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	<title>amicizia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/amicizia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "amicizia"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 11:20:08 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA["Come un fiore"]]></title>
<link>http://malinconica.wordpress.com/?p=90</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 19:32:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>virginialudwig</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il caffè riapirà la porta al tuo sorriso rimasto com&#8217;era di polvere chiara. Asciugher]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Il caffè riapirà la porta al tuo sorriso rimasto com'era di polvere chiara. Asciugherai parole. Sussurrerai le offese. E le tue canzoni prima schiacciate in un bicchiere voleranno leggere sul tuo viso. Socchiuderai le labbra al cielo e il cielo sulla terra come un fiore"</p>
<p style="text-align:right;">(Lalli)</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Sono arrivata a casa senza aver realizzato ancora.</p>
<p class="MsoNormal">Che oggi quando sono uscita dall’aula mi stavo pure commuovendo, ma c’era Isa e mi sono bloccata. (A proposito: grazie Bolla). E poi sono rimasta tesa almeno per un’ora: continuavo a sudare freddo. E le telefonate: zia, nonna, <strong>PAPA’</strong>… Mamma ha offerto la colazione a me e ad Isa.</p>
<p class="MsoNormal">Tutto è accaduto di corsa: mesi e mesi di patema e tutto si è sciolto in un’ora.</p>
<p class="MsoNormal">Sono tornata a casa. Messenger: Federico e poi sono venuta in camera.</p>
<p class="MsoNormal">Ho messo su il cd di Boe: <em>Canzone del ritorno</em> – Lalli.</p>
<p class="MsoNormal">Mi sono stesa a braccia aperte a pancia in su. Ho guardato il soffitto e sono scoppiata a ridere: cinque anni mi sono passati negli occhi. Ho pianto.</p>
<p class="MsoNormal">Stavo ridendo fortissimo e le lacrime hanno cominciato a sgorgare.</p>
<p class="MsoNormal">Bello. Bellissimo.</p>
<p class="MsoNormal">Esame bellissimo.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Continuo a piangere perché adesso ci credo che è finita e un po’ mi dispiace.</p>
<p class="MsoNormal">Continuo a ridere e a piangere.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Mai accaduto prima, ma sento che è la cosa più bella che potesse accadermi.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Grazie. Come la prima parola che ho detto da bambina: Grazie.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E chi si sente di poterlo cogliere questo “Grazie” se lo prenda.</p>
<p class="MsoNormal">Grazie davvero.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il segreto del tuo cuore]]></title>
<link>http://massimoleone.wordpress.com/?p=568</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 15:56:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>massimoleone</dc:creator>
<guid>http://massimoleone.wordpress.com/?p=568</guid>
<description><![CDATA[
Non nascondere il segreto del tuo cuore, amico mio! Dillo a me, solo a me, in confidenza. Tu che s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><a href="http://massimoleone.files.wordpress.com/2008/07/amici.jpg"><img class="size-full wp-image-579  aligncenter" src="http://massimoleone.wordpress.com/files/2008/07/amici.jpg" alt="" width="499" height="299" /></a></div>
<div>Non nascondere il segreto del tuo cuore, amico mio! Dillo a me, solo a me, in confidenza. Tu che sorridi così gentilmente, dimmelo piano, il mio cuore lo ascolterà, non le mie orecchie. La notte è profonda, la casa silenziosa, i nidi degli uccelli tacciono nel sonno. Rivelami tra le lacrime esitanti, tra sorrisi tremanti, tra dolore e dolce vergogna, il segreto del tuo cuore.</div>
<div>
<p><em><span style="color:#000000;"><strong>"Essere amico è rimanere al fianco di chi non spera più nulla...è amare".</strong></span></em></p>
<p>In sottofondo: "My friend" - Groove Armada</p>
<p><strong><em><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7AymT8nkYTQ'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/7AymT8nkYTQ&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:11pt;"><span style="font-size:small;">E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.<br />
