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	<title>1943 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/1943/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "1943"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:38:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Accadde oggi # 07/11]]></title>
<link>http://onlyrockmusic.wordpress.com/2008/11/07/accadde-oggi-0711/</link>
<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 10:52:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>kelucio</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp;
1943&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
Joni Mitchell Nasce Roberta Joan Anderson, in arte Joni Mitchell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p>1943&#160;&#160;&#160;&#160;
<p><strong>Joni Mitchell <br /></strong>Nasce Roberta Joan Anderson, in arte Joni Mitchell, signora dei canyon e cantautrice eclettica - dagli anni &#8216;90 in poi, ogni giovane cantautrice è paragonata a lei.
<p>&#160;
<p>&#160;</p>
<p><!--more-->
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<h2>NASCE JONI, FUTURA REGINA DEGLI HIPPIE</h2>
<p>di <a href="http://www.lifegate.it/lg_radio/articolo.php?id_articolo=935">Ezio Guaitamacchi</a>
<p><a href="http://www.lifegate.it/lg_radio/articolo.php?id_articolo=1628">LifeGate</a>
<p><em>Oggi, 7 Novembre 1943 - Fort Macleod, sperduto paesino nello stato di Alberta, Canada. Bill e Myrtle Anderson hanno dato alla luce una bella bambina, che chiamano Roberta Joan&#8230;</em></p>
<p><em></em>&#160;</p>
<p>Oggi, 7 Novembre 1943<br />Fort Macleod, sperduto paesino nello stato di Alberta, Canada.<br />Bill e Myrtle Anderson hanno dato alla luce una bella bambina, che chiamano Roberta Joan. La mamma è un’insegnante, il papà un ufficiale della Royal Canadian Air Force. Per via del suo lavoro, hanno girato diverse città e neanche questa sarà quella definitiva. Quando la piccola Joan (che tutti chiamano Joni) avrà 11 anni, si fermeranno a Saskatoon, luogo che lei considererà sempre la sua città d’adozione.<br />Come tanti bambini canadesi (incluso il futuro collega e amico Neil Young) per via di una epidemia, a 9 anni Joni contrae la poliomielite: ricoverata in ospedale, ne esce perfettamente guarita. Ed è proprio durante quelle settimane passate in ospedale che scopre la bellezza del canto: “Mi dissero che forse non avrei più potuto camminare. Che non avrei potuto tornare a casa per Natale. Allora cominciai tutti i giorni a cantare canzoni natalizie. A volte, le cantavo a squarciagola tanto che, il ragazzo che era nel letto accanto al mio, si lamentava. Ma, facendo così,&#160; ho scoperto che potevo diventare una intrattenitrice …”<br />A 9 anni la piccola Joni comincia anche a fumare, una abitudine che non riuscirà mai a lasciare, e che negli anni ha inciso sulla qualità della sua formidabile voce.<br />Una voce che le permetterà di inaugurare pochi anni dopo una delle più sorprendenti e affascinanti carriere musicali: sposatasi giovanissima con il folksinger Chuck Mitchell (di cui conserverà il cognome nonostante il precoce divorzio), si stabilisce prima a Chicago e poi a New York, nella rigogliosa scena del Greenwich Village.<br />Ma sarà la creativa California ad attirarla definitivamente: prodotta da David Crosby, Joni Mitchell diventa la “regina degli hippie”, la prima cantautrice donna della storia, l’unica femmina in grado di rivaleggiare con Bob Dylan.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Resistenza a Castelleone di Suasa]]></title>
<link>http://accurimbono.wordpress.com/2008/11/01/la-resistenza-a-castelleone-di-suasa/</link>
<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 15:09:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>accurimbono</dc:creator>
<guid>http://accurimbono.wordpress.com/2008/11/01/la-resistenza-a-castelleone-di-suasa/</guid>
<description><![CDATA[Riporto la testimonianza tratta dalla pubblicazione: Resistenza e contadini nelle carte di un partig]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Riporto la testimonianza tratta dalla pubblicazione: <em>Resistenza e contadini nelle carte di un partigiano (1919-1949)</em>, Alberto Galeazzi (Alba), Studi sulla Resistenza, Argalìa Editore Urbino, Giugno 1980, pagine 220-225</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><strong>GAP DI CASTELLEONE DI SUASA</strong></p>
<p style="text-align:left;">R.M. MARCELLI ANTONIO</p>
<p style="text-align:right;">C.P. ULIANO</p>
<p style="text-align:left;"><em>Settembre</em> 1943 - Durante il disfacimento dell&#8217;esercito dopo l&#8217;8 settembre intuendo la necessità di accumulare armi, nascosi in Roma armi automatiche, munizioni e bombe, che trasportai poi in due viaggi nella zona di Castelleone, ove intendevo costituire un gruppo armato per la lotta contro i Nazisti.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Febbraio</em> 1944 - I primi appelli ai patrioti danno il segnale dell&#8217;azione. Ancora in pochi e senza contatti, si attuano le disposizioni emanate per radio «Rendere difficoltose le comunicazioni all&#8217;occupante». Vengono così ripetutamente interrotte le linee telefoniche e telegrafiche nella zona S. Lorenzo, S. Michele, Castelleone. La linea ad alta tensione che fornisce energia alla ferrovia adriatica è minata e danneggiata nei pressi di Marotta. Partecipavano alle azioni, Marcelli, Conti Domenico, Augelli Monti Dino, Occhialini Tullio.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Febbraio</em> - Un carabiniere, armato di moschetto e pistola è disarmato nei pressi di Castelleone da Marcelli A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo</em> - Avendo avuto i primi contatti con le formazioni della montagna, si attua la collaborazione nelle azioni, asportando dall&#8217;ammasso locale insieme al Distac. Maggini ql. 150 di grano che sono inviati ai compagni della montagna. Partecipavano Marcelli A., Uliano, Felici Giacomo.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo</em> - Si costituisce il Gruppo Azione Patriottica.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo</em> - Sempre dall&#8217;ammasso locale sono prelevati ql. 150 di grano di cui ql. 75 distribuiti alla popolazione di Castelleone e ql. 75 alle formazioni della montagna.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Aprile</em> - Dietro controllate informazioni, nei pressi di Marotta, si procede all&#8217;espropriazione di L. 10.000 e dell&#8217;automobile Fiat 1100, dell&#8217;industriale fascista [...], fornitore di cuoio ai tedeschi e loro compiacente collaboratore. Partecipavano Marcelli A., Amello Quinto, Conti Natale, Ascani Aldo, Bianchi Nello.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Aprile</em> - È sventata l&#8217;azione del loro losco individuo [...] tendente a ricattare col nome dei Patrioti L. 100.000 al Principe Don Mario Ruspoli. Partecipavano Paupini Eustorgio, Marcelli A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Aprile</em> - In collaborazione col GAP di Arcevia il Fascista Micucci è espropriato dell&#8217;auto Fiat 1100 di proprietà del OND di Ancona. Partecipano Marcelli A., Conti Natale, Conti Oscar, Galli Elvio, Conti Croato, Amello Quinto.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Maggio</em> - Elementi del GAP provvedevano al ricupero delle armi durante i rastrellamenti di Montefortino del disciolto distaccamento, dando vita ai distaccamenti volanti. Partecipavano Marcelli A., Ascani Aldo, Carboni Marino, Filici Giacomo.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Maggio</em> - Quattro elementi del GAP circa alle ore una, marciano verso Corinaldo ad incendiare un autotrasporto tedesco avariato, precedentemente segnalato. Un gappista protetto dalle pistole dei compagni cautamente si avvicina, mentre sulla macchina dormono due tedeschi, individua il serbatoio della nafta collocandovi la bomba incendiaria che quasi subito inizia il suo effetto. Partecipano Marcelli A., Felici Giacomo, Ascani Aldo, Conti Natale.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Maggio</em> - Sei gappisti si portano sulla strada Corinaldo S. Michele ove nella nottata danneggiano nei pneumatici 3 (tre) automezzi ritardando di due giorni il trasporto di materiale telefonico urgente al fronte. Partecipavano Marcelli A., Felici G., Conti N., Ascani A., Gabrielli G., Galli E.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Sulla strada Castelleone-Ostra Vetere viene requisita una moto che trasportava un Tenente Cappellano dell&#8217;Esercito Repubblicano. Partecipano Marcelli A., Felici G., Ascani A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - La Sezione Repubblicana di Ostra Vetere è intimata di consegnare le armi entro 24 ore pena la morte, l&#8217;effetto è immediato e il giorno dopo è possibile a tre patrioti ritirare indisturbati l&#8217;intero armamento della sezione. Partecipavano Marcelli A., Felici G., Ascani A. e due elementi del Dist. Patrignani.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Per evitare che la raccolta dei bozzoli 1944 venisse presa dai tedeschi viene intimato di non procedere al ritiro.