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	<title>antifascismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/antifascismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "antifascismo"</description>
	<pubDate>Sat, 10 May 2008 22:46:29 +0000</pubDate>

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<item>
<title><![CDATA[Il 17 maggio a Verona, contro il neo-fascismo dilagante]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2593</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 13:14:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[

______________________________________________________________________________________

Gruppo pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&#38;gt;  Normal 0 14   &#38;lt;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><img src="http://www.prctorino.it/news/OggettiMM/antifascismo.1.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center">______________________________________________________________________________________</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="color:#ea0000;"><strong><span style="color:red;">Gruppo promotore per un Coordinamento Antimperialista Antifascista dell'Alto Vicentino</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="color:#ea0000;"><span style="font-size:13.5pt;color:red;"><br />
</span></span></p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#ea0000;"><span style="font-size:13.5pt;color:red;"><strong><em>CONTRO IL FASCISMO <span style="text-decoration:underline;">SEMPRE </span></em></strong></span></span></h1>
<h1></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="color:#ea0000;"><span style="font-size:13.5pt;color:red;"><strong><em> </em><em>Autodifesa politica, culturale, materiale</em></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center">.</p>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>L'assassinio a Verona di Nicola Tommasoli</strong></span> per mano di una banda di nazisti non è il primo e non sarà l'ultimo degli episodi di barbarie di cui sono protagonisti i neofascisti veneti. Qualche tempo fa, un ragazzo del Centro Sociale La Chimica, sempre a Verona, era stato accoltellato gravemente. E decine di episodi, piccoli e meno piccoli, segnano la quotidianità di una regione che sta facendo dell'odio, dell'egoismo, del razzismo... la sua bandiera. Ma ovviamente, quando ad essere colpiti sono antifascisti o immigrati nessuno si scandalizza più di tanto. Oggi che ad essere ucciso è un giovane ragazzo l'Italia scopre il pericolo neo-fascista; una scoperta a durare qualche giorno sui mass media per poi essere ri-seppellita fino al prossimo morto.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;">Il Veneto è da sempre fucina di criminali nazisti e fascisti, come negli ani '60 e '70, con i vari Freda e Ventura. E da anni i settori più radicali del neofascismo si danno appuntamento a Schio per commemorare fatti avvenuti 60 ani fa, sfilando impunemente mentre salutano "alla romana" e inneggiano al Duce.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>L'ANPI è arrivata persino</strong></span> a sottoscrivere un documento in cui si parla di "concordia" ovvero di riappacificazione. Ma a cosa è servito se non a offuscare la memoria di chi lottò con tutte le proprie forze contro il fascismo durante la Resistenza ? A nulla, perché non è con i richiami alla concordia che si fermano questi vigliacchi capaci sempre di colpire in tanti contro pochi, di accoltellare, il tutto nell'impunità.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#ea0000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>In questo momento in cui la rabbia prevale</strong></span> inevitabilmente sulla ragione verrebbe voglia di rispondere alla violenza di questi mascalzoni neri nell'unico modo in cui meritano. Ma dobbiamo domare la nostra rabbia, incanalarla nella costruzione di un movimento antifascista e antimperialista rinnovato, autorevole, forte, determinato, capace di costruire autodifesa politica, culturale e materiale, spazzando via quell'antifascismo "da operetta" che appoggia le missioni in Jugoslavia e il massacro sociale dei lavoratori.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Oggi non siamo nel fascismo.</strong></span> E neppure ci avviamo verso il fascismo. Oggi, ciò che impera, è un capitalismo che non ha certo bisogno di squadristi per dominare, almeno per il momento, le nostre menti e le nostre coscienze. Ma ciò che non abbisogna oggi può sempre tornare utile domani, magari per un qualche "lavoretto" (come succedeva negli anni '20 quando i fascisti aggredivano lavoratori e comunisti, o come succedeva con le stragi di Stato degli anni '70). E tenuto conto che ci avviamo verso una fase di profonde contraddizioni alimentate dalla crisi economico-sociale e dalla "guerra tra poveri" (miseri quegli italiani che non avendo la forza e il coraggio di lottare contro i padroni se la prendono con gli immigrati loro fratelli di classe) è evidente che questi manipoli di "bravi ragazzi" di "buona famiglia" potranno sempre dare una mano allo Stato per colpire chi osasse metterne in discussione il potere.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#ea0000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Già, lo Stato.</strong></span> Bello Stato quello di quel gentiluomo del presidente della Camera (ma come parla bene...) che declassa il massacro di un ragazzo al rango di male minore rispetto al bruciare una bandiera di Israele. Questo Fini con la kippa in testa è, non a caso, così strenuo "difensore" di Israele (paese che ogni giorno massacra e affama il popolo palestinese); perché Fini e Israele non sono che due facce della stessa medaglia, di una stessa oppressione, di una stessa concezione del mondo. La forma odierna delle leggi razziali non sarebbe la caccia all'ebreo, ma magari quella al musulmano e in generale all'immigrato.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#ea0000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Noi non ci scandalizziamo.</strong></span> Qualcuno disse che ci sono morti che pesano come montagne e morti che pesano come piume. Quella di chi non attribuisce che una infima importanza alla vita di un ragazzo assassinato a Genova nel 2001 o a Verona nel 2008, è una vita (e dunque una morte) più leggera di qualsiasi piuma, così come lo sono quelle degli altri criminali che la pensano come lui. A Verona, come in Palestina. </span></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;"><span style="color:#ea0000;"><strong>Dimostriamo che il Veneto</strong></span> non è indifferente, che ripudia il fascismo vecchio e nuovo, che non accetta la ferita di riproporre ciò che con coraggio e determinazione era stato combattuto affinché mai più si riproponesse.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;color:black;">A Verona gli antifascisti, i giovani, i lavoratori veneti il </span><strong><span style="font-family:Arial;color:red;">17 maggio</span></strong><span style="font-family:Arial;color:black;"> diranno no al fascismo e al razzismo.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><strong><span style="font-family:Arial;color:red;">Concentramento alla Stazione di Porta Nuova ore 15.</span></strong></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#666699;"><em><span style="font-family:Arial;color:black;">Alto Vicentino, 10 maggio 2008</span></em></span></h3>
<h3 class="MsoNormal"></h3>
<h3 class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;color:red;">Gruppo promotore per un Coordinamento</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;color:red;"> antimperialista antifascista dell’Alto Vicentino</span></strong></h3>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;color:red;">Per informazioni contattare: EMAIL: caav@libero.it</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;color:red;">TEL: 340.4063172 (Vicenza) – 348.2900511 (Schio) – 340.4947998 (Bassano del Grappa)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;">c/o Centro Brecht – Schio – Vi</span></strong></p>
<p class="MsoBodyText2">fonte: via e-mail</p>
<p class="MsoBodyText2">...</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verona: sabato 17 manifestazione nazionale]]></title>
<link>http://aldodice26x1.wordpress.com/2008/05/08/verona-sabato-17-manifestazione-nazionale/</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 08:54:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>jmr1</dc:creator>
<guid>http://aldodice26x1.wordpress.com/2008/05/08/verona-sabato-17-manifestazione-nazionale/</guid>
<description><![CDATA[dall&#8217;Agenzia di Radio Onda d&#8217;Urto
Mag. 07 Ore: 14.12. Sono tutti rinchiusi nel carcere v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>dall'Agenzia di Radio Onda d'Urto<br />
Mag. 07 Ore: 14.12. Sono tutti rinchiusi nel carcere veronese di Montorio i cinque neo-nazisti che la notte del primo maggio scorso hanno picchiato a morte Nicola Tommasoli. L'ipotesi d'accusa è per ora di omicidio doloso. Domani mattina si terrà l'interrogatorio dei cinque arrestati, mentre stamattina si è tenuta la prima fase dell'autopsia sul corpo di Nicola: un passaggio fondamentale per stabilire, dal punto di vista legale, se si tratti o meno di un'azione studiata a tavolino. Nella giornata dei funerali, previsti in forma privata domani o venerdi, si terranno presidi antifascisti in diverse città italiane. <strong>Ieri sera un'assemblea di movimento tenutasi nella città scaligera ha inoltre deciso di lanciare la proposta di una manifestazione nazionale contro il fascismo ed il razzismo per sabato 17 maggio a Verona.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Peppino IMPASTATO - Una vita contro la mafia]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/?p=758</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 22:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
<guid>http://rebstein.wordpress.com/?p=758</guid>
<description><![CDATA[
[9 maggio 1978 - 9 maggio 2008]
Ricordati di ricordare
i nomi delle vittime
e i nomi dei carnefici
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2008/05/peppino_impastato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-759" src="http://rebstein.wordpress.com/files/2008/05/peppino_impastato.jpg" alt="" width="218" height="325" /></a><br />
<strong>[9 maggio 1978 - 9 maggio 2008]</strong></p>
<p align="center"><strong>Ricordati di ricordare<br />
i nomi delle vittime<br />
e i nomi dei carnefici<br />
(i notissimi ignoti<br />
di ieri e di oggi)<br />
perché tutte le vittime<br />
siano strappate alla morte<br />
per dimenticanza<br />
e i carnefici sappiano<br />
che non finiremo mai<br />
di condannarli<br />
anche se hanno avuto<br />
mille assoluzioni</strong><br />
(<a href="http://www.centroimpastato.it/">Umberto Santino</a>)</p>
<p><!--more--></p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<p>Due poesie di <strong>Umberto Santino</strong><br />
(in memoria di <strong>Peppino Impastato</strong>)</p>
<p><strong>Sarai meno solo</strong></p>
<p>Avremmo potuto pensare<br />
il silenzio ritorna<br />
e noi stretti intorno ai frammenti<br />
del tuo corpo<br />
schiacciati da troppe morti<br />
prima che dagli altri<br />
vinti da noi stessi<br />
(dov’erano i compagni più amati<br />
di cui più ti fidavi?<br />
Come nei presepi dell’infanzia<br />
le rocce si sono rivelate<br />
sugheri dipinti<br />
leggere come il fumo<br />
e più delle parole rubate<br />
da chi ti vuole suicida<br />
la tua morte ci giudica<br />
la tua solitudine ci misura)<br />
gridare per l’ultima volta<br />
per sentirci meno soli<br />
per darci coraggio.<br />
Ma c’erano i vecchi<br />
che stringevano la mano<br />
dopo il comizio,<br />
c’erano le mani che chiedevano<br />
il volantino,<br />
c’erano le porte aperte<br />
dopo la prima paura<br />
(Mafiopoli prendeva respiro)<br />
c’era il tuo nome<br />
segnato sulla scheda<br />
per rispondere<br />
a chi l’aveva cancellato<br />
sui manifesti:<br />
piccole crepe, certo,<br />
in un muro che restava muro.<br />
E c’era l’ira dei cortei<br />
anche se i gesti erano<br />
troppo piccoli<br />
(un sasso scagliato<br />
contro la bottega del potere)<br />
e le parole troppo grandi<br />
(come possiamo dire<br />
nulla resterà impunito<br />
se non possiamo neppure impedire<br />
che il tuo volto distrutto<br />
venga infangato sui giornali?).<br />
La tua vendetta<br />
sarà allargare la breccia<br />
spalancare le porte.<br />
Così sarai meno solo<br />
dietro il muro dei morti.</p>
<p>(<em>1978</em>)</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p><strong>La matri di Pippinu</strong></p>
<p>Chistu unn’è me figghiu.<br />
Chisti un su li so manu<br />
chista unn’è la so facci.<br />
Sti quattro pizzudda di carni<br />
un li fici iu.</p>
<p>Me fighhiu era la vuci<br />
chi gridava ’nta chiazza<br />
eru lu rasolu ammulatu<br />
di lo so paroli<br />
era la rabbia<br />
era l’amuri<br />
chi vulia nasciri<br />
chi vulia crisciri.</p>
<p>Chistu era me figghiu<br />
quannu era vivu,<br />
quannu luttava cu tutti:<br />
mafiusi, fascisti,<br />
omini di panza<br />
ca un vannu mancu un suordu<br />
patri senza figghi<br />
lupi senza pietà.</p>
<p>Parru cu iddu vivu<br />
un sacciu parrari<br />
cu li morti.<br />
L’aspettu iornu e notti,<br />
ora si grapi la porta<br />
trasi, m’abbrazza,<br />
lu chiamu, è nna so stanza<br />
chi studìa, ora nesci,<br />
ora torna, la facci<br />
niura come la notti,<br />
ma si ridi è lu suli<br />
chi spunta pi la prima vota,<br />
lu suli picciriddu.</p>