E lui rispose dicendo:<br />
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.<br />
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.<br />
E' la vostra mensa e il vostro focolare.<br />
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.</span></span> </span></p>
<p style="text-align:left;">K. Gibran da il Profeta</p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dati di Fatto]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=222</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 22:58:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
<guid>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=222</guid>
<description><![CDATA[Cose pessime:

La mia concentrazione fa schifo. Non apro un libro dalla settimana scorsa. Non riesco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cose pessime:</p>
<ul>
<li>La mia concentrazione fa schifo. Non apro un libro dalla settimana scorsa. Non riesco a fare niente inerente l'università, e non parliamo di esami.</li>
<li>Mi avevano illuso che lo scorso weekend o i primi giorni della settimana avrei avuto indietro il mio portatile, invece ancora niente.</li>
<li>Naturalmente anche <a href="http://www.sonyericsson.com/cws/products/mobilephones/overview/z610i?cc=it&#38;lc=it" target="_blank">il mio cellulare</a> sta cominciando a sclerare, sembra non durerà ancora molto. Così rimpiangerò di aver riparato l'auto.</li>
<li>Sono perennemente stanca, non c'è <a href="http://supradyn.bayer.it/" target="_blank">Supradyn </a>o <a href="http://www.torrinomedica.it/farmaci/Schedetecniche/EUTIROX.asp" target="_blank">Eutirox </a>che tenga. Potrebbe essere il caldo, o una ricaduta nel <em>mare oscuro</em>. Comunque sia il sonno ha proprietà terapeutiche meravigliose.</li>
<li>Inciampo su qualsiasi cosa, cado dai tacchi vertiginosi che mi piace indossare, sbatto contro le porte il tutto procurandomi assurdi lividi che sulla <em>mia amata pelle eburnea </em>spiccano moltissimo.</li>
<li>Siamo di nuovo nella fase <em>Ferny non sederti a tavola o ti faranno andare di traverso tutto il cibo</em>, quindi fino a data da stabilirsi salto di pranzi e cene in famiglia.<br />
E' ancora la saga che <em>il figlio del vicino è sempre più verde</em> con conseguente <em>i genitori del vicino sono sempre più verdi</em>.</li>
<li>Un velo di tristezza per aver visto partire Elvira, il suo ritorno a <a href="http://www.comune.roma.it" target="_blank">Roma </a>non ci voleva proprio, seppure comprenda benissimo le ragioni del suo trasferimento. Egoisticamente però l'avrei voluta qui, per una volta che lego bene e subito con una donna. :) Vorrà dire che andrò in gita nella capitale ;)</li>
<li>Le emicranie improvvise e violente che mi svegliano pure nel cuore della notte non scompaiono con nessun tipo di farmaco.<br />
A quanto pare la diagnosi è una tra le seguenti o più che altro un mix tra le tre:<br />
<em>1) Mal di testa violenti sono associati alla paura e all'insicurezza.<br />
2) Mal di testa che si trasforma in emicrania può esser dato da qualcosa che rende insicuri e crea tensione, da difficoltà a esprimere i bisogni e le emozioni o da qualcosa che si rifiuta.<br />
3) Se si vive una situazione emotiva sulla quale si ha messo un coperchio che si ha troppa paura di togliere.<br />
</em>[ Special Thanks al <em>mio personale guru</em> per questa illuminazione :P ]</li>
</ul>
<p>Cosa buone:</p>
<ul>
<li>Ho creato 4 compilation fighissime per il bar di Lory passando per diversi generi musicali alla riscoperta di musica finita nel dimenticatoio.</li>
<li>Ho trovato un paio di jeans che mi stanno bene addosso e per una cifra decente! Yuppy yu!</li>
<li>Ho scoperto che non lavorare di sera durante la settimana mi permette di vedere molti più film dal mio hard disk e decisamente molte più puntate di <a href="http://www.streghetv.com/Show/show.html" target="_blank">Streghe</a>, anche se la scomodità del computer fisso non è da sottovalutare.<br />
Film consigliati:<br />
<a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=22702" target="_blank">1) Lo sguardo dell'altro</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vicente_Aranda" target="_blank">Vicente Aranda</a> con una magnifica come sempre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Morante" target="_blank">Laura Morante</a>. Un film strano, vagamente erotico e psicologicamente contorto.<br />
