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	<title>acqua &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/acqua/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "acqua"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 01:26:59 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[“Portami via lontano dal resto, mi piace pensare che puoi…”]]></title>
<link>http://pippamentis.wordpress.com/?p=858</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:20:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>dottorkey</dc:creator>
<guid>http://pippamentis.wordpress.com/2008/10/10/%e2%80%9cportami-via-lontano-dal-resto-mi-piace-pensare-che-puoi%e2%80%a6%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[E negli anni novanta venne fuori il grunge. I giornalisti identificarono questo nuovo genere, con un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">E negli anni novanta venne fuori il grunge. I giornalisti identificarono questo nuovo genere, con una serie di gruppi che prese a farsi sentire dalle parti di Seattle. Le band appartenenti a questo filone, erano composte da ragazzi giovani dalle storie difficili, con alle spalle famiglie sfasciate, problemi con la droga e una serie di traumi infantili da poterci scrivere un trattato.<br />
Questi ragazzi buttavano fuori il loro molo attraverso la musica, sputavano il veleno con suoni viscerali e testi al vetriolo.<br />
In Italia, un fenomeno del genere non si è mai avuto. Da un lato è una fortuna, perché oggi possiamo raccontare di quella che potremmo definire l’unica band del grunge italiano.<br />
Oggi raccontiamo della storia dei <strong><a href="www.myspace.com/movidarockband">Movida</a></strong>, la band milanese che nel corso degli anni novanta ha pubblicato due dischi davvero interessanti, che a riascoltarli ancora oggi, accendono e infiammano.<br />
La band nasce dalle ceneri di diversi gruppi: il batterista <strong>Mario Riso</strong> e il chitarrista <strong>Gianluca Battaglion</strong> sono stati due colonne nella band hard roc<strong>k Royal Air Force</strong> (RAF), mentre il cantante <strong>Alessandro Ranzani</strong> proveniva dai <strong>Pragma</strong>. Il quintetto si completa con <strong>Giovanni Frigo</strong> alla chitarra e<strong> Ivan Lodini</strong> al basso.
</p>
<p style="text-align:left;">
[caption id="" align="aligncenter" width="350" caption="Frammenti Simili"]<img src="http://img115.imageshack.us/img115/9123/frammentisimiliti9.jpg" alt="Frammenti Simili" width="350" height="345" />[/caption]
<p style="text-align:left;">
<a href="http://g.imageshack.us/img509/frammentisimililn1.jpg/1/"><img src="http://img509.imageshack.us/img509/frammentisimililn1.jpg/1/w202.png" border="0" alt="" /></a><br />
Il disco d’esordio della band milanese si intitola <em>Contro ogni tempo</em> ed è una scarica di rock assolutamente indomabile. Mario Riso non si limita a suonare la batteria, ma ridisegna lo strumento nella sua essenza, diventando a volte protagonista, a volte comprimario.<br />
Ivan Lodini completa la sezione ritmica con linee di basso potenti, decise, che sottolineano l’urgenza dei testi, o la morbidezza dei concetti. Le chitarre di Battiglion e Frigo irrompono e devastano, ricuciono e trascinano in un turbinìo di eccessi e mancanze che dà il capogiro. Inutile dire che la ciliegina sulla torta-Movida, è la voce di Alessandro Ranzani. Calda come lo Scirocco che viene dal mare, aspra, graffiante e incazzata quando serve, è uno strumento polifonico che traduce in canzoni le emozioni del frontman.<br />
Brani come<em> Violenza</em> e <em>Svegliatemi</em> sono un grido liberatorio, a metà tra una richiesta d’aiuto e un avviso al mondo finto che circonda i ventenni di qualunque latitudine. <em>Anni Luce</em> può essere considerata addirittura un inno generazionale, un manifesto in cui riconoscersi non è affatto difficile. Non mancano episodi romantici e riflessivi, come la bella Immaginare. Tentare di descrivere <em>Contro ogni tempo</em> è pari a voler fermare un treno con gli alluci.<br />
Quando, nel 1995 il disco venne pubblicato, il successo fu immediato e trascinante. La <strong>Spell Record</strong> pubblica, contemporaneamente, anche la versione inglese dell’album (Against it all).<br />
Il successo di pubblico e critica è immenso. Oltre oceano fioccano i riconoscimenti: miglior band al<br />
"<strong>Concrete Foundation Forum</strong>" di Los Angeles.<br />
Il singolo scelto per il mercato è <em>Anni Luce (Light Years)</em> che cavalca le onde radio degli States e viene scelto per la colonna sonora del film <em>The Touche</em>.<br />
I Movida ricordano davvero molto i primi <strong>Pearl Jam</strong>, anche nella scelta artistica dei contenuti del cd, ma rispetto alla band di Seattle si caratterizzano per una grinta musicale perfettamente in linea con le sensazioni gocciolanti delle loro canzoni.<br />
Dopo il grande successo, la band pubblica il suo secondo disco, intitolato <em>Frammenti Simili</em>. La registrazione è più curata, la tecnica è migliore e alla produzione partecipa anche <strong>Marks Lepore</strong> come produttore artistico.
</p>
<p style="text-align:left;">
[caption id="" align="aligncenter" width="350" caption="Contro Ogni Tempo"]<img src="http://img413.imageshack.us/img413/6488/controognitempoqp7.jpg" alt="" width="350" height="304" />[/caption]
<p style="text-align:left;">
Il canovaccio sonoro e canoro resta di altissimo livello, i brani si inseguono, si lasciano ascoltare e si trascinano dietro rabbia, freddo, amore e voglia di farsi sentire.<br />
La maggiore cura della registrazione di <em>Frammenti simili </em>attenua la spontaneità devastante che veniva fuori dall’ascolto di <em>Contro ogni tempo</em> per favorire il lato più tecnico e meno umorale del disco.<br />
Inspiegabilmente, quando tutto lasciava presagire l’uscita del terzo album, i Movida annunciano una pausa. Soltanto quest’anno la band è tornata a calcare il palco, proponendo i vecchi brani e lasciando qualche speranza per il futuro.<br />
In questi anni i Movida hanno preso parte a diversi progetti: Ranzani è tornato a pubblicare con la sua vecchia band, i Pragma (con testi rigorosamente in inglese), e Mario Riso ha fondato il progetto <strong>Rezophonic</strong>, all’interno del quale ha convogliato numerosi artisti italiani per la raccolta di fondi necessari alla costruzione di pozzi nel continente africano.<br />
Dopo la recente reunion del gruppo, che si è esibito dal vivo mostrando ancora uno smalto intaccato, si aspettano i prossimi passi della band che, senza esitazione, può esser definita il più bel punto di contatto tra il rock e il metal della musica italiana.
</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:right;"><em>Dottor Key<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/movidarockband" target="_blank"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CHI PAGA L'ACQUA DELLA CITTA' DEL VATICANO?]]></title>
<link>http://criminievaticano.wordpress.com/?p=436</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 10:41:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>criminievaticano</dc:creator>
<guid>http://criminievaticano.wordpress.com/2008/10/10/chi-paga-lacqua-della-citta-del-vaticano/</guid>
<description><![CDATA[A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, lo stato italiano si fa carico della dotazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 1929, con la firma dei Patti Lateranensi, <b>lo stato italiano si fa carico della dotazione di acqua per lo Stato Vaticano</b>, in virtù dell’articolo n. 6, che al primo comma dice che "L’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati alla Città del Vaticano un’adeguata dotazione d’acqua in proprietà".<br><br />
<b>L’Italia si fa carico da allora dei 5 milioni di metri cubi d’acqua consumati in media dallo Stato Pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all’Acea, ma non paga le bollette, perché non riconosce la tassazione imposta da enti appartenenti a stati terzi.</b> In soldoni, non riconosce Acea perché è "straniera".<br><br />
<b>Quando Acea si quota in borsa nel 1999, chiede un intervento al governo italiano, che ripiana i 44 miliardi di lire di debiti relativi alla fornitura delle acque vaticane. Da quel momento, la Chiesa avrebbe dovuto farsi carico di una spesa di 4 miliardi di lire annui, ma non è andata così</b>. Tutti i salmi finiscono in gloria, <b>e lo Stato italiano si trova di nuovo nel 2004 a pagare il conto: tocca alla finanziaria 2005 stanziare 25 milioni di euro subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprie</b>.<br><br />
<b>Nel 2001 il Governo Berlusconi istituisce una commissione bilaterale per provare a dirimere la questione</b> delle acque bendette, <b>ma</b> pare che ci sia poco da fare per i debiti che ACEA lamenta, <b>il Vaticano è disponibile a pagare solo una quota di 1.100 euro, per realizzare un depuratore.</b> STOP.<br><br />
<b>La commissione ha assicurato allo stato pontificio la dotazione d’acqua richiesta (1059 once all’anno) sempre con carattere di gratuità</b>, come disposto dai patti lateranensi, per far fronte alle esigenze sia all’interno delle mura Lonine, che all’esterno, a beneficio delle sedi di dicasteri ed enti contrali della Chiesa, indicati dalla Santa Sede con apposito elenco, che viene aggiornato in via diplomatica. Quali e quanti siano è da scoprire. Il Vaticano comunque corrisponderà un contributo periodico in riconoscimento degli oneri connessi al trasporto dell’acqua.<br><br />
Carta e penna alla mano, <b>facendo due conti si realizza facilmente che il debito dal 1999 ad oggi ammonta a circa 52 milioni di euro.</b><br><br />
C’è da strabuzzare gli occhi, al pensiero dell’enorme buco che lo stato italiano ha dovuto ripianare e che Acea ha tollerato, soprattutto se si confronta con un normale cittadino, che se non paga una bolletta rischia di trovarsi i sigilli sul contatore!<br><br />
L’acqua è diventata un bene preziosissimo per il pianeta, a causa delle molte guerre che per essa si combattono. Nei Paesi poveri si imbracciano i fucili per avere qualche zampillo d’acqua potabile che garantisca la sopravvivenza. Nei Paesi ricchi invece il business si fa privatizzandola: comprando a poco prezzo le fonti, e rivendendo in bottiglie di plastica etichettate un "prodotto" che in realtà è un bene primario, un’esigenza per la vita della collettività.<br><br />
Le grandi multinazionali e le multiutility dei comuni fanno schizzare i bilanci alle stelle vendendo l’acqua a prezzi più elevati del petrolio, ma l’acqua è soprattutto vita, bene comune dell’umanità. Ecco perché anche il Vaticano dovrebbe riconoscerle il giusto valore (se non per il debituccio…).</p>
<p>da <a href="http://www.francarame.it/node/953">www.francarame.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’ESEMPIO DI LENNO E IL CUBO DI GARZENO]]></title>
<link>http://pdaltolago.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 16:47:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdaltolago</dc:creator>
<guid>http://pdaltolago.wordpress.com/2008/10/09/l%e2%80%99esempio-di-lenno-e-il-cubo-di-garzeno/</guid>
<description><![CDATA[ 
Pubblichiamo qui di seguito un interessante intervento di Gianmaria Piazza, componente del nostro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=54661"><img class="alignnone size-full wp-image-108" title="16" src="http://pdaltolago.wordpress.com/files/2008/10/16.jpg" alt="" width="208" height="129" /></a> <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/firme.aspx?t=/speciali/salva_italia/home.htm"><img class="alignnone size-full wp-image-111" title="8" src="http://pdaltolago.wordpress.com/files/2008/10/8.jpg" alt="" width="221" height="97" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Pubblichiamo qui di seguito un interessante intervento di <strong>Gianmaria Piazza</strong>, componente del nostro circolo, a proposito di edilizia, ambiente e tutela del territorio. In calce, la risposta che <strong>Giorgio Gandola </strong>(</span><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">lettere@laprovincia.it</span>) ha fornito sul quotidiano <em>La Provincia di Como</em>. Chiunque volesse intervenire sull'argomento, è pregato di inviare una mail all'indirizzo del circolo, ovvero <strong>pd.altolago@email.it</strong> . I contributi verranno pubblicati su queste stesse pagine. Buona lettura.</span><!--  --></p>
<p><!--[if gte mso 10]&#62; &#60;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --><em><span style="color:#008000;">La vicenda della possibile costruzione di ville sulla penisola di Lenno offre lo spunto per qualche considerazione sulla arcinota  influenza dei media sulla formazione delle idee, o meglio delle sensazioni, di noi popolo lettore e tele-visore. Ai primi articoli, ai primi titoli, ho subito pensato alla solita speculazione edilizia che avrebbe fatto scempio di una delle più belle zone del lago: indignazione; applausi all'intervento dell'associazione ambientale che tutela il territorio,ecc.</span></em></p>
<p><em><span style="color:#008000;">A bocce quasi ferme (l'intervento è stato sospeso) ho letto le affermazioni del Sindaco e di chi ha redatto il progetto e l'intera vicenda non mi è più sembrata da "al lupo! al lupo!" come in prima battuta, ma suscettibile di discussione con intorno al tavolo tutti i protagonisti. Mi ha colpito anche una frase del progettista: "nelle periferie si può far di tutto e sul lago ci si scandalizza anche di progetti rispettosi dell'ambiente".</span></em></p>
