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	<title>antisionismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/antisionismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "antisionismo"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 12:54:13 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Passaporto diplomatico palestinese per Kuntar!!!]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1734</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 14:25:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Passaporto diplomatico palestinese per Kuntar!!!

20/07/2008 Statura morale dei nemici d’Israele: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Passaporto diplomatico palestinese per Kuntar!!!</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/israel0.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/israel0.jpg" alt="" width="470" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-1741" /></a></p>
<p align="justify">20/07/2008 Statura morale dei nemici d’Israele: Samir Kuntar (l’infanticida druso libanese scarcerato da Israele sotto ricatto da parte della milizia sciita Hezbollah) verrà presto dotato di passaporto diplomatico palestinese. Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha dichiarato d’aver dato disposizione in questo senso al suo ministro degli interni Said Siyam. </p>
<p>(<em>Fonte: Israele.net</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Samir Kuntar: uno spietato infanticida mai pentito]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1645</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 13:26:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1645</guid>
<description><![CDATA[Oggi esce di galera, col ricatto, uno spietato infanticida mai pentito 

Per quasi trent’anni non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi esce di galera, col ricatto, uno spietato infanticida mai pentito</strong> </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/image_2184.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/image_2184.jpg" alt="" width="140" height="150" class="aligncenter size-full wp-image-1647" /></a></p>
<p align="justify">Per quasi trent’anni non era stata autorizzata la pubblicazione del contenuto completo del dossier Samir Kuntar (File No. 578/79) depositato negli archivi del tribunale di Haifa. Ora, alla vigilia della prevista scarcerazione di Kuntar, accogliendo la richiesta del quotidiano israeliano Yediot Aharonot il tribunale ha autorizzato la visione della deposizione di Kuntar, delle numerose prove, di altre testimonianze e del testo completo dell’atto di incriminazione e della sentenza. Finora questo materiale era coperto da segreto e nelle poche occasioni in cui era uscito dagli archivi, era stato accompagnato da una scorta armata. Lunedì scorso il giudice Ron Shapira ha autorizzato la pubblicazione di tutto il contenuto del dossier, ad eccezione della testimonianza di una sola persona. Il giudice ha anche chiesto di non pubblicare i referti anatomopatologici né altri dettagli che possano ledere la memoria delle vittime. “Non vedo ragione di limitare l’accesso all’atto di incriminazione e al verdetto – ha spiegato il giudice, respingendo la richiesta del pubblico ministero – E’ fuor di dubbio che la questione della scarcerazione di Kuntar, e dunque anche le circostanze della sua detenzione, sono argomenti di profondo interesse pubblico. Pertanto sono convinto che la richiesta del quotidiano sia giustificata”.</p>
<p align="justify"><strong>Samir Kuntar, druso libanese, aveva 17 anni quando guidò un commando terroristico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP). Da allora non ha mai espresso alcun rimorso per aver ucciso Einat Haran (4 anni), il padre Danny Haran (32 anni) e l’agente di polizia Eliyahu Shahar (24 anni). Kuntar e Ahmed Assad Abras, l’altro membro del commando sopravvissuto all’attentato, vennero condannati a cinque ergastoli più 47 anni di carcere. Durante l’attentato, che avvenne a Nahariya il 22 aprile 1979, morì anche Yael Haran (2 anni) mentre si nascondeva con la madre Smadar per sfuggire ai terroristi.</strong></p>
<p align="justify">Salvo ritardi dell’ultimo momento nell’applicazione del recente accordo di scambio con Hezbollah, mercoledì mattina Kuntar saluterà i suoi compagni della cella 33, ala 3, del carcere di Hadarim, verrà trasportato al valico di frontiera di Rosh Hanikra fra Israele e Libano e potrà festeggiare il suo 46esimo compleanno a casa sua, nel villaggio di Aabey, vicino all’aeroporto di Beirut.</p>
<p align="justify"><strong>La notte del 22 aprile 1979 Kuntar e i suoi complici partirono dal Libano su un gommone e sbarcarono sulla spiaggia di Nahariya. Qui spararono a un’auto di pattuglia della polizia uccidendo l’agente Eliyahu Shahar. Proseguendo, fecero irruzione nel vicino appartamento della famiglia Haran, al 61 di Via Jabotinsky, e trascinarono sulla spiaggia Danny e la figlia Einat di 4 anni. Smadar e l’altra figlia, Yael, di 2 anni, si nascosero acquattandosi in un soppalco dove Yael morì inavvertitamente soffocata dalla madre che cercava disperatamente di impedirle di gridare per non essere scoperte dai terroristi. Intanto sulla spiaggia, mentre si svolgeva uno scontro a fuoco con le sopraggiunte forze di sicurezza, Kuntar sparava a bruciapelo nella schiena a Danny e uccideva anche la figlia Einat. </strong></p>
<p align="justify">Nell’azione morirono anche due terroristi, mentre Kuntar e Abras venivano arrestati e processati.</p>
<p align="justify">Immediatamente dopo l’arresto, all’udienza per la conferma del suo stato di detenzione, <strong>Kuntar ammise d’aver ucciso la piccola Einat colpendola ripetutamente sulla testa col calcio della sua arma.</strong> Successivamente, invece, durante la deposizione davanti alla Corte, Kuntar ritrattò la confessione. “Arrivai sulla spiaggia di Nahariya alle 2.30 del mattino – dichiarò il 6 gennaio 1980 – Legammo la nostra imbarcazione alle rocce. Avevamo istruzione di non aprire il fuoco, prendere degli ostaggi e portarli con noi in Libano. Io ero al comando della cellula. Avevo deciso di bussare alla porta di una delle case. Majeed ed io camminammo verso l’edificio. Gli dissi di suonare il campanello ma di non parlare perché avevo deciso di parlare in inglese con quelli che ci abitavano. Quando arrivammo, Majeed suonò a uno degli appartamenti e parlò in arabo alla donna, e quella risposte in ebraico. Fu un errore e la donna non aprì la porta. In quel momento sentii il suono di un’auto che si avvicinava e si fermava… Feci fuoco e poi entrammo in uno degli appartamenti da dove tirammo fuori un uomo e la sua ragazzina per portarli via con noi. Decisi che avremmo dovuto portare con noi anche la ragazzina per garantirci di restare vivi, per poi restituirli dal Libano attraverso la Croce Rossa. Mentre eravamo con loro ci furono degli spari verso di noi… Esplosi alcune raffiche verso quella gente con il mio Kalashnikov e colpii uno di loro che cadde a terra. Quando vidi che il gommone era stato colpito… cercammo di ritirarci via terra e sfuggire al fuoco verso di noi… I soldati lanciarono un attacco contro di noi… Volevo trovare un modo per dir loro di smettere di spararci perché l’unico nostro obiettivo era portare in Libano gli ostaggi. Ma non avevo un megafono… Fui colpito da cinque proiettili”.</p>
<p align="justify">Kuntar proseguì la deposizione al processo sostenendo che Danny Haran sarebbe stato colpito dagli stessi soldati israeliani durante lo scontro a fuoco. “Io – aggiunse – perdevo molto sangue e svenni. Non so cos’altro sia accaduto fino quando mi sono svegliato e mi sono ritrovato nelle mani dei soldati. Non ho fatto nulla alla ragazzina e non ho visto come sia morta”.</p>
<p align="justify"><strong>Tra le varie testimonianze dell’accusa, il testimone n. 4 ha invece raccontato alla Corte d’aver visto molto bene Danny Haran in piedi che gridava “Non sparate, c’è qui la mia bambina” e subito dopo Kuntar che gli sparava nella schiena. Al processo ha testimoniato anche il medico legale che ha accertato che la morte di Einat è stata direttamente causata da colpi inferti con un oggetto smussato come un bastone o il calcio di un fucile.</strong></p>
<p align="justify">Le udienze in tribunale furono quasi insopportabili per la madre, Smadar Haran, unica sopravvissuta della famiglia. Durante una delle sedute, mentre la difesa di Kuntar cercava di sostenere che il suo assistito era stato maltrattato in carcere, Smadar mormorò qualcosa all’indirizzo dei due imputati obbligando la Corte a chiederle di scusarsi. Smadar decise di abbandonare l’aula del tribunale, ma si rifiutò di porgere le sue scuse.</p>
<p align="justify">Il giorno della lettura della sentenza Smadar Haran sedeva con il capo chino, piegata dal dolore. La madre dell’agente ammazzato Eliyahu Shahar, che non aveva perso neanche una udienza, non era invece presente: il suo cuore aveva ceduto quattro giorni prima. Kuntar, stando al resoconto pubblicato allora da Yediot Aharonot, sembrava quasi divertito.</p>
<p align="justify"><strong>“Samir Kuntar – scrissero i giudici nella sentenza, sulla base di molte prove e testimonianze – si avvicinò a Einat Haran e la colpì due volte sulla testa con il calcio del suo fucile, con l’intenzione di ucciderla. Anche l’altro imputato le colpì la testa con forza. A causa dei colpi, Einat subì fratture al cranio e danni fatali al cervello, che ne provocarono la morte. Costoro assassinarono a sangue freddo gli ostaggi, una padre indifeso e la sua piccola figlia”. E aggiunsero: “Con questi atti, gli imputati hanno toccato bassezze morali senza precedenti… un gesto senza eguali di diabolica malvagità … la pena che intendiamo infliggere non corrisponde neanche lontanamente alla brutalità delle loro azioni…”.</strong></p>
<p align="justify">Successivamente il governo israeliano stabilì che la scarcerazione di Kuntar, nel frattempo diplomatosi in scienze sociali durante la detenzione in Israele, sarebbe stata usata come moneta di scambio nell’affare Ron Arad (l’aviatore israeliano caduto vivo nella mani di terroristi jihadisti libanesi nel 1986, “venduto” da un’organizzazione terroristica all’altra, e del quale da tempo non si sa più nulla). Quattro anni fa, durante le trattative per ottenere la restituzione del faccendiere Elhanan Tannenbaum, sequestrato da Hezbollah, e delle spoglie di tre soldati israeliani catturati e uccisi da Hezbollah al Monte Dov nel 2000 (sotto gli occhi dei soldati Onu), Israele accettò di scarcerare Kuntar in cambio di informazioni precise sulla sorte di Ron Arad. Non avendo ricevuto nessuna informazione, Kuntar restò in carcere.</p>
<p align="justify">Due settimane fa, Smadar Haran ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha detto che non si oppone allo scambio con Hezbollah per la restituzione degli ostaggi Eldad Regev e Ehud Goldwasser (sequestrati nel luglio 2006 in territorio israeliano) e per informazioni su Ron Arad.</p>
<p align="justify">Ora, in ottemperanza dell’accordo (o meglio,del ricatto) accettato, Israele si appresta a rimettere in libertà l’assassino e infanticida Samir Kunter senza neanche sapere se Regev e Goldwasser siano vivi o morti, e senza aver avuto nessuna vera informazione sulla sorte di Ron Arad.</p>
<p align="justify">Scrive il Jerusalem Post: In Libano fervono i preparativi per celebrare il ritorno di Samir Kuntar, condannato a più ergastoli in Israele per aver commesso uno dei più atroci attentati terroristici nella storia del paese. La sua scarcerazione è prevista per mercoledì mattina, in cambio degli ostaggi Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, sequestrati da Hezbollah su suolo israeliano il 12 luglio 2006. <strong>La popolazione e il governo libanese e tutti gli altri nel mondo arabo, compresi molti palestinesi, che sono così felici per la scarcerazione di Kuntar farebbero meglio a domandarsi se un tale mostro meriti tanta glorificazione. È questo il tipo di uomo che eleggono a loro idolo? Se è così, questo non ci dice forse qualcosa su chi festeggia? Kuntar non ha mai espresso il minimo rimorso</strong>. Anzi, stando al quotidiano dell’Autorità Palestinese al-Hayat al-Jadida, pochi mesi fa ha scritto una lettera a Nasrallah in cui giura solennemente di non aver alcuna intenzione abbandonare la jihad contro Israele. Per inciso, <strong>il giornale palestinese accompagna il testo della lettera con un articolo in cui Kuntar viene definito “un raggio di luce” e un “autentico modello di comportamento”.</strong> Forse Kuntar e i suoi fan dovrebbero leggere l’agghiacciante racconto di Smadar Haran Kaiser (oggi risposata e con due bambini): “Non dimenticherò mai la gioia e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate – scrisse in un articolo sul Washington Post – Se sottolineo la gioia e l’odio nelle loro voci è per un motivo: per chiunque abbia una sensibilità normale è difficile comprendere come qualcuno possa provare gioia e odio mentre sfonda la testa di una bambina di quattro anni. Che genere di patologia può portare una società intera a celebrare tanta malvagità?”</p>
<p>(<em>Da: Nir Gontarz su MFA Newsletter, Jerusalem Post, www.israele.net, 14.07.08</em> )</p>
<p align="justify"><em>Nella foto in alto: Tra le prove a carico, nel dossier Samir Kuntar, le tracce di tessuto cerebrale della piccola Einat trovate dagli anatomopatologi israeliani sul calcio del Kalashnikov del terrorista</em></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2184">Israele.net</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I media e l’intramontabile versione palestinese]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1602</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 22:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1602</guid>
<description><![CDATA[I media e l’intramontabile versione palestinese 
Da un articolo di Caroline Glick