<p>Chistu unn’è me figghiu.<br />
Stu tabbutu chinu<br />
di pizzudda di carni<br />
unn’è di Pippinu.</p>
<p>Cca dintra ci sunnu<br />
tutti li figghi<br />
chi un puottiru nasciri<br />
di n’autra Sicilia</p>
<p>(<em>1979</em>)</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><em>La madre di Peppino</em></p>
<p><em>Questo non è mio figlio.<br />
Queste non sono le sue mani<br />
questo non è il suo volto.<br />
Questi brandelli di carne<br />
non li ho fatti io.</em></p>
<p><em>Mio figlio era la voce<br />
che gridava nella piazza<br />
era il rasoio affilato<br />
delle sue parole<br />
era la rabbia<br />
era l’amore<br />
che voleva nascere<br />
che voleva crescere.</em></p>
<p><em>Questo era mio figlio<br />
quand’era vivo,<br />
quando lottava contro tutti:<br />
mafiosi, fascisti,<br />
uomini di panza<br />
che non valgono neppure un soldo<br />
padri senza figli<br />
lupi senza pietà.</em></p>
<p><em>Parlo con lui vivo<br />
non so parlare<br />
con i morti.<br />
L’aspetto giorno e notte,<br />
ora si apre la porta<br />
entra, mi abbraccia,<br />
lo chiamo, è nella sua stanza<br />
a studiare, ora esce,<br />
ora torna, il viso<br />
buio come la notte,<br />
ma se ride è il sole<br />
che spunta per la prima volta,<br />
il sole bambino.</em></p>
<p><em>Questo non è mio figlio.<br />
Questa bara piena<br />
di brandelli di carne<br />
non è di Peppino.</em></p>
<p><em>Qui dentro ci sono<br />
tutti i figli<br />
non nati<br />
di un’altra Sicilia.</em></p>
<p><strong>***</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[En construcción]]></title>
<link>http://carabanchel.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 21:15:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>carabanchel</dc:creator>
<guid>http://carabanchel.wordpress.com/?p=44</guid>
<description><![CDATA[
Hasta que esta web esté en pleno rendimiento, os aconsejamos que visitéis la antigua web
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://carabanchel.files.wordpress.com/2008/05/cabecera21.jpg"><img class="size-medium wp-image-45 aligncenter" src="http://carabanchel.wordpress.com/files/2008/05/cabecera21.jpg?w=300" alt="" width="300" height="86" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Hasta que esta web esté en pleno rendimiento, os aconsejamos que visitéis la <a href="http://karabantxel.blogspot.com/">antigua web</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifestación en memoria de Carlos]]></title>
<link>http://carabanchel.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 21:06:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>carabanchel</dc:creator>
<guid>http://carabanchel.wordpress.com/?p=40</guid>
<description><![CDATA[Domingo 11 de mayo de 2008 12:00h. Plaza de Julián Marías (Usera) - Legazpi
Convoca: Amigxs y Comp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://carabanchel.files.wordpress.com/2008/05/cartel_g_manifestacion_11m_2008.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-41" src="http://carabanchel.wordpress.com/files/2008/05/cartel_g_manifestacion_11m_2008.gif?w=167" alt="" width="167" height="300" /></a>Domingo 11 de mayo de 2008 12:00h. Plaza de Julián Marías (Usera) - Legazpi<br />
Convoca: Amigxs y Compañerxs de Carlos</p>
<p align="left"><strong>6 MESES SIN TÍ</strong></p>
<p>Han pasado seis meses ya desde que un fascista asesinase a nuestro amigo y compañero Carlos Javier Palomino cuando se dirigía a frenar una manifestación nazi contra la inmigración. Seis meses sin él en el que hemos hecho todo lo posible porque su muerte no haya sido en vano y porque no caiga en el olvido.</p>
<p>En estos seis meses hemos visto casi de todo. Primero vimos como los medios de comunicación se aprovechaban de la muerte de nuestro compañero para fabricar la carnaza con la que engordar sus bolsillos. Tuvimos que leer como ensuciaban su recuerdo comparándole, primero a él y a luego nosotros, con los fascistas que le asesinaron. ¿Cómo se puede comparar a los que alimentan el odio racial y la xenofobia con los que luchamos por acabar con este sistema injusto y explotador? ¿Cómo se les puede llenar la boca de tantas mentiras sin que se les caiga la cara al suelo? No nos hemos callado ante sus mentiras y no permitiremos que sigan haciéndolo.</p>
<p><a href="http://www.nodo50.org/antifa/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=313&#38;Itemid=1">Leer más</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pubblica 1 - MERIDIONE / michele fumagallo]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=677</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 16:57:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>micheless</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=677</guid>
<description><![CDATA[IL MANIFESTO del 15 Dicembre 2005
MERIDIONE  /  L&#8217;antifascismo dimenticato
Ricordi e incontr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL MANIFESTO</strong> del 15 Dicembre 2005</p>
<p><span class="occhiello">MERIDIONE  /  </span><span class="titolo">L'antifascismo dimenticato</span><br />
<span class="sommario">Ricordi e incontri con la gente nel ritorno al paese d'origine, tra i monti dell'Irpinia, della figlia di Eusebio Giambone, confinato e poi fucilato su ordine di Mussolini </span></p>
<p> </p>
<p><span class="firma">MICHELE FUMAGALLO /  </span><span class="testo">Il 5 aprile del 1944, quando dal poligono di tiro del Martinetto a Torino la notizia dell'esecuzione di Eusebio Giambone arrivò a Castel Baronia, tra i monti dell'Irpinia, le campane del paese suonarono a lungo. Era la forma scelta dalla piccola comunità per ricordare il confinato comunista, vissuto con loro, insieme alle due donne della famiglia, dal 1941 al 1943. Un affetto che aveva allora la possibilità di mostrarsi soltanto così ed era un modo, certo, per stare vicini alla moglie Luisetta e alla figlia Gisella, ma anche un'espressione di rabbia per tanta brutalità verso un uomo che avevano imparato a conoscere e ad apprezzare. Moltissimi anni dopo sarà la figlia di Eusebio, Gisella, a raccogliere in modo più forte e tangibile, il calore di tanti. E bisogna dire che ritornare in un luogo dove si sono vissute nuove esperienze e intense emozioni in un periodo tragico della propria vita e di quella della propria nazione, è davvero un tuffo al cuore. Se poi tutto questo serve a spiegare cosa sono stati i confinati antifascisti per il Mezzogiorno d'Italia, cioè il loro ruolo insostituibile di educatori e seminatori di democrazia, è anche una grande lezione di storia e di vita soprattutto per i giovani che, complice la cancellazione e la manipolazione della memoria che sta spopolando da ormai troppi anni, conoscono ben poco di quegli avvenimenti.</span></p>
<div><span class="testo"><!--more--></span></div>
<table border="0" width="90%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div><span class="testo"><strong>Il ritorno 62 anni dopo</strong></span></div>
<p><span class="testo">E' ritornata dunque dopo 62 anni (tranne una piccola toccata e fuga di alcuni anni fa) a Castel Baronia, piccolo paese cerniera a ridosso dell'Alta Irpinia, Gisella Giambone, figlia di Eusebio Giambone, confinato antifascista, comunista, partigiano, fucilato insieme ad altri partigiani nel 1944 a Torino dove era ritornato dal confino a riprendere la lotta. Fu ucciso, dopo un velocissimo e famoso processo-farsa in cui mise direttamente le mani Benito Mussolini. Gisella è una signora di 74 anni che porta dentro di sé con orgoglio il ricordo del padre, memore della consegna lasciatagli in una delle due lettere che Eusebio scrisse poche ore prima di morire (l'altra è indirizzata alla moglie Luisetta, la francese Louise, sposata da Eusebio nell'esilio lionese).</p>
<p>«Il tuo papà è stato condannato a morte per le sue idee di Giustizia e di Eguaglianza. Oggi sei troppo piccola per comprendere perfettamente queste cose, ma quando sarai più grande sarai orgogliosa di tuo padre», scriveva l'amico di Gramsci. Due documenti che fanno ormai parte della storia e della letteratura dell'antifascismo e che sono state tra le testimonianze più toccanti delle lettere della Resistenza. «Cara Gisella, quando leggerai queste righe papà non sarà più» è stato non solo l'inizio della lettera che Giambone scrisse a sua figlia due giorni prima di essere fucilato, ma una delle pagine più lette da intere generazioni.</p>
<p>Gli incontri di Gisella in alcuni paesi dell'Irpinia, e ovviamente soprattutto quello di Castel Baronia, sono stati pieni di emozione ma anche governati da una determinazione, saggezza e amore della vita che la spinge anche, come il padre, a valutare il passato, ma anche a non farsene trascinare all'indietro. Quindi emozione contenuta. Perciò il pudore non l'ha spinta a leggere la lettera del padre. L'hanno fatto gli altri, gli studenti e i suoi vecchi compagni di scuola in incontri pieni di umanità, cioè di politica, se la politica avesse davvero da spartire con la storia e i sentimenti degli uomini. Nell'assemblea gli studenti hanno pensato bene, insieme agli insegnanti, di teatralizzare l'incontro con la figlia del <em>loro</em> confinato. Quindi i ricordi del tempo, la vita di Eusebio, i suoi scritti, il dialogo con l'ospite si intrecciano creando un'atmosfera di partecipazione collettiva reale, che evita i rischi della cerimonia.</p>
<p>Si prosegue nella lettura della lettera testamento: «Non piangere, cara Gisellina, asciuga i tuoi occhi, tesoro mio, consola tua mamma da vera donnina che sei. Per me la vita è finita, per te incomincia, la vita vale di essere vissuta quando si ha un ideale, quando si vive onestamente, quando si ha l'ambizione di essere non solo utili a se stessi ma a tutta l'umanità». E la vita esemplare di Eusebio Giambone è ricordata dagli studenti. Operaio tornitore, militante dell'ordine nuovo gramsciano, figura nota nel romanzo di formazione dell'antifascismo torinese. Partecipa diciassettenne all'occupazione delle fabbriche, arrestato e rilasciato, subisce molte aggressioni fasciste finché è costretto a riparare in Francia a Lione. Qui ritrova il fratello Vitale, che sarà poi ucciso dai franchisti nella guerra di Spagna, e qui sposa Louise Breysse che metterà al mondo due figli: Régis-Vital, che poi morirà di meningite a 11 anni, e Gisèle-Emilie, nata nel 1931. Il locale aperto da Louise e Eusebio tra Lyon e Bron ospita il terzo congresso del Pcd'I con Gramsci, Bordiga e Togliatti, e la casa lionese dei Giambone diventa, dopo la messa al bando del Partito comunista d'Italia il 5 novembre del 1926, sede dell'ufficio politico del partito.</p>
<p>La lunga attività antifascista di Eusebio Giambone all'estero, ci sono poi anche i due anni di impegno a Parigi, viene interrotta con l'arresto, l'internamento nel campo di Vernet e l'espulsione dalla Francia. Condotto dapprima nel carcere delle Nuove di Torino, viene da lì inviato al confino a Castel Baronia in provincia di Avellino. Dopo i circa due anni di confino Giambone ritorna a Torino dove riprende l'attività politica. Arrestato il 31 marzo del 1944, viene fucilato insieme ad altri compagni, dopo un processo farsa, la mattina del 5 aprile l944. Luisella e Gisella non rividero più Eusebio, le autorità consegnarono loro soltanto il suo soprabito e il cappello.</p>
<p>Castel Baronia ovviamente è totalmente cambiato da allora. Lo stile di vita povero è un ricordo lontano. La casa dove vissero i Giambone, e dove bisognava uscire all'aperto per i servizi igienici, non c'è più. Ci sono però ancora le persone, gli amici, i compagni di scuola di Gisella. Sono venuti tutti all'incontro.</p>
<p>La testimonianza più toccante è quella di Natalino, compagno di scuola di Gisella. «Tu non lo sai, ma mi hai insegnato molto. Allora ti ascoltavo, con la tua strana voce (Gisèle-Emilie, che parlava francese, aveva appena imparato in parte l'italiano a Torino dopo l'espulsione dalla Francia, <em>ndr</em>) che si lamentava della mancanza dei servizi igienici per tutti. Tu mi chiedevi: ma perché i bambini non hanno una loro stanza? E le tue parole mi facevano pensare ad altri mondi. Per tantissimi anni io non ho mai dimenticato quelle parole». Prende la parola Michele, amico di Eusebio e della famiglia Giambone: «Grazie per essere qui. Ti ho conosciuta al mio ritorno dalla Libia nel 1942. Tu eri una ragazzina. Dopo la guerra, quando ho continuato a far politica come comunista, la sezione del Partito Comunista di Castel Baronia, questo ormai lo ricordano in pochi, era dedicata ad Eusebio Giambone. Adesso che ti ho rivista, se ti fa piacere, ci possiamo scrivere».</p>
<p><strong>«Sarò calmo e tranquillo»</strong></p>
<p>Si leggono ancora passi delle lettere del condannato. «Cara Luisetta - scrive Giambone alla moglie - sono calmo, estremamente calmo. Non avrei mai creduto che si potesse guardare la morte con tanta calma, non indifferenza, che anzi mi dispiace molto morire, ma, ripeto, sono tranquillo. Sono tranquillo perché ho la coscienza pulita. Fra poche ore io certamente non sarò più, ma sta pur certa che sarò calmo e tranquillo di fronte al plotone di esecuzione come sono attualmente, come lo fui durante quei due giorni di simulacro di processo, come lo fui alla lettura della sentenza, perché sapevo già all'inizio di questo simulacro di processo che la conclusione sarebbe stata la condanna a morte».</p>