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Il disarmo del Presidio GNR di Montecarotto veniva effettuato in collaborazione con i GAP della zona. Partecipavano Conti N., Marchetti A., Marcelli A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Giugno</em> - I due patrioti Marcelli A., Ascani A. vedendo passare con una biga nel paese di Castelleone circa le ore diciannove un Ufficiale e un soldato dell&#8217;Esercito Rep., decidono di fermarli. Armati di una pistola ed una bomba, per una scorciatoia tagliano la strada ai due che subito si arrendono. Interrogato l&#8217;Ufficiale, dice di essere la staffetta del 115° Battg. Genio Artieri, e che dopo lui sarebbero passati circa 300 uomini a piedi di cui una 50 armati di fucili e di bombe a mano, allora i due Patrioti fanno capire all&#8217;Ufficiale, che la zona è bloccata dai partigiani e per evitare incidenti spiacevoli, l&#8217;Ufficiale stesso si sarebbe dovuto adoperare per fare al Comandante di Battg. in arrivo la pericolosa situazione in cui veniva a trovarsi il Battg. caduto in una imboscata. Sopraggiungono intanto i carri del Battg., che vengono deviati in una strada secondaria. I compagni del paese avvertiti accorrono, e sono in 12, parlano abbondantemente di mitragliatrici piazzate e dell&#8217;arrivo di altri 100 compagni. Dopo circa due ore arriva il grosso, annunziato da un allegro canto. Il Comandante del GAP e l&#8217;Ufficiale si fanno avanti. Il Comandante del Battg. è alla testa dei suoi uomini, chiede spiegazioni, che gli vengono date mentre gli si toglie la pistola. Intimoriti per la critica situazione in cui credono trovarsi, gli Ufficiali stessi del Battg. si adoperano per fare eseguire le disposizioni che vengono date, in breve tutti soldati sono perquisiti. Un carro viene restituito per trasporto di indumenti personali e di qualche ammalato. Così il Battg. riprende la marcia verso il Nord. Il giorno dopo gruppi isolati dello stesso Battg. rimasti distaccati per varie cause erano tutti regolarmente alleggeriti mentre passavano in paese. La popolazione tutta appoggiava l&#8217;attività dei Patrioti.</p>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;">Partecipavano all&#8217;azione della nottata:</p>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;">Marcelli Antonio, Ascani Aldo, Conti Oscar, Conti Natale, Amello Quinto, Gabrielli Guerrino, Toderi Natale, Guerra Agostino, Marchetti Alberico, Olivieri Dario, Carbini Amato, Carbini Giuseppe e Persi Irmo.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Un aereo bimotore della RAF precipita in fiamme nei pressi di Corinaldo. Intervenendo rapidamente si trae in salvo l&#8217;unico superstite ferito, Tenente Osservatore Colie Harry, giornalista dello STAR, di Joannesburg, trasportandolo in una zona sicura e apportandogli le cure necessarie. Ristabilitosi in salute viene accompagnato attraverso le linee per raggiungere il Comando Alleato più vicino. L&#8217;azione di salvataggio è stata compiuta da Marcelli A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno </em>- Avendo sotto tutela dei disertori dell&#8217;Esercito Tedesco, questi sono stati utilizzati nella lotta comune. È così che un Tedesco e un Patriota, tutti e due con l&#8217;uniforma tedesca, e una moto, con Targa Tedesca, effettuano sabotaggi alle vie di comunicazione nei pressi di Marotta, Fano, Mondolfo, Corinaldo circa una ventina di automezzi venivano dannegiati ai pneumatici. In seguito a questa immobilizzazione alcuni ne venivano distrutti dall&#8217;intervento della RAF. La reazione tedesca si è manifestata solo nella zona di Corinaldo, ove si lamentano 3 case incendiate. Partecipavano all&#8217;azione il tedesco Gianni&#8230; e Marcelli Antonio.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Sempre con l&#8217;uniforme tedesca è stato possibile osservare e avere notizie precise sulle posizioni di comandi, depositi, accantonamenti, postazioni tedesche. Queste notizie, venivano poi portate, attraverso il fronte, al Comando del CIL, uff. informazioni. In uno di questi passaggi di fronte cadeva il carabiniere Serra Gino imbattendo sopra una mina, ciononostante la missione era portata a termine dal compagno superstite. Partecipano Gianni, Marcelli, Guerra Giulio, Serra Gino (deceduto).</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Si procede al disarmo degli elementi fascisti della zona.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Elementi del GAP in collaborazione con elementi di S. Lorenzo penetrano nella caserma di quel paese, asportando armi e materiale vario. Detto materiale ha dato vita al GAP del suddetto paese. Partecipavano: Marcelli, Uliano, Marchetti, Ascani, Conti N., Guerra A.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Il fascista repubblicano Spaccialbelli Elio viene espropriato di materale vario. Partec. Marchetti, Ascani, Conti N., Conti Oscar, Guerra Agostino, Carboni Marino, Galli Tito, Conti Giovanni.</p>
<p style="text-align:left;">
<p><em>Giugno</em> - Con un espediente si prelevano dal comando tedesco di S. Lorenzo Lire 85.000.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Luglio</em> - Con l&#8217;avvicinarsi delle truppe Alleate al territorio di Castelleone i gappisti guidano le pattuglie avanzate nell&#8217;attacco alle posizioni tedesche, riuscendo nella sorpresa. Questa attività è stata elogiata dal Comandante la Div. Nembo Col. Rocchi. Partec. Marcelli, Conti N., Amello Q., Guerra A., Ascani, Carboni, Conti O, Gabrielli G.</p>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;">Fronte della gioventù Amello T., Giraldi Pietro, Persi I., Pucci Duilio, Carbini Giuseppe, Orlandi Osvaldo, Dino Morelli.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Luglio</em> - Durante la permanenza e nel proseguimento dell&#8217;avanzata è stato dato un valido aiuto per la sistemazione delle strade interrotte.</p>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;">Durante tre mesi il GAP ha provveduto al mantenimento e alla protezione di due inglesi Franc Kingsland e Colie Harrj, Due francesi (donne ex internate civili Mignard, madre e figlia), un cecoslovacco, un russo, un tedesco e vari altri disertori dell&#8217;esercito tedesco, consegnati poi al Comando Alleato.</p>
<p style="text-align:right;">IL COMANDANTE POLITICO</p>
<p style="text-align:right;">Ulyano</p>
<p style="text-align:right;">IL COMANDANTE</p>
<p style="text-align:right;">Tonino</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;"><strong>ATTIVITA&#8217; SVOLTA DAL GAP DI</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>CASTELLEONE DI SUASA</strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>Febbraio</em></p>
<p style="text-align:left;">Vengono ripetutamente interrotte linee telefoniche e telegrafiche.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo 2</em></p>
<p style="text-align:left;">La linea ad alta tensione che fornisce energia elettrica alla ferrovia è minata e danneggiata nei pressi di Marotta.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo 5</em></p>
<p style="text-align:left;">Un elemento del GAP disarma un carabiniere al passo di Bachera.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Marzo 20</em></p>
<p style="text-align:left;">In collaborazione col distaccamento Maggini vengono asportati dall&#8217;ammasso locale q. 300 di grano di cui q. 230 inviati ai compagni della montagna e q. 70 distribuiti alla popolazione del paese.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Aprile 15</em></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;industriale fascista Perini Mario collaboratore dei Tedeschi e loro fornitore di cuoio, riceve la visita di cinque gappisti che prendono in consegna la macchina e lire diecimila, nei pressi di Cesano.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Aprile 20</em></p>
<p style="text-align:left;">È sventata l&#8217;azione di un losco individuo tendente a ricattare L. 10.000 in nome dei Patrioti a un proprietario del luogo.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Aprile 25</em></p>
<p style="text-align:left;">In collaborazione col GAP di Arcevia al fascista Mecucci residente nel paese è tolta l&#8217;automobile di proprietà del OND Provinciale di Ancona.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Maggio I</em></p>
<p style="text-align:left;">Astensione completa dal lavoro sia da parte dei paesani che dei contadini.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>Maggio 27</em></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Recupero di armi e materiale vario a Montefortino.</p>
<p style="text-align:left;">
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[São Paulo em 1943!]]></title>
<link>http://muitohorrorshow.wordpress.com/2008/10/29/sao-paulo-em-1943/</link>
<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 20:59:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>brandao</dc:creator>
<guid>http://muitohorrorshow.wordpress.com/2008/10/29/sao-paulo-em-1943/</guid>
<description><![CDATA[Pra quem mora em uma cidade como São Paulo, que estendeu os seus limites pra muito além da onde a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Pra quem mora em uma cidade como <strong>São Paulo</strong>, que estendeu os seus limites pra muito além da onde a sua vista <strong>alcança</strong>, é muito legal ter acesso a fotos e vídeos <strong>antigos</strong>. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Tahoma;">Registros</span></strong><span style="font-family:Tahoma;"> de uma época onde o glamour reinava em megalópoles como a que eu vivo. Momentos <strong>reservados</strong> que mostram uma cidade ainda com aquele jeitão de <strong>Europa</strong> dos trópicos, com moradores andando de <strong>terno</strong> e chapéu debaixo de um sol pra lá de <strong>escaldante</strong>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E encontrar o <strong>vídeo</strong> que irei postar por aqui foi o <strong>motivo</strong> para liberar um sorriso no rosto e dizer em voz baixa: “Olha, devia ser <strong>gostoso</strong> viver em <strong>Sampa</strong> naquela época”. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Curtam o <strong>vídeo</strong> e reparem nos locais que você passa <strong>hoje</strong> em dia. Notem a enorme <strong>diferença</strong>. E, naquele almoço de <strong>domingo</strong>, façam pergunta aos seus avós. Duvido que eles não soltem também um sincero <strong>sorriso</strong>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Vai lá:</span></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/InWifglIkQ0&#038;rel=1&#038;fs=1' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/InWifglIkQ0&#038;rel=1&#038;fs=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Repararam no <strong>início</strong> do filme que os <strong>yankees</strong> listam as maiores cidades do <strong>país</strong>? Só não sabia que <strong>Bahia</strong> era uma cidade. Ê <strong>americanos</strong>, sempre dando as suas <strong>mancadas.</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Tahoma;">No iPod toca: </span></strong><span style="font-family:Tahoma;">Baby Suporte – Barão Vermelho</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Tahoma;">O tempo lá fora é de: </span></strong><span style="font-family:Tahoma;">não dá pra saber. Aqui dentro ta gostoso.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Philadelphia-koe]]></title>
