<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>2-leggo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/2-leggo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "2-leggo"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:03:25 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il mondo sotto brevetto, Vandana Shiva, 2001]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2008/09/01/il-mondo-sotto-brevetto-vandana-shiva-2001/</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 17:53:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2008/09/01/il-mondo-sotto-brevetto-vandana-shiva-2001/</guid>
<description><![CDATA[(titolo originale: Protect or plunder)
&#8220;Le normative sui brevetti sono il luogo di un elementa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(titolo originale: Protect or plunder)</p>
<p>&#8220;Le normative sui brevetti sono il luogo di un elementare conflitto fra proprietà privata, creazione di monopoli e benefici privati, da una parte, e interesse pubblico e benefici della scienza e della tecnologia, dall&#8217;altra.&#8221;</p>
<p>Proprietà intellettuale, allo stesso tempo filosofia e mantra del commercio globale.  A diffonderne il credo, non è un caso, il Wto, l&#8217;organizzazione mondiale del commercio, espressione dei  Governi occidentali e delle grandi corporations multinazionali.  Su tutte, quelle chimiche e farmaceutiche. Che, forti dei loro brevetti su farmaci, sementi e organismi geneticamente modificati, controllano i mercati essenziali - sanità e agricoltura - per la vita stessa dei contadini e delle comunità indigene dei Paesi del Sud del mondo: Brasile, India, l&#8217;Africa tutta. E&#8217; questa una nuova colonizzazione, ci dice Vandana Shiva. Sancita ufficialmente nel 1994 dai Trips, gli accordi sui diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio, voluti dagli Stati Uniti e benedetti dal Wto. Accordi che accarezzano la logica dell&#8217;interesse privato e scansano quella del bene collettivo. E del sapere comune, quello secolare delle comunità indigene, che viene &#8220;saccheggiato&#8221;, e trasformato in proprietà privata dai &#8220;biopirati&#8221; dei giorni nostri. &#8220;La concessione di brevetti su farmaci derivati da sistemi medici indigeni ha ormai raggiunto le dimensioni di un&#8217;epidemia&#8221;, sottolinea l&#8217;autrice. Allora, non si tratta più di una mera questione economico-giuridica, ma di un &#8220;problema di rilevanza cruciale nella vita di ciascuno di noi&#8221;. In gioco, in un conflitto tra interesse privato e monopolio contro bene pubblico e condivisione del sapere, ci sono i diritti più elementari: alla sussitenza, alla vita.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Domani andrà peggio. Lettere da Palestina e Israele 2001-2005, Amira Hass, Fusi orari, 2005]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2008/05/05/domani-andra-peggio-lettere-da-palestina-e-israele-2001-2005-amira-hass-fusi-orari-2005/</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 16:46:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2008/05/05/domani-andra-peggio-lettere-da-palestina-e-israele-2001-2005-amira-hass-fusi-orari-2005/</guid>
<description><![CDATA[“Due auto, l’una contro l’altra, bloccate nella sabbia e incapaci di muoversi. Le ruote girano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">“Due auto, l’una contro l’altra, bloccate nella sabbia e incapaci di muoversi.<strong> Le ruote girano a vuoto</strong>, schizzando sabbia tutt’intorno e affondando sempre di più. Questa è oggi la situazione di israeliani e palestinesi.”</p>
<p class="MsoNormal">Corrispondenze da Israele e Palestina di Amira Hass negli anni della Seconda Intifada. La <strong>cronaca quotidiana </strong>della “<strong>catastrofe di routine</strong>” che mina la vita di israeliani e palestinesi nella Striscia di Gaza e nei Territori occupati, risultato della <strong>politica di chiusure</strong> <strong>di Israele </strong>e dell’indifferenza dell’Autorità palestinese.</p>
