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	<title>25aprile &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "25aprile"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:59:13 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Leonia - Le città invisibili - Italo Calvino]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2008/06/03/leonia/</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 18:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Napoli, Lungomare, 25 aprile 2006 A spasso con la mia adorata.
Foto di BARUDA
La città di Leonia r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img src="http://farm1.static.flickr.com/138/358828316_155a03fd6c.jpg?v=0" alt="" width="486" height="305" /></p>
<p style="text-align:left;"><strong><span style="color:#800000;">Napoli, Lungomare, 25 aprile 2006 A spasso con la mia adorata.<br />
Foto di <a title="napoli" href="http://www.flickr.com/photos/baruda/358828316/">BARUDA</a></span></strong></p>
<p style="text-align:left;">La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall&#8217;involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche che dall&#8217;ultimo modello d&#8217;apparecchio. Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d&#8217;ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d&#8217;imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose di ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l&#8217;opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l&#8217;espellere, l&#8217;allontanare da sé, il mondarsi d&#8217;una ricorrente impurit à. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell&#8217;esistenza di ieri è circondato d&#8217;un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta<br />
buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare. Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori dalla città, certo; ma ogni anno la città s&#8217;espande, e gli immondezzai devono arrestrare più lontano; l&#8217;imponenza del gettito aumenta e le cataste s&#8217;inalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l&#8217;arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a<br />
fermantazioni e combustioni. E&#8217; una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.<br />
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d&#8217;ieri che s&#8217;ammucchiano sulle spazzature dell&#8217;altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri. Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell&#8217;estremo crinale, immondezzai d&#8217;altre<br />
città, che anch&#8217;esse respingono lontano da sé le montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell&#8217;una e dell&#8217;altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano. Più ne cresce l&#8217;altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d&#8217;anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle altre città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[25 Aprile: revisionismo?]]></title>
<link>http://deformable.wordpress.com/2008/04/28/25-aprile-revisionismo/</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 02:40:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>stepbutsmile</dc:creator>
<guid>http://deformable.wordpress.com/2008/04/28/25-aprile-revisionismo/</guid>
<description><![CDATA[sempre citando loro
Revisionismi
Cosi’ scriveva Giorgio Bocca nel 2003.
“Chi vuole cancellare il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>sempre citando <a href="http://imilleboston.wordpress.com/">loro</a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Revisionismi<br />
Cosi’ scriveva Giorgio Bocca nel 2003.<br />
“Chi vuole cancellare il 25 aprile*</strong></p>
<p><em>/*di Giorgio Bocca */</em><br />
MI è tornato fra le mani un libro, il primo, che scrissi nel maggio del ‘45, a memoria freschissima. Si intitolava “Partigiani della montagna”, era la storia delle divisioni di Giustizia e libertà del Cuneese e sfogliandolo ho pensato: sarà un libro ingenuo, in un italiano un po’ tradotto dal piemontese ma qui, quanto a storia, non c’è proprio niente da rivedere, le cose sono andate davvero così, sulle montagne di casa mia e su quelle di tutto il resto di Italia.<br />