<link>http://paranormaaliblogi.wordpress.com/2008/10/28/philadelphia-koe/</link>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 17:20:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Wespa</dc:creator>
<guid>http://paranormaaliblogi.wordpress.com/2008/10/28/philadelphia-koe/</guid>
<description><![CDATA[Yhdysvaltojen asevoimat suorittivat salaista koetta vuonna 1943. Kertomusten mukaan koetta olivat va]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Yhdysvaltojen asevoimat suorittivat salaista koetta vuonna 1943. Kertomusten mukaan koetta olivat valmistelemassa ja suorittamassa mm. <strong>Albert Einstein</strong> ja <strong>Nikola Tesla</strong>. Kokeen tarkoituksena oli hävittää laivaston <strong>USS Eldridge</strong> tutkassa näkymättömäksi magneettisten kenttien avulla. Alus muuttui näkymättömäksi, vaihtoi oudosti paikkaa ja tuntui jotenkin vaikuttavan aikaan. Kokeiden tuloksena useita ihmisiä kuoli ja joutui mielisairaalaan erilaisten ongelmien takia.</p>
<p><strong>Carl Allen</strong> (Carlos Miguel Allende) kertoi kokemuksestaan vuonna 1955 ja väitti nähneensä Norfolkin satamassa  Virginiassa USS Eldridgen ilmestyvän tyhjästä ja pysyvän paikallaan useita minuutteja, kunnes se katosi.</p>
<p>Englanninkielinen dokumentti aiheesta - History Channel: <span>The True Story Of The Philadelphia Experiment</span></p>
<p><span style='text-align:center;display:block;'><object width='400' height='330' type='application/x-shockwave-flash' data='http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=2532550347256411920'><param name='allowScriptAccess' value='never' /><param name='movie' value='http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=2532550347256411920'/><param name='quality' value='best'/><param name='bgcolor' value='#ffffff' /><param name='scale' value='noScale' /><param name='wmode' value='window'/></object></span></p>
<p><a href="http://video.google.com/videoplay?docid=2532550347256411920&#38;ei=-zkHSbOvFqf22gKvuaEL" target="_blank">Voit myös katsoa videon suurempana tästä</a>.</p>
<p><strong>Lähde:</strong> <a href="http://fi.wikipedia.org/wiki/Philadelphia-koe" target="_blank">fi.wikipedia.org</a></p>
<p><a href="http://paranormaaliblogi.wordpress.com/category/dokumentit-ja-esitelmat/" target="_self">Lisää dokumentteja</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hubo una vez una guerra]]></title>
<link>http://karlmudespacher.wordpress.com/2008/10/25/hubo-una-vez-una-guerra/</link>
<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 03:57:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>karlmudespacher</dc:creator>
<guid>http://karlmudespacher.wordpress.com/2008/10/25/hubo-una-vez-una-guerra/</guid>
<description><![CDATA[Hubo una vez una guerra
John Steinbeck
ISBN 84-358-8911-4
Este libro es una recolección de artícul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hubo una vez una guerra</p>
<p>John Steinbeck</p>
<p>ISBN 84-358-8911-4</p>
<p>Este libro es una recolección de artículos periodísticos escritos por él durante la Segunda Guerra Mundial, publicados en el <em>New York Herald Tribune</em> durante 1943 que es el año en que Steinbeck hizo su servicio como corresponsal de guerra.  Los textos son curiosos porque para evitar dar pistas a la inteligencia enemiga no detallan nombres de lugares ni personas, comienzan con oraciones como &#8220;<em>&#8230;En algún lugar de &#8230;</em>&#8221; y evitan ser sensacionalistas.</p>
<p>Tampoco muestran la realidad de la guerra en cuanto a la crudeza porque su objetivo era ser leídos por la sociedad que se encontraba en EEUU pero que tenía familiares y amigos en esa guerra.  Los textos sucedieron en Inglaterra, África e Italia.  No tienen el toque de Steinbeck que tanto me gusta por el que describe a las personas por sus pensamientos que finalmente se proyectan en su conducta, sino que son únicamente la descripción de un corresponsal de guerra.  Es importante decir que los textos fueron auditados y modificados por varios equipos dentro del ejército para que llegara al público una versión totalmente controlada por ellos.</p>
<p>Personalmente prefiero los diarios de guerra de Orwell -por parte de los aliados-, pero complementados con los diarios de Rommel -<em>Los años de Victoria </em>y <em>Los años de Derrota</em>- ya que contienen el punto de vista puro y sin modificaciones de sus autores, son totalmente objetivos de modo que no ridiculizan al enemigo sino que nos dan una visión completa de lo que vivieron los autores.  De ambos diarios el de Rommel es obviamente un diario desde las líneas de guerra puesto que el autor tenía información privilegiada y de primera mano, mientras que el de Orwell es desde el punto de vista de los civiles que también sufrieron la guerra.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Varsavia resiste]]></title>
<link>http://comese.wordpress.com/2008/10/26/varsavia-resiste/</link>
<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 01:27:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelefrost</dc:creator>
<guid>http://comese.wordpress.com/2008/10/26/varsavia-resiste/</guid>
<description><![CDATA[Giorno libero oggi nella capitale polacca. Sfoglio le guide, cerco resti della storia; il ghetto ebr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Giorno libero oggi nella capitale polacca. Sfoglio le guide, cerco resti della storia; il ghetto ebraico e cose da andare a vedere - e trovo tutto, eh, tutto quel poco o niente che è rimasto:</p>
<p>il monumento a Mila 18, quartier generale della rivolta degli ebrei nel ghetto più grande costruito dai nazisti: lo sapevano di sicuro, che non ce l&#8217;avrebbero mai fatta&#8230; eppure piuttosto che morire come i topi, gli ebrei di Varsavia nel 43 si sono ribellati e hanno costretto i nazisti ad una guerriglia casa per casa, per andare a prenderli - e almeno, per morire con le armi in pugno e non come il bestiame al macello&#8230;</p>
<p><img class="alignnone" title="varsavia" src="http://www.scrapbookpages.com/poland/WarsawGhetto/WarsawGhetto09.jpg" alt="" width="355" height="235" /></p>
<p>la prigione della Gestapo, con il calco in bronzo dell&#8217;albero del cortile a cui negli anni, hanno appiccicato decorazioni per ricordare tutti i morti e gli scomparsi lì dentro&#8230;</p>
<p><img class="alignnone" title="varsavia" src="http://it.locr.com/photos/000/34/7c/347c3183f55a29eb8cc45a65929d018b_M.jpg?time=1224983330" alt="" width="364" height="273" /></p>
<p><!--more--></p>
<p>Però la cosa più incredibile che trovo, è il<a href="http://www.1944.pl/?lang=en"> museo dell&#8217;insurrezione di Varsavia</a>.</p>
<p>Ok, ho visto il Pianista - ma non avevo realizzato, cosa fosse successo.<br />
Qui c&#8217;è stata una città che si è ribellata in armi all&#8217;occupazione nazista, con tanto di esercito clandestino, barricate, fughe nelle fogne dopo le azioni, partecipazione di massa, con tanto di servizio postale (organizzato dagli scout che, mi piace sottolineare, partecipano in prima persona - uomini e donne - alla lotta armata lasciandoci tantissime vittime&#8230;), autorganizzazione totale&#8230; avanti per settimane, con fotografi e cineoperatori a riprendere dal vivo il loro popolo che si riprende la propria vita, come si vede nei filmati da pelle d&#8217;oca del museo&#8230;</p>
<p><img class="alignnone" title="varsavia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/97/Warsaw_Uprising_Batalion_Zo%C5%9Bka_%281944%29.jpg" alt="" width="363" height="253" /></p>
<p>Io praticamente non ne sapevo niente. Mi sento male, al pensiero.<br />
E ancora di più al pensiero del dopo:</p>
<p>lasciati soli da tutti, coi russi dall&#8217;altra parte del fiume a guardare a braccia conserte e gli inglesi che mandavano solo qualche rifornimento aereo, questi uomini e donne smisurati si arrendono dopo giorni e giorni - e finiscono tutti malissimo, o in mano ai nazisti, o liquidati da Stalin che vuole l&#8217;esclusiva su ogni tipo di rivolta e di resistenza popolare (Spagna docet) al costo di farla annegare nel sangue, piuttosto&#8230;</p>
<p>Chiedo perdono pubblicamente, per avere ignorato tutto questo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La postguerra que planeó Hitler]]></title>
<link>http://historiaencomentarios.wordpress.com/2008/10/24/la-postguerra-que-planeo-hitler/</link>
<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 07:44:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlos</dc:creator>
<guid>http://historiaencomentarios.wordpress.com/2008/10/24/la-postguerra-que-planeo-hitler/</guid>
<description><![CDATA[Artículo publicado por la web Club Lorem Ipsum el 15 de marzo de 2007.