L’attentato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I media e l’intramontabile versione palestinese</strong> </p>
<p><em>Da un articolo di <strong>Caroline Glick</strong></em></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/image_2180.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/image_2180.jpg" alt="" width="140" height="140" class="alignnone size-full wp-image-1607" /></a></p>
<p align="justify">L’attentato del 2 luglio è stato unico nel suo genere. Per via del fatto che Husam Taysir Dwayat ha ucciso le sue vittime con un bulldozer praticamente davanti ai Jerusalem Capitol Studios dove hanno i loro uffici molti network televisivi stranieri, il suo è stato uno degli due soli attentati in Israele che siano stati filmati “in diretta” dalle telecamere. L’altro attentato filmato mentre avveniva fu il linciaggio dei due riservisti israeliani Yosef Avrahami e Vadim Novesche in una stazione di polizia palestinese a Ramallah il 12 ottobre 2000. <strong>Quell’aggressione, che vide una folla deliziarsi nel fare scempio dei corpi e del sangue delle due vittime, venne filmata da una reporter italiana dell’emittente privata Mediaset.</strong> L’aggressione del 2 luglio scorso è stata filmata dalla BBC, il cui corrispondente Tim Franks ha assistito alla strage sin dall’inizio dalle finestre del suo ufficio.</p>
<p align="justify">Il fatto d’essere stati filmati non è l’unico elemento che accomuna i due attentati. Il linciaggio di Ramallah e il bulldozer di Gerusalemme sono anche gli unici due attacchi che hanno portato ad umilianti profferte di scuse da parte di giganti dei media che, in altre circostanze, fanno mostra di ben altra arroganza. <strong>All’indomani del linciaggio, Riccardo Cristiano, allora corrispondente da Israele del network di proprietà pubblica RAI, scrisse una lettera di umilissime scuse all’Autorità Palestinese nella quale si prodigava in ogni modo per spiegare che non era stato il suo network, bensì quello concorrente, a diffondere il filmato. Nella lettera, che venne pubblicata dal quotidiano dell’Autorità Palestinese Al Hayat al Jadida, Cristiano spingeva il suo servilismo sino ad affermare: noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell'Autorità Palestinese per il lavoro in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Potete star certi che questo non è il nostro modo d'agire: noi non facciamo e non faremo cose del genere”.</strong></p>
<p align="justify">Lo scorso 4 luglio la BBC ha pubblicato le sue scuse per aver mandato in onda il filmato della strage di due giorni prima. Le immagini mostravano un soldato israeliano, in licenza e disarmato, che si arrampicava fino alla cabina del bulldozer guidato da Dwayat, subito dopo che questi aveva ucciso Batsheva Ungerman schiacciando la sua auto. Si vedeva il soldato che, afferrata la pistola di un agente di sicurezza che non era riuscito a bloccare Dwayat, sparava tre colpi alla testa del terrorista. Nel filmato non si vedeva la morte di Dwayat né delle sue vittime. Quello che si vedeva era il terrore dei feriti, la determinazione dell’omicida e l’eroismo del soldato. Ciò nondimeno il network ha dichiarato: “Non fa parte della normale politica della BBC mostrare sullo schermo il momento della morte. Vi sono sempre decisioni estremamente difficili da prendere. Tuttavia, ripensandoci, abbiamo avuto la sensazione che le immagini trasmesse nelle News at Ten del 2 luglio non riflettessero il corretto equilibrio editoriale tra esigenze di accuratezza informativa e potenziale impatto sul pubblico del programma”. <strong>A prima vista, non è ben chiaro di cosa stia parlando la BBC. Il suo filmato era un successo giornalistico. Grazie ad esso, decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno potuto vedere coi propri occhi com’è un attacco terroristico contro civili innocenti, e da un angolo di visuale sufficientemente asettico. Di che doveva scusarsi la BBC</strong>?</p>
<p align="justify">In questo caso, come nel caso del linciaggio di otto anni fa, <strong>il vero motivo per cui la BBC si è scusata non è perché le immagini del filmato fossero troppo raccapriccianti, bensì perché si discostavano troppo dalla versione comunemente accettata della guerra dei palestinesi contro Israele.</strong> Per mantenere questa versione, “il corretto equilibrio editoriale tra esigenze di accuratezza informativa e potenziale impatto sul pubblico del programma” è quello che rafforza la convinzione che delle due l’una: o Israele è moralmente indistinguibile dai palestinesi, oppure è moralmente peggiore dei palestinesi.</p>
<p align="justify">La classica metafora del primo caso è quella della cosiddetta “spirale di violenza”. La BBC stessa esplicitò questo approccio all’indomani del linciaggio di Ramallah. In un programma intitolato “Quando è morta la pace”, trasmesso nel novembre 2000, la BBC spiegò: “Due immagini racchiudono l’odio che ha distrutto il processo di pace in Medio Oriente: il ragazzino di Gaza Mohammed al-Dura che muore sotto i colpi dei soldati israeliani mentre suo padre gli fa da scudo, e il brutale linciaggio e assassinio dei due riservisti israeliani da parte di una folla di palestinesi”.</p>
<p align="justify">La classica metafora del secondo caso è quella dell’Olocausto, resa forse più esplicita che mai, a suo tempo, da Catherine Nay, ben nota anchor-woman del network Europa1. Verso la fine del 2000, la Nay dichiarò che “la morte di Muhammad [al-Dura] annulla e cancella quella del bambino ebreo con le mani alzate davanti alle SS nel ghetto di Varsavia”.</p>
<p align="justify"><strong>La vicenda di Muhammad al-Dura gioca un ruolo centrale in entrambe le versioni.</strong> Il 30 settembre 2000 il capo dell’ufficio israeliano della la tv pubblica France 2 Charles Enderlin mandò in onda un filmato di 57 secondi, <strong>pesantemente rimontato</strong>, che a suo dire mostrava l’allora dodicenne al-Dura mentre veniva ucciso da Forze di Difesa israeliane all’incrocio di Netzarim nella striscia di Gaza. France 2 diffuse gratuitamente il filmato nel circuito mondiale e l’immagine di al Dura divenne l’emblema della guerra dei palestinesi contro Israele. Indirettamente essa ha contribuito a scatenare vaste violenze anti-israeliane un po’ in tutto il mondo.</p>
<p align="justify"><strong>I primi interrogativi sull’attendibilità del resoconto di France 2 sorsero immediatamente</strong>. Un’inchiesta delle Forze di Difesa israeliane avviata dal comandante del settore sud Yom Tov Samia dimostrò attraverso prove balistiche che era fisicamente impossibile che i soldati israeliani avessero colpito, men che meno ucciso, al-Dura. Negli anni successivi, un pugno di giornalisti e ricercatori produsse un quantità di prove a dimostrazione dell’infondatezza del servizio di Enderlin. Uno di questi ricercatori, un analista dei mass-media di nome Philippe Karsenty, asseriva sul suo sito internet Media Ratings che il filmato è un falso, e sfidava Enderlin e France 2 a querelarlo per diffamazione chiedendo nel contempo che pubblicassero i 27 minuti di girato sull’incidente del 30 settembre 200 all’incrocio di Netzarim di cui dicevano d’essere in possesso. Pur rifiutandosi di mettere a disposizione il filmato completo, Enderlin e France 2 querelarono Karsenty per diffamazione. Alla fine del 2006, dopo aver ricevuto una lettera di raccomandazione per Enderlin dall’allora presidente francese Jacques Chirac, e nonostante la quantità di prove presentate da Karsenty al processo a sostegno della propria tesi, la corte condannò il ricercatore. Karsenty fece appello. La corte d’appello ordinò a Enderlin e a France 2 di mostrare il girato non montato. <strong>Nonostante il rifiuto di mostrare il materiale nella sua interezza, anche solo dai 19 minuti finalmente messi a disposizione da Enderlin apparvero chiare tre cose. Primo, le Forze di Difesa israeliane non potevano aver ucciso al-Dura. Secondo, il filmato mostrava dei palestinesi che mettevano in scena combattimenti immaginari con i soldati israeliani. Terzo, dal filmato non emergeva nessuna conferma che al-Dura fosse stato effettivamente colpito e che fosse morto quel giorno all’incrocio di Netzarim. La corte ribaltò la sentenza di condanna di Karsenty.</strong></p>
<p align="justify">A questo punto si poteva pensare che i mass-media francesi, israeliani e internazionali che per sette anni avevano sostenuto Enderlin contro un piccolo gruppo di investigatori indipendenti, avrebbero finalmente abbandonato quella posizione. E che, dopo aver difeso per sette anni un caso indifendibile di cattivo giornalistico, lo stesso Enderlin riconoscesse finalmente il suo errore. Invece è accaduto il contrario. In Israele, commentatori come Gideon Levy e Tom Segev di Ha'aretz, Arad Nir di Channel 2 e Larry Derfner del Jerusalem Post hanno accusato Karsenty e i suoi colleghi d’aver condotto una caccia alle streghe ai danni di Enderlain pur di promuovere le loro idee politiche. In Francia, i mass-media inizialmente hanno ignorato la vicenda. Poi, a meno di una settimana dalla sentenza, il Gotha del vasto ambiente anti-israeliano nei media francesi ha pubblicato una petizione sul Nouvel Observateur che condanna il ben documentato dossier di Karsenty contro la versione comunemente accettata della vicenda al-Dura definendola una “settennale campagna diffamatoria gonfia di odio”. In tutto hanno firmato la petizione circa trecento giornalisti e centinaia di altri notabili. Da parte loro, France 2 ed Enderlin hanno annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza d’appello davanti alla Corte Suprema di Francia.</p>
<p align="justify">Nel suo resoconto del caso e delle conseguenze sul Weekly Standard, la giornalista francese Anne-Elisabeth Moutet attribuisce la reazione dei mass-media francesi a quella che ella considera una tradizione tipicamente francese di non ammettere mai i propri errori. C’è senza dubbio qualcosa di vero in questo. Ma questa arroganza non è certo un tratto esclusivo dei media e delle élite francesi. E data l’arroganza quasi universale dei mass-media, come si possono spiegare le velocissime scuse della BBC per la messa in onda del suo filmato sull’attentato del bulldozer a Gerusalemme? E come spiegare l’ossequiosa lettera di Cristiano all’Autorità Palestinese nel 2000? (Nulla del genere, naturalmente, s’era visto dopo la messa in onda, innumerevoli volte, del filmato sul piccolo al-Dura.)<br />
La risposta naturalmente è che l’arroganza di per sé non basta a spiegare la difesa di Enderlin da parte dei mass-media. <strong>Se Enderlin fosse stato colto a mandare in onda un servizio che calunniava i palestinesi, i mass-media e France 2 lo avrebbero mollato immediatamente</strong>. Ma qui c’è in gioco qualcosa di più della reputazione di un uomo. Non è Enderlin che ha inventato la versione dell’eterna innocenza dei palestinesi, né quella dell’equivalenza morale. <strong>Trasmettendo il servizio chiaramente infondato su al-Dura, Enderlin promuoveva una causa abbracciata da tutti i suoi colleghi anti-israeliani in Francia, in Israele e nel resto del mondo. Se cade lui, tutta la loro intramontabile versione delle cose rischia di cadere con lui.</strong></p>
<p align="justify">Nel corso degli ultimi otto anni di jihad contro Israele, fra gli innumerevoli esempi possibili, tre sono i casi di aperta collusione dei mass-media coi nemici di Israele, che spiccano fra gli altri per il tragico impatto che ebbero sul corso degli eventi. Per primo vi fu l’affare al-Dura. Poi venne il mito del “massacro di Jenin” nell’aprile 2002; a sua volta seguito dalla messa in scena della “strage di Kafr Kana” in Libano nel luglio 2006.</p>
<p align="justify"><strong>La storia di al-Dura contribuì a consolidare la versione vittimista palestinese solo pochi mesi dopo che avevano rifiutato l’indipendenza e la pace al summit di Camp David (luglio 2000).</strong></p>
<p align="justify">Quando il cosiddetto “massacro di Jenin” comparve sui media nell’aprile 2002, le Forze di Difesa israeliane erano impegnate nel pieno dell’Operazione Scudo Difensivo. Appena <strong>prima che i palestinesi facessero circolare l’accusa di un massacro israeliano, le forze israeliane avevano scoperto prove documentali che la guerra palestinese contro Israele era condotta dalla stessa Autorità Palestinese e da Yasser Arafat. Fabbricando la storia del massacro, l’Autorità Palestinese si salvò dalla totale delegittimazione come interlocutore a Washington e in occidente.</strong> E lo stesso movimento pacifista israeliano venne risvegliato dal coma in cui era precipitato dopo il fallimento di Camp David.</p>
<p align="justify">Come ha documentato la Commissione Winograd nel suo rapporto finale sulla seconda guerra in Libano, i servizi giornalistici sul falso massacro di civili libanesi per opera di un bombardiere israeliano a Kafr Kana nel Libano meridionale spinsero il segretario di stato americano Condoleezza Rice a porre fine al sostegno di Washington per una vittoria militare israeliana sui surrogati libanesi dell’Iran, e a far pressione su Gerusalemme affinché accettasse un cessate il fuoco che lasciava integro Hezbollah.</p>
<p align="justify"><strong>Sebbene le analisi dei servizi giornalistici da Jenin e da Kafr Kana come quelle su al-Dura abbiano chiaramente dimostrato che in nessuno di quei casi le Forze di Difesa israeliane avevano commesso le atrocità di cui furono accusate, i filmati distorti mandati in onda dai media hanno reso impossibile la difesa di Israele di fronte al tribunale dell’opinione pubblica.</strong> Come nell’affare al-Dura, l’aperta collusione dei mass-media con i palestinesi a Jenin e con gli Hezbollah a Kafr Kana ha contribuito a perpetuare le false versioni sull’aggressività israeliana che stavano finalmente per essere abbandonate.</p>
<p align="justify">Dunque non è la mera arroganza ciò che impedisce a Enderlin e ai suoi colleghi di venirne fuori puliti, così come non fu l’umiltà ciò che spinse la BBC e Cristiano a porgere le loro pronte scuse. <strong>Purtroppo quello che emerge da tutto questo è che i mass-media ci daranno sempre e solo le informazioni che vogliono darci. E il rapporto fra quelle informazioni e la verità è, nel migliore dai casi, piuttosto arbitrario.</strong></p>
<p>(Da: <em>Jerusalem Post, 9.07.08</em> )</p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2171">Naturale come il terrorismo palestinese</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1169">I trucchi di Hamas coi mass-media</a>  </p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2180">Israele.net</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Islam: Ronchi, moschee Italia riconoscano Israele]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1585</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 09:35:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1585</guid>
<description><![CDATA[Islam: Ronchi, moschee Italia riconoscano Israele