<p class="MsoNormal">Non solo il preciso resoconto del “<strong>silenzioso stillicidio di morti civili</strong>”, di incursioni e bombardamenti, ma anche la <strong>dura realtà</strong> del coprifuoco, degli sgomberi forzati, della povertà indotta dai <strong>blocchi</strong>, degli attentati suicidi. Descritti con l’occhio della cronista, e analizzati con lo spirito dell’osservatore terzo, benché parte in gioco. La strategia di colonizzazione di Israele e le divisioni della resistenza palestinese, la <strong>distorsione della realtà </strong>ad opera dei media e l’amara verità raccontata dalla voce dei protagonisti.</p>
<p class="MsoNormal">Infine, ma prima di tutto, proprio loro, <strong>i protagonisti</strong>, involontari e disgraziati, con la loro umanità e le loro contraddizioni. Gli <strong>israeliani</strong>, che consapevolmente rifiutano di sapere come il proprio Governo regola i conti con il “terrorismo”, e i<strong> palestinesi</strong>, in bilico tra ricerca di una <strong>parvenza di normalità</strong> e la “tentazione di lasciarsi dettare la vita sociale, spirituale e culturale dal r<strong>estringimento degli orizzonti</strong> imposto dall’esterno”. <span style="display:none;">Quell’</span>Quell’esterno chiuso, nemico, che non consente progetti né futuro. In cui “i giovani - o almeno molti di loro - pensano alla morte come a un’opzione realistica”.</p>
<p class="MsoNormal">***</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignright" style="border:10px solid black;float:right;margin:10px;" src="http://accel23.mettre-put-idata.over-blog.com/0/48/50/46/amira_hass1.jpg" alt="" width="202" height="237" />Amira Hass, unica giornalista israeliana che <strong>ha scelto di vivere nei Territori occupati</strong>, descrive l’<strong>insostenibile situazione </strong>dei palestinesi determinata dalla politica colonialista e segregazionista di Israele. Lo fa con la semplice e travolgente <strong>forza dei fatti</strong>, che, messi in fila uno dopo l’altro, soli descrivono la situazione.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>pregio</strong> di questo libro, oltre che nelle <strong>lucide analisi</strong> della giornalista, sta proprio in questo: nell’offrire un <strong>quadro d’insieme</strong> attraverso singole situazioni, che si ripetono però giorno dopo giorno. Ciò che manca all’informazione quotidiana, frammentaria e disattenta alla normalità, anche quando questa sia, come è il caso della Palestina, “una routine di catastrofi”.</p>
<p class="MsoNormal">Sempre <strong>completa nell’informazione</strong>, Amira Hass non è <strong>mai trascurata </strong>nel suo lavoro, nonostante le insidie che comporta l&#8217;essere giornalista e israeliana in Palestina. “Non voglio diventare un’ennesima arma nelle mani di questa macchina di dominio. Devo sempre cercare di trovare un equilibrio tra la mia fedeltà alla deontologia professionale e il vero obiettivo del giornalismo: sorvegliare - non aiutare -<span> </span>centri di potere.”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fernando Solanas]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2008/04/17/123/</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 22:14:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2008/04/17/123/</guid>