<p>Gisella risponde alle domande di molti giovani, al loro stupore per il modo in cui Eusebio ha affrontato la vita e gli ultimi giorni: «E' sempre commovente per me rileggere la lettera di mio padre. Bisogna essere però sereni, non lasciarsi travolgere dal dolore. Molti mi hanno detto in questi anni: ma come, la lettera di tuo padre, cioè di un uomo che va a morire ingiustamente, non ha cupezza, è serena. E io ho sempre risposto: ma è proprio questo il suo messaggio, bisogna essere sereni, non lasciarsi travolgere. E, del resto, per quanto mi riguarda, cercai per quel che potevo di essere fedele a quello che mi aveva scritto. Dopo la morte di mio padre ho chiesto immediatamente di entrare nella Resistenza pur essendo una ragazzina di 13 anni. Ho lavorato per circa un anno clandestinamente e devo dire che durante la lotta e la frequentazione dei giovanissimi che si mobilitavano allora, ebbi netta la sensazione che non solo stavamo dalla parte giusta ma che non si poteva non vincere».</p>
<p>Gisella racconta il suo periodo a Castel Baronia prima di salutarsi per nuovi appuntamenti stavolta più ravvicinati nel tempo: «Vi fu per me la scoperta di un mondo del tutto diverso, e il contatto con la popolazione creò una curiosità reciproca. Oltre che comunisti, noi non eravamo credenti e la propaganda ci dipingeva come persone cattive mandate per questo al confino. Ma ci volle poco perché tutto questo fosse messo in discussione. Gli abitanti del paese capirono che eravamo delle persone normali e quindi le cose che il fascismo raccontava di noi non erano vere. I conti non tornavano. Al sud ho imparato quanto è importante la conoscenza e la frequentazione reciproca. Tutto ciò mi è poi servito dopo per il mio impegno politico. Per esempio a capire meglio i problemi durante la grande emigrazione dei meridionali a Torino».</p>
<p> </p>
<p><strong>IL MANIFESTO</strong> del 15 Dicembre 2005</p>
<p></span></p>
<table border="0" width="90%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span class="titolo">«Fucilateli, ma prima fate un processo»</span><span class="testo">Gli incontri di Gisella Giambone a Castel Baronia e in altri paesi dell'Irpinia sono stati organizzati dalla Fisac-Cgil di Avellino. Le manifestazioni sono state accompagnate da un bel libriccino curato da Giovanni Marino e Paolo Speranza, «I confinati antifascisti in Irpinia. Ricordo di Eusebio Giambone», che contiene anche le due lettere scritte da Eusebio alla moglie e alla figlia prima di essere fucilato. Documenti già apparsi nel classico sulle lettere della Resistenza di Einaudi, ma che è bene rileggere in un contesto storico come l'attuale, del tutto manipolatorio. Agli incontri è stato rievocato anche il processo-imbroglio che si tenne a Torino 2 giorni prima della fucilazione di Giambone e di altri partigiani di varie tendenze politiche. Giorgio Bocca, nel suo classico sulla storia dell'Italia partigiana pubblicato da Laterza, racconta dell'arresto, dell'assenso di Mussolini alla fucilazione («Va bene, ma prima convocate il tribunale» dice il Duce al prefetto di Torino, Zerbio che lo aveva chiamato al telefono per comunicargli «Li abbiamo presi, questa notte li faccio fucilare»), del processo farsa, e della fucilazione di Eusebio e degli altri. Bocca racconta poi questo episodio relativo all'attesa della sentenza: «Li conducono nella sala d'attesa. Giambone conversa con Fusi il democristiano, con affetto paterno. `Sai, Giambone', mormora il giovane Fusi, `che cosa dirò domani a San Pietro quando arriveremo in paradiso? Ecco, dirò: ti ho portato un comunista». (<strong>mi. fu.</strong>) </span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[brutti, sporchi e cattivi.]]></title>
<link>http://dietroildito.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 17:58:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>dietroildito</dc:creator>
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<description><![CDATA[In Germania è stato un primo maggio all&#8217;insegna dello scontro, due città in particolare ne s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In Germania è stato un primo maggio all'insegna dello scontro, due città in particolare ne sono state protagoniste: Norimberga e Amburgo. <span class="corpo">La mobilitazione antinazista è stata importante, ingente, ed ha impedito che i nazisti sfilassero nelle due città. L'azione degli antinazisti e antifascisti è stata violenta: viso coperto, tutti vestiti di nero, pronti a scatenare riot per bloccare l'Npd. Una persona che ha partecipato agli scontri di Amburgo ha accettato di rispondere ad alcune domande, per chiarirci le motivazioni e gli umori di un movimento violento, sempre tralasciati dai media che preferiscono puntare le attenzioni sui metodi (convisibili o meno, sicuramente discutibili) lasciando perdere i contenuti:<br />
</span></p>
<p><strong>Perché si è manifestato in Germania?<br />
</strong><em>Ad Amburgo e a Norimberga i nazi dell'NPD avevano lanciato un corteo per il pomeriggio del 1°maggio, così i compagni tedeschi in risposta a questa provocazione hanno organizzato una contro-manifestazione recante i temi dell'antifascismo e dell'antirazzismo</em></p>
<p><strong>Puoi raccontarci qualche episodio che ti è rimasto particolarmente impresso?<br />
</strong><em>Mi ha molto impressionato la grande partecipazione, in particolare la presenza determinata di molti giovanissimi. Altro elemento importante è stato quello della solidarietà dimostrata dai cittadini di Amburgo nei nostri confronti.</em></p>
<p><strong>Cosa avete ottenuto il primo maggio ad Amburgo?<br />
</strong><em>Abbiamo ottenuto una grandissima vittoria, in quanto non abbiamo permesso ai fascisti di sfilare nel corteo è gli è stato trasmesso che la loro presenza non è per niente gradita.</em><br />
<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Come siete stati accolti in Germania?<br />
</strong><em>Benissimo, sono stato ospitato a casa di alcuni compagni e trattato come un amico di vecchia data.</em></p>
<p><strong>Cosa riportate in Italia e nelle realtà in cui militate?<br />
</strong><em>Italia e Germania sono due realtà molto differenti tra loro, anche se i movimenti tedeschi si ispirano proprio all'esperienza dell'autonomia italiana degli anni '70.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia 2008, morto per mano nazifascista]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/?p=95</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Se ne va Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte da un gruppo di neo-nazifascisti a Verona.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://img521.imageshack.us/img521/2949/veronaxz0.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.euronews.net/index.php?page=info&#38;article=484880&#38;lng=4" target="_blank">Se ne va</a> Nicola Tommasoli, il giovane <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/pestaggio-verona/pestaggio-verona.html" target="_blank">picchiato a morte</a> da un gruppo di neo-nazifascisti a Verona.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75170" target="_blank">Dal racconto</a> degli amici di Nicola, sopravvissuti al raid squadrista, si evince la crudeltà e la gratuità con la quale la violenza, perno della  cultura nazifascista, venga dispensata ancora oggi in Italia da certi gruppi di estrema destra.</p>
<p style="text-align:justify;">Da rabbrividire <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/fini-commento/fini-commento.html" target="_blank">le parole</a> del Presidente della Camera Gianfranco Fini che <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75178" target="_blank">tenta di sminuire</a> sulla gravità dell'accaduto.</p>
<p style="text-align:justify;">Un'ulteriore vergogna, che non fa certo onore alla vita di un povero ragazzo, morto a 29 anni per aver rifiutato di offrire una sigaretta a dei nazifascisti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lutto1.png" alt="" width="147" height="145" /></p>
<h2 style="text-align:center;">Addio Nicola</h2>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comunicato delle/degli antifasciste/i veronesi]]></title>
<link>http://aldodice26x1.wordpress.com/?p=141</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>jmr1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nuova ha pestato brutalmente un ragazzo di 29 anni di nome Nicola riducendolo in fin di vita e in coma irreversibile. L’unica “colpa” del ragazzo è stata quella di rifiutare una sigaretta e non accettare l’atto arrogante e intimidatorio dei 5 neofascisti, un pretesto già usato in altre aggressioni per dare il via al pestaggio. Queste squadracce di nazi fascisti è oltre 3 anni che scorrazzano impunemente per il centro di Verona aggredendo, picchiando, derubando e accoltellando chiunque sia “diverso” : l’immigrato, il comunista, l’anarchico, quello con i capelli lunghi o con l’orecchino…. l’importante è fare “pulizia” nella “loro” città. La loro ferocia è rivolta a chiunque non entri nei loro canoni estetici o non sia immediatamente pronto ad abbassare lo sguardo e cambiare velocemente marciapiede al loro passaggio. Ricordiamo che da anni sono avvenuti pestaggi a danno di compagni/e, accoltellamenti a militanti antifascisti e una miriade di aggressioni e furti a ragazzi e ragazze solo perché avevano un Kebab in mano o perché semplicemente non gli piacevano ed erano nel “loro” territorio. La polizia, e in primis i carabinieri di Verona con la complicità della stampa e della televisione asservita e obbediente, per tre giorni hanno tentato in tutti i modi di coprire la matrice politica di estrema destra e hanno materialmente dato la possibilità ai fascisti assassini di poter scappare all’estero e nascondersi.<br />
Questa continua copertura a Forza Nuova, a Fiamma Tricolore, Veneto Front, altri infami nazi fascisti e beceri razzisti, a Verona, è possibile grazie ad una serie di coperture date dal fatto che una buona parte di questi lerci individui appartengono a quella che viene definita verona bene, l’elite della verona che sfrutta e produce. Con l’avvento del sindaco Tosi i paladini della verona pura hanno trovato piena legittimità vedendo lo stesso aprire i loro cortei segnati da slogan neonazisti e a selve di braccia tese. Gli slogan lanciati dallo stesso sindaco Tosi e la sua cricca fascista che lo appoggia e lo sostiene anche in consiglio comunale con Andrea Miglioranzi e vari fascisti ripuliti di Alleanza Nazionale, non sono altro che l’appoggio a queste infami squadracce, che hanno il compito di ripulire dove polizia e i vari sgherri al soldo dello stato e del comune non possono arrivare. Questo delirio sicuritario delle ronde e delle squadracce è figlio della mentalità Leghista e dell’estrema destra che ha sempre sostenuto attivamente il sindaco Tosi. Queste aggressioni e l’assassinio di Nicola rispondono alla mentalità leghista e fascista che ormai da anni ha sviluppato la maggior parte dei “bravi” e “onesti” cittadini veronesi, che con sbirri, prefetti, e istituzioni locali, hanno dato carta bianca a questi gruppi di nazisti balordi, in nome della sicurezza e della “pulizia cittadina” e dell’eliminazione di ciò che non è uniforme.<br />
Le istituzioni e le sinistre revisioniste riformiste hanno creato questi mostri che si sentono investiti del potere di stabilire le regole nelle città, dove la parola sicurezza significa persecuzione del diverso, mentre nello stesso territorio quella che manca è la sicurezza sul posto di lavoro, che porta a continue tragiche morti, per il profitto della classe padronale dalla quale provengono gli stessi assassini fascisti di Nicola.</p>
<p>Morire ancora per mano fascista ad oltre sessant’anni dalla liberazione non deve essere tollerato! Ci appelliamo a tutte le realtà antifasciste ad autorganizzarsi per stroncare queste formazioni fasciste che tutt’oggi aggrediscono ed uccidono.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PESTAGGIO DI VERONA, BLOCCATI DA DIGOS ULTIMI DUE GRUPPO]]></title>
<link>http://aldodice26x1.wordpress.com/?p=140</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:28:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>jmr1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono stati bloccati dalla Digos di Verona in Lombardia gli ultimi due presunti componenti del gruppo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati bloccati dalla Digos di Verona in Lombardia gli ultimi due presunti componenti del gruppo che ha picchiato a morte Nicola Tommasoli la notte del primo maggio scorso nel centro di Verona. Si tratta di Federico Perini, di 20 anni, e di Nicolò Veneri, di 19 anni, entrambi veronesi. I due saranno accompagnati nelle prossime ore nel carcere di Montorio, nella città scaligera.</p>
<p>Perini e Veneri sono stati rintracciati la notte scorsa al loro arrivo all'aeroporto di Bergamo con un volo low cost proveniente da Londra. I due erano fuggiti subito dopo l'aggressione con l'auto della madre di Perini, diretti in Austria. Da qui si sono spostati in Germania e successivamente con un volo hanno raggiunto Londra. Ma sono stati costretti a rientrare, con un volo giunto all'aeroporto di Orio al Serio intorno alle 22.30, dopo aver finito i soldi racimolati prima di scappare. All'arrivo c'erano ad attenderli gli agenti della Digos di Verona che indagano sull'episodio ai quali i due si sono costituiti. Sono quindi stati condotti nel carcere di Montorio Veronese a disposizione dell'autorita' giudiziaria.</p>