En mayo de 1945 finalizaba l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://historiaencomentarios.files.wordpress.com/2008/10/nacionalsocialismo_hitler.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-126" title="Nacionalsocialismo_Hitler" src="http://historiaencomentarios.wordpress.com/files/2008/10/nacionalsocialismo_hitler.jpg" alt="" width="340" height="271" /></a><strong>Artículo publicado por la web <a href="http://www.lorem-ipsum.es/publicaciones/articulo.php?art=55">Club Lorem Ipsum</a> el 15 de marzo de 2007.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">En mayo de 1945 finalizaba la II Guerra Mundial en su ámbito europeo. Tras casi seis años de duro conflicto el Viejo Continente se encontraba devastado, y las otrora poderosas naciones exhaustas. En ese tiempo el mundo había cambiado mucho: llegaba la hora de las superpotencias, y con ellas el declinar de imperios como el británico o el francés. Norteamericanos y soviéticos ocupaban Europa con el apoyo de sus frágiles aliados. Sin embargo, esa gran coalición contra el nacionalsocialismo, fraguada en las diversas conferencias interaliadas –Moscú, Teherán, Yalta y Potsdam-, no tardaría en quebrarse. Los gestos de “amistad” entre Stalin, Churchill y Roosevelt fueron sustituidos por duros reproches y discursos acusatorios como el de Sir Winston en la universidad de Fulton (Missouri), el de Harry Truman ante el Congreso de los EE.UU., o el de Jdanov en el seno de la Kominform. Después de la ruptura de la Gran Alianza, Europa y el orbe tendrían que someterse a uno de los dos bloques; daba comienzo así la Guerra Fría. El mundo anglosajón, capitaneado por los EE.UU., se enfrentaba al desafío de la revolución mundial promovida desde 1917 por los bolcheviques rusos. Se trataba de un nuevo conflicto mundial entre los vencedores de la guerra.</p>
<p style="text-align:justify;">No obstante, la cuestión que nos ocupa aquí no es trazar el recorrido histórico –de ahí que nos centremos únicamente en sus inicios- de ese ciclópeo pulso. El objetivo de este artículo es demostrar que no fueron los políticos eslavos y anglosajones los que idearon el sistema de bloques. La postguerra la planeó un austriaco. La organización del orbe en torno a dos grandes potencias surgidas tras la guerra era una idea que se encontraba en los planes de Adolf Hitler. El líder nacionalsocialista pronosticaba en <em>Mein Kampf</em> un enfrentamiento entre el mundo germánico y el blochevique. De él tenía que surgir un Reich más fuerte capaz de dirigir a la Europa centro-oriental en su enfrentamiento contra el otro gran gigante: los EE.UU. La II Guerra Mundial era el medio que los nazis tenían para alcanzar ese objetivo: Hitler la necesitaba, por eso la provocó. El de 1939 fue un conflicto nacionalsocialista; tuvo, al contrario que en 1914, un único responsable.</p>
<p style="text-align:justify;">El desarrollo de las operaciones militares acabó por desengañar a Hitler. En el enfrentamiento entre alemanes y bolcheviques fueron estos últimos los que lograron la victoria. No sería el III Reich el que protagonizaría el gran enfrentamiento de la postguerra, sino la URSS El imperio que pretendía utilizar el megalómano austriaco para derrotar al mundo anglosajón (Europa centro-oriental y la Rusia asiática) pasó a estar -también Alemania- en manos de Stalin. Muy pronto supo Hitler que la derrota era segura. Así se explican muchas de sus acciones desde 1943, incluida la declaración de guerra –prematura según su plan original- a los EE.UU.</p>
<p style="text-align:justify;">El mundo surgido tras la II Guerra Mundial era, en cierto modo, hijo del nacionalsocialismo. Hitler forzó las estructuras del sistema de Versalles para alcanzar sus objetivos, pero lo que consiguió fue poner en manos de Stalin un gran imperio en el corazón de Europa. Aún así, con independencia de su triunfo o derrota, el III Reich fue el que encendió la mecha de ese gran cambio. Los nazis empezaron la guerra que transformaría el mundo en tan sólo seis años. Es más, el resultado fue, en cierto modo, el que esperaban: del conflicto germano-soviético surgió un gigante, un poderoso imperio. Cierto es que Hitler esperaba que ese coloso fuese Alemania, pero el resultado, con independencia de los protagonistas, fue el mismo. El mundo polar –dividido en dos bloques- fue idea del austriaco, y la guerra que lo formó también fue obra suya. Su derrota, el fin del Reich de los mil años, dejó en bandeja a su gran enemigo el destino que creía reservado para él. Los bolcheviques fueron los encargados de poner en marcha el “Imperio del Este”, pero de una manera más propia del ámbito panruso. Efectivamente, la mentalidad alemana poco tenía que ver con la del extenso país oriental. Stalin no era partidario de un enfrentamiento directo con Occidente, simplemente pretendía asentar su dominio sobre los territorios adquiridos y los demás Estados satélite.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante los cuarenta años en que se mantuvo vigente el sistema de bloques, los EE.UU. y la URSS no protagonizaron ningún enfrentamiento militar directo. Los dirigentes de ambas potencias siempre fueron conscientes de las catástrofes que una lucha entre ambas hubiera provocado: se temían y respetaban a pesar de su enemistad. Cabe plantearse si los nacionalsocialistas hubieran actuado igual en el caso de vencer al enemigo eslavo en la II Guerra Mundial. Sin duda, todo habría sido muy distinto; entre otras cosas porque el III Reich ya se había mostrado hostil al mundo anglosajón antes de invadir la Unión Soviética en 1940. Stalin inició la postguerra como aliado de EE.UU. y Gran Bretaña, mientras que Hitler la hubiera comenzado como enemigo. Es más, los planes del austriaco no contemplaban una coexistencia relativamente pacífica entre ambos bloques. En la cabeza del líder nazi sólo cabía la opción de un choque inevitable, y deseado, entre los dueños de mundo por el control total del mismo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bibliografía:</strong></p>
<p style="text-align:justify;">[1] <em>Historia Universal Contemporánea II</em>; Javier Paredes (Coord.) - Barcelona - Ariel - 2004.</p>
<p style="text-align:justify;">[2] <em>Postguerra. Una historia de Europa desde 1945</em>; Tony Judt – Madrid – Taurus -2006.</p>
<p style="text-align:justify;">[3] <em>Anotaciones sobre Hitler</em>; Sebastian Haffner - Galaxia Gutenberg - Barcelona - 2002.</p>
<p style="text-align:justify;">[4] <em>El mundo de ayer. Memorias de un europeo</em>; Stefan Zweig - Barcelona - El Acantilado - 2002.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OFFENSIVE YET ENTHRALLING]]></title>
<link>http://jazzlives.wordpress.com/2008/10/20/offensive-yet-enthralling/</link>
<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 17:48:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>jazzlives</dc:creator>
<guid>http://jazzlives.wordpress.com/2008/10/20/offensive-yet-enthralling/</guid>
<description><![CDATA[Courtesy of Hans Koert&#8217;s &#8220;Keep Swinging&#8221; blog, here is a 1943 Merrie Melodies cart]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Courtesy of Hans Koert&#8217;s &#8220;Keep Swinging&#8221; blog, here is a 1943 Merrie Melodies cartoon, &#8220;TIN PAN ALLEY CATS.&#8221;  It offers a buffet of demeaning racial stereotypes and is thus not available on American DVD collections.  It is shocking that such caricatures could be shown in public in America so late in our history, although not terribly surprising.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4wI6DmtFZFA&#038;rel=1&#038;fs=1' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4wI6DmtFZFA&#038;rel=1&#038;fs=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>But after I got through being offended, I was amused &#8212; subversively tickled.  And I don&#8217;t know: does it denigrate or slyly celebrate Fats Waller, Louis Armstrong, Slam Stewart, Leo Watson, African-American night life and religious fervor, two sides of the same coin?  Add in sideswipes at Al Jolson, blackface, the Mills Brothers, the Ink Spots, and Fats&#8217;s own 1942 &#8220;By the Light of the Si;very Moon&#8221; for good measure.  Then there&#8217;s the idea that jazz leads straight to Hell.</p>
<p>This cartoon was surely Caucasian Middle America&#8217;s idea of Blackness &#8212; exuberant, uncontrolled, foolish, Godless.  But joyous, too.  And we note that so much of the cartoon&#8217;s seven-plus minutes are given over to a tut-tut and tsk-tsk depiction of Hot and Naughty . . . . with much less attention paid to old-time-religion.  I doubt that James Baldwin had ever seen this, but doesn&#8217;t it noisily depict the conflict between Sacred and Profane that emerges again in his story &#8220;Sonny&#8217;s Blues&#8221;?</p>