<description><![CDATA[“La censura politica en Europa es MONUMENTAL.” Parola di Fernando Solanas, documentarista argent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal"><img class="alignright" style="border:10px solid black;float:right;" src="http://www.pariscinema.org/data/photo/60.jpg" alt="" width="228" height="202" />“La <strong>censura politica en Europa</strong> es MONUMENTAL.” Parola di <strong>Fernando Solanas</strong>, documentarista argentino. In Europa, denuncia calorosamente, la <strong>disinformazione </strong>che i mezzi di comunicazione, televisione e giornali, fanno sull’America latina è incredibile. Non si trova una notizia vera, che descriva il profondo cambiamento in atto nelle nazioni sudamericane. Niente di niente. La visione che viene data del Sud America, e dei suoi attuali governanti - Kirchner, Chavez, Lula, Morales, Bachelet, ciascuno con le sue contraddizioni - è distorta, <strong>viziata</strong> da un sistema di riferimento che non accetta, per esempio, che un Paese ce la faccia con le proprie <strong>risorse</strong>, e che tali risorse possano essere pubbliche e non privatizzate in mano a multinazionali ingorde.</p>
<p class="MsoNormal">Solanas è un <strong>patriota argentino</strong>, un socialista sui generis, quasi un autarchico. Di certo una persona con una chiara idea di <strong>giustizia sociale</strong>. I suoi lavori parlano per lui. Ho visto <strong>“La dignidad de los nadies”</strong> (La dignità degli ultimi), che rappresenta in maniera reale e poetica le condizioni di vita di milioni di argentini abbattuti dalla crisi economica di inizio millennio, ma pronti a manifestare, a vivere in case occupate, ad abitare per strada in accampamenti improvvisati, ad <strong>autogestirsi</strong>. A resistere, lì, nel loro Paese. E ho visto <strong>“Argentina latente”</strong>, altro documentario sulla forza dell’Argentina, sulla competenza dei suoi ricercatori, sulla ricchezza delle sue risorse. Sul <strong>popolo che si riappropria della terra</strong>, delle fabbriche, delle università. Ancora una volta, che resiste.</p>
<p class="MsoNormal">Ho visto questi suoi due documentari, entrambi parte di un progetto iniziato nel 2004 con “Memoria del saqueo” e che si concluderà con il prossimo documentario, attualmente in produzione, “Invisiveis”. E l’ho sentito parlare, l’ho visto <strong>ardere di rabbia </strong>per chi, rassegnato, sceglie di abbandonare la propria terra al suo destino, anziché restare e lottare, per costruire per se stessi, e per il proprio Paese, un <strong>futuro dignitoso</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eva Luna, Isabelle Allende, Feltrinelli, 1987]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2006/09/14/eva-luna/</link>
<pubDate>Thu, 14 Sep 2006 11:22:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2006/09/14/eva-luna/</guid>
<description><![CDATA[“Lei seminò nella mia testa l’idea secondo cui la realtà non è solo come appare in superficie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Lei seminò nella mia testa l’idea secondo cui la realtà non è solo come appare in superficie, perché ha una <strong>dimensione magica</strong> e, volendo, è legittimo esagerarla e colorirla per rendere meno noioso il passaggio attraverso questa vita.”</p>
<p><strong> Eva Luna r</strong><strong>acconta la sua storia</strong>.<strong> </strong>Parte dall’inizio, da <strong>sua madre, Consuelo</strong>, la prima donna della sua vita, la più importante, colei che le ha insegnato che le “parole sono gratuite”, che si possono usare per vagare con la fantasia in territori magici e inesplorati. Ci narra la sua infanzia da giovane serva, e ci trascina con sé nel suo peregrinare da un padrone all’altro, nelle case in cui conosce le donne che l’accompagneranno come madri nel suo viaggio verso l’indipendenza: <strong>la Madrina</strong>, che l’ha vista nascere e che presto occuperà il posto lasciato prematuramente vuoto da Consuelo; <strong>Elvira</strong>, serva semplice e concreta al punto di dormire in una bara, che diventerà la nonna che Eva Luna non ha mai avuto; <strong>la Signora</strong>, che la inizierà al mondo esterno e viziato, quel mondo che Eva Luna ha sempre guardato da una finestra e immaginato da un quadro, modellandolo a suo piacimento con la fantasia, unica sua fortuna in un’infanzia vissuta affamata d’affetto.</p>