<p>Perini e Veneri potrebbero essere ora essere sentiti dal pm che ha coordinato l'inchiesta sulla tragica vicenda che, dopo cinque giorni di agonia, si è conclusa con la morte ieri pomeriggio del disegnatore industriale nell'ospedale di Verona. Le indagini, anche grazie alla visione delle immagini registrate di alcune telecamere presenti nella zona del pestaggio, si erano sin dai primi momenti indirizzate verso alcuni giovani simpatizzanti della destra più estrema. L'aggressione di Tommasoli, però, non avrebbe avuto motivazioni politiche, ma semplicemente sarebbe stata legata al fatto che la vittima, assieme a due amici, aveva risposto negativamente a una richiesta di una sigaretta da parte dei componenti del gruppetto. Il primo ad essere stato bloccato dagli investigatori era stato Raffaele Delle Donne, 19 anni, studente, poi ieri la prima svolta delle indagini con il fermo di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20 anni, promotore finanziario. All'appello mancavano gli ultimi due che risultavano fuggiti all'estero, prima in Austria e poi forse in Inghilterra. Ma anche per loro si è chiuso il cerchio delle indagini della Digos, al loro rientro alla frontiera in Lombardia.</p>
<div class="bodyTextPRE">DIGOS, PERINI E VENERI HANNO CONFESSATO</div>
<p> </p>
<div class="bodyTextPRE">Hanno confessato anche Federico Perini e Nicolo' Veneri, fermati dalla Digos della questura di Verona per il pestaggio che ha causato la morte di Nicola Tommasoli. Lo ha detto oggi il responsabile della Digos, Luciano Iaccarino, affermando che ''hanno reso piena confessione''. ''Finalmente la partita e' chiusa - ha detto Iaccarino intervenendo ad 'Unomattina' su Raiuno - il cerchio che avevamo stretto a loro ormai era inesorabile, i ragazzi stessi, parliamo di persone appena adulte, 'ragazzini appena cresciuti', hanno capito che per loro non c'era scampo e che il loro girovagare per l'Europa doveva aver termine''. ''Stanotte - ha aggiunto - quando un volo charter e' atterrato da Londra all'aeroporto di Bergamo, noi eravamo li' sotto bordo e li abbiamo presi e portati in questura a Verona''.</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le squadracce fasciste allevate e cresciute nelle "famiglie bene" (?)]]></title>
<link>http://redvince.wordpress.com/?p=15</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 07:18:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>redvince</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Natural born nazi
Hanno allevato la bestia per anni, l&#8217;hanno nutrita di odio, aizzata con par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="pezzotitolo"><a href="http://redvince.files.wordpress.com/2008/05/nazi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-16" src="http://redvince.wordpress.com/files/2008/05/nazi.jpg?w=110" alt="" width="110" height="69" /></a></div>
<div class="pezzotitolo"><strong>Natural born nazi</strong></div>
<div class="pezzofirma">Hanno allevato la bestia per anni, l'hanno nutrita di odio, aizzata con parole e metafore, facendo i finti tonti sul nesso tra parole e fatti, tra metafore e gesti. L'hanno allevata così, chiudendo occhi e orecchi quando mordeva gli «altri». Ora che, a morte, ha colpito «uno di noi», ora che la bestia è uscita dal recinto in cui si poteva tollerarla e magari utilizzarla - con le sue prepotenze, le sue aggressioni squadristiche, la sua presunzione d'impunità - ora che sul «suolo natio» ha sparso il «sangue nostro», nessuno la conosce più come figlia propria.</div>
<p><span><span class="content">Erano già ben noti a polizia e magistratura almeno tre dei cinque balordi che la notte del primo maggio hanno massacrato, con la scusa di una sigaretta negata, Nicola Tommasoli. E' stata proprio l'assurdità di quella violenza senza motivo ha spingere chi già aveva avuto a che fare con loro a riaprire un fascicolo vecchio di mesi e a dare così un nome a tre degli aggressori: due di loro nel frattempo sono scappati, sembra all'estero, il terzo, un ventenne di buona famiglia, probabilmente sentito che il cerchio si stava stringendo, si è presentato in questura questa mattina, accompagnato dall'avvocato, ed ha confessato.</span></span></p>
<p><span><span class="content"> Nell'indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, è infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee.</span></span></p>
<p>A conferma di ciò, le indagini avevano consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale 'Chimica', aggrediti a colpi di spranga.</p>
<p>Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un'aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l'immagine di Verona 'citta' di classé. Nel corso delle perquisizioni effettuate un anno fa nelle abitazioni degli indagati, la polizia trovò cinghie, manganelli telescopici ma anche cassette video e dvd che contenevano immagini di pestaggi e documenti e materiale del 'Fronte veneto skinheads'.</p>
<p><span><span class="content"><br />
L'accusa contestata dalla procura di Verona ai 17 giovani individuati dalla Digos un anno fa, fu di associazione a delinquere finalizzata alle lesioni personali e alla violazione della legge Mancino contro la discriminazione razziale, etnica e religiosa.</span></span></p>
<p>All'inizio delle indagini, gli investigatori pensavano che gli episodi fossero riconducibili a scontri tra le opposte tifoserie; con il prosieguo degli accertamenti, però, si è scoperto che la banda premeditava le aggressioni nei confronti di chi aveva stili di vita diversi a prescindere dalla sua fede calcistica.</p>
<p>E ad unire il gruppo era la volontà di compiere gesti di violenza gratuita. La caccia al diverso, è emerso dalle indagini, iniziava in alcuni locali del centro storico di Verona frequentati il fine settimana da giovani. In queste occasioni, secondo investigatori ed inquirenti, la banda andava volutamente alla ricerca dello scontro nei confronti di chi aveva stili di vita diversi.</p>
<p>E dunque, le aggressioni e i pestaggi non erano solo contro chi era diverso per il colore della pelle, per il paese di provenienza o per posizioni politiche, ma anche semplicemente, contro chi parlava o vestiva in modo diverso dal gruppo.</p>
<p><strong>Giornalisti, che non fanno il proprio mestiere ma insozzano solo fogli di carta per il macero:</strong></p>
<p align="left">Ancora una volta ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere: quello che è successo al povero ragazzo nel centro di Verona, saltava agli occhi evidente da subito, leggendo i primi resoconti della stampa. A tutti, fuorché a quanto pare ai giornalisti autori degli articoli, e ai grandi commentatori che dal minuto successivo hanno iniziato in massa a “chiedersi perché”, arzigogolando tra la sigaretta negata e gli immancabili massimi sistemi. C'è voluto il rapido risultato delle prime indagini e interrogatori, per confermare quanto era ovvio sospettare: un normale assalto da maschi alfa dominanti il territorio, come se ne vedono da sempre, e che buona parte di chi non vive sulla luna ha sperimentato in modo più o meno diretto, prima o poi, nella vita. Con l'esclusione degli esperti, ovviamente.</p>
<p>Come si fa, a pensare anche solo per un istante di occupare qualche centimetro quadrato di carta inchiostrata con quella montagna di sciocchezze sulla sigaretta? Abbastanza ovvio quando a cadere dalle nuvole è il sindaco, presumibile ex <em>streetfighter </em> o amico di. Molto meno, quando davanti a una scena classica ed evidente, decine di scribacchini dimostrano di non saper proprio che pesci pigliare: ma dove vivono, questi?<a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&#38;op=viewarticle&#38;artid=6717" target="_blank"> leggi tutto</a></p>
<p><strong>Stiamo all'erta le gabbie sono state aperte e le bestie sono in mezzo a noi.</strong></p>
<p>fonti: <a href="http://www.megachip.info" target="_blank">www.megachip.info</a> <a href="http://www.ilmanifesto.it" target="_blank">www.ilmanifesto.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antifascisti sempre.]]></title>
<link>http://giacflorence.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 07:11:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>giacflorence</dc:creator>
<guid>http://giacflorence.wordpress.com/?p=57</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giacflorence.files.wordpress.com/2008/05/adesivo_gc_antifascisti11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-56" src="http://giacflorence.wordpress.com/files/2008/05/adesivo_gc_antifascisti11.jpg?w=300" alt="" width="300" height="190" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sdegno, tristezza, rabbia...]]></title>
<link>http://rinopruiti.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 06:15:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>pruiti</dc:creator>
<guid>http://rinopruiti.wordpress.com/?p=27</guid>
<description><![CDATA[
Per Lia e Roberto, per i compagni ANTIFASCISTI di Verona, Per i famigliari di Nicola Tommasoli. Anc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<div><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Verdana;"><img src="http://www.rinopruiti.it/public/antifascista.jpg" alt="" hspace="3" vspace="3" align="left" />Per Lia e Roberto, per i compagni ANTIFASCISTI di Verona, Per i famigliari di Nicola Tommasoli. Ancora una volta piangiamo un altro morto... Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia... ci stringiamo a voi, tristi e affranti... pronti a lottare... a far soffiare via dal vento il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!<!--more--></p>
<div><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Verdana;">Ivano Tajetti<br />
ANPI Barona. Milano.</span></div>
<p></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:Verdana;"> </p>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sdegno, tristezza, rabbia... ]]></title>
<link>http://6verde.wordpress.com/?p=94</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 06:11:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>pruiti</dc:creator>
<guid>http://6verde.wordpress.com/?p=94</guid>
<description><![CDATA[
Per Lia e Roberto, per i compagni ANTIFASCISTI di Verona, Per i famigliari di Nicola Tommasoli. Anc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<div><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Verdana;"><img src="http://www.rinopruiti.it/public/antifascista.jpg" alt="" hspace="3" vspace="3" align="left" />Per Lia e Roberto, per i compagni ANTIFASCISTI di Verona, Per i famigliari di Nicola Tommasoli. Ancora una volta piangiamo un altro morto... Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia... ci stringiamo a voi, tristi e affranti... pronti a lottare... a far soffiare via dal vento il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!<!--more--></p>
<div><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Verdana;">Ivano Tajetti<br />
ANPI Barona. Milano.</span></div>
<p></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:Verdana;"> </p>
<p></span></span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ucciso da neofascisti - tutto ok - per fini non è poi così grave]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 21:05:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bigo (Soviet del Nord - Soviet Supremo Rpmn)</dc:creator>
<guid>http://rpmn.wordpress.com/?p=148</guid>
<description><![CDATA[Ucciso a 29 anni per aver rifiutato una sigaretta a cinque luridi neofascisti. E’ così che si pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;"><strong>Ucciso a 29 anni per aver rifiutato una sigaretta a cinque luridi neofascisti.</strong> E’ così che si può morire oggi in Italia. Nicola Tommasoli alla fine non ce lha fatta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Al posto suo poteva esserci chiunque altro in questo paese di merda.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Sicuramente se fosse stato un albanese o un rumeno, sarebbe passato del tutto inosservato.                                                                                                                  Il secolo decimonono ha fatto meglio. In questi giorni non è uscito neanche un articolo online sull’intera faccenda. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Dei cinque delinquenti che lo hanno ucciso sappiamo già i nomi: raffaele dalle donne, guglielmo corsi, andrea vesentini, "peri" e "tarabuio". Tre di loro sono stati arrestati, altri due, <strong>da bravi fascisti</strong>, <strong>stanno ancora scappando</strong>, sembra all’estero. Eccole queste merde:</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://rpmn.files.wordpress.com/2008/05/sdiuchi.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-149" src="http://rpmn.wordpress.com/files/2008/05/sdiuchi.png?w=300" alt="" width="449" height="109" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;"><strong>Il Soviet vi augura di crepare in galera</strong>, ma venendo da famiglie bene sappiamo già che ve la caverete giusto con qualche annetto, uscendo per buona condotta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Ciò che è più disgustoso, con un morto ancora caldo, sono le dichiarazioni di <strong>fini</strong>. Questo <strong>rinnegato di un rigurgito fascista</strong>, oggi Presidente della Camera, ha avuto il coraggio di dire che “i fatti di Torino [contestazione antisraeliana alla fiera del libro] sono molto più gravi di ciò che è accaduto a Verona”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">No comment. Il Soviet è troppo furioso.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fini sull'assassinio di Verona: "Più gravi i fatti di Torino"]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2558</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 19:28:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2558</guid>
<description><![CDATA[UN FASCIO NON SI SMENTISCE. MAI!