(ANSA) – 11:13 - Strasburgo, 9 lug - Censire le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Islam: Ronchi, moschee Italia riconoscano Israele</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/andrea-ronchi.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/andrea-ronchi.jpg" alt="" width="250" height="346" class="aligncenter size-full wp-image-1590" /></a></p>
<p align="justify">(ANSA) – 11:13 - Strasburgo, 9 lug - Censire le moschee in Italia e fare in modo che chi le gestisce si impegni a riconoscere Israele. Di questa necessità è convinto il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi. </p>
<p align="justify">A Strasburgo per incontrare il presidente del Parlamento europeo, Hans Gert Poettering, Ronchi ha sottolineato che "bisognerà fare in modo che nelle moschee non siano presenti quelle organizzazioni che non firmino un patto di intenti in cui, tra l'altro, si riconosca il diritto all'esistenza dello Stato di Israele". "Negare oggi questo diritto o fare dei distinguo - ha detto ancora Ronchi - è antistorico, pericoloso, soprattutto quando in quella tormentata regione si sta lavorando per una pace duratura".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlino: svastiche sul memoriale dell'Olocausto]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1558</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:05:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1558</guid>
<description><![CDATA[Germany - Antisemitic graffiti painted on Berlin&#8217;s Holocaust memorial

Antisemitic graffiti pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Germany - Antisemitic graffiti painted on Berlin's Holocaust memorial</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/32742_l.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/32742_l.jpg" alt="" width="300" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-1559" /></a></p>
<p align="center"><em>Antisemitic graffiti painted on Berlin\'s Holocaust memorial</em></p>
<p align="justify">Germany, 09-07-2008- Berlin police say a man has been arrested after spray-painting anti-Semitic graffiti on Berlin's Holocaust memorial. </p>
<p align="justify">A police statement says a security guard caught the intoxicated 28-year-old from eastern Germany as he was spray-painting four of the slabs that make up the vast memorial. The guard alerted police. </p>
<p align="justify">The statement says the man had sprayed "words and figures, some of them with anti-Semitic significance" on the slabs. It did not elaborate.</p>
<p><a href="http://www.antisemitism.org.il/eng/events/32742/Germany_-_Antisemitic_graffiti_painted_on_Berlin%5C%27s_Holocaust_memorial">CFCA</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora Razzi Qassam su Israele....ma non c'era la tregua?]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1556</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:57:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1556</guid>
<description><![CDATA[Ancora Razzi Qassam su Israele&#8230;.ma non c&#8217;era la tregua?
13/07/2008 Missile Qassam palest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora Razzi Qassam su Israele....ma non c'era la tregua?</strong></p>
<p align="justify">13/07/2008 Missile Qassam palestinese lanciato sabato pomeriggio dalla striscia di Gaza verso Israele, in violazione della tregua, si è abbattuto presso le comunità di Sha'ar Hanegev. </p>
<p>(<em>Fonte: Israele.net)</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'omertà su Ron Arad continua]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1541</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 14:12:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1541</guid>
<description><![CDATA[Edizione 142 del 10-07-2008
Nonostante le promesse Hezbollah non dà informazioni sul pilota dispers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Edizione 142 del 10-07-2008</em></p>
<p align="justify"><strong><em>Nonostante le promesse Hezbollah non dà informazioni sul pilota disperso dal 1986</em></strong></p>
<p><strong>Su Ron Arad continua l’omertà</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/ron-arad.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/ron-arad.jpg" alt="" width="340" height="461" class="aligncenter size-full wp-image-1542" /></a></p>
<p>di <strong><em>Michael Sfaradi</em></strong></p>
<p align="justify">E’ dal 1986 che Ron Arad, navigatore dell’aeronautica militare israeliana, è “Missing in action”, disperso. Da allora tutti i governi israeliani hanno cercato la sua liberazione, in un primo momento tentando uno scambio di prigionieri, poi, con il passare degli anni, scarcerando terroristi in cambio di informazioni. Tutto questo senza ottenere alcun risultato. <strong>Erano in due gli uomini dell’equipaggio del “Kfir” che fu abbattuto sui cieli libanesi, ed ambedue si lanciarono con il paracadute ed arrivarono vivi a terra. Ron Arad, per sua sfortuna, non fu recuperato dalle unità di soccorso solo perché il suo rilevatore elettronico si ruppe durante il lancio.</strong> L’unica cosa che si sa per certa è che finì prigioniero e fu poi usato come merce di scambio fra le varie frange della guerriglia palestinese. Passò di mano in mano fino a che si persero le sue tracce, il resto sono solo voci che non hanno, almeno ufficialmente, dei riscontri oggettivi. Queste voci dicono che Ron Arad è finito in mano ad Hezbollah e da lì direttamente a Teheran. <strong>Stando ad indiscrezioni di oppositori politici al regime degli Ayatollah, il prigioniero sarebbe stato sottoposto ad un intervento chirurgico per renderlo paraplegico e impossibilitargli la fuga.</strong></p>
<p align="justify">Israele qualche volta è volta riuscita, pagandole con la rimessa in libertà di terroristi assassini, a riavere le salme dei suoi caduti, ma per quello che riguarda il destino di Ron Arad non si è mai riusciti a squarciare il velo di silenzio ed omertà, al punto che non è mai stato possibile avere informazioni sufficienti nemmeno per emettere una dichiarazione di morte presunta. Lo scambio dei prigionieri, che recentemente il governo israeliano ha concordato con Hezbollah, prevede da parte israeliana la restituzione di diverse salme di terroristi più un numero consistente di prigionieri con le mani sporche di sangue, fra i quali spicca il nome di Samir Kuntar, colui che uccise una bimba di quattro anni spaccandole la testa su di uno scoglio e finendola con i colpi del calcio del suo fucile mitragliatore. Di contro Hezbollah deve restituire Ehud Goldwasser ed Eldad Reghev, o quello che resta di loro, e dare informazioni precise su Ron Arad. Due giorni fa il mediatore tedesco ha consegnato al governo israeliano un fascicolo parziale sulle informazioni che Hezbollah dice di essere riuscita ad ottenere e, da quel momento, c’è stato un notevole irrigidimento da parte israeliana. Le informazioni contenute sono vecchie e risapute, ed anche se si tratta di stralci <strong>si intuisce che Hezbollah non dice tutto quello che sa</strong>. Questo per mantenere dei segreti che potrebbero tornare buoni sul tavolo di future trattative.</p>
<p align="justify">Nasrallah continua a prendere in giro, ma anche la pazienza israeliana ha un limite, e lui forse l’ha superato. I Ministri dell’Interno e della Difesa, hanno chiesto la riunione urgente del Consiglio dei Ministri per riconsiderare l’accettazione dello scambio dei prigionieri ed effettuare una nuova votazione alla luce delle informazioni ricevute. Il Dossier Ron Arad è così tornato prepotentemente alla ribalta e potrebbe mandare a monte la trattativa. C’è ancora la speranza, pur minima, che Ron Arad sia ancora vivo, ed è per questo che Israele non lascerà nulla di intentato pur di ottenere il suo rilascio o la sua salma. Pochi giorni fa Nasrallah cantava vittoria, ma la grazia a Samir Kuntar non è ancora stata firmata e, se non impara a stare ai patti e a dire tutto quello che sa su Ron Arad, rischia di dover rimandare i festeggiamenti che aveva preparato per il ritorno del massacratore di bambini.</p>
<p><a href="http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&#38;act=art&#38;edi=142&#38;id_art=5723&#38;aa=2008">L'Opinione</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leader Hezbollah: "decisione Londra non è sorpresa"]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1537</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 21:04:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1537</guid>
<description><![CDATA[TERRORISMO/ LEADER HEZBOLLAH: &#8220;DECISIONE LONDRA NON E&#8217; SORPRESA&#8221;

Gb Paese che ha ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TERRORISMO/ LEADER HEZBOLLAH: "DECISIONE LONDRA NON E' SORPRESA"</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/0324-nasrallah.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/0324-nasrallah.jpg" alt="" width="420" height="293" class="aligncenter size-full wp-image-1538" /></a></p>
<p><em><strong>Gb Paese che ha fondato Israele</strong></em></p>
<p align="justify">Beirut (Libano), 2 lug. (Ap) - Hassan Nasrallah, il leader del movimento sciita libanese di Hezbollah, ha detto di non essere stato sorpreso dalla decisione, annunciata oggi da Londra, di inserire la sua ala militare nella lista delle organizzazioni terroristiche. </p>
<p align="justify"><strong>La Gran Bretagna, ha detto Nasrallah in una conferenza stampa effettuata in collegamento video a Beirut, è uno dei Paesi che ha fondato Israele ed è corresponsabile dello sfollamento dei palestinesi.</strong> Inoltre, ha aggiunto il leader di Hezbollah, Londra ha anche insultato gravemente i musulmani il mese scorso quando lo scrittore Salman Rushdie ha ricevuto il cavalierato dalla regina Elisabetta II. Rushdie era stato condannato a morte in Iran nel 1989 per blasfemia contro l'Islam, per il suo romanzo "I Versetti Satanici". </p>
<p align="justify">Il governo britannico ha deciso oggi di inserire l'ala militare del movimento sciita libanese Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche. Un funzionario dell'Home Office , Tony McNulty, ha precisato che la decisione non riguarda il lavoro sociale e politico del movimento in Gran Bretagna.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1524</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 09:47:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1524</guid>
<description><![CDATA[Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi

(ANSA) - Tel Aviv 6 lug - Ci sono tutti i p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/gilad_sm1.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/gilad_sm1.jpg" alt="" width="400" height="310" class="aligncenter size-full wp-image-1527" /></a></p>
<p align="justify">(ANSA) - Tel Aviv 6 lug - <strong>Ci sono tutti i principali organizzatori di attentati terroristici in Israele negli ultimi anni nella lista di Hamas dei detenuti palestinesi che dovranno essere liberati in cambio del soldato israeliano Ghilad Shalit.</strong></p>
<p align="justify">Lo rivela oggi con grande evidenza il quotidiano Yediot Ahronot. Il giornale scrive che in Israele sono detenuti per motivi di sicurezza 8.700 palestinesi, il 70 per cento dei quali hanno partecipato ad attentati "in cui è stato versato sangue di israeliani". Fra di loro ci sono 101 donne, alcune delle quali hanno cercato di realizzare attentati suicidi. Secondo organizzazioni umanitarie palestinesi, il numero complessivo dei palestinesi detenuti in Israele è invece di oltre 11 mila.</p>
<p align="justify"><strong>Nei giorni scorsi Hamas ha reso noto che in cambio di Shalit (che è stato catturato nel 2006) Israele deve liberare mille detenuti</strong>: 450 in un primo scaglione e altri 550 in un secondo tempo. Israele, ha precisato Hamas, "può obiettare al massimo a dieci nomi". </p>
<p align="justify"><strong>Nella lista di Hamas Yediot Ahronot ha trovato i responsabili dei più gravi attentati della intifada</strong>. Fra questi figura <strong>Abdallah Barghuti</strong>, un confezionatore di corpetti esplosivi per kamikaze, trovato <strong>colpevole della uccisione di 66 israeliani in una lunga serie di attentati terroristici</strong>. In particolare Barghuti preparò una 'chitarra esplosiva' per il terrorista suicida che si fece saltare in aria il 9 agosto 2001 nel ristorante Sbarro di Gerusalemme, uccidendo 15 persone e ferendone 130. </p>
<p align="justify">Hamas esige anche la liberazione di <strong>Marwan Barghuti</strong>, un dirigente di al-Fatah condannato a diversi ergastoli per aver ispirato attentati terroristici, e di <strong>Hassan Salameh</strong>, uno dei dirigenti delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas. <strong>Salameh è responsabile - secondo il giornale - della uccisione di 46 israeliani, anche mediante la esplosione di due autobus di linea a Gerusalemme (1996)</strong>.</p>
<p align="justify">Hamas vuole inoltre liberare <strong>Abbas Awis</strong>, <strong>il terrorista che nel 2002 organizzò in un albergo di Natanya (Tel Aviv) un attentato che provocò la morte di 29 israeliani, e Ahmed Saadat, il leader del Fronte democratico per la liberazione della Palestina che nel 2001 ordinò la uccisione del ministro israeliano Rehavam Zeevi.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Fra le donne che Hamas vuole libere ci sono Ihlam Tamimi (fu lei a guidare per le strade di Gerusalemme il terrorista che compì la strage al ristorante Sbarro) e Amna Muna, una attivista di al-Fatah che attirò a Ramallah, per ucciderlo, un adolescente israeliano conosciuto via internet.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vera pulizia etnica perpetrata in Medio Oriente]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1515</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:12:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1515</guid>
<description><![CDATA[La vera pulizia etnica perpetrata in Medio Oriente 

Da un articolo di Ashley Perry  
Probabilmente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La vera pulizia etnica perpetrata in Medio Oriente</strong> </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/image_2169.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/image_2169.jpg" alt="" width="140" height="238" class="aligncenter size-full wp-image-1516" /></a></p>
<p><em>Da un articolo di Ashley Perry  </em></p>
<p align="justify">Probabilmente Israele è il meno efficiente artefice di “pulizia etnica” della storia dell’umanità, nonostante quel che dice la propaganda avversaria.</p>
<p align="justify">Nel 1947 vivevano nella Palestina sotto Mandato Britannico circa 740.000 arabi palestinesi. Oggi gli arabi che vivono in Cisgiordania e striscia di Gaza più gli arabi che sono cittadini israeliani ammontano a più di cinque milioni (in tutto, nel mondo,sono più di nove milioni le persone che si definiscono palestinesi). Da un semplice calcolo emerge che <strong>il tasso di crescita della popolazione palestinese è stato quasi il doppio di quello in Africa e in Asia in un analogo lasso di tempo</strong>. </p>
<p align="justify">Il croato Drazen Petrovic definiva la “pulizia etnica” come “una ben precisa politica di un particolare gruppo di persone intesa ad eliminare sistematicamente la presenza di un altro gruppo da un dato territorio”. Sulla base di questa definizione, il lungo conflitto arabo-israeliano ha visto la realizzazione di una sola, vera pulizia etnica: quella degli ebrei che vivevano da secoli in Asia e nord Africa. Mentre, prima del 1948, c’erano quasi 900.000 ebrei che vivevano in terre a maggioranza araba, nel 2001 ne rimanevano non più di 6.500.</p>
<p align="justify">Coloro che sostengono che Israele avrebbe perpetrato una pulizia etnica a danno degli arabi non sono in grado di citare una sola ordinanza o disposizione in questo senso. <strong>La pulizia etnica degli ebrei dalle terre arabe, invece, fu una politica ufficiale di stato.</strong> Gli ebrei vennero ufficialmente espulsi da molte regioni del mondo arabo. La Lega Araba diffuse una dichiarazione con cui raccomandava ai governi arabi di promuovere l’uscita degli ebrei dai paesi arabi, risoluzione che venne attuata attraverso tutta una serie di misure punitive e di ordinanze discriminatorie che resero impossibile la permanenza degli ebrei nelle terre dove erano nati.</p>
<p align="justify"><strong>Il 16 maggio 1948 il New York Times registrava una serie di misure prese dalla Lega Araba allo scopo di emarginare e perseguitare gli ebrei cittadini degli stati membri.</strong> Riportava fra l’altro il testo di una legge “redatta dal Comitato politico della Lega Araba”, volta a governare lo status legale degli abitanti ebrei nei paesi della Lega Araba. Essa disponeva che, a partire da una data specifica, tutti gli ebrei – ad eccezione di quelli che non fossero cittadini di un paese arabo – venissero considerati “membri della minoranza ebraica di Palestina”. I loro conti bancari sarebbero stati congelati e usati per finanziare la resistenza contro “i piani sionisti in Palestina”. Gli ebrei ritenuti sionisti attivi sarebbero stati internati e i loro beni confiscati.</p>
<p align="justify"><strong>Nel 1951 il governo iracheno approvò una legge che rendeva reato l’affiliazione al sionismo e ordinava “l’espulsione degli ebrei che si rifiutano di firmare una dichiarazione contro il sionismo”. </strong>Il che contribuì a spingere fuori decine di migliaia di ebrei che vivevano in Iraq, mentre la gran parte delle loro proprietà veniva confiscata dallo stato.</p>
<p align="justify"><strong>Nel 1967 molti ebrei egiziani vennero internati e torturati, le case ebraiche confiscate. Quello stesso anno in Libia il governo “sollecitava gli ebrei a lasciare temporaneamente il paese” permettendo a ciascuno di loro di portare con sé una sola valigia e l’equivalente di 50 dollari.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Nel 1970 il governo libico promulgò nuove leggi per la confisca di tutti i beni degli ebrei libici, emettendo al loro posto obbligazioni con scadenza a 15 anni. Ma quando i buoni maturarono, non venne pagato nessun rimborso. Il leader libico Muammar Gheddafi si giustificò dicendo che “lo schierarsi degli ebrei con Israele, nemico delle nazioni arabe, li priva del diritto al rimborso”.</strong></p>
<p align="justify">Non sono che pochi esempi di ciò che divenne una politica comune un po’ in tutto il mondo arabo, per non menzionare i pogrom e le aggressioni contro ebrei ed istituzioni ebraiche che giocarono un ruolo decisivo nell’esodo degli ebrei da quei paesi.</p>
<p align="justify">Anche le sofferenze sul piano economico delle due popolazioni di profughi (ebrei dai paesi arabi e arabi di Palestina) non furono eguali. Secondo una ricerca pubblicata di recente – "The Palestinian Refugee Issue: Rhetoric vs. Reality" dell’economista Sidney Zabludoff, già consigliere della Cia, della Casa Bianca e del Tesoro americano (in Jewish Political Studies Review, aprile 2008 ) – il valore dei beni perduti dalle due popolazioni di profughi è straordinariamente diseguale. Utilizzando i dati di John Measham Berncastle, che nei primi anni ’50, sotto l’egida dell’allora appena costituita Commissione Onu per la Conciliazione in Palestina (UNCCP), si assunse il compito di stimare i beni dei profughi palestinesi, Zabludoff calcola che quei beni ammontavano a 3,9 miliardi di dollari in valuta attuale. I profughi ebrei, essendo maggiori di numero e più urbanizzati, erano proprietari di un patrimonio complessivo pari almeno al doppio di quella cifra.</p>
<p align="justify">Inoltre bisogna tener conto del fatto che Israele, nel corso degli anni ’50, ha restituito più del 90% di conti bancari bloccati, cassette di sicurezza e altri beni appartenenti a profughi palestinesi, il che diminuisce in modo significativo la somma calcolata dalla UNCCP.</p>
<p align="justify">Questi fatti vengono accortamente dimenticati e non pubblicizzati, permettendo a denigratori di Israele come il professor Ilan Pappe (prima all’Università di Haifa, ora in quella di Exeter) di non menzionare neanche di sfuggita la vera, grande pulizia etnica perpetrata in Medio Oriente.</p>
<p align="justify">Di recente, però, alcuni eventi stanno gettando nuova luce sulla percezione di questa storia che ha la comunità internazionale. Lo scorso primo aprile il Congresso degli Stati Uniti ha adottato la risoluzione 185 che per la prima volta riconosce il caso dei profughi ebrei dai paesi arabi, ed esorta il presidente e gli altri rappresentanti americani che prendono parte a colloqui in Medio Oriente ad assicurarsi che ogni riferimento ai profughi palestinese “sia accompagnato da un analogo, esplicito riferimento alla soluzione della questione dei profughi ebrei dai paesi arabi”.</p>
<p align="justify">Altrettanto importante, il 24 giugno ha avuto luogo alla Camera dei Lord la prima audizione mai avvenuta nel parlamento britannico sul tema dei profughi ebrei dai paesi arabi, convocata dal parlamentare laburista John Mann e da Lord Anderson di Swansea, e organizzata dall’associazione Justice for Jews from Arab Countries (JJAC) insieme al Board of Deputies of British Jews.</p>
<p align="justify">Una maggiore conoscenza della questione dei profughi e della pulizia etnica degli ebrei dal mondo arabo in generale offrirà una conoscenza più chiara e completa della storia della regione a un gran numero di persone. Non si può affermare che un popolo ha subito una “pulizia etnica” da una zona in cui è aumentato di numero a un tasso doppio di quello dei suoi vicini geografici. Viceversa, un popolo che ha visto ridotto il suo numero in una certa zona di 150 volte nel corso di pochi decenni può sostenere a buon diritto di aver subito una pulizia etnica.</p>
<p>(<em>Da: Jerusalem Post, 24.07.08</em> )</p>
<p><em>Nella foto in alto: Il New York Times del 16 maggio 1948</em></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1850">Chi ricorda i profughi ebrei dai paesi arabi?</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1861">Gli altri profughi del conflitto arabo-israeliano</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2169">Israele.net</a>  </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iran: condanna a morte per una presunta  "spia sionista"]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1483</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 08:11:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1483</guid>
<description><![CDATA[IRAN: CONDANNA A MORTE PER UNA PRESUNTA &#8220;SPIA SIONISTA&#8221;

