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	<title>alain-corbin &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "alain-corbin"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 14:25:58 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Padre Pio, Lenin e il corpo]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 15:29:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
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<description><![CDATA[Allo scienziato Aleksej Abrikosov non si ascrivono particolari meriti scientifici; ma almeno uno è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Allo scienziato Aleksej Abrikosov non si ascrivono particolari meriti scientifici; ma almeno uno è stato tale da portare i malpensanti a credere stesse barando. Egli mummificò la salma di Lenin, esposta nel mausoleo suprematista di Aleksej Ščusev, dal 1924. Lo stato di conservazione del corpo era tanto perfetto da suscitare l’idea si trattasse di una statua di cera.</p>
<p class="MsoNormal">La cosa non deve stupire. Quando si è aperta la cripta di Santa Maria delle Grazie, anche l’arcivescovo Domenico D’Ambrosio, ha detto che il corpo di San Padre Pio era perfetto. Il corpo del campione, del leader, del santo, recano nella propria carne lo stigma della loro forza interiore, morale o fisica. Nella nostra mitologia dei corpi, è il corpo che dà forma alla bellezza e alla nobiltà dell’anima. E’ una cosa singolare. La nostra cultura crea i concetti di corpo e anima, dai quali discendono altre fondamentali categorie euristiche attraverso le quali pensiamo il mondo - come Ragione e Sentimento, Eros e Thanatos - ma sottomette la materia alla ragione dello Spirito, per provare attraverso l’unico dato certo, il corpo, l’esistenza del polo metafisico, il <i>pneuma</i>, il soffio vitale. Sembra, infatti, che l’invenzione dell’anima – e la sistematizzazione del polo opposto che in difetto precisa la prima, ovvero il corpo - risalga soprattutto a Sant’Agostino che importò nell’escatologia cristiana la distinzione di anima e corpo propria di Platone; ma ancora più probabilmente di Plotino.</p>
<p class="MsoNormal">Il termine ebraico con il quale si descriveva il corpo che rinasce con la Resurrezione, ad esempio, è <i>nefas</i> che descriveva, però, l’interezza dell’essere, non un corpo disgiunto dalla Spirito. Da quel momento in poi, però, la filosofia costruirà sempre di più la mitologia del corpo. Attorno alla quale, fra l’altro, in un incessante interscambio simbolico fra religione e politica, si struttureranno varie teofanie e teleologie. L’Eucarestia è il Corpo e il Sangue di Cristo che è consustanziale, cioè della stessa sostanza, rispetto al Padre e allo Spirito Santo. Il corpo eucaristico è tanto materico da poter essere manducato, mangiato simbolicamente dai fedeli. La manducazione del corpo (simbolico?) della divinità, d’altronde, si presenta come un archetipo universale, presente sia presso le mitiche popolazioni mediterranee pre-indoeuropee, come nell'antico rito miceneo della “manducazione del Re Saggio”, sia nelle popolazioni tribali, come attestano gli studi di Durkheim sull’intichiuma.</p>
<p class="MsoNormal"> L’esposizione del corpo di Padre Pio, quindi, scava nelle viscere della Storia e ripropone un fenomeno molto arcaico, eppure attuale. Con lo Stato moderno il potere politico diventa essenzialmente un potere sul corpo, biopolitico. Con questo termine si descrive un nuovo Stato che, piuttosto che controllare i sudditi attraverso la minaccia della morte, controlla e disciplina con una serie di pratiche che hanno per oggetto il corpo e la vita; è in questo solco che nascono la fisiognomica, la psichiatria e l’antropologia. Un esempio lampante e attuale di questo trend sono le leggi sulla procreazione, sull’aborto, sull’eutanasia. Il corpo, così, non esce mai di scena è afferma un primato politico. I cittadini sono riuniti nel corpo politico; e il corpo del politico veicola la forza dello Stato. Sia il Mussolini a torso nudo a trebbiar grano, che il maschio proletario dell’iconografia comunista, che lo scattante Cavaliere dopo il lifting, sono accumunati da una mitologia del Corpo che – quale paradosso! – vuole incarnare la giovinezza e l’immortalità della’anima, alla quale si contrapporrebbe.</p>