<p>Incanterà loro e <strong>gli uomini della sua vita</strong> con le sue storie fantastiche, ricche di sangue e di violenza, di miele e amore. Quell’amore di cui Eva Luna assaggerà <strong>ogni sapore</strong>, da quello acerbo e stuzzicante per <strong>Huberto Naranjo</strong>, giovane boss di borgata con un futuro da leader della rivoluzione, che la coinvolgerà, adulto, nella sua ardita rivolta; a quello frugale ed appagante per il turco <strong>Riad Halabì</strong>, uomo di mezz’età che la stringerà in un abbraccio paterno fino ad avvolgerla in un manto di estasi. E l’amore sofisticato, saporito, dal gusto pieno e caldo per <strong>Rolf Carlè</strong>, fotografo audace e avventuroso con un passato da dimenticare, sempre pronto a gettarsi nella mischia, pur di raccontare anche lui, con la sua macchina, un’altra storia.</p>
<p>***</p>
<p><img class="alignright" style="border:10px solid black;float:right;margin:10px;" src="http://www.notablebiographies.com/images/uewb_01_img0022.jpg" alt="" width="228" height="279" />Un romanzo che lascia col desiderio di conoscere le storie incredibili che la protagonista crea con la magia della sua <strong>fantasia</strong>. Isabelle Allende non ce le racconta, ci lascia in sospeso, stimolandoci indirettamente a <strong>trasformarci nella sua creatura</strong>, per provare noi a immaginarle. Così facendo, ci conduce silenziosamente dentro la sua storia, la vita di Eva Luna, le sue emozioni, le sue paure, i suoi desideri.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ebano, di Ryszard Kapuscinski, Feltrinelli, 2000]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2006/07/19/ebano/</link>
<pubDate>Wed, 19 Jul 2006 11:26:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2006/07/19/ebano/</guid>
<description><![CDATA[“Ma di tutta questa varietà, di questo mosaico cangiante composto di sassi, ossa, conchiglie, ram]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Ma di tutta questa varietà, di questo <strong>mosaico cangiante</strong> composto di sassi, ossa, conchiglie, ramoscelli e foglioline, rimane ancora molto. Più lo contempliamo e più ci accorgiamo di come sotto ai nostri occhi le parti di questo puzzle cambino posto, forma e tinta, finchè non sorge uno <strong>spettacolo che ci abbaglia </strong>con la sua varietà, la sua ricchezza, il suo caleidoscopio di colori.”</p>
<p>Appunti, descrizioni e riflessioni di un <strong>giornalista polacco in terra d’Africa</strong>. Kapuscinski vive il continente da <strong>viaggiatore curioso</strong> e desideroso di respirane l’aria, accarezzarne le dune, succhiarne l’ultima goccia d’acqua. Un viaggio durato <strong>decenni</strong>, alla conoscenza dell’Africa e delle sue migliaia di popolazioni, dei loro costumi, della loro cultura.</p>
<p>Attraversa deserto e grande foresta tropicale su camion pericolanti e percorsi incerti, raggiunge isole e le abbandona su aerei instabili e barconi improvvisati, rischia la vita ammalandosi di malaria e tubercolosi o combattendo contro un cobra, dorme in stanze povere e infestate da zanzare e scarafaggi, compra amuleti e informazioni. <strong>Vivendo da Nero</strong>, e non da Bianco, vince la diffidenza della gente, e impara a farsi accettare.</p>
<p>Nei suoi viaggi incauti e disperati e nei suoi <strong>incontri semplici e straordinari</strong>, diviene testimone di <strong>guerre e colpi di stato</strong>, <strong>fame e miseria</strong>. Ci racconta così un’Africa dominata da warlords e dirigenti corrotti, in cui chi ha le armi ha il potere, e chi ha il potere ha il cibo. Un Paese dilaniato da guerre civili, in Ruanda, in Sudan, in Etiopia, in cui i bambini si ammazzano gli uni gli altri, girando vestiti di stracci e armati di pistola. Ma ci parla anche di un mondo vivace e colorato, che ha <strong>le sue tradizioni</strong> che il mondo occidentale non sa comprendere, e nemmeno comunicare.</p>
