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	<title>28-maggio-1974 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/28-maggio-1974/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "28-maggio-1974"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 21:00:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Brescia, 28 Maggio 1974]]></title>
<link>http://villaggiopotemkin.wordpress.com/2008/06/03/brescia-28-maggio-1974/</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 22:46:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>pasco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cronaca tratta dal sito dell&#8217;Associazione Casa della Memoria
&lt;&lt;Alle 10 e 12 il discorso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cronaca tratta dal sito dell&#8217;<a href="http://www.28maggio74.brescia.it" target="_blank">Associazione Casa della Memoria</a></p>
<p>&#60;&#60;Alle 10 e 12 il discorso del segretario della F.L.M. viene interrotto da uno scoppio forte, secco che fa ricordare il botto di un potente petardo.<br />
S&#8217;alza un fumo grigio-azzurro ed un odore acre si spande nell&#8217;aria. Dopo un attimo di silenzio, le prime voci si levano dalla folla che ondeggia compatta, poi comincia a sussultare, a sbandare, mentre gli striscioni cadono a terra.<br />
La gente urla, impreca, fugge scompostamente. Rimangono sul selciato sei morti e qualche decina di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Due di questi moriranno nei giorni successivi in seguito alle ferite riportate.<br />
Significativa,a questo proposito,la testimonianza di Manlio Milani , marito<br />
di una delle vittime. Franco Torri , che copriva con un parapioggia gli oratori,<br />
si avvicina al microfono e invita i manifestanti a mantenere la calma e a non abbandonare la piazza.<br />
Poi, mentre Giorgio Leali sollecita i manifestanti ad avvicinarsi per sicurezza verso il palco, dopo alcuni drammatici istanti di smarrimento, gli operai organizzano i primi soccorsi,<br />
fanno &#8220;cordone&#8221; dove è avvenuto lo scoppio, aiutano i feriti che appaiono meno gravi e coprono con le loro bandiere i corpi straziati delle vittime.&#62;&#62;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[42/1826, il giorno di chi aspetta la pioggia per non piangere da solo]]></title>
<link>http://lapupachasonno.wordpress.com/2008/05/28/411826-il-giorno-di-chi-aspetta-la-pioggia-per-non-piangere-da-solo/</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 19:11:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>lapupachasonno</dc:creator>
<guid>http://lapupachasonno.wordpress.com/2008/05/28/411826-il-giorno-di-chi-aspetta-la-pioggia-per-non-piangere-da-solo/</guid>
<description><![CDATA[una sera di inverno io e liviana siamo state per due minuti in mezzo a una piazza con il pugno chius]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>una sera di inverno io e liviana siamo state per due minuti in mezzo a una piazza con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Piazza_della_Loggia">pugno chiuso alzato</a>.<br />
avevo 20 anni e spiccioli, saremmo andate al concerto dei templebeat quella sera, io avrei abbracciato michele, ne sarebbe passata di acqua sotto i ponti, avrei fatto mille tentativi, avrei provato a mettere la testa a posto, avrebbero cercato di farmi desistere, avrebbero.<br />
per poco non ce l&#8217;hanno fatta, ma quando penso a liviana penso sempre a quei due pugni alzati in un sabato di inverno.<br />
ci credevamo dio. e lo eravamo pure, e lo siamo ancora adesso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alunno - La voce - ]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/23/alunno-la-voce/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 20:56:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
<guid>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/23/alunno-la-voce/</guid>
<description><![CDATA[Racconto collegato a &#8220;La professoressa&#8221; che si trova   QUI  
 
Sono qui a guardare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Racconto collegato a &#8220;La professoressa&#8221; che si trova   <a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/17/la-professoressa/">QUI </a> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"> </p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia411.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-117" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia411.jpg?w=198" alt="" width="198" height="300" /></a>Sono qui a guardare  l’immobilità di questa donna che fino a ieri animava la mia classe,  dava voce a chi non l’aveva, la mia per dire se ne sta sempre rintanata dentro l’oscurità della gola e quando con forza cerco di tirarla fuori è talmente fioca che non giunge da nessuna parte. Ma lei, la mia professoressa, ha saputo stanarla la mia voce e guidarla e ieri era chiara e forte, era tanto chiara e tanto forte da non sembrare la mia. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ieri soltanto ieri. