con il pubblico, attraverso una  verifica sul campo i cui esiti saranno esposti nel corso della mostra.<span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[discorsiXcorsi_il comunicato stampa]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 22:55:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=19</guid>
<description><![CDATA[Nel dicembre del 2007 abbiamo organizzato una tavola rotonda, che vedevamo come momento necessario e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel dicembre del 2007 abbiamo organizzato una tavola rotonda, che vedevamo come momento necessario e non opzinale per la maturazione di quella che sarebbe stata la mostra di fine corso: <em>fuoriXcorso</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003e28h/s320x240" alt="fuoriXcorso logo" /></p>
<p>In questa sede, essendo in procinto di pubblicare gli interventi degli artisti che io ho curato (Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti), offro prima un breve scorcio di riepilogo sul tipo di esperienza della quale si è trattato.</p>
<p>Lo farò attraverso il comunicato stampa che abbiamo elaborato per l'occasione, e tramite una rassegna web dell'evento.</p>
<h3>Il comunicato stampa</h3>
<p><span style="color:#ffffff;">"</span><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">Martedì  4 dicembre 2007 alle ore 16.00 si terrà presso i locali del MLAC –  Centro di Ricerca Museo Laboratorio di Arte Contemporanea - la tavola  rotonda organizzata dagli studenti del Master in “Curatore di Arte  Contemporanea” a.a. 2006/2007, diretto da Simonetta Lux e istituito  dalla facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza - Università di  Roma.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">Saranno  presenti gli artisti che hanno aderito al progetto finale del Master:  Maurizio Bolognini, Valerio Camporini Faggioni,  Francesco Careri  &#38; Stalker, Gea Casolaro, Theo Eshetu, Emilio Fantin, Sükran Moral,  Gabriele Pesci, Cesare Pietroiusti, il direttore del Master Prof. Simonetta  Lux, gli altri docenti del Consiglio Direttivo del Master, alcuni relatori  che hanno tenuto le lezioni e gli studenti del Master in “Curatore  di Arte Contemporanea”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">Si  parlerà di come si è arrivati all’elaborazione del progetto e di  cosa significa realizzare una mostra di arte contemporanea all’interno  degli spazi della Sapienza.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">L’evento  rappresenta un primo passo del progetto conclusivo del percorso di studi  che consisterà in una mostra dal titolo <em>fuoriXcorso, ovvero come  alcuni artisti leggono lo spazio della città dei saperi.</em></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">Ciascuno  studente del Master ha individuato l’artista che ha ritenuto più  idoneo a interpretare le linee generali del progetto e lo affiancherà  nelle fasi di realizzazione. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Tahoma;color:#ffffff;">La  mostra avrà luogo presso i locali del MLAC- Centro di Ricerca Museo  Laboratorio e consisterà in un atto critico attraverso il quale gli  artisti, prendendo spunto dall’ambiente della città universitaria,  saranno chiamati a dare la loro interpretazione dello spazio di una  città nella città: spazio inteso come luogo fisico e situazione, sinergia  di correlazioni in essere, interfaccia di superficie data per stratificazioni  successive, da spessori di significati diversi. Saranno invitati a lavorare  sulle sensazioni, sperimentando situazioni diverse, approfondendo la  conoscenza delle reazioni a molteplici stimoli, per poi realizzare opere  artistiche nelle quali il pubblico non sarà mero spettatore, ma parte  integrante dell'evento</span><span style="color:#ffffff;">".</span></p>
<h3>Rassegna web</h3>
<p>&#62; <a title="UnDo.net" href="http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1196684459&#38;day=1196722800">UnDo.net</a></p>
<p>&#62; <a title="Exibart" href="http://www.exibart.com/notizia.asp?idnotizia=21702">ExibArt.com</a></p>
<p>&#62; <a href="http://www.thegalleryapart.it/casolaro-news-anni.htm">TheGallery</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[KARLLA GIROTTO VESTE O ESPAÇO DA SERRINHA]]></title>
<link>http://dusinfernus.wordpress.com/?p=1134</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 21:10:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>dusinfernus</dc:creator>
<guid>http://dusinfernus.wordpress.com/?p=1134</guid>
<description><![CDATA[Muito trabalho, e muita preguica pra elaborar o que já está bom e como eu amo o trabalho de Karlla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Muito trabalho, e muita preguica pra elaborar o que já está bom e como eu amo o trabalho de Karlla Girotto, coloco esse release abaixo que recebi da NaMídia:</p>
<p>“Fazer roupas para espaços e não somente para corpos é uma das propostas da oficina "Labirinto - experimentações sobre moda" que será realizada pela estilista Karlla Girotto na sétima edição do Festival de Arte Serrinha.  De 07 a 13 de julho será possível trabalhar com materiais de desenho, tecidos, aviamentos (tesoura, agulha, linha e materiais diversos) e roupas antigas para serem desfeitas e depois refeitas.</p>
<p>A idéia é construir um pedaço de vida a partir do desejo de diálogo entre roupa-espaço-pessoa. Elaborar desejos e vontades primeiro em cadernos de desenhos e depois partir para construção afim de pensar o vazio como potencial de expressão, fazer roupas para espaços e não somente para corpos.  Investigando e vivendo dentro do espaço da Fazenda Serrinha a fim de propor uma relação espaço-roupa-pessoa.”</p>
<p>Roupas para espaços... Adorei esse termo!<br />
<a href="http://dusinfernus.wordpress.com/files/2008/07/28_07_9.jpg"><img src="http://dusinfernus.wordpress.com/files/2008/07/28_07_9.jpg" alt="" width="300" height="199" class="alignnone size-full wp-image-1135" /></a><a href="http://dusinfernus.wordpress.com/files/2008/07/28_07_15.jpg"><img src="http://dusinfernus.wordpress.com/files/2008/07/28_07_15.jpg" alt="" width="300" height="199" class="alignnone size-full wp-image-1136" /></a><br />
Além da Karlla, vai ter oficina de artes da punk rock artista Dora Longo Bahia e palestra com Rafa Vogt Maia Rosa, pra mim o mais brilhante jovem crítico de arte do país apesar de termos posições opostas em relação à arte contemporânea.</p>
<p><em>INFORMAÇÕES E INSCRIÇÕES:<br />
(0xx11) 4032-8177<br />
De segunda a sexta, das 13h às 18h ou<br />
www.festivaldearteserrinha.com.br</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BatracoDioMachia - <i>sequitur</i>]]></title>
<link>http://topometallo.wordpress.com/?p=719</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:30:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>un cugino di Adamastor</dc:creator>
<guid>http://topometallo.wordpress.com/?p=719</guid>