<p><em><span style="color:#008000;">Qui da noi, in Valle Albano, il sindaco di Garzeno (diventato, dopo le solite sceneggiate, anche presidente della Comunità Montana) ha autorizzato una presa d'acqua per motivi elettrici e la costruzione di una strada parallela che hanno sventrato la montagna. Di fianco ad un vecchio e caratteristico ponte e ad un agriturismo sul torrente sorge ora un cubo di cemento e un altro sarà presto costruito nel bosco tra la diga e l'abitato. Lenno ha trovato difensori e ribalta mediatica per un'ipotesi di intervento da valutare; l'alto lago (periferia, appunto) resta isolato e subisce in silenzio le offese di chi svende il territorio per soldi. Il dr. Giuseppe Cosenza dell'ufficio territorio della Provincia, così solerte nel promettere il blocco di eventuali interventi del Comune di Lenno, non potrebbe avventurarsi oltre il 46° parallelo e dare un'occhiata alla devastazione della media Valle Albano?</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Ed ecco la risposta di Giorgio Gandola:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Tutti dovremmo avventurarci oltre il 46° parallelo e in generale diffidare dei sindaci vietcong che scambiano i bunker per opere d'arte. A Lenno il ripensamento era doveroso, ma mentre ripensavamo è scoppiata la lottizzazione sotto l'bbazia dell'Acquafredda. Caro signor Piazza, pare che i cubi di cemento siano molto di moda. E non ci si può mai distrarre un attimo.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ambiente: a Savona un bilancio positivo per Educambiente 2008]]></title>
<link>http://effepi70.wordpress.com/?p=1228</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 11:13:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabrizio Pinna</dc:creator>
<guid>http://effepi70.wordpress.com/2008/10/09/ambiente-a-savona-un-bilancio-positivo-per-educambiente-2008/</guid>
<description><![CDATA[





Un bilancio positivo per la manifestazione savonese di sensibilizzazione ai problemi ambiental]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://effepi70.files.wordpress.com/2008/10/foto_p_educambiente.jpg"><img class="size-medium wp-image-1230" title="foto_p_educambiente" src="http://effepi70.wordpress.com/files/2008/10/foto_p_educambiente.jpg?w=300" alt=" " width="300" height="223" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p align="justify">Un bilancio positivo per la manifestazione savonese di sensibilizzazione ai problemi ambientali rivolta ai più giovani (ma non solo, ovviamente) Educambiente 2008, la quale ha confermato anche quest'anno l'ottima salute dell'iniziativa, unica nel panorama regionale a coniugare, sulla base di una programmazione annuale, iniziative destinate all'educazione ambientale (vedi il post <em><a title="il programma" href="http://effepi70.wordpress.com/2008/09/25/educambiente-2008-a-savona-il-programma/" target="_blank">Educambiente 2008 a Savona: il programma</a></em>).</p>
<p align="justify">Anche la quarta edizione di Educambiente, organizzata dalla Provincia di Savona - Assessorato all'Educazione Ambientale, ha riscontrato un'ottima partecipazione di pubblico; le due giornate dedicate ai convegni, secondo i dati forniti dalla provincia stessa, hanno visto le aule affollate di partecipanti: nella prima sessione di giovedì 3 ottobre, dedicata alle scuole, più di 250 persone hanno presenziato nell'Aula Magna dell'Istituto Mazzini Martini Pancaldo di Savona agli interventi dedicati al tema "Acqua, bene e risorsa comune" che, quest'anno è stato il filo conduttore dell'evento. Luca Mercalli, meteorologo già ospite nelle precedenti edizioni e diventato a tutti gli effetti punto di riferimento dell'evento ha coinvolto gli studenti in un appassionante dibattito sul tema proposto invitando tutti a riflettere sulla situazione attuale e sulle prospettive future.</p>
<p align="justify">Durante la seconda sessione di venerdì 4 ottobre, si è potuto assistere al confronto dei rappresentanti degli Enti presenti sul territorio condotto dal Dott. Onofrio giornalista del Secolo XIX. I vari punti di vista espressi dai partecipanti hanno destato interesse e consapevolezza su tematiche che, anche se conosciute, rivestono un interesse collettivo.</p>
<p align="justify">La rassegna è proseguita fino al 7 ottobre, giorno in cui, nella sala mostre della Provincia di Savona, si è svolto l'evento terminale della 4° edizione con la premiazione dei vincitori del concorso fotografico per dilettanti "Impronte d'acqua".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'acqua non è uguale per tutti]]></title>
<link>http://risklover.wordpress.com/?p=114</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:09:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Risklover</dc:creator>
<guid>http://risklover.wordpress.com/2008/10/07/acqua-non-e-uguale-per-tutti/</guid>
<description><![CDATA[
L&#8217;acqua è un bene di tutti, ma nonostante questo la si paga profumatamente e, addirittura, h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-115" title="acqua.jpg" src="http://risklover.wordpress.com/files/2008/10/acqua.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<p>L'acqua è un bene di tutti, ma nonostante questo la si paga profumatamente e, addirittura, ha un costo molto differente a seconda delle varie zone e regioni d'Italia. Infatti, secondo un'<a href="http://www.cittadinanzattiva.it/content/view/1908/230/" target="_blank">indagine di Cittadinanzattiva</a>, la città di <strong>Agrigento</strong> avrebbe un costo per l'acqua 4 volte superiore al medesimo costo della città di <strong>Milano</strong>, ovvero 445 euro anni contro i 106 euro milanesi. Il confronto parte dal <strong>consumo medio di acqua</strong> per una famiglia di tre persone che consuma 192 metri cubi di acqua all'anno.<br />
Tra le regioni d'Italia, da notare la leadership negativa della <strong>Toscana</strong> (7 città fra le 10 più care), mentre il Nord Italia, in generale, si dimostra meno caro con 8 città tra le prime 10 meno care.</p>
<p>A mio avviso è normale che vi siano differenze nei <strong>costi dei servizi idrici</strong> tra varie città e regioni d'Italia. L'acqua non è distribuita uniformemente sul nostro territorio, abbonda in alcune zone mentre in altre tende a scarseggiare. Certamente, fa impressione che tra due città vi possa essere una differenza così marcata, pari a 4 volte di più. Questo suggerisce che il comune di Milano è capace ed efficiente nella gestione dei servizi idrici alla città, mentre ad Agrigento sarebbe il caso di porre dei correttivi per ovviare alla situazione.<br />
Da notare, comunque, come il costo per questi servizi sia in continua ascesa: in media c'è stato un aumento del +32% in 6 anni e un aumento del 4,6% tra il 2006 ed il 2007. L'acqua è un bene di <strong>vitale importante</strong> e l'aumento del suo costo deve destare preoccupazione, anche più del petrolio stesso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pizza z ziemniakami lub/i frytkami]]></title>
<link>http://qchnia.wordpress.com/?p=997</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 05:34:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Notme</dc:creator>
<guid>http://qchnia.wordpress.com/2008/10/07/pizza-z-ziemniakami-lubi-frytkami/</guid>
<description><![CDATA[ZIEMNIACZANY TYDZIEŃ II

SKŁADNIKI (na 6 dużych kwadratów) : 
 - ciasto na pizze :


200g mąki ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>ZIEMNIACZANY TYDZIEŃ II</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1022" title="pizza-z-frytkami1" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/pizza-z-frytkami1.jpg" alt="" width="420" height="268" /></p>
<p><strong>SKŁADNIKI </strong><strong>(na 6 dużych kwadratów) </strong><strong>: </strong></p>
<p><strong> - ciasto na pizze :<br />
</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-993" title="skladniki-ciasto-na-pizze1" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/skladniki-ciasto-na-pizze1.jpg" alt="" width="420" height="681" /></p>
<p>200g mąki pszennej typu ''0'',</p>
<p>150g mąki pszennej typu ''00'',</p>
<p>150g mąki ''MANITOBA'' (skład mąki ''manitoba'' : mąka pszenna typu ''0'', mąka pszenna typu ''00'', mąka chmielowa lub ekstrat z chmielu, witamina ''C''),</p>
<p>260ml ciepłej wody,</p>
<p>25g drożdży,</p>
<p>2 łyżki oliwy,</p>
<p>2 łyżeczki cukru,</p>
<p>sól.</p>
<p><strong>- nadzienie : </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1001" title="skladniki-na-pizze-z-ziemniakami" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/skladniki-na-pizze-z-ziemniakami.jpg" alt="" width="420" height="219" /></p>
<p>5 średnich ziemniaków,</p>
<p>250ml koncentratu pomidorowego (najlepiej ''polpy'' pomidorowej lub soku pomidorowego),</p>
<p>kilka plastrów ''prosciutto crudo'' lub szynki,</p>
<p>2 kulki mozarella,</p>
<p>duża cebula,</p>
<p>oliwa,</p>
<p>olej (do smażenia frytek),</p>
<p>rozmaryn,</p>
<p>oregano,</p>
<p>sól,</p>
<p>pieprz.</p>
<p><strong>WYKONANIE :</strong></p>
<p><strong>-ciasto : </strong></p>
<p>Drożdże rozpuścić w 4 łyżkach letniej wody, ''suche'' składniki wymieszać ze sobą, wysypać na stolnicę dodać resztę składników i wyrobić dobrze ciasto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-984" title="maki" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/maki.jpg" alt="" width="420" height="549" /></p>
<p>Wyrobione ciasto odstawić pod przykryciem w ciepłe miejsce na minimum 3 godzinki.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-992" title="ciasto41" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ciasto41.jpg" alt="" width="420" height="498" /></p>
<p>Po 3 godzinkach ciasto jest dobrze wyrośnięte i gotowe na nasz spód.</p>
<p><strong>- nadzienie : </strong></p>
<p>W pierwszej kolejności, jest to ważne (!) koncentrat (polpę, sok) pomidorowy mieszamy z oregano, solą, pieprzem oraz łyżką oliwy, mieszamy i odstawiamy niech się przejdzie swoimi smakami.</p>
<p>Cebulę kroimy w krążki i smażymy na oliwie lub oleju, po usmażeniu nie zostawiamy na patelni, ponieważ tak wchłonie za dużo tłuszczu i nie będzie zbyt smaczna.</p>
<p>Ziemniaki obieramy, myjemy i kroimy na cienkie krążki i wstawiamy do piekarnika osolone i wyłożone na papierze do pieczenia przez 10min. Można także  je ugotować, ale nie rozgotować. Dla wielbicieli frytek (ja również się do nich zaliczam :) ), kroimy na frytki i smażymy w głębokim oleju.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1005" title="ziemn" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ziemn.jpg" alt="" width="420" height="543" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1006" title="ziemniaki" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ziemniaki.jpg" alt="" width="420" height="591" /></p>
<p>Wszytko już mamy przygotowane, pozostało ponakładanie składników.</p>
<p>Ciasto na pizze rozwałkować i wyłożyć na największą formę, bez uprzedniego smarowania czymkolwiek, nie zostawiać ponownie ciasta do wyrośnięcia.</p>
<p>Na pizze wylewamy wcześniej przygotowany koncentrat pomidorowy i kolejno nakładamy mozarellę, cebulę, prosciutto (szynkę), ostatnią warstwą są podpieczone ziemniaki lub/i frytki. Pozostało nam skropić ziemniaki oliwą i obsypać rozmarynem i doprawić solą i pieprzem do smaku.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1012" title="pizza-przed-pieczeniem" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/pizza-przed-pieczeniem.jpg" alt="" width="420" height="557" /></p>
<p>Pieczemy w temp. 200 stopni przez 25 minut.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-999" title="pizza-z-ziemniakami" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/pizza-z-ziemniakami.jpg" alt="" width="420" height="332" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ciasto na pizze II]]></title>
<link>http://qchnia.wordpress.com/?p=979</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 05:33:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Notme</dc:creator>
<guid>http://qchnia.wordpress.com/2008/10/07/ciasto-na-pizze-ii/</guid>
<description><![CDATA[
SKŁADNIKI : 

200g mąki pszennej typu &#8221;0&#8221;,
150mąki pszennej typu &#8221;00&#8221;,
1]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-990" title="ciasto12" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ciasto12.jpg" alt="" width="420" height="478" /></p>
<p><strong>SKŁADNIKI : </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-993" title="skladniki-ciasto-na-pizze1" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/skladniki-ciasto-na-pizze1.jpg" alt="" width="420" height="681" /></p>
<p>200g mąki pszennej typu ''0'',</p>
<p>150mąki pszennej typu ''00'',</p>
<p>150g mąki ''MANITOBA'' (skład mąki ''manitoba'' : mąka pszenna typu ''0'', mąka pszenna typu ''00'', mąka chmielowa lub ekstrat z chmielu, witamina ''C''),</p>
<p>260ml ciepłej wody,</p>
<p>25g drożdży,</p>
<p>2 łyżki oliwy,</p>
<p>2 łyżeczki cukru,</p>
<p>sól.</p>
<p><strong>WYKONANIE :</strong></p>
<p>Drożdże rozpuścić w 4 łyżkach letniej wody, ''suche'' składniki wymieszać ze sobą, wysypać na stolnicę dodać resztę składników i wyrobić dobrze ciasto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-984" title="maki" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/maki.jpg" alt="" width="420" height="549" /></p>
<p>Wyrobione ciasto odstawić pod przykryciem w ciepłe miejsce na minimum 3 godzinki.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-992" title="ciasto41" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ciasto41.jpg" alt="" width="420" height="498" /></p>
<p>Po 3 godzinkach ciasto jest dobrze wyrośnięte i gotowe na spód do pizzy czy chleb.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-987" title="ciasto-na-pizze2" src="http://qchnia.wordpress.com/files/2008/10/ciasto-na-pizze2.jpg" alt="" width="420" height="535" /></p>
<p>Gotową pizzę z nadzieniem piec przez około 25min w temp. 200 stopni, chleb 15 minut dłużej.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["mai fui così felice..."]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=610</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:53:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.wordpress.com/2008/10/07/mai-fui-cosi-felice/</guid>
<description><![CDATA[ 



Foto di Valentina Perniciaro _acqua al Pantheon_


MARIA
[...] Amo come l’amore ama.