Teheran, 08:25 - L&#8217;Iran h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IRAN: CONDANNA A MORTE PER UNA PRESUNTA "SPIA SIONISTA"</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/khomeini.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/khomeini.jpg" alt="" width="344" height="485" class="aligncenter size-full wp-image-1484" /></a></p>
<p align="justify">Teheran, 08:25 - L'Iran ha condannato a morte un cittadino riconosciuto colpevole di aver fatto spionaggio a favore di Israele. La notizia, data dall'agenzia ufficiale Fars, arriva mentre cresce la tensione tra Teheran e lo stato ebraico, con uno scambio di accuse sempre piu' infuocato tra i due Paesi. La sentenza ai danni di Ali Ashtari, 43 anni, che era stato arrestato un anno e mezzo fa, e' stata emessa da un tribunale rivoluzionario. L'uomo puo' ancora presentare appello.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3192874.html?ref=hpsbdx1">Repubblica.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sergio Romano: quando disinformare è un'arte]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1504</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 20:39:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1504</guid>
<description><![CDATA[Comunicato Honest Reporting Italia 29 giugno 2008
Sergio Romano recidivo su Sabra e Chatila

Non c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Comunicato Honest Reporting Italia 29 giugno 2008</em></strong></p>
<p><strong>Sergio Romano recidivo su Sabra e Chatila</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/sergioromanovu0.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/sergioromanovu0.jpg" alt="" width="252" height="337" class="aligncenter size-full wp-image-1505" /></a></p>
<p align="justify">Non c'è niente da fare: se appena appena gli si offre la possibilità di fare un po' di sana disinformazione su Sabra e Chatila, Sergio Romano proprio non può resistere alla tentazione. Anche <a href="http://www.corriere.it:80/romano/08-06-26/01.spm">questa</a> volta il destro glielo offre, giovedì 26 giugno, la lettera di un lettore che protesta per la palese disinformazione seminata a piene mani circa un mese fa.</p>
<p><strong>I MASSACRI DI SHATILA LA DIFFICILE CONTA DEI MORTI </strong></p>
<p align="justify">La sua risposta a un lettore sulla strage avvenuta a Beirut nel 1982, nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, colpisce per parzialità e disinformazione. Lei inizia con una ricostruzione molto lacunosa del contesto in cui maturò quel tragico episodio e ignora i presupposti dell'intervento dell'esercito israeliano (ripetuti attentati lungo la frontiera con Israele, creazione di un arsenale di armi pesanti da utilizzare tanto nella guerra civile libanese quanto contro Israele, massacri compiuti dai palestinesi nei confronti dei cristiani libanesi).</p>
<p align="justify">Volendo sorvolare sull'uso del termine «guerrigliero» per definire i terroristi palestinesi, oltre che sulla forma dubitativa circa le responsabilità siriane nell'attentato a Bashir Gemayel, colpisce la falsità dei dati sulle vittime palestinesi che secondo la Procura Generale libanese, Croce Rossa e la Commissione d'inchiesta israeliana (la stessa che attribuì la responsabilità indiretta della strage a Sharon) furono tra 470 e 800 e non 3.000. Non è il numero che colpisce (1, 10, 100 o 1.000 morti, restano la gravità dell'episodio e la sua efferatezza), quanto il fatto che lei prenda per buona la cifra fornita dai palestinesi, attribuendo, di fatto, attendibilità solo a quella fonte. Gradirei una risposta che mi aiuti a capire come un giornale notoriamente equilibrato e pertinente come il vostro possa cadere in questi grossolani errori.<br />
<em><strong>Daniele Coppin</strong></em> </p>
<p>Caro Coppin,<br />
Dopo avere indicato una possibile cifra (3.000) </p>
<p align="justify"><strong>3000 NON è una cifra possibile: è una cifra inventata di sana pianta: non è la stessa cosa</strong></p>
<p>e osservato che il dato è difficilmente verificabile,<br />
<strong>piuttosto difficile, effettivamente, verificare le cose inventate ...</strong></p>
<p align="justify">avrei dovuto aggiungere che esistono effettivamente stime diverse: 460 secondo il calcolo più conservatore degli israeliani, 700 secondo il direttore dell'Intelligence militare di Israele, 2.000 secondo fonti ufficiose dei servizi dell'Onu e voci raccolte dai giornalisti stranieri a Beirut. </p>
<p align="justify"><strong>Falso: secondo la Procura Generale della Repubblica libanese - e non secondo "il calcolo più conservatore degli israeliani" - sarebbero state 470, mentre la Commissione di inchiesta israeliana - la più severa - in base a sopralluoghi, riprese aeree e testimonianze ha calcolato che le vittime siano state fra le 700 e le 800. La cifra più alta, all'epoca, è stata quella "sparata" dai palestinesi, ed era di circa 1500 morti. Cifre più alte sono state avanzate solo in tempi recenti, senza alcuna connessione né con i fatti, né con eventuali indagini o testimonianze.</strong></p>
<p align="justify">Non esiste una stima della Commissione Kahan, costituita a Gerusalemme per accertare le responsabilità delle forze armate israeliane.<br />
<strong>FALSO!</strong></p>
<p align="justify">Se lei rileggerà la pagina 26 del rapporto, troverà un lungo paragrafo che comincia con le parole «E' impossibile determinare con precisione il numero delle persone massacrate». </p>
<p align="justify"><strong>E che termina con le parole «Taking into account the fact that Red Cross personnel counted no more that 328 bodies, it would appear that the number of victims of the massacre was not as high as a thousand, and certainly not thousands»: «considerando che il personale della Croce Rossa ha contato non più di 328 corpi, sembra che il numero delle vittime del massacro non arrivi a mille, e sicuramente non migliaia» (<a href="http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/kahan.html">qui</a>): ecco, questa sembrerebbe proprio essere "una stima della commissione Kahan". Ciò che sta facendo qui Sergio Romano è un volgare tentativo di falsificare i documenti, citando le parti che confermano le sue fantasiose invenzioni, ed eliminando quelle che le contraddicono.</strong></p>
<p align="justify">Non sappiamo quanti palestinesi vivessero a Shatila fra il 16 e il 18 settembre 1982. Non sappiamo quanti cadaveri siano stati rapidamente sepolti nelle vicinanze del campo. Non sappiamo quanti siano stati trasportati altrove (su camion forniti dagli israeliani, secondo alcuni testimoni) e sepolti in fosse comuni. Robert Fisk, autore di uno dei migliori libri sulla guerra civile libanese («Pity the Nation. Lebanon at War») scrive di avere raccolto notizie secondo cui un migliaio di persone sarebbe stato sepolto sotto un «campo sportivo». Pensò allo stadio e fece un sopralluogo, ma gli fu detto più tardi che il «campo sportivo» era in realtà il grande Golf Club lungo la strada che corre da Shatila all'aeroporto. Andò a vedere e trovò larghe zone di terra smossa e tracce di mezzi cingolati. Ma il Golf era presidiato dalle forze armate libanesi che non autorizzarono le indagini della Croce Rossa. </p>
<p align="justify">Come ricorda la Commissione Kahan, il numero indicato in un rapporto della Croce Rossa (328 ) è soltanto quello dei cadaveri che gli ispettori riuscirono a contare quando poterono finalmente entrare nel campo. Come in tutti i massacri, gli autori, a cose fatte, cercano di occultare per quanto possibile i loro peccati. </p>
<p align="justify">Nella sua lettera, caro Coppin, lei ricorda le ragioni dell'intervento dell'esercito israeliano in Libano. Per completare il quadro, tuttavia, conviene ricordare che i massacri avvennero dopo l'esecuzione di un piano americano per la partenza dal Libano dei guerriglieri palestinesi e delle forze siriane. L'evacuazione ebbe luogo soprattutto per mare alla fine di agosto. </p>
<p align="justify"><strong>Evacuazione che non fu completata a causa delle inadempienze delle forze internazionali che avrebbero dovuto provvedere: perché non ricordarlo, visto che il signor Romano sta diligentemente riempiendo le lacune lasciate dal signor Coppin?</strong></p>
<p align="justify">Vi erano ancora combattenti palestinesi a Shatila dopo la partenza di Arafat? E' probabile </p>
<p align="justify"><strong>Probabile? Semplicemente probabile?? E chi l'avrebbe fatta, secondo il competentissimo signor Romano, quella che è passata alla storia come "la guerra dei campi" che è durata anni e che tra bombardamenti, massacri e carestie provocate dagli assedi ha causato circa 10.000 morti fra i palestinesi delle varie fazioni? E visto che il signor Romano ama citare Robert Fisk, lo citeremo anche noi: «La distruzione di Sabra è così grande che fra chi non viveva nel sottosuolo, ben pochi sono sopravvissuti. Il modo in cui Amal e i palestinesi hanno combattuto nei corridoi dell’ospedale per anziani mentre i pazienti erano ancora lì indica che nessuna delle due parti si preoccupa troppo per i civili presi nel fuoco incrociato. Il modo in cui i palestinesi costruiscono le loro case sopra i bunker rende inevitabile la morte di civili. [...] Se chiedete quanti combattenti hanno, rispondono che tutti i palestinesi sono combattenti, uomini, donne e bambini. Ma poi strillano se una donna o un bambino viene ucciso». Solo che all'epoca non c'erano israeliani in circolazione, e dunque tutti questi massacri, tutte queste distruzioni, tutti questi morti palestinesi vengono opportunamente ignorati.</strong></p>
<p align="justify">ed è certamente vero che nei giorni seguenti furono trovati numerosi depositi di armi dell'Olp. </p>
<p align="justify"><strong>Sì. Per la precisione 5630 tonnellate di munizioni, 1320 fra carri armati e altri veicoli pesanti, 623 pezzi di artiglieria e lanciamissili, 33.303 armi leggere, 1352 armi anticarro, 2387 attrezzature ottiche, 2024 apparecchi di telecomunicazione, 215 mortai, 62 lanciarazzi katiuscia (elenco non definitivo, fornito nel comunicato ufficiale israeliano del 18 novembre 1982).</strong></p>
<p>Ma Shatila non era una roccaforte terrorista </p>
<p align="justify"><strong>Ma certo che no! Chi di noi non tiene in giardino, tra nanetti e begonie, qualche migliaio di carri armati così, giusto per bellezza? E mica ci vorranno trattare da terroristi solo per questo, no?</strong></p>
<p align="justify">e la resistenza contro le milizie cristiane alleate di Israele fu soltanto sporadica. </p>
<p align="justify"><strong>A noi veramente risulta che sono state le milizie cristiane ad organizzare la resistenza contro l'invasione e l'agressione delle bande terroristiche palestinesi che hanno prima destabilizzato e poi distrutto il Libano, cancellando numerosissime comunità cristiane, e che le milizie cristiane, incapaci di avere ragione da sole delle meglio organizzate e armate bande terroristiche palestinesi, hanno ad un certo punto cercato l'alleanza di Israele: e non c'è bisogno di crederci sulla parola: la cronologia dovrebbe essere più che sufficiente a fare piazza pulita di tutte le menzogne seminate dal signor Romano.</strong></p>
<p>Non vi fu una battaglia tra forze contrapposte. Vi fu un massacro.</p>
<p align="justify"><strong>"Secondo il rapporto del Procuratore Generale libanese, nei due campi non ci sarebbe stato un massacro di inermi contro armati, ma una vera e propria battaglia che ha coinvolto l'intera popolazione. «... Furono i terroristi palestinesi - riferirà un maggiore dell'esercito danese, Joern Mehedon - a cominciare la sparatoria ... Sapevamo che i guerriglieri si facevano normalmente scudo di donne e bambini. ...»." (Fausto Coen, Israele: 50 anni di speranza, Marietti, p. 160). E, nella stessa pagina del rapporto della commissione Kahan più sopra citata dallo stesso Sergio Romano: «A further difficulty in determining the number of victims stems from the fact that it is difficult to distinguish between victims of combat operations and victims of acts of slaughter. We cannot rule out the possibility that various reports included also victims of combat operations from the period antedating the assassination of Bashir»: «Un'ulteriore difficoltà nel determinare il numero delle vittime deriva dal fatto che è difficile distinguere fra vittime di operazioni di combattimento e vittime di atti di massacro. Non possiamo escludere la possibilità che vari rapporti includano anche vittime di combattimenti del periodo precedente l'assassinio di Bashir». Forse è vero ciò che sostengono il Procuratore Generale libanese e il maggiore Joern Mehedon e la commissione Kahan, o forse è vero ciò che afferma il signor Romano, ma dare una sola versione quando ne esistono almeno due non è giornalismo.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Israele, l’angoscia di un grande Stato sui suoi soldati rapiti]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1497</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 08:05:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Israele, l’angoscia di un grande Stato sui suoi soldati rapiti