<description><![CDATA[Aggiornamento sulla rana crocifissa: da un blog altoatesino due post (il primo e il secondo) relativ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img style="float:left;margin:0 8px 8px 0;" src="http://topometallo.wordpress.com/files/2008/05/museion__r.jpg" alt="" width="96" height="96" />Aggiornamento <a href="http://topometallo.wordpress.com/2008/05/29/batracodiomachia/" target="_blank">sulla rana crocifissa</a>: da un <a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/" target="_blank"><em>blog</em> altoatesino</a> due <em>post</em> (<a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/06/29/censura/" target="_blank">il primo</a> e <a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2008/07/01/la-rana-siamo-noi/" target="_blank">il secondo</a>) relativi al risveglio dei censori a Bolzano, a quanto pare scatenati dal prossimo arrivo del pastore tedesco in Sudtirolo per le vacanze. E che ovviamente vorrebbero far sparire la rana crocifissa dal Museion di Bolzano.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi associo all'invocazione di <a href="http://riccardodellosbarba.wordpress.com/" target="_blank">Riccardo Dello Sbarba</a>, il <em>patron </em>del <em>blog</em>:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">Forza Museion, resisti<br />
</span></strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">Non ascoltare i cacciatori di rane</span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giocare pulito..]]></title>
<link>http://deverifica.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>deverifica</dc:creator>
<guid>http://deverifica.wordpress.com/?p=71</guid>
<description><![CDATA[Tratto da ArsLife |
Testo della conferenza tenuta da Dave Hickey nel corso dell&#8217;edizione 2007 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color:#800080;"><strong>Tratto da <a href="http://www.arslife.com/" target="_blank">ArsLife</a></strong> &#124;</span></h1>
<h3 style="text-align:left;">Testo della conferenza tenuta da <strong><span style="color:#800000;">Dave Hickey</span></strong> nel corso dell'edizione 2007 dellla fiera londinese "<a href="http://www.frieze.com/" target="_blank"><span style="color:#ff6600;">FRIEZE</span></a>".<br />
<span style="color:#ffffff;">AAA</span></h3>
<h1 style="padding-left:30px;"><span style="color:#800000;"><strong>Giocare pulito senza arbitro</strong></span></h1>
<p>di Dave Hickey<strong><span style="color:#800000;">*</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://deverifica.files.wordpress.com/2008/06/statua_regina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-83" src="http://deverifica.wordpress.com/files/2008/06/statua_regina.jpg?w=224" alt="" width="134" height="180" /></a>Il titolo di questo discorso deriva da una leggenda che riguarda il grande giocatore di basket Julius Irving, per tutti Dr. J: voleva così tanto essere un giocatore professionista che ha sempre giocato correttamente, anche nei campetti della scuola. Era solito chiamare i suoi stessi falli. Chiunque di voi sia stato attorno al mondo dell’arte durante gli ultimi anni si renderà conto che questo paragone calza a pennello perché qualsiasi fossero le regole fino a qualche tempo fa, ora non sono più valide. Ci sono persone là fuori che sono più interessate all’arte che al denaro. L’unica cosa sbagliata è che ci sono molti artisti a cui interessa più il denaro che l’arte. Questo è un problema, ma consideriamo i benefici. Non c’è mai stata un’occasione migliore per attrarre l’attenzione su se stessi comportandosi onestamente, correttamente e meticolosamente. Se volete essere un’icona di virtù, questo è il momento giusto perché sicuramente vi farete notare. Se vi comportate bene, se vi comportate correttamente, se create dell’arte che sarà importante anche tra 200 anni, tutto ciò che avrete da perdere è del denaro.</p>
<p style="text-align:justify;">C’è mai stato qualcuno che è entrato a far parte del mondo dell’arte per denaro? Io ci sono entrato per il sesso e per la droga, ma non per i soldi. Perché si preoccupano tutti del denaro? Cosa farete quando avrete fatto molti soldi? Vi comprerete una barca? Acquisterete un appartamento a Parigi? Gesù finitela! A meno che non abbiate una grave dipendenza dalle droghe non vedo nessuna ragione per aver bisogno di tanti soldi. Non mi importa veramente nulla del denaro, e mia moglie ve lo può confermare. Mi preoccupo di essere nel giusto. La mia regola è quella di Leo Castelli e molto di ciò che vi sto dicendo oggi arriva da Leo. Leo disse:</p>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="color:#666699;">“Non puoi essere giusto in tutti i momenti, ma non devi mai sbagliarti”. </span></h2>
<p style="text-align:justify;">Se seguite questa regola, sarete ok. L’idea di Leo dell’essere in torto riguardava la vendita di opere per troppo denaro. L’esempio che diede era una pittrice di nome Jennifer Bartlett che era rappresentata dalla Paula Cooper Gallery. Jennifer ebbe un periodo di gloria, cominciò a vendere le sue opere con cifre a cinque zeri quando in realtà meritavano di essere vendute con cifre a soli due. Quindi chiesi a Leo che cosa ci fosse di sbagliato e lui rispose: “Danneggia i prezzi di Carl Andre”: Il che equivale a dire che i prezzi delle opere di tutti gli artisti sono danneggiati dalla vendita a prezzi troppo alti di opere di altri artisti. Per un mercante d’arte, questo è praticamente impossibile da evitare di questi tempi. Il mio amico Bob Shapazian, che era il direttore della Gagosian Gallery a Los Angeles, ha smesso di esserlo. E perché ha smesso? Ha detto: “Non sono più un mercante d’arte. Mi siedo, arriva una cassa imballata, vedo da chi arriva, vado alla lista d’attesa, compongo questo cazzo di numero scandaloso e la spedisco fuori. Questo non è essere un mercante d’arte. Sto creando valore, ma non è vero valore”. Negli anni Ottanta e Novanta c’è stato il più grande momento di ipocrisia nella storia dell’arte. Si poteva entrare nella sala principale di una galleria e trovare l’opera di un tale chiamato Hernando, o qualcosa di simile, la quale era completamente composta di confetti e sterco di cane. Ci si potevano anche scrivere seri saggi critici sui confetti e lo sterco di cane (la loro intercambiabilità, la loro importanza sociale, il modo in cui si relazionavano col tardo capitalismo). Poi, se foste riusciti ad entrare nella sala posteriore con le scarpe pulite, avreste comprato il Donald Judd esposto là dietro. Siamo passati attraverso due decadi di quello che possiamo chiamare un mercato secondario, in cui le prime sale erano semplicemente dei luoghi per piazzare installazioni fatte di macchine da popcorn, che nessuno avrebbe mai considerato vendibili, per attrarre la gente che poi avrebbe comprato il Donald Judd e il Claes Oldenburg esposti nel retro. Con il crollo di questo momento sono successe cose diverse. I finanziamenti pubblici sono scomparsi. Con questo il potere dei musei è diminuito. Nello stesso tempo abbiamo assistito allo sviluppo di un mondo economico che beneficia di una condizione marginale di super-liquidità. Stavo parlando con il presidente del Venezian resort Hotel and Casino di Las Vegas. Mi disse: “Non ci crederai. Stiamo facendo soldi a secchiate, ci arrivano secchi e secchi di denaro. Stiamo finendo i secchi”. Quando finisci i secchi, quando finisci i posti dove mettere il denaro, quella è super-liquidità. E non ho bisogno di dirvi che tutto ciò fa del bene al mondo dell’arte, perché se veramente volete scialacquare un po’ di denaro, questo mondo fa al caso vostro. C’è così tanto denaro là fuori oggigiorno che vi verrebbe voglia di piangere. Ed è sempre più difficile impadronirsene a meno