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	<title>anni-di-piombo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/anni-di-piombo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "anni-di-piombo"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 22:01:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il lavoro "giusto" per me]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=184</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:57:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Oggi guardo indietro, a quei tempi, e misuro il distacco, la strada percorsa e sento che senz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Oggi guardo indietro, a quei tempi, e misuro il distacco, la strada percorsa e sento che senza quell'esperienza forse non sai in galera, ma sento pure che se non fossi diventato comunista, l'intera mia viata non avrebbe avuto senso. E per me essere comunisti è l'unico modo di essere uomini. <br />
Il futuro, vada come vada, ma le cose giuste della mia vita non posso rifiutarle, respingerle, neppure per rendere più tollerabile la mia situazione: vada come vada, sono stato e sono un comunista.<br />
Dicano quel che gli pare, i fottuti borghesi, me ne sono sempre sbattuto di loro, in modo giusto o sbagliato gli ho sempre sputato in faccia. E ora più che mai.<br />
A maggior ragione ora che li conosco meglio, ora che ho conosciuto le loro galere, ho visto ciò che fanno ogni giorno ai poveri cristi. Non rimpiango di essermi ribellato contro i padroni, rimpiango di averlo fatto fuori tempo, in modo sbagliato.<br />
Se fossi nato dieci anni prima forse sarei stato un gappista. Avrei vissuto la Resistenza, probabilmente, e l'avrei vissuta in un certo modo. Anche il tempo, la situazione in cui si vive, contano, nel determinare un uomo e la sua sorte. Legati a un movimento partigiano, in un momento in cui erano validi il sabotaggio e il terrorismo, noi avremmo potuto compiere azioni utilissime, decisive per la lotta in una città come Torino o Milano. Fare il partigiano in montagna non sarebbe stato affar nostro, ma in una città avremmo dato del filo da torcere a tedeschi e fascisti.<br />
Se i partigiani erano in certo qual modo organizzazioni "regolari", con una divisa, un territorio proprio, un confine sia pure labilissimo che li divideva dal nemico, un retroterra sia pure minimo in cui il nemico per inoltrarsi doveva impiegare forze massicce e poteva farlo solo in certe occasioni, per i gappisti si trattava di sparare proprio in mezzo al nemico, in casa sua.<br />
Erano i partigiani dei partigiani.<br />
Un lavoro durissimo, la tensione era continua, in genere gli uomini duravano solo pochi mesi. Ogni soldato, e anche il partigiano, quando non è impegnato nell'azione , ha la possibilità di scaricarsi, di vivere qualche giorno o anche solo qualche ora "fuori pericolo", in mezzo ai suoi. Può parlare, cantare, dormire in un'atmosfera amica.<br />
Per il gappista non c'è un momento solo in cui possa abbandonarsi, ogni faccia ce vede può essere il nemico, ogni parola nasconde un'insidia, chiunque lo avvicina può essere un delatore.<br />
Ogni suono di campanello alla porta può essere il nemico che l'ha individuato e non c'è salvezza, in questo caso non ci sono azioni di difesa, non c'è strada di fuga, non c'è retrovia, non ci sono i compagni che possono intervenire. Quando si viene identificati è la fine, senza mediazioni, senza la possibilità estrema del combattimento o dello sganciamento.<br />
Se fossi nato prima, quello sarebbe stato il lavoro "giusto" per me, ognuno è fatto in un certo modo e per un certo tipo di azione."<br />
<strong>__________SANTE NOTARNICOLA_________ "L'evasione impossibile"</strong></p>
<p><em>Il libro che ha cambiato la mia vita, molto tempo fa. <br />
<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/pugnochiuso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-185" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/07/pugnochiuso.jpg" alt="" width="430" height="317" /></a> </em></p>
<p> </p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/autonomi3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-186" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/07/autonomi3.jpg" alt="" width="350" height="250" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[VOGLIAMO TUTTO (2)]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=180</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 13:41:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Arrivai lì e il capo dice Guardi che lei sta rompendo le scatole. Qua si arriva in orario ad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Arrivai lì e il capo dice Guardi che lei sta rompendo le scatole. Qua si arriva in orario adesso le do mezz'ora di multa. Gli dico Fai che cazzo vuoi tu m'hai rotto le scatole tu e la Fiat. Va'fa'n culo se no ti tiro qualcosa in testa. Fatevele voi queste zozze macchine di merda a me che mi frega.<br />
E tutti gli operai che stavano lì intorno mi guardavano e io gli dicevo Ma siete degli stronzi voi siete degli schiavi. Qua bisogna picchiarli a sti guardioni qua a sti fascisti. Che cazzo sono sti insetti sputiamogli in faccia e facciamo quello che vogliamo qua mi sembra il servizio militare. Fuori dobbiamo pagare se entriamo in un bar dobbiamo pagare nel tram dobbiamo pagare la pensione tutto dobbiamo pagare. E qua dentro ci vogliono comandare. Per quattro soldi che non ci servono a un cazzo per un lavoro che ci fa crepare e basta. Ma siamo impazziti.<br />
Questa è una vita di merda sono più liberi quelli che stanno in galera di noi. Qua incatenati a queste macchine schifose che non ci possiamo mai muovere coi secondini tutti intorno. Ci manca solo che ci frustino anche.   [...]</p>
<p>e cominciamo a fare un corteo eravamo un'ottantina di operai. Man mano che il corteo passava tra le linee si ingrandiva di dietro. A un certo punto arriviamo in un posto dove c'erano dei cartoni li strappiamo e col gesso ci scriviamo Compagni uscite dalle linee il vostro posto è con noi. Su un altro scriviamo Potere operaio. Su un altro ancora Ai lecchini il lavoro agli operai le lotte. E andiamo avanti con questi 3 cartelli.</p>
<p>Il corteo cominciò a ingrandirsi e arrivarono i sindacalisti. I sindacalisti era la prima volta che io li vedevo in vita mia dentro la Fiat. Cominciano i sindacalisti Compagni non bisogna lottare adesso. Le lotte le faremo in autunno insieme al resto della classe operaia insieme a tutti gli altri metalmeccanici. Adesso significa indebolire la lotta se ci scontriamo adesso come faremo poi a ottobre. Noi gli diciamo Le lotte bisogna farle adesso perchè è ancora primavera e c'è ancora l'estate davanti. A ottobre ci serviranno i cappotti le scarpe ci servirà il riscaldamento nelle case i libri dei figli per la scuola. Per cui l'operaio non può lottare d'inverno deve lottare d'estate. Perchè d'estate uno può dormire pure all'aria aperta d'inverno no. E poi lo sapete che è in primavera che la Fiat ha più richiesta di produzione se fermiamo adesso freghiamo la Fiat che a ottobre non gliene importa più niente. </p>
<h3>TRATTO DA " <span style="color:#800000;">VOGLIAMO TUTTO</span>" , Nanni Balestrini</h3>
<p><img class="alignnone" src="http://farm2.static.flickr.com/1039/949861679_e3318225a7.jpg" alt="" /></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro  _luglio 2007_
Padiglioni della Manutenzione Locomotori
Scalo San Lorenzo _ROMA_</pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VOGLIAMO TUTTO! (1)]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=179</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 13:20:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Vi do il benvenuto alla Fiat. Sapete che cos&#8217;è la Fiat la Fiat è tutto in Italia. Se ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Vi do il benvenuto alla Fiat. Sapete che cos'è la Fiat la Fiat è tutto in Italia. Se avete letto delle cose cattive sulla stampa comunista che parla male della catena di montaggio sono tutte calunnie. <br />
Perchè qua gli unici operai che non stanno bene sono quelli sfaticati. Quelli che non hanno voglia di lavorare. Il resto lavorano tutti e sono contenti di lavorare e stanno anche bene. C'hanno tutti quanti l'automobile e poi la Fiat c'ha le colonie per i bambini dei dipendenti, E poi si hanno gli sconti in certi negozi quando uno è dipendente Fiat.<br />
Tutta una apologia ci faceva.</p>
<p>E questo qua l'ingegnere dice Io sono il vostro colonnello. Voi siete i miei uomini e così ci dobbiamo rispettare gli uni con gli altri. Io i miei operai li ho sempre difesi.  Gli operai Fiat sono i migliori quelli che producono di più e tutte queste cazzate qua.<br />
A me allora mi comincia a andare la mosca al naso e comincio a pensare Qua mi sa che andrà a finire male con questo colonnello. Poi ci spiegò che non bisogna fare sabotaggio alla produzione perchè oltre a essere licenziati immediatamente si poteva anche essere denunciati. Turò fuori un articolo del codice penale che diceva che si può anche essere denunciati. Si mise a fare il terrorista.<br />
E io cominciai a pensare. Questo colonnello qua una bella lezione gli starà proprio bene."</p>
<h3>TRATTO DA "<span style="color:#800000;">VOGLIAMO TUTTO</span>" , Nanni Balestrini</h3>
<p><img class="alignnone" src="http://farm2.static.flickr.com/1367/944205389_b00c68c787.jpg" alt="" /> </p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro  _luglio 2007_
Padiglioni della Manutenzione Locomotori
Scalo San Lorenzo _ROMA_</pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parole, opere e omissioni.]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=5376</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 10:00:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
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<description><![CDATA[
di Giorgio Vanzini
Vorrei introdurre questa piccola recensione ricordando due cose di una bella int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2008/06/parole-opere-e-omissioni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5377" src="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2008/06/parole-opere-e-omissioni.jpg?w=103" alt="" width="103" height="166" /></a></p>
<p>di <em><strong>Giorgio Vanzini</strong></em></p>
<p>Vorrei introdurre questa piccola recensione ricordando due cose di una bella intervista di Annachiara Valle a Mino Martinazzoli per la rivista <em>Jesus</em>. La prima, parlando di Dossetti e del bisogno da lui espresso di ricominciare un discorso politico cattolico partendo dall'interiorità e dalla formazione, accenna a un declino umano prima che politico che ci dovrebbe spingere a incamminarci il più presto possibile in quella direzione. La seconda è l'elogio a Nicodemo che andava a trovare Gesù di notte e non di giorno per farsi vedere da tutti.<!--more--></p>
<p>Non accennerò all'altro bellissimo libro della Valle su suor Tersilla perché vorrei parlarne per esteso un'altra volta.</p>
<p>Il passato ritorna. Il passato torna sempre. Perché? E perché deve tornare col suo carico di dolore pressoché intatto? In molti sono convinti che ciò avvenga quando chiarezza non è fatta intorno ai diversi tragici episodi del periodo storico in questione. Quando i fatti non sono illuminati dalla verità il passato non può che ciclicamente tornare. Ben venga allora un testo come questo che con profonda umanità e consapevolezza prova a dare nuova luce grazie alle parole di voci “deboli” e, attraverso queste, ricostruire lo scorcio degli anni '70 in Italia, il periodo più drammatico della breve storia della nostra Repubblica. L'attualità del discorso portato avanti dalla Valle riguarda proprio la parte ancora oscura, lo strato su cui non si è ancora riusciti a fare piena luce e che, rimanendo irrisolto, si rintana nel suo angolo buio, inattivo, ma ancora pericoloso, come in attesa di nuovi sviluppi. Come se in quell'angolo buio dell'anima collettiva del corpo sociale, i germi del rancore e dell'odio, riuscissero a riprodursi e a sopravvivere alla pace, covando una nuova epidemia di violenza per la prima occasione possibile.</p>