<p class="MsoNormal">E’ proprio in base al primato politico del corpo che si inscrive l’esposizione o il vilipendio del corpo. Dalla bellezza de I funerali di Togliatti di Renato Guttuso, all’obbrobrio del corpo del Duce, appeso come al macello dai partigiani. E’ proprio grazie a questa centralità che il corpo diventa un oggetto sociale, al centro di densi discorsi estetici ed etici. Il corpo va depilato, rasato, profumato, scolpito, isolato, separato, segregato, abbellito, colorato, vestito, mostrato. Non si dice, forse, che la seduzione è l’arte del celare? Per poi mostrare il corpo ad un fortunato partner?</p>
<p class="MsoNormal">La storia sociale degli odori di Alain Corbin, ad esempio, mette in relazione la fisiologia dell’ordine sociale con gli odori, le strategie di purificazione dello spazio pubblico attraverso la deodorizzazione dei corpi. Per il razzista, il meridionale, il nero e il rom puzzano. Il loro corpo è diverso, anormale, rozzo, deforme, sporco. Non hanno il lindore, il profumo, la freschezza, la sinuosità di un corpo di una pubblicità di Dolce e Gabbana o Benetton. Il paradosso dell’uso politico del corpo, per quanto irriverente possa suonare, è che le logiche di esposizione di Padre Pio e di un poster di moda sono simili. Anche se la Chiesa, come nel caso della malattia di Wojtyla, sottolinea l’importanza di mostrare la sofferenza, piuttosto che la potenza del corpo, per marcare la propria diversità, sarebbe preferibile fare una sola cosa. Occultare i corpi.</p>
<p>Alessio Postiglione<br />
(pubblicato su Notizie Verdi del 04/03/08)</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[un christianisme superficiel]]></title>
<link>http://pharisienlibere.wordpress.com/2007/05/30/un-christianisme-superficiel/</link>
<pubDate>Tue, 29 May 2007 23:04:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>pharisienlibere</dc:creator>
<guid>http://pharisienlibere.wordpress.com/2007/05/30/un-christianisme-superficiel/</guid>
<description><![CDATA[Histoire du christianisme pour comprendre notre temps, Sous la direction de Alain Corbin, Nicole Lem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Histoire du christianisme pour comprendre notre temps,</strong> Sous la direction de Alain Corbin, Nicole Lemaître, Françoise Thélamon, Catherine Vincent</p>
<h3>vulgariser  pour libérer la curiosité du lecteur ?</h3>
<p><img src="http://ec1.images-amazon.com/images/I/51pbpnn7zCL._AA240_.jpg" alt="couverture du livre" align="right" border="0" height="240" hspace="20" vspace="20" width="240" />Pas d'index sauf un glossaire de  8 mots dont une définition incomplète pour le dernier, <em>"uniate"</em>. Ni de bas de page, ni de bibliographie  digne de ce nom une page comprend, en tout et pour tout, deux ouvrages <em>"encyclopédiques"</em> dont un en français, publié chez Desclée : l'histoire du Christianisme en 14 tomes publiée sous la direction des Piétri: : Ces absences signalent qu'il s'agit d'un ouvrage de vulgarisation de chez vulgarisation.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Quand on compare la liste des directeurs des volumes de l'Histoire publiée par Desclée, et la liste des auteurs de ce recueil d'article, on se rend compte que ce sont les mêmes , au moins pour les plus mandarins d'entre eux.  Les œuvres des petits nouveaux, qui ne sont connues que par le lecteur averti,  qui s'ajoutent à ces auteurs ne sont pas mentionnées.</p>