&#8230;
Polemiche sul commento del presidente della Camera ai fatti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#666699;"><strong>UN FASCIO NON SI SMENTISCE. MAI!</strong></span></p>
<p>...</p>
<h1><img src="http://www.indicius.it/images/fini_ebreo.jpg" alt="http://www.indicius.it/images/fini_ebreo.jpg" /><span style="color:#ea0000;">Polemiche sul commento del presidente della Camera ai fatti del primo maggio</span></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;">La sinistra radicale: "Parole assolutorie". Giulietti: "Altro che gruppi isolati"</span></h1>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>ROMA - Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale</strong></span> contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona. Lo sostiene Gianfranco Fini, a <em>Porta a porta</em>. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera- "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Meno "minimal" il commento del leghista Roberto Castelli,</strong></span> già ministro della Giustizia: "Provo una profonda tristezza per questo ragazzo morto a causa di una stupida ferocia. Ora i magistrati non si appellino alla necessita' di nuove leggi per punire esemplarmente i colpevoli. Questo e' omicidio volontario non certo preterintenzionale".</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>La sinistra radicale intanto reagisce</strong></span> e attacca il presidente della Camera. "Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo e chiedere la massima punizione per gli assassini assistiamo, invece, ad una serie di basse speculazioni politiche", dice Iacopo Venier, della segreteria nazionale del Pdci, secondo il quale "tra queste la piu' grave è certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comando' a Genova nel 2001".</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Giuseppe Giulietti, Italia dei Valori, si augura</strong></span> che le affermazioni del presidente della Camera sulla vicenda di Verona siano precedenti alla morte di Nicola Tommasoli". "Trovo sbagliato e pericoloso - continua - stabilire una scala della gravità tra un assassinio e l'intollerabile boicottaggio della Fiera del libro di Torino che dovrà essere fermamente respinto dall'Italia civile. Tomassoli è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di naziskin che, purtroppo non rappresentano affatto un gruppo isolato ma fanno riferimento ad associazioni e movimenti che sono stati a lungo tollerati e troppo spesso liquidati come 'balordi' da non prendere sul serio".</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>E' lo stesso Fini, poi, a tornare sulla questione.</strong></span> "Non capisco le polemiche e casomai bisognerebbe preoccuparsi di dichiarazioni come queste", dice il presidente della Camera ribattendo alle polemiche dei Comunisti italiani. "Quando ho assolto i naziskin? - dice Fini -, quando ho detto che ci accingiamo a repressioni come quelle di Genova? Sono polemiche non so quanto autorevoli, che dimostrano che quando non si hanno argomenti per polemizzare si inventano".<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong><br />
"I naziskin di Verona </strong></span>sono dei pazzi criminali assassini - aggiunge il leader di An -, la violenza che c'è in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico ideologico, non perchè i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili tra di loro".<br />
<!-- fine TESTO --> <span style="color:#666699;"><strong><br />
(<em><!-- inizio DATA -->5 maggio 2008<!-- fine DATA --></em>) </strong></span></p>
<p>fonte:<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/fini-commento/fini-commento.html">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-verona/fini-commento/fini-commento.html</a></p>
<p>...</p>
<p><img src="http://www.asromaultras.it/salutoromano_fini.jpg" alt="http://www.asromaultras.it/salutoromano_fini.jpg" /></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#666699;"><strong>IL "CHI E'"</strong></span></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;font-size:large;">Gianfranco Fini</span></strong></p>
<p>.<strong><br />
<span style="color:#ff0000;font-size:x-large;">UN FASCISTA DOC CHIAMATO A SCRIVERE LA COSTITUZIONE DELL'EUROPA IMPERIALISTA</span></strong></p>
<p><span style="color:#666699;font-size:medium;">20 marzo 2002</span></p>
<p>.<br />
<span style="color:#000000;font-size:medium;">In una intervista pubblicata dal compiacente Corriere della Sera il 5 marzo scorso Gianfranco Fini annunciava che lo slogan del congresso di AN sarebbe stato "Cresce la patria, nasce l'Europa'', la patria e l'Europa "due bandiere, due inni''. Un'Europa, per Fini, "riunificata'' il cui tratto distintivo sarà "la laicità delle isituzioni ma da innestare nel solco di una cultura che non possiamo disperdere. E che ha la sua radice nella tradizione religiosa ebraico cristiana''. Una Europa che attraverso la gestione collegiale deve affrontare anzitutto temi quali l'immigrazione e la sicurezza. L'europensiero di Fini è una riedizione del mussoliniano "Dio, patria e famiglia'' adattato alla situazione attuale e al suo compito di rappresentante del governo del neoduce Berlusconi nella Convenzione europea che scriverà la Costituzione dell'Europa imperialista.<br />
Gianfranco Fini è un caporione fascista a 24 carati, cresciuto sotto l'egida del fucilatore di partigiani Giorgio Almirante, che nel '94 ha definito Mussolini "il più grande statista del secolo''; una dichiarazione recentemente ritenuta non opportuna ma non sconfessata.<br />
Nato a Bologna il 3 gennaio 1952, in una famiglia della media borghesia, Fini ha vestito la camicia nera fin dai primi vagiti. Il padre, Argenio Fini, è stato volontario della "Repubblica sociale italiana'' e iscritto all'Associazione nazionale combattenti della RSI. Per onorare la morte di un cugino fascista (Gianfranco Dilani giustiziato dai partigiani durante la guerra di Liberazione) decise di dare il nome Gianfranco al suo primogenito. Il nonno materno, Antonio Marani, è stato un fascista della prima ora e partecipò alla marcia su Roma al fianco di Italo Balbo.<br />
All'età di 17 anni, siamo nel 1969, il giovane Fini aderisce al MSI e inaugura la sua professione di picchiatore e provocatore anticomunista sfidando apertamente la contestazione organizzata dal movimento studentesco di Bologna contro la proiezione del film americano a favore dell'aggressione Usa in Indocina "I berretti verdi''. Si iscrive all'organizzazione studentesca del MSI, la "Giovane Italia'', poi confluita nel Fronte della gioventù (Fdg).<br />
Nell'estate del 1971 la famiglia si trasferisce a Roma e nella capitale il picchiatore Fini si distingue soprattutto nell'organizzare agguati contro i giovani e gli studenti di sinistra. Nel 1973 viene nominato responsabile della scuola del Fdg di Roma e cooptato nella direzione nazionale dell'organizzazione, di cui dal 1977 e per 10 anni sarà segretario nazionale. Nel 1977 è eletto membro del comitato centrale e inizia a lavorare al quotidiano del MSI-DN, il "Secolo d'Italia''.<br />
Dal giornale esce nel 1983, si candida alle politiche e ottiene il seggio alla Camera; era arrivato secondo ma il primo è Almirante che opta per un'altra circoscrizione e gli concede il seggio in parlamento. Dove è rieletto nell'1987 con un numero di preferenze secondo solo ad Almirante; è la definitiva consacrazione di Fini al vertice del partito fascista. L'elezione a segretario avviene al congresso di Sorrento del 1987; Fini annuncia: "la mia segreteria inizia in perfetta continuità ideale con quella di Almirante''.<br />
Lascia la carica a Pino Rauti dopo le sconfitte elettorali dell'88 e dell'89. Pur in seconda fila ribadisce la sua fedeltà al fascismo e dichiara pubblicamente di voler difendere "l'identità tradizionale del partito fondato da Almirante e Romualdi''. Anche Rauti inciampa nelle sconfitte elettorali delle regionali del '90 e '91 e lascia di nuovo il posto a Fini, intorno al quale si ricompatta tutta la vecchia feccia fascista almirantiano-romualdiana. Di nuovo segretario, Fini si distingue subito per l'appoggio alle picconate del capo dei gladiatori Francesco Cossiga, fervido sostenitore del presidenzialismo di cui i missini vantano la primogenitura.<br />
L'11 dicembre successivo Fini annuncia la fondazione di una grande "Alleanza nazionale, liberlaldemocratica, europea e in perfetta sintonia con i grandi valori della cultura occidentale''. Il nuovo gruppo viene fondato a Roma il 22 gennaio 1994. Fini è eletto per acclamazione coordinatore di AN cui il MSI-DN decide di aderire in blocco, tranne la corrente di Rauti.<br />
Per rendere ancora più credibile la "svolta'' e conquistarsi una patente da "democratico'' Fini si spinge fino alla provocazione e agli inizi del '94 visita le Fosse Ardeatine. Operazione che ripeterà nel 1999 quando si reca in visita al campo di sterminio di Auschwiz.<br />
Il sigillo alla definitiva riabilitazione dei fascisti lo pone il vertice del PCI-PDS che, 11 anni dopo la partecipazione ai funerali di Almirante, manda una propria delegazione al congresso di fondazione di AN e invita per la prima volta il fascista Fini ad una festa nazionale de l'Unità.<br />
Fini nel '94 può coronare il suo sogno di portare i fascisti alla guida del Paese insieme al neoduce Berlusconi e al caporione neofascista, razzista e secessionista Bossi.<br />
Nel gennaio del '95 a Fiuggi Fini scioglie il MSI-DN e apre il congresso nazionale di fondazione di AN. Nel simbolo di AN rimane fra l'altro, anche se rimpicciolita, la fiamma tricolore del MSI ideata nel 1947. E anche il gruppo dirigente rimane lo stesso, rafforzata con l'ingresso nella segreteria di alcuni "giovani'' provenienti da una lunga esperienza di mazzieri contro i movimenti giovanili e studenteschi degli anni '70 fra cui spiccano: Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Francesco Storace, e Adolfo Urso.<br />
Nel corso della XIII legislatura Fini si prodiga per l'approvazione delle riforme costituzionali proposte dalla commissione bicamerale golpista presieduta dal rinnegato D'Alema. Si allea con Mariotto Segni alle elezioni europee del '99 ma dopo la batosta subita rinsalderà l'asse con Berlusconi e Bossi per volare alla vicepresidenza del Consiglio e successivamente alla Convenzione europea.</span></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#000000;font-size:medium;">fonte: <a href="http://www.pmli.it/biografiagianfrancofini.htm">http://www.pmli.it/biografiagianfrancofini.htm</a></span></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#666699;"><strong>..CONTINUA</strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><a href="http://www.carnialibera1944.it/documenti/finiesal%F2.htm#almir"><img src="http://www.carnialibera1944.it/immagini/Nazifascismo/almirantetorturatore_grande.jpg" border="0" alt="Almirante fucilatore" width="223" height="300" /></a><img src="http://www.carnialibera1944.it/immagini/Nazifascismo/almirante_fini_2.jpg" alt="Fini e Almirante" width="223" height="249" /></span></p>
<h1 class="Stile5"><span style="color:#ea0000;"><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">LA          LEGGE DI SALÒ E L'INGANNO DI FINI</span></strong></span></h1>
<p class="Stile6" align="center"><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">di Corrado          Stajano</span></strong></p>
<p class="Stile6" align="center">.</p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">L’inganno,          nel disegno di legge dei senatori di Alleanza Nazionale che reclama il          riconoscimento della qualifica di "<em>militari belligeranti</em>"          per quanti servirono dopo l'armistizio dell'8 settembre dalla parte di          Mussolini, è riscontrabile fin dalle prime righe della relazione          n. 2244. Nel sommario del ddl si parla infatti di "<em>quanti prestarono          servizio militare dal 1943 al 1945 nell'esercito della Repubblica sociale          italiana (Rsi</em>)". Poi, nel primo articolo della legge scompare          la parola esercito e si dice: "<em>I soldati, i sottufficiali e gli          ufficiali che prestarono servizio nelle Repubblica sociale italiana sono          considerati a tutti gli effetti militari belligeranti</em> (...)"          Questo significa che a godere della qualifica di "militare belligerante"          potranno essere non soltanto gli uomini delle quattro divisioni - Littorio,          Monte Rosa, San Marco, Italia - formate nei lager tedeschi, ma anche gli          uomini e le donne delle bande criminali, i torturatori, i briganti neri,          tutti quanti seminarono il terrore e si macchiarono di delitti efferati          nelle ville tristi delle città, la banda Koch, la legione Muti,          la banda Carità, le Brigate nere, la Guardia nazionale repubblicana.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">Il          governo legittimo era al Sud. Il Parlamento si appresta ad approvare quindi          una legge che viola la Costituzione antifascista nata dalla lotta di Liberazione.          Rappresenta un segno grave, dare un riconoscimento, anche se più          di sessant'anni dopo, a chi prese le armi contro lo Stato che si era ricostituito          e al quale restarono fedeli, per esempio, più di mezzo milione          di ufficiali e di soldati, internati nei lager nazisti.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">La          questione è giuridica, non soltanto politica. Troppo facile per          Gianfranco Fini dire che il fascismo fu un male assoluto, che le leggi          razziali furono un grave errore, visitare compunto le Fosse Ardeatine,          andare oltre la svolta di Fiuggi, approdare in Israele dopo una lunga          anticamera e poi indulgere a un gesto mistico-nostalgico come questo del          ddl sui "militari belligeranti" che offende la memoria di milioni          di persone tra passato e presente. Qual è il vero Fini? L'uomo          della moderazione, come vuole apparire oggi, o il giovane fascista di          un tempo, lo stesso che nel 1988 partecipò al cinema Adriano di          Roma a una manifestazione in comunanza con Jean-Marie Le Pen, leader dell'estrema          destra razzista francese, e che il primo aprile 1994 dichiarò in          un'intervista ché "<em>Mussolini è il più grande          statista del secolo</em>"?</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">L'iniziativa          di An sembra una rivalsa di vinti risentiti, una vendetta consumata proprio          in occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione, mentre vengono          boicottati e discriminati gli Istituti storici della Resistenza e vengono          ridotti i fondi per il loro funzionamento. Un'iniziativa parlamentare          ipocrita, questa in cammino, perché nel breve testo che accompagna          il disegno di legge è scritto che il riconoscimento della qualifica          di "militari belligeranti" "<em>prescinde da qualsiasi          considerazione di carattere ideologico</em>" e non comporta "<em>alcuna          rivalutazione politica delle ideologie che erano alla base di quell'ordinamento</em>".          Non ci vuol molto a capire che tutto questo non è vero. La presenza          dei postfascisti al governo e il clima destroide del regime berlusconiano          hanno favorito la benevolenza di non pochi amatori dell'ambiguità          che si sono prodigati a offrire attestati di coraggio e di fedeltà          ai figli della Repubblica di Salò, rappresentazione del fascismo          più cupo al servizio dei nazisti, i quali usavano nei loro confronti          un sommo disprezzo.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">C'è          poco da vantare le gesta delle guardie nere della Repubblica di Salò.          Alcuni di loro, cresciuti nel tempo fascista, imbevuti di quella dottrina          e di quella propaganda, credettero di riscattare la vergogna di un re          fuggiasco arruolandosi nell'esercito di Graziani e nelle bande mussoliniane.          Altri pensarono che la Rsi potesse far da scudo alla violenza nazista.          Non accadde. Furono subalterni alla SS e alla Wehrmacht, uguali solo nella          violenza. Durante i rastrellamenti manifestarono tutto il loro zelo, bruciarono          villaggi, impiccarono, fucilarono, stuprarono. Parteciparono alle stragi          più efferate, furono presenti a Sant'Anna di Stazzema, con indosso          la divisa tedesca. Tralasciando quel che accadde nelle caserme, nei covi,          nelle sedi dei corpi speciali, accozzaglie criminali, dove il sadismo          fu la regola.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">L'esercito          della Repubblica di Salò - la documentazione ormai è ricca          - nacque come un corpo informe. Aderirono alla Repubblica 300 generali          (63 soltanto a Roma). Rimasero, con 65mila ufficiali, disoccupati, senz'armi,          senza soldati. Si creò la posizione di "ufficiale in disponibilità".</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">Graziani          cercava di consolarli: "<em>Camerati, di fronte al conservatorio          plutocratico capitalistico delle democrazie e al bolscevismo distruttore          di ogni ordine, si erge, purissima e livellatrice, da tre decenni circa,          l'Idea fascista con la soluzione del problema sociale che affatica da          millenni l'umanità</em>". (...) "<em>A questa Idea, che          dovrà dare alla Patria il suo definitivo assetto sociale e nazionale,          noi oggi, camerati dell'esercito repubblicano, giuriamo religiosamente          e con purezza di intenti, sicura e diritta coscienza, assoluta fedeltà          per la vita e per la morte.</em>"</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">Le          diserzioni cominciarono presto, i giovani di leva salirono in montagna          sempre più di frequente. La militarizzazione del partito fascista          repubblicano da cui nacquero le Brigate nere, il 21 giugno 1944 - 15mila          uomini, non i 50mila previsti - e i 75mila militi della Gnr, con compiti          di polizia e di repressione antipartigiana, agli ordini del generale Wolff,          comandante delle SS in Italia, non colmarono i vuoti.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">La          speranza di Mussolini era affidata alle quattro divisioni nate nei campi          di addestramento in Germania, 65mila uomini. Erano volontari, giovani          di leva, renitenti, partigiani rastrellati e perdonati. Tornarono in Italia,          male accolti, nell'estate del 1944. Furono schierati sulla Riviera ligure,          qualche reparto in Garfagnana. i tedeschi non si fidavano di quei soldati.          Molti avevano aderito alla Repubblica di Salò per tornare a casa,          altri, gli entusiasti, furono presi presto dal disincanto. A metà          settembre i disertori della divisione San Marco erano 1.400, quelli della          Monte Rosa un migliaio. Nel febbraio 1945, i disertori delle quattro divisioni,          secondo una stima tedesca, toccavano il 25% degli organici. Il ministro          degli Interni Buffarini Guidi dispose allora "<em>le misure di rappresaglia          contro i familiari dei disertori</em>": l'arresto, l'avvio in un          campo di concentramento, il sequestro delle merci e il ritiro della licenza          per i commercianti, la radiazione dall'albo per i professionisti, il licenziamento          in tronco per i salariati.</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">"<em>Chiamare </em>'militari belligeranti'<em> i militi di Salò è un controsenso          storico prima ancora che politi</em>co", ha scritto Gian Enrico Rusconi          sulla <em>Stampa</em> del 12 febbraio. E Maurizio Viroli, sulla <em>Stampa</em> dello stesso giorno: "<em>La proposta di legge che riconosce ai miliziani          della Repubblica di Salò lo status di militari combattenti e li          pone sullo stesso piano dei partigiani offende il più elementare          senso di giustizia che impone, a chiunque abbia una coscienza morale,          di non premiare chi opera o ha operato contro i più sacri diritti          umani. Tali furono i miliziani della Repubblica di Salò, perché          combattevano per risuscitare un regime che aveva tolto agli italiani la          libertà e si era macchiato dei più ripugnanti crimini in          pieno ossequio alla politica del Terzo Reich. Nessun libro revisionista          può cancellare questa semplice verità, e dunque la legge          in esame al Parlamento offende la coscienza morale di ogni persona che          crede nella dignità umana.</em>"</span></p>
<p class="Stile3" align="center"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><em>l'Unità</em>,          25 febbraio 2005<br />
</span></p>
<hr /><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><a name="almir"></a>Il          manifesto si riferisce al fatto che nel 1970 il Segretario del MSI, Giorgio          Almirante, querelò <em>l'Unità</em> perchè lo aveva          accusato di essere stato un massacratore di partigiani: il tribunale diede          ragione al giornale, perchè nel 1944 Almirante, in qualità          di funzionario della RSI, firmò un proclama antipartigiano, in          cui fra l'altro si ribadiva la pena di morte per i giovani che non avessero      risposto alla chiamata alle armi nell'esercito repubblichino</span></p>
<p>.</p>
<p>__________________________________________________________________________________________________</p>
<div>
<p align="center"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:x-small;">PREFETTURA          DI GROSSETO</span></strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:x-small;">UFFICIO            DI P. S. IN PAGANICO</span></p>
<p align="center"><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>COMUNICATO</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Courier New,Courier,mono;">Si riproduce testo            del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto del 10 Aprile.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:xx-small;">"Alle            ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione            ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed            appartenenti a bande.<br />
Entro le ore 24 del 25 Maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente            consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno            sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione sarà presa            a loro carico secondo quanto è previsto dal decreto del 18 Aprile.            I gruppi di sbandati qualunque ne sia il numero dovranno inviare presso            i comandi militari di Polizia Italiani e Tedeschi un proprio incaricato            per prendere accordi per la presentazione dell'intero gruppo e per la            consegna delle armi. Anche gli appartenenti a questi gruppi non saranno            sottoposti ad alcun processo penale e sanzioni. Gli sbandati e gli appartenenti            alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia            Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:xx-small;">Tutti coloro che            non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati            per le armi mediante fucilazione nella schiena.<br />
Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso            in tutti i Comuni vostra Provincia."</span></p>
<p class="Stile1" align="center"><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;">p.            il Ministro Mezzasoma - Capo Gabinetto</span></p>
<p align="center"><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:xx-small;"> GIORGIO <strong>ALMIRANTE</strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;">Dalla            Prefettura 17 Maggio 1944 - XXII</span></p>
<p style="text-align:left;">__________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align:left;">fonte: <a href="http://www.carnialibera1944.it/documenti/finiesal%F2.htm">http://www.carnialibera1944.it/documenti/finiesal%F2.htm</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Neonazismo, ultras e violenza]]></title>
<link>http://n0l0g0.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:33:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>n0l0g0</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eccomi qua&#8230;. come non commentare gli ultimi fattacci avvenuti in centro&#8230;..