che non vendiate arte. Così nascono le frodi. Le frodi artistiche sono grandiose. Le frodi artistiche risucchiano i soldi che finiscono nel mondo dell’arte. Chi ci rimette con queste frodi artistiche? Artisti avidi? Stupidi collezionisti? Chi altro? Nessuno che abbia la consapevolezza di avere a che fare con loro potrà trovarsi danneggiato da una frode artistica. Anche le istituzioni hanno oggi il potere di risucchiare tutto il denaro disponibile nella comunità e farlo finire in un museo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che è cambiato è l’intero formato del mondo dell’arte come esisteva prima degli anni Settanta: c’erano artisti che lavoravano nei propri studi; portavano i loro lavori alle gallerie; le gallerie vendevano questi lavori ai membri della comunità. Quando una comunità aveva comprato una quantità di opere d’arte tale da far sì che la cosa avesse un aspetto di pubblica utilità si rendeva necessaria un’esposizione in un museo. Quindi ciò con cui abbiamo avuto a che fare nella maggior parte del XX secolo è stata la trasformazione di oggetti di piacere privato in icone di pubblica importanza. C’è stato un periodo, e mi duole ammetterlo, in cui ogni moderna sala da pranzo intorno alla metà del secolo aveva un Maurice Lewis appeso a una parete. Così, abbastanza naturalmente, il museo fece una mostra su Maurice Lewis perché presumeva che si potesse guardare Maurice Lewis e immaginarsi qualcosa di Fort Worth (che si poteva ma non si voleva sapere). La stessa cosa successe con Frank Stella. Quando i lavori di Stella invasero il mondo dell’arte a New York ad un livello sufficiente, ci fu una sua mostra al MoMA. Una delle cose interessanti riguardo a questo processo è che le mostre del museo non dipendevano dalla professionalità dello staff interno, bensì dal gusto e dai desideri collettivi della comunità. Così, guardando una mostra di Frank Stella, potevi pensare: “Che cos'è che infervora tanto i venditori di titoli azionari?”. Era un mercato del tutto lineare. La trasformazione dal gusto privato al pubblico beneficio avveniva attraverso il controllo di onesti intermediari. Un intermediario onesto è un critico come me che non ha intenzione di dire bugie, ma che è veramente interessato a capire cosa c'è di importante in Frank Stella. Dovrebbe esserlo un redattore di una rivista che non dice bugie quando pubblica la recensione di una mostra. Dovrebbe esserlo un curatore o un gallerista che ha messo in gioco la propria reputazione sull'essere nel giusto. L'ultimo esempio che ricordo risale al 1971 quando le opere di Bruce Nauman vennero esposte da Leo Castelli. Marcia Tucker del Whitney allestì una grande mostra di Nauman e Phil Leider, editore di "ArtForum” e assegnò la recensione a Peter Plagens. Ciò significa che Leo Castelli, che non scende a compromessi, Marcia Tucker, che non scende a compromessi, Phil Leider, che non scende a compromessi e Peter Plagens, che non scende a compromessi, approvarono questo lavoro di Bruce Nauman. Questo è particolarmente importante perchè queste persone hanno gusti molto diversi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi ciò rappresenta un consenso unanime da parte di persone il cui lavoro è essere nel giusto e mai nell'errore. Un altro caso avvenne quando Leo Steinberg scommise la propria reputazione di storico dell'arte su Bob Rauschenberg e Jasper Johns, che ai tempi erano due semi-sconosciuti che vivevano in Ludlow Street. Quello fu un grosso rischio. Ma, se Leo Steinberg corre un tale rischio e ha successo, quello è un Price Point. Chiedete a voi stessi: “Chi può definire dei Price Point oggi? Chi non sbaglia mai? Chi esercita la propria professione con l'impegno di non essere mai nel torto? Nessuno. Chi è il mercante che prova a non sbagliarsi mai? Chi è il mercante che cerca di non vendere mai opere d'arte a un prezzo troppo alto? Questo mondo non esiste più. Il mercato dell'arte nel XX secolo è prima di tutto un mercato limitato; perciò ci sono sempre più opere d'arte, che persone che le comprano. Cosa significa? Significa, come dice Leo, che qualcuno ne deve comprare più di una. Qualcuno deve comprarne quattro o cinque. Se l'arte non cambierà, nessuno sarà intenzionato a comprarne più di una. Per rimanere un fenomeno di moda, l'arte contemporanea necessita di reinvestimenti continui: un artista deve avere una mostra dopo l'altra, un articolo dopo l'altro. Tutte queste sono occasioni per una crescita di stile. Se mi è capitato di scrivere qualcosa sui tuoi dipinti di rane, l'anno scorso, e se organizzi un'altra esposizione di quadri di rane, non ci vengo più. Ma, se Barbara (Gladstone) mi chiama e mi dice: “Non ha visto i dipinti con le salamandre, Dave”, allora mi precipiterò a vederli. Ciò che avviene in presenza di un mercato istituzionalizzato è che nulla cambia. Non sono cambiate le installazioni, sebbene ci siano stati momenti di innovazione (...). Tutto ciò ha creato un tipo di mercato molto stabile in cui nulla ha contribuito a un'evoluzione di stile. La logica di un mercato istituzionalizzato è: “Non ci interessa. Stiamo solo cercando di riempire questi buchi nel programma”. E il presupposto è: noi non abbiamo un'evoluzione stilistica perchè la storia ha raggiunto un punto di arresto. Io colloco la data della fine della storia al giorno dell'assassinio di Bob Kennedy nel 1968. Quando spararono a JFK ognuno disse: “Oh mio Dio, è così terribile, è la fine del mondo”. Quando spararono a Bobby tutti pensarono: “Oh no, non ancora”. E la fine della storia è abbastanza segnata dall'”Oh no, non ancora”. Il problema è che anche se la storia si ferma, il tempo continua a trascorrere. Il non avere storia non significa disabilitare la noia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mondo dell'arte gioca molto sulla noia, che è l'unica cosa che lo fa vivere. Io sono annoiato da gigantesche fotografie di tre tedeschi. Ciò non significa che siano brutte, significa solo che mi sono rotto il cazzo di vederne. Questa è la crisi che è avvenuta, con la morte delle installazioni artistiche, con l'enorme ascesa di capitale disponibile, con il crollo delle autorità istituzionali; tutto ciò ha creato il mondo in cui viviamo oggi e le fiere d'arte contemporanea sono l'espressione di tutto questo. Un'altra analogia appropriata: un paio di anni fa ero a una di quelle fiere allestite in un hotel, dove cammini per un corridoio e ogni porta è aperta e lascia intravedere all'interno delle stanze delle piccole sculture appoggiate ai copriletto e disegni sulle pareti. Stavo camminando lungo uno di questi corridoi pensando che era parecchio strano, era come essere ad Amsterdam senza le prostitute. Quindi sono tornato a casa quella sera e ho acceso la televisione. Ciò avveniva due giorni dopo che gli americani erano entrati a Baghdad per spodestare Saddam Hussein. C'era questo tizio con la telecamera che camminava lungo un corridoio all'Hotel Hilton di Baghdad e tutte le porte erano aperte. Qui potete comprare delle macchine Xeros, qui potete trovare antichi reperti sumeri, qui potete comprare qualsiasi referto medico di qualsiasi persona irachena. Ogni stanza era piena di merda rubata. E l'analogia tra quel breve momento all'hotel e quel breve momento a Baghdad ha fatto scattare una molla riguardo al fenomeno delle fiere d'arte, l'idea di un assoluto, rozzo e rapace capitalismo. Non ho nessun problema a riguardo, io sono lieto quando la gente compra oggetti d'arte. Quando cammino tra gli stand di Frieze guardando ogni oggetto mi dico: “Tutto ciò corrisponde ai miei standard?”