Non con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"></p>
[caption id="attachment_614" align="aligncenter" width="509" caption="Foto di Valentina Perniciaro _acqua al Pantheon_"]<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/10/dsc_07262.jpg"><img class="size-large wp-image-614" title="dsc_07262" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/10/dsc_07262.jpg?w=509" alt="Foto di Valentina Perniciaro _acqua al Pantheon_" width="509" height="301" /></a>[/caption]
<p></span></div>
</div>
<p>MARIA</strong></p>
<p>[...] Amo come l’amore ama.<br />
Non conosco altra ragione di amarti che amarti.<br />
Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,<br />
se ciò che ti voglio dire è che ti amo?<br />
<strong><em><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Non cercare nel mio cuore…</span></span></em></strong></p>
<p>Quando ti parlo, mi duole che tu risponda<br />
a quel che dico e non al mio amore.<br />
Quando l’amore non c’è, non si fanno discorsi:<br />
si ama e si parla per capirsi.<br />
Posso sentirti dire che mi ami<br />
senza che tu me lo dica, se capisco che mi ami.<br />
<strong><em><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Ma tu pronunci parole he hanno senso<br />
e ti dimentichi di me</span></span></em></strong>: anche se parli<br />
solo di me, non ti rammenti che io ti amo.<br />
Ah, non chiedermi nulla: piuttosto parlami<br />
in modo tale che, anche se fossi sorda,<br />
ti sentirei soltanto con il cuore.</p>
<p><strong><em><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Se ti vedo non so chi sono; amo.</span></span></em></strong><br />
Se mi manchi [...]</p>
<p>Ma tu, amore, fai in modo di mancarmi<br />
anche se sei con me, perchè chiedi<br />
quando devi amarmi. Se non ami,<br />
mostrati indifferente, o non volermi,<br />
ma tu sei come mai nessuno è stato,<br />
poichè cerchi l’amore per non amare,<br />
e, se mi cerchi, è come se io soltanto fossi<br />
qualcuno per parlarti di chi ami.<br />
<em><strong><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Dimmi, perchè l’amore ti rattrista?</span></span></strong><br />
</em></p>
<p>Ti stanco? Posso stancarti se mi ami?<br />
Nessuno al mondo ho amato come tu mi ami.<br />
<strong><em><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Sento che mi ami, ma che non ami nulla,<br />
e ciò che sento non lo so di capire.</span></span></em></strong><br />
Dimmi una sola parola più sentita<br />
di queste parole che, come perdute, tu cerchi,<br />
e trovi solo cenere.</p>
<p>Quando ti vidi, già molto prima io ti avevo amato.<br />
Nell’incontrarti io ti ho ritrovato<br />
nacqui per te prima che il mondo fosse.<br />
Mai fui così felice o un’ora allegra<br />
che io abbia avuto lungo la mia vita,<br />
che non lo fosse perchè ti prevedevo,<br />
perche in essa tu, futuro, eri,<br />
e con la stessa allegria e ugual piacere<br />
con cui più tardi t’avrei amato. Quando,<br />
bambina, giocavo ad avere marito,<br />
dovevo ancora crescere e non lo sentivo,<br />
quel che mi appagava eri già tu,<br />
e seppi solo dopo, nel vederti,<br />
e compresi meglio il senso,<br />
e il mio passato fu come una strada<br />
illuminata innanzi, <em><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-style:normal;">quando</span></span></strong><span style="font-style:normal;"><br />
</span><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-style:normal;">i fanali della carrozza girano alla curva<br />
della strada e la notte è tutta umana.</span></span></strong></em></p>
<p>Hai forse un segreto? Confidalo, che io so tutto<br />
di te, se me lo dirai con l’anima.<br />
Potrai dirmelo con parole difficili,<br />
io capirò solo perchè ti amo.<br />
Se il tuo segreto è triste, con te<br />
piangerò finchè non lo dimenticherai.<br />
E se non puoi dirlo, dimmi che mi ami,<br />
e io capirò senza volere il tuo segreto.<br />
Quando ero una bambina, sento<br />
che già oggi ti amavo, ma da lontano,<br />
come si possono vedere le cose da lontano<br />
ed essere felici solo nel pensare<br />
ad arrivar dove ancora non si arriva.</p>
<p>Amore, dimmi una cosa affinchè ti avverta!<br />
[...]</p>
<p>Tratto dal FAUST di Fernando Pessoa</p>
[caption id="attachment_615" align="aligncenter" width="509" caption="Foto di Valentina Perniciaro _mollette addormentate_"]<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/10/_dsc0483.jpg"><img class="size-large wp-image-615" title="_dsc0483" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/10/_dsc0483.jpg?w=509" alt="Foto di Valentina Perniciaro _mollette addormentate_" width="509" height="341" /></a>[/caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’acqua non è una merce]]></title>
<link>http://catlomazzo.wordpress.com/?p=360</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 13:47:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>catlomazzo</dc:creator>
<guid>http://catlomazzo.wordpress.com/2008/10/06/l%e2%80%99acqua-non-e-una-merce/</guid>
<description><![CDATA[Un miliardo di persone non ha acqua potabile. Un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un miliardo di persone non ha acqua potabile. Un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno per malattie causate <a href="http://catlomazzo.files.wordpress.com/2008/10/laprovincia_04_10_08.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-363" style="border:0 none;margin:5px;" title="provincia041008" src="http://catlomazzo.wordpress.com/files/2008/10/provincia041008.jpg" alt="" width="250" height="186" /></a>dall’acqua inquinata. E solo il 3% dell’acqua del pianeta è potabile.</p>
<p>La legge regionale n. 18/2006 prevede per gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti coi territori delle province) l’obbligo di separare l’erogazione del servizio dalla gestione delle reti. Ma quel che è peggio obbliga, unica in Italia, a mettere a gara (cioè a privatizzare) l’erogazione dei servizi idrici, cioè il core business dell’acqua.</p>
<p>Il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta.Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.(<a href="http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/14822" target="_blank">Alex Zanotelli</a>)</p>
<p>L’acqua non è una merce, ma un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minimo costo possibile per l’utente, senza essere SPA<br />
(<a href="http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/03/26/alex-zanotelli-scrive-a-walter-veltroni/" target="_blank">Alex Zanotelli</a>)</p>
<p>L’Acqua, bene indispensabile ed inalienabile, dono inestimabile del Creatore per tutta l’umanità, da cui dipende insostituibilmente la vita di tutti gli esseri viventi, non può essere assolutamente trattata come una merce.<br />
(<a href="http://www.dirittisociali.org/cds/sedi/campania/calendario/commissione-pastorale-no-alla-privatizzazione-acqua.aspx" target="_blank">Lettera ai Sacerdoti Caserta, 27 febbraio 2005 Raffaele Nogaro – Vescovo di Caserta</a>)</p>
<p>Un tempo i beni naturali erano di proprietà dell`universo. Erano visti come beni esclusivi della divinità, che li rimetteva al servizio dell`uomo. L`acqua era un dono di Dio, e tale rimaneva. Oggi non si fa altro che appropriarsi di ogni dono di Dio, e così, ad esempio l`acqua, diventa una merce.Se l`acqua è un bene comune e universale, non solo non posso appropriarmene per farne una fonte di profitto, ma la società - tanto più se si riconosce civile - ha l`obbligo di dare a tutti, indistintamente, la possibilità di farne uso. Col minor costo possibile.(<a href="http://www.beppegrillo.it/2007/08/lacqua_di_dio/index.html" target="_blank">Beppe Grillo</a>)</p>
<p>...drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5per cento di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300per cento!</p>
<p>Questa giunta, nell'ultimo consiglio comunale, ha firmato un accordo per la privatizzazione dell'acqua.  In altri comuni i sindaci si sono opposti a questa privatizzazione e hanno votato la proposta di un Referendum abrogativo delle parti della legge regionale che obbligano a privatizzare i servizi idrici. In Lombardia <a href="http://catlomazzo.files.wordpress.com/2008/10/ref_lomb_2008_elenco.pdf" target="_blank">143  comuni</a> hanno sottoscritto il Referendum; che è stato  ritenuto ammissibile il 5 febbraio 2008 dal Consiglio Regionale. Nel frattempo gli ATO lombardi possono decidere liberamente per la gestione pubblica. A Lomazzo dobbiamo farci bastare <a title="articolo provincia" href="http://catlomazzo.files.wordpress.com/2008/10/laprovincia_04_10_08.pdf" target="_blank">l'impegno del Sindaco e la volontà politica</a> - espressa dall'assessore Palazzi - di mantenere il servizio totalmente pubblico. Volontà politica che viene dimenticata al momento del voto. La volontà politica si esprime attraverso il voto, non a parole. Inevitabili gli aumenti di prezzo dell'acqua.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No alla contraccezione, Ratzinger e l’ ipocrisia]]></title>
<link>http://criminievaticano.wordpress.com/?p=401</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:24:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>criminievaticano</dc:creator>
<guid>http://criminievaticano.wordpress.com/2008/10/06/no-alla-contraccezione-ratzinger-e-l%e2%80%99-ipocrisia/</guid>
<description><![CDATA[In un mondo dove il problema dei problemi è la sovrappopolazione, questa malattia cancerosa che sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un mondo</strong> dove il problema dei problemi è la sovrappopolazione, questa malattia cancerosa che sta strangolando il nostro pianeta, vieppiù vulnerabile e incapace di dare una vita dignitosa ai suoi abitanti.<br />
<strong>In un mondo</strong> dove al momento in cui scriviamo più di dieci milioni di bambini non arriva al quinto anno di età per malnutrizione o per mancanza d’acqua.<br />
<strong>In un mondo</strong> dove ogni ora, a causa dell’estrema povertà, si stima muoiano oltre 1.200 persone, di cui la stragrande maggioranza è giovanissima.</p>
<p><strong>In questo mondo</strong> pieno di una miriade di altri buchi, come una gruviera che attende di essere azzannata da altri predatori senza scrupoli; in questo mondo,<strong> Lei, signor Ratzinger, </strong>proprio Lei, con l’algore dottrinale proprio di un’incoscienza criminale, proferisce quello che mai avrebbe dovuto essere detto da chi si ritiene portatore di senno e di ragione.</p>
<p>Lei dice che “<em>I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso ultimo del matrimonio</em>”. <strong>Niente preservativi o pillola.</strong><br />
<strong>Lei, proprio Le</strong>i che scambia la ragione con la ragionevolezza, che parla di matrimonio non essendo sposato; proprio lei che per ipocrita convenzione canonica non ha rapporti sessuali e parla di sesso; proprio lei, che si permette di avere l’esclusiva del concetto d’amore e ne parla in termini di verità.<br />
<strong>Lei, signor Ratzinger,</strong> che dall’infimo del suo dissennato scranno così agendo incita due miliardi di cattolici ad avere altri figli, a procreare sempre e comunque in nome di una vita che di vita sovente ha solo la parola.</p>
<p><strong>Perché lei svuota la vita del suo significato di dignità</strong>: l’importante è comunque inanellare nei rami dell’albero dei doni da offrire alla sua divinità, la primavera secca di un malato terminale irrecuperabile o di un altro bambino denutrito. Basta che si chiami vita, non che lo sia.</p>
<p><strong>In un mondo</strong> dove nazioni come la <strong>Cina </strong>e l’<strong>India</strong> si arrovellano per cercare di risolvere il problema dell’esplosione demografica, lei si permette, senza un minimo di coscienza, di dire che i contraccettivi non naturali non vanno usati. Ben sapendo cosa succederebbe se seguissero il suo consiglio. E, quasi a dire, excusatio non petita, aggiunge: “<em>Il servizio che la Chiesa offre nella sua pastorale matrimoniale e familiare dovrà saper orientare le coppie a capire con il cuore il meraviglioso disegno che Dio ha iscritto nel corpo umano, aiutandole ad accogliere quanto comporta un autentico cammino di maturazione…”</em><br />