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Adesso guardo il suo corpo, osservo la sua bocca muta come non lo è mai stata, la cassa che la contiene, e mi chiedo: </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">“La  voce, dov’è la sua voce?”</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Cammino verso la piazza. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E’ stata lavata di recente.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non c’è traccia di niente.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Giro intorno alla piazza. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Altre ombre girano intorno.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Guardano.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E non trovano niente.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Tutto è stato ripulito.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Come quando mia sorella dopo aver pianto per ore perché l’ha lasciata il suo grande amore, uno al giorno, piange lacrime nere piene di mascara, poi si lava, si pettina si rimette il trucco e va incontro al nuovo amore senza traccia di niente. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Mia sorella ha solo quindici anni e cammina col passo indolente  di chi dalla vita ancora tutto s’attende. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Cosa si attende ancora in questa piazza?</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ombre.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ci aggiriamo randagie nella piazza lavata.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Poi lo vedo arrivare, suo marito, lo vedo  e mi avvicino, si avvicina anche un’altra persona e un’altra e un’altra ancora, ancora, ancora, ancora </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">e </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">all’improvviso </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">la sento </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">la voce,<br />
la sento dentro di me, dentro la piazza, oltre la piazza ed è la sua voce, la sua voce che mi parla di amore, di pace, di uguaglianza, di uomini e donne tutti uguali, di bambini che devono crescere nella nuova scuola, del fatto che oggi ha visto il sole illuminare la piazza mentre guardava suo marito, mentre tutti avevano l&#8217;ombrello aperto sulla testa.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La piazza lavata]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/20/la-piazza-lavata/</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 21:40:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
<guid>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/20/la-piazza-lavata/</guid>
<description><![CDATA[


Sono qui a guardare la piazza che si riempie d’acqua, pioviggina, una pioggia appiccicosa e ins]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia222.jpg"></a></p>
<div></div>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia481.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/04/somerights201.gif"></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/iolanda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-114" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/iolanda.jpg?w=156" alt="" width="156" height="300" /></a>Sono qui a guardare la piazza che si riempie d’acqua, pioviggina, una pioggia appiccicosa e insistente che non si trasforma in rivoli d’acqua.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Non è di questa  pioggia grigia che si bagna la piazza.</p>
<p style="margin:0 4.9pt 0 0;">Sto qui ferma a guardare la piazza che si riempie di acqua con fiotti bianchi e violenti  che si mescolano col fango e i detriti e col fumo che ha annerito colonne e portoni e marciapiedi e scarpe.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Sto qui ferma a guardare con quanta forza quest’acqua esce dalle pompe e si mescola a tutto quello che trova e quello che trova non è solo fango e detriti e fumo e pezzi di vetri anneriti ma sangue che scolora  e colora quell’acqua bianca che picchia la piazza, la sferza, la spoglia, si infila dentro le fessure tra una pietra e l’altra, questa piazza violata che urla sotto lo scroscio dell’acqua, urla, urla e piange.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">La piazza.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Sono qui a guardare la piazza. </p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Immobile.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Come fossi di pietra che forse le pietre, perlomeno quelle minute, si muovono sotto il getto dell’acqua.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Non io che guardo.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Guardo l’uomo al mio fianco che ha un tesserino sul taschino, un tesserino qualsiasi, potrebbe essere quello che uso sul lavoro per dire, ma lui ha il tesserino sul taschino adesso e in mano un sacco grosso, nero.