. I miei standard per quanto riguarda le raccolte d'arte sono: il 99% di tutto ciò fa schifo? Sì. Ma l'1% è interessante? Sì. Questo è quanto avviene per tutto quanto nel mondo. Alla fine qualche mercante dirà: “Ho questa grande idea. Ho intenzione di esporre solo l'arte che mi piace”. Chiunque altro dirà: “Oh no, non può farlo. Ti ha dato di volta il cervello? Tutti devono esporre qualcosa di ogni cosa”. Quando entri nei loro stand alle fiere ti dicono: “Ti piacerebbe vedere qualcosa di un artista iraniano minimalista? Se no, il nostro pornografico berlinese è piuttosto interessante. Ne abbiamo uno per ogni gusto”. Questo significa praticamente che il mercante non ha potere. Un giorno un mercante potrebbe dire a se stesso: “Ho intenzione di ottenere il potere che ha ottenuto Leo, ho intenzione di esporre solo ciò in cui credo fermamente”. Questo potrebbe veramente cambiare le cose. E il mondo dell'arte che oggi conosciamo scomparirà. immaginandomi come questo momento sia esaltante ora, non mi immagino come sarà esaltante, un giorno. Il collasso. E' veramente qualcosa da non vedere l'ora che avvenga. Boom! Migliaia di Icaro che si schiantano al suolo. Naturalmente le stanze dove vendete la vostra anima saranno ben chiuse.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><em>*<strong>Dave Hickey,</strong> docente all’Università del Nevada a Las Vegas, è uno dei critici d’arte più famosi negli Stati Uniti.<br />
</em></span></p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shy Look]]></title>
<link>http://rasgo.wordpress.com/?p=275</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:20:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>rasgo</dc:creator>
<guid>http://rasgo.wordpress.com/?p=275</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rasgo.files.wordpress.com/2008/06/shy-look.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-276" src="http://rasgo.wordpress.com/files/2008/06/shy-look.jpg" alt="" width="497" height="702" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UGO MULAS a colori?]]></title>
<link>http://luigiwalker.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 08:50:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigiwalker</dc:creator>
<guid>http://luigiwalker.wordpress.com/?p=41</guid>
<description><![CDATA[
Come ogni saga che si rispetti, eccoci approdati al terzo episodio espositivo dedicato all&#8217;op]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://luigiwalker.files.wordpress.com/2008/06/01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42" src="http://luigiwalker.wordpress.com/files/2008/06/01.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="447" height="294" /></a></p>
<p>Come ogni saga che si rispetti, eccoci approdati al terzo episodio espositivo dedicato all'opera di <a href="http://www.ugomulas.org">Ugo Mulas</a>. Stavolta la sede è la <a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=115&#38;lang=1" target="_blank">GAM di Torino</a>, dove confluiscono le mostre di <a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/d38e0f65f96d36fc0125690e00465e37/c27e30e760cd1e6cc12573a90044a424?OpenDocument" target="_blank">Milano</a> e <a href="http://www.parc.beniculturali.it/ita/appuntamenti/mostre/mulas.html" target="_blank">Roma</a>.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/stampa.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="450" height="338" /></p>
<p>In occasione dell'evento, il direttore Castagnoli ha annunciato alla stampa una "chicca" esclusiva: Ugo Mulas a colori! Devo dire che la cosa mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. È come se mi venisse detto che esiste un Luigi Ghirri in bianco e nero. Mi sono quindi addentrato nell'esposizione pieno di aspettative.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/gbg.jpg" alt="Gianni Berengo Gardin. ©2008 Fulvio Bortolozzo" /></p>
<p>La prima fotografia esposta non è di Mulas, ma di <a href="http://www.contrasto.it/fotografi/dettaglio.asp?idf=11" target="_blank">Gianni Berengo Gardin</a>: un ritratto di Ugo colto al volo tra la folla che mette in evidenza il suo volto pasoliniano. Ho però potuto osservare con quale nobile indifferenza Berengo sia passato davanti alla sua opera, per andare invece a riguardare con grande attenzione quelle di Mulas.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/02.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="450" height="338" /></p>
<p>Proseguendo nella visita, ho avuto la sensazione di guardare l'antologica di un fotografo diverso da quello che il PAC di Milano mi aveva svelato. Mi spiego, la mostra milanese aveva un'impostazione più orientata a divulgare la metodologia del fotografo. Per esempio: accanto a tutta una serie di immagini conosciute venivano presentati gli ingrandimenti delle provinature da cui erano state estratte. Questo accorgimento espositivo consentiva di "leggere" il percorso di Mulas. Ci si poteva ben accorgere come dai primi esiti in stile reportagistico classico  l'autore fosse passato a scelte più comportamentali di stile concettuale. Cose queste che la singola fotografia nasconde. Certo, ci vuole da parte del curatore e del pubblico un approccio "fotografico" al tema, cosa purtroppo rara in contesti di arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/mm.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" /></p>
<p>La mostra al piano interrato si conclude con la canonica presentazione delle <strong><a href="http://www.ugomulas.org/index.cgi?action=view&#38;idramo=1090232183&#38;lang=ita" target="_blank">Verifiche</a></strong> ultima tappa fondamentale del percorso artistico di Mulas. Con questo lavoro, Ugo esce definitivamente dal contesto meramente "fotografico", almeno così com'era vissuto negli anni '60 e '70 in Italia, ed assurge all'attenzione dell'arte contemporanea. In altre parole dal <em>bruco </em>fotografo era nata la <em>farfalla </em>artista.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/fontana.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="200" height="150" /></p>
<p>Va detto per inciso che, a parte l'episodio isolato di un <a href="http://www.mariogiacomelli.it/" target="_blank">Mario Giacomelli</a>, il quale ricevette la patente artistica direttamente dal mitico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Szarkowski" target="_blank">John Szarkowski</a> del MoMA, si dovrà purtroppo aspettare l'arrivo di <a href="http://www.fotologie.it/Ghirri.html" target="_blank">Luigi Ghirri</a> per veder celebrato nel nostro paese un fotografo come artista, senza che quest'ultimo abbia prima dovuto fotografare molti pittori, scultori e le loro tante opere.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color01.jpg" alt="Diapositiva 6x6" width="300" height="304" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Ma il MULAS A COLORI?<br />
