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	<title>almirante &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/almirante/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "almirante"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 08:52:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Bon ton]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/?p=92</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 11:37:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma i comunisti non erano dalla parte dei giornalisti che scrivono, senza alcuna omissione, ciò che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ma i comunisti non erano dalla parte dei giornalisti che scrivono, senza alcuna omissione, ciò che vedono?</p>
<p>Ieri ho seguito la seduta del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, che, come punto all'ordine del giorno più succulento aveva la proposta di intitolare Piazza del Popolo a Giorgio Almirante.</p>
<p>La mia cronaca la potete trovare qui: <a title="qui" href="http://www.strill.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=18542&#38;Itemid=1">http://www.strill.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=18542&#38;Itemid=1</a></p>
<p>Ho documentato, senza pregiudizi o falsità l'accaduto.</p>
<p>Ecco cosa mi accade stamattina.</p>
<p>Entro in un noto bar del centro e vedo il consigliere comunale Daniele Romeo, lo saluto con l'affetto di sempre dato che ci conosciamo dai tempi della scuola.</p>
<p>Alle sue spalle ecco spuntare Massimo Canale, il consigliere del Pdci che ieri, nell'Aula del Consiglio Comunale, ha dato vita all'imbarazzante turpiloquio che ho documentato sia su strill che su questo blog.</p>
<p>"Ti ho turbato, vero?", chiede con il classico sorriso sarcastico.</p>
<p>"Un pochetto. Le parolacce, sintomo di cattiva educazione, mi turbano", rispondo.</p>
<p>Intuisco la possibile polemica e, salutando con un gesto della mano, mi allontano.</p>
<p>"Se ti ho turbato mi dispiace molto, ti mandero un mazzo di fiori", mi dice il Canale, con il solito sorrisetto, alzando la voce per farsi sentire, vista la mia lontananza.</p>
<p>"Ti ringrazio, ma i fiori non servono, mi basta che tu, in futuro, sia più educato", rispondo con lo stesso tono.</p>
<p>Se questa è l'opposizione a Palazzo San Giorgio non posso di certo lamentarmi se Scopelliti si comporta da despota.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come Blade Runner]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 19:25:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[Va bene che sono pazzo, però&#8230;
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Ho visto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene che sono pazzo, però...</p>
<p>Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi.</p>
<p>Ho visto un Consiglio Comunale riunirsi con due ore di ritardo.</p>
<p>Ho visto i consiglieri di Alleanza Nazionale proporre di intitolare Piazza del Popolo a Giorgio Almirante.</p>
<p>Ho visto uomini 40, 50, 60 anni litigare come bambini, cercando di prevalere l'uno sull'altro.</p>
<p>Ho visto il consigliere Nuccio Barillà proporre, in mezzo a tanta gente col sangue agli occhi, l'unica cosa seria: che Piazza del Popolo mantenga il proprio nome, identificativo per tutta la città, che la toponomastica comprendere solamente personaggi reggini o con una collocazione stabile a Reggio, che le scelte riguardanti intitolazione di vie e piazze debbano essere condivise e che non riguardino personaggi che sono rappresentazioni di correnti ideologiche marcate.</p>
<p>Ho visto il consigliere comunale Massimo Canale dire "mentecatto, ignorante e coglione" al collega Beniamino Scarfone.</p>
<p>Ho visto lo stesso consigliere comunale Massimo Canale dire "va caca puru tu" a Daniele Romeo, che ha presieduto l'Assemblea, vista l'assenza di Chizzoniti e Ferraro e non essere sbattuto fuori dall'Aula a pedate.</p>
<p>Ho visto il sindaco Scopelliti proporre di emendare l'ordine del giorno chiedendo che il Civico Consesso conferisca mandato alla commissione Toponomastica di intitolare vie e piazze della città a personaggi importanti dello scorso secolo, quali Almirante, Berlinguer, Craxi e Saragat.</p>
<p>Ho visto la maggioranza obbedire come si obbedisce a un sovrano.</p>
<p>Ho visto, nuovamente, Nuccio Barillà provare a far ragionare i colleghi. Invano.</p>
<p>Ho visto l'Aula svuotarsi subito dopo l'approvazione dell'emendamento Scopelliti con 26 voti favorevoli e 5 contrari (il centrosinistra dovrà ringraziare per sempre Lamberti) costringendo il presidente Romeo a sospendere e rimandare la seduta per mancanza del numero legale.</p>
<p>Ne ho viste troppe per oggi, vado a bere una birra.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Topo-no-mastica]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 17:15:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[E io che pensavo avessero fatto la battuta!
La proposta, di cui avevo preso visione tramite strill.i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E io che pensavo avessero fatto la battuta!</p>
<p>La proposta, di cui avevo preso visione tramite strill.it, di intitolare Piazza del Popolo a Giorgio Almirante mi era sembrata, più che una boutade, una boutanade.</p>
<p>E invece, apprendo (ma certe cose, a volte, sarebbe meglio non saperle) che il Consiglio comunale di Reggio Calabria, che si riunirà a Palazzo S.Giorgio in seduta straordinaria di prima convocazione per il giorno 3.07.2008 alle ore 11, discuterà 7 punti all'ordine del giorno e, proprio il settimo di essi riguarda, cito testualmente, "PROPOSTA AL SINDACO DI PREDISPOSIZIONE ATTI FINALIZZATI ALLA INTITOLAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO ALL’ONOREVOLE GIORGIO ALMIRANTE".</p>
<p>Ora, l'unica, esigua, speranza che ho è che il sindaco Scopelliti, in Aula, tra una telefonata, un sonnellino, e uno sfottò al consigliere Demetrio "Pastina" Strati possa evitare alla città la figura di merda verso cui essa sta andando incontro.</p>
<p>In caso contrario il passo successivo sarebbe l'intitolazione di una piazza a Stalin, Gatto Silvestro o Bombolo: sai che figuraccia alla prossima assemblea dell'Anci, di cui Scopelliti è vicepresidente...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorgio Almirante: al ritrovo "Il Tempietto" di Reggio Calabria la presentazione del libro di Franco Servello]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/?p=915</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 10:05:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel quadro delle manifestazioni celebrative del ventesimo anniversario della scomparsa di Giorgio Al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border:6px solid #000000;margin:6px;" src="http://www.ladestraseitu.com/images/Giorgio_Almirante.jpg" alt="" width="141" height="149" />Nel quadro delle manifestazioni celebrative del ventesimo anniversario della scomparsa di <strong>Giorgio Almirante</strong>, le Federazione Provinciale reggina di Alleanza Nazionale, propone la presentazione del volume: <em>"Almirante</em>" di<strong> Franco Servello</strong>.<br />
<strong>La manifestazione avrà luogo al ritrovo "Il tempietto" Lungomare di reggio Calabria, Venerdì 27 Giugno  ore 19:30.</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Dopo l'introduzione del Presidnte Provinciale di A.N., avv. Luigi Tuccio ed il saluto del Sindaco, On. Giuseppe Scopelliti, interverranno Donna Assunta Almirante e l'Europarlamentare On. Salvatore Tatarella, responsabile del Coordinamento del Comitato Nazionale "Almirante oggi", di cui è presidente l'autore del volune, On. Franco Servello, che concluderà i lavori.<br />
Il coordinamento è assegnato al dott. Domenico Calabrò, Giornalista.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fascista perfetto]]></title>
<link>http://pizzamandolinomafia.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 08:51:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>pizzamandolinomafia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dirk Schurmer è uno dei due corrispondenti dall&#8217;Italia della tedesca Frankfurter Allgemeine Z]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dirk Schurmer è uno dei due corrispondenti dall'Italia della tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung, un quotidiano centrista con spiccate simpatie per il centrodestra italiano. Lo dico perché sennò mi si accusa di attingere solo alla Prabda.</p>
<p>Qui di seguito trovate la sintesi d'un suo <a href="http://www.faz.net/s/RubCF3AEB154CE64960822FA5429A182360/Doc~E2DE367B2CDB34A36B41CBEABC4184D9B~ATpl~Ecommon~Scontent.html" target="_blank">articolo</a> uscito sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung in data odierna, 13 giugno 2008.</p>
<p>Di strade e piazze dedicate alla memoria di Giorgio Almirante la Penisola e già piena, specie al Meridione; a che scopo dunque accapigliarsi per la dedica d'una strada della capitale al leader del partito che ha raccolto l'eredita di Mussolini? Almirante - tra i firmatari delle Leggi Razziali - è semplicemente una pedina nel gioco della memoria storica; il gioco che la destra italiana ha ideato allo scopo di rendere reatroattiva la sua svolta democratica, livellando le differenze tra sé e la controparte uscita vittoriosa dalla guerra. Di fatto, fino a prova contraria, Almirante ha occupato per quarant'anni un seggio in un parlamento democratico, guadagnandosi persino la stima postuma della dirigenza del Partito Comunista Italiano. Questa pratica di esorcismo degli spiriti maligni della Storia attraverso l'accoglienza nella "Grande Famiglia" della nazione pertiene probabilmente all'indole più marcatamente cattolica del poplo italiano. La tendenza di questi anni - scrive Dirk Schurmer - è quella a far marciare fianco a fianco partigiani e repubblichini, avversari in una lotta che, invece di spaccare il paese, lo avrebbe unito nello spirito della "grande amnistia" del'48. In Germania nessuno si sognerebbe mai di proporre la costruzione d'un mausoleo nella città di Braunau per celebrare la memoria di Adolf Hitler; la proprietà di famiglia del Duce a Predappio rappresenta invece una comune meta di pellegrinaggio per quel dieci per cento della popolazione che nel Dopoguerra appoggiava la linea di Almirante. I suoi adepti esigono adesso che il seguace di Mussolini, il sostenitore della "Difesa della razza", venga eretto al ruolo di uomo politico esemplare, nella speranza - neppure troppo segreta - di entrare un giorno nello stesso Olimpo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alemanno vuole intitolare una via ad Almirante.Che ne pensate?]]></title>
<link>http://daniele76.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 15:06:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>daniele76</dc:creator>
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<description><![CDATA[



























Giorgio Almirante nasce a Salsomaggiore, in provincia di Parma, il 27 gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table style="height:100%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr valign="top">
<td align="center">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="200" align="left">
<tbody>
<tr>
<td width="250" align="center" valign="top">
<img src="http://www.giorgioalmirante.it/_images/foto/amirante_biografia.jpg" border="0" alt="" /></p>
<table class="short" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="90%">
<tbody>
<tr>
<td align="center"></td>
</tr>
<tr style="height:10px;">
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--  --></p>
<p align="justify"><strong>Giorgio Almirante</strong> nasce a <strong>Salsomaggiore</strong>, in provincia di Parma, il <strong>27 giugno 1914</strong>.<br />