<p>Par le phénomène des articles séparés, ou les auteurs semblent avoir travaillé leurs 4 pages <em>"dans leur coin"</em> et malgré la confection d'une table des matières qui donne l'impression d'une continuité chronologique, le contenu de chacun de ces chapitres, quand il est composé de plusieurs articles est disparate. La table des matières ne signale pas le nom des auteurs des articles. On ne peut donc avoir d'emblée  le périmètre des sujets traités par chacun des auteurs. Ainsi, dans le chapitre <em>"l'adaptation au monde moderne"</em> ne traite pas du christianisme dans son ensemble, mais des difficultés de l'ECAR  avec la contraception, ouvert par l'article sur Vatican II ;  le concile  n'est pas replacé dans la longue durée.</p>
<p>D'ordinaire, les ouvrages construits sur ce principe évitent ces écueils. On pourrait donc comprendre que ces 450 pages sont un tract publicitaire pour l'ouvrage en 14 volumes.  Ces articles de 4 à 10 pages ne donnent qu'un aperçu des problématiques soulevées par les auteurs et laissent de côté l'état de l'art sur la question traitée. Ce bouquin n'est pas fait pour rendre le lecteur novice autonome. Il déçoit le lecteur averti pour de nombreuses raisons.</p>
<h3>vulgarisation déception ?</h3>
<p>Doit-on affadir pour vulgariser ? Doit-on schématiser pour vulgariser ? Doit-on indiquer des issues de secours si, pour des raisons éditoriales, on en vient à murer des perspectives ? Si on opte pour cette solution, ne devrait-on pas donner les raisons pour lesquelles on le fait ? Ajouter des issues de secours pour les lecteurs plus exigeants ou ceux ont on aura mis la curiosité sur orbite ?</p>
<h4>christianisme <a href="http://www.erf-auteuil.org/conferences/introduction-christianismes-orientaux.html" title="christianismes orientaux dans une autre fenêtre" target="_blank">des 3 à 5 conciles</a>, christianismes orientaux</h4>
<p>La distinction entre les orthodoxies orientales n'est pas faite. Rien n'indique l'absence d'homogénéité entre le nombre de conciles reconnus par les diverses églises. La part congrue réservée aux christianismes orientaux est réduit à la portion congrue (4 pages), l'uniatisme juste mentionné (compléter avec l'article sur l'uniatisme bulgare paru dans <em>"Problèmes d'histoire des religions III, 1992" <a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2800410574?ie=UTF8&#38;tag=lephli-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=1642&#38;creative=6746&#38;creativeASIN=2800410574">Le Libéralisme religieux</a><img src="http://www.assoc-amazon.fr/e/ir?t=lephli-21&#38;l=as2&#38;o=8&#38;a=2800410574" style="border:medium none !important;margin:0 !important;" border="0" height="1" width="1" />, presses de l'ULB</em>  et l'histoire des <a href="http://www.indianchristianity.org/syrian.html" title="christianismes indiens dans une autre fenêtre" target="_blank">chrétiens de Mar Toma</a>). Nulle part n'est mentionné le concile de Moscou (Voir<a href="http://www.amazon.fr/gp/product/220407649X?ie=UTF8&#38;tag=lephli-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=1642&#38;creative=6746&#38;creativeASIN=220407649X">Le Concile de Moscou (1917-1918) : La création des institutions conciliaires de l'Eglise orthodoxe russe</a><img src="http://www.assoc-amazon.fr/e/ir?t=lephli-21&#38;l=as2&#38;o=8&#38;a=220407649X" style="border:medium none !important;margin:0 !important;" border="0" height="1" width="1" />) de 1917-19 qui reconnaissait, entre autres  le rôle des laïcs et qu'il serait intéressant de mettre en perspective avec les modalités actuelles de la renaissance du christianisme orthodoxe russe. Rien sur le christianisme arménien qu'il s'agisse du <a href="http://www.clio.fr/CHRONOLOGIE/chronologie_armenie_un_royaume_et_un_peuple_menaces_de_toutes_parts.asp" title="arménie dans une autre fenêtre" target="_blank">catholicossat errant</a> ou des massacres de 1915.</p>