Bisogna tornare al piano rialzato ed entrare nella seconda sezione della mostra. Qui sono radunati gli "sperimentalismi", che però separati dal percorso complessivo dell'autore risultano un po' troppo accorpati. Quasi fossero le interruzioni "rigeneranti" della vita di un professionista, piuttosto che lo sviluppo del pensiero di un artista. Al termine della sezione finalmente appaiono delle stanze tutte nere con delle luminose miniature policrome allineate sulle pareti. Si tratta di riproduzioni a contatto delle diapositive 6x6 (ed una 6x9...) selezionate dall'archivio di Ugo Mulas.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color02.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="304" height="300" /></p>
<p style="text-align:left;">Ho guardato e riguardato le immagini, senza capire cosa avessero di così eccezionale. Ai miei occhi sono oneste produzioni professionali a chiaro utilizzo prevalentemente editoriale e promozionale. Nel catalogo ad esse dedicato dalla GAM, splendidamente stampato da Electa, si vedono ancor meglio che in mostra. Nonostante questo, il mio parere non è mutato.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color03.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="304" height="300" /></p>
<p style="text-align:left;">Un poco deluso, sono tornato sui miei passi. In sintesi, posso senz'altro consigliare al pubblico torinese di visitare la mostra, in specie se non si sono viste le antecedenti milanesi e romane e nonostante sia stata programmata nell'infelice periodo stagionale riservato alle "mostre-ponte". L'avrei certamente vista meglio al posto di quella "<a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=114&#38;lang=1" target="_blank">Fabre e l'Italia</a>", che tanto dev'essere piaciuta all'ambiente cittadino più tradizionalista. Se invece si viene da lontano proprio per vedere i "colori di Mulas", direi che sfogliare il bel catalogo in qualche libreria vicino a casa sia un'esperienza più che sufficiente.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/veri.jpg" alt="" width="320" height="450" /><br />
"<em>Controverifica</em>"</p>
<p style="text-align:left;"><strong>_<br />
UGO MULAS, LA SCENA DELL'ARTE</strong><br />
Periodo: 25 giugno - 19 ottobre 2008<br />
Sede: <a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=115&#38;lang=1" target="_blank">GAM</a>, via Magenta 31, Torino<br />
Orario: tutti i giorni 10.00-18.00; chiuso il lunedì.<br />
Biglietto: 7,50 Euro intero; 6,00 Euro ridotto.<br />
<em>(Gratuito il primo martedì del mese)</em><br />
Catalogo: Electa, al bookshop.<br />
Info: +39 011 442 9518; <a href="http://www.gamtorino.it" target="_blank">www.gamtorino.it</a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Exposição em FURNAS]]></title>
<link>http://julioferretti.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 04:10:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>julioferretti</dc:creator>
<guid>http://julioferretti.wordpress.com/?p=57</guid>
<description><![CDATA[
Exposição do GRUPO GOMO que será realizada no espaço cultural Furnas
Levaremos o ateliê que te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://julioferretti.files.wordpress.com/2008/06/convite_o.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58" src="http://julioferretti.wordpress.com/files/2008/06/convite_o.jpg" alt="" width="449" height="670" /></a></p>
<p>Exposição do GRUPO GOMO que será realizada no espaço cultural Furnas</p>
<p>Levaremos o ateliê que temos na Lapa para dentro da galeria e por la trabalharemos uns dias.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PINO PASCALI E GLI ANNI ‘60 A ROMA]]></title>
<link>http://essereassessore.wordpress.com/?p=125</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 12:04:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabio losito</dc:creator>
<guid>http://essereassessore.wordpress.com/?p=125</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://essereassessore.wordpress.com/files/2008/06/anni-60.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-123" src="http://essereassessore.wordpress.com/files/2008/06/anni-60.jpg" alt="" width="510" height="725" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antonio Bueno - Autoritratto - 1940]]></title>
<link>http://fresko.wordpress.com/?p=220</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 10:13:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcello</dc:creator>
<guid>http://fresko.wordpress.com/?p=220</guid>
<description><![CDATA[
Antonio Bueno, Autoritratto, 1940
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://fresko.files.wordpress.com/2008/06/buenobig.jpg"><img class="size-medium wp-image-221" src="http://fresko.wordpress.com/files/2008/06/bueno.jpg?w=245" alt="Antonio Bueno, Autoritratto, 1940" width="245" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Antonio Bueno, Autoritratto, 1940</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Holga, chi era costei?]]></title>
<link>http://luigiwalker.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 22:07:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigiwalker</dc:creator>
<guid>http://luigiwalker.wordpress.com/?p=38</guid>
<description><![CDATA[
Segnalo brevemente un post apparso l&#8217;altro giorno sul blog Lo specchio incerto di Rosa Maria ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/2008/06/16/in-viaggio-con-holga/" target="_blank"><img src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/holga.jpg" alt="Holga" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Segnalo brevemente un post apparso l'altro giorno sul blog <strong><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/2008/06/16/in-viaggio-con-holga/">Lo specchio incerto</a></strong> di Rosa Maria Puglisi che ha suscitato un paio di commenti miei ed uno di Sandro Iovine. Penso possa essere d'interesse anche per i lettori del mio blog darvi un'occhiata. Basta cliccare sulla fotografia qui sopra.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stazione Firenze Rifredi]]></title>
<link>http://theciuffi.wordpress.com/?p=101</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 07:29:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>kingcock</dc:creator>
<guid>http://theciuffi.wordpress.com/?p=101</guid>
<description><![CDATA[Il mio arrivo all&#8217;università è allietato dalla visione di questa opera di arte contemporanea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://theciuffi.files.wordpress.com/2008/06/30-01-08_1814.jpg"></a>Il mio arrivo all'università è allietato dalla visione di questa opera di arte contemporanea, realizzata rudemente ma così efficacemente sul muro degli scalini del binario 5:</p>
<p>                                       <a href="http://theciuffi.files.wordpress.com/2008/06/30-01-08_1814.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-102" src="http://theciuffi.wordpress.com/files/2008/06/30-01-08_1814.jpg?w=300" alt="impressionismo fiorentino" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A voi i commenti...</p>
<p>                                          </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CERVELLI DI OGNI TIPO]]></title>
<link>http://altrafacciadime.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 08:20:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>altrafacciadime</dc:creator>
<guid>http://altrafacciadime.wordpress.com/?p=38</guid>
<description><![CDATA[Noi abbiamo questo.
Chi più chi meno.