Il padre, attore, direttore di scena di Eleonora Duse e di Ruggero Ruggeri e poi regista del cinema muto, apparteneva ad una famiglia di attori e di patrioti, con ascendenti appartenenti all'alta nobiltà di Napoli. Il piccolo Giorgio visse quindi i suoi primi anni seguendo la famiglia da una città all'altra, fino a che gli Almirante si stabilirono a Torino, dove intraprese studi regolari. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Roma, dove si iscrisse all'università nella Facoltà di Lettere. Parallelamente agli studi, intraprese la carriera di cronista praticante presso "Il Tevere", quotidiano fascista diretto all'epoca da Telesio Interlandi. Vi rimase fino al luglio 1943, ormai trentenne. Conseguita la laurea in lettere e l'abilitazione all'insegnamento di materie classiche, dopo sei anni di praticantato gratuito, viene nominato da Interlandi caporedattore e, poco dopo, anche segretario di redazione della nuova rivista "La Difesa della razza", inizialmente diretta dallo stesso Interlandi. Cresciuto dunque in piena epoca fascista, come gran parte dei suoi coetanei milito nelle organizzazioni giovanili fasciste, ma durante il regime non andò oltre la carica di fiduciario del GUF della facoltà di lettere dell'università di Roma. Quasi cinquant'anni dopo, avrebbe ammesso di essere stato allora razzista e antisemita in buona fede e per motivi politici (come molti giornalisti italiani poi passati all'antifascismo); la collaborazione alla "Difesa della razza" fu, di tutta la sua vita, l'unica esperienza che sconfessò completamente, pur conservando un ottimo ricordo di Interlandi. Inoltre, è noto che Almirante, durante il periodo della Repubblica di Salò, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò. Intanto, scoppia la seconda guerra mondiale, evento che vedrà Almirante coinvolto anima e corpo. Infatti, essendo stato richiamato alle armi come sottotenente di complemento di fanteria, viene mandato in Sardegna a comandare un plotone di guardia alla costa, un compito non certo esaltante. Almirante, invece, desiderava partecipare attivamente alle operazioni di guerra; si offrì dunque volontario per il fronte dell'Africa settentrionale, e a tal fine si fece nominare corrispondente di guerra. Raggiunse Bengasi alla fine dello stesso mese di giugno dove visse le alterne fasi della guerra fino a tutto il 1941, ottenendo la croce di guerra al valor militare. Tornato poi a Roma, riprese il suo posto di caporedattore de “Il Tevere”. La mattina del 26 luglio 1943, però, Mussolini cade. Come politico sembra ormai del tutto finito. Numerose sono le defezioni fra i fascisti, molti dei quali passano improvvisamente al fronte democratico, comportamento che invece Almirante rifiuta. Rimane dunque improvvisamente solo: anche il suo ex direttore, Interlandi, viene arrestato come "fascista pericoloso".</p>
<p>Ai primi di agosto Almirante risponde ad una nuova chiamata alle armi, come tenente, presentandosi a Frosinone presso il suo vecchio reggimento di prima nomina. La viene sorpreso, l'8 settembre, dalla notizia dell'armistizio; il giorno dopo, trovandosi a comandare provvisoriamente una compagnia distaccata, viene abbandonato da superiori e sottoposti e preso dai tedeschi, dai quali ottiene però di arrendersi con l'onore delle armi e di essere lasciato libero; raggiunge allora il colonnello comandante dell'ormai dissolto reggimento e, una volta ottenuta una formale licenza, torna Roma a piedi. Dopo il discorso di Mussolini alla radio di Monaco che invitava ad un ricompattamento dei fascisti e quello del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma, compie la sua scelta di campo: si arruola nella costituenda Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo. Dopo pochi giorni di lavoro a Venezia, Almirante passa alla sede di Salò dove svolge varie mansioni: prima Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Popolare poi Attendente di Mussolini. La sua attività di funzionario ministeriale viene interrotta tra il novembre 1944 e il gennaio 1945 dalla sua partecipazione, come tenente comandante del reparto del Ministero della Cultura Popolare nella Brigata Nera Autonoma Ministeriale, alla campagna antipartigiana di Val d'Ossola, durante la quale però egli e i suoi uomini non hanno mai occasione di partecipare ai combattimenti. Il 25 aprile 1945 Almirante, che aveva seguito Mussolini e il ministro Mezzasoma a Milano, entra in clandestinità, a causa delle rovinosa caduta del fascismo. Rimane in questa condizione per più di un anno e mezzo. Uscito dalla clandestinità nel settembre 1946, si reca a Roma e da lì intraprende un'intensa attività politica, partecipando alla fondazione di un gruppo di reduci fascisti repubblicani, il "Movimento Italiano di Unita Sociale" (MIUS). Il 26 dicembre 1946, invece, Almirante partecipa alla riunione costitutiva del "Movimento Sociale Italiano" (MSI), che si svolge a Roma nello studio dell'assicuratore Arturo Michelini. Contrariamente a quanto si crede, infatti, Almirante non è stato da subito segretario del MSI, compito che per diversi anni toccò a Nichelini. Nel 1948 Almirante conduce, per le elezioni politiche del 18 aprile, una durissima campagna elettorale; il MSI ottenne il 2 per cento dei voti ed entrò in Parlamento con sei deputati, tra i quali lo stesso Almirante, e un senatore. Almirante in quella prima fase rappresentava la continuità ideale con il fascismo repubblicano. Fu confermato segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (Napoli, giugno 1948; Roma, giugno-luglio 1949).</p>
<p>Nel corso delle successive legislature della Repubblica Almirante si distinse in battaglie ostruzionistiche in Parlamento come quella contro l'attuazione dell'ordinamento regionale dello Stato. Altre battaglie lo vedono protagonista, come ad esempio quella contro la legge Scelba sul divieto della ricostituzione del Partito fascista o contro la riforma elettorale maggioritaria di De Gasperi, in difesa dell'italianità di Trieste e dell'Alto Adige, contro la nazionalizzazione dell'energia elettrica e contro la riforma della scuola media.</p>
<p>Nel 1969 muore Michelini e, di fronte al problema della successione alla guida di un partito in grave crisi, (nelle elezioni politiche del 1968 era sceso al 4,5 per cento dei voti, suo minimo storico ad eccezione del risultato del 1948), il gruppo dirigente del MSI elegge Almirante segretario nazionale all'unanimità.</p>
<p>La segreteria Almirante mira fin dall'inizio all'unita delle destre, trattando a tal fine con i monarchici e con gli indipendenti di centro-destra. Nelle elezioni regionali del 7 giugno 1970 il MSI ebbe una discreta ripresa, anche grazie al lancio di alcune parole d'ordine da parte del segretario: "alternativa al sistema", "destra nazionale" e cosi via. Inoltre, forte presa sull'elettorato ebbe l'idea della formazione di un "Fronte articolato anticomunista" con altre forze politiche, agglomerato che poi di fatto costituì la Destra Nazionale. Il risultato di questa operazione di maquillage porta il partito ad ottimi risultati nelle elezioni regionali siciliane e amministrative del 13 giugno 1971: il 16,3 per cento dei voti in Sicilia e il 16,2 per cento a Roma.</p>
<p>Il 28 giugno 1972 la Procura della Repubblica di Milano chiede alla Camera l'autorizzazione a procedere contro il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista, autorizzazione concessa con 484 voti contro 60; ma l'inchiesta sulla presunta ricostituzione del PNF, trasferita alla Procura della Repubblica di Roma non fu mai portata a termine. Nel 1975-76 Almirante prova a rilanciare il suo partito con un'iniziativa che doveva rappresentare una nuova fase dell'operazione Destra Nazionale: la "Costituente di destra per la liberta", organizzazione esterna e alleata, fondata il 22 novembre 1975. Ma nelle elezioni politiche del 20 giugno si consuma la scissione dall'organizzazione giovanile del partito, il Fronte della Gioventù. Almirante commissaria questa organizzazione, e il 7 giugno 1977 nomina egli stesso il nuovo segretario del Fronte nella persona di Gianfranco Fini, allora venticinquenne, che già si era guadagnato la sua fiducia.</p>
<p>Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, fra l'altro, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972); l'accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell'inizio del processo. Questo fu l'unico coinvolgimento di Almirante in un'inchiesta su fatti di terrorismo; in un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informo subito le autorit&#38;agrave.</p>
<p>Iniziata la IX legislatura, diviene presidente del Consiglio Bettino Craxi, che sembrava intenzionato a "sdoganare" il MSI-DN. Ma il partito di Almirante rimase sostanzialmente isolato a destra; e se in un'importante occasione sostenne di fatto il governo Craxi, permettendo nel febbraio 1985 la conversione in legge del cosiddetto secondo decreto Berlusconi, lo fece per una convergenza di interessi con alcune forze della maggioranza (contro il monopolio televisivo di Stato).</p>
<p>Nel luglio 1984 Almirante annuncia la propria intenzione di lasciare la segreteria per ragioni di salute entro la fine dell'anno, in occasione del prossimo congresso nazionale. Ma il partito gli chiede quasi all'unanimità di recedere da tale proposito. L'anziano leader acconsente a rimanere in carica ancora per un biennio. Il XIV congresso nazionale del MSI-DN (Roma, novembre-dicembre 1984) lo rielegge segretario per acclamazione, ignorando la contrapposta candidatura di Tomaso Staiti. Con queste assise inizia la fase finale della seconda segreteria Almirante, in cui tutte le cariche principali furono affidate ad uomini della vecchia guardia e di tutte le correnti. Almirante, poi, assunse personalmente la carica di direttore politico del Secolo d'Italia.</p>
<p>Il 12 maggio 1985 il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali il 6,5 per cento dei voti (suo massimo storico in questo genere di consultazioni) e riportò a Bolzano, nelle elezioni comunali, l'ultimo clamoroso successo del periodo almirantiano, divenendo il primo partito del capoluogo di quella provincia la cui italianità era sempre stata difesa dai missini. Un altro buon risultato il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali siciliane del giugno 1986. Nell'agosto dello stesso anno il segretario missino, colto da malore, dovette essere ricoverato nella clinica romana di Villa del Rosario.</p>
<p>Nelle elezioni politiche del 14 giugno 1987, in occasione delle quali Almirante condusse la sua ultima campagna elettorale, il MSI-DN scese al 5,9 per cento dei voti, 35 seggi alla Camera e 16 seggi al Senato: un insuccesso che concludeva un periodo di quattro anni assai positivo, anche se i risultati particolareggiati confermavano il radicamento del partito in ogni parte d'Italia. Il 6 settembre successivo, in occasione della festa Tricolore di Mirabello (Ferrara), Almirante presentò ufficiosamente come proprio "delfino" il trentacinquenne Gianfranco Fini, il più giovane deputato del MSI-DN. Almirante teneva moltissimo a che il suo successore fosse un suo uomo di fiducia; ma il designato avrebbe potuto essere anche della sua stessa generazione, e in questo caso sarebbe stato probabilmente il vicesegretario vicario Servello. L'imprevista scelta in favore di Fini fu da molti considerata, in quei mesi, un mero stratagemma di Almirante per continuare a dirigere il partito, in qualità di presidente, dopo avere lasciato la segreteria; sette anni dopo, invece, tale scelta si sarebbe rivelata retrospettivamente una delle più felici del fondatore della Destra Nazionale, avendo liberato il MSI-DN dall'ipoteca di un gruppo dirigente troppo anziano e dunque troppo legato al passato per poter mai uscire dal ghetto politico della destra radicale.</p>
<p>Per ovvie ragioni la maggioranza dei vecchi notabili missini accolse con freddezza o aperta ostilità la candidatura di Fini, che incontrava invece il favore di vari notabili della generazione successiva. Nella fase precongressuale il partito fu lacerato dalle più dure polemiche dell'ultimo decennio, polemiche che non risparmiavano il segretario uscente.<br />
Ad ogni modo, Almirante fu eletto presidente del partito il 24 gennaio 1988, per acclamazione, dalla maggioranza del nuovo comitato centrale, incarico che mantenne per soli quattro mesi, gli ultimi della sua vita. Il 22 maggio 1988, dopo mesi di sofferenze e di ricoveri Giorgio Almirante si spegne nella clinica di Villa del Rosario. Fini onoro il suo predecessore e maestro dicendo di lui ...."un grande Italiano"...."il leader della generazione che non si è arresa".</p>
<p align="justify">A voi i commenti.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O que foi que aconteceu?... com a música popular brasileira?...]]></title>
<link>http://pedroalexandresanches.wordpress.com/?p=53</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 19:57:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pedro Alexandre Sanches</dc:creator>