<p>Le christianisme en pays arabes est réduit à des histoires de dhimmitude. Nulle part est indiqué que les chrétiens du monde Arabe importèrent l'antisémitisme dans ces régions qui ne le connaissaient pas. La situation est plus complexe quand elle est décrite dans l'ouvrage paru chez Autrement <em>"chrétiens du monde arabe</em>"</p>
<h4>spiritualité surtout occidentale et franchement partielle</h4>
<p>Certains courants de spiritualité comme <em>"la mystique de l'incarnation et de la servitude"</em> de Bérulle sont minutieusement décrits, de même la dévotion autour du curé d'Ars.</p>
<p>Le pacifisme catholique autour de <a href="http://www.galbette.com/sangnier/actu_details.php?actu=8" title="pacifisme catholique dans uen autre fenêtre" target="_blank">Marc Sangnier</a>, le héros du Sillon d'avant 1914, puis celui du mouvement <a href="http://paxchristi.cef.fr/" title="pacifisme catholique dans une autre fenêtre" target="_blank">Pax Christi</a> autour des années 1950  comme le pacifisme intégral protestant autour des <a href="http://quakers.blogs.nouvelobs.com/tag/quaker" title="pacifisme quaker dans une autre fenêtre" target="_blank">Quakers</a>, sont  omis.</p>
<p>Les mouvements d'action catholique , c'est à dire l'irruption des laïcs dans l'ECAR ??? le syndicalisme chrétien ? les prêtres ouvriers ?</p>
<h4>protestantisme américain</h4>
<p>Le livre l'envisage  uniquement sous l'angle des églises du réveil et des églises évangéliques. La <a href="http://www.ctr4process.org/" title="process theology dans uen autre fenêtre" target="_blank">théologie  du process</a> est absente..</p>
<p>L'article de Neil Blough évoque ben les divers réveils mais saute directement du 18ème siècle à la fin de la guerre de sécession puis, de là, au début au 20ème siècle sans la moindre escale.</p>
<p>L'article de Sébastien Fath, 3 pages chacun, s'il expose très correctement l'instauration d'une structure hiérarchique dans certaines églises protestantes américaines, <strong>passe sous silence les débuts du fondamentalisme avant 1960 !</strong>. De cette omission, le lecteur novice ne peut comprendre pas ce qui se joue entre les évangélicalismes et les autres protestantismes qu'il nomme <em>"à caractère oecuménique"</em>.  L'attribution du progrès des évangélicalismes à la reconnaissance du mariage civil homosexuel dans les autres églises issues de la Réforme est assez rigolote. C'est typiquement un problème d'expert : possédé par son sujet, il n'envisage aucun des alentours, comme les relations qu'on pourrait nommer "diplomatiques" ou "politiques" entre les églises, tel le retentissement des décisions des unes sur les autres ou ce qu'on pourrait nommer "les effets secondaires de leurs pastorales respectives". Le résultat est la même lacune que dans le numéro d'historia sur les intégrismes ; cette lacune induit le lecteur en erreur en oubliant que, de part et d'autre de l'Atlantique, c'est une question d'hégémonie entre divers églises qui se joue.</p>
<p>L'article sur l'expansion missionnaire au 19ème et 20ème siècle ne signale pas <strong>Qui Pluribus Impar</strong> (qui reproche aux églises protestantes de dépenser leurs fonds comme bon leur semble, entre autre en diffusaant la Bible gratuitement.)</p>
<p>L'article <em>"de l'oecuménisme au dialogue interreligieux"</em> d'Etienne Fouilloux ne mentionne pas le nom de <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Lars_Olof_Jonathan_S%C3%B6derblom" title="Nathan Söderblom dans une autre fenêtre" target="_blank" rel="nofollow">Nathan Söderblom</a>, pourtant prix Nobel de la Paix en 1929 pour cette activité. De même la fondation du <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Parliament_of_the_World%27s_Religions" title="Parlement International des religions dans une autre fenêtre" target="_blank" rel="nofollow">Parlement International des religions</a> en 1873 par <strong>Swami Vivekananda</strong> et un chrétien unitarien américain  est  tout bonnement absent.  La fondation du C.OE.E en 1948 est omise  comme le nom de Visser T'Hoff, son fondateur; l'existence de l'organisme est signalé en 1961 lors de l'entrée des églises orthodoxes et l'on saute gaillardement à Jean XXIII qui devient, alors,  l'initiateur du mouvement œcuménique.   Cette omission est stupéfiante  de la part d'Etienne Fouilloux, éditeur du journal d'un théologien de Yves Congar , lequel a cette époque, maintient des contacts avec Visser T'Hooff. Congar y signale combien l'ECAR s'arqueboute contre la création du C.OE.E.</p>