Con quella guerra, più o meno civile, più o meno decisiva nel conflitto mondiale, è finito il regime fascista, durato ventidue anni. Dunque non si può mescolarla, commemorarla, parificarla a quella di chi quel regime ha difeso fino all’ultimo giorno. Il partito dei combattenti, delle medaglie d’oro, del siamo tutti italiani allora non esisteva e ciò che non è esistito non fa parte della storia, fa parte del revisionismo che manipola la storia a fini politici. Esso può piacere a quanti tengono presente ai loro fini e comodi che oggi i neofascisti stanno al governo in ministeri importanti e che al Polo delle libertà fa comodo confondere la Resistenza italiana con il sanguinario comunismo stalinista, ma non piace a noi che c’eravamo e che ricordiamo molto bene che il denominatore comune dei partigiani era la guerra ai nazisti e ai fascisti.<br />
NON la guerra della propaganda politica che poi seguì per il comunismo, o il liberalismo, o l’azionismo di cui sapevamo poco o niente. Nelle discussioni che ebbi con Montanelli e altri dissacratori della Resistenza, ripetevo inutilmente: senti, un giorno del ‘44 in una mattina limpida stavo su una collina delle Langhe da cui si vedeva l’intero arco alpino. E mi dicevo in ogni valle c’è una formazione partigiana, in ogni città o villaggio c’è un comitato di liberazione, qualcosa di importante partendo da niente lo abbiamo pur fatto in questi mesi. Quella Italia grigia di cui ora parlano i revisionisti era pure dalla parte nostra, ci sfamava, ci ospitava, ci aiutava. Ci danno perciò un grande fastidio i faccendieri della politica che starnazzano e si agitano per mettere assieme partigiani e camicie nere, morti di Marzabotto e morti nelle foibe, la commemorazione di sinistra alla Risiera di San Sabba e quella alla Foiba di Basovizza che mette assieme fascisti e vittime dei titini che non sono sempre la stessa cosa. Il sindaco di Bologna Guazzaloca lasci perdere le commemorazioni dei caduti “tutti uguali”. <strong>Siamo stati molto diseguali da vivi, e lì ci fermiamo. La vicenda politica che ne è seguita non è esaltante è la solita vicenda del trasformismo italiano, dei comunisti o dei socialisti che passano al polo della libertà, dei fascisti che fanno i democratici, dei tira a campare che cercano di servire i due padroni.<br />
Mi è tornato fra le mani quel piccolo libro: le confusioni allora non erano possibili, chi sorpassava la linea di divisione ci lasciava la pelle. E chi ha dei ricordi veri li custodisca senza guastarli con i pastrocchi commemorativi.</strong><br />
<em> (la Repubblica, 23 aprile 2003)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Resistere, Resistere, Resistere.]]></title>
<link>http://bellavoglia.wordpress.com/2008/04/27/resistere-resistere-resistere/</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 09:54:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierosovrano</dc:creator>
<guid>http://bellavoglia.wordpress.com/2008/04/27/resistere-resistere-resistere/</guid>
<description><![CDATA[Giornata con un nonno nato nel giorno della libertà


È già ora di svegliarsi credo. È proprio c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoSubtitle" style="text-align:center;margin:0;"><em><span style="font-size:x-large;font-family:Times New Roman;">Giornata con un nonno nato nel giorno della libertà</span></em></p>
<p class="MsoSubtitle" style="text-align:center;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoSubtitle" style="text-align:center;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">È già ora di svegliarsi credo. È proprio cosi, mi preparo e scendo in strada dove mio nonno mi sta aspettando. Dopo il lavoro delle ultime settimane, gli avevo chiesto di portarmi un po’ in giro per i luoghi in cui era cresciuto, dove aveva vissuto la sua adolescenza fino al momento in cui la guerra fece visita, a lui come a tutti gli altri, inaspettata e tremenda nella sua crudezza. Saliamo a Montecalderaro, provincia di Castel San Pietro terme, e ci avventuriamo su per qualche strada poco accogliente, cominciando a vagare un po’ qua e là. Intanto parliamo un po’ e, tra le altre cose, mi accorgo com’è ormai scontato che mio nonno ovunque vada conosca o faccia amicizia con qualcuno. Fermandoci nel tragitto, quando il mio compagno di viaggio segue il richiamo della sua passione prima (ovvero la ricerca di funghi), io mi abbandono un po’ al paesaggio che mi circonda. Seduto in posti come questo, è qualche tempo che nella natura trovo un po’ di calma e nuova energia. Questo sole e questo vento gentile credo e spero anticipino una buona giornata. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dopo la visita alla casa in cui mio nonno è cresciuto, ripenso un attimo agli aneddoti da cui subito sono stato travolto: inizi nei campi, l’eccessiva gioventù per entrare nei partigiani con cinque fratelli già nell’esercito, le prime esperienze con le ragazze e i rapporti con amici e fratelli, perdendomi nel mio ultimo periodo di interviste e ricerche, di foto e riprese su quel particolare momento del cammino del nostro paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ci sono persone che qui sono nate, sono state ragazzi come me, persone che per fortuna ogni tanto ancora se lo ricordano e vengono a trovare quel bambino che erano, a ritrovare quel se stesso che saranno sempre, imprescindibili dai cambiamenti e dall’età, ma anzi legati a filo doppio a questa terra che, ad ognuno in maniera diversa per esperienze ed abitudini, resterà dentro in eterno.<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Bisogna andare a fondo alle abitudini di questo tempo, al modo di vivere della gente, per tentare di comprendere questa magica parentesi chiamata resistenza: voglia di rivalsa, senso di impotenza e sconfitta che spinsero questi giovani combattenti alla battaglia, in un misto di coraggio, incoscienza e sfrontatezza, nella rivolta degli umili e degli oppressi più prorompente e trionfante che questa nostra storia italiana ha il piacere di ricordare. Parole forti, significative, sono state dedicate a questo momento, ma troppo spesso in questa convulsa contemporaneità si è scordato di ricordare abbastanza tali avvenimenti: lo sgarbo maggiore che si fa alla resistenza non è solo quello di non commemorare doverosamente i caduti, ma<span>  </span>soprattutto di non diffondere e di non seguire i principi che quei ragazzi ispirarono: per questo morirono, per questo vivono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Tra i lunghi pensieri di questa mattinata, visitiamo assieme la casa dove nacque mio nonno, e mi fa impressione ritrarlo in una foto nello stesso luogo ottant’anni dopo: penso che lui come tanti, abbia lottato, abbia resistito, non sul campo di battaglia ma cercando di difendere le proprie idee, nel rifiuto di ciò che era imposto a priori, fino al complicato dopoguerra, in un paese in ginocchio dove fu in grado di creare qualcosa, di ritrovare fiducia stringendo i denti nei momenti difficili, finalmente conscio di aver ritrovato un futuro davanti a sé. Mi interrogo sui molteplici significati di ciò che ci ha preceduto, dalle persone agli avvenimenti, partendo dall’azione in sé: voce del verbo “resistere”, per citare il video di Enrico e Michele a cui ho dato una piccola mano in queste settimane: partire ancora da una piccola parola che porta un grande significato, che varia negli anni a seconda del contesto e che oggi ci spinge a non agire da uomini meschini, pensando che per poter cambiare in meglio sia necessario cancellare tutto ciò che vi è stato precedentemente e che può sembrare vecchio e antiquato, permettendosi di rinnegare impunemente le proprie radici, le idee e i sacrifici dei nostri nonni, ieri cosi forti e solenni, oggi spesso considerate accantonabili e<span>  </span>superflue.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">È già difficile capire senza aver vissuto e provato, ma ammetto che non riesco a parlare della resistenza come un fenomeno a sé, collegandolo sempre a un oggi che in questo momento lascia me e molti altri profondamente amareggiati per i diversi sviluppi fin qui verificatisi: mi rialzo con le parole di Arnaldo Tomesani, un partigiano ovviamente amico di mio nonno, che in una splendida lezione sulla libertà qualche pomeriggio fa ci spinse ancora a resistere per questa battaglia infinita, non più armata ma che, contro avversari diversi dal fascismo ma che usano strumenti spesso molto simili, lotta ancora per sconfiggere l’ignoranza, la prepotenza e l’arroganza di chi ci obbliga ad assuefarci ad una scura ed infausta realtà; con il potere del sapere e il coraggio delle idee è però ancora possibile, è ancora un dovere provare a reagire: finchè vi sarà questa reazione, ci spiega Arnaldo, i valori della Resistenza non moriranno mai.