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<description><![CDATA[O livro Uma História da Música Popular Brasileira das Origens à Modernidade (Editora 34), do hist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">O livro <em>Uma História da Música Popular Brasileira das Origens à Modernidade </em>(Editora 34), do historiador, produtor musical e escritor cearense Jairo Severiano, foi uma das âncoras principais para a construção da reportagem <a href="http://www.cartacapital.com.br/app/materia.jsp?a=2&#38;a2=10&#38;i=1049" target="_blank"><em>Música popular?</em></a>, incluída na edição 498 da revista <em>CartaCapital</em>, nas bancas a partir de sexta-feira 30 de maio de 2008. Segue, abaixo, a transcrição da entrevista que o gentilíssimo Jairo me condedeu e que funcionou como ponto de partida primordial para a reportagem citada.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>Pedro Alexandre Sanches:</strong> Em vários momentos, durante a leitura do livro, fiquei pensando: quais seriam, dentro de tudo que sua escrita abrangeu, as suas preferências musicais?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>Jairo Severiano:</strong> Pois é, são 230 e tantos anos de música brasileira. Na verdade, todo indivíduo é meio escravo de sua geração. Como eu nasci em 1927, sou escravo da geração que foi adolescente nos anos 40. De maneira que a minha preferência é pela música do final dos anos 30, anos 40, anos 50. Depois, quando veio a bossa nova, eu a princípio me assustei. Mas logo vi que a coisa era muito boa e acabei aderindo. Mas na verdade o que eu gosto muito mesmo é do pré-bossa nova. O resto foi por obrigação, por efeito de escrever sobre o assunto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Gosto do que considero o samba-canção do final dos anos 40, até 1958. o samba-canção moderno foi a vertente que acabou se transformando na bossa nova, e gosto exatamente dessa parte aí, e um pouquinho antes, quando vai terminando a década de 30, começa a de 40 e estão em plena atividade Ataulfo Alves, Braguinha, Wilson Batista etc. É essa turma que é a minha turma. A música da minha juventude, que realmente mais lembro e mais curto, são os sambas-canções do final dos anos 40 e dos anos 50. Por exemplo, tenho paixão especial pelos sambas-canções do Dorival Caymmi, aqueles requintados sambas-canções do início dos anos 50, <em>Nem Eu</em>, <em>Não Tem Solução </em>etc.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Essa preferência não é imediatamente perceptível no livro. Isso quer dizer que ele tem a preocupação de isenção?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Tentei fazer uma história completa e, na medida do possível, isenta. Não tenho preconceito nenhum. Eu aceito, acho que é obrigação. O indivíduo, o ser humano, tem direito a suas preferências. O que se mete a historiador não tem preferência, tem que contar o negócio direitinho. Se não tiver competência, vai contar mal (<em>ri</em>). </span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Não há um julgamento preconceituoso, ou não-preconceituoso, algo que eu deteste e diga "</span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">eu detesto o conjunto tal", "detesto gênero tal". Não digo nada disso, e pretendo eu que isso me dê essa isenção.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Considerando suas preferências, fica mais difícil o trabalho para você à medida que o livro vai chegando em anos mais recentes?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Ah, sim, fica, sim. Fica muito mais difícil, porque tenho que entender o que é o funk para passar para meu leitor a minha visão daquele gênero, daquele estilo. O caso do funk foi o que me deu mais trabalho. Peguei os escritos do <em>(jornalista e escritor)</em> Silvio Essinger e li em duas vezes. Li a primeira vez direto, procurando entender, e a segunda vez assinalando o que achava mais importante para fazer o meu resumo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Chegou a ouvir funk carioca?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Cheguei, tinha que ouvir, né? Não era uma tarefa das mais agradáveis, mas tinha que ouvir. Com o rock dos anos 80, a mesma coisa. Na verdade, a única coisa que comento aí e não ouvi é a música daquele cara de vanguarda, de São Paulo, como é mesmo?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Arrigo Barnabé?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Arrigo Barnabé. Fui numa entrevista dele ao <em>Jornal do Brasil </em>e procurei passar ao leitor o que ele já tinha tentado passar na entrevista. Mas é claro que não ouvi dezenas de discos de funk. Ouvia o que considerava principal.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Por que resolveu fazer esse livro, do modo como ele está construído?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> A idéia era fazer um livro como nunca tinha existido na bibliografia da música brasileira, que abrangesse o período total até então. Ou seja, que começasse com Domingos Caldas Barbosa, no século XVIII, e viesse até o dia em que eu terminasse o livro. Para mostrar que todo estilo, todo gênero, é digno de respeito ainda que você não goste. A pretensão principal do livro é passar para o leitor comum, e não para o especialista, para o músico, o mínimo de informações necessárias para que ele passe a entender melhor o que é o fenômeno música popular brasileira. Então vou definindo cada uma coisa, vou analisando cada gênero, cada movimento, procurando ser o mais simples possível, sem enrolar e sem procurar impressionar tentando demonstrar grandes conhecimentos. O negócio é passar direto para o leitor aquilo que entendi que cada um dos estilos representa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> O termo "música popular brasileira", ou "MPB", não foi utilizado sempre, é uma designação que apareceu há certo tempo. Você pode falar um pouco sobre isso?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> O negócio começa com a música folclórica, a música com desconhecimento dos nomes dos autores. No final do século XVIII começa-se a editar música popular, e começa a aparecer o nome dos autores. Música popular no mundo inteiro começa a partir do momento em que ela passa a ser editada. Era um negócio muito espontâneo, ninguém no começo do século XIX estava pensando que se criava uma modalidade musical que ia representar um país, que ia mostrar o tipo da musicalidade de um povo. Foram fazendo, e vinham na cabeça deles aquelas influências todas. Escutavam uma polca, começavam a tocar aquela polca, intuitivamente iam agregando a ela coisas de sua própria cultura, e por aí vai.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">A consciência, inclusive de compositor, bem mais adiante, quando falo do Café Nice por exemplo, era uma esculhambação total. O direito autoral era uma coisa muito precária. Apenas havia um segmento da SBAT <em>(Sociedade Brasileira de Autores Teatrais, fundada em 1917),</em> que chamavam de pequenos direitos. Quando aquele povo começa a se reunir no Café Nice e começa a formar uma coletividade, logo em seguida, em 1938, já parte para sua primeira associação de recolhimento de direito autoral, que é a ABCA <em>(Associação Brasileira de Compositores e Autores).</em> Então é a partir dessa época, dos anos 30, que os brasileiros tomam consciência, a meu ver, de que eles têm uma música, que são responsáveis por algo que representa a musicalidade da nação, daquele povo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Aí então já estão constituídos os gêneros principais. O samba já se impõe como o gênero hegemônico, o gênero mais importante. Aliás, eu considero essa fusão de música, melodia e harmonia de inspiração européia com rítmica de influência africana como a coisa mais fascinante que caracteriza a música popular brasileira. Então, já nos anos 30, passando pelos 40, se constitui, já existe o que se pode chamar de música popular brasileira, com personalidade própria, gêneros próprios. Não existe lugar fora do Brasil onde exista uma música parecida com o samba, com o choro, e por aí vai.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> No tempo de Caldas Barbosa e por aí, não havia distinção entre música popular ou erudita. Em algum momento isso se estabeleceu, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Isso se estabeleceu independentemente da vontade deles. Não houve um organizador, um sistematizador que pudesse dizer "vamos agora criar a nossa música popular, assim como um grupo quis criar um Brasil independente, uma nação independente de Portugal". Não. Eles iam fazendo música pelo prazer de tocar, pela vocação enorme que tinham, e aquilo era uma compulsão, fazer música e tocar música. Só na década de 1930, quanto vêm o rádio, o cinema falado e o disco, é que eles têm consciência de que formam uma classe, que cultivam um negócio que representa um país, e que podem fazer daquilo profissão. <em>(O compositor)</em> Roberto Martins, por exemplo, quando eu estava fazendo a biografia do Braguinha, sem que nada eu lhe pedisse um dia chegou generosamente aqui em casa com uma caixa de sapatos cheia de fotos e ofereceu para eu usar no livro. Ele era guarda civil. Todo aquele pessoal tinha outra profissão, ninguém vivia de música. Tinham a função de compositor mais como um diletantismo que propriamente como uma profissão. Os próprios músicos não ganhavam dinheiro com direito autoral, ganhavam como músicos.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Roberto Martins é uma das primeiras pessoas, segundo ele me contou, em meados dos anos 30, que larga a guarda civil e se torna compositor profissional. E me disse que aconselhou Mário Lago, que era um jovem advogado ainda sem clientela e também com grande vocação teatral, a largar esse negócio de advocacia e ir fazer música com ele. E Mário Lago passou a adotar essa como uma de suas profissões. Então, é no Café Nice, resumindo a história, com a convivência diária de anos seguidos, de 1928 a 1937, a troca de favores, a formação de parcerias, as vendas de músicas (Wilson Batista vivia disso, vendia música a preço de banana), é aí, na minha opinião, que se forma uma consciência de compositor brasileiro, e como conseqüência se forma a consciência de que existe uma coisa, um tipo de cultura, de manifestação cultural musical, que pode ser chamado de música popular brasileira.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> É mais ou menos nesse momento que o erudito vira uma coisa à parte, que se destaca disso e passa a ser outra categoria?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não. Eu fui garoto nos anos 30 e adolescente nos 40. Dentro da minha própria família havia um preconceito terrível, como havia na classe média e principalmente na classe média alta, contra a música popular. Só se considerava música brasileira o que era música de concerto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas então quando você era garoto já existia a distinção nítida, entre popular e erudito?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Já existia essa distinção nitidamente. A música popular era uma coisa tão sem importância que os próprios compositores não davam tanta importância ao que faziam. Faziam por intuição, por divertimento e para ganhar uns trocados. Quando se estabelece esse ente, vamos dizer, que é a música popular brasileira, já nasce distinto da música clássica, já nasce com a conotação de inferioridade perante a música clássica. Se procurar nos jornais dos anos 30 e 40, você não vai encontrar quase nada, quase ninguém escrevendo sobre música popular brasileira. Há uma onda de pessoas escrevendo sobre música, mas não é sobre música propriamente dita, é sobre discos. Quando, no final da década de 20, chega a gravação elétrica de som, aparece uma revista chamada <em>Phonoarte</em>, e o jornal principal do Rio na época, <em>O País</em>, dedica, para surpresa minha, duas páginas no domingo para comentar discos. Mas o comentário era sobre o disco. Em seguida, como o disco trazia música, o sujeito comentava a música que estava no disco. Mas ninguém se dava ao trabalho de levar a sério a música popular. O primeiro sujeito sério que faz matérias sobre música popular é Mario de Andrade, no começo dos anos 30. Então na imprensa vão aparecer os primeiros artigos sobre música popular e sobre compositores populares, nos anos 50, com Ary Vasconcelos e Lúcio Rangel, os dois pioneiros. Antes, Almirante já fazia isso, mas para o rádio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas esses já usavam o termo "música popular"? E antes, quando você era criança?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Já. Em 1954, Lúcio Rangel lança a <em>Revista da Música Popular (reeditada na íntegra, em 2006, em forma de livro, pelos selos Bem-Te-Vi e Funarte).</em> Antes não existia, era música de um modo geral. Há livros sobre folclore que falam como informação suplementar sobre marchinha e determinados gêneros populares. Mas não são livros que tragam escrito "história da música popular brasileira". É "história da música do Brasil". </span></span><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Em 1955, entrei para o Banco do Brasil e fui nomeado para o interior do Rio Grande do Sul, fronteira com o Uruguai, e fiquei bastante chateado porque lá não chegava a <em>Revista da Música Popular</em>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> A revista falava sobre jazz, por exemplo. O jazz estava sob o guarda-chuva da chamada "música popular"?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Estava. O jazz era, no Brasil, uma coisa de grã-finos, de pessoas meio esnobes. Nniguém entendia de jazz no Brasil, e havia aqueles grupinhos que cultivavam o jazz, ouviam juntos e olhavam meio de esguelha para a música popular brasileira. Talvez até inconscientemente, consideravam o jazz uma coisa acima da manifestação que era a música popular. Então o negócio vai se cristalizar já na virada para os anos 60, com a bossa nova. Aí a música popular brasileira já é uma entidade.