<p>Questa è la prima ragione per cui è importante leggere il nuovo libro di Annachiara Valle. <em><strong>Parole Opere e Omissioni</strong></em> ci offre nuovi spunti per arrivare a conoscere meglio, a comprendere il dispiegarsi di alcuni tragici eventi degli anni di piombo, fatti di cui si parla ancora nei giornali di questi giorni. E se ne parla perché c'è ancora qualcosa da chiarire; e se ne parlerà finché non ci si riterrà soddisfatti della verità umana raggiunta.</p>
<p>C'è una seconda ragione per cui è importante prendere in mano questo testo. Questa ragione abbraccia un concetto complesso che probabilmente travalica l'umano, ma che rappresenta l'unico percorso per uscire definitivamente dalla zona buia della nostra storia, la motivazione per debellare i germi dell'odio e offrire un ulteriore senso alle vite spezzate da quella follia. Una ragione in più da aggiungere al perché quelle vittime non sono morte invano, affinché l'odio non sopraffaccia più il cuore degli uomini, perché quello che accadde non accada più. Questa ragione si chiama <em>riconciliazione</em>. Questa, molto umilmente io dico, mi sembra la strada giusta. Annachiara Valle si domanda, insieme ad alcuni sacerdoti che hanno speso infinite energie per spegnere l'incendio, come è stato possibile che quelle tragedie abbiano preso corpo in un paese come il nostro, come è stato possibile che istanze positive di solidarietà e giustizia, talvolta ispirate dal Vangelo, si siano risolte e trasformate in un atroce inferno che ha travolto tante e tante vite umane.</p>
<p>Forse anche quegli anni affondano tragiche radici in nodi irrisolti, in sentimenti e progetti non pacificati, in una parte non giunta a riconciliazione di un conflitto precedente. Tutto questo aspetta ancora una risposta.</p>
<p>Annachiara Valle</p>
<p><em><strong>Parole, opere e omissioni</strong></em></p>
<p><em><span class="Sottotitolo">La chiesa nell'Italia degli anni di piombo.</span></em></p>
<p>Rizzoli, marzo 2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segreti Segreti (1984) di Giuseppe Bertolucci]]></title>
<link>http://stradeperdute.wordpress.com/?p=648</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 06:40:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandro dionisi</dc:creator>
<guid>http://stradeperdute.wordpress.com/?p=648</guid>
<description><![CDATA[

Noi italiani siamo così stupidi, così presuntuosi, che l&#8217;idea di fallimento ci da noia sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-14.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-649" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-14.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-20.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-650" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-20.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-651" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-4.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-40.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-652" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-40.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-31.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-653" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-31.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-21.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-654" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-21.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<blockquote><p>Noi italiani siamo così stupidi, così presuntuosi, che l'idea di fallimento ci da noia sempre..</p></blockquote>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">SEGRETI SEGRETI</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> (1984)</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span>a cura di Alessandro Dionisi</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Giuseppe Bertolucci ha una qualità peculiare; saper scrivere fiabe cinematografiche rendendole naturali e vive , non sovraccariche di estetismi particolari (in questo si differenzia un poco dal fratello Bernardo) e dialoghi particolarmente artificiosi. Assieme a Bernardo Bertolucci sono i due registi italiani che meglio riescono a mettere a nudo ed evidenziare sogni, noia, <span> </span>vizi, utopie della classe borghese, ancor di più di Antonioni e poco meno di Bergman.. <span> </span>I due fratelli nella borghesia <span> </span>ci sono cresciuti, ci convivono e non raccontano mai il vero per il falso; non enfatizzano dialoghi o sequenze.<span> </span>Sono due uomini di sinistra, ma non <span> </span>si sono mai schierati con toni <span> </span>intellettuali verso le persone. Riconoscono il loro essere borghesi con pregi e difetti , senza ipocrisia, cosa che non riesce ad altri <span> </span>“intellettuali”. Mi piace la coerenza che li animano.<span> </span>E grazie alla coerenza <span> </span>i loro film sbocciano nel clima giusto, senza alcuna sbavatura e senza alcuna recitazione forzata.</span><!--more--></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-5.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-655" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-5.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-7.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-656" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-7.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-657" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-11.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-658" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-2.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-659" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-3.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-15.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-660" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-15.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Parlare di terrorismo è difficile e lo è stato soprattutto in quegli anni. La difficoltà era (ed è..) quella di non entrare in un vortice dove ci sono molti aspetti ed <span> </span>intrecci che, se non hai fonti o genio artistico, non ti aiutano a scrivere un’opera degna di nota. Succede difatti <span> </span>che molti film sono caduti in questa trappola. <em><span> </span>La meglio gioventù</em> è film perfetto fino a<span> </span>quando si mantiene nel conflitto psicologico dei personaggi e della generazione di quegli anni, ma poi va in tilt quando deve condensare un tempo narrativo/storico<span> </span>dilungato (forse) per scelte stilistiche. <em>Novecento</em> (non a caso di Bernardo Bertolucci) viaggia su binari opposti, come <span> </span>la capacità tecnica e narrativa di Sorrentino <span> </span>che ha reso capolavoro un film difficilissimo su Giulio Andreotti, <em>Il Divo</em>, uomo che nel bene e nel male rappresenta la storia della nostra democrazia non partecipativa. Entrato nel dettaglio, soffermatosi nei lati oscuri, pensierosi, solitari del senatore a vita e colorando con toni grotteschi la sceneggiatura, ci lascia tutto lo spazio per riflettere sull’uomo e sull’Italia. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span>E la capacità stilistica di Sorrentino è stata quella di non aver operato con scelte ridondanti (ricordiamoci che sono i decenni della <span> </span>D.C, della prima repubblica, ma anche del boom economico, le stragi di stato, il caso Moro, ecc …) </span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Segreti, Segreti</span></em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">, è un film del 1984, scritto quindi dopo la fine degli anni ’70. E’ un film che il regista elabora nella fase calante del periodo e in un contesto storico per il cinema italiano sguaiato. Quale scelta migliore sarebbe stata quella di cimentarsi sul delitto Moro, per esempio, o su il movimento studentesco ? Quale miglior film <span> </span>sarebbe stato se non quello di cercar di condensare <span> </span>nella pellicola <span> </span>gli inciuci tra chiesa e stato o parlando di Andreotti, Spadolini, Cossiga e Craxi ? No, Bertolucci osserva le anime, la crescita, lo sviluppo e la morte di una classe; Bertolucci segue l’abbandono a se stessi di una generazione. Si accorge, che nei set cinematografici, fioriscono attori e attrici molto spesso investiti in parti che non li animano assolutamente. E in <em>Segreti Segreti</em>, sette personaggi prendono identità come due classi sociali a loro volta opposte: quella borghese e proletaria.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-661" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-56.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-662" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-56.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-47.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-663" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-47.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">La prima sequenza ci narra che qualcosa sta per accadere: un piroscafo sta per attraccare ad un porticciolo<span> </span>di Venezia ed il volto ansioso di Pietro, il killer che dovrà sparare, segue l’arrivo del magistrato Andrea Sordi e lo pedinerà tra i vicoletti a labirinto. Con lui altri due complici. L’organizzazione è<span> </span>predisposta in modo tale che Pietro deve compiere il gesto crudo mentre gli altri loro coprono.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Il Killer non spara nel punto esatto, non colpisce il prescelto. I numerosi colpi gettano preoccupazione agli altri due addetti in quell’istante alla sorveglianza a pochi metri dalla piazza. Sentendo gli spari corrono verso la piazza notando che Pietro si è sparato su una gamba, colto probabilmente da uno stato forte di tensione. L’azione deve essere portata a buon fine e Laura uccide il collega ed il magistrato. Altri film avrebbero dato una razionalizzazione della realtà: chi sono i tre ? da quale matrice politica provengono? perché lo hanno fatto?. Bertolucci no. Sceglie la strada laterale, strutturando la storia a puzzle o destrutturandola. <em>Segreti Segreti</em> non analizza il percorso ma analizza gli effetti e non le grandi cause sociali. Dei terroristi non sappiamo più nulla, se non quando vedremo alla fine Laura essere arrestata e dirà solo i cognomi, perché i nomi non li conosce, <span> </span>indicando <span> </span>i quartieri dove risiedono: Monte Mario, Monte Verde, Gregorio VII e <span> </span>Pomezia, il <span> </span>luogo di aggregazione. Ma non li conosce ed il magistrato (Mariangela Melato) capisce che non sta raccontando balle in quel misto di disperazione e cinismo a pochi attimi dalla morte della madre, sconvolta per l’insurrezione nella notte prima della polizia ed incapace di credere nei segreti interiori della figlia, oramai spogliatasi dall’animo borghese. Marta si getta dalla finestra invasa dalla disperazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span>Laura è una ragazza che parla con le espressioni, le gestualità a tratti maschili e con <span> </span>poca femminilità. Ma gli sguardi a volte non nascondono nulla, i segreti solitamente <span> </span>li porta dentro se come gli altri personaggi che conosciamo durante il film. È chiusa, non nutre particolari affetti verso gli uomini, lo conferma all’ossessiva governate Gina (Alida Valli). Ed il segreto lo svela senza dichiararlo a voce, ma solamente dopo aver sottoposto la governante ad osservare attentamente il suo sguardo “per capire se realmente è sempre uguale”, come dice la donna, “o cambiata” , come afferma lei. Difatti l’indomani la signora, donna educatrice dai principi morali sani, lascerà la casa dopo 42 anni di servizio. </span></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-12.