<span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Forse aveva ragione Calamandrei, quando incitava i giovani a rivolgere il pensiero a luoghi come questo, e ad altri come le montagne dove caddero i partigiani, le carceri dove furono imprigionati e i campi dove furono impiccati, per capire davvero dove è nata la nostra costituzione, ovvero ovunque un italiano è morto per riscattare la libertà. Che grandi parole. Meglio non scordarcele, meglio difendere le poche barricate ideologiche erette perché “moderne pose( e azioni) da ventennio”, rischiano di mettere in discussione anche l’intoccabile. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ho approfittato di questa piccola avventura per riportare un po’ d’ordine sulla materia che di questi tempi mi ha appassionato, proprio a ridosso del “nostro” 25 aprile (che guarda caso è proprio il giorno del compleanno di mio nonno): ormai il sole picchia forte, torniamo verso casa e un grazie al momento dei saluti verso la mia mitica guida esce spontaneo dalla mia bocca: un grazie<span>  </span>per ciò che rappresenta per me, per lui come per tutti gli altri che sapevano bene da che parte stare, che portano avanti ogni giorno col più piccolo gesto quelle idee e quelle convinzioni, un grazie per avermi fatto riscoprire ancora, anche dopo 60 anni, una nuova generazione di uomini.</span></span></p>
<p class="MsoSubtitle" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p class="MsoSubtitle" style="text-align:left;margin:0;">anche se in ritardo per problemi tecnici, Buon 25 Aprile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bella Ciao.]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/2008/04/26/bella-ciao/</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 15:04:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
<guid>http://termometropolitico.wordpress.com/2008/04/26/bella-ciao/</guid>
<description><![CDATA[Alla faccia di chi vorrebbe cancellare i valori imperituri della Resistenza.
Bella Ciao
Una mattina ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Alla faccia di chi vorrebbe cancellare i valori imperituri della Resistenza.</p>
<p><span style="font-family:Palatino Linotype;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-size:large;">Bella Ciao</span></strong></span></span></p>
<p><strong>Una mattina mi son svegliato<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
una mattina mi son svegliato<br />
e ho trovato l&#8217;invasor.</strong></p>
<p><strong>Oh partigiano, portami via<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
oh partigiano, portami via,<br />
che mi sento di morir.</strong></p>
<p><strong>E se io muoio lassù in montagna<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
e se io muoio lassù in montagna<br />
tu mi devi seppellir.</strong></p>
<p><strong>Seppellire sulla montagna,<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
seppellire sulla montagna<br />
sotto l&#8217;ombra di un bel fior.</strong></p>
<p><strong>E le genti che passeranno,<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
e le genti che passeranno<br />
mi diranno: &#8221; Che bel fior &#8220;.</strong></p>
<p><strong>È questo il fiore del partigiano,<br />
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,<br />
è questo il fiore del partigiano<br />
morto per la libertà. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il 25 aprile tutti i giorni]]></title>
<link>http://diariosemistupido.wordpress.com/2008/04/25/il-25-aprile-tutti-i-giorni/</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:01:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Niki</dc:creator>
<guid>http://diariosemistupido.wordpress.com/2008/04/25/il-25-aprile-tutti-i-giorni/</guid>
<description><![CDATA[Pubblico questo che il 25 aprile è quasi giunto al termine e dopo che tutti ne hanno già scritto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Pubblico questo che il 25 aprile è quasi giunto al termine e dopo che tutti ne hanno già scritto e detto.<br />
Lo faccio perché mi piacerebbe se ne parlasse degnamente ancora domani, dopodomani e tutti i giorni che verranno da oggi in avanti.<br />
Tra chi vuole riscrivere i libri di storia, chi vieta  <em>Bella ciao</em>, chi cerca di fare di tutta l&#8217;erba un fascio confondendo le acque e accomunando vittime e carnefici, bisogna che venga rinnovato l&#8217;impegno di mantenere integro il valore di questa celebrazione. Soprattutto oggi, soprattutto in un paese come l&#8217;Italia che difetta di memoria storica, sopratutto ora che quelli che lo fecero questo 25 aprile sono rimasti in pochi.<br />