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> A <em>Revista da Música Popular </em>era meio elitizada, para a classe "esnobe" que você citou?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Exatamente. Inclusive havia pessoas que não eram propriamente da música popular, mas escreviam ali, como Manuel Bandeira, um ou outro cara daqueles. Gente da elite da música popular também escrevia, como Ary Barroso, Dorival Caymmi. Ary fez um artigo dizendo que Noel Rosa era um excelente letrista, mas como melodista às vezes dava sorte. Não deixa de ser uma manifestação de ciúme do próprio Ary, a ver um rival, talvez de uma forma inconsciente. Nos anos 40 eu me lembro, ouvia muito rádio, já havia uma consciência geral de que Caymmi e Ary eram os maiores compositores populares brasileiros. Tanto é que no final dos anos 50 a Odeon se orgulha em lançar um disco chamado <em>Ary Caymmi Dorival Barroso</em>, em que um canta ou toca a música do outro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> E eles eram popular no sentido estrito, as músicas que faziam eram acessíveis a qualquer pessoa, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Exatamente, embora fossem refinados, requintados, não é?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Há um mito de gerações mais novas, talvez, de acreditar que a expressão "música popular brasileira", ou mais precisamente a sigla "MPB", surgiu nos anos 60, com o advento dos festivais da canção.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, a sigla, porque música popular brasileira já existia antes, nos anos 50. A própria sigla também já existia, era falada, embora de uma maneira muito mais escassa, até porque as matérias eram muito mais escassas nos anos 50. Nos anos 60 é que o negócio pega fogo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Você então não concordaria com a idéia de que foi a geração universitária dos anos 60, depois da bossa nova até, que criou a sigla MPB?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, são os filhos musicais da bossa nova, que são todos eles, Edu Lobo, Chico Buarque etc. Não foram eles que criaram o termo "música popular brasileira". Já existia nos anos 50.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas talvez eles o tenham tornado célebre, e mais forte do que era antes?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É... Considero que há duas gerações excepcionais no século XX, a de 1930 e a de 1960. Como eram compositores excepcionais, fizeram com que o conceito de música popular até subisse um pouco. Uma música do Edu Lobo tem certas nuances parecidas com Villa-Lobos. Tom Jobim faz sinfonia, fez aquele negócio de Brasília. Foi, vamos dizer, uma certa elitização da música popular. Não que alguém defendesse isso como tese ou como praxe, mas então passa a existir uma tendência natural para se considerar uma elite, que era essa turma que brilhava nos festivais, e a turma mais popular, inclusive compositores vindos de gerações anteriores, que faziam também música popular, mas de uma maneira mais simples. E lá embaixo, pelo fato de serem menos inspirados, vinha uma corrente que vendia muito disco e que era a música brega.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Considero, e digo isso no livro, que há duas grandes vertentes do samba-canção, a vertente tradicional, que tem como figuras principais Herivelto Martins e Lupicinio Rodrigues, e a vertente moderna, que dá a bossa nova. A vertente tradicional dá a música brega a partir dos anos 60, com Altemar Dutra, Anísio Silva, Orlando Dias. Ali é que começa a música brega, naquele momento. Até então, ninguém havia se lembrado de fazer essa divisão, em música de bom gosto e música brega. A partir dali é que se faz isso, e inclusive aquele tipo de música passa a vender muito. Os caras são recordistas de vendas.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Antes também não havia essa distinção entre o que fosse de "bom gosto" ou de "mau gosto"? É uma invenção mais ou menos recente?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É recente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas, voltando, a vertente moderna daria na bossa nova, que daria na MPB?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> A vertente moderna dá na bossa nova. É cultivada por cantores como Lúcio Alves, Dick Farney, e tem como compositores figuras como Dorival Caymmi, com aqueles sambas requintadíssimos. O próprio Antonio Maria, embora chorão e contando desgraça, faz versos que são modernos. Aí entra em ação o poeta Vinicius de Moraes, que estava afastado da música fazia 20 anos e passa a fazer parcerias até com Ary Barroso. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">É essa turma mais requintada, que culmina no momento da cisão, no momento em que explode a bossa nova, em 1958. Havia compositores que eram românticos, e de excelente qualidade, e modernos, como Dolores Duran e Tito Madi. Já vi Tito Madi dizer que ficou com um pé na tradição e outro na modernidade. A eclosão da bossa nova se deve a João Gilberto, e o próprio Tom Jobim, com quem trabalhei em 1987, dizia para quem quisesse ouvir que sem João não haveria bossa nova. Eu considero a bossa nova um segmento da moderna música brasileira. Nem toda música moderna brasileira é bossa nova, a bossa é um segmento que tem uma função muito importante, porque ela causa a ruptura. João Gilberto, na sua esquisitice, na sua figura diferente de todo mundo, ele rompe. Sem que tenha projetado, ele é o principal causador desse corte. Ele explode a bossa nova inclusive cantando coisas da tradição, com feitio da bossa nova. Bossa nova é muito mais que um estilo musical, é um estilo de interpretação, compositor etc. E a partir daquele momento a música brasileira toma um novo caminho, sem volta. Dali adiante o caminho é outro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> E mais radical, também, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Mais radical, e muito mais requintado também. As harmonias da bossa nova e de Tom, que era um doutor em harmonia, entraram de enxurrada na cabeça daquela garotada que estava começando. Todos passaram a fazer uma música requintada, como é típico da música de Edu, Chico, mais adiante dos baianos. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Nessa distinção que você faz das duas vertentes, a mais elitizada, digamos assim, meio que rouba para ela o termo "música popular brasileira", e a outra, que é na verdade a mais popular, vira "brega", ou "cafona". Há uma inversão aí, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, uma parte, porque... Eu considero, por exemplo, as composições de Herivelto e Lupicinio muito mais bem-feitas e artísticas e valiosas artisticamente que as composições cantadas por Waldick Soriano, Altemar Dutra, Orlando Dias etc. Os caras que vão fazer música para Orlando Dias não têm o talento que tinham Herivelto e Lupicinio. Então continua música tradicional, muito menos cultivada, porque passa a ser eclipsada pela bossa nova. Mas continua, nas vozes de cantores como Elizeth Cardoso, Silvio Caldas, Nelson Gonçalves, que ora está de um lado, ora está do outro, às vezes vira brega com as canções de Adelino Moreira. Comparo e considero muito mais talentosas e sofisticadas as composições de samba-canção de Herivelto e Lupicinio do que as de Adelino Moreira. Adelino é, digamos, uma versão popularesca daquilo que era o bom popular.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">Esse tipo de música popular vem já com muito menos força, porque inclusive já ninguém mais surge fazendo esse tipo de música. Todo o pessoal que surge a partir dos anos 60 passa a aderir muito naturalmente à modernidade. Mas o lado brega é apenas uma face da continuação da música de tradição. Em outras palavras, não quero dizer que a música tradicional torna-se ruim a partir dos anos 60. Ela continua muito boa, por determinados compositores, e popularesca por essa vertente que explora comercialmente os cantores citados.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas se Lupicinio, por exemplo, aparecesse depois do corte promovido por João Gilberto, ele não seria tachado de "cafona" ou "brega"?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É possível, embora fazendo com muito talento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Foi radical o fato de que, depois de João Gilberto, todos os caras que eram anteriores a ele viraram tradição, ficaram meio alijados das gravações.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, viraram tradição e motivo de homenagens, mas sem a oportunidade de estarem no repertório dos artistas da moda. Exceção curiosa é o Cartola, que, redescoberto na velhice, fazendo música tradicional, entra na corrente principal, prestigiado por gente nova. É o caso de Nelson Cavaquinho também. Por serem descobertos tardiamente, ganharam status de compositores de primeira classe - que eram mesmo, aliás. Mas parece que, no subconsciente das pessoas, havia a vontade de recompensá-los enquanto ainda estavam vivos. E aí se criou esse termo MPB como um tipo de música, que aliás acho um troço inadequado, mas já está consagrado. MPB é uma sigla de música popular brasileira, é tanto a música moderna como é a música antiga, mas passou a ser a música popular brasileira de elite, digamos assim.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Por que você considera inadequado?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Eu acho que o termo MPB não deveria ser usado nesse sentido, mas de forma global, como sinônimo e abertura de música popular brasileira de qualquer gênero, fosse bom, ruim, moderno ou antigo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> E por que uma parcela dos músicos capturou para si esse termo?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Isso é coisa que não tem explicação, né? Muitas vezes é a própria imprensa que cria, um modismo de chamar aquele tipo de música que queriam diferenciar do resto. Alguém rotulou e a sigla pegou.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Você acha que a sigla tem sentido hoje, pensando em artistas de hoje? Ainda existe MPB, ou talvez devêssemos superar essa sigla?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Acho que devíamos superar. Não há mais razão nenhuma para isso. Para usar no sentido que era usado nos anos 70, por exemplo, você só iria chamar de MPB coisas feitas por aqueles caras dos anos 60 que ainda estão em atividade, tipo Chico Buarque, Caetano Veloso, Gilberto Gil etc.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Virou quase um feudo deles, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, exatamente. E, diga-se de passagem, independentemente da vontade deles.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Você falou da força das gerações dos anos 30 e 60. uma sensação que prevalece é de que depois não houve mais outra geração tão forte. Você acha isso?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não veio outra geração, eu acho isso também. Inclusive cito um termo do <em>(crítico musical)</em>Tárik de Souza, de que o último moicano é o Djavan. Tem bons compositores e cantores, mas não vejo mais gente do top daqueles caras, Chico, Caetano, Gil, Edu.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Mas a que você atribui isso?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É o tal negócio: assim como há o intervalo entre 30 e 60, está havendo um intervalo entre 60 e o que vier pela frente, quem sabe.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Este intervalo está maior...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Está maior, exatamente. E como as coisas vão mudando - o disco está em decadência -, não sei onde vamos parar. Agora, o que é inegável é que nos anos 30 houve a coincidência de existirem de 20 a 30 sujeitos excepcionais, entre compositores, cantores e músicos, e o mesmo aconteceu nos anos 60. São duas coincidências de uma felicidade extraordinária. Tom Jobim brinca no encarte de um disco de Edu Lobo, escreve "de Villa-Lobos, vosso avô, e Tom, vosso pai", como se Edu fosse filho musical de Tom, que se considerava filho musical do Villa-Lobos.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Essa é a parte bacana, de Edu, que é um grande compositor. Mas por outro lado a sigla MPB foi se aprisionando, se elitizando cada vez mais, e não sei que participação isso tem na impressão que comentamos, de que as coisas pararam. A criação do termo como é usado hoje não acabou sendo ruim e deletéria para a música como um todo?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não, eu acho apenas que deviam ter criado uma outra sigla para não fazer confusão com música popular brasileira, que é um tipo de música acima da média, mais bem-feita digamos assim. Mas esse nome só serve para fazer confusão. Podiam ter chamado até de MMB, moderna música brasileira, ou MCB, moderna canção brasileira. Seriam siglas mais adequadas.