Roma, 26 giu (Velino) - “Anni fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Israele, l’angoscia di un grande Stato sui suoi soldati rapiti</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/07/thumbnail_8404.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/07/thumbnail_8404.jpg" alt="" width="150" height="100" class="aligncenter size-full wp-image-1498" /></a></p>
<p align="justify">Roma, 26 giu (Velino) - “Anni fa mi capitò di vedere con i miei occhi la sorella di un soldato israeliano scomparso, probabilmente nelle mani di un gruppo terrorista, balzare letteralmente sulla scrivania del ministro della Difesa, alla presenza di sei alti ufficiali delle forze armate, e gridare fra le lacrime: ‘Portare a casa mio fratello, portate a casa mio fratello!’. È una cosa che non potrebbe accadere in nessun altro paese al mondo per la semplice ragione che in qualunque altro paese la sorella non sarebbe nemmeno arrivata nell’ufficio del ministro della Difesa, per non dire in quello del primo ministro. Al massimo sarebbe stata ricevuta da qualche alto funzionario che l’avrebbe congedata senza nulla di concreto”. <strong>Eitan Haber su Yedioth Ahronoth coglie un felice e tragico paradosso della storia d’Israele. È l’unico stato al mondo che fa di tutto, di tutto, per riportare a casa i suoi soldati rapiti.</strong> Nel 1994, ad esempio, 82 soldati e ufficiali fra i migliori combattenti che il popolo d’Israele abbia mai avuto furono mandati in missione profondamente all’interno del Libano con il compito di catturare il capo di Amal Mustafa Dirani che forse sapeva qualcosa della sorte dell’aviatore Ron Arad caduto nelle mani di Amal otto anni prima. </p>
<p align="justify">In qualunque altro paese del mondo, o quasi, dei soldati catturati e certamente di quelli dispersi ci si occupa molto meno, in molti casi vengono considerati come “caduti”. Molti paesi non danno alcuna possibilità di farsi ricattare, né di avviare qualche forma di trattativa. “Tutti i primi ministri e ministri della difesa israeliani, nel corso degli anni, hanno sempre deciso e agito in modo totalmente opposto a ciò che suggerivano la ragione e l’interesse nazionale del paese. Tale interesse, se avessero agito in base ad esso, avrebbe dettato una posizione dura e inflessibile del tipo: signori ricattatori, andate all’inferno. Ma in questi casi non è la ragione quella che detta i comportamenti di un primo ministro e di un ministro della Difesa israeliani. È piuttosto il loro cuore, e per questo continuiamo a pagare un prezzo terribile, pesantissimo e intollerabile. Ma è proprio questo che fa la differenza fra Israele e tanti altri paesi ed eserciti”. <strong>Tutto Israele oggi si interroga sulla sorte dei tre nelle mani di Hamas e Hezbollah, i soldati Shalit, Regev e Goldwasser.</strong> Vi sono state persino occasioni in cui Israele ha scarcerato detenuti e restituito salme in cambio di brandelli di informazioni, o soltanto di effetti personali di soldati dispersi, come anche nel caso di Ron Arad. </p>
<p align="justify">E a proposito di Arad, c’è da dubitare che qualunque altro paese si sarebbe adoperato tanto, impegnando i suoi migliori agenti, rischiando i suoi migliori combattenti e spendendo decine di milioni di dollari nel tentativo di scoprire qualcosa sulla sorte di un singolo soldato. “Siamo intrappolati in un gigantesco braccio di ferro tra il cuore e il cervello, una lotta tra logica ed emozioni” scrive Stewart Weiss sul Jerusalem Post. “La storia passata in Medio Oriente dimostra che la maggior parte dei terroristi scarcerati torna a fare ciò che sa fare meglio: uccidere israeliani innocenti”. È lecito per riavere i tre soldati liberare un terrorista assassino di bambini ebrei? Ecco il dilemma tragico di Israele. Perché Hezbollah ha fatto della questione “Samir Kuntar” un evento simbolico. Già nell’ottobre 1985, un commando di terroristi palestinesi prese in ostaggio la nave da crociera italiana Achille Lauro, pretendendo la scarcerazione di Kuntar. Durante il sequestro, i terroristi palestinesi uccisero il passeggero ebreo americano Leon Klinghoffer, costretto su una sedia a rotelle, e ne gettarono il corpo in mare. <strong>Samir Kuntar ha sempre rivendicato con orgoglio la “missione” compiuta nel 1979 a Nahariya. Nel marzo 2006 l’Autorità Palestinese ha annunciato che gli avrebbe conferito la cittadinanza onoraria palestinese. La sua “missione” fu di uccidere la piccola Einat e il padre Danny Smadar sulla spiaggia, con un colpo alla nuca e con il calcio del fucile.</strong> </p>
<p align="justify">Tre mesi fa, all’indomani dell’uccisione del terrorista internazionale Imad Mughniyeh in un attentato con auto-bomba a Damasco, Kuntar ha scritto una lettera a Nasrallah nella quale celebra il martirio e le gesta dei terroristi, e promette solennemente di continuare sulla via del terrorismo “fino alla completa vittoria”. “Il mio giuramento e la mia promessa è che il mio posto sarà sul fronte di battaglia, intriso del sudore del tuo dono e del sangue dei martiri più amati, e che continuerò lungo la via fino alla completa vittoria. Porgo a te, signore Abu Hadi (appellativo di Hassan Nasrallah) e a tutti i combattenti della jihad le mie congratulazioni e la mia rinnovata lealtà”. Nasce da qui l’angoscia fatale e commovente dello Stato ebraico costretto a barattare tre suoi figli con uno spietato terrorista.</p>
<p><em>(Giulio Meotti)</em></p>
<p><a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=579101">Il Velino</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25 Giugno 2008: da due anni Gilad Shalit è in mano ai carnefici]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1478</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 16:44:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1478</guid>
<description><![CDATA[25 GIUGNO 2008: DA DUE ANNI GILAD SHALIT È IN MANO AI CARNEFICI
Appello per la liberazione di Ghila]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>25 GIUGNO 2008: DA DUE ANNI GILAD SHALIT È IN MANO AI CARNEFICI</strong></p>
<p><strong>Appello per la liberazione di Ghilad Shalit a due anni dal suo rapimento</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/600_father_hdr.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/600_father_hdr.jpg" alt="" width="600" height="303" class="aligncenter size-full wp-image-1479" /></a></p>
<p align="justify">Il 25 giugno del 2006 il soldato oggi ventiduenne di Tzahal, Ghilad Shalit, veniva rapito in territorio sovrano israeliano, al confine con la Striscia di Gaza, da terroristi di Hamas. Sono due anni che questo ragazzo è stato privato della sua libertà mentre compiva il suo dovere di servire lo Stato. Da allora non sono pervenute notizie accreditate circa il suo stato di salute e nemmeno la Croce Rossa Internazionale è mai stata autorizzata a visitarlo, così come nel caso di Eldad Reghev e Ehud Goldwasser, i due soldati rapiti sul fronte settentrionale da Hezbollah, 17 giorni dopo Ghilad Shalit.</p>
<p align="justify">In questi giorni, il governo israeliano e quello egiziano – che funge da mediatore nelle trattative con Hamas – stanno intensificando i contatti per includere la liberazione di Shalit negli accordi di tregua. Tregua che è stata oggi violata con il lancio di 4 razzi Qassam sulle città israeliane del Neghev occidentale. Tra le richieste di Hamas, quella di rilasciare 450 detenuti palestinesi, molti dei quali con sangue sulle mani, oltre a rappresentare una contropartita sproporzionata per garantire la libertà di un soldato e cittadino israeliano, è un prezzo estremamente alto per la sicurezza stessa dello Stato d'Israele.</p>
<p align="justify">In un'ultima lettera presumibilmente di pugno di Ghilad Shalit, recapitata alla sua famiglia il 9 giugno scorso, il soldato esprimeva tutta la sofferenza e le difficoltà di salute, oltre che psicologiche, in cui si trova. Il momento è critico e auspichiamo che le trattative non vengano interrotte e che la mediazione egiziana possa portare ad esiti soddisfacenti. Ci rivolgiamo quindi al governo e alla società italiani affinché, in questa delicata situazione in cui le trattative su entrambi i fronti sembrano essere più che mai aperte, si mobilitino per rompere l'isolamento in cui si trovano Ghilad Shalit, nelle mani di Hamas, e Golwasser e Reghev, nelle mani di Hezbollah, a ormai due anni dal loro allontanamento forzato da casa.</p>
<p>È possibile aderire all'appello <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/appello+per+la+liberazione+di+ghilad+shalit+a+due+anni+dal+suo+rapimento+.0053745">qui</a>.</p>
<p><em>Thanks to</em> <a href="http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/post/1951600.html"><em>Barbara</em></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovo Patriarca di Gerusalemme: Sabbah lascia, ma la politica di mistificazione e di attacco a Israele non cambia]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1465</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 11:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[NUOVO PATRIARCA, &#8220;NO AL MURO, SI&#8217; A STATO PALESTINESE&#8221;

(AGI) - CdV, 21 giu. - ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUOVO PATRIARCA, "NO AL MURO, SI' A STATO PALESTINESE"</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/170px-twal.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/170px-twal.jpg" alt="" width="170" height="278" class="aligncenter size-full wp-image-1466" /></a></p>
<p align="justify">(AGI) - CdV, 21 giu. - ''E' ora di farla finita con il muro, e' ora di farla finita con i check-point, e' ora di dare vita ad uno Stato palestinese''. Lo afferma il nuovo patriarca di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, in un'intervista trasmessa dalla Radio Vaticana a commento della nomina pubblicata oggi. A dispetto della formazione diplomatica e degli anni di servizio in Vaticano, il successore di Sabbah non si discosta per nulla dalla sua linea, a cominciare dalla polemica sui visti che non vengono rilasciati ai religiosi. </p>
<p align="justify">''Il Patriarcato latino - ricorda - copre la Giordania, la Palestina e Israele e abbiamo bisogno di poterci spostare liberamente per poter svolgere i nostri compiti pastorali, non per parlare di politica. E invece siamo limitati: limitati perche' fino ad oggi, Israele non si fida, Israele segue una politica della paura e la paura non e' la condizione migliore per vivere e per condividere. Noi - spiega il nuovo Patriarca - vogliamo che tutti possano avere libero accesso ai Luoghi Santi, vogliamo la liberta' per la gente che vive sul posto, per i nostri cristiani, quelli di Betlemme, di Ramallah, della Galilea, della Giordania, che possano visitare liberamente la Citta' Santa, i Luoghi Santi. Finora - denuncia - questa grazia, questa benedizione, questa gioia ci sono state precluse''. (AGI)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terrorismo/Canada: Hezbollah potrebbe attaccare obiettivi ebraici]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1460</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 11:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[TERRORISMO/ CANADA,HEZBOLLAH POTREBBE ATTACCARE OBIETTIVI EBRAICI