<p>Les moments saillants deviennent :</p>
<ul>
<li>l'accord de Balamand entre orthodoxes et catholiques de 1993</li>
<li>et l'accord luthero-catholique de  1999.</li>
</ul>
<p>D'autres accords inter-ecclésiaux, s'il faut prendre l'oecuménisme par ce biais,  n'existent pas dans le bouquin  qui sont de la même période :</p>
<ul>
<li><a href="http://www.protestants.org/docpro/doc/0145.htm" title="La concorde de Leuenberg" target="_blank">La concorde de Leuenberg</a>,</li>
<li>Les accords luthéro anglican et épiscopaliens d'Amérique du Nord en 1999</li>
<li>Les accords luthéro réformés en Europe du Nord, dépassant un peu l'Europe scandinave</li>
<li>L'<a href="http://www.protestants.org/faq/grandes_rel/htm/reuilly.htm" title="Affirmation commune de Reuilly" target="_blank">Affirmation commune de Reuilly</a> dans laquelle sont impliquées les églises signataires de la concorde plus la Communauté anglicane. (2000)</li>
<li>La communauté de Leuenberg 2005</li>
</ul>
<p>La question de hospitalités eucharistiques réciproque et de la reconnaissance des ministères n'est pas évoquée.</p>
<h4>l'adaptation au monde moderne</h4>
<p>L'article de René Rémond <em>"le christianisme et les idéologies du 20ème siècle"</em> confond le christianisme et le catholicisme, puis libéralisme économique contemporain et le libre examen. C'est le seul propos de l'article  sur le protestantisme pouvant s'intégrer dans ce sujet de l'adaptation au monde moderne. Un petit mot sur les courants orthodoxes du luthéranisme et leur compromission avec le nazisme n'aurait pas été superflu ; de même, la pensée politique de Paul Tillich, théologien germano-américain, et sa critique du compagnonnage des conservatismes politiques et des orthodoxies ne sont pas mentionnés. Rémond <em>"excuse"</em> sans analyse les <em>"tendresses"</em> de l'ECAR pour les régimes autoritaires à l'exclusion du soviétisme.</p>
<p>Le Concile du Vatican II n'est pas replacé dans la longue durée. L'intransigeantisme de et depuis Pie IX est bien évoqué par l'excellent François Laplanche ; le phénomène de discontinuité  économise l'usage de l'expression "crise moderniste" comme si la thèse d'Emile Poulat n'existait pas alors que les ouvrages de François Laplanche sont éclairants.  L'ouvrage s'insère dans la série des ouvrages de Laplanche de la collection "évolution de l'humanité" chez Albin Michel.. Toutefois la relation de l'intransigeantisme avec la pensée <em>"réactionnaire"</em> de Joseph de Maistre n'est pas signalée dans la construction de celui-ci, plus tard nommé intégralisme ou intégrisme. Tout se passe comme si chacun des auteurs engagés dans ce chapitre en avait laissé le soin à l'autre et qu'aucun ne l'avait fait.</p>
<p>Le monde moderne n'est envisagé que par la question des relations entre l'ECAR et la contraception.  S'il est vrai que la possibilité de limiter efficacement les naissances inaugure pour les femmes une nouvelle ère, ce sont les rapports du christianisme dans son ensemble avec la sexualité qu'il faudrait évoquer y compris la mode qui pousse certains sujets en avant de dates en dates, comme la propagation de l'homophobie dans les églises évangélicalistes . Le créationisme depuis le tournant 19ème 20ème n'est pas évoqué, non plus que les procès du singe non plus que ses évolutions récentes.</p>