2) <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49535" target="_blank">Lussuria: seduzione e tradimento</a> di <a href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Ang_Lee" target="_blank">Ang Lee</a> film pluripremiato che a <a href="http://www.comune.feltre.bl.it/" target="_blank">Feltre </a>è stato tanto chiacchierato sui quotidiani locali unicamente per la comparsa di una feltrina, che poi nella visione del film nemmeno si nota, sembra più che altro parte dello sfondo.  Il film comunque è bello, violento, ribelle, appassionato.</li>
<li>Massaggi, gommage e idratazione dei piedi deve diventare assolutamente un'abitudine: rilassa infinitamente e sicuramente ha delle proprietà curative. Inoltre ho imparato che il piede destro porta le terminazioni nervose della nostra parte razionale e il sinistro di quella emotiva. A quanto pare il mio piede destro ha bisogno di un paio di sedute di <a href="http://www.mednat.org/Cap3/riflessologia_plantare.htm" target="_blank">riflessologia plantare</a> :D</li>
<li>Le emicranie migliorano leggermente grazie al <a href="http://www.just.it/page.php?sid=5e2f59f29c2c8dcbd78bf1e09538c5b3&#38;pageid=PRPRO00N" target="_blank">Timo</a>.</li>
<li>Sto leggendo un libro di magia per fare un lavoro su me stessa e imparare ad amare se stesse prima di poter amare il prossimo. Dubito funzionerà, ma gli esercizi su se stessi per lo meno solo rilassanti. <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__magie_d_amore_per_la_strega_moderna.php" target="_blank">Magie d'amore per la strega moderna</a> di Ulrike Ascher.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PARTENZE]]></title>
<link>http://dile.wordpress.com/?p=107</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:42:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>dile</dc:creator>
<guid>http://dile.wordpress.com/?p=107</guid>
<description><![CDATA[Le partenze. Quando sei te che parti lo sopporti, il distacco dalle persone a cui vuoi bene, ma quan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le partenze. Quando sei te che parti lo sopporti, il distacco dalle persone a cui vuoi bene, ma quando sono gli altri che partono diventa difficile. Un po' perchè a una persona le vuoi bene, un po' perchè sai che se domani c'hai una paturnia questa persona non sarà lì fisicamente per te, ci sarà comunque, certo, ma se hai bisogno di un abbraccio, non c'è... e poi perchè, cazzo, te rimani dove sei, e anche questo te le fa girare.<br />
Io ho cominciato ad avere a che fare con le separazioni da partenze un paio d'anni fa.<br />
La prima volta, ero io che me ne andavo, quindi come ho detto, stavo bene. Mi ricordo che tutti i miei più cari amici erano intorno a me, e io li baciai tutti, con un bacino sulla bocca. Affetto puro. Ero felice e triste allo stesso tempo. Se ci ripenso ora mi viene anche da ridere, visto che a un anno da quel giorno un paio di questi me lo misero in quel posto senza rimorsi. Falsi ipocriti. Ma questa è un'altra storia. La sera che salutai il mio migliore amico invece non gli dissi che quella era la nostra ultima sera, e che ci saremmo rivisti dopo un bel po' di mesi. Così ce ne andammo al cinema, come sempre, come una sera normale. Poi mi ricordo che mi rimproverò di non averglielo detto "se lo sapevo non si andava mica al cinema, avremmo fatto un'altra cosa" mi disse. Ma quando io gli chiesi che cosa avremmo fatto, lui non disse niente. E io allora ebbi la conferma che andarsene era la cosa migliore da fare. E fu così, da quel punto di vista almeno.<br />
Poi sono gli altri nella mia vita che hanno cominciato a partire.<br />
Ci sono quattro partenze in particolare che mi ricordo come fosse ieri e, se ci penso, sento la stessa muta malinconica disperazione che ho provato in quei momenti.<br />
La prima è stata quella della mia amica Carlota.<br />