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-664" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-12.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-extra-61.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-666" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-extra-61.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-extra-7.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-667" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-extra-7.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-13.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-668" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-13.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-18.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-669" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-18.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-35.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-670" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-35.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">In questo mondo borghese fa parte la madre di Laura (Lea Massari), una donna attratta apparentemente dalla vita mondana, affascinante e ben vestita, narcisista bisognosa di continui riconoscimenti. Fa parte anche Renata (una bravissima Stefania Sandrelli), anch’essa in cerca di conferme, al punto tale di tagliarsi i polsi e finire in ospedale. Proprio Laura, di cui ha invidia, le confesserà che il gesto è lo stesso trucco compiuto dalle mogli abbandonate o i bambini per riconquistare la fiducia dei fidanzati e genitori. Renata è una ragazza viziata, sciocca, indecisa, annoiata, il cui motto è quello di <em><span> </span>giocare con la vita. </em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">In occasioni rare si pone anche domande esistenziali, come quando prima di addormentarsi in ospedale <span> </span>chiede a Marta “ la differenza <span> </span>tra il tentato suicidio invece del suicidio fallito”, a cui l’affascinante signora risponde <span> </span>che“ siamo così stupidi, così stupidi, così presuntuosi, che l’idea di fallimento ci da noia sempre”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-44.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-677" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-44.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-46.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-678" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-46.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-49.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-679" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-49.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-16.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-680" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-16.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-19.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-681" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-19.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-24.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-682" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-24.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Al <span> </span>senso di vuoto che ci comunica la classe borghese, si antepone quella proletaria, rappresentata dal Pietro, il ragazzo morto e dai compaesani irpini. In questa circostanza Bertolucci coglie appieno l’alienazione delle persone verso la televisione, il loro desideri inappagati e i sogni davanti il piccolo schermo. La morte di Pietro non è accolta con dolore da Maria (Rossana Podestà) la matrigna, una donna bisognosa di attrarre ripetutamente. Al contrario è sofferta dalla sorellastra Rosa (Giulia Boschi) un’eroina romantica che prova nei suoi limiti di scoprire la verità. Sarà lei che suonerà la porta di uno tra i mille appartamenti nel quartiere Corviale a Roma. Sarà lei che proverà a scovare Laura dopo aver avuto un colloquio e le prime tracce dal magistrato. E sarà più forte moralmente di Laura<span> </span>quando si troveranno nello stesso vagone per Napoli. In questa circostanza la giovane opterà per misconoscere l’assassina, risponderà alle domande dopo che le due<span> </span>osservano la foto caduta a terra di Pietro ritratto durante la prima comunione. Rosa inganna con la fantasia e pone domande senza avere risposta. Osserva che la maschera di Laura si scompone e, incapace di reggere il confronto, scende dal vagone.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Giuseppe Bertolucci ci rappresenta attraverso una costruzione eccezionale le fobie ed il senso di colpa di una generazione, quella dei terroristi, per buona parte proveniente dalle classi abbienti della società. Ma anche l’incredulità, il raziocinio e il bigottismo morale che la stessa classe è incapacitata a sciogliere.<span> </span>Rimangono scorie radioattive sulla pelle. Ma sopratutto l’incapacità di comunicare e la paura dell’altro<span> </span>che sconvolge la stabilità. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-extra-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-671" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-extra-4.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-52.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-672" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-52.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-29.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-673" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-29.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-30.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-674" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-30.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-41.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-675" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-41.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a><a href="http://stradeperdute.files.wordpress.com/2008/07/berto-55.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-676" src="http://stradeperdute.wordpress.com/files/2008/07/berto-55.jpg?w=128" alt="" width="128" height="72" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">SEGRETI SEGRETI</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span>(1984)</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Un film</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> di Giuseppe Bertolucci</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Con</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">: Lina Sastri, Rossana Podestà, Giulia Boschi, Alida Valli, Stefania Sandrelli, Lea Massari, Mariangela Melato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Soggetto e Sceneggiatura</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">: Giuseppe Bertolucci, Vincenzo Cerami.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Musiche</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">: Nicola Piovani.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Montaggio</span></strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">: Nino Baragli</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[chiedono pure i danni!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=170</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:42:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[SPOLETO - Quattro operai morti sul lavoro ed un&#8217;azienda che, a distanza di oltre due anni dal ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SPOLETO</strong> - Quattro operai morti sul lavoro ed un'azienda che, a distanza di oltre due anni dal drammatico incidente, chiede ai parenti delle vittime, e all'unico superstite, trentacinque milioni di euro, come risarcimento danni. Tanto pretende la Umbria Olii dai familiari di Tullio Mocchini, Giuseppe Coletti, Wladimir Toder e Maurizio Manili. Trentacinque milioni richiesti a fratelli, figli e genitori.<br />
L'atto legale porta la firma dell'amministratore delegato della società, Giorgio Del Papa, indagato dal giorno seguente la tragedia. Le accuse per il manager sono di disastro colposo con l'aggravante "della colpa con previsione dell'evento", violazione delle norme sulla sicurezza (tra cui l'omissione dolosa dei mezzi di prevenzione) e omicidio colposo plurimo. Secondo la procura di Spoleto, Del Papa sapeva che c'era gas esplosivo (del tipo esano, molto pericoloso) nei silos saltati in aria. E proprio quel gas, per la procura, è la causa di tutto. Per Del Papa, invece, la colpa dell'incidente è da attribuire agli operai.</p>
<p>I quattro, lavoravano per conto di una piccola ditta, che aveva l'appalto per lavori di manutenzione di questo colosso europeo della raffinazione dei prodotti vegetali. Secondo l'azienda, gli operai che quel giorno stavano lavorando all'installazione di una passerella per collegare due silos, avrebbero dovuto sapere che le fiamme ossidriche non potevano essere utilizzate in quell'intervento. E proprio l'uso di un saldatore sarebbe stata la causa, per la difesa, dello scoppio del silos. I quattro saltarono in aria. Dilaniati e carbonizzati. Una tragedia che nel novembre del 2006 scosse l'opinione pubblica, è poi divenuta un vicenda giudiziaria a colpi di perizie.<br />
Da un lato le 250 pagine dei periti della procura (alcuni dei quali gli stessi intervenuti per la vicenda della Thyssen), dove si sostiene la responsabilità della Umbria Olii e la causa scatenante del gas esano. Dall'altra una perizia richiesta dall'azienda al tribunale civile, e affidata ad un consulente locale che riscontra come causa dell'incidente l'uso del saldatore. In quest'ultima perizia si sostiene che pur in presenza del gas esplosivo, se non ci fosse stato l'innesco della fiamma, lo scoppio non si sarebbe mai prodotto. Un errore, scrive il perito, commesso dagli operai "per fretta e stanchezza".</p>
<div id="adv180x150m"></div>
<p><!--inserto--><br />
"Se la giustizia consente questo, cos'altro può succedere?" commenta sconsolato, Klaudio Demiri, unico superstite, che al momento dello scoppio era fortunatamente a bordo di una gru. Lui, ancora oggi, vive nell'incubo di quelle tremende sequenze di inferno e fuoco.<br />
Intanto, l'11 luglio il giudice penale deciderà se disporre o meno il processo per Del Papa. A gennaio è fissata l'udienza civile per discutere del risarcimento. Il professor Giovanni Cerquetti, docente di diritto penale generale alla facoltà di giurisprudenza di Perugia, e legale di uno dei familiari delle vittime, parla di "azione irrituale e comunque infondata. Un caso singolarissimo, con azioni civili che espongono chi le ha promosse a quella che il codice di procedura civile definisce come "responsabilità aggravata per lite temeraria".</p>
<p>MERDE SCHIFOSE!<br />
OLTRE AD UCCIDERCI I PADRONI CHIEDONO I DANNI!</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2300/2107959803_f3b58f790c.jpg" alt="Genova, piazzale kennedy" /></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
G-8 a Genova, 20 luglio 2001
Fionde contro il potere</pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Vi ho promesso di non dimenticare."]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=168</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 22:21:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Sulla prima pagina è scritto: Nell&#8217;affresco sono una delle figure di sfondo.
