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	<title>24sette &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/24sette/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "24sette"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:33:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il gatto del rabbino, Joann Sfar]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/07/18/il-gatto-del-rabbino-joann-sfar/</link>
<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 14:46:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliaduepuntozero</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un altro fumetto, edito ancora dalla collana 24sette della casa editrice Rizzoli.
*Il gatto del rab]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un altro fumetto, edito ancora dalla collana 24sette della casa editrice Rizzoli.</p>
<p>*<a target="_blank" href="http://www.24sette.it/sclibro.php?isbn=1701541">Il gatto del rabbino</a>* è il suo nome, scritto e disegnato da Joann Sfar, un giovane del 1971 nato a Nizza, da una famiglia per metà sefardita e per metà ashkenazita, con una grande esperienza da fumettista alle spalle.</p>
<p>Divertentissimo, gli appassionati di umorismo e tradizione ebraica troverano pane per i propri denti.</p>
<p>Il volume pubblicato da Rizzoli raccoglie 3 libri, che si aprono con lo spassosissimo <em>Bar-Mitzvah</em>, in cui il gatto protagonista mangia un pappagallo, acquisisce la parola, e pretende di farsi insegnare i testi sacri ebraici dal suo padrone, per essere degno della sua amata padroncina. Le dispute teologiche che ne seguiranno sono imperdibili.</p>
<p>Bello il disegno, un po&#8217; sotto forma di schizzo, ma senza dimenticare particolari spesso insignificanti ma che danno ricchezza alla tavola. I colori caldi accompagnano i primi disegni, ambientati ad Algeri, mentre i grigi e i colori scuri fanno da contorno alle tavole su Parigi.</p>
<p>Ultima cosa: il cognome Sfar deriva dal termine ebraico che sicnifica *scrivere*. E non è un caso che Joann Sfar si dedichi proprio al fumetto, grandissima, anche se spesso poco considerata, forma di scrittura.</p>
<p>*giuliaduepuntozero</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Fun Home", Alison Bechdel]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/05/16/fun-home-alison-bechdel/</link>
<pubDate>Wed, 16 May 2007 20:01:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliaduepuntozero</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/05/16/fun-home-alison-bechdel/</guid>
<description><![CDATA[

Fun Home, Alison BechdelOriginally uploaded by halighalie.
*Fun Home*: non sta per Casa del divert]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="float:right;margin-bottom:10px;margin-left:10px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/halighalie/496417143/" title="photo sharing"><img src="http://farm1.static.flickr.com/220/496417143_48f0dd4453_m.jpg" style="border:#000000 2px solid;" /></a></p>
<p><span style="margin-top:0;font-size:0.9em;"><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/halighalie/496417143/">Fun Home, Alison Bechdel</a></span><span style="margin-top:0;font-size:0.9em;">Originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/halighalie/">halighalie</a>.</p>
<p></span>*Fun Home*: non sta per Casa del divertimento, ma è l&#8217;abbreviazione che la famiglia Bechdel usa per l&#8217;attività del padre: Funeral Home, un&#8217;impresa di pompe funebri.<br />
<em>Una tragicommedia familiare</em> è il sottotitolo di questo ennesimo, azzeccatissimo fumetto pubblicato dalla collana <a target="_blank" href="http://gruppodilettura.wordpress.com/tag/24sette/">24sette di Rizzoli</a>, in uscita oggi _penso_ o comunque nei prossimi giorni.<br />
*Fun Home* è un&#8217;autobiografia a fumetti, dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza, di Alison. Spunto narrativo: il suo outing sull&#8217;essere lesbica, che sfonda la diga dei segreti famigliari, fino alla confessione del padre sulle proprie tendenze sessuali, e alla sua morte sospetta.<br />
Fino a qui, la tragedia. La commedia è nel modo di narrare della Bechdel, ironico e acuto, strappa molte risate, più o meno amare.<br />
Molto bello il disegno (anche se io non sono certo un&#8217;esperta), un po&#8217; stilizzato, non troppo realistico, ma dettagliato dove seve, con una presenza continua dell&#8217;arancione (chissà perché proprio l&#8217;arancione).<br />
Il fatto che la storia sia vera, rende commovente la narrazione.<br />
*giuliaduepuntozero</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[5 è il numero perfetto]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/01/08/5-e-il-numero-perfetto/</link>
<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 21:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliaduepuntozero</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2007/01/08/5-e-il-numero-perfetto/</guid>
<description><![CDATA[Oggi voglio parlare di un noir. Un fumetto noir.