picchiato e i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qua.... come non commentare gli ultimi fattacci avvenuti in centro.....</p>
<p>picchiato e in fin di vita per una sigaretta.... o per la coda?</p>
<p>Non è il primo e non sarà (purtroppo) l'ultimo ad essere pestato, ma io sono stufo.</p>
<p>Sono stufo di dover andare in centro pensando che forse me le danno solo perchè ho i capelli lunghi, la penso diversamente o esercito la mia libertà di vestirmi come mi pare.</p>
<p>Questi porci limitano la mia libertà a fare quello che dico io perchè per loro basta solo fare a botte per dimostrare che sono più forti, migliori. E picchiano duro. Ma scusate, a chi vogliono dimostrare di essere più forti? A loro? Si credono migliori? Ce l'hanno a morte con gli immigrati <em>perchè delinquono</em>?</p>
<p>Loro sono dei santi....</p>
<p>Dando un occhio alle aggressioni che in centro si sono succedute negli ultimi anni se ne evince che:</p>
<ul>
<li>Alcune di queste (poche) sono compiute da giovani di estrema sinistra ai danni di neonazisti, e queste hanno la piena condanna da parte del mondo politico <strong>e dei movimenti politici di estrema destra</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>Il resto sono pressochè tutte compiute da violenti di FN o FVS (partiti che se applicassimo la legge Mancino <strong>non dovrebbero esistere</strong>). In questi casi FN e la Lega Nord, pronti a chiedere le condanne a morte o l'espulsione se gli aggressori fossero stranieri o i da loro cosiddetti "terroni", fingono di non vedere, perchè in realtà plaudono a queste azioni. Il<em><span style="text-decoration:line-through;"> sindaco Tosi</span></em> nei confronti di questi ragazzi "che non rappresentano le buone famiglie dalle quali vengono e che sono dei <span style="text-decoration:underline;"><strong>disgraziati</strong></span>" auspica condanne pesanti augurandosi che il governo dia presto carta bianca ai sindaci in materia di espulsioni e andando alle manifestazioni per ricordare un povero ragazzo che è stato in ospedale dieci giorni in seguito a una coltellata data da quei porci della sinistra.</li>
</ul>
<p><strong>Onde evitare confusioni, faccio presente che io rimango contrario all'uso della violenza gratuita in ogni caso, specialemente se in nome della sinistra: ci dobbiamo abbassare al livello dei neofascisti?</strong></p>
<p>Un altro punto importante è il <strong>linciaggio mediatico</strong> (che nulla ha a che vedere con ciò che dice Mastella col suo vittimismo) al quale sarebbero stati sottoposti i ragazzi se fossero stati stranieri... ma che a questi ragazzi di <strong>buona famiglia</strong> (si ricorda che la famiglia non è una garanzia: se uno nasce da operai non è destiato a diventare criminale come se uno nace da imprenditori non è destinato a diventare una persona rispettabile e onesta) verrà risparmiato onde evitare di sconvolgere troppo i loro animi incoscienti....che già esultano per l'essere in Italia dove saranno rilasciati tra dieci giorni....</p>
<p>Ah già.... parlavo di ultras.....</p>
<p>una cosa che detesto del calcio sono gli ultras, che in realtà cercano sempre e solo di fare a botte con tutti senza motivo.</p>
<p>Spesso gli ultras vanno a braccetto con ideologie di estrema destra già citate e il connubio porta a una violenza inaudita.</p>
<p>Come quel gruppo di 17 veronesi che giravano in centro con spranghe e coltelli e picchiavano chiunque  <strong>sembrasse</strong> di sinistra.</p>
<p>Tutti di buona famiglia.</p>
<p>Questa gente non dovrebbe esistere, o meglio queste ideologie e questi violenti.</p>
<p>Un' ultima precisazione.... non condivido quando i politicanti dicono che questo non è modo di fare politica, o che non rappresentano le ideologie dei loro partiti.</p>
<p>Che vaccata è mai questa?</p>
<p>A quelli di Sinistra dico che condivido ciò che ho scritto la riga sopra, ma ai politici di destra dico che quella gente lì non bisogna nemmeno tentare di accomunarla a ideologie e dire che però non è questo il modo di rappresentarle. Il nazismo e il fascismo sono vietati e per chi non lo avesse ancora capito si basano sull'uso della violenza.</p>
<p>Come dicono loro.... le leggi ci sono..... le vogliamo applicare? O  lasciamo che i neonazisti dilaghino coprendo il fenomeno con la denominazione di disgraziati teppisti?</p>
<p>Certo che finchè al governo c'è gente che condivide queste cose pur non ammetendolo pubblicamente....</p>
<p>Mi sono venute in mente un poche di cosette partendo da ciò che si dice in tv....</p>
<p>Ieri sera il Sindaco Tosi diceva che non bisognava buttare in politica una cosa che con la politica non c'entra nulla. Non sono d'accordo. penso invece che non bisogni strumentalizzarla, ma la nota politica quà è fondamentale.</p>
<p>Veniva accusato dai comunisti (Perini in primis) di aver fomentato, seppur involontariamente, episodi come questi grazie alla sua politica della sicurezza, grazie alla quale "menti deboli" si trovavano a pensare di essere legittimati all'uso della violenza.</p>
<p>Il Sindaco ha respinto, giustamente, qualsiasi accusa. La sicurezza è un diritto.</p>
<p>Penso che a voler cercare (giustamente) una responsabilità politica dei fatti, invece che essere stati in un qualche modo istigati da Tosi, i cinque (o quattro perchè ho qualche dubbio sulla colpevolezza di Vesentini, ma ci penserà la magistratura) si siano sentiti legittimati dagli atteggiamenti di alcuni politici di destra, come Calderoli col suo xenofobismo, e Bossi, che un giorno sì e l'altro pure, senza ritrattare invita a tirare fuori i fucili....</p>
<p>Gravissimo il fatto che Fini stabilisca che i giovani di Sinistra che bruciano bandiere israeliane e americane abbiano commesso un reato peggiore di questo, in quanto questo privo di motivazioni politiche.</p>
<p>Ho già detto che ci sono.</p>
<p>Partendo dal discorso che veniva detto in tv e dai movimenti ( VFS, FN), e cioè che i ragazzi si riconoscevano nelle ideologie ma non facevano parte dei suddetti movimenti, mi da molto fastidio il fatto che questi movimenti si presentino come neofascisti che non usano la violenza, caratteristica intrinseca del fascismo. e che per il fatto che non usino la violenza essi possano esistere ed essere legittimi. Quei movimenti non devono esistere.</p>
<p>Alla Sinistra, al CSOA La Chimica e al Cirocolo Pink dico che si vergognino a strumentalizzare politicamente questi fatti e a trasformare Nicola in uno di quei semi-estremisti che sono loro e a sfruttare il fatto per contestare Tosi.</p>
<p>E sapete che io Tosi non lo soffro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VERONA 1/5/2008 - una data da ricordare!]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/?p=349</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 11:56:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>0mrt0</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una mail molto appassionata del lettore ZEMAN54.
Si tratta di uno sfogo e d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo una mail molto appassionata del lettore <strong>ZEMAN54</strong>.</p>
<p>Si tratta di uno sfogo e della voglia di condividerlo. A voi la discussione:</p>
<p> </p>
<blockquote><p>Gentile redazione di mrt,</p>
<p>dopo pochi giorni dalla vittoria del PDL alle elezioni politiche cominciamo a vedere quali saranno i giorni, le settimane, i mesi e gli anni che ci aspettano!</p>
<p><!--more--></p>
<p>Quando leggo le dichiarazioni degli antifascisti di Verona, la città di Giulietta e Romeo, quando leggo delle connivenze dell'attuale sindaco con forze di estrema destra che non hanno perduto la “sana abitudine” di aiutare gli “stitici” con l'olio di ricino, quando penso alle trasferte “della BARI” a Verona e agli attacchi non proprio amorevoli dei “tifosi veronesi” contro i TERRONI BARESI, mi si accappona la pelle.</p>
<p>Per non parlare dell'attuale sindaco di Roma, ALEMANNO GIOVANNI da BITONTO (BARI!!) noto mazziere fascista di una cittadina che si è sempre distinta per azioni squadriste ( la maggior parte degli squadristi picchiatori degli anni 70 che popolavano Piazza S.Ferdinando in via Sparano da Bari e che impunemente sottraevano Il Manifesto ad uno sprovveduto in eschimo verde che aveva l'ardire di attraversare la suddetta piazza ) che retoricamente parla di Estremismo di Destra e di Sinistra ugualmente condannabili – rieccoci con la vecchia teoria degli opposti estremismi della vecchia (?) DC- non posso che provare angoscia per quello che ci aspetta!</p>
<p>E' sempre facile addossare la colpa di tutte le nefandezze italiane ai “diversi” (ROM-ALBANESI-MUSULMANI) e a quanto pare sono pronte subito le “ronde verdi” per ripulire il territorio, salvo poi a scoprire che gli assassini di una madre e di un fratellino sono due ragazzi italiani, o che gli aggressori veronesi sono della Verona “bene”.</p>
<p>Siccome ho qualche anno in più vorrei invitare tutti ad una serena riflessione su quello che abbiamo combinato alle politiche e a Roma e soprattutto ad essere pronti e sempre all'erta!</p>
<p>Ricordo le parole del “CHE” : non si possono combattere le idee diverse con la violenza ma bisogna lasciarle esprimere per non impedire il libero sviluppo dell'intelligenza.</p>
<p>Ma queste non sono solo idee, sono aggressioni, e non saranno solo manuali ma anche mediatiche, che sono peggio!</p>
<p>ZEMAN 54</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vigliacchi neofascisti sempre all’opera]]></title>
<link>http://rpmn.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 19:41:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bigo (Soviet del Nord - Soviet Supremo Rpmn)</dc:creator>
<guid>http://rpmn.wordpress.com/?p=144</guid>
<description><![CDATA[E’ proprio vero, in Italia il problema sicurezza è reale.