Vorrei che questo giorno parlasse ai più giovani.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/55yCQOioTyY&#038;rel=1&#038;fs=1' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/55yCQOioTyY&#038;rel=1&#038;fs=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Si parla ancora a scuola di questa festa? Si fa ancora cantare ai bambini <em>Bella ciao</em> come faceva la mia maestra in terza elementare, tutti insieme e a  voce alta, quando ci raccontava dei partigiani?<br />
Rileggo di tanto in tanto <em><a href="http://www.anobii.com/books/Lettere_di_condannati_a_morte_della_Resistenza_italiana/9788806178864/014181c8a19a5628d6/" target="_blank">Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana - 8 settembre 1943-25 aprile 1945</a></em> (Einaudi); è un modo per far sì che quelle parole scritte sui muri, su pezzi di carta straccia, spesso di nascosto, non vengano disperse nel rumore assordante di questo tempo. O nel silenzio assordante di questo tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo voglio concludere questa giornata copiando qui una lettera scritta da <a href="http://www.anpi.it/uomini/dattilo_cesare.htm" target="_blank">Cesare Dattilo (Oscar)</a> che fu fucilato dai nazisti il 23 marzo 1945 nella zona di Cravasco a Genova. E&#8217; la lettera di un ragazzo di ventitre anni alla fidanzata; e con le parole di un uomo che non solo fu lì quel primo 25 aprile 1945, ma che contribuì affinché si realizzasse, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini" target="_blank">Arrigo Bulow Boldrini</a>. Nelle sue parole è racchiuso tutta l&#8217;essenza di questo giorno.</p>
<p style="text-align:right;">17.2.1945</p>
<p style="text-align:justify;"><em>*Cara Nucci,                                         </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>purtroppo anche a me non resta che quella misera e grande consolazione di scriverti. Tutte le volte vorrei scriverti due righe, ma cosa vuoi a volte per la premura o perché mi manca la carta non riesco mai a scriverti. Mi dici che non vedi l&#8217;ora di rivedermi. E&#8217; meglio che prima ti spieghi come mi hanno conciato questi 71 giorni di Marassi. Così non rimarrai delusa per quando mi vedrai. Mi sono cresciuti due potenti baffi, la mia capigliatura è finita nelle immondizie di Volpara. E questa orribile prigione, mi sta invecchiando di almeno 10 anni. Ho paura che quando esco non mi vorrai più vedere. A riguardo alle passeggiate che ti fai col mio garibaldino Aldo mi preoccupano un pochettino, perché se continua a essere di questo passo temo che mi faccia portare le corna!&#8230;<br />
I tuoi genitori sono al corrente di noi due? Certamente si faranno un brutto concetto di me, sapendomi a Marassi. Capirai, un fidanzato in prigione. Ma sappi Nucci, che non ho nulla da pentirmene per il motivo di cui mi trovo a Marassi. E&#8217; il destino ingrato che ha voluto colpirmi. Ma tieni presente che questo destino colpisce solo ogni vero Italiano della nuova Patria che risorge. Se credi mi fai tanti saluti ai tuoi genitori, a te un grosso bacio.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cesare</em></p>
<p style="text-align:center;">________________________</p>
<p style="text-align:center;"><em>&#8220;(&#8230;) respingiamo l&#8217;interpretazione che considera la Guerra di Liberazione come una guerra civile per la conquista di centri di potere. La Lotta di Liberazione fu un movimento popolare di partigiani e partigiane sostenuto da una grande solidarietà popolare, con i militari delle tre Forze Armate, che hanno combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti: per chi c&#8217;era, per chi non c&#8217;era e anche per chi era contro, con una generosità non sempre conosciuta in altre epoche storiche. Questo è il grande dato storico, che va sottolineato anche per rendere omaggio a tutti i Caduti e a quanti della nostra generazione sono scomparsi, e che ci hanno lasciato un nobilissimo testamento che non può essere dimenticato.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">(Arrigo Boldrini al Teatro Lirico di Milano il 24 giugno 1994 in occasione del 50° anniversario della costituzione del CLV Corpo volontari della libertà - Fonte: Wikipedia)</p>
<p style="text-align:center;"> _______</p>