<strong>Quanta patente e melensa irresponsabilità</strong>, quale ipocrita tentativo di riparare con la dottrina e una presunta educazione il disastro che ne deriverebbe.</p>
<p><strong>Suda, quella croce abnorme sul suo petto di Papa</strong>, a tanto sconsiderato affronto; suda sangue e lacrime e rabbia di chi pensava che col sacrificio un mondo migliore sarebbe prima o poi nato, e invece si trova prigioniero, proprio su quel petto, di un pensiero che non è il suo. Nel carcere duro di idee mai esposte e di pensieri travisati, senza nemmeno la libertà di poter morire una seconda volta, ingabbiato nella tela di ragno di miliardi di parole costruite da un’arte degenerata e apocrifa.</p>
<p><strong>Questo Cristo</strong> fino ad ora esistente su qualche stanco libro di storia o costruito nelle righe di un vangelo letto e riletto e riletto, ora ha modo di essere vivo, di uscire da quei libri incerti e invocare il proprio tradimento apostolico, per dimostrare che se pure non esiste e non è mai esistito, tutto quello che aveva detto è vero.</p>
<p><strong>Lo capirà prima o poi questo Cristo</strong>, che lui verrà ad essere solo quando la croce sarà tolta da quel petto di nuda alterigia, di finzioni sistematiche spacciate per morale, di lezioni ordite con la scientifica sapienza di chi è avvezzo a farsi rispettare e non a rispettare.<br />
<strong>Lo capirà prima o poi questo Cristo</strong> che per vedersi presente, nelle sue parole e nel suo amore, deve annullarsi dalle bocche di chi lo ha usato come strumento sugli uomini e non per gli uomini.<br />
<strong>Lo capirà </strong>che deve nascere, non rinascere, dal suo proprio pensiero. Perché non è Maria, né gli apostoli che gli hanno dato vita: è il suo medesimo pensiero.</p>
<p><strong>Cristo è il suo pensiero</strong>, ciò che noi crediamo debba essere. Non uomo, non spirito, né figlio né padre, ma la cosa più pura che possa esistere: il suo pensiero.</p>
<p>da <a href="http://loscientista.blog.kataweb.it/tra_scienza_e_umanesimo/2008/10/04/no-alla-contraccezione-ratzinger-e-l%E2%80%99-ipocrisia/">http://loscientista.blog.kataweb.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[.. io mi sposto un po' più in là]]></title>
<link>http://delirionirico.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:22:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>delirionirico</dc:creator>
<guid>http://delirionirico.wordpress.com/2008/10/06/io-mi-sposto-un-po-piu-in-la/</guid>
<description><![CDATA[Sono a casa dei miei e c&#8217;è una grande siccità. Non piove da mesi e l&#8217;acqua ormai scars]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://delirionirico.files.wordpress.com/2008/10/crollo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-92" src="http://delirionirico.wordpress.com/files/2008/10/crollo.jpg" alt="" width="320" height="222" /></a>Sono a casa dei miei e c'è una grande siccità. Non piove da mesi e l'acqua ormai scarseggia. Mio padre nota che il palazzo dietro al nostro ha una pozza con una grande riservad'acqua e decide , con i sui amici pensionati, di approfittare della notte per scavare un tunnel di nascosto e farci così arrivare un po' d'acqua dissetante. Io seguo scrupolosamente i lavori dall'appartamento del loro condominio al quarto piano in guardia per paura di rappresaglie.</p>
<p>Appena rotti gli argini una valanga d'acqua travolge il parcheggio e si odono festeggiamenti vari su per tutto il palazzo. Qualcosa non torna però. Il livello dell'acqua aumenta sempre di più fino a raggiungere il quarto piano. O mio dio! Moriremo tutti annegati! Corro in sala da pranzo e avverto mia madre di sbrigarsi per evacuare il posto. In quel momento il palazzo comincia ad inclinarsi verso la direzione dell'acqua. Molto probabilmente le infiltrazioni stavano corrodendo la parte inferiore delle fondamenta. Non c'è più tempo. Afferro mia madre per un braccio e la spingo verso le scale che facciamo di corsa. Usciamo dal palazzo correndo e, quando ci troviamo a distanza di sicurezza, assistiamo al crollo ed impotenti vediamo le altre famiglie contorcersi tra i resti e annegando nell'acqua.</p>
<p>Sconvolto e shockato vado al lavoro dove incontro uno scienziato pazzo che mi da la belissima notizia di aver inventato la macchina del tempo e di aver impedito il crollo del palazzo.</p>
<p style="text-align:right;">05/10/2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Girelle prosiutto e formaggio]]></title>
<link>http://scuoladicucina.wordpress.com/?p=1306</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 07:47:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
<guid>http://scuoladicucina.wordpress.com/2008/10/06/girelle-prosiutto-e-formaggio/</guid>
<description><![CDATA[
INGREDIENTI
Per 16 pizzette
2dl di acqua
1 cucchiaio di olio d&#8217;oliva
25 di lievito di birra f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://scuoladicucina.files.wordpress.com/2008/10/girelle_prosiutto_e_formaggio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1307" title="girelle_prosiutto_e_formaggio" src="http://scuoladicucina.wordpress.com/files/2008/10/girelle_prosiutto_e_formaggio.jpg?w=254" alt="" width="254" height="300" /></a></p>
<p>INGREDIENTI</p>
<p>Per 16 pizzette</p>
<p>2dl di acqua<br />
1 cucchiaio di olio d'oliva<br />
25 di lievito di birra fresco<br />
1/2 cucchiaino di sale<br />
250g di farina</p>
<p>Per la guarnizione:<br />
100g di prosciutto cotto affumicato<br />
1dl di salsa chili<br />
100g di gruviera grattuggiato<br />
1 cuchiaino di origano</p>
<p>---------------------------------------------<br />
Intiepidite l'acqua e l'olio.<br />
Spezzettate il lievito in una zuppiera e diluitelo con un pò di liquido tiepido.<br />
Aggiungete il resto del liquido, il sale e la farina.<br />
Lavorate il composto fino ad ottenere un impasto uniforme.<br />
Coprit con un cannovaccio e lasciate lievitare per 30 minuti.<br />
Mettete la pasta sul piano di lavoro infarinato e tiratela a rettangolo con il mattarello.<br />
Tagliate il prosciutto a dadini.<br />
Spruzzate il chili sopra la pasta.<br />
Cospargete con il prosciutto e il formaggio, e aggiungete l'origano.<br />
Arrotolate la pasta e tagliatela in 16 fette, che metterete su una placca coperta con carta da forno.<br />
Lasciate riposare per 30 minuti e preriscaldate il forno a 225°C.<br />
Infornate i girelli per 8 minuti a metà altezza.<br />
Sfornatele e lasciatele raffreddare su un piatto prima di servire.</p>
<p>NOTA:<br />
Sostituite 50g di farina bianca con quella integrale o con il grano saraceno per dare un sapore più rustico.<br />
Potete sostituire il prosciutto affumicato con del salamino piccante, o con della mortadella.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ravenna: tassano anche l'acqua piovana, i consumatori insorgono. Per i Radicali di Sinistra la soluzione c'è]]></title>
<link>http://rsemiliaromagna.wordpress.com/?p=189</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 22:46:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radicali di Sinistra Emilia Romagna</dc:creator>
<guid>http://rsemiliaromagna.wordpress.com/2008/10/06/ravenna-tassano-anche-lacqua-piovana-i-consumatori-insorgono-per-i-radicali-di-sinistra-la-soluzione-ce/</guid>
<description><![CDATA[A Ravenna si è sollevato un caso per la tassa sulla pioggia
A Ravenna scoppia un caso che arriva fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_107" align="alignleft" width="230" caption="A Ravenna si è sollevato un caso per la tassa sulla pioggia"]<a href="http://rsemiliaromagna.wordpress.com/files/2008/09/ravenna_130_1.jpg"><img class="size-full wp-image-107" title="Ravenna. Centro Storico" src="http://rsemiliaromagna.wordpress.com/files/2008/09/ravenna_130_1.jpg" alt="A Ravenna si è sollevato un caso per la tassa sulla pioggia" width="230" height="153" /></a>[/caption]
<p>A Ravenna scoppia un caso che arriva fino al ministero. A quanto pare da quelle parti la pioggia è salata, ma non per il sapore quanto per le tasche dei cittadini. A Ravenna infatti anche la pioggia costa. L'ente pubblico della rete idrica (Ato) ha deciso di inserire nella bolletta una voce relativa alla gestione delle fognature delle acque bianche, ovvero quelle derivanti dalla raccolta dall'acqua piovana. Secondo l'Ato, in media ogni temporale incide per il 3% sulla tariffa dell'acqua potabile stabilita per ogni utente. Immediata la mobilitazione dei consumatori, che si sono rivolti al ministero dell'Ambiente. Ma non è tutto qui. <!--more-->La delibera dell'ente, emessa a gennaio, prevede infatti anche il recupero dei costi per il 2005, il 2006 e il 2007. Grazie alla "tassa sulla pioggia", l'Ato risparmierebbe ogni anno più di un milione di euro e per gli anni passati ne recupererebbe oltre tre. Ma i residenti non ci stanno. Contro l'inserimento dei costi piovani in bolletta si sono subito schierate le associazioni dei consumatori, che promettono battaglia, ed i cittadini si sono rivolti al ministero dell'Ambiente chiedendo al Comitato per la Vigilanza sull'uso delle risorse idriche un pronunciamento chiaro sulla nuova imposta. Risposta che è subito arrivata dal presiendente del Comitato, Roberto Passino: la tassa sulla pioggia è illegale, perché l'attuale normativa esclude che i costi per lo smaltimento delle acque meteoriche possano essere imputati al servizio idrico. L'Ato ravennate ne prenderà atto, ma sulla vicenda si esprime anche l'assessore regionale dell'ambiente dell'Emilia Romagna, Livio Zanichelli, si è invece schierato a favore dell'imposta piovana. "I Costi per lo smaltimento delle acque meteoriche nel territorio dell'Emilia Romagna devono essere computati nella tariffa del servizio idrico integrato - ha spiegato Zanichelli a Repubblica. La disamina della questione alla luce delle sole norme statali rappresenta un esercizio interpretativo inconcludente". Della stessa opionione è anche l'assessore all'Ambiente del comune di Ravenna, Gianluca Dradi. "I costi della collettività se non si recuperano in bolletta, si pagano sulla fiscalità generale - ha precisato. Questo metodo ci era sembrato più corretto, perché così, trattandosi di un calcolo di media in percentuale, è costretto a pagare di più chi consuma di più e cioè spesso fabbriche e grandi impianti. SUlla bolletta degli utenti il costo incide davvero poco". Per i Radicali di Sinistra il criterio è senz'altro valido, giusto far pagare di più chi di più consuma questa risorsa. Molti si lamentano di esser tornati ai tempi del medioevo dove c’èrano tasse di qualsiasi tipo e che adesso che siamo in piena crisi e i comuni senza l’ici devono inventarsi delle tasse per rimpolpare le casse del comune; la paura ovviamente è che se questa tassa sulla pioggia non viene eliminata, tutti i comuni d’Italia seguiranno questo esempio, faticando ad arrivare alla fine del mese. Al di là della questione puramente economica, che spesso si basa su banali demogogie tipiche delle opposizioni di destra, per i Radicali di Sinistra dell'Emilia Romagna la soluzione c'è. Trasformare l'acqua piovana in una risorsa e non in costo, come giustamente è e dev'essere, e come è già in tanti altri contesti. Le acqua bianche infatti potrebbero essere riciclate e destinati ad uso industriale (o con le opportune tecnologie anche per determinati usi domestici), in questo modo vi sarebbe risparmio per le imprese, un vantaggio per il gestore idrico e per i comuni, e soprattutto si porterebbe avanti un discorso sulla salvaguardia di un bene tanto prezioso quanto in pericolo.</p>
[caption id="attachment_190" align="alignright" width="207" caption="Le risorse idriche diventano sempre di più un bene da tutelare e valorizzare"]<a href="http://rsemiliaromagna.files.wordpress.com/2008/10/acqua.jpg"><img class="size-full wp-image-190" title="Acqua, un bene sempre più prezioso." src="http://rsemiliaromagna.wordpress.com/files/2008/10/acqua.jpg" alt="Le risorse idriche diventano sempre di più un bene da tutelare e valorizzare" width="207" height="138" /></a>[/caption]