<p>As Kevin Dorn once pointed out to me, the Bad Night Life portrayed in the Fallen World segment of &#8220;It&#8217;s A Wonderful Life&#8221; still seems reasonably appealing, even when you consider the charms of Goodness, friends, family, and Donna Reed.</p>
<p>One never knows, <em><strong>DO ONE</strong></em>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Italian Job]]></title>
<link>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/10/13/the-italian-job/</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 04:13:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joel</dc:creator>
<guid>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/10/13/the-italian-job/</guid>
<description><![CDATA[






The months heading into the fall of 1943 had not been especially good ones for the country of]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table border="0" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://todayshistorylesson.wordpress.com/files/2008/10/italy_2.gif" border="1" alt="" width="150" height="115" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>The months heading into the fall of 1943 had not been especially good ones for the country of Italy.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Benito_Mussolini" target="_blank">Benito Mussolini</a> had been deposed in July and replaced by Marshal <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pietro_Badoglio" target="_blank">Pietro Badoglio</a>.  The new leader vowed to &#8220;<em>carry on the fight with their Germanic brothers</em>&#8220;&#8230;while simultaneously meeting with Allied negotiators (smuggled into the capital) in an effort to get Italy out of the War.</p>
<p>An armistice was finally signed on September 3, 1943, but was not publicly announced until five days later (the day before the <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/09/09/a-day-at-the-beach/" target="_blank">Allies landed on the beaches</a> of Salerno and Taranto in southern Italy), which prompted the Germans to take over Rome.  Badoglio and King Victor Emmanuel III immediately left the capital for the safety of <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/06/11/the-siege-of-malta/" target="_blank">Malta</a>, and the Italians, without direct leadership, were left to enjoy their Nazi occupiers and conditions approaching anarchy.</p>
<p>But on October 13, 1943, some sense of clarity was provided to the Italian citizenry and military as, once again, the Italians declared war&#8230;on the Axis.  Thousands of Italians turned on their former brothers-in-arms and current overlords, but many others joined the German ranks.</p>
<p><em>Recommended Reading: <a href="http://www.amazon.com/War-North-Rome-June-1944/dp/0306812568/ref=sr_1_8?ie=UTF8&#38;s=books&#38;qid=1223990458&#38;sr=8-8" target="_blank">The War North Of Rome: June 1944- May 1945</a></em> - This part of the war in Italy doesn&#8217;t get the press that the rest does. Here&#8217;s a great book to learn more about it.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hello blogg!]]></title>
<link>http://crazytuesday.wordpress.com/2008/10/07/hello-blogg/</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:09:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>crazytuesday</dc:creator>
<guid>http://crazytuesday.wordpress.com/2008/10/07/hello-blogg/</guid>
<description><![CDATA[Ska man hänga på de vågen av bloggning? Det har inte varit något för mig innan, men varför int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ska man hänga på de vågen av bloggning? Det har inte varit något för mig innan, men varför inte ge det ett seriöst försök. </p>
<p>Dagens citat: <em>“</em><span class="markerad-bt"><em>Jag tror att det finns en marknad i världen för kanske fem datorer.</em></span><em>“</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Naples: Closed for Repair]]></title>
<link>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/10/01/naples-closed-for-repair/</link>
<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 03:52:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joel</dc:creator>
<guid>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/10/01/naples-closed-for-repair/</guid>
<description><![CDATA[I&#8217;ve never been to Naples, Italy&#8230;frankly, I&#8217;ve never been out of the United States]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I&#8217;ve never been to <a href="http://maps.yahoo.com/;_ylc=X3oDMTExNmIycG51BF9TAzI3MTYxNDkEc2VjA2ZwLWJ1dHRvbgRzbGsDbGluaw--#mvt=m&#38;lat=40.835745&#38;lon=14.251852&#38;zoom=8&#38;q1=naples%2C%20italy" target="_blank">Naples, Italy</a>&#8230;frankly, I&#8217;ve never been out of the United States.  But from the pictures I&#8217;ve seen, the city is beautiful.  Situated on the southwestern coast of the country, the 2,500 year old city boasts an overall population of more than 3 million people.  Its climate is wonderful, the history is rich and diverse, and the food is world-famous.  And it&#8217;s a huge attraction for tourists.</p>
<p>On October 1, 1943, however, climate mattered little, and history wasn&#8217;t very important, either.  About 500,000 people inhabited Naples, and food was the paramount concern, but mostly because there was none to be had.  On this date, Allied forces entered the city, capturing it from the retreating Germans.  If you recall, <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/09/09/a-day-at-the-beach/" target="_blank">Allied forces had landed on Italy</a> just a few short weeks before and were working north.  Naples, which sits just 30 miles northwest of <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Salerno" target="_blank">Salerno</a> (the landing point), was an obvious target because of its terrific port facilities.</p>
<p>When the first U.S. forces entered at 9:30 in the morning, most of the Germans were gone.  An insurrection by the Neapolitans had forced <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Kesselring" target="_blank">Field Marshall Kesselring&#8217;s</a> troops, which had occupied Naples just two weeks prior, from the city.  German occupation, forced labor, and public executions for &#8220;malcontents&#8221; had stirred the citizens into a fury, and the level of violence (according to <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Office_of_Strategic_Services" target="_blank">OSS</a> operatives) was what actually forced the Germans to leave.</p>
<p>But oh, did the Germans use that two weeks to make a mess!  Sappers blew up the main aqueduct in numerous places and drained the city&#8217;s reservoirs&#8230;no water.  They dropped dynamite down many of city&#8217;s manholes&#8230;no sewer.  They blew up the phone exchange&#8230;no phone, they destroyed the electrical substations&#8230;no light, and they dynamited nearly all the bridges&#8230;no motorcars&#8230;not a single luxury.  They stole the fishing boats in the harbor, forced the owners to pay exhorbitant ransoms to get them back, then scuttled them anyways, along with every other vessel in the port.</p>
<p>And the antiquities!  They torched the library of the University of Naples (teaching ground of <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Aquinas" target="_blank">Thomas Aquinas</a>), more than 80,000 books and manuscripts stored in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nola" target="_blank">Nola</a> (a Naples suburb) were burned, and the archives of the city of Naples and the Italian Royal Society all went up in smoke.  The National Library was also destroyed, as were numerous sites of enormous cultural value.</p>
<p>But for the Allies, the mess they saw was only the beginning.  The Germans set dozens and dozens of time-delayed explosives throughout the city, killing thousands in the subsequent days and weeks.  Starving women reduced themselves to prostitution for food, causing rampant disease&#8230;soldiers said one could get gonorrhea for a candy bar.  And then, just months later, Mt. Vesuvius would <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/03/18/ashes-to-ashes/" target="_blank">get into the action</a> and make the mess even worse.</p>
<p>October 1, 1943 was a terrible time to vacation in what some have called the most beautiful city in the world.</p>
<p><em>Recommended Reading: <a href="http://search.barnesandnoble.com/The-Day-of-Battle/Rick-Atkinson/e/9780805062892/?itm=5" target="_blank">The Day of Battle</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOUVENIRS DE MADAME, cap.III: 1944 / 1984]]></title>
<link>http://cruzdesavoia.wordpress.com/2008/09/27/souvenirs-de-madame-capiii-1944-1984/</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 15:39:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>cruzdesavoia</dc:creator>
<guid>http://cruzdesavoia.wordpress.com/2008/09/27/souvenirs-de-madame-capiii-1944-1984/</guid>
<description><![CDATA[.