<p align="justify"><em><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="color:#646464;">*La lettera di Cesare Dattilo è stata tratta da: &#8220;Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana. 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945 (a cura di Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli - Einaudi).</span></span></strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.mondine.it/bloggers-per-il-25-aprile/"><img class="alignnone size-medium wp-image-34" src="http://diariosemistupido.wordpress.com/files/2008/04/badge25aprile1.png?w=150" alt="25 aprile - Radici resistenti" width="117" height="116" /></a><a href="http://diariosemistupido.files.wordpress.com/2008/04/badge25aprile.png"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[resistenze]]></title>
<link>http://discanto.wordpress.com/2008/04/25/resistenze/</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 08:47:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Asended</dc:creator>
<guid>http://discanto.wordpress.com/2008/04/25/resistenze/</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.electronicrepairguide.com/four%20band%20resistor.jpg" alt="" width="384" height="288" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il mio 25 aprile in Second life]]></title>
<link>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/04/25/il-mio-25-aprile-in-second-life/</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 08:13:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
<guid>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/04/25/il-mio-25-aprile-in-second-life/</guid>
<description><![CDATA[Capita che passando tanto tempo in sl anche quel luogo si meriti di assumere colore, significati pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Capita che passando tanto tempo in sl anche quel luogo si meriti di assumere colore, significati profondi. E possa diventare luogo di affermazione di valori, un luogo dove cantare urlando. Come è nato il progetto Mondine in Second Life, a partire dalle mondine in rl, lo racconta <a href="http://www.mondine.it/2008/04/25/mondine-in-second-life//">Elena</a> qui. Ne sottolineano significati ed emozioni <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2008/04/25/resistenza-20-mondine-in-secondlife/">Giovanni </a>e <a href="http://luoghisensibili.wordpress.com/2008/04/25/liberazione-2volte0-mondine-in-second-life//">Fabio</a>. Io non ho fatto granchè, ho solo guardato e mondato il riso. Ma sono contenta di essere stata presente a questo atto fondativo, della costruzione della risaia.</p>
<p><a href='http://lamemoriadellecose.files.wordpress.com/2008/04/mondine_027.jpg'><img src="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/files/2008/04/mondine_027.jpg?w=300" alt="" width="300" height="182" class="alignnone size-medium wp-image-391" /></a></p>
<p>Si può aderire al gruppo se si condivide il progetto, che nei prossimi giorni evolverà con il contributo di tanti. Vi aspettiamo numerose/i, sia nella prima che nella seconda vita. Sia a casa Cervi che nella risaia sospesa in una sky box nella land di Genesi Italia. Grazie a tutti.<br />
<strong><br />
Aggiornamento</strong>: per visitare la risaia delle mondine in Sl andate <a href="http://slurl.com/secondlife/Genesi%20Italia/117/51/43">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[memorie resistenti]]></title>
<link>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/04/09/memorie-resistenti/</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 19:47:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
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<description><![CDATA[sono indecisa su quello che farò il prossimo 25 aprile. ci sono vari luoghi in cui vorrei essere a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>sono indecisa su quello che farò il prossimo 25 aprile. ci sono vari luoghi in cui vorrei essere a ricordare la Liberazione, la resistenza e i miei antenati, concreti o ideali. sono indecisa tra la Rinascita, la mia Piazza Maggiore e la casa Cervi, dove <a href="http://www.mondine.it/2008/04/07/di-post-di-cantate-e-di-pullman/">canteranno insieme 7000 partigiani</a>. 7000 partigiani, non sono pochi, soprattutto di questi tempi, in cui le memorie resistenti sembrano avere vita dura. ho già promesso che se non ci sarò tutta intera, ci sarò sicuramente con il cuore, a casa Cervi, il 25 aprile 2008, a cantare insieme ai 7000 partigiani.</p>