Poi ci son uomini. E gli uomini,dice, pensano solo a una cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Noi abbiamo questo.<br />
Chi più chi meno.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/1419969744_6f6dab5f41_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-37" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/1419969744_6f6dab5f41_m.jpg?w=206" alt="" width="206" height="240" /></a></p>
<p>Poi ci son uomini. E gli uomini,dice, pensano solo a una cosa.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/788497242_5f90a8aeb8_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-39" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/788497242_5f90a8aeb8_m.jpg?w=186" alt="" width="186" height="240" /></a></p>
<p>Io ne aggiungerei un'altra.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/images.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-40" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/images.jpeg?w=137" alt="" width="137" height="91" /></a></p>
<p>Almeno,questo vale per il mio di uomo!!</p>
<p>Poi ci son periodi della vita,momenti,istanti, in cui può capitare a tutti di sentirselo cosi.<br />
Capita a tutti: è normale.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/787598555_0b61275e68_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-41" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/787598555_0b61275e68_m.jpg?w=165" alt="" width="165" height="240" /></a></p>
<p>Poi quando questi momenti diventano giorni,settimane,mesi e tutta la vita: nascono gli idioti!</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/1419969220_4bb624132a_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-42" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/1419969220_4bb624132a_m.jpg?w=240" alt="" width="240" height="186" /></a></p>
<p>Poi ci son quelli,donne e uomini indistintamente,che sono un po duri di comprendonio.<br />
Ne è pieno il mondo.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/787632871_125a4309f2_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-43" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/787632871_125a4309f2_m.jpg?w=195" alt="" width="195" height="240" /></a></p>
<p>E quelli per cui il cervello va in pappa un po troppo spesso.</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/2407952202_1bbac920fd_m.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-44" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/2407952202_1bbac920fd_m.jpg?w=181" alt="" width="181" height="240" /></a></p>
<p>E poi c'è chi,come me,non ha una "sega" (si fa per dire) da fare e si mette a cercare immagini più disparate della zucca umana e non è contento fino a quando non trova questo:</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/brain20enhanced20small20new-thumb.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-45" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/brain20enhanced20small20new-thumb.jpg?w=288" alt="" width="288" height="264" /></a></p>
<p>O questo:</p>
<p><a href="http://altrafacciadime.files.wordpress.com/2008/07/brainpoirer-thumb.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-46" src="http://altrafacciadime.wordpress.com/files/2008/07/brainpoirer-thumb.jpg?w=300" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Eh si!!<br />
Il culto della zucca: tanto da farne sculture e metterle in bella mostra,rispettivamente, al Department of Anthropology della Kent State University e a Norwich grazie all'ospitalità di due artisti contemporanei Anne e Patrick Poirier.</p>
<p>Due geni!!!</p>
<p>Per le immagini grazie a <a href="http://psicocafe.blogosfere.it/">Psicocaffè.</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il moderno Duchamp]]></title>
<link>http://theciuffi.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 13:18:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>tagiama</dc:creator>
<guid>http://theciuffi.wordpress.com/?p=129</guid>
<description><![CDATA[Diciamo che un po&#8217; artista mi sono sempre ritenuto. Adesso, poi, mi sono anche messo a &#8220;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo che un po' <strong>artista</strong> mi sono sempre ritenuto. Adesso, poi, mi sono anche messo a "<strong>fare arte</strong>", e non è cosa da poco, anzi... Ho già ricevuto grandi offerte da tutto il Mondo per esporre le mie opere dissacranti e dal gusto un po' ribelle, direi quasi <strong>punk</strong>, con il <strong>classico retrogusto fruttato alla Duchamp</strong>. Come direi io stesso, che sono un <strong>uomo di profonda cultura</strong>: "Mi fa una sega il <strong>Dadaismo</strong>". Questa è una delle mie prime realizzazioni, che consiste nel "<strong>modificazionamento</strong>" (termine da me coniato e approvato dalla <strong>Zanichelli International Neologism Society</strong>) della copertina dell'ultimo album dei <strong>Coldplay</strong>, idoli del Pop-Rock contemporaneo. Alcuni hanno interpretato quest'opera come una critica della <strong>cultura del faceto</strong> tipica dei nostri tempi; alcuni altri hanno interpretato quest'opera come la critica della critica della cultura del faceto tipica dei nostri tempi; altri ancora hanno visto in questa mia opera una semplice "<strong>voglia di passera</strong>" senza eguali; <strong>last but not least,</strong> una fazione minoritaria di critici ha creduto opportuno chiamare la <strong>Neuro</strong> e internarmi, il tempo ci dirà poi se a ragione o meno. Io commenterei il tutto così: la <strong>camicia di forza</strong> non è scomoda, e le pareti della mia camera sono <strong>imbottite e morbide</strong>, credo che rimarrò qui per qualche altro giorno.</p>
<p><a href="http://theciuffi.files.wordpress.com/2008/07/viva-la-vida1.jpg"></a>      <a href="http://theciuffi.files.wordpress.com/2008/07/viva-la-figa1.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-131  aligncenter" src="http://theciuffi.wordpress.com/files/2008/07/viva-la-vida1.jpg?w=130" alt="Viva La Vida" width="130" height="130" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-133   aligncenter" src="http://theciuffi.wordpress.com/files/2008/07/viva-la-figa1.jpg?w=130" alt="Viva La Figa" width="130" height="130" /></p>
<p style="text-align:center;">Il Mio capolavoro s'intitola: "<strong>Viva la fi...ehm...la vi...no no, proprio figa c'è scritto</strong>". Bello, eh? </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fuoriXcorso_Cesare Pietroiusti /performance prima dell'apertura/ (Una domanda ad ogni risposta)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:54:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=30</guid>
<description><![CDATA[Prima dell&#8217;apertura ufficiale della mostra, alle ore 18:30, Pietroiusti realizzerà la sua per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prima dell'apertura ufficiale della mostra, alle ore 18:30, Pietroiusti realizzerà la sua performance a partire dalle ore 15:30 (davanti all'ingresso del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, adiacente al CIAO).</p>
<p>Aprirà degli spazi di dialogo con gli studenti dell'Università. Rispondendo a qualsiasi tipo di domanda porterà gli studenti oltre il limite fisico  eburocratico della Città universitaria.</p>
<p>(Clicca sull'immagine sottostante per ingrandire l'invito)</p>
<p><a title="L'invito alla performance di CEsare Pietroiusti" href="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003hpw7"><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003hpw7" alt="Pietroiusti Una risposta ad ogni domanda, invito" width="482" height="321" /></a></p>
<p>Non perdete la possibilità di parlare direttamente con l'artista e prender parte alla sua opera!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[discorsiXcorsi_presento Pietroiusti (Volevo fare l'artista)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=29</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:31:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=29</guid>
<description><![CDATA[La mia introduzione all&#8217;intervento di Pietroiusti
Volevo fare l’artista
 
Secondo Chesterton]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h5>La mia introduzione all'intervento di Pietroiusti</h5>