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Un grosso sacco nero che trascina. <a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia481.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-115" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia481.jpg?w=300" alt="" width="200" height="132" /></a></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Lo apre, raccoglie qualcosa, lo infila dentro.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Sono qui a guardare la piazza che urla e io sto zitta mentre un signore con un tesserino sul taschino raccoglie pezzi di carne e li butta nel sacco.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Un sacco nero, grosso, che sfrega per terra sulla piazza bagnata. </p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">La piazza bagnata che urla sotto il getto degli idranti mentre un uomo raccoglie pezzi di braccia, dita, carne, carne di donne, di uomini, di ragazzi e vecchi e li butta nel sacco e poi lo richiude.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">L’acqua si è infilata là dove doveva infilarsi per pulire a fondo e non lasciare memoria.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">La piazza ha urlato e io sono stata zitta a guardare.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia222.jpg"><img class="size-medium wp-image-113 aligncenter" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia222.jpg?w=300" alt="" width="300" height="133" /></a></p>
<p> </p>
<div><span style="font-family:'Times New Roman';"> </span></div>
<div><span style="font-family:'Times New Roman';"> </span></div>
<p><span style="font-family:'Times New Roman';"> </p>
<p></span></span></p>
<p> </p>
<p><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/04/somerights201.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-79" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/04/somerights201.gif?w=88" alt="" width="88" height="31" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Panico]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/18/panico/</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 08:10:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
<guid>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/18/panico/</guid>
<description><![CDATA[Il fatto è che io non ho capito, non ho capito il senso di quel boato e di quel fumo e delle sue pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/pza_loggia_21.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/pza_loggia_21.jpg"></a><a href="http://www.auserbotticino.it/28maggio.asp#"><img class="alignleft size-medium wp-image-110" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia301.jpg?w=199" alt="" width="199" height="300" /></a>Il fatto è che io non ho capito, non ho capito il senso di quel boato e di quel fumo e delle sue parole e il perché lui adesso mi spinge così forte e mi allontana da questa piazza adesso, proprio adesso, che volevo ascoltare le parole, proprio adesso che anche se piove io sono contenta di essere appiccicata e bagnata con tutte queste persone che sento come un corpo solo, un grande corpo che esprime la sua forza, la sua bellezza e la sua fermezza . </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E non capisco perché tutto quel fumo e quelle urla. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Proprio adesso, qui, dove siamo tutti uniti, oggi, in questa bellissima piazza. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non capisco. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non può avvenire questo adesso, qui, oggi, dove sono io, adesso in questo momento. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non può essere perché tutto succede sempre da un’altra parte, in un altro posto che non è questo posto, non può essere questo.  </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E poi noi non siamo gente passata  per caso, non siamo viaggiatori di un treno, non siamo passanti distratti  NOI. <a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/pza_loggia_21.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/pza_loggia_21.jpg"></a></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E non siamo in guerra. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">La guerra è finita da un pezzo. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E’ finita prima ancora che io nascessi. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Perciò non mi muovo. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non parlo. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non urlo. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non capisco.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non capisco perché lui, questo lui di cui non ricordo neanche il nome, adesso mi spinge oltre e verso un’altra piazza, quell’altra piazza dove non molto tempo fa un ragazzo in motorino è saltato per aria  trasportando una bomba.  </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Lo guardo, guardo lui che mi spinge e non capisco la sua rabbia, lo seguo e non capisco perché corre, perché è tanto incazzato. Urla contro tutti, si fa strada tra le persone spingendo e spingendomi e io lo seguo e continuo a non capire a non capire  e quando siamo in piazza, l’altra piazza, quella della bomba e del ragazzo che trasportava la bomba….  <a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/pza_loggia_21.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-109" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/pza_loggia_21.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">La bomba….</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Mio dio, è scoppiata la bomba, come è possibile un’altra bomba, quante bombe ancora ci sono? </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ho paura, una paura che mi fa sentire le gambe pesanti, le braccia pesanti, la testa pesante, la lingua pesante, ho paura che possa succedere ancora qui adesso, o in qualsiasi altro momento. Sempre.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ho diciannove anni. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Io. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Diciannove. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E non è l’amore che mi batte nel petto, che mi toglie il respiro, che ferma il mio passo, non è l’amore. No, non è l’amore.<br />
</span><span style="color:#000000;">E’ questa paura che si annida come un verme dentro la terra, raspa e s’intrufola sempre più a fondo sempre più in fondo succhiandomi l’anima.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;">Fotografia: Elena mentre recita quest monologo durante la prima al teatro Lucia di Botticino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La professoressa ]]></title>
<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/17/la-professoressa/</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 08:05:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
<guid>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/17/la-professoressa/</guid>
<description><![CDATA[
 
 
 
 
 
Il 28 maggio 1974, durante una manifestazione antifascista a Brescia, scoppiò una b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf0939.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/is11.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia141.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia141.jpg"></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf0942.jpg"><img class="size-medium wp-image-105 alignleft" style="float:left;" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/dscf0942.jpg?w=233" alt="monumento ai caduti di piazza della loggia Brescia" width="310" height="163" /></a><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/dscf0939.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-106 alignright" style="float:right;" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/dscf0939.jpg?w=300" alt="l\'orologio di piazza della Loggia a Brescia" width="308" height="162" /></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf0942.jpg"></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Il 28 maggio 1974, durante una manifestazione antifascista a Brescia, scoppiò una bomba che provocò 8 morti e più di cento feriti. La piazza fu subito lavata cancellando così la possibilità di rilevare tracce, indizi, prove insomma per trovare i colpevoli. <br />
Metterò in questo blog, uno al giorno fino al 28 maggio,  alcuni monologhi teatrali che ho scritto qualche anno fa e che sono frutto della rielaborazione di testimonianze che raccolsi in occasione del trentennale della strage, alcuni di questi monologhi sono stati inseriti in una piéce teatrale, rappresentata varie volte in teatro con la regia di Laura Mantovi. Alcune immagini della piéce si trovano <a href="http://www.auserbotticino.it/28maggio.asp#">QUI</a><span style="color:#000000;"> <br />
</span></span><span style="color:#000000;">Il monologo che apre la raccolta tuttavia non è nato da una testimonianza: la persona che parla è una delle vittime, feci questa scelta perché nella strage morirono cinque insegnanti, tre delle quali donne.<br />
</span><span style="color:#000000;"><strong>La professoressa  <br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia141.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-107 alignleft" style="float:left;" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/loggia141.jpg?w=187" alt="AnnaMaria mentre recita questo monologo" width="187" height="300" /></a>L’abitudine si sveglia prima di me come sempre.  Sono ancora dentro il sogno che già infilo le scarpe. Sono dentro il sogno perché penso che oggi è una giornata di sole. Mi immagino già la piazza piena di gente e il riverbero dell’oro dell’orologio. Ma non è in sogno che rivedo i miei alunni quelli della terza classe dove ieri ho tenuto la mia lezione di storia.<br />
</span><span style="color:#000000;">Devo essermi svegliata perché ho sentito come un odore di umido venire da dietro il vetro della finestra e l’ho aperta la finestra e ho trovato questo cielo grigio e un poco di grigio si è infilato anche dentro di me.<br />