<p>Un mondo in cui <strong>tutto è vincolato dalla natura</strong>: dai ritmi di vita, lenti e senza fretta imposti dal clima, all’architettura; dalla cultura collettivista come arma di difesa contro un territorio da sempre ostile, alla profonda spiritualità. L’interminabile rituale dei saluti, la gioia del ritorno a casa, il mercato come occasione di incontri e conoscenze, lo scambio come forma suprema di umanità, sono solo alcuni dei molteplici e variegati aspetti della cultura africana, <strong>ricca e abbandonata</strong>.</p>
<p>***</p>
<p><img class="alignright" style="border:10px solid black;float:right;margin:10px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/42487000/jpg/_42487989_kapuscinski203ap.jpg" alt="" width="203" height="220" />Non è un romanzo, né un saggio. E’ l’<strong>esperienza diretta</strong> di un giornalista raccontata da lui stesso, senza fini moralistici né accusatori. Base reale per i suoi commenti e le sue riflessioni, e stimolo per quelli del lettore. Un <strong>nudo resoconto </strong>di ciò che succede nel continente nero, “un secolare, chiuso continente a parte, dove coesistono boschi di banane, magri campicelli di manioca, giungle, lo sterminato Sahara, fiumi in via di prosciugamento, boscaglie che si diradano, mostruose città malate: <strong>una zona del mondo percorsa da un&#8217;inquieta, violenta carica di elettricità</strong>.”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non ti muovere, di Margaret Mazzantini, Mondadori, 2001]]></title>
<link>http://elemento33.wordpress.com/2006/06/06/non-ti-muovere/</link>
<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 11:28:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>As</dc:creator>
<guid>http://elemento33.wordpress.com/2006/06/06/non-ti-muovere/</guid>
<description><![CDATA[“Non sto cercando pietà, non sto cercando nulla, Angela, credimi, non so nemmeno io perché ritor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Non sto cercando pietà, non sto cercando nulla, Angela, credimi, non so nemmeno io perché ritorno a queste cose. E’ che quando si beve troppo non si può fare a meno di pisciare. E si piscia dentro un buco che si porterà via tutto, o contro un muro che non ci conosce.”</p>
<p><strong>Timoteo</strong>, realizzato chirurgo, apre il suo cuore ad Angela, la sua bambina in bilico tra la vita e la morte a seguito di un incidente stradale. Un <strong>dialogo immaginario</strong> nell’attesa del responso divino, la confessione fedele e <strong>impietosa</strong> di un amore violento e impossibile. Un adulterio consumato nel buio e nello squallore, nel decadente corpo di una donna triste e miserevole, all’insaputa di <strong>lei</strong>, <strong>Elsa</strong>, che porta in grembo il sangue del suo sangue: quella bambina ormai quindicenne che ora è distesa sul lettino in sala operatoria, con il cranio aperto e gli occhi chiusi, forse inesorabilmente.</p>
<p>Timoteo si rivolge a lei, mentre con la mente ripercorre le tappe del <strong>tradimento</strong>, mettendo a nudo la sua cruda viltà e il suo <strong>violento ardore</strong>, il suo disagio e la sua cosciente volontà nell’essere stato marito infedele e padre assente. Ma i suoi pensieri, le sue parole, i suoi stessi occhi, le parlano soprattutto di <strong>lei</strong>, <strong>Italia</strong>, del loro incontro e del loro breve e misero amore, consumato per l’ultima volta in un vicolo, sotto un cielo grondante lacrime di pietà.</p>
<p>***</p>
<p><img class="alignright" style="border:10px solid black;float:right;margin:10px;" src="http://www.belpaese2000.narod.ru/Ritratti/mazzan2.jpg" alt="" width="200" height="250" />Un libro che coinvolge con le sue<strong> emozioni cariate</strong>, in cui ogni frase è poesia. <strong>Un uomo parla con la bocca di una donna</strong>, che in lui entra per restituircelo distrutto e reale, passionale e vigliacco, nella sua complessità e la sua banale semplicità di essere umano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