<h2>Volevo fare l’artista</h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Secondo Chesterton:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height:150%;">«Il temperamento artistico è una malattia che affligge i dilettanti».</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Scopo di questo discorso con in qui presente Cesare Pietroiusti sarà in primo luogo di capire in che senso egli rovesci la questione posta dallo scrittore inglese.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Non credo di sbagliare presumendo che Pietroiusti modificherebbe i termini di quella citazione facendola suonare come:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height:150%;">«Il dilettantismo è una qualità che caratterizza gli artisti»!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">L’artista, in quanto dilettante, esce dal circolo manageriale della produttività, della specializzazione e degli obiettivi SMART. In questo modo gli è concesso di perlustrare qualsiasi tipo di medium (dalla stampa a caratteri mobili al linguaggio come casa dell’essere), scoprendo in esso lati inattesi e nascosti (e sappiamo che spesso ciò che è nascosto, ci è nascosto, e nasconde un elemento di verità che ci è sempre appartenuto). Tale scoperta (termine, scoperta, che uso in evidente volgarizzazione del disvelamentoalétheia) contribuisce a disegnare, oltre la mera strumentalità del mondo, una dimensione più umana e meno umanista dell’abitare il pianeta. heideggeriano, che usa il termine greco di</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Chiaramente non solo all’artista è concessa tale prerogativa (ho, a questo punto, evidentemente abbandonato i termini heideggeriani). Già alcuni filosofi la fecero propria; e tra questi troviamo Voltaire, il quale scriveva (e nell’ambito di questa tavola rotonda non poteva non venir citato):</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="margin-left:35.45pt;text-align:justify;text-indent:-0.05pt;line-height:150%;">Le università furono istituite per il progresso delle scienze, ma non si poté mai conoscere nulla se non compiendo percorsi opposti a quelli delle università, perché queste avevano istituito soltanto delle scuole d’opinioni errate. (Voltaire, Quaderni)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Riterrei, pertanto, opportuno basare questo discorso con Pietroiusti sul modello della conversazione, per come questa è vista proprio dallo stesso philosophe, quando nei suoi Quaderni la descrive così:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;">Conversare è comunicare le nostre debolezze.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Nel conversare con Pietroiusti, quindi, non voglio nascondere quell’insieme di perplessità, di dubbi, di ripensamenti e di lacune le quali, insieme a quelle di cui non mi rendo nemmeno conto, costituiscono le mie debolezze. Per presentare Pietroiusti spogliandomi del mio ruolo di curatore competente sarei stato tentato di copiare il lavoro di presentazione diligentemente stilato da Elisabetta Fabrizi per la mostra Democracy!, una ragazza, l’unica italiana, di un gruppo di giovani curatori che si trovarono nella nostra stessa situazione circa sette anni fa, in un master gemello svoltosi presso il Royal College of art.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Sarei stato tentato, dicevo, ma non l’ho fatto. (Che sia bastato il pensiero?) Non l’ho fatto per non attirarmi le ire di chi deve dimostrare, attraverso le competenze da me acquisite (di cui in questo momento io dovrei dar pubblico saggio), che il corso di master sia riuscito a formare un professionista del contemporaneo, un tecnico della cura critica.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Ho scelto un’altra strada, per alcuni versi simile, ma più facilmente digeribile in quanto sembra recitare un copione già scritto: quello del curatore che finge di andare oltre la semplice relazione con l’artista e ne usurpa (sempre nella finzione) il trono. Più digeribile, azzardo, perché prevede uno sconfinamento accettato, in quanto rientra nei margini di sicurezza posti alla guardia del rispetto dei ruoli e delle competenze, in quanto c’è sempre lo scampo ed il rifugio della finzione (non certo giunta ancora ad una sana e nihilistica derelizzazione): sono un curatore che gioca a fare l’artista chiamando un artista (acclamato, vero, autentico, verace) a fare il curatore, e lo faccio ri-utilizzando un suo linguaggio. Questa strada può venir meglio compresa in quanto rientra, o sembra rientrare, nella logica del ready-made, dell’appropriazione ed in quanto la soggettività sottesa è sempre inquadrabile in una funzione (non matematica, o non proprio, forse non ancora) che è quella del curatore (un curatore un po’ scherzoso, carnevalesco, forse, ma pur sempre un curatore). Classico caso di un curatore che voleva fare l’artista, forse.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Pietroiusti è un artista che mette spesso in discussione il ruolo dell’istituzione e, implicitamente, del curatore proponendo inversione di ruoli (come far fare al curatore, per esempio, cose che tradizionalmente  spetterebbero all’artista) (mi riferisco, in particolare al lavoro che Pietroiusti ha presentato per la mostra organizzato dal succitato master).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Ho voluto vedere, con questo piccolo esperimento, cosa succede se ci si lascia andare all’evento limite in cui il curatore non oppone più alcuna resistenza.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Cosa succede, insomma, quando non è più l’artista a giocare ad invertire i ruoli? Cosa succede quando è il curatore  a proporre questo scambio?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">La strada che ho scelto è stata sostanzialmente di far fare all’artista quello che avrei dovuto fare io, quindi di scrivere la sua presentazione e parlare delle problematiche curatoriali specifiche di una mostra che si svolge nell’università e sull’università (su un università in grado di inglobare ed assorbire una mostra come questa).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">A questo punto manca solo che io compia quel che resta del mio dovere … vale a dire:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">La re-citazione di un lavoro altrui. (È poi così diverso dall’altra strada?)</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;"><img class="alignnone" src="http://pics.livejournal.com/noma08/pic/0003g0gc/s640x480" alt="biografia pietroiusti" /></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if !supportEmptyParas]--><span style="font-size:14pt;"><!--[endif]--></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[discorsiXcorsi_presento Fantin (La meraviglia infinita)]]></title>
<link>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=26</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 02:23:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbardella</dc:creator>
<guid>http://emanuelesbardella.wordpress.com/?p=26</guid>
<description><![CDATA[La mia introduzione all’intervento di Fantin
La meraviglia infinita

Non è dovuto al fatto che ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h5>La mia introduzione all’intervento di Fantin</h5>
<h2>La meraviglia infinita</h2>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Non è dovuto al fatto che ci troviamo a parlare di arte nelle aule di questa università (Sapienza) o di questa particolare facoltà (Lettere e filosofia) che inizio con il parlare di filosofia, la quale disciplina, secondo Aristotele, tende al conseguimento della sapienza a prescindere da qualsiasi altro fine pratico.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Essa, sempre secondo Aristotele, ricerca una forma di conoscenza per la conoscenza e</p>