O clube Paulistano, berço da sub-civilização leonor, desativou seu departamento de futebol em 1]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">O clube Paulistano, berço da sub-civilização leonor, desativou seu departamento de futebol em 1930. O resultado disso foi que, de 1932 até 1942, os títulos de campeão Paulista se alternaram entre Palestra e Corinthians, invariavelmente, enquanto o inimigo comum lidava com sucessivas falências (inclusive pedindo dinheiro para os rivais da capital).</p>
<p>Como era gente alheia às coisas do povo e da bola, os dirigentes leonores eram tratados naqueles tempos como os bobinhos da roda, a ponto de, em uma reunião de cartolas que antecedeu o início do Paulista de 43, se tornarem alvo de piada dos presidentes rivais.</p>
<p>Conta-se que o presidente do Palmeiras e do Corinthians sugeriram: &#8220;v<span style="font-style:italic;">amos jogar uma moeda para cima e escolher o campeão; se der cara, fica com vocês; se der coroa é nosso</span>&#8220;. Porque</p>
<p></span></span><span style="font-style:italic;font-size:130%;font-family:georgia;">Ela</span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;"> era café-com-leite, ninguém sério jamais a levaria a sério - era um tempo em que as pessoas acreditavam no que diziam. Até mesmo Madame, que não gostou do gracejo e previu que, naquele ano, o moeda cairia em pé. E isso realmente aconteceu. Engolimos seco o título leonor e </span></span><span style="font-style:italic;font-size:130%;font-family:georgia;">Ela</span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">, despeitada, fez até desfile com um carro alegórico ostentando uma grande moeda em pé.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">O fato é que, em 1944, com a mesma base que havia conquistado o triunfo no ano anterior, o bicampeonato era coisa certa nas cercanias da Boutique. O problema era que o Palmeiras formara uma linha de ataque surpreendente, formada por Og Moreira, Gengo e principalmente Dacunto, o argentino que até então estava arrebentando o campeonato, juntamente com Sastre, craque que emprestava seus dotes a serviço do inimigo. Faltando apenas três rodadas para o final do certame, para surpresa de alguns, Palmeiras e SPFW tinham o mesmo número de pontos (25) e o confronto direto os aguardava em um Pacaembu tomado.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Mas, meninos, não se esqueçam de 1942. Daquele ano em diante, jamais Madame conseguiria ter um comportamento normal (ou não-esquizofrênico) diante de uma peleja contra os verdadeiros homens, aqueles vestidos de verde. E como haviam ganho em 1943 (com o Palmeiras, campeão de 42, sendo vice), a imprensa de sempre arrebitou a bundinha que a gente já conhece bem - e começou a inflamar aquele clássico, dando-lhe a conotação de duelo entre os duelos do século. A partir daí, Madame sentiu-se provocada no único valor que reconhece o peso: a vaidade.</span></span></p>
<p>Aqui interrompemos o texto, pois vale um aparte para uma frase que resume tudo, de<span style="font-style:italic;"> Jota Christiannini</span>, para o <a href="http://terceiraviaverdao.blogspot.com/2007/09/com-dacunto-ou-sem-dacunto.html">3VV</a><span style="font-family:georgia;">:</span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">&#8220;<span style="font-style:italic;">Nesse mesmo 17 de Setembro daquele ano jogariam decidindo o título o Palmeiras e o SPFC. O pessoal da purpurina que tinha recebido nossa esmola em 1938 e um tapa na cara em 42, resolveram agir novamente.</span>&#8220;</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Pois foi exatamente isso que se sucedeu: para chegar a essa decisão (na verdade, o título só viria depois da vitória sobre o Santos na Vila), o Verdão havia batido por 3 x 2 o Juventus. Linda vitória, 25 pontos ganhos. Porém, antes da partida que virtualmente decidiria o título paulista, uma surpresa nos aguardava: na calada da noite, em reunião fechada e secreta com o recém-criado &#8220;Tribunal de Penas&#8221; da Federação Paulista, conseguiram os leonores pressionar os magistrados a suspender Dacunto do confronto contra as gazelas, alegando que o juizão dera a ele uma advertência no jogo contra o Juventus.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Nem Dacunto, nem o Palmeiras, nem a imprensa&#8230; <span style="font-weight:bold;">ninguém</span> havia visto a tal &#8220;advertência&#8221; no jogo citado&#8230; Da noite para o dia, literalmente, conseguiram sabotar o Verdão e tirar Dacunto do embate.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Só que Madame provaria do próprio fel nesse 17 de setembro&#8230; Pois o já consagrado meia Waldemar Fiúme foi deslocado para a defesa - e simplesmente anulou o tal do Sastre, não deixou a menina pegar na redonda, abrindo o caminho para Caxambu, o herói do jogo, meter dois balaços no retângulo da donzela. No final, 3 x 1 Verdão, vantagem e título nas duas mãos.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Uma marcha que virou febre por aqueles tempos, de autoria de <span style="font-style:italic;">Pedro Caetano</span> e <span style="font-style:italic;">Claudionor Cruz</span>, dizia assim: &#8220;<span style="font-style:italic;">com pandeiro, sem pandeiro, eu brinco</span>&#8220;. Pois bem. Não se ouvia outro som no Pacaembu após a peleja que não fosse a paródia desses versos, criada pela nação Palestrina: &#8220;<span style="font-style:italic;">com Dacunto, sem Dacunto, eu ganho</span>.&#8221;</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Abrimos novamente aspas para Jota: &#8220;<span style="font-style:italic;">Esqueceram-se do principal, aquelas camisas verdes estavam do outro lado e eles tremiam ao vê-las</span>.&#8221;</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">E claro, para não deixar passar batido aquele desfile do ano anterior, o povo do Palmeiras saiu às ruas  com um caixão tricolor, tomando a cidade e cantando: &#8220;<span style="font-style:italic;">Com Dacunto, sem Dacunto, o São Paulo é um defunto&#8230;</span>&#8220;</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Lindo. Mas mesma sorte não tivemos exatos 40 anos depois, em 1984. Com o craque Mário Sérgio no time e Mário Travaglini no banco, metemos sete vitórias seguidas e era certo que romperíamos ali o jejum de 8 anos sem títulos. O time arrebentava em campo. Tinhamos ainda Leão, Luís Pereira, Diogo, Bacharel, Jorginho, Borges&#8230; um timaço!</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Mas como os palmeirenses adotaram, ao longo dos tempos, o costume brasileiro de não atentar para a própria história, nos veríamos enrolados novamente no infindo tapetão leonor: pois faltava o confronto direto.</span></span></p>
<p>Que veio, e vencemos por 2 x 1, em jogo que terminaria em um dos maiores quebra-paus do futebol brasileiro. A porrada comeu solta dos dois lados, em um tempo que não havia essa veadagem de hoje: um inimigo era um inimigo, e havia de ser tratado como tal: na porrada.</p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Mas Madame, que é Madame, não engoliria o fracasso novamente. Sorteado para o antidoping, Mário Sérgio foi pego. Em um episódio obscuro até hoje, ele garante que as luzes se apagaram e sua amostra foi trocada por outra; naquela época a escolha de qual atleta passaria pelo anti-doping era do médico do time adversário: Osmar de Oliveira. Mas a questão não é essa.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">Mário Sérgio havia vindo de lá, da Boutique para o Palmeiras; conhecendo bem o &#8220;Rei do gatilho&#8221;, os leonores sabiam o que poderia dar no antidoping. Deu positivo.  Mário Sérgio, o crápula, confessaria anos depois o que Orlando Duarte afirmara à época em sua defesa: havia enchido a cara de anfetamina para jogar baralho e ficar acordado às vésperas do jogo. Mas, de novo, a questão nem é essa.</span></span></p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">O fato relevante é que, <span style="font-weight:bold;">pela primeira e única vez</span> na história do futebol brasileiro, um time perdeu os pontos da vitória que havia conquistado no campo de jogo por conta de um suposto doping de um jogador. Para esse fato não havia precedentes - e essa abominação jamais se repetiu no Brasil.</span></span></p>
<p>Somente contra Madame, sendo o Palmeiras o oponente, viu-se o tribunal em posição confortável para aplicar tal pena inédita e arbitrária.</p>
<p><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">O final todos sabem: era um campeonato de pontos corridos e o Palmeiras não chegou. Nosso único consolo foi ver o Santos levar aquele título, com um gol de Chulapa contra o <span style="font-style:italic;">Rivale</span>, anulando assim as intenções escusas do Dr. Osmar de Oliveira.</span></span></div>
<div style="text-align:center;"><a href="http://3.bp.blogspot.com/__TTCGJChc9s/SN6N8hxcc9I/AAAAAAAABmQ/RLpYrRYyHOs/s1600-h/Dacunto.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" src="http://3.bp.blogspot.com/__TTCGJChc9s/SN6N8hxcc9I/AAAAAAAABmQ/RLpYrRYyHOs/s400/Dacunto.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-size:85%;color:#3333ff;"><span style="font-family:georgia;">Dacunto, 1944 (o penúltimo em pé, da esq. para a dir., no jogo do título contra o Peixe, na Vila)</span></span></div>
<div style="text-align:center;"><a href="http://2.bp.blogspot.com/__TTCGJChc9s/SN6NTmn7AxI/AAAAAAAABmI/eNMEfS5z35w/s1600-h/1984.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__TTCGJChc9s/SN6NTmn7AxI/AAAAAAAABmI/eNMEfS5z35w/s400/1984.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-size:85%;color:#3333ff;"><span style="font-family:georgia;">Mário Sérgio (o último agachado) e o timaço de 84 do Verdão</span></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:georgia;">P.S.: Bambis anônimos, podem continuar copiando e colando esses textos no blog do <a href="http://blogdopaulinho.wordpress.com/2008/09/27/futebol-e-apenas-diversao/#comment-38358">empregadinho servil</a> do Juca. Tô cagando pra ele e tô cagando pra vocês.</span></span></div>
<p><span style="font-size:85%;"><br />
</span></p>
<div style="text-align:left;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-family:georgia;">Fontes: </span><a href="http://terceiraviaverdao.blogspot.com/">3VV</a><span style="font-family:georgia;">, </span><a href="http://www.pontoverde.com.br/">Ponto Verde</a><span style="font-family:georgia;">, </span><a href="http://desenvolvimento.miltonneves.com.br/">Milton Neves</a><span style="font-family:georgia;">, </span><a href="http://classicoeclassico.sites.uol.com.br/">Clássico é Clássico</a><span style="font-family:georgia;"> e </span><a href="http://palestrinos.sites.uol.com.br/">Palestrinos</a><span style="font-family:georgia;">.</span></span></div>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il faut quand même que je vous dise...]]></title>