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> No sentido usado por você, cabem na sigla Domingos Caldas Barbosa, Villa-Lobos e Edu Lobo, sem distinção entre o que é mais ou menos refinado.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Exatamente. Villa-Lobos nem tanto, eu não toco nele no livro, porque é um compositor de concertos. Ele usava folclore, cantigas de roda, e sofisticava para criar peças dele, e usava música popular também. Mas não era um compositor popular, nunca fez canções populares, como Carlos Gomes chegou a fazer uma ou outra, como a modinha que fez. Mas Caldas Barbosa, Tom, Ary Barroso, a garotada nova dos anos 60, ou Carlinhos Brown, tudo isso é música popular brasileira. Todos estão no mesmo barco.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Assim como Villa-Lobos pegou música popular para fazer música erudita, muitos outros depois pegaram a música dele para fazer música popular.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É, o principal inspirador de Edu Lobo é Villa-Lobos. Ele tem coisas que são puro Villa-Lobos.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Entre os mais novos você não vê ninguém que tivesse essas características, que pudesse fazer uma ponte entre isso tudo?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não, ninguém. Isso que não quer dizer que os novos sejam péssimos, mas não vejo ninguém com essas características.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Fala-se um pouco no Guinga, mas ele não é popular...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não é popular. Eu apenas cito ele, uma amiga minha reclamou, disse que eu poderia ter dedicado pelo menos umas cinco ou seis linhas a Guinga, e eu apenas o citei. Mas estou falando o que o sujeito representa para a música, não posso comparar Guinga com <em>(o sambista)</em> Almir Guineto, por exemplo. Guinga está milhões de anos-luz acima do Almir Guineto no tipo de música que faz, mas Almir Guineto teve sucesso popular, é conhecido, fez parte da história. Guinga é uma pessoa cultuada por meia dúzia de bons apreciadores da música. É diferente do Tom Jobim, que o povo cultuou também. Por isso Almir Guineto teve as cinco linhas que minha amiga pediu, e Guinga não teve. Não estou depreciando o trabalho do Guinga, apenas seria eu querer impor meu gosto pessoal elevando de importância uma pessoa que é talentosa, mas não está na boca do povo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Nisso está muito da raiz do que estamos conversando, que em algum momento, por alguma razão, esses caras mais refinados perderam um pouco o contato com a capacidade de fazer sucesso. Isso é um mistério, não sabemos explicar?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É um mistério, não tem explicação.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Você espera que peguem muito no seu pé em cobranças sobre quem foi ou não foi citado no livro?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não sei, sinceramente. A pessoa que fez essa observação adorou o livro, apenas ficou chateada porque é fã do Guinga e ele só teve uma citação.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> E provavelmente cada pessoa que for ler vai achar falta de alguém de quem gosta...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Vai. Para eu dedicar digamos dez linhas a cada pessoa que considero importante pelo seu talento, em vez de um volume meu livro teria no mínimo uns três, e se tornaria um livro chato, um catatau. É assunto para fazer um dicionário, uma enciclopédia. Só fazendo uma seleção de privilegiados a quem dedico dez, quinze linhas, uma página ou um capítulo, o livro tem 504 páginas.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Problemas à parte, isso dá dimensão da grandeza disso que estamos chamando de música popular brasileira...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> É um ente muito grande. É talvez a manifestação cultural mais importante do povo brasileiro. A qualidade, desde os anos 40, já era uma coisa de conhecimento mundial. Em 1943, <em>Aquarela do Brasil </em>teve 2 milhões de execuções nos Estados Unidos.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Por isso mesmo não é um pouco incompreensível que vejamos as coisas numa fase de baixa, talvez de desânimo mesmo? Ficou mais difícil para as pessoas que tentam fazer esse tipo de música, não?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Ficou mais difícil, da mesma maneira que ninguém dá valor a quem faz pintura acadêmica. É negócio de moda. As coisas vão evoluindo, e o que era muito importante há 60 anos hoje não é mais. Hoje as pessoas que têm certo grau de cultura e escrevem e formam opinião não vão desrespeitar Ary Barroso. Consideram ele um privilegiado, um deus no olimpo da música popular brasileira. Mas, se aparecer hoje um sujeito fazendo música daquele tipo, não vai ter a importância que teve o Ary Barroso naquela época, por mais talento que tiver.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> E você acha que, daqui a 30 anos, essa pessoa, se existir, vai ser considerada?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Não, se o sujeito não se consagrou em vida não é depois de morto ou de passado o tempo dele que vai se consagrar.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Pergunto até com preocupação, será que não estamos perdendo gente que está aí e nós não nos damos conta?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>JS:</strong> Ah, não resta a menor dúvida que deve existir muita gente talentosa por aí que não se enquadra nos padrões atuais de mídia, gravadora...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><strong>PAS:</strong> Você próprio citou Carlinhos Brown há pouco. E se ele fosse um cara tão criativo quanto foram em outros tempos todos os nomes que você citou, e não estivermos percebendo isso direito?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:12pt;font-family:Verdana;"><strong>JS:</strong> É, pode ser esse também... Nós não somos donos da verdade, né?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almirante, uomo di pace.]]></title>
<link>http://giacflorence.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 07:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>giacflorence</dc:creator>
<guid>http://giacflorence.wordpress.com/?p=67</guid>
<description><![CDATA[
Questo è l&#8217;uomo a cui bisognerebbe dedicare una via. Un fomentatore di violenza, un fascista]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="self.close();"><img src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200805/ALTE/giIPRI00010120080529.JPEG" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Questo è l'uomo a cui bisognerebbe dedicare una via. Un fomentatore di violenza, un fascista, un razzista. Evidentemente An vuole chiudere con il passato non ammettendo i proprio errori, ma rivedicandoli, riscrivendo la storia. Questo è quello che affermava Almirante. Si commenta da solo: "Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sè che l'Italia abbia mai tentato. E' veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza (...) possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera". E ancora "Noi ci vantiamo di essere cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta... Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti, nel nostro credere obbedire e combattere, noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti nella teoria e nella pratica del razzismo".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cronache della nuova Roma]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/?p=121</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 21:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/?p=121</guid>
<description><![CDATA[ 
Pubblico un articolo di Furio Colombo tratto da l&#8217;Unità di oggi
 
Nella nuova Roma, l´a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Pubblico un articolo di Furio Colombo tratto da <a href="http://www.unita.it/hp.asp" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">l'Unità</span></a> di oggi</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Nella nuova Roma, l´autobus dell´Atac imbocca risolutamente Viale degli Squadristi, va veloce nella corsia preferenziale fra le "Lapidi dei Caduti fascisti", e sbocca in Piazzale delle Camicie nere, dove è stata sistemata una ritrovata statua al Balilla. Via Salò è a due passi, e benché sia stretta e un po´ secondaria (dopo aspre polemiche con i socialisti, è caduto il progetto di ribattezzare Via del Corso con il glorioso nome della Repubblica sociale e ha vinto il più accettato nome di Craxi). Ma non c´è problema. In ogni zona c´è un capo quartiere, scelto fra i reduci dei servizi di scorta privati in Iraq. E ci sono i "ragazzi", che, come un tempo, sono volontari. Ma, a differenza che nel passato, palestra e mazze sono a carico del comune. Ovviamente il loro motto è tolleranza zero. Vuol dire che al minimo dubbio su razza, religione o stile di vita, picchiamo subito. Una trovata gradita anche alla Lega è stata di autorizzare "i ragazzi" a fermare e a fare quattro chiacchiere con coloro che sembrano troppo poveri.</p>
<p style="text-align:justify;">Con i metodi giusti gli fai dire se hanno reddito adeguato e una residenza fissa. Quando sono imbarazzati o confusi è segno che mentono. Vengono "messi da parte" fino a quando passa un furgone della polizia Cpt (clandestini, poveri, terrorizzati) che provvede al trasporto immediato alla frontiera. Altrimenti, finito il turno, li portano via "i ragazzi" che sono bravi e fidati (così ha detto il sindaco, respingendo sdegnato l´accusa che siano parte politica) ma non sono certo stati educati alla corte di Inghilterra, e hanno spesso modi un po´ rudi, tipo "codice giallo" del pronto soccorso. Ma si tratta della naturale esuberanza dei giovani.</p>
<p style="text-align:justify;">Via Craxi sbocca in Largo Lega Lombarda (all´angolo con Via Padania, già via Condotti) e poi in Piazza della Santa Inquisizione (la vecchia Piazza Colonna). Quando il bus entra in Via del Tritone (adesso via Rosa Maltoni Mussolini, mamma mai dimenticata del Duce e bisnonna della vivace onorevole) rallenta in un ingorgo di traffico. Il problema del traffico non è ancora stato del tutto risolto, lo smog è soffocante, tanto che a volte i camerati delle squadre devono indossare mascherine sulla bocca. Loro dicono: «Per non respirare l´aria inquinata della demo-plutocrazia». Stanno attenti a non farsi sentire quando alcuni di loro aggiungono, dandosi gomitate, "giudo-plutocrazia".</p>
<p style="text-align:justify;">Il luogo di raduno dei "guardiani della città" (modello iraniano) è piazza "generalissimo Francisco Franco" (già Piazza Barberini). Ma cortei e marce spontanee (contro Rom e clandestini e tutte le più riprovevoli razze) si dirigono subito verso Corso Giovanni Preziosi (un tempo era Via Veneto), dal nome del più antico e instancabile teorico della difesa della razza italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna ammettere che, nella nuova Roma, non vi disturba più lo spettacolo del turismo invadente e sudato, magliette e sandali e lunghe file di ebeti col cappellino dello stesso colore che seguono il segnale del capo gita di Roma, solo italiani. Qualche bar, qualche albergo, qualche ristorante (certo, trappole per stranieri creduloni) ha dovuto chiudere, dopo l´abolizione di Schengen da parte del nuovo, virile, governo. Ma sui bei locali puliti che sono sopravvissuti campeggia il motto che ormai anima la patria ritrovata: «non passi lo straniero». Dopo cena, nella nuova Roma, si va tutti alle "feste dell´Italianità" dove si balla al ritmo di arie e tarantelle delle nostre terre. Provvedono al collegamento rapido con la periferia gli autobus della nuova Alitalia. Non vola, ma dove dovrebbe volare? Niente vale questa nostra bella terra chiusa e protetta. E finalmente senza Rom, senza stranieri, senza ingombranti facinorosi di sinistra (ricordate le continue notizie di "rissa", quando gli estremisti tentavano di reagire alle bastonate?) possiamo goderci le nostre periferie.</p>
<p style="text-align:justify;">Un esempio è il quartiere Littorio (già Garbatella) dove si mangia e si balla all´italiana in uno dei tanti "parchi Ciarrapico" donati dal generoso "federale onorario" di Roma. Sul fondo potete vedere la scuola di avviamento al lavoro Almirante (legge Moratti). La via Almirante ancora non c´è perché è stato deciso di costruirla secondo il modello di via dei Fori Imperiali: scavando dove ci sono case inutili, per andare dritti al centro. Quando il sindaco-ingegnere ha mostrato i disegni al Consiglio comunale, tutti i presenti sono balzati in piedi improvvisando una manifestazione di amor di patria al grido di «viva il duce-sindaco».</p>