<p>L&#8217;iniziativa 7000 partigiani che cantano a casa Cervi è promossa dal gruppo Mondine 2.0 - Di madre in figlia, che dopo aver raccolto l&#8217;adesione di 100 blogger all&#8217;iniziativa (io sono la numero 4!!!!) ha rilanciato e vorrebbe raccogliere 250 blogger: per adesioni andate <a href="http://www.mondine.it/bloggers-per-il-25-aprile/">qui</a>, per scaricare il badge <a href="http://www.mondine.it/radici-resistenti/">qui</a>.</p>
<p>Ecco il libretto della giornata, scaricato via <a href="http://oltreilponte.blogspot.com/">Stellavale</a>, per chi volesse già cominciare a cantare&#8230;</p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-a-zA-Z0-9]/ --></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[memorie confuse/2]]></title>
<link>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/02/07/memorie-confuse2/</link>
<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 23:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono abbastanza convinta che il nostro tempo abbia qualche serio problema di memoria, di smemoratezz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono abbastanza convinta che il nostro tempo abbia qualche serio problema di memoria, di smemoratezza, ma non solo, anche di grande confusione su quello che ha senso ricordare.<br />
Sono anche convinta che i “problemi di memoria” non siano mai casuali: sono invece sempre rivelatori, e dovrebbero sempre far pensare, non dovrebbero mai essere sottovalutati.<br />
Mentre <a href="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/02/01/memorie-confuse-lasciamo-libero-il-25-aprile/">si ragionava sulla scelta</a> (per me criticabilissima) del 25 aprile prossimo per il V2-Day, è uscito un articolo di Alessandro Portelli sul <a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Febbraio-2008/art3.html">Manifesto</a>, che spera venga presto <a href="http://alessandroportelli.blogspot.com/2008/02/nel-cestino-della-storia-studenti.html">pubblicato sul suo blog</a>, che mi conferma nelle mie 2 suddette convinzioni.</p>
<p>I <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=4100&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">giornali ne hanno parlato</a>, non so quanto, ma questo è il fatto: il neonato Partito Democratico ha &#8220;dimenticato&#8221; di ricordare la Resistenza e l&#8217;antifascismo tra i suoi riferimenti fondanti. Nessuno dei due compare quindi nella carta dei valori del PD (sarei curiosa di sapere cosa c&#8217;è, allora, ma ho paura di chiedere), né nello statuto o nel codice etico. Interrogati sulla mancanza, hanno risposto appunto che è stata una dimenticanza. Distrazione? Confusione? Rimozione? mah. Interrogato, un senatore spiega che il PD si fonda sul &#8220;presupposto che la storia del &#8216;900 è finita, e con lei le sue ideologie: il fascismo oltreché il comunismo&#8221; perciò &#8220;l&#8217;antifascismo in quanto ideologia politica è anacronistica come il fascismo&#8221;. Mi verrebbe da chiedergli: caro signore, ma lei dove ha studiato? e, soprattutto, ma dove vive?</p>
<p>Ognuno ha il suo modo di costruire il passato per aprirsi al futuro. Come scrive Portelli, &#8220;nell&#8217;Unione Sovietica cancellavano i gerarchi in disgrazia dalle foto ufficiali. Noi invece celebriamo compunti la Giornata della Memoria&#8221;. Ma a che futuro ci stiamo così preparando?</p>
<p>PS: Dopo <a href="http://www.ulivo.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=44416">la nota di Veltroni</a>, la Resistenza compare una volta nel <a href="http://2007.partitodemocratico.it/adon/files/manifestodeivalori.pdf">Manifesto dei valori del PD</a>, così: &#8220;La Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza antifascista, è il documento fondamentale dal quale prendiamo le mosse.&#8221; Tutto qui?</p>
<p><a href="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/files/2008/02/materialeresistente.jpg" title="materialeresistente.jpg"><img src="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/files/2008/02/materialeresistente.jpg" alt="materialeresistente.jpg" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[memorie confuse (lasciamo libero il 25 aprile)]]></title>
<link>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2008/02/01/memorie-confuse-lasciamo-libero-il-25-aprile/</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 22:16:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