<p>L'oro blu infatti sta diventando sempre meno, e soprattutto è sempre più maldistribuito. <span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>Nel mondo, un miliardo e 400 milioni di persone del pianeta non hanno accesso all’acqua potabile, ed </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>in media ogni abitante del pianeta consuma oggi il doppio di acqua rispetto all’inizio del 1900, e globalmente, il consumo mondiale di acqua è circa decuplicato solo nell’arco di un secolo. E se la media è che si consuma il doppio per abitante, significa che chi ha accesso all'acqua nei paesi cosiddetti sviluppati ne spreca quantità davvero enormi, comportamento che va tassativamente cambiato. E' necessario infatti fare un grosso intervento di educazione all'uso dell'acqua affinché ogni abitante possa farne un uso corretto, sobrio ed intelligente. Pertanto sfruttare ogni tipo di risorsa idrica è fondamentale, </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>anche per evitare violenti conflitti tra stati data l'importanza che questo bene rivestirà fra breve tempo. Non ci saranno più guerre per il petrolio ma guerre per l'acqua, con le conseguenze PER TUTTI che si possono immaginare. Per i Radicali di Sinistra quindi, la tassa ha ragione di esistere solo se si investe sul riutilizzo delle acque bianche e sulla valorizzazione di questo bene, perché prima di tutto chi gestisce questa risorsa deve valorizzarla e dare modo </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>ai cittadini</big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>, attraverso i propri servizi,  di usufruirne con coscienza e responsabilità prima di tutto, e non per il solo ed unico scopo del profitto. </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>I Radicali di Sinistra dell'Emilia Romagna trovano vergognoso la riduzione populistica all'ambito politico ed economico di una risorsa che va tutelata, bisogna poter risolvere il problema in favore dei cittadini e della collettività, e non dei poteri forti e della mercificazione al fine del profitto. </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big> Perché l'acqua </big></span><span style="font-family:trebuchet ms,arial,helvetica;"><big>oltre che essere un diritto è anche un dovere, è nostro dovere utilizzarla razionalmente e coscienziosamente e prendercene cura affinché tutti indistintamente possano usufruirne.<br />
</big></span></p>
<p><em>Radicali di Sinistra dell'Emilia Romagna</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gita al Lago]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=1057</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 21:45:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
<guid>http://fernandacorona.wordpress.com/2008/10/05/gita-al-lago/</guid>
<description><![CDATA[lago di caldonazzo

Finalmente una domenica da passare con Elisa. Siamo partite un po&#8217; in rita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_1058" align="aligncenter" width="300" caption="lago di caldonazzo"]<a href="http://fernandacorona.wordpress.com/files/2008/10/2008_1005varie0009.jpg"><img class="size-medium wp-image-1058" title="caldonazzo" src="http://fernandacorona.wordpress.com/files/2008/10/2008_1005varie0009.jpg?w=300" alt="lago di caldonazzo" width="300" height="225" /></a>[/caption]
<ul>
<li>Finalmente una domenica da passare con Elisa. Siamo partite un po' in ritardo sulla tabella di marcia, ma abbiamo passato ugualmente un bel pomeriggio di svago tra cazzate, fotografie, passeggiate e parole. Ho adorato questa gita fuori porta. Il rumore dell'acqua, il sole caldo sulla pelle, un'amica e una macchina fotografica. Non c'è niente che avrei voluto più di questo oggi.</li>
<li>Stasera ci siamo godute una bella serata in ristorante tra donne, mangiando tagliate e meringate e chiacchierando amabilmente. Direi che sono pienamente soddisfatta di questa domenica, come non lo ero da tempo.</li>
<li>Ho ricevuto dei complimenti che mi hanno lusingata, l'ego si ingigantisce sempre di fronte a dei complimenti di un bel ragazzo. :P</li>
<li>Domani ricominciano i corsi all'università e solo il pensiero mi fa sentire stanca. Mi aspettano settimane di fuoco, ma ce la devo fare.</li>
<li>E mentre guidavo poco fa cantavo serenamente perdendo lo sguardo nella notte pedavenese. Adoro sentirmi così. Leggera. Spensierata.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blue Waterfall]]></title>
<link>http://thewideangle.wordpress.com/?p=154</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 20:58:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://thewideangle.wordpress.com/2008/10/05/blue-waterfall/</guid>
<description><![CDATA[Avevo già postato un soggetto del genere all&#8217;inizio della vita di questo blog fotografico ma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già postato un soggetto del genere all'inizio della vita di questo blog fotografico ma questa, su Flickr, ha ricevuto la preferenza di qualcuno e quindi ve la propongo per sapere cosa ne dite. Riceverò sicuramente insulti dai "puristi" della Reflex ma, essendo in alta montagna privo di qualsiasi tipo di filtro fotografico, ho dovuto aggiungerlo successivamente con Photoshop (blu, come potete notare).</p>
[caption id="" align="aligncenter" width="376" caption="Blue Waterfall"]<img title="Blue Waterfall" src="http://farm4.static.flickr.com/3268/2823235366_723c2d78fe_b.jpg" alt="Blue Waterfall" width="376" height="559" />[/caption]
<p>Il luogo è sempre Rochemolles, vicino a Bardonecchia</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per gli amanti dello Spritz]]></title>
<link>http://24spritz.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:08:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>pulptothepulp</dc:creator>
<guid>http://24spritz.wordpress.com/2008/10/05/per-gli-amanti-dello-spritz/</guid>
<description><![CDATA[Per gli amanti dello Spritz che appoggiano il motto &#8220;il vino fa sangue e l&#8217;acqua fa rugg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli amanti dello Spritz che appoggiano il motto "il vino fa sangue e l'acqua fa ruggine" si presenta il "nuovo" claim dell'acqua <strong>Tavina</strong>:</p>
<p><a href="http://24spritz.files.wordpress.com/2008/10/ma_tavina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-74" title="acqua Tavina" src="http://24spritz.wordpress.com/files/2008/10/ma_tavina.jpg" alt="" width="190" height="228" /></a></p>
<p>"<em>Acqua Tavina, bevi due gocce e ti rovina!</em>"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le ricchezze del Formicoso e lo scempio dello Stato]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=2609</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 12:12:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>verderosa</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/05/le-ricchezze-del-formicoso-e-lo-scempio-dello-stato/</guid>
<description><![CDATA[di Paolo Saggese                (revisionato il 5.10.2008) 
 
Non ho competenze te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;margin:0;">di Paolo Saggese                (revisionato il 5.10.2008) </p>
<p style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="color:#000080;">Non ho competenze tecniche né in ambito geologico né giuridico. Ma ho ascoltato e letto le riflessioni di chi ha competenze tecniche e compie analisi ponderate e fondate scientificamente.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000080;"><strong>La megadiscarica del Formicoso potrebbe causare tra le altre cose l’inquinamento delle acque del Lago di Conza e dell’oasi del WWF, quindi potrebbe rendere inutilizzabile quella ricchezza idrica che dal fiume Ofanto dispensa acqua ad una parte della Basilicata e della Puglia. La discarica del Formicoso, dunque, ci priverà non solo - si fa per dire - della commovente bellezza di quel luogo, che aveva incantato già Francesco De Sanctis,  non solo - si fa per dire - del grano e di tutti i prodotti che sull’altopiano e nelle colline limitrofe si producono, ma anche potrebbe privarci di quella ricchezza che è la più grande di tutte, l’acqua.</strong> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><!--more-->E inoltre, renderà difficilmente compatibile o può rendere incompatibile la megadiscarica con gli impianti eolici già realizzati e in funzione da anni, e che danno ancora un’altra ricchezza fondamentale: l’energia pulita.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Mi ha colpito, in particolare, un intervento autorevolissimo  del Prof.  Franco Ortolani, docente dell’Università di Napoli, preside della Facoltà di Geologia, rivenuto su Internet e segnalatomi dall’architetto Angelo Verderosa. A proposito del Formicoso scrive: “si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Sul blog della “Comunità provvisoria” si possono leggere anche le interessanti considerazioni del prof. Egidio Miele, Ordinario di Farmacologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Sassari, che proprio riflettendo su questo scempio, tra l’altro scrive: “Pero Spaccone dista circa 900 metri dal torrente Sarda, che si trova ad ovest ad un livello di 736 m/lm (quindi, circa 135 metri di dislivello per una distanza  di 900 mt.). Le acque del torrente Sarda arrivano (dopo appunto un percorso di poco più di 10 km) direttamente nel lago di Conza”. “La zona di Pero Spaccone è notoriamente un bacino imbrifero (ne fanno testo i numerosi pozzi e fontane che costellano la zona), il cui deflusso alimenta il lago di Conza. In pratica, la discarica verrebbe ad essere impiantata su di una displuviale ad un livello di circa 900 metri. I geologi hanno affermato che il suolo argilloso di Pero Spaccone è ideale per impiantare una discarica, in quanto questa sarebbe naturalmente impermeabilizzata. Quindi, non sussisterebbe pericolo di inquinamento per l’oasi WWF del lago di Conza. Avrei qualche dubbio in proposito. Primo, perché alcune sostanze tossiche per la loro stessa natura chimica possono comportarsi come le talpe, e la distanza da percorrere per arrivare al torrente Sarda è veramente esigua. Secondo, perché il suolo non è sempre argilloso, ma ci sono banchi di arenaria e zone sabbiose piuttosto che argillose (queste si vedono ad occhio nudo). Terzo, perché la natura altamente sismica della zona (Conza ne sa qualcosa) pone seri dubbi sulla durata biblica dell’impermeabilità della discarica, che si troverà in pratica a galleggiare sull’acqua”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">“In conclusione, le naturali ‘destinazione d’uso’ di Pero Spaccone, cioè sfruttamento dell’energia eolica per produrre energia elettrica pulita e produzione di grano oggi tanto prezioso, nonché il fatto di sovrastare l’oasi WWF del lago di Conza, non sono a quanto pare da considerare come controindicazioni, ma piuttosto fattori preferenziali per l’impianto di una megadiscarica per rifiuti industriali e tossici!”</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Sul sito “Il forum dei Geologi.info”, inoltre, compare un intervento di Costantino Severino,<br />
Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania, segnalatomi anch’esso dall’architetto Angelo Verderosa, dal titolo “La diga di Conza e il fiume Ofanto a rischio inquinamento”. Cito un punto significativo: “… gli invasi presenti in alta Irpinia sicuramente non attingono acqua dai serbatoi calcarei ma trovano alimentazione da un complesso meccanismo dovuto alla morfologia, alla geologia, alle condizioni altimetriche e meteorologiche che ne favoriscono la sua particolare idrogeologia. Gli invasi presenti ne sono testimonianza e l’intero versante che da Andretta degrada verso la diga di Conza avvalora e preoccupa per la scelta fatta: insediare una discarica per rifiuti di ogni tipo. Questo sito (Pero Spaccone – Arenara – Pisciolo) è distante, in linea d’aria circa 5 kilometri dall’invaso di Conza … Lungo questi 5 chilometri sono presenti innumerevoli sorgenti ed oltre 30 torrenti con un grado di gerarchizzazione spinto che raccoglie e convoglia nel Fiume Ofanto e quindi nella diga di Conza, un notevole quantitativo di acqua”.