Lo riferiscono fonti di intellige]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TERRORISMO/ CANADA,HEZBOLLAH POTREBBE ATTACCARE OBIETTIVI EBRAICI</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/06_07_27_globaljihad-x.gif"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/06_07_27_globaljihad-x.gif" alt="" width="520" height="385" class="aligncenter size-full wp-image-1461" /></a></p>
<p><em><strong>Lo riferiscono fonti di intelligence americane e canadesi</strong></em></p>
<p align="justify">Roma, 20 giu. (Apcom) - I servizi di intelligence canadesi e americani hanno avvertito che ci sono segnali crescenti che l'Hezbollah libanese stia organizzando un attacco contro obiettivi ebraici in Canada, per vendicare l'assassinio dell'ex comandante del gruppo Imad Mughniyeh, avvenuto quattro mesi fa. Lo riportano i media israeliani, che rilanciano una notizia diffusa da Abc News. </p>
<p align="justify">Fonti di intelligence hanno riferito ad Abc News che in Canada ci sono cellule dormienti di Hezbollah, e che altri uomini del gruppo sono partiti dal Libano diretti in Nord America, Europa e Africa. </p>
<p align="justify">Secondo le fonti, non ci sono prove di un attacco imminente, ma <strong>i miliziani sciiti avrebbero preso di mira diverse sinagoghe a Toronto e l'ambasciata israeliana a Ottawa. Anche obiettivi in America Latina potrebbero essere colpiti.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nazirock, scontro alla casa del Cinema - Fiore: diffamazione. Lazzaro: solo realtà]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1456</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 10:47:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Film Dibattito con gli studenti Luiss dopo il no del rettore per timore di disordini
Nazirock, scont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em><strong>Film Dibattito con gli studenti Luiss dopo il no del rettore per timore di disordini</strong></em></p>
<p><strong>Nazirock, scontro alla casa del Cinema Fiore: diffamazione. Lazzaro: solo realtà</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/nazirock.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/nazirock.jpg" alt="" width="313" height="441" class="aligncenter size-full wp-image-1457" /></a></p>
<p align="justify">ROMA - <strong>Si sono incontrati. E, inevitabilmente: scontrati. Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, e Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, il movimento che proprio nel lungometraggio viene descritto e raccontato.</strong> «Con un esempio di giornalismo davvero cattivo: questo documentario nasce da un' idea preconcetta e così viene portata avanti», esordisce Fiore in un dibattito che alla Casa del cinema a Roma ha visto la sala colma soprattutto di ragazzi, studenti dell' università Luiss. Già, la Luiss: era all' università della Confindustria che i ragazzi volevano proiettare Nazirock e fare un dibattito con il leader di Forza Nuova. Il rettore non se l' è sentita: paura di scontri. </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/nazirock_2.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/nazirock_2.jpg" alt="" width="200" height="197" class="aligncenter size-full wp-image-1458" /></a></p>
<p align="justify">Perché questo documentario sta provocando polemiche e tensioni su e giù per l' Italia. <strong>«L' altra sera l' università di Pavia era circondata da camionette della polizia ed io sono dovuto tornare a casa scortato dalla Digos: ad ogni proiezione Roberto Fiore manda diffide e si crea il panico», garantisce Lazzaro</strong>. Con pronta replica di Fiore. Dice il leader di Forza Nuova: «Le diffide sono indispensabili: devo tutelare un movimento diffamato. Questo video è un' operazione politica per attaccare Berlusconi: si credeva che noi ci saremmo alleati a lui. Ma così non è stato. Ed ha anche floppato l' obiettivo». </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/nazirock2.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/nazirock2.jpg" alt="" width="260" height="199" class="aligncenter size-full wp-image-1459" /></a></p>
<p align="justify">Non ha dubbi Fiore: «Nel video ci sono montaggi ad arte e vengono intervistati ragazzini di sedici anni, soltanto per buttare fango sul movimento. Non non siamo nazisti, abbiamo simpatie per alcuni aspetti del fascismo ma non siamo fascisti. Non siamo violenti». <strong>E' convinto Lazzaro: «Non ho fatto altro che riprendere vostri comizi e vostri concerti. E ho dato la parola a molti di voi, anche a Fiore. Quelle diffide sono soltanto intimidatorie: non è arrivata nemmeno una querela».</strong> Promette Fiore: «Le querele arriveranno, prima le diffide per un video che screditava troppo». Ma Fiore quando lo ha visto il film? «Giovedì, confesso. Ma lo avevano visto per me gli avvocati».</p>
<p><em><strong>Alessandra Arachi</strong></em></p>
<p>(<em>Fonte: Corriere della Sera, 21 Giugno 2008, pag. 23</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Can Israel make peace?]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1448</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 12:19:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1448</guid>
<description><![CDATA[Can Israel make peace?

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Can Israel make peace?</strong></p>
<p align="center"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Lv7rFkYMOQ4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Lv7rFkYMOQ4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Israele pronto a liberare il terrorista assassino Samir Kuntar in cambio dei soldati rapiti da Hezbollah?]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1423</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 08:54:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1423</guid>
<description><![CDATA[M.O./ ISRAELE PRONTO A LIBERARE SAMIR KUNTAR PER SOLDATI RAPITI

Il terrorista libanese in carcere d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>M.O./ ISRAELE PRONTO A LIBERARE SAMIR KUNTAR PER SOLDATI RAPITI</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/2901.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/2901.jpg" alt="" width="450" height="342" class="aligncenter size-full wp-image-1424" /></a></p>
<p><em><strong>Il terrorista libanese in carcere dal 1979</strong></em></p>
<p align="justify">Gerusalemme, 15 giu. (Ap) - Il governo israeliano è disposto a liberare il terrorista libanese Samir Kuntar, in prigione dal 1979, in cambio del rilascio dei due soldati rapiti da Hezbollah nel luglio 2006. Lo ha confermato una fonte governativa israeliana. </p>
<p align="justify">Samir Kuntar sta scontando l'ergastolo per un attentato compiuto nel 1979, in cui uccise un uomo di 28 anni e la sua figlia di quattro e due poliziotti. Da giorni i media israeliani riferiscono che la sua liberazione sarebbe imminente. </p>
<p align="justify">I due soldati israeliani rapiti, Ehud Goldwasser e Eldad Regev, sarebbero rimasti gravemente feriti durante il raid in cui furono catturati dai miliziani di Hezbollah, e il gruppo libanese non ha mai fornito prove per dimostrare che siano ancora in vita.</p>
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<title><![CDATA[Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1416</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 14:09:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità</strong></p>
<p align="center"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VHpMhAzj-Tk'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/VHpMhAzj-Tk&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Procedimento alle Nazioni Unite contro una ONG ebraica]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1404</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 09:24:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Procedimento alle Nazioni Unite contro una ONG ebraica 

La Commissione delle Nazioni Unite sulle ON]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Procedimento alle Nazioni Unite contro una ONG ebraica</strong> </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/image_2140.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/image_2140.jpg" alt="" width="140" height="139" class="aligncenter size-full wp-image-1405" /></a></p>
<p align="justify">La Commissione delle Nazioni Unite sulle ONG (Organizzazioni Non Governative) è riunita da mercoledì a Washington con un ordine del giorno che prevede, fra l’altro, la possibilità di togliere all’organizzazione ombrello dell’ebraismo riformato – la World Union of Progressive Judaism – lo status di osservatore riconosciutole sin dal 1972. “Sarebbe un gesto estremamente ingiusto e arbitrario – ha dichiarato il presidente dell’organizzazione, il rabbino Uri Regev – Sarebbe una presa di posizione particolarmente deprimente per il modo in funzionano dibattito e decisioni oggi all’Onu”.</p>
<p align="justify"><strong>È Cuba che ha chiesto la revoca dello status dell’Unione Mondiale dell’Ebraismo Progressive dopo una sessione del Consiglio Onu per i Diritti Umani tenuta lo scorso gennaio a Ginevra dal titolo: “Violazioni dei diritti umani derivanti dalle incursioni militari israeliane nel territori occupati”. </strong></p>
<p align="justify">Durante i lavori, per protestare contro l’attenzione della sessione centrata esclusivamente su Israele, il rappresentante dell’Unione David Littman ha cercato di leggere alcuni brani della Carta Fondamentale di Hamas che invoca la distruzione di Israele. <strong>Littman veniva interrotto per tre volte dalla presidenza sulla base del fatto che l’ideologia di Hamas non era argomento per il Consiglio.</strong> A quel punto, prima di tornare a sedere, Littman affermava rivolto alla presidenza che “c’è del marcio nella condizione di questo Consiglio”. Tale affermazione suscitava immediate proteste da parte soprattutto dei paesi islamici, che sostenevano che l’Onu era stata insultata dal rappresentante della World Union of Progressive Judaism.</p>
<p align="justify">La settimana scorsa la World Union of Progressive Judaism veniva informata dell’iniziativa a suo carico intrapresa presso la Commissione delle Nazioni Unite sulle ONG, e le veniva data un settimana di tempo per preparare la sua replica.</p>
<p align="justify">Lo status di osservatore permette ai rappresentanti delle ONG di accedere alle istituzioni dell’Onu, seguirne i lavori e prendere la parola durante le riunioni. Ora per la World Union of Progressive Judaism queste prerogative sono messe in forse: la Commissione è presieduta dal Sudan e, fra i suoi 19 membri, figurano Pakistan, Cuba, Egitto, Angola e Qatar. Gli altri membri sono: Burundi, Cina, Columbia, Rep. Dominicana, Guinea, India, Perù, Romania, Russia, Turchia, Stati Uniti, Regno Unito e Israele.</p>
<p>(Da: <em>Jerusalem Post, 5.06.08</em> )</p>
<p>Si veda anche:</p>
<p><a href="http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Terrorism/Hamas_covenant_complete.html">The Covenant of the Islamic Resistance Movement (HAMAS), August 18, 1988 (in inglese)</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1640">La tragica barzelletta dei falsi diritti umani</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1621">Sempre e solo contro Israele</a>  </p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2140">Israele.net</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kuntar giura che continuerà col terrorismo]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1390</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 10:09:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1390</guid>
<description><![CDATA[Kuntar giura che continuerà col terrorismo 

Samir Kuntar è il terrorista libanese (della comunit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Kuntar giura che continuerà col terrorismo</strong> </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/image_2141.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/image_2141.jpg" alt="" width="140" height="145" class="aligncenter size-full wp-image-1391" /></a></p>
<p align="justify"><strong>Samir Kuntar è il terrorista libanese </strong>(della comunità drusa) <strong>che sta scontando l’ergastolo in Israele per aver ucciso Eynat Haran, una bambina israeliana di quattro anni, rompendole la testa con il calcio del suo fucile, dopo averle ucciso il padre Dany davanti agli occhi, oltre a due agenti della polizia israeliana.</strong> Anche Yael, la sorella di due anni di Eynat, morì nell’attacco terroristico, che ebbe luogo a Nahariya il 22 aprile 1979.</p>
<p align="justify"><strong>Hassan Nasrallah, il leader dei jihadisti sciiti libanesi Hezbollah, chiede a Israele la scarcerazione di Kuntar in cambio della liberazione dei due riservisti israeliani Ehud Goldwasser e Eldad Regev (o dei loro corpi, giacché nulla è dato sapere sulle loro condizioni di vita o di salute)</strong> che vennero presi in ostaggio da Hezbollah in territorio israeliano il 12 luglio 2006.</p>
<p align="justify"><strong>Tre mesi fa</strong>, all’indomani dell’uccisione del terrorista internazionale Imad Mughniyeh in un attentato con auto-bomba a Damasco, <strong>Kuntar ha scritto una lettera a Nasrallah nella quale celebra il martirio e le gesta dei terroristi</strong>, e promette solennemente di continuare sulla via del terrorismo “fino alla completa vittoria”.</p>
<p align="justify">Quello che segue è il testo della lettera di Kuntar (pubblicato su Al-Hayat Al-Jadida il 19 febbraio 2008, e diffuso in inglese da Palestinian Media Watch):</p>
<p align="justify">Mio caro e venerabile comandate e leader, Segretario Generale Hassan Nasrallah, la pace sia su di te e sui nostri shahid [martiri], e possa la clemenza e la benedizione di Allah essere su di voi.</p>
<p align="justify">La pace sia sugli uomini nelle schiere dei giusti. La pace sia su colui che ha dato senza prendere null’altro che il martirio, il più alto titolo d’onore al cospetto di Allah.</p>
<p align="justify">La pace sia sulle schiere splendide e illustri che marciano verso l’eternità, verso gli uomini di gloria, dignità e orgoglio, verso coloro che hanno segnato la nostra via per centinaia di anni.</p>
<p align="justify">La pace sia sull’ultimo che ci ha lasciati, sull’Hajji [pellegrino alla Mecca] e leader Imad Mughniyeh.</p>
<p align="justify">La pace sia su di lui mentre tramanda il messaggio a coloro che aspettano il suo arrivo, mentre porta loro storie di gloria e vittoria, notizie di risolutezza e lealtà degli uomini che hanno adempiuto la promessa [l’operazione di sequestro dei due soldati israeliani venne chiamata Adempimento della Promessa], notizie di coloro che “ancora attendono il martirio, ma non hanno cambiato determinazione” [citazione dal Corano, Sura 33:23].</p>
<p align="justify">La pace sia su di lui mentre annuncia ai più venerabili fra i credenti che le schiere che attendono hanno scelto di sfoderare le spade, e le loro spade gridano “siamo ben lungi dall’essere logorate” [citazione di una frase di Nasrallah].</p>
<p>Possa la pace essere su di te, Hajji Imad.</p>
<p align="justify">Il mio giuramento e la mia promessa è che il mio posto sarà sul fronte di battaglia, intriso del sudore del tuo dono e del sangue dei martiri più amati, e che continuerò lungo la via fino alla completa vittoria.</p>
<p align="justify">Porgo a te, signore Abu Hadi [appellativo di Hassan Nasrallah] e a tutti i combattenti della jihad [guerra santa] le mie congratulazioni e la mia rinnovata lealtà.</p>
<p>(Da: <em>www.pmw.org, 1.06.08</em> )</p>
<p align="justify"><em>Nell’immagine in alto: La homepage di un sito Hezbollah (a destra, la foto di Nasrallah) che invoca la scarcerazione dell'"eroe" Samir Kuntar (nella foto a sinistra). Il titolo è “Al-wa'ad al-sadeq” (la promessa adempiuta), in riferimento al nome dato al sequestro dei due soldati israeliani nel luglio 2006.</em></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=1369">Chi è Kuntar?</a></p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2003">Ucciso a Damasco uno dei più pericolosi terroristi del mondo</a>  </p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2141">Israele.net</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Israele, Zawahiri chiede attentati e Hamas uccide un kibbutznik]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1386</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:22:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1386</guid>
<description><![CDATA[Israele, Zawahiri chiede attentati e Hamas uccide un kibbutznik