<p style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;">“per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa sola, infatti, è fine a se stessa. […] Tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma nessuna sarà superiore”.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">È curioso notare che un artista cardine del novecento individui una precisa funzione all’arte del suo tempo nel superamento della filosofia, e che tuttavia la nuova artevecchia filosofia. (Ecco, quindi, a cosa era dovuto il mio incipit sullo statuto della sapienza e della filosofia). abbia le medesime funzioni della</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Prendiamo in mano il testo di Joseph Kosuth, tenendo bene a mente quanto letto poc’anzi da quello di Aristotele.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;">“È implicita nel carattere unico dell’arte la sua capacità di restare al di fuori dei giudizi filosofici. In questo conteso, dunque, l’arte presenta somiglianze con la logica, la matematica, nonché con la scienza. Ma, mentre le altre discipline sono utili, l’arte no lo è. L’arte, invero, esiste per se stessa”.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">L’arte supera, quindi, la filosofia mantenendo la mira al conseguimento di un medesimo obiettivo essenziale?</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Parlare di tale incongruo superamento, è ciò che vorrei incominciare a fare in questa tavola rotonda.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Liberazione. La libertà (o meglio, la carica “liberante”) di cui si fa carico il filosofo o l'artista <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Gratuità. Il produrre un attività apparentemente superflua, in quanto non utilitaristica<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Rivoluzione. La volontà di svolgere aprioristicamente una’attività che intende legittimarsi a posteriori attraverso la modificazione del contesto nel quale si inserisce<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Superiorità. Il vaneggiamento della superiorità di tale contesto di appartenenza (arte o filosofia, in generale) rispetto agli altri campi del vissuto umano, o anche alle altre discipline<!--[endif]--></p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Per farlo, comincio con l’individuare i punti di contatto tra la filosofia per Aristotele e l’arte per Kosuth.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Tali punti in comune potrebbero essere:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         La libertà (o meglio, la carica “liberante”) di cui si fa carico il filosofo o l'artista<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Il produrre un attività apparentemente superflua, in quanto non utilitaristica<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         La volontà di svolgere aprioristicamente una’attività che intende legittimarsi a posteriori attraverso la modificazione del contesto nel quale si inserisce<!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;line-height:150%;"><!--[if !supportLists]-->•         Il vaneggiamento della superiorità di tale contesto di appartenenza (arte o filosofia, in generale) rispetto agli altri campi del vissuto umano, o anche alle altre discipline<!--[endif]--></p>
<p style="margin-left:36pt;text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Per questioni di tempo ci accontentiamo di Aristotele e Kosuth, e non andremo oltre nell’appurare la vicinanza teorica che crea il nostro paradosso.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Giunti a questa considerazione preliminare sarà importante andare ad analizzare l’origine del filosofare, per tornare così a ritroso verso l’origine dell’arte (ammesso ce ne sia una), per poi sviscerare, insieme a Fantin, quel paradosso iniziale e tematizzarlo nel rapporto tra arte ed università (o della contestualizzazione scientifica dell’arte).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Riprendiamo, quindi, sempre secondo la nota impostazione dell’antico filosofo che oggi sto assumendo quale punto di riferimento, il discorso sull’origine del filosofare.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Ogni filosofo, parafraso Aristotele (per non citarlo in continuazione), è mosso dal senso di meraviglia che scaturisce dall’osservazione di un mondo (o di un aspetto del mondo) che per la prima volta capisce di non capire; il filosofo si scopre tale nel momento in cui percepisce (e ne resta meravigliato), la propria estraneità rispetto a ciò che gli era sempre parso come assolutamente familiare (heimlich, in tedesco).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Ma la meraviglia che caratterizza il dialogo filosofico (e, secondo me, e anche artistico) non è solo dovuta o riferita all’oggetto ricercato/osservato, ma anche al soggetto investigante, che inizia a riflettere su se stesso nello stesso momento in cui riflette sull’oggetto. L’oggetto che desta meraviglia, desta per così dire, il soggetto stesso. (È proprio in ambito della filosofia greca che nasce, ad esempio Lacan parla di Socrate, l’uomo moderno. Sarà con la fine della modernità che questi due momenti verranno riconosciuti come non separabili).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Il filosofare, come il ricercare scientifico ed il fare artistico, quindi, scaturiscono da una meraviglia soggettiva (implicante anche la scoperta di se stessi) (come poi questa soggettività si sia evoluta nella scienza moderna è un argomento che non tratteremo oggi).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Così, ad esempio, il metodo goethiano dello streben, il cercare, l’aspirare, il tentativo continuato di superare i propri limiti.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">La meraviglia che caratterizza ogni streben è forse l’elemento che travalica le diatribe interdisciplinari e che non implica solo l’esperienza diretta di qualcosa di meraviglioso o perturbante, ma anche uno studio sui meccanismi della meraviglia o di fenomeni meravigliosi che continuano ad alimentare le mitologie contemporanee.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Il paradosso iniziale di un’arte che supera la filosofia rimanendo sulle stesse posizioni teoriche, si spiega, secondo me, così:</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">L’arte supera la filosofia in quanto, agli occhi di Kosuth, miscela alla teoria (del filosofo) la prassi (dell’antropologo).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Effettivamente, però, l’arte rimane inchiodata sulle posizioni filosofiche alle quali è costretta a tornare in circolo se non si rende conto che non è la meraviglia o lo streben che la distingue dalla filosofia.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Ciò che distingue l’arte dalla filosofia è l’indeterminatezza con la quale essa affronta la meraviglia, rompendone la circolarità del ritorno sul medesimo aggancio teorico, accettandone l’assenza di un fine. Questo la rende in-finita (distinguendola ancora oggi, a mio parere, dalla meraviglia dello scienziato o del filosofo, la cui meraviglia ha un fine posto a priori dallo scopo della propria ricerca. Lo scienziato ricerca perché vuole scoprire il meccanismo che lo meraviglia; il filosofo si interroga perché vuole scoprire l’essenza di ciò che lo meraviglia. Perché l’artista fa, agisce? Certo non per lo stesso motivo per cui il baco fa la seta!).</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Preparando questo incontro a casa di Fantin, davanti ad una buona tazza di tè caldo, si parlava di arte ed artisti senza dio. Si ragionava sul fatto che arte e scienza da un certo momento storico hanno assunto percorsi contrastanti, eppure appaiono accomunate da  un medesimo processo di secolarizzazione, vale a dire che esse appaiono sganciate da un riferimento al valore ultimo della metafisica che storicamente si è incarnato in dio.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">L’idea di dio, pur se di essa non resta che una versione formato tascabile, è – secondo Fantin – un’ideuzza che fa accomodare chi la fa propria su una posizione statica che poco si concilia con il viaggio e la scoperta così tipiche del fare artistico. Gli artisti che accettano, più o meno esplicitamente, questa posizione statica si identificano in dio come modello di creazione.</p>
<p style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:150%;">“È una faccenda che si risolve tra lui e la sua opera. Tutto il mondo si esaurisce in questo… un rapporto solipsistico intollerante di qualsiasi imprevisto, di qualsiasi rischio, di ogni apparire di qualche taumaturgia anomala. […] L’artista come tutti gli altri fedeli si prostra nella liturgia del consumo, devoto al turn over, orante dell’efficace litania del copyright, esuberante nella sua adesione all’international style”.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">L’artista senza dio, invece, appare come una forma di anomalìa sociale, un antiprofessionista dichiarato.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Vorrei che Fantin ci parlasse di come, dal puto di vista interno, l’essenziale antiprofessionalità dell’arte si contestualizza in un’istituzione tesa alla formazione professionale.</p>
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p style="text-align:justify;line-height:150%;">Su questo vorrei interrogare Fantin, per sapere come egli (artista in itinere senza meta, senza dio – come si definisce) si collochi nel suo tentativo di meravigliare, rispetto alla richiesta del museo di farlo dialogare con l’ambito scientifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Come si conciliano, quindi, la finitezza e l’in-finitezza della meraviglia?</p>
]]></content:encoded>
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