</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">E conclude: “Quella dei rifiuti non è l’ultima delle emergenze e, ahimè, non è neanche la più grave, e sarà la causa, ai più non nota, di una emergenza che potrebbe presentarsi all’improvviso e con conseguenze drammatiche: l’esaurimento e l’inquinamento della risorsa idrica. Una risorsa tutta IRPINA e che soddisfa le esigenze di una fetta consistente del Meridione d’Italia”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ripeto, queste osservazioni mi sembrano fondate scientificamente, anzi lo sono perché espresse da illustri studiosi. Dunque, se così fosse, la megadiscarica produrrà un’emergenza ancora più grave, quella appunto idrica, oltre a deturpare la nostra Irpinia. Perciò, è nostro dovere raccogliere altre perizie analoghe, pareri ugualmente autorevoli, e presentare, con l’aiuto di alcuni amministrativisti, un esposto alla Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi o presso qualsiasi Autorità preposta con l’accusa di danno ambientale, di inquinamento delle acque, di attentato alla salute pubblica nei confronti di chi ha progettato e autorizzato un simile scempio. Al di là delle manifestazioni nobili e generose, come la straordinaria iniziativa di popolo del 2 ottobre, dobbiamo fare in modo che sia lo Stato a fermare lo Stato: deve essere la Magistratura a fermare chi non è consapevole delle scelte irresponsabili che sta compiendo.</p>
<p><span style="color:#000080;"><font color="#000080"><strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p></strong></font></span><strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p></strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[useLESS by Nika Rams]]></title>
<link>http://jacopofarina.wordpress.com/?p=1428</link>
<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 04:00:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>jacopofarina</dc:creator>
<guid>http://jacopofarina.wordpress.com/2008/10/03/useless-by-nika-rams/</guid>
<description><![CDATA[useLess è un progetto della designer Nika Rams per aumentare in tutti noi la consapevolezza del p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>useLess è un progetto della designer Nika Rams per aumentare in tutti noi la consapevolezza del problema dei rifiuti, proponendo tre "accorgimenti" per risparmiare preziose risorse quali l'energia elettrica, la carta e l'acqua.</p>
<p><a href="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1429" title="13" src="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/13.jpg" alt="" width="420" height="232" /></a><a href="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1430" title="21" src="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/21.jpg" alt="" width="420" height="207" /></a><a href="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1431" title="3" src="http://jacopofarina.wordpress.com/files/2008/10/3.jpg" alt="" width="420" height="462" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cambiare é (im)possibile]]></title>
<link>http://seipernove42.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 20:22:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>scardax</dc:creator>
<guid>http://seipernove42.wordpress.com/2008/10/01/cambiare-e-impossibile/</guid>
<description><![CDATA[Ricordo quando, diversi anni fa, mi fu proposto per la prima volta un cosidetto farmaco &#8220;alter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo quando, diversi anni fa, mi fu proposto per la prima volta un cosidetto farmaco "<em>alternativo</em>", o meglio, <strong>omeopatico</strong>: spacciato come un cambiamento radicale rispetto alla medicina tradizionale, sembrava fosse realmente la panacea di ogni male. Io, curioso di natura, e leggermente paranoico all'epoca, decisi di leggermi il foglietto di istruzioni per capire meglio come funzionasse.</p>
<p>Niente. Nessun foglietto d'istruzioni. "<em>E per le controindicazioni?</em>", chiesi. "<em>Nessuna controindicazione</em>", fu la laconica risposta (e mi rieccheggio' in mente un detto del mio dottore, che "l'unica cosa a non avere controindicazioni é l'acqua"). C'era qualcosa che non mi tornava, ma a quel tempo non avevo ancora le conoscenze necessarie (o la voglia, per essere sinceri) di indagare, come feci in seguito quando un farmaco simile mi si ripresento'.</p>
<p>L'omeopatia si basa su due idee risalenti al XVIII secolo (e più precisamente al medico tedesco <a title="Samuel Hahnemann" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Hahnemann">Hahnemann</a>), secondo le quali per contrastare una malattia é sufficiente usare una sostanza che induca nel paziente effetti simili a quelli provocati dalla malattia stessa (<strong>principio di similitudine del farmaco</strong>), e che inoltre non é determinante la quantità (o meglio, la <strong>diluzione</strong>) di tale sostanza assunta dal paziente. Il bello del primo punto é che, anche in un testo tecnico, viene citato esattamente come l'ho riportato io, anche perché nessuno ha mai capito perché qualcosa del genere dovrebbe essere valido, o quantomeno compatibile con le odierne conoscenze mediche. Possiamo dire che <span style="text-decoration:underline;">é l'assioma dell'omeopatia</span>: dobbiamo accettarlo per poter proseguire nella discussione. E' chiaro che, proponendosi come medicina alternativa, sta partendo decisamente col piede sbagliato.</p>
<p>Ma analizziamo più in dettaglio il secondo punto: la <strong>diluizione</strong>. Una volta reperita la sostanza che induce gli effetti desiderati, ne separiamo una piccola parte in un diluente, agitiamo, eventualmente ripetiamo questo processo diverse volte ed imbustiamo il prodotto finale, la nostra medicina omeopatica. Quanto diluiamo? Le due misure base sono denominate <strong>D</strong> (in cui viene separata una parte su dieci) e <strong>C</strong> (una parte su cento), che poi possono formare tutti i vari multipli: ad esempio 3D indica una sostanza diluita per tre volte di fila con un criterio D, ovvero in cui, nel prodotto finale, si ritrova una parte su mille di sostanza originaria. Ci si potrebbe chiedere che bisogno c'é di una distinzione fra D e C, poiché sembrerebbe ovvio che una diluizione 2D equivale ad una diluizione C. Ma questo non é vero: apparentemente, <span style="text-decoration:underline;">il loro effetto non é lo stesso</span>, almeno secondo i medici omeopati. Secondo assioma dell'omeopatia.</p>
<p>Quali sono delle diluizioni tipiche? Un valore abbastanza frequente é 12D, ma non é raro arrivare anche a 20 (o addirittura 30) C. Ora, 15 D vuol dire che una parte su mille milioni di milioni é di sostanza utile, e tutto il resto é un diluente sostanzialmente neutro (dal punto di vista dell'effetto biologico). Se ci facciamo due conti stechiometrici, si scopre che, in una pasticca omeopatica standard, il massimo che ci si puo' aspettare <span style="text-decoration:underline;">é di trovare una singola molecola efficace</span>. Una. In mezzo ad altri milioni. Ora, spiegare perché la sostanza dovrebbe avere effetto, sembra già di per sé difficile. Spiegare come puo' averlo pur non essendoci rasenta l'impossibile. L'unico metodo sembrerebbe introdurre un terzo assioma: la cosiddetta <strong>memoria dell'acqua</strong>, ovvero l'idea che le molecole dell'acqua, venendo a contatto con un'altra sostanza, ne assumano la conformazione e ne mantengano le proprietà. Anche questo sembra essere un principio non bisognoso di spiegazione o di dimostrazione, e difatti nessuno l'ha mai data. Del resto, é esperienza quotidiana che inserendo uno spicchio di arancia in un bicchiere d'acqua e ritraendolo, si ottenga succo d'arancia.</p>
<p>A questo punto aggiungiamoci che studi su grandi campioni di malati hanno mostrato come l'effetto omeopatico abbia la stessa incidenza dell'<a class="mw-redirect" title="Effetto placebo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_placebo">effetto Placebo</a>, che nessuno sembra essere in grado di distinguere due farmaci omeopatici fra loro, una volta che gli venga tolta l'etichetta, e non possiamo che concludere con una bellissima frase di un anonimo francese:</p>
<blockquote><p>"Prendete un ditale, riempitelo di un prodotto medicinale, versatelo nella Marna dal ponte di Charenton, poi andate con una cisterna a raccoglier l'acqua sotto il ponte Mirabeau. Avrete così alcune migliaia di litri di rimedio omeopatico."</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aggiornamento su risparmio acqua e aereatori]]></title>
<link>http://verynormalpeople.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 19:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>verynormalpeople</dc:creator>
<guid>http://verynormalpeople.wordpress.com/2008/10/04/aggiornamento-su-risparmio-acqua-e-aereatori/</guid>
<description><![CDATA[Grazie Gianni per il commento che qui riporto in evidenza:
&#8220;Occorre 1 kcal (kilocaloria=1000 c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Grazie Gianni</strong> per il commento che qui riporto in evidenza:</p>
<p>"Occorre 1 kcal (kilocaloria=1000 calorie) per innalzare di 1 grado la temperatura di 1 litro di acqua.</p>
<p>Per riscaldare l’acqua per una doccia bisogna portare la temperatura da 15° (temp. uscita dall’acquedotto) a circa 50°, quindi innalzarla di 35°, spendendo 35 kcal/ l acqua.<br />
Per 1000 litri di acqua si consumeranno dunque 35.000 kcal.<br />
Un metro cubo di gas equivale a 8.250 kcal.<br />
35.000 kcal diviso 8.250 kcal = 4,242 mc gas per 1000 litri di acqua.<br />
In realtà ne occorrono un po’ di più, cioè circa 5.00 mc, perché le caldaie rendono in media l’80%.<br />
Il prezzo del gas a Milano è circa di <strong>0,60 €</strong> al mc.<br />
Dunque <strong>per riscaldare 1000 litri di acqua per doccia si spendono circa 3,00 €</strong>"</p>
<p>I conti tornano.</p>
<p>Bene, dicevo che <strong>con gli aereatori potete risparmiare 30/40.000 litri di acqua</strong> all'anno su un consumo medio di 200.000 litri/anno.</p>
<p>Se meta' di questi sono acqua calda, vuol dire che <strong>il risparmio di gas puo' aggirarsi attorno ai 45-60Eur all'anno</strong>.</p>
<p>Intervento semplice + investimento irrisorio ed una tantum = risparmio intelligente!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ilmeteo.uk  ..vento e pioggia, pioggia e vento]]></title>
<link>http://plastinice.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 18:02:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>1nce</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esco in esplorazione con la mia fedelissima EOS in una delle peggiori giornate di vento che da noi p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Esco in esplorazione con la mia fedelissima EOS in una delle peggiori giornate di vento che da noi possano esistere. Chiudo la seconda serratura della porta e il vento si ferma. Faccio un passo e mezzo e inizia a piovere. Vebenee.. non si possono pretendere due finesettimana di sole consecutivi in UK.</p>
<p>Giro da sola, a piedi, senza guardare la cartina. Finisco all'università, nel quartiere indiano, in mezzo ad una buffissima parata militare ed in un vicolo degno di Montmartre. Alla fine - ovviamente - mi perdo.. e meno male che ho la sana intuizione di controllare la mia posizione perchè avrei probabilmente camminato fino in Scozzia..  :D</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_gru1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-297" title="Gru" src="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_gru1.jpg?w=510" alt="" width="510" height="340" /></a><span style="color:#ffffff;">-</span><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_gru1.jpg"><br />
</a><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_dogs.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-298" title="swimming dogs" src="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_dogs.jpg?w=510" alt="" width="510" height="340" /></a><span style="color:#ffffff;">-</span><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_dogs.jpg"><br />
</a><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_victoriapark.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-301" title="victoria park" src="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_victoriapark.jpg?w=510" alt="" width="510" height="340" /></a><span style="color:#ffffff;">-</span><a href="http://plastinice.wordpress.com/files/2008/10/brstl_gru1.jpg"><br />
</a></p>