Andai a casa sua quel pomeriggio, quella casa che sentivo anche un po' mia visto che l'avevo trovata io. Lei stava seduta su una delle sue valigie, nel corridoio, per terra, con la sua immancabile sigaretta in mano. Piangeva. Poi mi vide e si mise a ridere, e anch'io. L'accompagnai alla fermata del bus per l'aeroporto. Un paio di settimane prima eravamo scese da quello stesso bus, su quello stesso ponte, di ritorno da Dublino. Era notte e c'erano i fuochi d'artificio sul castello. Nessuno parlava quella notte, si sapeva che di lì a poco avremmo dovuto separarci, che avremmo dovuto tornare nel grigiore delle nostre città. E su quello stesso ponte la vidi andare via. Mi guardava dal finestrino e io la salutavo. Poi l'autobus partì, girò l'angolo ed io mi sentì sola. Non ci siamo ancora riviste da quel giorno, eppure, l'ho sempre sentita molto più vicina di gente che fisicamente vicina a me c'era.<br />
La mia seconda triste separazione è stata quella con il mio amico Nacho. Lui ci proibì di andarlo a salutare alla stazione dell'autobus. Forse perchè eravamo un po' tutti provati da queste partenze stappalacrime. Ma noi ci andammo comunque. Lo trovammo in fila, con il biglietto in una mano e la valigia in un'altra. Quando ci vide si mise a ridere, lo sapeva che non gli avremmo dato ascolto. Lo abbracciai, gli ficcai in mano una lettera che gli avevo scritto e basta. Non avevo da aggiungere altro, avevo scritto già tutto e lui già sapeva la stima e l'affetto che provavo per lui. Mentre me ne andavo mi voltai e lo vidi piangere come un bambino. Strizzai gli occhi e me ne andai. Una volta fuori, mezz'ora dopo, mentre mi guardavo le converse che camminavano, venne tutto fuori. Quando l'ho rivisto, un anno e mezzo dopo, qualche mese fa, era come se la sera prima fossimo stati al pub insieme. Sa più cose lui di me della gente che mi circonda, forse perchè scrivere le cose anzichè dirle è più facile, o forse perchè è più difficile che una persona lontana ti possa ferire, non lo so.<br />
La mia più dolorosa partenza in assoluto è stato il mio amico Tony.<br />
La sua partenza si divide in due parti e mezzo.<br />
La prima risale all'Agosto del 2006. Quella sera eravano fuori a festeggiare il compleanno di una nostra amica. Io avevo buvuto il mio equivalente in litri di Vodka e Coca, quindi già non ero messa benissimo. Quando arrivò il momento di salutarsi mi ricordo che c'era Smells like teen spirit nel locale, buffo pensai, visto che la prima volta che c'eravamo incontrati c'era un'altra canzone dei Nirvana. Comunque, quello che per me in quel momento era vissuto come un addio definitivo non fu esattamente come uno di quegli addii da film, anzi, mi fece venire il giramento di palle. Un mono addio. Abbraccio, bacetto e ciao. Poi lui, arrivato infondo alla strada si voltò, io mi voltai, un attimo e poi sparì. Pensavo che non l'avrei più rivisto, e quella notte non dormi un granchè.<br />
Invece ci siamo rivisti nel Gennaio del 2007. Sono andata a trovarlo io. E anche lì non fu proprio un incontro hollywoodiano, anzi, finì con me tre giorni dopo, da sola sul solito ponte con la mia valigia alle tre di notte, in lacrime, che aspettavo il bus.<br />
Il secondo rincontro invece fu piacevole. Agosto 2007, venne lui stavolta. E contro ogni previsione, fu piacevole. Quindi l'addio fu ancora peggiore. Uno di quelli definitivi, mi sa. Quella mattina lo accompagnai io all'eroporto. Una cosa da non fare mai. Quando scese di macchina, ripartii a razzo, ma dovetti accostare. Mentre Whistles the wind dei Flogging Molly suonava nella mia macchina io cercavo di ricominciare a respirare. Ma mi ci volle un po' per riprendermi.<br />
Le partenze... vedere qualcuno a cui ti senti legata che se ne va, e non sai se, o quando vi rivedrete. Uno non ci fa mai l'abitudine alle partenze. Perchè nel momento che vedi un amic@ che sta andando via, ti torna alla mente tutto. E allora ci sono tante cose che vuoi dire, ti maledici di tutte le sere che magari eri stanca e non sei uscita, ti sembra di non aver mai dato o fatto o detto abbastanza.<br />
La vita è così, si sa, gente che va, gente che viene, gente che rimane.<br />
Gente che resta con te, anche se non c'è.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sms di giornata]]></title>
<link>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1217</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 21:07:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>pytta</dc:creator>
<guid>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1217</guid>
<description><![CDATA[W Ciao! è tanto che non ci sentiamo, come stai? cosa mi racconti di bello?