Roma, 5 giu (Velino) - La “ricadu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Israele, Zawahiri chiede attentati e Hamas uccide un kibbutznik</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/nir-oz-attentato.png"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/nir-oz-attentato.png" alt="" width="400" height="266" class="aligncenter size-full wp-image-1387" /></a></p>
<p align="justify">Roma, 5 giu (Velino) - La “ricaduta”, il termine usato per definire la guerra dei Sei Giorni (al-Naksa) che si differenzia da al-Nakba, il disastro, con cui si ricorda la guerra del 1948, “ci ha fatto scoprire la corruzione presente nei nostri regimi”. Gli eserciti arabi venivano mandati in Yemen e Congo, “ma quando è giunto il momento di combattere sul serio hanno fallito”. Secondo il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, questo avvenimento storico avrebbe chiarito una volta per tutte i limiti dei regimi arabi e indicato che serve una nuova strategia di attentati contro Israele. Stamani si registrava l’ennesimo israeliano ucciso da una bomba nel kibbutz di Nir Oz, già sventrato in passato dai razzi di Hamas. “Nella guerra del 1973 è emersa subito la viltà dei traditori e dopo un solo giorno di guerra Sadat ha informato gli americani di non voler portare a fondo i combattimenti - aggiunge Zawahiri -. La risposta americana e israeliana è stata quella di bombardare il fronte egiziano e siriano che è subito ceduto. È emerso il fatto che questi regimi ufficiali non seguono nessun principio e non si basano su nulla se non sulla necessità di mantenere le loro poltrone e per questo sono falliti”. Partendo da questa parte della storia del mondo arabo, <strong>al-Zawahiri giunge alla conclusione che le trattative diplomatiche con Israele non porteranno risultati dando come unica soluzione ai palestinesi il ricorso alle armi.</strong> “Questo regime che ha venduto la Palestina è lo stesso che sta seguendo la via fallimentare delle concessioni ed è lo stesso regime che ha lasciato parte della Palestina e che attua l’embargo su Gaza per accontentare le volontà israeliane - afferma riferendosi all’Egitto -. O nazione musulmana, tu che sei la nazione più ricca al mondo, dove sono le tue ricchezze? Dove sono nascosti i proventi del petrolio? Nelle banche degli invasori crociato sionisti. Non c’è riforma e cambiamento politico se non col Jihad. L’islam è l’unica via vincente che potrà risollevare la nazione e tutta l’umanità”. </p>
<p align="justify">Nel ricordare quindi il ruolo centrale giocato dall'Egitto all’interno del mondo arabo-islamico, il numero due di al Qaeda invita le fazioni palestinesi a proseguire negli attentati kamikaze e nel lancio di missili contro Israele come unica soluzione per una fine vittoriosa del conflitto. “Questo anniversario della ricaduta ci fa capire il ruolo centrale giocato dall’Egitto nella storia dell'islam. Quando avrà una direzione di mujahidin guiderà tutta la nazione - conclude -. Dico ai fratelli palestinesi di ricordarsi di questa data per capire che bisogna ritornare ai confini del 1967. Dobbiamo mantenere i confini del 4 giugno 1967. <strong>Non fate marcia indietro, raddoppiate gli attentati kamikaze, il numero dei missili che lanciate e gli agguati contro Israele, non esiste un’altra soluzione</strong>”. Il messaggio è stato reso noto all’indomani della disponibilità di Hamas e del presidente palestinese Abu Mazen a tornare al tavolo dei colloqui e nell’anniversario della guerra dei Sei Giorni.</p>
<p><em>(Giulio Meotti) 5 giu 2008 15:08</em></p>
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<title><![CDATA[Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1384</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1384</guid>
<description><![CDATA[Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti

Gaza ,5 giugno 2008 - Un isra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/ferito_02_razzo_hezbollah.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/ferito_02_razzo_hezbollah.jpg" alt="" width="260" height="187" class="aligncenter size-full wp-image-1385" /></a></p>
<p align="justify">Gaza ,5 giugno 2008 - Un israeliano è morto per le ferite riportate dopo un attacco con razzi dalla Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche israeliane. Secondo la tv panaraba al Jazeera ci sarebbero anche tre feriti, di cui due gravi.</p>
<p align="justify">Il razzo Qassam è caduto a Nir Oz, nel quadro di una evidente escalation di  attacchi dalla Striscia negli ultimi giorni. Nel solo mese di maggio, del resto, gli attacchi con razzi o colpi di mortaio verso il territorio israeliano sono stati più di 300, anche se alcuni ordigni sono poi caduti di qua dal confine.</p>
<p><a href="http://www.rainews24.it:80/notizia.asp?newsID=82429">Rainews24</a></p>
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<title><![CDATA[Testi palestinesi: ebrei denigrati come serpenti assassini ]]></title>
<link>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1382</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 12:30:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.wordpress.com/?p=1382</guid>
<description><![CDATA[Testi palestinesi: ebrei denigrati come serpenti assassini 

Durante il primo periodo sotto l’ammi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Testi palestinesi: ebrei denigrati come serpenti assassini</strong> </p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/image_2139.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/06/image_2139.jpg" alt="" width="140" height="154" class="aligncenter size-full wp-image-1383" /></a></p>
<p align="justify">Durante il primo periodo sotto l’amministrazione del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), gli autori dei testi scolastici palestinesi avevano fatto qualche passo avanti, sfumando un po’ i toni tradizionalmente ostili con cui avevano fino ad allora descritto ebrei e Israele nei loro libri. Questi progressi però sono stati prontamente annullati dopo che Hamas ha vinto le elezioni generali palestinesi nel 2006.</p>
<p align="justify">È quanto emerge da un rapporto intitolano “Libri scolastici palestinesi: da Arafat ad Abu Mazen a Hamas”, approntato dall’Institute for Monitoring Peace and Cultural Tolerance in School Education (IMPACT-SE) e dall’American Jewish Committee.</p>
<p align="justify">La conclusione che sembra confermare la denuncia di parte israeliana secondo cui i testi scolastici palestinesi continuano ad essere in stridente contraddizione con lo spirito e la lettera del processo di pace avviato fra le parti sin dal 1993.</p>
<p align="justify">Il rapporto diffuso martedì scorso, che fa parte di un progetto che ha analizzato come vengono percepiti ebrei e Israele in 120 libri di testo palestinesi pubblicati fra il 2000 e il 2006, prende in considerazione in particolare i testi destinati agli allievi dell’11esimo e 12esimo anno di scuola, pubblicati negli anni 2005 e 2006. Con questi, infatti, è giunto a compimento un processo editoriale durato sette anni con il quale l’Autorità Palestinese ha a poco a poco sostituto con testi propri i vecchi testi scolastici giordani ed egiziani che erano in uso in tutte le classi delle scuole palestinesi.</p>
<p align="justify">I nuovi testi per le classi dal primo al decimo anno sono stati redatti durante l’amministrazione di Yasser Arafat, quelli per l’11esimo anno sotto il suo successore Abu Mazen, mentre quelli per il 12esimo sono stati approntati sotto il governo Hamas: pertanto l’analisi comparata dei testi rende conto dei cambiamenti intervenuti nelle scelte degli autori in questo lasso di tempo.</p>
<p align="justify">Dal 2001 l’istituto IMPACT-SE (già CMIP, Center for Monitoring the Impact of Peace) ha pubblicato 6 rapporti sui libri di testo dell’Autorità Palestinese.</p>
<p align="justify">Per inciso, l’Istituto ha anche analizzato con regolarità i libri di testo in uso nelle scuole israeliane, in particolare sotto il profilo della trattazione di temi come arabi, palestinesi, islam e processo di pace. <strong>L’analisi dei testi israeliani ha registrato un miglioramento nel tempo per quanto riguarda la descrizione del conflitto, la presentazione dell’islam, l’educazione alla tolleranza.</strong></p>
<p align="justify"><strong>La maggior parte dei testi palestinesi per i primi dieci anni di scuola, quelli pubblicati sotto l’amministrazione Arafat</strong> – spiega l’autore dell’ultimo rapporto Arnon Groiss – <strong>non facevano cenno ad alcuna presenza ebraica nell’antica terra d’Israele/Palestina, e non rappresentavano lo stato di Israele sulle mappe moderne. Gli ebrei venivano denigrati come cospiratori e assassini.</strong></p>
<p align="justify">Nei testi per l’11esimo anno di scuola, pubblicati sotto l’amministrazione Abu Mazen, sono comparse un paio di mappe che mostrano Israele all’interno della cosiddetta Linea Verde (la linea armistiziale tra Israele e stati confinanti in vigore tra il 1949 e il 1967). Questi libri trattano anche brevemente della storia ebraica in Medio Oriente. È in questi testi che è comparso per la prima volta il nome “Israele”.</p>
<p align="justify">Nel 2006, però, è salito al governo dell’Autorità Palestinese il movimento islamista Hamas, e nei testi per il 12esimo anno di scuola pubblicato sotto la nuova amministrazione questi miglioramenti sono immediatamente scomparsi. <strong>Gli ebrei vengono anzi equiparati a serpi assassine, e la lotta armata in nome della Palestina viene profusamente celebrata.</strong></p>
<p align="justify">In questi libri di testo le autentiche rivendicazioni palestinesi rispetto a Israele – come le attività edilizie negli insediamenti in aree che i palestinesi rivendicano per il loro futuro stato o il tracciato della barriera difensiva là dove si discosta in modo significativo dalla ex-linea armistiziale – vengono mescolate a concetti schiettamente antisemiti.</p>
<p align="justify">“Rimostranze da parte dei palestinesi sono perfettamente legittime – dice Groiss – giacché essi si sentono duramente colpiti da Israele. Ma il punto è che gli israeliani e persino gli ebrei in generale vengono presentati solo e unicamente sotto questa luce senza alcun equilibrio né proporzione, il che è sbagliato”.</p>
<p align="justify">Il ritorno all’atteggiamento precedente appare completo, e persino peggiorato. Ad esempio, <strong>l’accusa a Israele di essere illegittimo perché eserciterebbe discriminazione razzista verso i palestinesi, introdotto negli anni ’90 in un testo-prova e poi omesso, ora è riapparsa e occupa gran parte del capitolo dedicato al fenomeno della discriminazione razziale nel mondo. Il processo di pace viene a mala pena citato e non in modo favorevole, in contrapposizione all’esaltazione della “liberazione” per mezzo della forza. </strong>Viene persino introdotto il concetto di “ribat”, già usato nei testi per allievi dal quinto al decimo anno ai tempi di Arafat , e che in questo contesto indica l’occupare posizioni contro i nemici dell’islam,. L’uso di questo termine, riferito ora a tutta la popolazione musulmana della Palestina, è inteso ad intensificare l’aspetto religioso della lotta contro Israele ed è propedeutico al concetto (non menzionato esplicitamente) di jihad. A differenza dei testi per l’11esimo anno, quelli per il 12esimo, così come quelli precedenti redatti ai tempi di Arafat, menzionano il concetto di “martirio” addirittura negli esercizi: <strong>uno di questi esercizi paragona il “martirio” ad una festa di nozze.</strong></p>
<p>(Da: <em>Jerusalem Post, www.edume.org, 4.06.08</em> )</p>
<p align="justify"><em>Nell’immagine in alto: Dal testo per alunni del 12esimo anno “Il mondo islamico oggi”, p. 12, part. della mappa “Gli stati della Lega Araba”: la "Palestina" copre anche il territorio di Israele (che non compare).</em></p>
<p>Vedi anche:</p>
<p>Il testo del rapporto (in inglese)<br />
<a href="http://www.edume.org/research/pa/index.html">http://www.edume.org/research/pa/index.html</a> </p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2134">“Gli ebrei vogliono corrompere e dominare il mondo“</a>  </p>
<p><a href="http://www.israele.net/articles.php?id=2139">Israele.net</a></p>
]]></content:encoded>
</item>

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