<p>La serata inizia con la cenamultietnica e finisce con la musica un po' rock un po' anni '60 di <strong><em>Mr Wolf</em></strong>.. il miiitiiico localino raccomandato dalla guida di Bristol di Paulo :D</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Israele. Acqua. Rischia di rimanere a secco la riserva idrica del lago]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/?p=4256</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 15:59:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Foto: Haaretz/Yaron Kaminiski
Il Lago di Tiberiade, è ai minimi storici. La riserva idrica strategi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_4257" align="alignleft" width="250" caption="Foto: Haaretz/Yaron Kaminiski"]<a href="http://butindaro.files.wordpress.com/2008/10/lago_tiberiade1.jpg"><img class="size-full wp-image-4257" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="lago_tiberiade1" src="http://butindaro.wordpress.com/files/2008/10/lago_tiberiade1.jpg" alt="" width="250" height="200" /></a>[/caption]
<p>Il Lago di Tiberiade, è ai minimi storici. La riserva idrica strategica e pomo della discordia tra Israele, Giordania e Siria, nonché luogo sacro per cristiani ed ebrei, rischia di rimanere a secco. Alla fine di settembre, secondo il rapporto annuale dell'authority israeliana per le acque, dopo mesi di calura estiva che non accenna a finire, il livello del lago è sceso di altri due metri. Si avvicina così alla «linea nera» sotto la quale non saranno più consentiti prelievi idrici. Inoltre, secondo gli avvertimenti delle autorità israeliane, a luglio di quest'anno è stata raggiunta e superata un'altra soglia cruciale, la «linea rossa» che segna la concentrazione di sostanze inquinanti, presenti in quantitativi allarmanti nelle acque sempre meno dolci, anche perché alimentate da un fiume pure biblico, il Giordano, oggi a sua volta inquinato.</p>
<p>Tiberiade ha sede in una depressione del suolo di oltre 200 metri rispetto al livello degli oceani. Tuttavia a differenza del Mar Morto, alimentato a sua volta dal Giordano, il lago avrebbe acque per natura potabili e, un tempo, ricche di pesci. Ora il livello del lago dove, secondo i Vangeli, Gesù operò e compì molti miracoli, si è abbassato da 212 a 214 metri sotto il livello marino. Ancora 80 centimetri e sarà la «linea nera». In poco più di quattro anni, informa il rapporto, il livello di quello che è anche chiamato Mare di Galilea è calato di oltre cinque metri, circa 850 milioni di metri cubi, pari al consumo domestico di un anno in Israele. Tiberiade fu uno dei centri di studio rabbinico più importanti e una delle quattro città più sante dell'ebraismo. Oggi le condizioni ambientali di Tiberiade si vanno degradando, penalizzando uomini e animali. Primi fra tutti i pesci, che sempre meno hanno a disposizione loro simili con cui nutrirsi.<br />
(04/10/2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.agenziami.it/ultime/7581/Israele+Acqua+Rischia+di+rimanere+a+secco+la+riserva+idrica+del+lago/">A.M.I. - Agenzia Multimediale Italiana</a></p>
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<title><![CDATA[appello alla comunità scientifica nazionale: accertate la verità sul Formicoso]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=2612</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 11:15:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>verderosa</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/04/appello-alla-comunita-scientifica-nazionale-accertate-la-verita-sul-formicoso/</guid>
<description><![CDATA[di Angelo Verderosa
Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>di Angelo Verderosa</p>
<p><strong>Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna adesso, con l'aiuto della stampa locale (l'unica che si è mossa solidarmente in difesa del paesaggio altirpino), iniziare a dimostrare, anche tecnicamente, geologicamente, economicamente,  che la scelta governativa di mettere una mega-Discarica sulla montagna del Formicoso è una SCELTA ERRATA. </strong></p>
<p><strong>Con la discarica si va incontro ad un'immane DISASTRO ECOLOGICO. </strong></p>
<p><strong>Siamo sul bacino idrografico del più importante acquedotto pubblico europeo. Siamo in zona sismica di prima categoria. E sopra questa 'grande spugna ballerina' che sono i terreni del Formicoso si vuole portare due  milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi. Il disastro è annunciato: si avveleneranno non solo aria e campi di grano ma soprattutto l' ACQUA potabile !</strong></p>
<p><strong>Facciamo appello alla grande comunità scientifica italiana affinchè intervenga con verità e con perizia sulla questione dell'inquinamento delle falde acquifere dell'alta Irpinia. I campi del Formicoso, occupati in questi giorni dai militari, come tutti i giornalisti hanno potuto osservare, sono pieni di pozzi di acqua potabile.</strong>       ----- continua</p>
<p><!--more--><strong>Dalla montagna del Formicoso (1000 metri sul livello del mare) parte un reticolo idrografico che scende sia verso la Valle dell'Ofanto sia verso quella dell'Ufita (e quindi del Calore). Ramificazioni del complesso sistema idrogeologico si connettono sia alle sorgenti del Sele e quindi all'acquedotto Pugliese sia alle sorgenti del Calore che serve l'area napoletana compreso l'Isola di Capri. </strong></p>
<p><strong>Riportiamo di seguito un testo del Prof.  FRANCO ORTOLANI, docente dell'Università di Napoli, preside della Facoltà di Geologia; la pubblicazione si reperisce su Internet, porta la data del 10 Luglio 2008; sono approfonditi e allarmanti i commenti riservati all'infausta scelta del Formicoso:</strong> "<strong><span style="font-size:small;color:#ff0000;font-family:Times New Roman;">si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana".</span></strong></p>
<p><strong>Facciamo appello a tutti i 'liberi' organi di informazione affinchè promuovano subito una tavola rotonda con i maggiori esperti del settore idro-geologico invitando il Prof. Ortolani e tutti coloro che vorranno contribuire a dimostrare il madornale errore di scelta da parte del commissariato governativo per i rifiuti.</strong></p>
<p><strong><span style="font-size:small;color:#ff0000;font-family:Times New Roman;">questo il testo integrale del Prof. Ortolani</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">" Il mese di maggio sembra essere propizio per l’emanazione di decreti legge che dovrebbero risolvere lo scandalo-emergenza rifiuti in Campania. Lo scorso anno il governo Prodi emanò il DL n. 61 dell’11 maggio nel quale erano indicate le discariche che dovevano essere immediatamente realizzate per chiudere lo scandalo rifiuti: S. Arcangelo Trimonte (BN), Savignano Irpino (AV), Terzigno (NA) e Serre (SA). Nonostante il DL sia stato trasformato in legge il 7 luglio 2007, solo la discarica di Serre è stata realizzata e aperta nel mese di settembre 2007; S. Arcangelo Trimonte (BN) e Savignano Irpino (AV) sono state aperte oltre un anno dopo l’emanazione del DL n. 61 che naturalmente non è servito a risolvere lo scandalo rifiuti ma lo ha esaltato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Il 23 maggio 2008 il governo Berlusconi ha emanato un nuovo DL, il n. 90 che prescrive (articolo 9) la realizzazione delle seguenti discariche per contribuire significativamente alla chiusura dello scandalo rifiuti: 1) Sant’Arcangelo Trimonte (BN)–localita’ Nocecchie; 2) Savignano Irpino (AV)–localita’ Postarza; 3) Serre (SA)–localita’ Macchia Soprana; 4) Andretta (AV)–localita’ Pero Spaccone (Formicoso); 5 e 6) Terzigno (NA)–localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitiello; 7) Napoli localita’ Chiaiano (Cava del Poligono–Cupa del cane; 8 Caserta–localita’ Torrione (Cava Mastroianni); 9) Santa Maria La Fossa (CE)–localita’ Ferrandelle; 10) Serre (SA)–localita’ Valle della Masseria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Le discariche devono essere realizzate nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania (anche rifiuti urbani non selezionati e non trattati e rifiuti pericolosi).<br />
<strong>Le discariche 1 e 2</strong> dell’elenco erano già individuate nel DL dell’11 maggio 2007 e sono state aperte da circa un mese, ad oltre un anno dalla prescrizione della loro attivazione. Come mai c’è voluto più di un anno per attivare le due discariche che, secondo le intenzioni del Governo Prodi, dovevano fare uscire la Campania dall’emergenza fin dallo scorso anno? La responsabilità è semplicemente del Governo Prodi che non ha dato un incarico perentorio di immediata realizzazione delle discariche, prima al Commissario di Governo Pansa che tra l’inizio di luglio e la fine di dicembre 2007 non ha nemmeno avviato le procedure di emergenza, e poi al Commissario di Governo De Gennaro che ha perso alcuni mesi prima di avviare concretamente la realizzazione degli impianti. Mentre il sito di Savignano Irpino non presenta particolari problemi geologici ed ambientali, la discarica di S. Arcangelo Trimonte è ubicata in parte in area idonea geologicamente e in gran parte in area a rischio idrogeologico per frane secondo la competente Autorità di Bacino.<br />
Per agevolare i lavori di preparazione con reali garanzia di tutela ambientale, il DL 90/08 avrebbe dovuto modificare di poche decine di metri l’ubicazione delle vasche ricadenti lungo il pendio instabile proponendo la loro realizzazione sull’adiacente altopiano argilloso geomorfologicamente stabile. Invece il DL ha riproposto irresponsabilmente le stesse aree instabili già individuate dal DL dell’11 maggio 2007 senza alcuna istruttoria tecnica e senza alcuna indagine geologica preliminare. Le due discariche dovrebbero garantire lo smaltimento dei rifiuti regionali, se non avvengono dissesti, per diversi mesi.<br />
<strong>Il sito 3</strong>, Macchia Soprana nel Comune di Serre (SA) è già in via di chiusura per saturazione dell’impianto. L’inserimento nel DL significa che si intende ampliare la discarica esistente?<br />
<strong>Il sito 10</strong>, localita’ Valle della Masseria nel Comune di Serre (SA) è già stato oggetto di un tentativo di apertura di discarica lo scorso anno che fu bloccato dal Tribunale di Salerno.</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>I siti 3 e 10</strong> non sono idonei geologicamente ed ambientalmente perché ubicati poco a monte della captazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua per l’irrigazione della Piana del Sele e dell’Oasi naturalistica di Persano. L’importanza strategica delle acque del Sele per l’ambiente e l’economia, nel rispetto della buona tecnica, della scienza, delle leggi ordinarie e del buon senso evidenzia palesemente che i siti non sono idonei e che è pura e demenziale follia il loro inserimento in un DL. Tutti i dati che evidenziano l’assurdità e la follia amministrativa di chi ha già realizzato due discariche sulle captazioni e ne vuole realizzare altre due sono contenuti nelle relazioni elaborate lo scorso anno dallo scrivente e consegnate alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti durante l’audizione del 26 luglio 2007.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il sito 4, localita’ Pero Spaccone sull’altopiano del Formicoso nel Comune di Andretta (AV) è già stato oggetto di un tentativo di realizzazione di discarica circa 10 anni fa. Si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>I siti 5 e 6</strong>, localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitello nel Comune di Terzigno (NA), come è noto si trovano nel Parco Nazionale del Vesuvio e in area notoriamente caratterizzata da vulcanismo attivo tanto è vero che alcune eruzioni eccentriche del 1760 sono avvenute da bocche apertesi a breve distanza. La legge italiana vieta la realizzazione di discariche in aree di vulcanismo attivo perché le marcate deformazioni del suolo metterebbero fuori uso le impermeabilizzazioni alla base dei rifiuti determinando inquinamento ambientale. I due siti devono essere eliminati.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 7</strong>, Cava del Poligono in Cupa del cane nel Quartiere Chiaiano del Comune di Napoli è l’unico nel quale attualmente, dopo circa un mese e mezzo dall’emanazione del DL 90/08, il Commissario di Governo sta portando avanti una faticosa e deludente progettazione basata su dati conoscitivi acquisiti solo a posteriori e che, tra l’altro, evidenziano la non idoneità attuale geologica, idrogeologica, geotecnica ed ambientale dell’area. Infatti, le ricerche svolte nella Cava del Poligono hanno evidenziato:–instabilità delle pareti di cava già interessate da dissesti negli anni passati;<br />
–ammasso tufaceo delle pareti di cava caratterizzato da un notevole pericolo di frana e di crollo di enormi porzioni di roccia;<br />
–pericolo idraulico relativo al piazzale di cava che è sottoposto rispetto all’alveo di Cupa del Cane e alle zone limitrofe;<br />