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<description><![CDATA[
C&#8217;è stato un periodo in cui il 25 aprile - il giorno dedicato al ricordo della Liberazione d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/files/2008/02/banner4.jpg" title="banner4.jpg"><img src="http://lamemoriadellecose.wordpress.com/files/2008/02/banner4.jpg" alt="banner4.jpg" /></a></p>
<p>C&#8217;è stato un periodo in cui il 25 aprile - il giorno dedicato al ricordo della <a href="http://www.resistenzaitaliana.it/">Liberazione dal nazifascismo in Italia</a> - è stato messo in discussione: una memoria contesa, dove un evento che qualcuno (tanti) ritengono fondante la Repubblica veniva messo in discussione. No comment. Della serie i revisionismi (questi sì, beceri) sono sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Ricordo di una manifestazione a Milano, il 25 aprile, sotto una pioggia battente che mise ko la mia vecchia Nikon. Ricordo di un altro 25 aprile, passato a passeggiare con un gruppo ristretto di ex partigiani sotto le lapidi dei loro compagni uccisi lungo la via Frassinago, camminando e sostando.</p>
<p>Quando ho letto che <a href="http://beppegrillo.it/">Beppe Grillo</a> per il <a href="http://grillorama.beppegrillo.it/vday07/">secondo V-Day</a> ha scelto il 25 aprile, mi sono veramente irritata. Non ci bastavano i tentati revisionismi, le memorie contese. Adesso dobbiamo fare pure i conti con le memorie confuse. Confondere questa classe/casta politica con i fascisti e i nazisti che hanno devastato l&#8217;Europa tra gli anni venti e quaranta del Novecento, mi pare sciocco, superficiale, ridicolo, grottesco, oppure criminale. Lasciate in pace la Resistenza, per piacere. Scegliete un altro giorno per una protesta che ha tutti i diritti di avere uno spazio, un luogo: il suo. Non quello del 25 aprile, giornata per ricordare la liberazione dal nazifascismo in Italia, e tutte le vite che per essa sono andate perdute.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[cose indimenticabili: 21 aprile 1945]]></title>
<link>http://lamemoriadellecose.wordpress.com/2007/04/21/cose-indimenticabili-21-aprile-1945/</link>
<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 09:01:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 21 aprile 1945 poteva essere una giornata di sangue, invece la città si trovò improvvisamente a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il 21 aprile 1945 poteva essere una giornata di sangue, invece la città si trovò improvvisamente a festeggiare lungo la via Emilia la fuga dei tedeschi e la Liberazione. I carri armati degli Alleati (polacchi) arrivarono sotto le due torri e percorsero via Rizzoli fino al cuore di Bologna. Un amico qualche anno fa mi mostrò un libro fotografico sulla Liberazione, con immagini scattate da un fotografo amatoriale, e in particolare un&#8217;immagine, segnata da una crocetta, in cui LUI guarda passare i carri armati. Una comune commozione per questi ricordi - vissuti o solo immaginati, per questioni meramente anagrafiche - ha segnato la nascita di profonde amicizie, continua ad alimentarle. Questa mattina, chi ha avuto la fortuna di trovarsi in Piazza Maggiore alle ore 10 ha potuto sentire la campana della torre dell&#8217;Arengo suonare a festa (così leggo sul giornale, mi sono svegliata troppo tardi a causa di troppe conversazioni dal basso o di lato di ieri).<br />
<a href="http://lamemoriadellecose.files.wordpress.com/2007/04/lapideib.gif" title="lapideib.gif"><img src="http://lamemoriadellecose.files.wordpress.com/2007/04/lapideib.gif" alt="lapideib.gif" /></a></p>
<p>Il 25 aprile si ricorda l&#8217;eccidio di <a href="http://www.comune.marzabotto.bo.it/htm/memoria.htm">Marzabotto</a>, con la terza edizione dei <a href="http://www.provincia.bologna.it/pls/provbo/provbologna_021.magazine?id_news=0&#38;tipologia_news=2">Percorsi Antifascisti di Monte Sole</a> (il processo per l&#8217;eccidio è durato un anno e mezzo e si è recentemente concluso con la condanna di dieci membri delle SS tedesche).</p>
<p>(una precisazione del giorno dopo: insieme agli Alleati, polacchi e inglesi, i partigiani della Brigata Maiella, oggi cittadini onorari di Bologna)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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