<p style="text-align:justify;">Poi un camerata consigliere ha voluto ricordare a tutti la storia esemplare di un cittadino paraplegico, "vero romano della nuova Roma", che ha spontaneamente denunciato la badante straniera (subito espulsa) nonostante le difficoltà di nutrirsi.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla manifestazione si è unito il capo della "rivolta tassisti", la benemerita organizzazione che tanto ha giovato al prestigio di Roma, e ha annunciato: «qualche volta lo trasporteremo», facendo eccezione al programma «culto della normalità fisica» di cui i rivoltosi sono membri fondatori. La nuova Roma, come si vede, non è di tutti. È di cittadini profondamente italiani, non portatori di handicap fisici o politici. Per questo, ha detto il duce-sindaco, è un "sole che sorge".</p>
<p style="text-align:right;">Furio Colombo</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Via Giorgio Almirante - Uomo di stato?]]></title>
<link>http://massimilianobombonati.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 17:06:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano Bombonati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo so, lo so. Non dovrei permettermi parlare delle altrui amministrazioni, ma la vicenda dell’inti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2008/05/28/0K1BF3EM--140x180.jpg" alt="da www.corriere.it" />Lo so, lo so. Non dovrei permettermi parlare delle altrui amministrazioni, ma <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_26/alemanno_seduta_vie_craxi_3ca3e988-2b5d-11dd-9793-00144f02aabc.shtml" target="_blank">la vicenda dell’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante</a> è troppo ghiotta per non essere commentata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Credo che ci si trovi di fronte al classico errore di prospettiva e si pecchi sulla valutazione dell'opportunità; siamo sicuri che gli elettori, che hanno così decisamente voluto Alemanno come Sindaco della capitale, lo abbiamo votato perché lui proponesse - come PRIMA azione amministrativa della giunta - una deliberazione che ha più del rivendicazionismo che della toponomastica?</p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:justify;">Intendiamoci, faccio assolutamente mie le <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/almirante_fini_razzismo_8c4ab1ca-2c8d-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">parole di Fini</a> e <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/28/Violante_ebbe_grande_ruolo_porto_co_9_080528021.shtml" target="_blank">Violante</a>, ma non nascondiamoci dietro ad un dito;<span> </span>la figura di Almirante e la cultura che a lui faceva riferimento, è scomoda e assolutamente impresentabile per un partito che si propone di rappresentare un pezzo del Popolarismo Europeo.</p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:justify;">A riprova di ciò a<span> </span>Milano gli amici di AN hanno ricordato la figura dello storico segretario del MSI con un messa di suffragio, ma i manifesti che informavano la cittadinanza dell’iniziativa, pur riportando una foto di Almirante, ne omettevano il nome, malcelando così un certo<span> </span>imbarazzo (<a href="http://www.alleanzanazionale-milano.it/doc/almirante.pdf" target="_blank">qui il manifesto</a>).</p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:justify;">Mi permetto un consiglio. Lasciamo il Novecento alla Storia la quale non giudica con l'angusta misura della politica.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[living in the past 2]]></title>
<link>http://romebigbrother.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 14:09:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>romebigbrother</dc:creator>
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<description><![CDATA[The pope said &#8220;i feel joy for the new political climate&#8221;. Just like the sociologist Albe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vRULTVqMSwU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/vRULTVqMSwU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span>The pope said "i feel joy for the new political climate". Just like the sociologist Alberoni (on corriere della sera) they feel that a wonderful period has begun. Alberoni is more free then the pope, so he said that people that dont like this kind of development are like those japanese, left in some pacific island and thinking that the war is not over.</p>
<p>So, today i had sushi for lunch, but while i was eating i found on my table a copy of the biggest japanese newspaper.</p>
<p>They published an article about  the trails of the 70's when mr Almirante was accused of beeing part of the burocracy of the r.s.i. (northern italy still fighting with hitler against allied army).</p>
<p>The trials started when, in the summer of 71 an official document was found in the government vaults. In this document, signed by mr Almirante, he was transmitting hitler's orders to the people.</p>
<p>Mr Almirante suited the newspaper (asking damages) that published the document in many different towns saying that was a false. So many other documents were found and he was rejected in many places. In rome, this trials lasted more then 7 years. The first judge that in rome was accusing Almirante was called Occorsio, and wanted to prosecute him as well on false declarations in court. This judge was killed before the end of this trial in 76, by the fascist Concutelli that was at the same time a mason in sicily and president of the sicilian msi(movimento sociale italiani, the official fascist political party after the war) section. While in jail, he killed two rightist terrorists  that were talking with the judges. Sentenced 3 times to lifetime in jail, he is now almost free. The military organization he was into was called ordine nuovo. The founder of Ordine Nuovo (people going in 69 or 72, as revealed from the arrests made at the time, to shoot with war weapons to practice) was the father of the actual wife  of the mayor of Rome. Alemanno.</p>
<p>You see, a nice family group, from the pope to the mayor. </p>
<p> when mr Almirante was nominated secretary, ordine nuovo joined  the msi in 1969. What a coincidence, the same year that they were practicing war weapons.</p>
<p>At the end of the story (i didnt want to mention all the doubts that are linking this people to the most terrible bombing moments of this country) we know two things. That the trial in rome to mr almirante, also if the judge was killed, finally arrived to an end in 1978 and was not good for him.</p>
<p>what happened to the trials that mr Occorsio was following you can see here on these wikipedia link to another judge killed by the fascists</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mario_Amato">http://en.wikipedia.org/wiki/Mario_Amato</a></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I Have a Dream]]></title>
<link>http://vasodipandora.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 13:45:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>vasodipandora</dc:creator>
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<description><![CDATA[28 Agosto 1963 - Lincoln Memorial - Washington
&#8220;I have a dream. That one day, this nation will]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/81/Martin_Luther_King_-_March_on_Washington.jpg" alt="" width="247" height="312" />28 Agosto 1963 - Lincoln Memorial - Washington</p>
<p style="text-align:justify;">"I have a dream. That one day, this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: 'We hold these truths to be self-evident, that <strong>all men are created equal</strong>.'" <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a></p>
<p style="text-align:justify;">Su <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200805articoli/33162girata.asp" target="_blank">La Stampa</a> di tre giorni fa, il neo-sindaco Alemanno (vittorioso per manifesta inferiorità dell'avversario) dice:</p>
<p style="text-align:justify;">"Ha suscitato scalpore il fatto che si parlasse di dedicare una strada a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Almirante#cite_note-2" target="_blank">Giorgio Almirante</a>. A Roma c'è una via dedicata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lenin" target="_blank">Lenin</a> e penso sia doveroso dedicarne una ad Almirante, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Berlinguer" target="_blank">Berlinguer</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bettino_Craxi" target="_blank">Craxi</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amintore_Fanfani" target="_blank">Fanfani</a>." quindi ha aggiunto: "Bisogna dare un segnale chiaro ai cittadini e superare gli schemi della prima Repubblica."</p>
<p style="text-align:justify;">Sono troppo giovane per conoscere bene la storia di tutti i personaggi citati da Alemanno, ma già qualcosa nel suo discorso non mi tornava, riportandomi alla mente giochini del tipo "identifica l'intruso" (anche se in questo caso forse si dovrebbe dire "chi salveresti da..."). Quindi mi sono documentato e ora le cose mi sono molto più chiare: poichè dobbiamo "superare gli schemi della prima Repubblica", dobbiamo sdoganare tutto (un mio amico sarà disgustato, con buona ragione, dell'utilizzo trendy del termine "sdoganare"). Poichè qualche brillante cervello ha dedicato una via a Lenin, mettiamoci pure una Via Craxi (magari tra Via Hammamet e Via Tangentopoli) e, perchè no, una Via Almirante.</p>
<p style="text-align:justify;">Almirante, bisogna dire, è stato forse l'unico fascista, rimasto comunque fedele ai suoi ideali, a sconfessare pubblicamente certe parole, e questo, solo in parte, gli fa pure onore, ma da qui a tributare un riconoscimento pubblico a chi può essere arrivato a pensare e a credere in certe cose, ce ne corre.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal 1938 al 1942 Almirante è segretario di redazione alla rivista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_difesa_della_razza" target="_blank">La Difesa della Razza</a>, deputata a promuovere nella società italiana le tesi razziali naziste, già peraltro "approvate" nel 1938 dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste" target="_blank">leggi razziali fasciste</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">"il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera"</p>
<p style="text-align:justify;">G. Almirante - Nè con 98 nè con 998 - La Difesa della Razza, I, n. 6,  47-48, 1938.</p>
<p style="text-align:justify;">"Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo"</p>
<p style="text-align:justify;">G. Almirante - Che la diritta via era smarrita... Contro le "pecorelle" dello pseudo-razzismo antibiologico - La Difesa della Razza, V, n. 13, 9-11, 1942.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed infine, un estratto di un articolo sempre dell'ex-leader dell'MSI, letto dall'On. Fiano <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2203453614" target="_blank">un paio di giorni fa</a> alla Camera: "Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose - fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue''</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine il dramma di oggi, non sono queste vecchie frasi datate anni 40, ma un personaggio come Gasparri che nel 2008 commenta come una "Lettura datata e superficiale della sua vita politica" le critiche alla figura di Almirante da parte della comunità ebraica romana.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi si riempiono TG e trasmissioni di "approfondimento" sul perchè della rinascita nazi-fascista di questi giorni. Siamo messi male, molto male.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ordine Regna!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=69</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 09:56:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/?p=69</guid>
<description><![CDATA[Doppia apertura, per due giorni di fila. Ho un sonno arretrato che mi lascia un po&#8217; sconcertat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Doppia apertura, per due giorni di fila. Ho un sonno arretrato che mi lascia un po' sconcertata.<br />
Poi non è mica facile parlare due ore ai microfoni e leggere solo di Giorgio Almirante, di dichiarazioni agghiaccianti del nostro attuale sindaco...<br />
Dell'assalitore del Pigneto che ha il Che tatuato e rilascia interviste indescrivibili, dai toni nemmeno fascisti ma insopportabili, gretti, da melma fascista di inizio ventennio. E poi la Sapienza, la direttissima di ieri che tiene un compagno ai domiciliari fino al 2 Luglio<br />
Di parole non ne trovo..e trovarne per due ore mi ha fatto sudare non poco.<br />
Ora mi vado a godere l'ennesimo diliuvio, insieme al mio motorino senza parabrezza<br />