Lo scorso 1° maggio a Verona, il giova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span style="font-size:12.5pt;">E’ proprio vero, in Italia il problema sicurezza è reale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Lo scorso 1° maggio a Verona, il giovane <strong>Nicola Tommasoli</strong>, 29 anni, è stato <strong>massacrato di botte</strong> e ridotto in fin di vita <strong>per aver rifiutato una sigaretta </strong>a dei balordi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Dopo quattro giorni, quando le condizioni del ragazzo sono ormai gravissime e la polizia era comunque sulle sue tracce, si è consegnato uno dei delinquenti che ha partecipato al fatto. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;"><strong>L’arrestato</strong>, di cui non ci è dato ancora di conoscere il nome, <strong>ed i suoi amici non sono rumeni. Non sono albanesi e neanche marocchini… ma semplicemente un gruppo di italici neofascisti di merda</strong>. In un certo senso degli “stranieri” rispetto alla razza umana.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Questa spazzatura era già nota alle forze dell’ordine per attacchi e violenze, effettuate nella città contro centri sociali, frequentatori di ristoranti etnici, insomma contro chiunque avesse qualcosa di diverso dal loro idiota modo di “vivere”; ma fin’ora tutto è stato tollerato. Erano probabilmente considerate “bravate” di gioventù, così come i vari larussa, gasparri e storace ci hanno efficacemente propinato questo tipo di azioni durante la passata legislatura di centro destra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Fatto sta che in Italia si può rischiare di morire, speriamo che Nicola Tommasoli si riprenda presto, per aver rifiutato una sigaretta o semplicemente per avere un atteggiamento poco italico. E di questo non si può dare la colpa ad un rumeno-slavo-terrun-frocio-comunista, ma ad ariani rappresentanti della razza  idiota, di cui l'Italia abbonda.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">In questo caso il Soviet concorda con la lega: <strong>ci vogliono le ronde! </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:12.5pt;"><strong>Ma contro questi groppuscoli di razzisti e xenofobi!</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Più precisamente il Soviet auspica il <strong>ritorno delle volanti rosse</strong>, che nella RPMN sono già efficacemente operative da diversi anni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Il gruppo a cui appartengono questi <strong>inutili decerebrati</strong> è il gruppo ultrà del Verona "<strong>Veneto Fronte Skinheads</strong>".<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">A questo punto, di fronte agli articoli che commentano la vicenda, vorrei suggerire un utilizzo corretto del termine “skinhead”, che, a torto, richiama nel senso comune l’idea del fascio, del nazi o comunque dell’estremista di destra. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Esistono infatti <strong>correnti skinhead con “orientamento” di sinistra radicale</strong>, che oltre a farsi promotori di azioni ed eventi di solidarietà sociale nei confronti degli strati sociali disagiati, non vanno sicuramente a massacrare di botte lo straniero, il diverso o chi non ti da una sigaretta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Chiuso questo inciso, pare che <strong>gli altri due aggressori siano già fuggiti all’estero</strong>. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Proprio una <strong>tipica azione da fascisti</strong>, sempre pronti a tirare fuori il loro coraggio quando sono in molti contro uno ed altrettanto pronti a fuggire come conigli quando vedono le brutte. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">D’altronde sono fascisti, e devono pure seguire gli insegnamenti di quella <strong>merda vigliacca del loro duce.</strong> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;">Ma se proprio volete dare la vostra obbedienza al duce o al fuhrer, almeno <strong>seguite il loro esempio fino in fondo</strong>!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.5pt;"> </span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://rpmn.wordpress.com/files/2008/05/loreto7.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-146 alignleft" style="float:left;" src="http://rpmn.wordpress.com/files/2008/05/loreto7.jpg?w=185" alt="" width="185" height="300" /></a><img class="alignnone size-full wp-image-145 aligncenter" src="http://rpmn.wordpress.com/files/2008/05/follow-your-leader.jpg" alt="" width="225" height="296" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il martirio di Tito Prezzolini, un monito per la Sinistra di oggi che tende a dividersi anziché ad unirsi]]></title>
<link>http://sinistraarcobalenonettuno.wordpress.com/?p=221</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 17:20:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>faustomariani</dc:creator>
<guid>http://sinistraarcobalenonettuno.wordpress.com/?p=221</guid>
<description><![CDATA[Guardate questa lapide che ho trovato ad Abbadia San Salvatore, pochi giorni orsono, in provincia di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate questa lapide che ho trovato ad Abbadia San Salvatore, pochi giorni orsono, in provincia di Siena.</p>
<p><a href="http://sinistraarcobalenonettuno.wordpress.com/files/2008/05/copia_lapide.jpg"><img src="http://sinistraarcobalenonettuno.wordpress.com/files/2008/05/copia_lapide.jpg?w=199" alt="Lapide Tito Prezzolini" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-223" /></a></p>
<p>Mi ha fatto pensare e l'ho fotografata per metterla nel nostro sito.</p>
<p>Il martirio di Tito Prezzolini è ancora un monito per la Sinistra di oggi che tende a dividersi anziché ad unirsi.</p>
<p>E' stato ucciso dalla canaglie fascista per i suoi ideali Democratici e Socialisti.</p>
<p>Dunque ancora oggi diamo la possibilità ai fascisti o ai post-fascisti di governare le città e il governo del paese perché non siamo capaci noi di governare, di decidere, di andare d'accordo tra tutte le forze democratiche, ambientaliste, riformiste, radicali, socialiste?</p>
<p>Nel 1971, nel cinquantennio della sua morte, la popolazione di Abbadia San Salvatore la mise, ma devo dire che nel 2008 la Sinistra ancora non ha trovato la sua strada. Purtroppo.<br />
<!--more--><br />
Non ci facciamo del male. Guardiamo i punti che ci uniscono e non quelli che ci dividono. </p>
<p>Gli altri, i nostri avversari politici, la destra, i post-fascisti, i leghisti, i seguaci del partito azienda sorridono contenti delle nostre incapacità e delle nostre divisioni pregiudiziali. </p>
<p>Al governo del Paese questo è accaduto e grossa, grossissima responsabilità la ha Veltroni che a mio parere dovrebbe dimettersi.<br />
Così come hanno fatto Bertinotti e Boselli.<br />
Ma guardiamo, da Sinistra, con fiducia al futuro che non può che essere di una Sinistra democratica, unita e credibile, alleata con il partito democratico.<br />
Di una nuova Sinistra unita ed Arcobaleno, alleata con il Partito Democratico che abbia l'ambizione di governare per cambiare in meglio il futuro della nostra Italia.</p>
<p>A nulla serve arroccarsi nell'esaltazione delle differenze, se si vuole costruire una nuova alleanza maggioritaria e credibile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RIFLESSIONI - Essere comunisti oggi ]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2551</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 15:48:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2551</guid>
<description><![CDATA[
.
di Romano Luperini
.

I. OGGI
.
1. Una serie di parole (&#8221;comunità&#8221;, &#8220;fraternit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://lh3.ggpht.com/mark.rauterkus/RbgZ5jrohTI/AAAAAAAAEhY/QroguDKXK-o/DSC09615.JPG?imgmax=400" alt="http://lh3.ggpht.com/mark.rauterkus/RbgZ5jrohTI/AAAAAAAAEhY/QroguDKXK-o/DSC09615.JPG?imgmax=400" /></p>
<p>.</p>
<p><strong><span><span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;color:#ff0000;font-size:small;"><span style="color:#666699;">di </span>Romano Luperini</span></span></strong></p>
<p>.</p>
<p><!--[if gte mso 9]&#38;gt;  Normal 0 14   &#38;lt;![endif]--></p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;color:#ea0000;">I. <em>OGGI</em></span></h2>
<p>.</p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">1. Una serie di parole ("comunità", "fraternità", "uguaglianza") stanno scomparendo</span> dall'uso a vantaggio di altre, opposte ("competizione", "potere", "differenza"). Tutt'al più possono essere profferite solo con pudore e quasi con vergogna, o<em> in falsetto.</em> Fra queste, la parola "comunismo". </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">2. Il Novecento si è aperto nella coscienza della relatività</span> o della falsità dei valori universali. Dopo Marx, anche Nietzsche e Freud ne hanno mostrato il carattere parziale e strumentale. Le avanguardie primonovecentesche - politiche e artistiche - sono partite da qui. Anche nel primo Lenin o nel giovane Gramsci l'aspetto critico-negativo è nettamente prevalente su quello ri-costruttivo. Ma, a partire dagli anni Venti, sia la rivoluzione che la reazione hanno avuto bisogno di nuovi valori assoluti. Del pensiero di Marx è stata ripresa non la carica critica ma l'ottimismo progettuale, mentre dallo storicismo e dal positivismo è stata recuperata l'idea di un progresso lineare. L'errore di Marx, enfatizzato dai teorici della III Internazionale, è stato di credere che l'uomo possa uscire dai propri condizionamenti biologici e temporali per tendere a un progresso senza limiti in nome del quale sacrificare il <em>particolare. </em>L'assolutezza astratta dell'<em>universale</em>, identificato nel <em>partito</em> e nella <em>scienza</em> <em>del proletariato</em> in esso incarnata, è stata eretta contro la concretezza del <em>particolare,</em> dell'uomo <em>qui e ora. </em>La Verità esisteva di nuovo, ed era garantita dal senso della storia, quale era compreso e indicato dal<em> partito.</em> Si è dimenticato che il comunismo intende solo gestire, in modo comunitario e a livello planetario, la conoscenza dei limiti della condizione umana, della sua materiale <em>particolarità.</em> </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">3. Fra anni Venti e anni Sessanta il comunismo è diventato valore assoluto, </span>tanto più astratto e irreale quanto più distante dalla realtà della sua presunta attualizzazione nei diversi modelli "socialisti" di capitalismo di stato. Il comunismo è stato in questo periodo l'utopia di milioni di militanti e la "falsa coscienza" di Stati nazionali, che in suo nome erano autoritari all'interno e imperialisti all'esterno. Quando la distanza fra ideologia e realtà è esplosa drammaticamente, il cosiddetto comunismo realizzato è crollato di colpo, travolgendo non solo la realtà, ma il valore concettuale del termine. Il comunismo è stato sentito come una retorica. E la parola "comunismo" è diventata impronunciabile, come la parola "amore" dopo le <em>Telenovelas.</em> Ma la crisi del comunismo ha coinciso di fatto con quella di ogni valore possibile. La fine del comunismo ha comportato l'annientamento di ogni futuro e l'idea di un eterno presente da cui sarebbe impossibile e assurdo, perché controproducente, cercare di uscire. Non solo è venuto meno l'assoluto o l'universale; è tramontata anche qualsiasi prospettiva capace di unire le particolarità, di superare la mera volontà di potenza e l'egoismo disfrenato dei singoli e di dare senso alla vita. La caduta di ogni alternativa ha posto l'uomo di fronte alla nuda realtà del capitale, alla sua sostanziale amoralità e indifferenza etica. Il neoliberalismo, che mira a distruggere, in nome del mercato, tutte le solidarietà sociali e, con esse, qualsiasi entità collettiva e comunitaria (dallo Stato alla famiglia, dalla scuola pubblica alla vita di paese o di quartiere), è l'ideologia del postcomunismo. Ma essa non può neppure spiegare ai giovani perché non si debbono gettare i sassi dal cavalcavia. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">4. Alla fine del Novecento siano tornati dunque</span> alla stessa situazione dell'inizio del secolo, con in più la coscienza dei terribili errori commessi. Di nuovo il problema è: come fondare, dopo la caduta dell'assoluto e dell’universale, valori laici e relativi e tuttavia capaci di unificare il genere umano? Come dare senso e significato alla vita? La religione cattolica - che ha così larga presa sui giovani in Italia e in Francia -, ma anche le varie sette religiose e l'enorme diffusione del pensiero magico in tutto l'Occidente (dai predicatori televisivi americani ai maghi e agli indovini di paese in Italia) costituiscono una risposta all'essenza di significati dilagata nell'epoca del postcomunismo. Ma ripristinando assolutezze dogmatiche e irrazionalismi alimentari dallo stesso carattere magico e allucinatorio della società dello spettacolo e della televisione. Non si può dare senso alla vita se non ricostituendone una prospettiva di futuro e di trasformazione; se non ritornando a riflettere sulle ragioni prime dei valori, sul loro carattere pragmatico, parziale e caduco ma necessario, sul riferimento che essi comunque postulano all'unità del genere umano - e sulla distanza attuale (moderna e postmoderna) fra termini e cose, fra linguaggio e realtà, che esige di tornare alle origini stesse delle parole, da "amore" a "comunismo". la prima rivoluzione, qui in Occidente, o sarà culturale, o non sarà. Comunismo ha la stessa etimologia di "comunità" o di "comune". Forse è da qui che bisogna ripartire. Non dai libri, neppure da quelli della tradizione del marxismo, ma dalle radici: quelle delle parole e quelle dell'essere in quanto essere sociale. Forse solo così è possibile rispondere alla domanda "Che cos'è il comunismo?" . </span></h2>
<p>.</p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;color:#ea0000;">II <em>ESSERE COMUNISTI</em></span></h2>
<p>.<span style="color:#ea0000;"><br />