*5 è il numero perfetto*, si intitola, graphic nov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi voglio parlare di un noir. Un fumetto noir.</p>
<p>*5 è il numero perfetto*, si intitola, graphic novel scritto e disegnato da <a target="_blank" href="http://www.igort.blogspot.com/">Igort</a>, e pubblicato da Rizzoli nella <a target="_blank" href="http://www.24sette.it/libri.php">collana 24/7</a>, che sta sfornando diversi fumetti molto interessanti (*V per vendetta* di Alan Moore e David LLoyd, *Appunti per una storia di guerra* di Gipi e *In una lontana città* di Jiro Taniguchi), oltre ad alcuni titoli non male.</p>
<p>Colpisce subito il disegno e lo stile di questo fumetto, difficile da dimenticare una volta visto. Igort ha scelto la bicromia per rendere meglio le atmosfere di questo noir napoletano, con tanto tanto nero (è sempre notte, piove sempre), e parecchio blu (carta di zucchero, direi).</p>
<p>Dice Igort, a questo proposito, nell&#8217;interessante postfazione:</p>
<blockquote><p>Però, tassello dopo tassello, veniva fuori che, per esempio, mi interessava sviluppare una tecnica strana, che avevo in mente da almeno quindici anni.</p>
<p>BICROMIA.</p>
<p>Avevo fatto un pallido tentativo ma non ci avevo veramente lavorato. Volevo aggiungere, al bianco e nero, un colore.</p>
<p>Il blu suggerisce atmosfere notturne ma usato su un disegno chiaro rende bene anche la luce lirica del sud dell&#8217;Italia.</p>
<p>Bicromia.</p>
<p>A me, per quella storia, non interessava il colore, volevo qualcosa che lo suggerisse e che contribuisse a sviluppare delle atmosfere, piuttosto.</p></blockquote>
<p>Peppino è il nome del protagonista, un guappo in pensione, che passa il tempo a pescare e a pensare al figlio, che ha seguito le sue orme. Il romanzo si apre su una _scenetta famigliare_, Peppino che prepara il caffè (non si conta quante volte compare il disegno di una caffettiera nel libro) al figlio Nino prima che questo esca per _andare al lavoro_, ovvero per uccidere un uomo, un rivale. Nino ci lascia le penne, e Peppino riprende in mano la pistola per fare un po&#8217; di giustizia, o almeno così crede. Ma non vi dico altro.</p>
<p>Un libro assolutamente da leggere.</p>
<p>*giuliaduepuntozero</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[V per vendetta]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2006/04/01/v-per-vendetta/</link>
<pubDate>Sat, 01 Apr 2006 15:28:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliaduepuntozero</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi vorrei parlare di un fumetto: V per Vendetta, scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi vorrei parlare di un fumetto: <strong>V per Vendetta</strong>, scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd, pubblicato in Italia da Rizzoli (fino al 30 aprile, al prezzo di lancio di 9,50 euro, quindi affrettatevi).<br />
Proprio in questi giorni è uscito il film, che io ho visto, erroneamente, prima di aver letto il fumetto. Dico erroneamente, perché il film dei fratelli Wachowski è solo ispirato al testo, liberamente tratto, e, dal mio punto di vista, di più immediata comprensione e apprezzamento.<br />
Nonostante ciò, l’idea e la storia di V per Vendetta è geniale. Scritto negli anni 80, ambientato in un vicino futuro immaginario, ma non troppo, della fine degli anni 90, esplicitamente ispirato a <strong>1984</strong> di Orwell e <strong>Fahrenheit 451</strong> di Bradbury, è incentrato sulla figura di V, un geniale personaggio che combatte contro la dittatura che c’è in Gran Bretagna, una via di mezzo fra il Nazismo e il Grande Fratello di Orwell.<br />
Mi ha particolarmente colpito, sia nel romanzo che al cinema, la dimora di V: vive nelle viscere di Londra, circondato da opere d’arte (quadri, libri, musica, opere cinematografiche) che la dittatura, guarda un po’, ha dichiarato illegali.<br />
Fra colpi di scena, misteri, inquietudine e un po’ di angoscia, arriva, ovviamente, il lieto fine.<br />
Ribadisco la buona realizzazione cinematografica, ambientata in un futuro 2020, con tanto di telegiornali che terrorizzano gli spettatori con influenza aviaria, guerre in Iraq, attentati terroristici in metropolitana…<br />
Da rifletterci sopra.</p>
<p>E ovviamente&#8230; geniale l&#8217;idea del fumetto, che ben rende i toni cupi e angioscianti della storia.</p>
<p>*giuliaduepuntozero</p>
</div>]]></content:encoded>
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