P ciao&#8230;.io sto ben]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2007/12/sms-anni-dicembre-short-message-service-15-neil-papworth.jpg" alt="" width="334" height="348" /><strong>W</strong> Ciao! è tanto che non ci sentiamo, come stai? cosa mi racconti di bello?</p>
<p><strong>P</strong> ciao....io sto bene grazie. tu? che combini?</p>
<p><strong>W</strong> stanco!...necessito ferie! e poi...sto patendo un pò la solitudine. sono definitivamente single da aprile. tu invece, l' ultima volta che ci siamo sentiti mi hai detto che frequentavi qualcuno....</p>
<p><strong>P</strong> si frequento una persona, la stessa di allora. ma è un amico..........abbiamo un rapporto a 360°  ! ma sempre amico è. :D</p>
<p><strong>W</strong> mmm....lo invidio molto.....lui almeno in qualche modo ti ha. tu sei una donna straordinaria, ho perso una grande occasione con te.....</p>
<p><em>omissis....omissis....omissis....</em></p>
<p>non è autocelebrazione questa, non è nemmeno egocentrismo.<br />
Ma a volte rimango basita quando le giuste parole provengono dall' uomo sbagliato....</p>
<h5>Legenda:<br />
W = mr w<br />
P = pytta</h5>
<p>Pytta</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[non sono l'ultimo arrivato]]></title>
<link>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1025</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 20:19:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>chicamala</dc:creator>
<guid>http://crisal1de.wordpress.com/?p=1025</guid>
<description><![CDATA[Di Chica Mala

Una delle mie amiche sta frequentando assiduamente un ragazzo da qualche settimana.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Di Chica Mala</p>
<p><img class="alignnone" src="http://acontinuouslean.files.wordpress.com/2008/02/arsl_stylefilms_amergig.jpg" alt="" /></p>
<p>Una delle mie amiche sta frequentando assiduamente un ragazzo da qualche settimana.</p>
<p>Premetto che a me non piace (ma il mio giudizio non fa testo..l'importante che piaccia a lei), principalmente perchè credo che un uomo, se  tiene veramente a te, si sforza almeno un poco di piacere ai tuoi amici, non li snobba e li tratta come esseri inferiori. Questo simpatico ometto sembra invece fare di tutto per rendersi antipatico agli occhi di tutti quelli che voglio bene alla sua "girl friend".</p>
<p>Ma non divaghiamo, questa mattina l'amica mi telefona e mi dice che  e inca***ta nera perchè, il bellone le rinfaccia il fatto che le sue ex lo hanno sempre trattato come un principe, lo riempivano di regali costosi e griffati e gli facevano mangiare ogni sorta di primizie e prelibatezze esistenti, sia sulla terra che nel mare.</p>
<p>La diatriba nasce dal fatto che lei ogni tanto gli fa regalini poco costosi, del tutto simbolici per dimostrargli il suo affetto, invece di comprargli, che ne so, una cintura di Gucci. Oppure si presenta a casa sua con la cena comprata al take away sotto casa invece di rimpinzarlo con sushi e sashimi da 20/30 euro a porzione.</p>
<p>E' evidente che il signorino è abituato a donne gheische/zerbine/succubi abituate a pagare a caro prezzo affetto e prestazioni sessuali.</p>
<p>come lo possiamo etichettare.</p>
<p>Trippi suggerisce <span style="color:#ff0000;"><strong>ODALISCO</strong></span></p>
<p>Pytta <span style="color:#ff0000;"><strong>IL SULTANO</strong></span></p>
<p>Io "malissima" dico <span style="color:#ff0000;"><strong>RAGAZZO SQUILLO</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le storie che finiscono]]></title>