La grafia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo.<br />
La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, luoghi, date, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi.<br />
Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi.<br />
La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l'eterna oscillazione delle fortune umane.<br />
Il libro, forse l'unica copia scampata, non è più stato aperto.<br />
I nomi sono nomi di morti. I miei, e quelli di coloro che hanno percorso i tortuosi sentieri.<br />
<em>Gli anni che abbiamo vissuto hanno seppellito per sempre l'innocenza del mondo.<br />
Vi ho promesso di non dimenticare.</em><br />
Vi ho portati in salvo nella memoria.<br />
Voglio tenere tutto stretto, fin dal principio, i dettagli, il caso. il fluire degli eventi. Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro, attutendo il frastuono delle voci, delle armi, degli eserciti, il riso, le grida. Eppure solo la distanza consente di risalire a un probabile inizio.</p>
<p>Un punto d'origine. Memorie che ricompongono i frammenti di un'epoca. La mia.<br />
E quella del mio nemico."</p>
<h3>__Q__ Luther Blisset</h3>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/dsc_0563.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-169" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/dsc_0563.jpg" alt="25 aprile 2008" width="510" height="332" /></a> </p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
Corteo del 25 Aprile 2008. Pugni chiusi e resistenza </pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ucciso sul lavoro!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=159</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 08:37:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[ALTRO MORTO ALLA CENTRALE ENEL DI CIVITAVECCHIA.
Oggi alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord (Ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ALTRO MORTO ALLA CENTRALE ENEL DI CIVITAVECCHIA.</p>
<p>Oggi alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord (Civitavecchia), non si lavora.<br />
Si sciopera. Otto ore.<br />
Per un altro morto.<br />
Stavolta è toccato ad un operaio di 24 anni, Ivan Ciffary, slovacco, dipendente della ditta Pichler, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone. E' precipitato da un altezza di 15-20 metri.<br />
Non si sa perchè.<br />
Pochi mesi fa a Michele Cozzolino cadde un tubo innocenti sulla testa, ammazzandolo.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_L-zynJnA-I'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_L-zynJnA-I&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://nomortilavoro.noblogs.org">http://nomortilavoro.noblogs.org</a></p>
<p>BASTA CON QUESTI OMICIDI QUOTIDIANI.<br />
BASTA CON LA DEFINIZIONE "MORTI BIANCHE".<br />
IL SANGUE DEL PROLETARIATO NON E' BIANCO.</p>
<h2>Ma quando inizieranno a morire i padroni?<br />
<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/potop.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-161" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/potop.jpg" alt="" width="120" height="182" /></a>  <span style="color:#ff0000;">IL LAVORO UCCIDE.<br />
LO SFRUTTAMENTO UCCIDE<br />
SOLO LA LOTTA PAGA! </span></h2>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perpetuitè]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=149</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 22:45:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Erba: modo carcerario di dire ergastolo.
Avere l&#8217;erbetta sul groppone!
Non si conosce l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Erba: modo carcerario di dire ergastolo.<br />
Avere l'erbetta sul groppone!<br />
Non si conosce l'origine di questo eufemismo.<br />
Immagini evocate:<br />
Ne hai da brucare per tutta la vita! Oppure: campa cavallo che l'erba cresce. Come dire: passerà tanto di quel tempo che ti verrà l'erba sulle spalle.</p>
<p style="text-align:center;">A chi cresce l'erba sul groppone?<br />
A chi è seppellito a pancia in giù.</p>
<p>Dal dizionario etimologico.<br />
Ergastolo, dal latino <em>ergastulum</em> 'prigione di schiavi', adattamento del greco <em>ergasterion</em> 'cava di lavoro'.</p>
<p style="text-align:center;">Ergastolo: Oggi, domani e sempre.</p>
<p style="text-align:center;">In francese, <em>perpetuitè.<br />
</em></p>
<p>FINE PENA MAI: 99/99/9999<br />
Incubo numerico che sostituisce il MAI nei certificati di detenzione computerizzati.</p>
<p style="text-align:center;">In Francia viene chiamato la "ghigliottina secca".</p>
<p>"L'ergastolo è più della morte.<br />
La morte dura un attimo e richiede un coraggio momentaneo.<br />
L'ergastolo è un'esistenza" _<em>Ignazio Silone: Il segreto di Luca</em>_</p>
<p>Santo Padre, <br />
sono la mamma di un detenuto politico condannato all'Ergastolo. Ora mio figlio si trova rinchiuso nel carcere di Rebibbia, sono cattolica e come me anche mio figlio. Molte volte mi viene a mancare la fede, perchè la parola Ergastolo è un tarlo che sta distruggendo il mio cervello.</p>
<p> </p>
<h3 style="text-align:center;">Nicola Valentino -ERGASTOLO- Edizioni Sensibili alle Foglie</h3>
<p><img src="http://farm2.static.flickr.com/1328/1429005423_43728e5a1e.jpg" alt="" width="413" height="500" /></p>
<pre>Foto di Piero de Marchis
Militanti brigatisti rinchiusi nel carcere dell'Asinara
1977 </pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[belli!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:04:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui non ho molte parole.
Solo un po&#8217; di sana soddisfazione.
TUTTI LIBERI! 
formato-pdf
 
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://liberazione.it/GONPDF/2008/06/19/RM1906-CUL01%23-12.jpg" alt="" width="840" height="610" />Qui non ho molte parole.<br />
Solo un po' di sana soddisfazione.<br />
TUTTI LIBERI! </p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/liberazione-paolobaruda.pdf"></a><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/formato-pdf.pdf">formato-pdf</a></span></p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/formato-pdf.pdf"> </a></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caso Moro - dibattiti]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/?p=102</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/?p=102</guid>
<description><![CDATA[
27 Giugno 2008
Casa della Memoria e della Storia
-Sala Multimediale-  
via Francesco di Sales, 5
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.culturaroma.it/img/eventi/casadellamemoria01_second.gif" alt="" width="163" height="216" /></p>
<h3>27 Giugno 2008<br />
Casa della Memoria e della Storia<br />
-Sala Multimediale-  </p>
<p>via Francesco di Sales, 5<br />
Trastevere<br />
 </h3>
<p><strong>Persona &#38; Società</strong> <br />
La presentazione della rivista "<strong>PERSONA &#38; SOCIETÀ"</strong> (Odradek edizioni), quadrimestrale dell'ANPI di Roma - diretto da Massimo Rendina - conclude la seconda annata con un numero dedicato ad Aldo Moro.<br />
Presentare al pubblico e alla stampa il numero 5-6 di Persona&#38;Società è anche l'occasione per cogliere, in questo numero, le caratteristiche della rivista: valorizzazione degli studi storici e vaglio delle diverse interpretazioni. A tal fine sono stati chiamati a discutere, sul tema controverso a cui è dedicato l'ultimo numero, storici quali Nicola Tranfaglia, Francesco Biscione e Giuseppe De Lutiis che si confrontano introdotti da Davide Conti, curatore del numero.</p>
<ul>
<li>Ore 17: "Compromesso storico, solidarietà nazionale e caso Moro: una chiave di lettura della "Terza fase della democrazia italiana" coordina Davide Conti (Università La Sapienza di Roma). Interventi di Nicola Tranfaglia (Professore Emerito di storia dell'Europa Università di Torino), Giuseppe De Lutiis (Consulente della Commissione stragi del Parlamento), Francesco Maria Biscione (Enciclopedia Treccani).</li>
<li>Con riferimento al medesimo tema, dalle 21 alle 23 dello stesso venerdì 27, vengono proiettati brevi stacchi di film o sceneggiati incentrati sulla figura di Aldo Moro al fine di dibattere, con registi e sceneggiatori, la questione della responsabilità del trattare e restituire eventi storici pur in un prodotto commerciale e d'intrattenimento quali sono i film e le fiction in genere.</li>
<li>Alle ore 21: "Il rapimento di Aldo Moro ed il cinema italiano: linguaggi, immagini e rappresentazione" proiezione di antologia di brani dei film girati sul caso Moro. Interviene Christian Uva (Università Roma Tre, autore del libro "Schermi di piombo").</li>
</ul>
<p><em>Iniziativa a cura di ANPI di Roma</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["senza approdo"]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=121</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 08:32:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Sono la figlia di Marina Petrella.