<link>http://palimpsestes2.wordpress.com/2008/09/13/il-faut-quand-meme-que-je-vous-dise/</link>
<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 21:59:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emmanuel</dc:creator>
<guid>http://palimpsestes2.wordpress.com/2008/09/13/il-faut-quand-meme-que-je-vous-dise/</guid>
<description><![CDATA[J&#8217;aime bien ce costard&#8230;

Mais l&#8217;original n&#8217;est pas mal non plus&#8230;

No c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>J&#8217;aime bien ce costard&#8230;</p>
<p><a href="http://palimpsestes2.files.wordpress.com/2008/09/le-banni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-595" title="le-banni" src="http://palimpsestes2.wordpress.com/files/2008/09/le-banni.jpg" alt="" width="634" height="868" /></a></p>
<p>Mais l&#8217;original n&#8217;est pas mal non plus&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://palimpsestes2.files.wordpress.com/2008/09/the_outlaw_poster1.jpg"><img class="size-full wp-image-601 aligncenter" title="the_outlaw_poster1" src="http://palimpsestes2.wordpress.com/files/2008/09/the_outlaw_poster1.jpg" alt="" width="583" height="573" /></a></p>
<p>No comment&#8230; Psestos, t&#8217;es vraiment&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. incorrigible.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Day at the Beach]]></title>
<link>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/09/09/a-day-at-the-beach/</link>
<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 02:55:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joel</dc:creator>
<guid>http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/09/09/a-day-at-the-beach/</guid>
<description><![CDATA[






Sicily had been secured by the Allies in August of 1943.  Thanks to some bold decisions by A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table border="0" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://todayshistorylesson.wordpress.com/files/2008/09/salerno.gif" border="1" alt="" width="150" height="121" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sicily had been secured by the Allies in August of 1943.  Thanks to some bold decisions by American commanders, the Germans had realized pretty quickly that holding the island off the boot of Italy just wasn&#8217;t practical&#8230;or safe.  So, once General Patton had swung his tanks northwest and <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/07/22/pattons-push-to-palermo/" target="_blank">overrun Palermo</a>, Axis troops headed toward <a href="http://www.bestofsicily.com/messina.htm" target="_blank">Messina</a> and a &#8220;vacation&#8221; on the Italian coast.  Had Montgomery&#8217;s forces been able to move north and east more quickly, a goodly number of the enemy may have been trapped.  But such as it was&#8230;</p>
<p>The next logical target was Italy and, on September 9, 1943, Allied forces landed at <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Salerno" target="_blank">Salerno</a> (just south of <a href="http://naplesitaly.ca/" target="_blank">Naples</a>) and at <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Taranto" target="_blank">Taranto</a> (inside the heel of Italy&#8217;s boot).  The landings overall were helped somewhat by the announcement the previous day that the Italians were quitting the War, thereby breaking the long-standing <a href="http://todayshistorylesson.wordpress.com/2008/05/22/if-at-first-you-dont-succeed/" target="_blank">Pact of Steel</a>.  The landings at Taranto were further helped by the fact that the Germans simply weren&#8217;t there in very large numbers.</p>
<p>Forces landing directly at Salerno and to the west of the city also faired well, meeting little resistance and capturing their objectives rather quickly.</p>
<p>The beaches to the south and east of Salerno, on the other hand, proved a significant challenge.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Wayne_Clark" target="_blank">General Mark Clark</a>, in overall command of the invasion, had decided to try and surprise the enemy.  So the landings in the early morning were made without any naval or aerial bombardment.  Unfortunately, the enemy wasn&#8217;t the least bit surprised, and when British and American troops started coming ashore, the Germans were waiting for them.</p>
<p>Stiff German counterattacks inflicted heavy casualties but, fortunately, General Clark didn&#8217;t hold back the big guns once the enemy rounds started falling.  Naval gunfire and bombs were able to stave off the German Panzers and, by day&#8217;s end, the Allies had a beachhead&#8230;a tenuous beachhead to be sure, but the Allies were in Italy to stay.</p>
<p><em>Recommended Reading: <a href="http://search.barnesandnoble.com/The-Day-of-Battle/Rick-Atkinson/e/9780805062892/?itm=1" target="_blank">The Day of Battle</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ignazio La Russa dixit]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/2008/09/10/ignazio-la-russa-dixit/</link>
<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 00:24:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/2008/09/10/ignazio-la-russa-dixit/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><em>&#8220;Farei un torto <strong><a href="http://www.unita.it/view.asp?idContent=78820" target="_blank">alla mia coscienza</a></strong> se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell&#8217;esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d&#8217;Italia&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Il problema è che la coscienza è nulla senza il cervello.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diversi e migliori ]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2008/09/09/diversi-e-migliori/</link>
<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 20:53:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2008/09/09/diversi-e-migliori/</guid>
<description><![CDATA[
Alpignano, Maggio 1945- Partigiani Vito e Nello
E nel momento in cui partì, si sentì investito - ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://www.anpialpignano.it/partigiani4.jpg" alt="" width="395" height="459" /></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">Alpignano, Maggio 1945- Partigiani Vito e Nello</span></strong></p>
<p>E nel momento in cui partì, si sentì investito - nor death itself would have been divestiture- in nome dell&#8217;autentico popolo d&#8217;Italia, ad opporsi in ogni modo al fascismo, a giudicare ed eseguire, a decidere militarmente e civilmente. <strong>Era un inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente più inebriante la coscienza dell&#8217;uso legittimo che ne avrebbe fatto</strong>. Ed anche fisicamente non era mai stato così uomo, piegava erculeo il vento e la terra.<br />
<span style="color:#ff6600;">(Beppe Fenoglio, Il Partigiano Johnny)</span></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.anpialpignano.it/partigiani5.jpg" alt="" width="442" height="339" /></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong>La &#8220;Ginetta&#8221; macchina d&#8217;assalto e combattimento dei partigiani</strong></span></p>
<p>Furono anni in cui molti divennero diversi da ciò che erano stati prima. <strong>Diversi e migliori</strong>. La sensazione che la gente fosse divenuta migliore circolava nelle strade. Ognuno si sentiva di dare il meglio di sè. Questo spandeva intorno uno straordinario benessere, e quando ricordiamo quegli anni, ricordiamo il benessere insieme ai disagi, al freddo, alla fame e alla paura, che in quelle giornate non ci lasciavano mai.<br />
<span style="color:#ff6600;">(Natalia Ginzburg)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prewar Japanese Cartoons]]></title>
<link>http://wmcomix.wordpress.com/2008/09/08/prewar-japanese-cartoons/</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:13:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>kagehime</dc:creator>
<guid>http://wmcomix.wordpress.com/2008/09/08/prewar-japanese-cartoons/</guid>
<description><![CDATA[Before Anime there was:
Wartime Japanese Cartoon and no this is not Mickey Mouse
Prewar and during t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Before Anime there was:</p>
<p><img src="http://neatorama.cachefly.net/images/2008-02/mickey-mouse-japanese-propaganda.jpg" alt="" />Wartime Japanese Cartoon and no this is not Mickey Mouse</p>
<p>Prewar and during the war, Japanese cartoons looked very much like there American Disney counterparts.  In this<a title="1933" href="http://www.youtube.com/watch?v=WyGvGMa2RFg" target="_blank"> 1933</a>,  <span class="description">UGOKIE-KO-RI-NO-TATEHIKI(1933), </span>and this <a title="1943" href="http://www.youtube.com/watch?v=EH1v4vkUBt8&#38;feature=related" target="_blank">1943</a>, Kumo to Chirippu,  cartoon it is easy to see Disney&#8217;s influence.  It wasn&#8217;t until the postwar when Japan really developed their own style, what we call anime.  Of course you tell its Japanese with the music, language, and content, but the art looks just like pre war Disney.  In Kumo to Churippu, or the Spider and the Tulip in English, the spider has the characters (drawn in Disney as well at this time) the exaggerated features of a black person, but I doubt the Japanese had really seen any at this point and just wanted to add those features to the spider.   These features show up later in anime, in which case at least one mangaka (Osamu Tezuka) has apologized for being ignorant of people in this way.</p>
<p>Here&#8217;s Disney in 1<a title="Disney 1" href="http://www.youtube.com/watch?v=ULZGE93U0yE" target="_blank">933 </a> still in black and white.  By 1943 Disney was in color although some were still in black and white and was largely focus on war as was Japan.  Disney of course was portraying Japanese and Germans in a rather racist manner because it was during the war and propaganda&#8217;s has to happen.</p>
<p>Kagehime</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8 Settembre 1943 - 8 Settembre 2008]]></title>
<link>http://baronebirra.wordpress.com/2008/09/08/8-settembre-1943-8-settembre-2008/</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:08:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>baronebirra</dc:creator>
<guid>http://baronebirra.wordpress.com/2008/09/08/8-settembre-1943-8-settembre-2008/</guid>
<description><![CDATA[65. Questi gli anni passati dal 8 Settembre 1943 all&#8217; 8 Settembre 2008.