–pericolo idraulico relativo all’alveo strada di accesso alla cava in quanto può essere interessato da colate detritiche catastrofiche ed improvvise in seguito ad incendi e ad eventi piovosi eccezionali come quelli del 15 settembre 2001 e del 6-7 giugno 2008;<br />
–presenza di un substrato permeabile in grado di assorbire fino a circa 1500 metri cubi di acqua nelle 24 ore;<br />
–assenza di livelli impermeabili nel sottosuolo;–presenza di una falda di importanza strategica nel sottosuolo a circa 150 metri di profondità dal piano della cava;<br />
–la cava è inserita nell’area protetta del Parco della Collina dei Camaldoli;<br />
–a circa 1000-1500 m di distanza, sottovento, si trova la più importante area ospedaliera del Mezzogiorno d’Italia;<br />
–la cava si trova inserita in un’area boscata che giunge, con continuità, a lambire l’area ospedaliera e le aree abitate; non si trova in condizioni di essere isolata rispetto alla fauna selvatica che popola la Selva di Chiaiano;<br />
–nelle aree vicine (già a poche centinaia di metri) si trovano insediamenti abitativi che sono anche sottovento;<br />
–le strade d’accesso sono assolutamente inadeguate e attraversano le aree abitate;<br />
–l’area è circondata da piantagioni rinomate di ciliegi;<br />
–i primi dati circa la sostenibilità, da parte delle strade esistenti, del nuovo carico dei mezzi pesanti in entrata e uscita si avranno alla fine di luglio 2008. Tali evidenze sottolineano che l’inserimento della cava di Chiaiano nel DL 90 del 23 maggio 2008 è stato incauto.</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 8</strong>, Cava Mastroianni in localita’ Torrione nel Comune di Caserta è adiacente ad un’area caratterizzata da cave a fossa colmate di rifiuti (es. la discarica Lo Uttaro) e di accumuli di rifiuti sulla superficie del suolo che hanno già provocato l’inquinamento del suolo, sottosuolo e delle acque di falda, come evidenziato da indagini della Magistratura. La Cava Mastroianni è una cava a fossa con il fondo costituito da rocce permeabili; l’isolamento previsto alla base dei rifiuti non può essere credibilmente garantito per un periodo superiore a 15 anni. Il riempimento della cava, in tale quadro, determinerebbe un ulteriore inquinamento della sottostante falda (a 10-15 m di profondità rispetto al fondo cava) che è ampiamente utilizzata nelle aree circostanti. Il sito non è palesemente idoneo per la realizzazione della discarica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 9,</strong> localita’ Ferrandelle nel Comune di Santa Maria La Fossa (CE) si trova nella parte centrale della pianura del Volturno caratterizzata da suoli fertilissimi, da una falda molto superficiale (a profondità variabile da 1 a 3 metri dal piano campagna) e da un sottosuolo costituito da sedimenti accumulatisi nelle ultime migliaia di anni, molto soffici e soggetti a rapide e consistenti deformazioni quando sono sottoposti a carichi. Tale area rappresenta un monumento ambientale per le particolari risorse naturali e produttive. La discarica già realizzata dal Commissario di Governo De Gennaro ha provocato un serio inquinamento ambientale, come evidenziato dalla magistratura. L’inserimento del sito nel DL 90/08 può significare che l’area di discarica deve essere ampliata? Il sito non è idoneo per le caratteristiche geologiche, idrogeologiche, geotecniche e ambientali e non può essere usato per la realizzazione di una discarica che garantisca il rispetto delle leggi, della salute dei cittadini e delle risorse idriche superficiali e sotterranee.</span></span></p>
<p style="margin:5pt 0;"><strong>I   10 siti indicati nel DL 90 sono spuntati dal nulla; non discendono da un quadro conoscitivo di tutte le aree geologicamente ed ambientalmente idonee dell’intera Campania per la realizzazione di discariche. Benché sia stato evidenziato che nella regione vi sono decine di aree naturalmente idonee per la realizzazione di discariche e che queste devono essere valutate da esperti multidisciplinari e da personaggi credibili tecnicamente, politicamente e amministrativamente, i responsabili politici e amministrativi dello scandalo rifiuti si guardano bene dal seguire un percorso ispirato alla buona tecnica, alla scienza, al rispetto delle leggi ordinarie e del buon senso.</strong></p>
<p style="margin:5pt 0;"><strong>Il DL 90/08 sembra dettato, ancora una volta, dalla palese volontà di non chiudere definitivamente lo scandalo rimandandone la soluzione.<br />
Le oggettive considerazioni ambientali sopra esposte evidenziano le criticità ambientale di quasi tutti i siti individuati nel DL 90/08 senza una preventiva ed adeguata indagine.<br />
Tali palesi criticità non possono essere superate da semplici opzioni politiche; queste ultime, nell’attuale quadro di non credibilità tecnica, amministrativa e politica possono determinare solo scontri sociali e non possono determinare una onorevole, sia pur tardiva, chiusura dello scandalo rifiuti.</strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Dal momento che quattro discariche sono già attivate e in via di chiusura, perché poi non sono già iniziati i lavori in tutti gli altri siti (ammesso che siano ambientalmente idonei)?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="color:#ff0000;">E’ semplice prevedere che fra alcuni mesi si satureranno le discariche di S. Arcangelo Trimonte e di Savignano Irpino e la Campania si troverà in una nuova ciclica emergenza ambientale.</span></strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-small;">I decreti legge di maggio, allora, non servono ai cittadini campani; non servono a chiudere definitivamente lo scandalo rifiuti.<br />
Sembra che siano funzionali a tenere ancora in vita lo stato di emergenza ambientale.<br />
E’ una anomalia intollerabile che i decreti emanati di maggio non siano supportati da una preventiva indagine tesa a verificare la realizzabilità tecnica, economica e ambientale degli interventi.</span></span></span></span></strong></p>
<p><strong>Franco Ortolani  - Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II</strong></p>
<p><strong> - - - </strong></p>
<p><strong>questo un'altro articolo del Prof. Ortolani, sempre reperito sul web- che accusa l'impreparazione in materia geologica dei tecnici del commissariato di governo </strong></p>
<p>“ Pochi quotidiani hanno reso noto che il 13 agosto c.a. nella discarica di S. Arcangelo Trimonte (BN) è iniziato un dissesto che si sta progressivamente aggravando. Tale evento è di importanza eccezionale dal momento che in Campania, attualmente e dopo 14 anni di presenza diretta dello Stato per risolvere l’emergenza rifiuti, vi sono due sole discariche attive: quella di Savignano Irpino (AV) e quella di Sant’Arcangelo Trimonte (BN) ubicate nelle due province che producono meno rifiuti e che più differenziano. La discarica di S. Arcangelo Trimonte ha una importanza strategica per la Campania: deve essere ben chiaro che se non saranno pronte le vasche più capienti (che sono interessate dal dissesto) tra qualche mese sarà di nuovo emergenza regionale. Eppure il territorio è militarizzato, i poteri speciali per il Commissario di Governo sono stati ampliati con il DL n. 90/08 che ha individuato 10. discariche. I cittadini di S. Arcangelo Trimonte non stanno assediando militarmente la discarica in costruzione e non ostacolano i lavori: si limitano a dire la verità, da mesi, circa l’instabilità geologica di località Nocecchia. Ma allora perché incombe una nuova “Spada di Damocle” sui cittadini campani proprio per il prossimo periodo delle feste di fine anno, come accadde lo scorso anno? Perché il Commissario di Governo invece di chiudere l’emergenza, come si dice e come deve, sta seminando le premesse per nuove situazioni di crisi? Dal 13 agosto c.a. l’ambiente del Commissariato di Governo è in grande agitazione semplicemente perché i poteri speciali non hanno conferito l’infallibilità a chi ha scelto il sito in cui realizzare la discarica senza avere una preventiva conoscenza geologica dell’area, a chi ha ossequiosamente progettato l’impianto, a chi sta dirigendo ed eseguendo i lavori. Improvvisamente i tecnici si sono accorti che più della legge e del servilismo può la natura! E ora che fare? Ammettere gli errori, cacciare gli incapaci, fare pagare i danni a chi ha sbagliato?</p>
<p>Oppure è meglio fare finta di niente, fare quadrato difendendo “la casta” ostentando una non credibile preparazione tecnica, aumentare i costi dell’opera proponendo non previsti consolidamenti, inutili sui tempi mediolunghi? Naturalmente è quest’ultima linea che si porta avanti, in un innaturale silenzio stampa, contro ogni logica tecnica, contro il buon senso e anche contro le leggi vigenti perché il DL 90 non ha autorizzato il Commissario di Governo a sperperare i soldi pubblici facendo ingrassare gli “amici” (progettisti, direttori di lavori e imprese varie) e ad incrementare i pericoli ambientali in un’area ancora incontaminata come il Sannio. Si tenga ben presente che la discarica di S. Arcangelo Trimonte è stata individuata in maniera scorretta (ed è poco) già dal Governo Prodi sotto il commissariato di Bertolaso. La discarica è ubicata in parte su un altopiano argilloso stabile (Lotto 1 praticamente già esaurito) e in gran parte lungo un versante instabile interessato da palesi fenomeni franosi (Lotto 2) come ripetutamente evidenziato dal Comitato dei cittadini di Sant’arcangelo.</p>
<p>Il versante in oggetto era stato inserito tra le aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi già presenti, con possibilità di innesco di nuovi fenomeni franosi nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nazionale del Liri, Garigliano, Volturno.</p>
<p>Solo il Lotto 1 aveva ottenuto una valutazione d’impatto ambientale favorevole da parte della Commissione VIA regionale; il Lotto 2 non è stato approvato, per la evidente instabilità dell’a- rea, con la prescrizione che il progetto del Commissario di Governo doveva essere sottoposto, per la preventiva approvazione tecnica, alla competente Autorità di Bacino che avrebbe dovuto valutare se esso fosse compatibile con la instabilità dell’area. E’ da accertare se il Commissario di Governo ha seguito il parere VIA. In primavera lo scrivente, a più riprese, aveva proposto di spostare l’ubicazione del lotto 2 sull’altopiano stabile in continuità con il lotto 1 in modo da garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini; tale variazione poteva essere effettuata con il DL n. 90 (emanato il 23 maggio 08) che era in preparazione.</p>
<p>Dimostrando mancanza di trasparenza e palese ottusità, i redattori del DL 90 (maggioranza di centro destra) hanno confermato l’ubicazione della discarica nello stesso sito non idoneo previsto dalla legge 87/07 (maggioranza di centro sinistra). Il dissesto che ha iniziato ad interessare la discarica di S. Arcangelo Trimonte richiederà variazioni al progetto rivelatosi non adeguato e sicuramente costosi interventi di consolidamento e messa in sicurezza “di facciata” dell’impianto. Tutto a carico dei contribuenti con il probabile rischio di fare precipitare la Campania in una nuova emergenza. L’abuso dei poteri speciali sta aggravando i danni ambientali e socio-economici della Campania e ha “dato alla testa” a molti personaggi che continuano a scegliere i siti in cui realizzare le discariche e a progettare impianti (sempre da parte della stessa società d’ingegneria chiamata dal nord) senza una preventiva e adeguata conoscenza delle caratteristiche geologiche e geotecniche come accaduto per Sant’Arcangelo Trimonte e Chiaiano. Si ricorda che anche quest’ultima discarica è stata individuata senza alcuna indagine preventiva e che le pareti della cava del Poligono sono instabili; il progetto di discarica, come è stato dimostrato, si basa su dati sbagliati in relazione al pericolo di frana. Mentre a S. Arcangelo Trimonte i fenomeni franosi sono lenti in quanto si verificano in rocce argillose, i dissesti che si potrebbero verificare a Chiaiano sarebbero molto rapidi e potrebbero mettere in pericolo l’incolumità dei lavoratori. Come si evince, non si sa se le discariche potranno essere attivate in sicurezza; si capisce, però, che la riduzione e differenziazione dei rifiuti nella provincia di Napoli rimarrà una chimera.</p>
<p>Non si possono attribuire poteri speciali a personaggi che non sono in grado di agire rapidamente e con grande professionalità e trasparenza e che hanno dimostrato di non avere le capacità necessarie per garantire i risultati più efficaci gravando al minimo sui contribuenti.</p>
<h4>Prof. Franco Ortolani   Ordinario di Geologia,   Università di Napoli Federico II </h4>
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