<link>http://commentaria.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 23:26:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>commentaria</dc:creator>
<guid>http://commentaria.wordpress.com/?p=44</guid>
<description><![CDATA[Le belle storie che finiscono nascondono spesso qualche velata  ingiustizia che ne ha minato le bas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://commentaria.files.wordpress.com/2008/07/alla-finestra.jpg"><img class="size-full wp-image-45 alignleft" style="margin:10px;" src="http://commentaria.wordpress.com/files/2008/07/alla-finestra.jpg" alt="quando una storia finisce" width="310" height="420" /></a>Le belle storie che finiscono nascondono spesso qualche velata  ingiustizia che ne ha minato le basi.<br />
Sono quelle piccole prepotenze che si subiscono giorno dopo giorno, con un sorriso e a cuor leggero, dalle persone a cui sei legata da vincoli di affetto, di amore, di amicizia,di simpatia così che  all’inizio non ti pesano più di tanto..<br />
Sono  piccole sopraffazioni  nascoste nelle pieghe del quotidiano: non finiscono sui giornali, nessuno ne parla ma sono forse quelle più penose da vivere soprattutto quando ti  accorgi che queste diventano via via  più  grandi e profonde,  fino a compromettere gli equilibri di un rapporto...<br />
I sintomi sono sempre gli stessi: i musi lunghi, i rimbrotti, gli scatti di nervi, le assenze, i silenzi…. <br />
Poi, un giorno scopri che da un po’ di tempo in qua,  e non ti spieghi come mai, sembra che tu sia costantemente dalla parte sbagliata delle sue idee; qualunque cosa tu dica o faccia  ti ritrovi  ai margini.</p>
<p>E’ come se tutto ciò che fai, che dici e che pensi  venisse costantemente schizzato via  come l’acqua dal bucato durante la centrifuga della lavatrice .<br />
Senti affiorare un disagio che non conoscevi prima, e con il disagio comincia  il timore di essere  la causa di quanto sta avvenendo. Cerchi di capire, di giustificare;  ti interroghi ma intanto perdi  stima di te stessa e sicurezza, e non prendi più alcuna iniziativa per paura di peggiorare la situazione..<br />
Tutto intorno spuntano invisibili barriere: si parla a monosillabi;  non si ride più..  Cominciano le dimenticanze, aumentano le distanze, ci si perde di vista….<br />
 <br />
Poi viene la fase delle indagini per la ricerca delle “colpe”: l’altro comincia a passarti ai raggi X   in cerca di  una qualsiasi tua  mancanza che possa  renderti “colpevole”  mentre,  alle tue spalle sta cercando altrove consensi e complicità  alla propria versione dei fatti perchè sia ben chiaro che c'è un colpevole  nella  situazione che si sta creando….<br />
E questa minuziosa ricerca porta sicuramente a trovare il difetto che ti marchia e ti condanna,  perché si da il caso che  tu abbia davvero dei  difetti - per altro mai tenuti nascosti - che improvvisamente però appaiono insopportabili.<br />
Molto spesso ti viene rimproverato di non essere stata capace di vedere la sua parte più profonda, forse talmente profonda da sfuggire a chiunque, interessato compreso;  non hai capito, non sai leggere i suoi umori, le sue esigenze. Ti sei appiattita,  non sai cercare nuovi orizzonti, pochi interessi condivisi, troppe distrazioni: insomma non sei più divertente..<br />