Vorrei raccontarvi qualcosa su mia madre. Vorrei provare a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Sono la figlia di Marina Petrella.<br />
Vorrei raccontarvi qualcosa su mia madre. Vorrei provare a dirvi cosa rappresenta la negazione della ricostruzione di un essere umano. Dobbiamo parlare di ricostruzione, visto che Marina non è uscita dalla sua storia politica nello stesso modo in cui ci è entrata. E' successo poco più di 25 anni fa, quando già il vento della lotta armata cominciava ad andare via, quando i rumori metallici della notte tuonavano sempre più vicino, dopo che alcuni, quello che poi sono stati chiamati "pentiti", incominciavano a barattare delle riduzioni di pena in cambio di denuncie e delazioni, fu allora che la storia politica di mia madre è ricominciata a finire. <br />
Erano i primi anni '80. Dopo aver capito che le sue speranze di cambiare il mondo andavano incontro alla sconfitta e che l'impegno politico tenuto fino allora non poteva più continuare allo stesso modo, Marina decise di non fermare la sua vita, ma che dal suo percorso sarebbe potuta nascere una nuova storia.<br />
Questa nuova storia è incominciata con me che ho scelto per nascere una calda giornata di agosto dentro una prigione speciale, in pieno articolo 90.<br />
Solo chi ha vissuto quest'esperienza può capire l'immane volontà che serve per essere madre, dare al mondo e crescere una figlia tra le sbarre di un carcere. Solo chi è consapevole di questa prova può capire quanto questa scelta non sia una fuga nel personale, una soluzione egoista ma che sia la rappresentazione fisica di una pagina voltata. Questo è stato il suo modo per affermare che iniziava un nuovo percorso di vita, un diverso impegno sociale. Ed è anche grazie a questo nuovo stato di cose che otto anni dopo le è stato permesso di uscire dal carcere e di essere libera fino al verdetto della Cassazione del 1993. <br />
Già a quell'epoca Marina non era più quel soggetto pericoloso dipinto dai media al momento del suo nuovo arresto.  Ma l'Italia dimentica presto. Meglio, ricorda solo quel che vuole. Seleziona la memoria.<br />
La Francia di Mitterand cercando di favorire una pacificazione del conflitto italiano degli anni '70 ha accolto numerosi ex attivisti di quel periodo. I governi di sinistra come di destra hanno rispettato questo asilo di fatto. A noi, figli di quei rifugiati, è stato permesso di crescere, di vivere, di avere anche nuovi fratelli e sorelle. L'esilio c'è stato malgrado le contraddizioni, malgrado le incertezze di una vita difficile, precaria in attesa di un asilo. Un asilo che esprimeva una speranza di una vita nuova.<br />
Dal nulla di un "fine pena mai" che Marina aspettava in Italia è nata nel 1997 mia sorella. Una bambina francese che ora vede quel paese che le ha dato una nazionalità ricacciare sua madre nel pozzo del carcere a vita.<br />
Da quel 1993 quindici anni sono passati. Quindici anni quando un treno ci ha portati alla Gare de Lyon. Quindici anni da quando i nostri passi si sono mischiati a quelli dei nuovi migranti d'inizio secolo.<br />
Anche speranzosi di una vita  che non fosse la galera della miseria. Perchè questo "pezzo" di tempo, che ha permesso di cambiare il loro impegno politico in un impegno sociale, non è più che legittimo per chiedere asilo? Perchè non è ora di girare la pagina di questa storia, per permettere a noi nuove generazioni un vero futuro e consentire a quelle persone come mia madre di vivere la seconda chance che gli è stata data?<br />
A venticinque anni di distanza dai fatti imputati, quindici anni dopo l'esilio, un nuovo primo ministro francese ha deciso che bisognava rimangiarsi la parola data da tutti i suoi predecessori.<br />
Il governo francese ha deciso di estradare mia madre, di cancellare la sua vita in Francia e di rinchiuderla non solo in un carcere ma di fare del passato la sua prigione. La Francia ha deciso tutto questo cedendo al populismo penale, all'ossessione sicuritaria ad una voglia di vendetta infinita che ha perso il significato della speranza. Il primo ministro ha deciso che la vita di mia madre doveva fermarsi. <br />
Ma quindici anni di esilio di fatto creano dei diritti e noi non lasceremo la Francia deresponsabilizzarsi dalla sua storia e cultura.<br />
______ELISA NOVELLI PETRELLA_____ [da "Liberazione" del 11-06-2008]</p>
<p> </p>
<p>Per ascoltare la corrispondenza registrata oggi ai microfoni di Radio Onda Rossa con Elisa: </p>
<p><a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/scalzone/petrella.mp3">petrella.mp3</a></p>
<address> "Le parole degli Stati sono come le foglie morte che si lasciano trascinare dalla direzione del vento. Non più parole date ma parole vuote. Questo deve aver pensato Marina quando si è vista notificare il decreto nella matricola dal carcere di Fresnes. [...] <br />
Un paese che ha dato forma ad un singolare paradosso: non ha conservato la memoria degli anni '70 ma è stata incapace di oblio. Alla memoria storica svuotata dei fatti sociali ha sostituito la memoria giudiziaria, all'oblio penale ha sovrapposto l'oblio dei fatti sociali. [...] </address>
<address>Alla fine la zattera dei rifugiati, riparo precario d'esistenze sospese, è rimasta senza approdo davanti al porto della sua Itaca immaginaria. </address>
<address>____PAOLO PERSICHETTI___ [Liberazione, 11 giugno 2008]</address>
<address></address>
<address></address>
<address>Ad Elisa tutto il mio cuore, </address>
<address>A Marina solo un urlo di libertà, che sappia scalfire quelle mura!</address>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FIRMATA ESTRADIZIONE PER MARINA PETRELLA]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=120</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 10:32:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

Malgré la grave dégradation de la santé de Marina, le Président de la République et le Prem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div class="contenuArticle">
<div><span>Malgré la grave dégradation de la santé de Marina, le Président de la République et le Premier Ministre n'ont pas douté à lui notifier le décretd'extradition. Et cela, même si les responsables de la maison d'arrêt deFresnes avait déjà démandé un nouveau placement en hôspitalisation deMarina.Nous vous envoyons ci-dessous et en pièce jointe les premières initiativesà entreprendre pour exiger l'abrogation de ce décret inique. Nous contonssur vous !Vous trouverez ces informations aussi sur la pagehttp://www.paroledonnee.info</p>
<p>------------------------------------------<br />
Exigeons l'abrogation du décret d'extradition de Marina Petrella !Paris, le 9 juin 2008.Ce 9 juin 2008, le décret d'extradition a été notifié à Marina Petrella.Cette décision inique engage la responsabilité personnelle du chef duGouvernement et du chef de l'Etat français. Un recours en Conseil d'Etat aété enregistré.Après neuf mois d'incarcération à la prison de Fresnes, le gouvernementfrançais a décidé que la seule perspective de Marina Petrella devait êtrela mort lente puisqu'elle purgera en Italie une peine à perpétuité :-       pour des faits remontant à plus de 25 ans, en exécution d'une sentenceprononcée en Italie voici 15 ans dans le cadre d'une législation d'exception,-       en déni de l'asile de fait accordé par la France aux réfugiés italiensdès 1981 et en violation des engagements de la France de n'extrader aucunde ces réfugiés.Le décret d'extradition intervient alors que Marina est au plus mal. Laperspective de la prison à vie et la séparation d'avec sa jeune enfant de10 ans la détruisent. Après huit semaines d'hospitalisation en raisond'une très grave dégradation physique et psychique, épuisée et nes'alimentant plus depuis deux semaines, Marina Petrella a été réincarcéréeà la prison de Fresnes... pour se voir signifier le décret de sonextradition. Pourtant, son état de santé justifie pleinement l'applicationde la clause humanitaire prévue par les textes régissant l'extradition.Mais nous pouvons encore AGIR ...-      </p>
<p><strong>Rassemblement mercredi 11 juin 2008 à 11h30 place Sèvres Babylone, 75007Paris (devant le square)</strong></p>
<p><span><strong>Nous demandons à toutes celles et tous ceux qui ont signé la pétition ou/ et l'Appel des femmes, à toutes celles et tous ceux qui ont soutenuMarina, d'envoyer un mail signé et daté (ou un courrier sur cartedécouverte) au Premier ministre français François Fillon et au PrésidentNicolas Sarkozy leur demandant l'abrogation du décret d'extradition deMarina Petrella. Ci-dessous, adresses et proposition de mail ou lettre-type (libre àchacun-e- d'en modifier la forme à sa façon) :<br />
</strong></span><br />
M. Nicolas Sarkozy, Palais de l'Elysée, 55 rue du Faubourg Saint-Honoré,75008 Paris - email : sur le site http://www.elysee.fr/accueil/, onglet «écrire au président »-<br />
M. François Fillon, Hôtel Matignon, 57 rue de Varenne, 75700 Paris -email : sur le sitehttp://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/premier_ministre/ecrire,onglet « écrire au Premier ministre » et service.presse@pm.gouv.frProposition de lettre :« Monsieur le Premier ministre (ou Monsieur le Président),</p>
<p>Le décret d'extradition de Marina Petrella vient de lui être signifié parvos services. Nous savons qu'il est en votre pouvoir d'abroger le décretque vous venez de signer. Au regard d'une décision d'extradition relativeà des faits remontant à plus de 25 ans, au regard de l'engagement de laFrance de n'extrader aucun réfugié italien, au regard de la dégradationeffroyable de l'état de santé de Marina Petrella, je vous demande de fairepreuve d'humanité et de ne pas renvoyer Marina finir sa vie dans lesprisons italiennes ».</span></div>
</div>
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<div class="option afterArticle"></div>
<div class="option afterArticle"><img src="http://qn.quotidiano.net/2007/08/22/32105/images/42316-petrella.jpg" alt="" width="160" height="140" />  Per aggiornamenti continui potete consultare:<br />
<a title="Black blog" href="http://orestescalzone.over-blog.com"> http://orestescalzone.over-blog.com/</a></div>
<div class="option afterArticle"></div>
<div class="option afterArticle">Domani mattina speciale sulla situazione di Marina Petrella su Radio Onda Rossa<br />
Per Roma e Provincia: 87.900 FM</div>
<div class="option afterArticle">Per lo streaming  <a href="http://ondarossa.info">http://ondarossa.info</a></div>
<div class="option afterArticle"></div>
<div class="option afterArticle">FIRMATA IERI L'ESTRADIZIONE PER MARINA PETRELLA, EX APPARTENENTE ALLE BRIGATE ROSSE, <br />