Mi raccomando, come dice Aldo Fabrizi...."agggitala quaa manina quanno saluti!"</p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/05/68francese_ordineregna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-70" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/05/68francese_ordineregna.jpg" alt="" width="441" height="500" /></a> Manifesto del Maggio Francese</p>
<p style="text-align:center;"><strong><br />
PREFETTURA DI GROSSETO<br />
UFFICIO DI P. S. IN PAGANICO<br />
COMUNICATO</strong></p>
<address>Si riproduce testo del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto del 10 Aprile.</address>
<address> "Alle ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande.</address>
<address>Entro le ore 24 del 25 Maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione sarà presa a loro carico secondo quanto è previsto dal decreto del 18 Aprile. I gruppi di sbandati qualunque ne sia il numero dovranno inviare presso i comandi militari di Polizia Italiani e Tedeschi un proprio incaricato per prendere accordi per la presentazione dell'intero gruppo e per la consegna delle armi. Anche gli appartenenti a questi gruppi non saranno sottoposti ad alcun processo penale e sanzioni. Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio.</address>
<address>Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena.</address>
<address>Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso in tutti i Comuni vostra Provincia."</address>
<address>p. il Ministro Mezzasoma - Capo Gabinetto</address>
<p>GIORGIO ALMIRANTE<br />
Dalla Prefettura 17 Maggio 1944 - XXII</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sdoganamento]]></title>
<link>http://edoardobaraldi.wordpress.com/?p=268</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 08:19:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edoardo Baraldi</dc:creator>
<guid>http://edoardobaraldi.wordpress.com/?p=268</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a title="almir /ante di edoardo.baraldi, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/edoardobaraldi/2533587956/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2061/2533587956_3ec2aed1d2.jpg" alt="almir /ante" width="500" height="394" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il razzista Almirante esempio da seguire?]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/?p=115</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 21:26:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
<guid>http://lefteca.wordpress.com/?p=115</guid>
<description><![CDATA[

 « Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l&#8217;Italia abbia mai t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img156.imageshack.us/img156/3750/almiranteanue8.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span class="postbody"><em><strong> « Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. »</strong></em> (Giorgio Almirante,1938 )</span></p>
<p><em><strong> «Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo »</strong></em> (Giorgio Almirante,1942)</p>
<p style="text-align:justify;"><span class="postbody"><a href="http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2008/05/allarmi-siam-fascisti.html">Basta </a>leggere <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75726" target="_blank">qualche notizia</a> sulla vita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Almirante" target="_blank">Giorgio Almirante</a> per capire che, per uno dei maggiori partiti al Governo nel maggio 2008 in Italia, <span style="font-weight:bold;"><a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75726" target="_blank">un razzista</a>, <a href="http://www.carnialibera1944.it/documenti/finiesal%F2.htm" target="_blank">un fucilatore</a>, <a href="http://www.carnialibera1944.it/immagini/Nazifascismo/kesselring_almirante.jpg" target="_blank">un fascista</a>, <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/2417-via-giorgio-almirante-terrorista" target="_blank">un terrorista</a> sono un esempio da seguire! </span></span><img src="http://forum.fantacalcio.kataweb.it/images/smiles/icon_eek.gif" alt="" width="15" height="15" /></p>
<p style="text-align:justify;">....e sempre all'interno di An, il Sindaco di Roma vuole addirittura <a href="http://www.commenti.info/200805/nobile-strada-romana-ad-almirante.php" target="_blank">intitolargli una via,</a> la tabella potrebbe essere già pronta</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img156.imageshack.us/img156/2261/viaalmirantepx6.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almirante, Brunetta, Liberazione, De Gregori, Rete 4 e i temi di Ponticelli]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2343</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 20:31:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2343</guid>
<description><![CDATA[Oggi arrivo lungo per cui sono costretto a concentrare in un unico post diverse temi.

L’idea del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi arrivo lungo per cui sono costretto a concentrare in un unico post diverse temi.</p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/almirante.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2344" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/almirante.jpg?w=300" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p><span>L’idea del  sindaco di Roma Alemanno di <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/proposte-alemanno/condanna-fini/condanna-fini.html" target="_blank">intitolare una strada ad Almirante</a> è una cosa ridicola. Si pensava che Alemanno indirizzasse il suo cipiglio decisionista verso problemi ben più seri e invece si è impaludato nelle sabbie mobili di una polemica francamente inutile. Il virus della toponomastica ha colpito anche lui, che in campagna elettorale si diceva vaccinato alle cose propagandistiche. Per di più Almirante ha un passato da capo di gabinetto nel MinCulPop dei repubblichini e da bastonatore nelle piazze. Ma alla stortura si aggiunge stortura: cioè un veltronismo latente che porta Alemanno a voler dedicare una strada anche per uno di sinistra (Berlinguer) e uno di centro (Fanfani). La par condicio rispettata anche in toponomastica.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/sansonetti-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2345" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/sansonetti-01.jpg?w=300" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p><span>Liberazione, l’house organ di Rifondazione Comunista, è abbonato alle cause perse. Adesso s’è messo a sponsorizzare la <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_24/rifondazione_chiede_la_grazia_per_la_franzoni_c4cc44ea-2964-11dd-ac23-00144f02aabc.shtml" target="_blank">grazia per Annamaria Franzoni</a>. Una cosa talmente impopolare che solo a nominarla si perdono voti. Ma loro sono così, autolesionisti sino in fondo. Peraltro per la grazia non sussistono i fondamenti visto che la Franzoni non si è mai dichiarata colpevole di figlicidio e quindi pentita.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/brunetta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2346" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/brunetta.jpg?w=296" alt="" width="296" height="179" /></a></p>
<p><span>Brunetta sarà pure animato di buoni propositi, ma quando ha parlato dei dipendenti pubblici come una casta di fannulloni da educare si è praticamente castrato da solo. L’espressione “colpirne uno per educarne cento”, direttamente mutuata dalle Br, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/05/Cgil-abbandona-tavolo.shtml?uuid=c9d9764a-2cc7-11dd-92a8-00000e251029&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">non è piaciuta ai sindacati</a>. Si preannunciano momenti difficili per l’hobbit della Funzione Pubblica.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/150px-rete_4.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2347" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/150px-rete_4.png?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span>I giornali titolano a tutto spiano: il <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/rete4_incontro_emendamento_frequenze_gentiloni_romani_5a064bc8-2c94-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Pd dichiara la fine dell’ostruzionismo, il governo rinuncia al decreto</a> salva rete 4. Voi ci credete che Berlusconi manderà sul satellite rete 4? Io no.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/ansa_13047227_08510.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2348" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/ansa_13047227_08510.jpg?w=230" alt="" width="230" height="218" /></a></p>
<p><span>Certe volte ci si stupisce di cose ovvie. Quando un bambino nasce e cresce in un ambiente malfamato, povero, permeato e inquinato dalla camorra è fisiologico che riproponga quell’aria che respira <a href="http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/2278510/1/4" target="_blank">nei temi assegnati a scuola. </a></span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/de-gregori.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2349" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/de-gregori.jpg?w=300" alt="" width="300" height="265" /></a></p>
<p><span>“Sono di sinistra, ma non le appartengo. Voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Quando cambierò idea, lo dirò. O forse no. Sono fatti miei”. Il concetto espresso da <a href="http://dagospia.excite.it/articolo_index_40768.html" target="_blank">De Gregori su Vanity Fair</a> è bellissimo e per certi versi condivisibile. Non si può dire altrettanto del suo ultimo album, per brevità chiamato artista, svaporato della vena poetica dei bei tempi. L’unico brano degno di nota è “<a href="http://it.youtube.com/watch?v=lZlBfIEhZDk" target="_blank">celebrazione</a>”.</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Volete saperne di più?]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=94</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 15:28:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho visto che Milano è tappezzata di poster di Giorgio Almirante, per il ventennale della morte. A R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto che Milano è tappezzata di poster di Giorgio Almirante, per il ventennale della morte. A Roma invece la nuova amministrazione <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&#38;storyID=2008-05-22T182125Z_01_DIG261828_RTRIDST_0_OITTP-ALMIRANTE-STRADA.XML" target="_blank">vuole</a> dedicargli una via.</p>
<p><!--more--></p>
<p><img src="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2008/05/giorgio_almirante.jpg" alt=" " width="450" height="334" /></p>
<p>Siccome quando è morto Almirante molti lettori di questo blog erano bambini, forse questi possono utilmente leggersi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Almirante" target="_blank">la neutra pagina</a> di Wikipedia a lui dedicata. Lo sforzo è minimo e le informazioni aiutano a farsi un’idea sul senso della questione: è giusto onorare - in nome della pacificazione storica - un teorico e pratico del razzismo, nonché un fascista di dichiarata deriva nazista? E siamo così sicuri di esserci talmente vaccinati dal razzismo da poter guardare ad Almirante con il distacco della storia anziché con gli strumenti della critica politica?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Say of the Week - from a fascist]]></title>
<link>http://dorigo.wordpress.com/?p=1277</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 13:34:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>dorigo</dc:creator>
<guid>http://dorigo.wordpress.com/?p=1277</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Live as if you should die tomorrow. Think as if you should never die.&#8220;
(Giorgio Almiran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"<em>Live as if you should die tomorrow. Think as if you should never die.</em>"</p>
<p>(Giorgio Almirante)</p>
<p>Giorgio Almirante, a militant fascist before WWII and then a leader of MSI, the party which collected the nostalgics of Mussolini's movement, died in May 1988 at the age of 74 years. He was always faithful to his fascist roots. Because of that, the proposal of Gianni Alemanno (now major of Rome and a member of the party which originated from MSI's ashes, Alleanza Nazionale) to name a street after Almirante is causing a fierce debate in Italy these days.</p>
<p>Should Italy forgive the bad Almirante of the early days, and celebrate the late years of a consumed politician ? Emanuele Fiano, a congressman member of the Democratic Party, so commented the issue today in the italian parliament: "<em>I saw posters in Milano according to which italians should be proud of Almirante, and remember him. I thank who had the idea to dedicate a street to Giorgio Almirante to not forget. In fact, we will never forget him</em>".</p>