Le frasi tipo di questo momento: <em>“Sei cambiata...”  “ Mi sento a disagio perché non c’è sintonia..”  “Hai dei gusti orribili..”  “Non  mi capisci..” “Ho bisogno di qualcosa di nuovo..” “Il carattere sta venendo fuori e non mi piace.. “Mi deludi..”  “Che posto occupo nella tua giornata?.. Dove vivi?” “Ora si usa fare così?..” “ Porti le cose sempre al limite estremo della sopportazione, anche le sciocchezze..” “Fai dei drammi inutili per tutto e non fai vivere..”<br />
</em>Quando poi arriva la frase: <em>- Stai vivendo male -</em> si può essere  certi che la crisi è irreversibile.    Il senso diventa assoluto e perfidamente sottile. Tu hai dei problemi quindi vivi male; io ti voglio bene e soffro per te che vivi male: dunque vivo male anche io di riflesso, e  vivendo male io è inevitabile che stia male anche tu. Una sofferenza che continua ad alimentarsi giorno dopo giorno non è il modo migliore per vivere, e finirà per consumare qualsiasi sentimento positivo tra noi...<br />
Ci sono vari atteggiamenti che possono essere assunti per chi ha deciso di non farsi carico di alcuna colpa per ciò che sta avvenendo, uno di questi è tentare  di sdrammatizzare. <em>“Non facciamone in dramma, la vita è anche questo, siamo cresciuti..”</em> oppure <em>“Non ti  sei accorta, non sei stata attenta, non ti sei adeguata, non mi lasci spazi, non c’è dialogo, non mi aiuti..”</em></p>
<p>Quando l’altro avrà trovato il difetto, avrà trovato anche la scusa  per giustificare  le proprie insoddisfazioni  o più semplicemente la caduta di interesse. Il  proseguimento della faccenda è solo una scelta caratteriale.</p>
<p>Le storie  che finiscono a questo punto sono arrivate alla fase delle recriminazioni, e la cosa più  facile che può capitare  è che ti ritrovi  un dito puntato contro e una voce che ripete in ogni occasione: <em>“tu.. tu … tu…”</em>   come un telefono occupato.<br />
In realtà, chi  accusa è alla ricerca di opportuni motivi per chiudere il rapporto,  perché quello che dai e quello che l’altro vuole non coincide più, e non sempre si ha il coraggio o la voglia di affrontare in maniera diretta e sincera  la realtà delle cose.<br />
 <br />
Se poi provi a far valere le tue ragioni, arriva inevitabile il momento della fatidica frase che ti inchioda:<em><strong> “Io sono fatto così!! Se non ti va bene…”<br />
</strong></em>Il disprezzo contenuto in quelle parole  prende potere e occupa  tutti gli spazi disponibili del rapporto, anche quel posticino che credevi ti appartenesse, e nel giro di pochi attimi sparisci  dal suo orizzonte…<br />
Non sei un peso, non sei un ostacolo: semplicemente non conti niente…</p>
<p>Il ricatto che fa leva sui  migliori sentimenti dell'altro  è tanto banale quanto doloroso per chi lo subisce.<br />
Ti lascia seduta su una sedia in compagnia delle tante domande  cui vorresti dare risposte che non hai,  mentre una parte di te sa bene come dovrebbe concludere la vicenda e lotta con quell’altra parte di te che non l’accetta.  E il tempo che passi a farti sterili  domande offre una dilazione alla  rabbia, alla delusione,  al vuoto che provi dentro, specie se  ancora una volta cerchi di capire non tanto il comportamento di chi ti sta facendo soffrire,  ma la ragione di questa tua  stupida remissività.<br />
Ti domandi cosa fare..<br />
Ti domandi cosa non fare..<br />
Ti domandi se valga la pena…<br />
Ti domandi se credi davvero che sia solo un momento di difficoltà…<br />
Ti domandi: “Posso reggere ancora per un giorno o due?”<br />
Senza più storia e con poche speranze, aspetti solo che qualcosa  cambi o accada …</p>
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