RIFUGIATA IN FRANCIA DA QUASI 20 ANNI,<br />
DALLO SCORSO AGOSTO E' IN STATO DI ARRESTO IN UN CARCERE PARIGINO.<br />
POI TRASFERITA IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO E' IN ATTESA DELL'ESTRADIZIONE.</div>
<div class="option afterArticle"></div>
<div class="option afterArticle"><strong>PER L'AMNISTIA! CONTRO IL CARCERE!<br />
BLOCCHIAMO QUEST'ESTRADIZIONE E TUTTE LE ALTRE</strong>!</div>
<h2><em><span style="color:#ff0000;">                         SPRIGIONIAMO GLI ANNI '70!</span></em></h2>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Odio il carcere]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 22:31:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Non mi ficcate entro una tomba, chè io odio il carcere anche dopo morto.&#8221;
__Ahmad al-S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-weight:normal;"><em><span style="color:#800000;">"Non mi ficcate entro una tomba, chè io odio il carcere anche dopo morto."</span></em></span><br />
<span><span style="font-size:medium;"><span>__Ahmad al-Safi al-Najafi, poeta iracheno__</span></span></span></h1>
<p><img class="alignnone" src="http://farm2.static.flickr.com/1164/1348565014_6725feca08.jpg" alt="Sbarre del Carcere Minorile San Michele" />                                       </p>
<pre>Foto di Baruda: SBARRE, interno di una cella singola
   dell'ex Carcere Minorile del San Michele, Roma </pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[se non quelli che moriranno con me]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:45:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Faccio la prova del dolore. Come se il medico punge un arto per verificare se è insensibile,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Faccio la prova del dolore. Come se il medico punge un arto per verificare se è insensibile, così io pungo la memoria. Prima che moriamo, può darsi che muoia il dolore. Se così fosse, questo sarebbe da raccontare, ma a chi? QUI NESSUNO, SE NON QUELLI CHE MORIRANNO CON ME, PARLA LA MIA LINGUA"</em><br />
                         <strong>    -Christa Wolf- </strong></p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/dsc_0043.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-118" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/dsc_0043.jpg" alt="" width="510" height="385" /></a></p>
<p> </p>
<p>Sono appena nata.<br />
Non parlo, non cammino, non mi sposto nel tempo,<br />
non so neanche cosa sia domani.<br />
Mi muovo nel buio della coscienza.<br />
Sono puro sentire.<br />
So l'essenziale per vivere e il resto non mi riguarda,<br />
lasciato nel beneficio buio dell'imperscrutabile e dell'immotivato.<br />
Non mi interessa capire, prevedere, programmare.<br />
Solo vivere.<br />
Vivere si.<br />
Adesso. <br />
Confusa nel tutto.</p>
<p>-Tratto da "Compagna Luna" , Barbara Balzerani, Feltrinelli 1998 </p>
<pre>Foto di Baruda: Genova, 17 Novembre 2007
Quella gran bella cosa che sono i CORDONI, quasi perduta nell'oblio. </pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[piombo]]></title>
<link>http://brigidafraioli.wordpress.com/?p=1326</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 18:57:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>brigidafraioli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri ero con Dino, l’ho portato alla conferenza dove ha fatto un bellissimo intervento; lui va a b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero con Dino, l’ho portato alla conferenza dove ha fatto un bellissimo intervento; lui va a braccio, improvvisa e imbastisce un discorso che può durare per ore e che in effetti ti dispiace che ad un certo punto finisca per autocensura.</p>
<p>Comunque ero con Dino, in macchina e gli raccontavo le cose che mi appassionano adesso e le letture che frequento. Insomma, io con entusiasmo gli ho parlato del mio interesse meticoloso sugli anni di piombo e mi ha sorpreso vederlo ammutolire all’improvviso.</p>
<p>Con un po’ di timore l’ho sollecitato a dirmi cosa ne pensasse e lui, tirando un sospiro ha detto: “mah, gli anni della contestazione…. Gli anni della contestazione per me sono stati un periodo drammatico, bruttissimo. Forse quegli anni hanno portato solo un buon risultato: i diritti della donna. Per il resto hanno ucciso il mio mondo… e quello di tuo padre.</p>
<p>Poi ho strusciato la fiancata destra della macchina contro un cancello.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[bello come un carcere che brucia]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=96</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:40:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=96</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Non solo la pena deve essere individuale, ma individualizzante; e in due modi.
Prima di tutto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4>"Non solo la pena deve essere individuale, ma individualizzante; e in due modi.</h4>
<h4>Prima di tutto la prigione deve essere concepita in modo da cancellare le conseguenze nefaste che essa provoca riunendo nello stesso luogo dei condannati molto diversi fra loro: soffocare i complotti e le rivolte che possono sorgere, impedire che si costituiscano complicità future o che nascano possibilità di ricatto...in breve che la prigione non formi, a partire dai malfattori che riunisce, una popolazione omogenea e solidale.</h4>
<h4>Infine e soprattutto, l'isolamento dei condannati garantisce che si può esercitare su di loro, col massimo d'intensità, un potere che non sarà bilanciato da nessun'altra influenza; la solitudine è la condizione prima della sottomissione totale.</h4>
<h4>L'isolamento assicura il colloquio, da solo a solo, del detenuto col potere che si esercita su di lui."</h4>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Sorvegliare e punire</span></strong> <strong> - Michel Foucault-</strong></p>
<p><img src="http://farm2.static.flickr.com/1367/1348564728_5abeb18197.jpg" alt="" width="600" height="475" /></p>
<p>L'interno di una cella di altri tempi, almeno così si potrebbe immaginare. Ed in questo caso è così<br />
Il carcere minorile del San Michele, dismesso definitivamente nel 1972,  è ormai ricordo di una Roma dimenticata, di tanti stornelli e racconti della malavita romana, del popolo dei vicoletti e dei rioni.<br />
L'aria che si respirava in quel posto era gelida...senza vetri ai finestroni ai quattro lati dei ballatoi, la corrente si infilava nelle celle come una corsa di cavalli, fredda. Tutte celle singole. Un luogo che ti lascia quella sensazione di vuoto, di rabbia e costrizione...dove le scritte sul marmo inneggiano al lavoro, al peccato, al pentimento.</p>
<p>PER UN MONDO BELLO COME UN CARCERE CHE BRUCIA.</p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
Complesso Monumentale del San Michele, ex carcere minorile</pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fermarsi soltanto alla felicità]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 10:57:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[-Il problema del capitalismo è che sul muro spruzzato dal sangue di milioni di rivoluzionari fucila]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>-Il problema del capitalismo è che sul muro spruzzato dal sangue di milioni di rivoluzionari fucilati, sul muro finale, ci sarà sempre scritta la promessa di Saint Just:<br />
"LA RIVOLUZIONE DEVE FERMARSI SOLTANTO ALLA FELICITA'"-</strong></h3>
<p>Tratto da "La danza immobile", Manuel Scorza</p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/06/woman_with_cntfai_flag.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-89" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/06/woman_with_cntfai_flag.jpg" alt="" width="274" height="325" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Sapienza, preside di Lettere minacciato dai "collettivi" di sinistra]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=578</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 12:36:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=578</guid>
<description><![CDATA[Ma che cosa sta succedendo qui a Roma? E&#8217; da un po che ci sono scontri tra fazioni estremiste]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="post_message_7949178"><strong><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000080;">Ma che cosa sta succedendo qui a Roma? E' da un po che ci sono scontri tra fazioni estremiste, tra esponenti della destra neofascista e dei centrisociali. Non è da oggi insomma (ma almeno da un paio d'anni) che esiste il problema, ma mai eravamo arrivati a tali manifestazioni. </span></span></strong></p>
<p>«Situazione insostenibile, intimiditi alcuni miei colleghi»<br />
<strong><span style="font-size:medium;">Sapienza, preside minacciato<br />
e sequestrato dai collettivi </span></strong><br />
L'intervento della polizia. Pescosolido: «Temo per i miei figli»<br />
<a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_30/sapienza_preside_minacce_359bcb26-2e08-11dd-bdf6-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span style="color:#0c5bb3;">http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f02aabc.shtml</span></a></p>
<p>Striscioni alla Sapienza (Foto Guaitoli.Lannutti)<br />
ROMA — «<strong>Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti. Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: "Dimettiti o ti mandiamo via noi", "Non ti faremo più insegnare", "Non potrai più mettere piede qui"». La voce di Guido Pescosolido, docente di Storia moderna e da sette anni preside della facoltà di Lettere all'università romana de «La Sapienza», non tradisce emozioni: «Sa, in sette anni di presidenza ho fatto il callo un po' a tutto. Ma questo episodio è oggettivamente gravissimo. Non mi è mai capitato di essere assediato in presidenza, con due segretarie e il collega Vittorio Vidotto, e di dover uscire scortato da venti poliziotti in borghese... »</strong></p>
<p>Cosa farà, ora, professore? «La situazione sta diventando insostenibile. Sto valutando il da farsi con la mia famiglia». <strong>Ovvero, pensa davvero alle dimissioni? «Non escludo alcuna decisione nei prossimi giorni. Anche perché temo per la libertà di insegnamento e la stessa vita democratica della facoltà</strong>. Alcuni colleghi, per esempio Lucetta Scaraffia, mi hanno segnalato casi in cui gruppi dei Comitati hanno tentato di far sospendere le lezioni o di imporre una discussione su fascismo e antifascismo. Se si comincia con questi metodi, mi pare obbligatorio aprire una riflessione approfondita e molto seria su quanto sta accadendo alla facoltà di Lettere».</p>