<h3>quelques bonnes surprises</h3>
<p>Entre ce qui manque, qui donne une incroyable impression de négligence, on rencontre, surtout dans les  premiers articles quelques bonnes surprises  parmi lesquelles :</p>
<h4>chez Françoise Thélamon</h4>
<blockquote><p><em>"les croyants chrétiens des premiers siècles ont vécu et praiqué leur foi dans les conditions concrètes du monde de leur temps. <strong>C'est en grec </strong>que <cite>"la bonne nouvelle de Jésus-Christ"</cite> et les autres textes qui forment le NT ont été mis par écrit, même si l'araméen, l'hébreu et le syriaque ont été conjointement utilisés dans certains cas."</em>p. 12</p></blockquote>
<p>puis, plus loin :</p>
<blockquote><p><em>"Désormais, <strong>l'empereur accorde ses faveurs aux chrétiens ce qui permet une certaine christianisation</strong> de l'espace et du temps"</em> p13</p></blockquote>
<h4>chez Daniel Marguerat,</h4>
<p>qui tient pour bon le Testimonium Flavianum et signale la quinzaine d'allusions dans le Talmud  à Yeshou, mis à mort pour avoir égaré le peuple,</p>
<blockquote><p><em>"Jésus de Nazareth n'avait pas le projet de créer une religion à part. Son ambition était de réformer la foi d'Israël, ce que symbolise le cercle des Douze intimes qui le suivirent"</em> p 17</p></blockquote>
<h4>Chez Mireille Haddas-Lebel,</h4>
<p>le milieu qui rend possible l'émergence d'un Jésus est clairement enraciné dans la guerre des Macchabées qui procède  à un rapprochement prudent mais effectif entre la figure de Jésus maître de sagesse et les rabbis pharisiens :</p>
<blockquote><p> "l'enseignement de Jésus tel qu'il est décrit dans les évangiles correspond en ien des points à la doctrine pharisienne et vise à la réformer sur d'autres" page 25</p></blockquote>
<p>Elle indique en toutes lettres que les pharisiens maudits dans l'évangile de Matthieu sont ceux de l'époque de rédaction et non ceux de l'époque de Jésus.</p>
<h4>Chez Simon C. Mimouni</h4>
<blockquote><p>"Jésus n'est pas le fondateur du christianisme en tant que religion indépendante. Il est tout au plus le fondateur de la communauté chrétienne de Jérusalem dans le cadre du judaïsme de son temps."</p></blockquote>
<p>puis, plus loin :</p>
<blockquote><p>"la question de la répartition des champs de mission entre Pierre et Paul est une idée qui apparaît tardivement dans la littérature chrétienne : de fait, entre ces deux figures chrétienne, il y a concurrence pour la propagation du message chrétien"</p></blockquote>
<h4>chez Alain Le Bolluec</h4>
<blockquote><p><em>"l'opposition entre hérésie et orthodoxie est le résultat de l'affermissement des structures institutionnelles  Eusèbe, au 4àme siècle a impose pour très longtemps l'image de l'unité originelle de l'Eglise, attaquée par des hérésies successivement plus tard. Ce tableau a présidé à l'historiographie, à quelques exceptions près, jusqu'au 20ème siècle. Il a alors été bouleversé par Walter Bauer, qui s'est efforcé de montrer que les courants qualifiés ultérieurement d'hérétiques, étaient majoritaires au 2ème siècle alors que les tendances considérées rétrospectivement comme orthodoxes étaient minoritaires."</em> p 71-72</p></blockquote>
<p>Il faudrait ajouter l'exposé très clair d'Annick Martin sur le  contenu des querelles de nature et de substance mises à la portée de chacun.</p>
<p>Pour ces quelques pépites, connues depuis une cinquantaines d'années mais jamais mises à la portée du grand public, le bouquin mérite  d'être acheté.  Il ne couvre pourtant que la troisième partie de l'ambition de l'éditeur : "<em>intéresser les lecteurs chrétiens soucieux d'approfondir leu savoir et tous ceux qui, par simple curiosité intellectuelle ou <strong>pour mieux comprendre la culture de l'autre désire connaître l'histoire d'une religion qui jusque là leur demeurait opaque" </strong></em></p>
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