</span></p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">1. Essere comunisti significa che esiste un'unica ontologia:</span> quella dell'essere sociale. Non ci si salva da soli; l'essere umano o è sociale o non è. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">2. Il comunismo è la risposta a un bisogno di significato</span> che sia capace di unire e non dividere gli uomini. Il comunismo è dunque un valore, prima (assai prima) di essere un programma politico o economico. Oggi si tratta anzitutto di conoscere o di riconoscere tale valore. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">3. Il comunismo è un valore;</span> come tale, non è dimostrabile. Scegliere il comunismo non è scegliere una certezza, ma una possibilità. Si tratta di una scelta a rischio, non garantita da nulla. Basata solo un'ipotesi razionale (l'ontologia dell'essere sociale) e su una necessità etica (è meglio ciò che unisce di ciò che divide). </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">4. Il comunismo è consapevole dei limiti della specie umana</span> nell'universo, dei limiti di ogni valore e dunque anche di se stesso. Ma, se non sappiamo in assoluto cosa è il Bene, sappiamo tuttavia cosa è il meglio. In ogni circostanza è dato sapere ciò che libera e ciò che opprime. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">5. Il comunismo non si identifica oggi nel progetto </span>di una organizzazione sociale ed economica. Qualsiasi definizione in tal senso appare allo stato attuale soltanto scolastica, dunque inutile. Il comunismo è un percorso, una tendenza, un movimento di liberazione. E' tutto ciò che si muove per abolire lo stato presente delle cose (Marx). La lotta per il comunismo è il comunismo. "Essere comunisti significa essere in cammino" (Fortini). </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">6. Essere comunisti significa credere che l'eguaglianza e la fratellanza </span>degli uomini siano preferibili al dominio di una piccola parte sulla grande massa dell'umanità. Ciò comporta l'esigenza di rimuovere le cause materiali e politiche che sprofondano nella miseria, nella fame, nella non-libertà milioni di uomini. Essere comunisti significa assumere una prospettiva planetaria riguardante la specie umana nel suo complesso. Il pensatore o l'uomo politico che resti nella prospettiva di una nazione o dell'Occidente è solo un provinciale che collabora a un sopruso. Essere comunisti significa che non devono esserci più <em>albanesi. </em>Finche ci sarà un albanese (o un extracomunitario da respingere alle frontiere), ci sarà un comunista perché ci sarà bisogno di comunismo. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">7. Essere <em>comunisti in Occidente </em>significa sapere che,</span> anche in Occidente, anche in Italia, vi sono gruppi di individui dotati di diseguali facoltà di gestire la propria vita, e cioè di gradi diversi di libertà economica, politica e culturale, e che tale diseguaglianza è un disvalore da combattere. Ma significa anche sapere di far parte di una società che condanna al genocidio intere popolazioni e quindi di essere responsabili della fame e della morte di milioni di persone. Essere comunisti significa perciò <em>respingere la parte di noi stessi che, attivamente o passivamente, collabora all'affondamento degli albanesi.</em></span></h2>
<p>.</p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;color:#ea0000;">III <em>Il COMUNISMO OGGI</em></span></h2>
<p>.</p>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">1. Il capitalismo celebra vittorioso la fine del secolo e del millennio.</span> Non ha più ostacoli ne frontiere. E tuttavia fra i funzionari del capitale non c'è entusiasmo (come c'era per esempio, alla fine dell'Ottocento), ma malinconia, tristezza, assenza di prospettive ideali. Quando esisteva il nemico al di là della cortina di ferro, il capitalismo si autogiustificava con una serie di valori (non importa se strumentali) di cui oggi non ha più bisogno. Oggi, ridotto a una trama di nudi interessi, ha un unico valore che però non solo rende lecito ogni disvalore, ma lo fonda: il mercato, l'interesse dei singoli o dei piccoli gruppi di concorrenza reciproca. Di qui il trionfo incontrastato dell'ideologia liberista, ma senza più le illusioni e le prospettive ottimistiche di Adam Smith: è sotto gli occhi di tutti, ormai, che l'egoismo privato (o di piccoli gruppi o anche di alcune nazioni) non produce affatto il benessere generalizzato di tutti. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">2. In tale situazione il vero punto debole del capitalismo</span> è la sua assoluta mancanza di legittimazione. Il capitalismo mondiale non è in grado di dare senso alla parola "comunità" o "società" può solo disgregare qualsiasi solidarietà, qualsiasi vincolo collettivo e pubblico. Non può dare risposta all'essere in quanto essere sociale. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><span style="color:#ea0000;">3. Qualsiasi identità si sta scolorando e perdendo:</span> quella delle nazioni, delle classi, delle culture.Ogni comunità si spappola. Al posto della società di massa, la solitudine multipla ed eguale degli individui; al posto dei luoghi, i non-luoghi dove tutti s'incontrano e nessuno si conosce; al posto dell'esperienza vissuta, quella virtuale; al posto della democrazia, l'obbedienza "spontanea" e immateriale al comando televisivo e massmediologico. Manca un centro ideale, un riconoscimento collettivo, un valore unificante. In questa situazione rinascono i fondamentalismi, le sette, la valorizzazione delle etnie, delle tribù e dei localismi spesso ricreati artificialmente: la ricerca di un'identità nel passato dato che non è più possibile sperarla nel futuro. </span></h2>
<h2>.</h2>
<h2><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;color:#ea0000;">4. Riproporre la prospettiva del comunismo significa attaccare il capitale là dove rivela il massimo di debolezza: la sua incapacità di autolegittimazione, il suo sostanziale nichilismo; significa riproporre la ricerca del senso della vita contro l'insignificanza. Contro quanti dicono che il comunismo è finito, si può tranquillamente rispondere che il suo cammino coincide con quello stesso dell'umanità. Certo, ogni specie - anche quella umana - può estinguersi. Il comunismo non è dunque inevitabile. Ma, se il bisogno di senso qualifica la vita dell'uomo, il bisogno di comunismo continuerà ad accompagnarla. </span></h2>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--></span></p>
<p><strong>.</strong></p>
<p>fonte:<a href="http://www.leculture.net/Luperini.htm">http://www.leculture.net/Luperini.htm</a></p>
<p>...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verona - Ragazzo in coma, aggressori ultras di destra: un arresto]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/?p=2549</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 15:16:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[
.
Verona - E&#8217; un ultras skinhead il ventenne che ha confessato la selvaggia aggressione che h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/images/2007/07/23/skinhead.jpg" alt="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/images/2007/07/23/skinhead.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>Verona </strong>- E' un ultras skinhead il ventenne</span> che ha confessato la selvaggia aggressione che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli, picchiato per una sigaretta. Era già stato responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. Il giovane, che sarebbe di una famiglia benestante di Verona, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati. In passato, a quanto si è appreso, era stato sottoposto a Daspo.</p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="color:#ea0000;"><strong>La polizia è arrivata al giovane,</strong></span> secondo quanto si apprende da fonti investigative, indagando su 'ambienti politicizzati' della città scaligera sui quali la stessa Digos aveva chiuso un'indagine pochi mesi fa. Indagine che aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 17 giovani resisi responsabili di aggressioni analoghe, di stampo razzista, a quella in cui è rimasto vittima Nicola Tommasoli.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>Due fuggiti all'estero</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Sono stati individuati dalla polizia</strong></span> ma sono già fuggiti all'estero, a quanto si apprende negli ambienti investigativi, altri due giovani che la notte del primo maggio hanno partecipato all'aggressione con il ventenne fermato oggi. Il fermato è stato condotto in carcere a Montorio.</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_YZ6dCrPUr0k/RqYtc6kw9_I/AAAAAAAAACQ/KhekVA09Y28/s1600-h/fascisti1_big.jpg"><img style="float:right;cursor:pointer;margin:0 0 10px 10px;" src="http://bp3.blogger.com/_YZ6dCrPUr0k/RqYtc6kw9_I/AAAAAAAAACQ/KhekVA09Y28/s200/fascisti1_big.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>"Fronte veneto Skinheads"</strong></span></span></p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="color:#ea0000;"><strong>Sarebbe questo il gruppo di appartenenza</strong></span> dei tre giovani responsabili dell'aggressione a Nicola Tommasoli. I tre, secondo quanto si apprende in ambienti investigativi, farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra, molti dei quali ultras del Verona, il cui obiettivo era la "caccia al diverso". Nell'indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, è infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee (nella foto: fascisti a Verona)</p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>Altre aggressioni </strong></span></span></p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong></strong>A conferma di ciò, le indagini avevano </span>consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale 'Chimica', aggrediti a colpi di spranga. Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un'aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l'immagine di Verona 'citta' di classé. Nel corso delle perquisizioni effettuate un anno fa nelle abitazioni degli indagati, la polizia trovò cinghie, manganelli telescopici ma anche cassette video e dvd che contenevano immagini di pestaggi e documenti e materiale del 'Fronte veneto skinheads'.</p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>Il vescovo </strong></span></span></p>
<p class="xtesto_notizie"><span style="color:#ea0000;"><strong>"C'é una superficialità, una banalizzazione della vita</strong></span> in certi giovani che ci preoccupa". Così il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, commenta gli ultimi sviluppi della vicenda dell'aggressione al ventenne veronese Nicola Tommasoli, con l'individuazione dei presunti aggressori. "Sicuramente questi ragazzi - continua - non volevano uccidere il loro coetaneo, ma viene da chiedersi: una sigaretta vale meno della vita?". "La città di Verona - sottolinea il vescovo - non si meritava questo episodio. Io sono veronese, e so che i miei concittadini non hanno certo la vocazione alla violenza, semmai quella della solidarietà. Quindi ci turba ancora di più vedere che questa cultura strisciante, che banalizza la vita, tenti di insinuarsi anche nella nostra città". "Credo - prosegue mons. Zenti - che dovremmo sederci attorno ad un tavolo, tutti quelli che hanno responsabilita educative, per spiegare ai ragazzi che la vità vale più di ogni altra cosa". "Per certi versi - conclude il vescovo - questi giovani fanno parte di un mondo a noi sconosciuto, del quale non abbiamo la password. Bisogna capire che cosa ci sia a fondamento delle loro ragioni di vita. Episodi come questo sono punte di iceberg i cui fondali ci appaiono preoccupanti.</p>
<p class="xtesto_notizie">.</p>
<p class="xtesto_notizie">fonte:<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=259224">http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=259224</a></p>
<p class="xtesto_notizie">...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vergognoso video di un minore a cui fanno fare il fascista]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/?p=94</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 12:56:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
<guid>http://lefteca.wordpress.com/?p=94</guid>
<description><![CDATA[
 Vergogna!!!
Questo video è una vergogna.
I genitori di quel bambino sono una vergogna.
Chi gli ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Qk04DT5XrlU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Qk04DT5XrlU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<h2 style="text-align:justify;"><strong> Vergogna!!!</strong></h2>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questo video è una vergogna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">I genitori di quel bambino <strong>sono una vergogna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Chi gli ha insegnato la canzoncina <strong>è una vergogna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Chi ha abusato del minore posizionandolo a cantare con il braccio alzato <strong>è una vergogna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Vedere un bambino insultare ed auspicare la morte di una persona <strong>è una vergogna.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Che il bambino canti davanti alla bandiera di un partito al governo della Repubblica Italiana <strong>è una vergogna.</strong></p>
<h3 style="text-align:justify;">Va ricordato che:</h3>
<p style="text-align:justify;">la <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm" target="_blank">Costituzione Italiana</a>, nelle Disposizioni Transitorie e finali, al punto  XII dice:<strong> è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma,del disciolto partito fascista;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>l'apologia del fascismo è un REATO</strong> previsto dalla <a href="http://www.italgiure.giustizia.it/nir/lexs/1952/lexs_159419.html" target="_blank">legge 20 giugno 1952.</a></p>
<p style="text-align:justify;">I fascisti allevano i propri figli con il manganello e la gamella, insegnano loro ad essere violenti e razzisti.</p>
<p style="text-align:justify;">Se non ci svegliamo, vedremo presto le adunate di leghisti e fascistelli ad Arcore ad ascoltare i discorsi sotto il balcone di Berlusconi.</p>
<h2 style="text-align:center;">V-E-R-G-O-G-N-A!</h2>
<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:baseline;" src="http://www.comunisti-isontini.it/modules/wfsection/images/category/antifascismo.png" alt="" width="89" height="89" /><img style="vertical-align:baseline;" src="http://data2.blog.de/media/642/632642_f1654efe58_s.jpg" alt="" width="90" height="90" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.prctorino.it/news/OggettiMM/antifascismo.1.jpg" alt="" width="416" height="312" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Proiezione Nazirock a Massa]]></title>
<link>http://aldodice26x1.wordpress.com/?p=132</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 11:16:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>gech</dc:creator>
<guid>http://aldodice26x1.wordpress.com/?p=132</guid>
<description><![CDATA[Giovedì 8 maggio ore 21
c.s.a. La ComuneProiezione di Nazirock
sarà presente l&#8217;autore Claudi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="article-intro"><p><span style="color:#ffffff;">Giovedì 8 maggio ore 21<br />
c.s.a. La Comune<span style="color:#ffffff;">Proiezione di Nazirock<br />
sarà presente l'autore Claudio Lazzaro</p>
<p></span></span></p>
<p> </p></blockquote>
<p class="article"><span style="color:#ffffff;">Il film-documentario racconta il mondo neofascista italiano attraverso la musica, i raduni, gli scontri, il look dei giovani che ne fanno parte.<br />
Il movimento di estrema destra ha diffidato il film di Lazzaro, invitando molte sale a rinunciare alla proiezione, in quanto il documentario avrebbe dei contenuti diffamatori.</span></p>
<p class="article"><span style="color:#ffffff;">L'Anpi giovani invita tutti gli antifascisti a partecipare alla proiezione ricordando che in alcune città dove è stato proposto il documentario ci sono state aggressioni da parte di gruppi di estrema destra. Quindi occhi aperti.</span></p>
<p class="article"><span style="color:#ffffff;">Saluti antifascisti</span></p>
<p class="article"><span style="color:#ffffff;">Anpi giovani Massa</span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