<p>Fiano was alluding to a few sentences he had just read out loud, written by Almirante in 1942 as a vice-director of the magazine "<strong>The defence of the race</strong>", which during the early forties tried to diffuse in Italy the nazist creed. In one of these, Almirante is quoted as saying  "<em>Racism is the broadest and most courageous attempt Italy ever tried at a recognition of its identity</em>", and  in another he expressed the need to "<em>stop the jews and the half-cast</em>".</p>
<p>Should Italy forgive the early mistakes of Almirante, and name a street after him ? I am with Shakespeare (in the speech by Marc Anthony, in <strong>Julius Caesar</strong>) on this one: "<em>The evil that men do lives after them. The good is oft interred with their bones</em>". So let it be with Almirante.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almirantegrad]]></title>
<link>http://goolook.wordpress.com/?p=434</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 10:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>goolook</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Questa poi… Fini ha detto che alcune frasi pronunciate in passato da Almirante sulla difesa della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://goolook.wordpress.com/files/2008/03/144524.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-197" src="http://goolook.wordpress.com/files/2008/03/144524.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Questa poi… Fini ha detto che alcune frasi pronunciate in passato da Almirante sulla difesa della razza sono vergognose</p>
<p><a href="http://goolook.wordpress.com/files/2008/03/1433231.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-212" src="http://goolook.wordpress.com/files/2008/03/1433231.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Per questo gli vogliono dedicare solo una via altrimenti avrebbe avuto una piazza o magari una città…</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Toponomastica da Prima Repubblica]]></title>
<link>http://bananasso.wordpress.com/?p=331</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 12:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>rasputinh725</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Toponomastica romana

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bananasso.files.wordpress.com/2008/05/toponomatica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-332" src="http://bananasso.wordpress.com/files/2008/05/toponomatica.jpg" alt="" width="510" height="343" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/proposte-alemanno/proposte-alemanno/proposte-alemanno.html">Toponomastica romana<br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tuttocittà minuto per minuto]]></title>
<link>http://goolook.wordpress.com/?p=427</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 14:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>goolook</dc:creator>
<guid>http://goolook.wordpress.com/?p=427</guid>
<description><![CDATA[
La prima proposta di Alemanno, vie intitolate a Craxi, Berlinguer e Almirante

Del resto oramai per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://goolook.wordpress.com/files/2008/04/1432204_thumbnail.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-261" src="http://goolook.wordpress.com/files/2008/04/1432204_thumbnail.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p>La prima proposta di Alemanno, vie intitolate a Craxi, Berlinguer e Almirante</p>
<p><a href="http://goolook.wordpress.com/files/2008/04/143254.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-301" src="http://goolook.wordpress.com/files/2008/04/143254.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Del resto oramai per conoscere la politica italiana è sufficiente sfogliare il Tuttocittà…..</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia.]]></title>
<link>http://redvince.wordpress.com/?p=46</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 10:11:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>redvince</dc:creator>
<guid>http://redvince.wordpress.com/?p=46</guid>
<description><![CDATA[Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia
«Roba da pazzi. Il sindaco Alemanno vuole dedicare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1>Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia</h1>
<p align="justify"><img src="http://www.ilcittadinoweb.it/notizie/data/upimages/alemanno.jpg" alt="" hspace="12" vspace="2" width="200" height="142" align="right" />«Roba da pazzi. Il sindaco Alemanno vuole dedicare una strada ad Almirante, uno  che fucilava i partigiani. Anzi no, mi sbaglio: non sono matti. È una provocazione,  la provocazione di chi si sente vincitore e può fare quello che vuole». Giorgio  Bocca, partigiano e giornalista, è uno dei pochi intellettuali in giro che si  oppone alla revisione fai-da-te della storia e che, nonostante l’aria che tira,  ha ancora il coraggio di difendere la Resistenza, la Costituzione repubblicana  basata sull’antifascismo. Purtroppo non si fa illusioni, «l’Italia e gli italiani  sono così...».</p>
<p><strong>Bocca, ci tocca vedere pure questa: una strada intitolata  ad Almirant</strong>e.</p>
<p>«Non c’è niente di strano. I fascisti sono al governo,  hanno vinto e vogliono far vedere quello che sanno fare. L’altra sera, dopo il  consiglio dei ministri a Napoli, ho letto che Berlusconi è andato a far festa  con Gasparri. Capito? I fascisti si sono riciclati, adesso fanno i ministri, hanno  il potere, sono tornati in forze e, come hanno detto, non si sentono più figli  di un dio minore».</p>
<p><strong>Ma Almirante... </strong></p>
<p>«Almirante è sempre  stato un fascista: un difensore della razza, un repubblichino di Salò che partecipava  ai rastrellamenti di partigiani in val Sesia. Adesso lo celebrano, andiamo bene...  Siamo a un’altra svolta. L’Italia è sempre la stessa: trionfano il conformismo  e il trasformismo. Oggi c’è un altro cambio di stagione».</p>
<p><strong>È la fine  di una storia? </strong></p>
<p>«Lo ha detto Fini, diventato presidente della Camera:  “Con me finisce il dopoguerra”. Voleva dire che finisce anche l’antifascismo.  E quindi possono dedicare le strade a chi vogliono»</p>
<p><strong>Possibile che  una notizia del genere non desti qualche reazione, magari una protesta della sinistra... </strong></p>
<p>«La sinistra? Perchè, c’è ancora la sinistra? Ho l’impressione che  pur di campare la sinistra, o quel che rimane, sia disposta a tutto. Bisogna mangiare  nella greppia del potere per tirare avanti».</p>
<p><strong>E l’antifascismo della  Costituzione? </strong></p>
<p>«Se oggi dici che sei antifascista rischi di trovare  qualcuno che ti ride in faccia, i valori sono andati a farsi benedire. Ma con  chi te la prendi? I fascisti sono diventati tutti filoisraeliani, parlano pure  del 25 aprile come se fosse la loro festa. E tutto fila liscio, come se fosse  la cosa più naturale del mondo. Allora ci sta anche la strada per un fucilatore  di partigiani».</p>
<p><strong>Deluso? </strong></p>
<p>«Molto di più. Sono appiattito,  sotterrato, sono quasi morto. Dal punto di vista politico uno con la mia storia  è finito. Non mi riconosco in questo paese, nei “valori” che esprime questa classe  dirigente. La mia storia è scomparsa. Io sono uno di quelli che si è battuto per  il ritorno dell’Italia alla democrazia, per la sconfitta della dittatura fascista,  difendo la memoria della stagione partigiana che riscattò questo Paese. Ma oggi  sono uno sconfitto, hanno vinto loro. Basta guardarli. Ormai si è stabilito che  la democrazia è una parvenza, un’illusione. E, forse, è vero».<br />
<strong><br />
E quest’Italia  assorbe tutto, senza mai destarsi? </strong></p>
<p>«Gli italiani sono trasformisti,  sempre gli stessi, stanno con chi vince. Magari una volta c’era qualche speranza,  qualche principio per cui battersi. Forse anche noi partigiani ci eravamo illusi  di cambiare il Paese. L’altro ieri Berlusconi ha detto alla Marcegaglia che le  proposte di Confindustria sono il programma del suo governo. Ma ci rendiamo conto?  Come fa il capo del governo a dire una cosa del genere? Quando mai nella nostra  storia abbiamo pensato che la Confindustria fosse il Paese? E la Marcegaglia,  la raccomando... Ha fatto un intervento per accusare tutti, senza un cenno autocritico,  senza un rimorso su quanto sta accadendo. Questi capitalisti pensano di essere  sempre nel giusto, di non aver nessun difetto».</p>
<p><strong>E invece? </strong></p>
<p>«Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo, ma non è scevro di gravi difetti.  È un sistema in crisi, ci sta togliendo l’acqua, l’aria per vivere. Stiamo sulla  stessa barca e stiamo affondando, tutti felici in questo globalismo catastrofico.  Noi italiani facciamo finta di niente, ma stiamo precipitando. E ora è comparso  il segno del precizio».</p>
<p><strong>Quale?</strong></p>
<p>«La scelta di tornare  al nucleare. Una follia. Ricadiamo nello stesso errore che avevamo evitato, per  un colpo di fortuna, vent’anni fa. E il bello è che torniamo al nucleare con le  stesse motivazioni di allora, “perchè ci serve”. Ci siamo dimenticati tutto. A  questo punto ci meritiamo le centrali nucleari e anche la strada per Almirante».</p>
<p><strong>Rinaldo Gianola</strong> - da L'Unità www.canisciolti.info</p>
<p><a title="Disclaimer" href="http://www.canisciolti.info/pagina.php?id=26">disclaimer</a></p>
<h3><span><span><span><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;"><a title="Permanent link to this article" href="http://isole.ecn.org/antifa/article/2057/razzista-e-fascista-ricordate-chi-era-almirante"><strong>Razzista e fascista. Ricordate chi era Almirante</strong> </a>·</span></span></span></span></span></span></h3>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La rivista "La difesa della razza"]]></title>
<link>http://cosepiugiovanidiberlusconi.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Sun, 25 May 2008 20:42:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantis1962</dc:creator>
<guid>http://cosepiugiovanidiberlusconi.wordpress.com/?p=9</guid>
<description><![CDATA[
 
Nel 1938 un gruppo di scienziati razzisti italiani diede vita alla rivista &#8220;La Difesa dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cosepiugiovanidiberlusconi.files.wordpress.com/2008/05/difesadellarazza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10" src="http://cosepiugiovanidiberlusconi.wordpress.com/files/2008/05/difesadellarazza.jpg?w=300" alt="La Difesa della Razza" width="151" height="114" /></a></p>
<p> </p>
<p>Nel 1938 un gruppo di scienziati razzisti italiani diede vita alla rivista "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_difesa_della_razza" target="_blank">La Difesa della Razza</a>". Al periodico, fondato da Telesio Interlandi, collaborarono anche Julius Evola e <a href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200805/alemanno-una-strada-per-almirante-si-chiamera-via-gli-ebrei/" target="_blank">Giorgio Almirante</a>. Le pubblicazioni terminarono nel 1943 per esaurimento di argomenti. Esistono diversi libri sulla storia della rivista. Da raccomandare caldamente, <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/pisanty_valentina-la_difesa_della_razza_.aspx?ean=9788845214196" target="_blank">l'antologia </a>curata per Bompiani da Valentina Pisanty.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fascist rise in rome give results, more expected]]></title>
<link>http://romebigbrother.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 19:45:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>romebigbrother</dc:creator>
<guid>http://romebigbrother.wordpress.com/?p=57</guid>
<description><![CDATA[Hells Bells RInging. The good vibes that the mayor and his followers have spread in the last years a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/LNSymkkCBAY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/LNSymkkCBAY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span>Hells Bells RInging. The good vibes that the mayor and his followers have spread in the last years are now giving their proper results.</p>
<p>In the last 24h only in rome:</p>
<p>a nazi gang with black simbols and weapons attack a group of stores managed bt foreigners in the disctrict of Pigneto.</p>
<p>a dj that often speeks about gay issue has been attacked last night while returning home.</p>
<p>Specially the first action is the symbol of groups of people thinking that now they are safe and can act freely.</p>
<p>pictures of the raid on the repubblica newspaper site linked here</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/raid-pigneto/1.html">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/raid-pigneto/1.html</a></p>
<p>it is the minimum that can happen when a mayor can be proud of beeing arrested 3 different times</p>
<p>- aggression with weapons to leftists</p>
<p>- throwing molotov on soviet union embassy</p>
<p>- ag