<p>In sette anni Pescosolido insomma ha «fatto il callo». Ma un sequestro, no: non l'aveva mai visto né vissuto. Così come non gli era mai capitato (il fatto risale a mercoledì mattina, quando era stata organizzata una prima manifestazione anti-Pescosolido davanti alla presidenza della facoltà) di sentirsi toccare la spalla e di ascoltare una voce che gli chiedesse <strong>«senti, preside, ma quanti figli hai?». L'atmosfera a Lettere è inscandescente, dopo l'autorizzazione rilasciata il 14 maggio dal preside al convegno sulle foibe: gli scontri di via De Lollis </strong>martedì, i tre arresti domiciliari di due giovani di Forza Nuova e di uno studente dei Comitati, le manifestazioni dei Comitati a Lettere prima mercoledì e poi ieri mattina. Chiarisce Pescosolido: «Avevo scritto lunedì al prorettore vicario Luigi Frati.</p>
<p>Vista la situazione e i recenti episodi in città, avevamo deciso la sera stessa di ritirare il permesso». <strong>Comunque i Collettivi accusano Pescosolido di aver «sdoganato», dato via libera a Forza Nuova. Il preside assicura: «Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionale della facoltà</strong>. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro». Tra i relatori appariva però il nome del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Ho chiesto ad alcuni colleghi se lo conoscessero, la maggior parte non sapeva chi fosse, non è un nome ancora segnato sui libri di storia...».</p>
<p>Torniamo a giovedì, al pianterreno di Lettere. Alle 11 si forma il corteo dei Collettivi. Ma poco prima delle 13 più di un centinaio di manifestanti sale la famosa scalinata di Lettere, imbocca il corridoio di sinistra e si piazza davanti alla porta della presidenza. Lì dentro ci sono Pescosolido, il suo collega Vittorio Vidotto («ero andato a chiedergli come stesse, sotto accusa com'è») e due impiegate. <strong>Pescosolido ha in tasca il numero di un telefono cellulare: quello di un poliziotto che, dopo la prima manifestazione di mercoledì e le denunce del professore, aveva assicurato che in caso di pericolo gli agenti sarebbero intervenuti. In realtà gli agenti, tutti in borghese, sono già lì davanti alla facoltà, confusi tra i manifestanti. Passano venti minuti di grida al megafono, di minacce. Poi i calci alla porta</strong>.</p>
<p>Racconta Vidotto: «L'atmosfera era dura, tesa. paura? Una certa accelerazione del battito cardiaco c'è stata... se avessero sfondato la porta non so come sarebbe andata a finire». A quel punto Pescosolido chiama il numero di telefono. «Professore, siamo qui fuori. Vuole che chiamiamo rinforzi? ». Pescosolido chiede di non gettare benzina sul fuoco: desidera solo uscire per andare a a prendere la figlia a scuola. Il resto ricorda un blitz. Venti uomini aprono un varco tra i ma-nifestanti, spalancano la porta, conducono via prima le impiegate e Vidotto, infine il preside. Ma non gli fanno affrontare la scalinata dell'ingresso principale. Escono rapidamente dal retro del Museo dei Gessi, evitando il piazzale della Minerva. Ancora Vidotto, autore di molti libri su Roma: «Spero solo che questi episodi non si ripetano, che Pescosolido non diventi il bersaglio di una autentica campagna ostile, che non si assista a una escalation contro i docenti che la pensano diversamente dai Comitati.... Ma cosa sta accadendo in questa città? Vedo molti episodi. Sono davvero coincidenze temporali?» Chissà.</p>
<p>Paolo Conti<br />
30 maggio 2008</p></div>
<p><!-- / message --></p>
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<title><![CDATA[Deprivazione tattile]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=62</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 22:02:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Sottratto al sociale, il corpo del recluso non ha modo di ricevere e cercare stimoli sensoria]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span>"Sottratto al sociale, il corpo del recluso non ha modo di ricevere e cercare stimoli sensoriali. E, fra tutte le privazioni, quella della tattilità è forse la più grave e devastante. Così devastante che un bambino ne può anche morire.</span></p>
<p><span>Quando sul finire dell'800 la puericultura americana introdusse il "lettino con le sbarre", soppiantando la tradizione della culla, cominciarono a verificarsi morti inspiegabili di bambini perfettamente sani. L'evento è passato alla storia come "morte da lettino" o "sindrome mortale infantile subitanea". L'esperienza umana insegna che il cullamento è un moto di accarezzamento dell'intero corpo in ogni sua funzione.Una condizione essenziale di benessere che viene preclusa al "bambino fra le sbarre".</span></p>
<p><span>Come la deprivazione tattile può far morire, così il toccamento può far rinascere.Il con-tatto umano è infatti una possibile cura in caso di coma irreversibile o per creature con lesioni cerebrali e handicap psicomotori. E' il caso di quel centinaio di volontari che, a turno, andavano a casa di una bambina perchè potesse avere 24 su 24 l'unica medicina in grado di farla star meglio: il contatto umano: l'incontro e il toccamento di persone di ogni sesso, età, professione, cultura, che l'aiutavano negli esercizi di riabilitazione. La stimolazione è taumaturgica. L'assenza di tatto, invece, è dolorosa.</span></p>
<p><span>Tolgo dalle braccia -sotto pelle- frammenti di posate di plastica: le sole che si possono usare. Punte spezzate di forchette di plastica. Bastano piccoli taglietti e questi frammenti entrano sottopelle. Da quegli stessi taglietti, spingendo, tiro fuori le punte di forchette. Non c'è sangue, non c'è una goccia di sangue! Più ne tiro fuori e più, toccando, ne sento! Con un senso di fastidio, ma pazientemente, sto lì a tirar fuori questa plastica. Mi sveglio con un senso di angoscia. Quanta materia inerte ho assorbito in tutti questi anni attraverso i pori della pelle?</span></p>
<p><span>Penso al ferro, al cemento, alla plastica che tocco. Ed ai segni devitalizzati che mi invadono.E poi non c'è sangue! Senza che me ne accorgessi la morte mi è entrata dentro impossessandosi del sangue. Scrivo o racconto il sogno a chi posso , per lanciare un allarme. Bisogna avvisare, far presto, prima che l'inerte ci invada totalmente!"</span></p>
<p><em>tratto da "</em>IL BOSCO DI BISTORCO"<em>. Renato Curcio, Stefano Petrelli, Nicola Valentino. Edizioni Sensibili alle Foglie</em></p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/05/1983_04_25_cnccr_controlannientamentodeiproletariprigionieri.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-63" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/05/1983_04_25_cnccr_controlannientamentodeiproletariprigionieri.gif" alt="" width="510" height="732" /></a></h3>
<p>Questo blog, inevitabilmente, parlerà spesso di reclusione, di privazione, di isolamento.<br />
Si parlerà del carcere, dei meccanismi punitivi, di tortura fisica e psicologica, di ospedali psichiatrici giudiziari, di centri di detenzione temporanea per migranti...dei reietti. Di quelli che per lo stato devono marcire da reietti<br />
Del diritto alla libertà, di quanto si può imparare dagli occhi di chi si è visto togliere tutto.<br />
Col vento di questa sera non posso non pensare a chi è chiuso in una cella..con questo fischiare libero del vento, con questo piacere della pelle nel farsi attraversare da tanta forza.</p>
<p>CONTRO OGNI CARCERE, CONTRO OGNI GALERA.<br />
GIORNO DOPO GIORNO!</p>
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<title><![CDATA[Libri/Costi, omertà e pedofilia:L'altro lato della tonaca ]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1217</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 21:52:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[
di MATTEO TONELLI
ROMA - Si parla di Chiesa. Quella che passò attraverso gli anni di piombo. Quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/preti2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1218" src="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/preti2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="196" /></a><br />
di MATTEO TONELLI</p>
<p>ROMA - Si parla di Chiesa. Quella che passò attraverso gli anni di piombo. Quella del sequestro Moro e della dissociazione. La Chiesa e Cosa Nostra, la mafia devota e la religione "capovolta". Ed ancora Chiesa e pedofilia, una delle pagine più nere della storia. E i conti in tasca al Vaticano per capire quanto ci costa la Santa Sede. <!--more--></p>
<p>I costi della Chiesa. Da una serie di articoli a firma di Curzio Maltese su Repubblica, nasce La Questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani (Feltrinelli, 14 euro). Qualche cifra per capire. Un miliardo di euro dai versamenti dell'otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Mittente lo Stato italiano, destinatario la Chiesa cattolica. Senza contare vantaggi fiscali come il mancato incasso dell'lci. il totale si aggira sui 4 miliardi di euro. Una somma che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.</p>
<p>La mafia devota. Sembrano mondi lontanissimi. Eppure tra mafia e religione, c'è un legame tutt'altro che tenue. Basta leggere La mafia devota di Alessandra Dino (Editori Laterza, 295 pagine, 16 euro) per rendersene conto. Per capire quante volte la mafia ha utilizzato e ancora utilizza simboli cattolici per legittimarsi e autoassolversi. Quasi che esistesse un Dio "privato" con cui negoziare "la salvezza della propria anima. Una sorta di religione "capovolta", insomma. A cui, troppo spesso, la Chiesa risponde con sottovalutazione o limitando il problema ad un concetto di religiosità intimistico nel quale il mafioso è visto solo come "pecorella smarrita". Perché c'è il Dio di padre Puglisi ucciso dalla mafia nel '93, ma anche la Chiesa che modifica il tragitto della processione di sant'Agata a Catania per arrivare sotto il balcone del mafioso uscito di prigione e rendergli omaggio. Un'ibridazione, come la chiama la Dino che, dopo aver parlato con molti sacerdoti siciliani. Ci sono parroci che "auspicano un intervento della Chiesa "in sinergia con lo Stato", quelli che riducono il problema ad un concetto di religiosità intimistico e quelli, e sono la maggioranza degli intervistati, che non vedono la presenza mafiosa sul territorio come una minaccia diretta per la Chiesa. Alcuni segnali vanno, fortunatamente, in controtendenza. Ma una pronuncia chiara e diretta delle alte sfere ecclesiastiche, ancora stenta ad arrivare.</p>