</span><span style="color:#000000;">“Non ci voleva, questo tempo impedirà a molte persone di andare in piazza” la voce di mio marito raggiunge la mia coscienza completamente sveglia adesso. Chiudo la finestra e prendo l’impermeabile:<br />
</span><span style="color:#000000;">“Non sarà una giornata piovigginosa a fermarci, non saranno quattro gocce a fermare i passi della gente che vuole dire con la propria presenza di aver fatto una scelta” mio marito sorride alla mia risposta.<br />
</span><span style="color:#000000;">Insieme ci avviamo per la strada. Penso alla lezione di ieri. A quel ragazzo sempre taciturno che ha alzato la mano quando ho proposto di leggere un brano del libro “Il diario di Anna Frank” che stiamo leggendo per capire cosa è il nazismo, cosa è il fascismo. Ha alzato la mano e ha detto “Ho saputo che in piazza Mercato un ragazzo è saltato in aria trasportando una bomba. Ho sentito dire che fosse un fascista. Mia zia che abita lì vicino ha sentito il botto. Mi sono chiesto se esiste ancora  il fascismo”<br />
</span><span style="color:#000000;">“Oggi siamo in un paese democratico. Non c’è da aver paura” ha risposto la sua compagna di banco, ma lui, lui che non parla mai e che tremola sempre nella  voce fioca, ha risposto “e piazza Fontana allora?” Tutti l’hanno guardato. Tutti l’hanno guardato perché la sua voce non era timida e tremolante e fioca ma forte, calma e decisa. E così invece di leggere il libro abbiamo parlato di democrazia. E forse perché lui aveva tirato fuori la voce per la prima volta, penso,  tutti gli altri, senza che neanche uno si fosse distratto un momento, hanno parlato con voce ferma e chiara e hanno posto domande e hanno dato risposte.<br />
</span><span style="color:#000000;">Io li ho ascoltati e li ho guardati. Ed erano così belli. I miei ragazzi!<br />
</span><span style="color:#000000;">Pioviggina è vero, ma la piazza è piena di persone ed io sono felice.  Domani in classe continueremo il discorso sulla democrazia. Parleremo di oggi, domani.<br />
</span><span style="color:#000000;">Le vedo da lontano le mie amiche sono appoggiate alla colonna, Clementina e Giulietta insegnanti come me, c’è anche Luigi e Alberto che parlano con tre signori e sorridono. Mi sembra di conoscerli, li guardo meglio, quello appoggiato alla colonna si chiama Bartolomeo, l’altro Vittorio e il terzo signore ha un nome strano Euplo, mi pare, sì proprio Euplo. Sorrido contenta della mia memoria che non mi tradisce mai.  <br />
</span><span style="color:#000000;">Tutta questa gente, il profumo dei corpi, la forza delle parole, la sicurezza dell’essere uniti così in tanti, mi dà un senso di ebbrezza. Cammino veloce per raggiungere le mie amiche ma sento la  mano improvvisamente vuota e sola e allora  mi giro, mio marito si è fermato, parla con un amico, lo cerco con gli occhi, lo trovo con gli occhi. Che strano questo cielo grigio e piovoso improvvisamente si illumina: lo sapevo che oggi sarebbe stata una giornata piena di sole!<br />
(Nella fotografia AnnaMaria mentre recita il monologo nel teatro Lucia di Botticino)</p>
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<div><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/is11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-94" style="float:left;" src="http://luciamarchitto.wordpress.com/files/2008/05/is11.jpg?w=87" alt="" width="105" height="128" /></a></span></div>
<p> <span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Da: “Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato”<br />
di Lucia Marchitto - pubblicazione a cura dell&#8217;Auser di Botticino - maggio 2004 - in copertina acquerello di Sara Scaramelli - impaginazione e grafica di Salvatore Attanasio</span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Piazza Loggia]]></title>
<link>http://saraluppe.wordpress.com/2008/03/19/piazza-loggia/</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 21:03:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>saraluppe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao a tutti,
oggi vi propongo un altro luogo importante per Brescia da poter visitare; è Piazza L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ciao a tutti,</p>
<p>oggi vi propongo un altro luogo importante per <strong>Brescia</strong> da poter visitare; è <strong>Piazza Loggia</strong>, piazza simbolo della mia città a causa anche della strage avvenuta il <strong>28 Maggio 1974</strong> durante una manifestazione antifascista. Per ricordare a tutti ciò vi è una Stele sotto la <strong>Torre dell&#8217;Orologio</strong>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0UCIqRdIlcM&#038;rel=1&#038;fs=1' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/0UCIqRdIlcM&#038;rel=1&#038;fs=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p> A presto..</p>
</div>]]></content:encoded>
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