<p>Chiesa e terrorismo. Per quelli che scelsero la lotta armata Camillo Torres, il prete guerrigliero, fu un punto di riferimento. Così come molti terroristi si formarono in ambienti cattolici, quelli più sensibili ai temi della giustizia sociale. Una "vicinanza" che trovò conferme durante i sequestri Sossi e Moro e nella scelta di Prima Linea che consegnò le armi alla Curia di Milano. Per chiudere con gli ex terroristi impegnati nel volontariato cattolico. Si chiama Parole, opere e confessioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo il libro di Anna Valle (Rizzoli, 262 pagine, 17 euro), un viaggio-inchiesta sul ruolo della Chiesa in una delle pagine più cupe della storia contemporanea. Dagli inizi, quando alcuni ragazzi "cresciuti negli oratori" decisero che l'unica strada possibile per cambiare le cose era la lotta armata. "Mi sono chiesto tante volte i messaggi che abbiamo dato - dice Don Ciotti nel libro - se e come aiutavamo la gente a saldare la terra con il cielo". Poi c'è la vicenda Moro. La Chiesa che fa, o vorrebbe fare di tutto per salvare lo statista e quella che ferma ogni nuovo tentativo. Poi arriva il tempo della sconfitta del terrorismo. Il carcere, la dissociazione, il reinserimento nella società. E ancora una volta il ruolo importante della Chiesa. Quasi a chiudere un cerchio iniziato anni prima in tranquilli oratori di provincia.</p>
<p>Chiesa e Pedofila. Il più orrendo dei crimini. L'ombra peggiore sulla Chiesa. I silenzi, il dolore, le reticenze. Le parole delle vittime. Due dati, tra gli altri, che si possono leggere in Viaggio nel silenzio di Vania Lucia Gaito (Edizioni Chiarelettere, 273 pagine, 13 euro): in Italia i casi noti di pedofilia clericale sono una cinquantina ma le segnalazioni molte di più. L'elenco dei sacerdoti condannati per pedofilia è disponibile. Nel libro vengono ricostruiti episodi e si fanno nomi e cognomi. Ma quel che si vuol capire è il perché. Partendo dall'educazione nei seminari. Ne viene fuori un quadro allarmante: la mancanza di uno sviluppo psico-sessuale normale può spiegare la tendenza alla pedofilia. Le diocesi americane, dopo lo scandalo che le ha investite, hanno chiuso i seminari minori. In Italia continuano a essercene più di 100. E la testimonianza dell'ex sacerdote Alessandro Pasquinelli (che patteggia e sconta ingiustamente una condanna per pedofilia) accende i riflettori sul problema: "Ho l'impressione che nei seminari ci fosse una percentuale di omosessuali molto alta. È capitato anche a me di ricevere proposte".</p>
<p>(La Repubblica 26 maggio 2008)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Roma, scontri all'università. Tornano gli anni di piombo?]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=565</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 18:34:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[ALTRI SEGNALI DI TENSIONE NELLA CAPITALE. TORNANO GLI SCONTRI TRA DESTRA E SINISTRA ALL&#8217;UNIVER]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#888888;">ALTRI SEGNALI DI TENSIONE NELLA CAPITALE. TORNANO GLI SCONTRI TRA DESTRA E SINISTRA ALL'UNIVERSITA', SEMBRA DI RIVIVERE GLI ANNI 70. </span></strong></p>
<p> </p>
<p>Sette feriti in una rissa tra giovani di sinistra ed esponenti di Forza Nuova<br />
Coinvolto un dirigente del movimento di Fiore apparso nel film "Nazirock"</p>
<p><!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Roma, scontri all'Università<br />
Il ministro Gelmini scrive al rettore</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Tensioni nate dall'autorizzazione, poi revocata, di un convegno sulle foibe<br />
organizzato da Fn a Lettere. Alemanno condanna le violenze. Sei arresti<!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p> </p>
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA --><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/scontri-universita/ansa_13047875_28100.jpg" alt="" width="230" height="297" />Gli scontri davanti alla<br />
Casa dello Studente<br />
di via de' Lollis<!-- fine DIDA --></p>
</div>
<p><!-- inizio TESTO --><strong>ROMA</strong> - Nuove tensioni politiche a Roma. Botte, spranghe e catene in pieno giorno. Paura in strada, una macchina distrutta. Sei persone prima fermate e poi arrestate. E alla fine l''intervento, con una lettera al rettore dell'Università la Sapienza, del ministro della Pubblica Istruzione.</p>
<p>Dopo <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/pestaggio-nazi-roma/pestaggio-nazi-roma.html?ref=search"><span style="text-decoration:underline;">i fatti del Pigneto</span></a>, la capitale vive un'altra giornata tesa. Gli scontri sono scoppiati in via Cesare De Lollis, davanti all'università La Sapienza. "Stavamo attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova ha attaccato i suoi davanti all'università, e all'improvviso sono arrivati i fascisti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata", hanno raccontato gli appartenenti ai Collettivi di sinistra.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/scontri-universita/scontri-universita.html">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/scontri-universita/scontri-universita.html</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Eravamo quelli che potevano davvero far saltare tutto"]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 19:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;&#8230;Ma voi oggi, qui, siete migliaia. E non potranno più frustarvi, perchè ora voi avete]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"...Ma voi oggi, qui, siete migliaia. E non potranno più frustarvi, perchè ora voi avete in mano la frusta, non potranno più imprigionarvi, perchè voi avete preso le prigioni e ne avete divelto le porte, non potranno più uccidervi, perchè il popolo è in piedi! Non ci saranno più padroni. [...] Dietro di voi si sta formando l'esercito degli umili che vogliono spezzare le catene della schiavitù. Essi hanno bisogno di un segnale. Voi dovete essere i primi. Fare ciò che tanti, altrove, per paura stentano ancora a fare. Ma siate certi che il vostro esempio sarà seguito. Voi dovete aprire la strada."</p>
<p>[...]   "Si tratta nè più nè meno che di <em>fare </em>l'Apocalisse!"</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2418/2044086013_288d5d14cb.jpg" alt="" width="700" height="578" /></p>
<p>Del resto intorno a noi il mondo sembrava davvero sul punto di esplodere, le nostre parole non mancavano mai l'effetto voluto. Non eravamo che una banda di spostati, attori, folli, gente che aveva lasciato lavoro, casa famiglia per darsi alla predicazione . Scelte compiute per i motivi più diversi, dal senso di giustizia all'insofferenza per la vita a cui si era condannati, ma che portavano alla stessa conclusione, a un atto di volontà che coinvolgesse quanta più gente possibile, che dimostrasse agli uomini che il mondo non sarebbe potuto durare così all'infinito e molto presto sarebbe stato messo a rovescio. Eravamo quelli che potevano davvero far saltare tutto."</p>
<h3>Tratto da <strong>Q</strong> <em>Luther Blisset </em></h3>
<h3><em><strong><span><span style="color:#ff0000;">Je ne comprends qu'une chose à la politique: la rèvolte.</span></span><span style="color:#ff0000;"> </span></strong></em><span style="color:#ff0000;"><em> </em></span><span><span style="color:#ff0000;"><em>-Flaubert-</em></span></span></h3>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro  -CORDONI- Genova, 17 Novembre 2007</pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BASTA!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 17:58:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=37</guid>
<description><![CDATA[22 MAGGIO 1978  -   22 MAGGIO 2008
LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!
 

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>22 MAGGIO 1978  -   22 MAGGIO 2008</p>
<h2>LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!</h2>
<p> </p>
<p><img src="http://img208.imageshack.us/img208/75/mafaldabastadb7.jpg" alt="" width="257" height="300" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["osare riconoscerli"]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 17:48:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=34</guid>
<description><![CDATA[Forse il tempo del sangue ritornerà.
Uomini ci sono che debbono essere uccisi.
Padre che debbono es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<address>Forse il tempo del sangue ritornerà.</address>
<address>Uomini ci sono che debbono essere uccisi.</address>
<address>Padre che debbono essere derisi.</address>
<address>Luoghi da profanare, bestemmie da proferire</address>
<address>incendi da fissare, delitti da benedire.</address>
<address>Ma più c'è da tornare ad un'altra pazienza,</address>
<address>alla feroce scienza degli oggetti,</address>
<address>alla coerenza nei dilemmi </address>
<address>che abbiamo creduto oltrepassare.</address>
<address>Al partito che bisogna prendere e fare.</address>
<address>Cercare i nostri eguali osare riconoscerli</address>
<address>lasciare che ci giudichino guidarli esser guidati</address>
<address>con loro volere il bene fare con loro il male e il bene</address>
<address>la realtà servire negare mutare.</address>
<address>________FRANCO FORTINI______</address>
<address></address>
<address><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/05/pal_ayyat_fucile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/05/pal_ayyat_fucile.jpg" alt="Dheheishe, Palestina 2002" width="510" height="317" /></a></address>
<address></address>
<address>Piove ininterrottamente da giorni, pioverà per giorni...sento anche le ossa bagnate.</address>
<address>Finalmente un po' di pace, finalmente un rifugio dove poter star sola, </address>
<address>dopo questa notte in bianco, dopo questa notte con lo stomaco scombussolato.</address>
<address></address>
<address>Mi sento "tra color che son sospesi", in attesa. Decisamente vuota malgrado la pienezza</address>
<address>ricevuta in dono. Meno male che esistono ancora librerie dove compri poesie di Fortini per 2,90 €, dove la mia patata ha trovato il suo Majakovskij quotidiano alla stessa cifra.</address>
<address>Tutto ciò ha reso il diluvio più sopportabile.</address>
<address>Non per questo il tempo sarà meno lento, non per questo l'attesa più leggera.</address>
<address></address>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro   -Campo profughi di Deheishe, Palestina. Marzo 2002 -</pre>
<address> </address>
]]></content:encoded>
</item>

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