No cazzo, non sto parl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>65. Questi gli anni passati dal 8 Settembre 1943 all&#8217; 8 Settembre 2008.</p>
<p>No cazzo, non sto parlando della data di nascita di Davide Mengacci, lui è nato nel 1948.</p>
<p><strong>8 Settembre 1943:</strong></p>
<p>Proclamazione di Badoglio del trattato firmato con gli Alleati e fine dell&#8217;alleanza militare con la Germania. Data dei primi ati di Resistenza e della frettolosa fuga del Re</p>
<p><strong>8 Settembre 2008:</strong></p>
<p><em>La Russa</em> &#8220;Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell&#8217;esercito della Rsi, <strong>soggettivamente e dal loro punto di vista</strong>, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani, e <strong>meritando quindi il rispetto</strong> pur nella differenza di posizioni di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d&#8217;Italia&#8221;</p>
<p><em>Alemanno</em> &#8220;Il fascismo non fu il male assoluto, le leggi razziali sì”. E ancora: “Molti al fascismo vi aderirono anche in buona fede&#8221; &#8220;E&#8217; stato storicamente positivo il processo di modernizzazione, <strong>il fascismo è stato fondamentale per modernizzare l&#8217;Italia</strong>&#8220;</p>
<p>Alemanno ha poi cercato di radrizzare il tiro.</p>
<p>come diceva De Gregori &#8220;<strong><em>Viva l&#8217;Italia, l&#8217;Italia liberata</em></strong>&#8220;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8 settembre]]></title>
<link>http://vitadaterrestre.wordpress.com/2008/09/08/8-settembre/</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 07:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gemma</dc:creator>
<guid>http://vitadaterrestre.wordpress.com/2008/09/08/8-settembre/</guid>
<description><![CDATA[    
da Tutti a casa, di Luigi Comencini, 1960
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i9Sq8F4iMno&#038;rel=1&#038;fs=1' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i9Sq8F4iMno&#038;rel=1&#038;fs=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <em>Tutti a casa</em>, di Luigi Comencini, 1960</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8 Settembre.]]></title>
<link>http://liberalblog.eu/2008/09/08/8-settembre/</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 06:14:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2008/09/08/8-settembre/</guid>
<description><![CDATA[La &#8220;fuga di Pescara&#8221; da parte del Re e del Governo ebbe effetti dirompenti dal punto di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La <em>&#8220;fuga di Pescara&#8221;</em> da parte del Re e del Governo ebbe effetti dirompenti dal punto di vista militare. Il 5 settembre i comandi dell&#8217;Esercito in Francia e nei Balcani aveva ricevuto la <em>&#8220;Memoria 44OP&#8221;</em> che ordinava la difesa contro attacchi <em>&#8220;provenienti da qualsiasi parte&#8221;</em>: non si accennava al realizzato rovesciamento delle alleanze per non fornire ai tedeschi pretesti per contromosse militari. Ma alla notizia dell&#8217;armistizio l&#8217;Esercito si sfasciò, i soldati che non riuscirono a raggiungere le loro case furono fatti prigionieri dai tedeschi come internati  militari (circa 800.000 uomini) o si unirono ai primi gruppi partigiani. In soli tre giorni il fronte si assestò sulla linea che dalle Alpi arrivava fino ad Eboli. Il colpo fu forte anche dal punto di vista morale. Storici e politici lo definirono un <em>&#8220;trauma&#8221;</em>, una <em>&#8220;tragedia  nazionale&#8221;</em> e anche la <em>&#8220;morte della Patria&#8221;</em>. Renzo De Felice nel 1994 con il libro <em>&#8220;Il Rosso e il Nero&#8221;</em> parla chiaramente di <em>&#8220;svuotamento del senso nazionale&#8221;</em>. Mario Isnenghi paragonò l&#8217;8 Settembre a Caporetto. L&#8217;Armistizio, fu dunque il momento delle scelte: stare dalla parte della Repubblica di Salò e dell&#8217;occupazione tedesca - e vi fu chi, specialmente tra i giovani, lo fece per un senso di fedeltà alla Patria - o invece con le forze antifasciste, che già il 9 settembre si riunirono nel Comitato di Liberazione Nazionale, chiamando gli italiani alla lotta e alla Resistenza? E&#8217; naturale rispondere a questa domanda, seguendo ciò che ci è stato riportato dalla storia e cioè la versione di coloro che sono usciti vincitori, che poi sono gli stessi che stabilirono di introdurre il sistema repubblicano. E non poteva essere altrimenti. Quindi, è naturale che generazioni di italiani dal 1948 in poi abbiano sempre preso per oro colato ciò che gli veniva imposto in famiglia, a scuola, all&#8217;università e in qualsiasi altro posto e in qualsiasi ricorrenza. E&#8217; naturale così, che ancora oggi sia necessariamente radicato il sentimento comune, di come la colpa di tutto quello che scaturì in quegli anni, fu colpa di pochi singoli e della Monarchia. Ma fu veramente così? Naturalmente no. Al Re Vittorio Emanuele III è sempre stata rivolta l&#8217;accusa di aver lasciato l&#8217;Esercito senza ordini alla data dell&#8217;armistizio. In realtà, le cose non andarono proprio così.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>In ogni Monarchia Costituzionale e in ogni Repubblica, il Capo dello Sato, pur essendo nominalmente capo delle Forze Armate, non interviene direttamente nell&#8217;azione di comando. Il motivo è il seguente: anche quando un Sovrano o un Presidente della Repubblica hanno una formazione militare, è evidente che il comando delle forze armate deve essere affidato alle persone più tecnicamente preparate in materia, cioè agli Ufficiali. Tutt&#8217;al più, il Presidente della Repubblica o il Re intervengono in situazione d&#8217;estrema gravità, quando sono in gioco i destini della Nazione. Anche in questi casi, però, si limitano a prendere poche decisioni, quelle principali, lasciando ovviamente ai quadri dell&#8217;esercito la loro esecuzione. Al di là della buonafede delle decisioni prese dal vertice dello Stato, è evidente che il risultato finale dipende moltissimo sia dai vincoli imposti dalle situazioni di fatto sia dal modo in cui le decisioni del Capo dello Stato vengono messe in pratica. (Alberto Casirati, </em>Le Ragioni della Monarchia)</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">La possibilità che i tedeschi aggredissero l&#8217;Italia subito dopo la proclamazione dell&#8217;armistizio era ben nota a tutti i militari italiani, soprattutto agli Ufficiali Superiori. Naturalmente, non vi era la certezza che ciò sarebbe successo, ma, giustamente, lo si riteneva estremamente probabile. In più, a Vittorio Emanuele III venne contestato il fatto di aver lasciato Roma il 9 Settembre, attribuendogli di essere stato un vigliacco ed un traditore. Ma non fu così. In momenti così drammatici, il Re in qualità di Capo dello Stato, aveva il dovere di evitare che l&#8217;Italia cadesse in balia dei tedeschi o degli anglo-americani, che avrebbero senza dubbio disposto a loro piacimento del nostro Paese, creando un governo fantoccio ai propri ordini (un caso simile si ebbe in Ungheria nell&#8217;Ottobre del 1944, quando i nazisti catturarono l&#8217;ammiraglio Horthy e crearono il governo fantoccio del maggiore Ferenc Szàlasi. Gli archivi federali statunitensi confermano, a loro volta, che il 20 agosto 1943 gli anglo-americani minacciarono il Re di costituire un governo fantoccio in Meridione). Era quindi assolutamente necessario dare continuità alle istituzioni italiane legittime, innanzi tutto formando un nuovo governo e mettendolo in grado di agire liberamente. Per riuscire in questo intento era necessario evitare la cattura da parte dei nazisti (che progettavano la deportazione dell&#8217;intera famiglia reale dal luglio 1943), rimanendo in Italia. In quel momento, la Puglia offriva questa possibilità, così il Re si trasferì con il governo a Brindisi. In realtà ce ne sarebbero cose da dire e da scrivere su quei giorni, ma soprattutto sull&#8217;8 Settembre 1943. Forse un giorno qualcuno, con grande responsabilità politica e con grande onestà intellettuale, deciderà nell&#8217;alto della sua carica istituzionale di dire finalmente la verità, l&#8217;unica e la sola verità di quegli anni, di quei giorni. In questo Blog, non si perderà mai la speranza che possa arrivare quel momento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Паметник на "орлите" бранили София през 1943-1944г.]]></title>
<link>http://luba4ko.wordpress.com/2008/09/01/%d0%bf%d0%b0%d0%bc%d0%b5%d1%82%d0%bd%d0%b8%d0%ba-%d0%bd%d0%b0-%d0%be%d1%80%d0%bb%d0%b8%d1%82%d0%b5-%d0%b1%d1%80%d0%b0%d0%bd%d0%b8%d0%bb%d0%b8-%d1%81%d0%be%d1%84%d0%b8%d1%8f-%d0%bf%d1%80%d0%b5/</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 11:55:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Любомир</dc:creator>
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<description><![CDATA[Вляво виждате паметникът, за който искам да споделя ка]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://i.data.bg/08/09/01/1130508_orig.jpg" alt="" width="204" height="448" /><span style="color:#993300;"><strong>В</strong></span>ляво виждате паметникът, за който искам да споделя какво мисля. Моето мнение е много положително, предвид факта, че до преди прехода в бесният комунизъм, който върлуваше в България, темата за загиналите български летци беше нещо едва ли не &#8220;подсъдно&#8221; и &#8220;престъпно&#8221;, което не биваше да се коментира. Днес, 20 години след т.нар &#8220;преход&#8221; вече спокойно можем да говорим за подвига на тези велики българи, много от които бяха избити от &#8220;народният&#8221; съд, или се водят &#8220;безследно изчезнали&#8221; - и двете по заслуга на комунистите. Мисля, че идеята за този паметник е прекрасна, но смятам, че трябва да има повече такива прекрасни паметници. Не само за летците - за всички военни с подвизи, за всички избити от &#8220;народният&#8221; съд. Бих се радвал и на един хубав паметник на царя на българите - Борис III. Факта, че са изброени някои от загиналите ме радва. Надявам се обаче, списъкът да е пълен. Хвала на българските летци загинали, бранейки София, хвала на всички офицери избити от &#8220;народният&#8221; съд, хвала на всички сражавали се родолюбци за България, за тези, които летяха до Германия и помагаха, за тези, които обстрелваха от небето, партизаните и народните предатели, които се криеха в горите! Чест и Слава, героите не умират! Те живеят в нашите сърца! Почивайте в мир. Благодаря, че ни пазихте и че дадохте живота си, за да може днес, ние да живеем в спокойно време. С уважение.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Riot Police in Manners St - Then &amp; Now]]></title>
<link>http://mrjudkins.wordpress.com/2008/08/28/riot-police-in-manners-st-then-now/</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 01:18:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrjudkins</dc:creator>
<guid>http://mrjudkins.wordpress.com/2008/08/28/riot-police-in-manners-st-then-now/</guid>
<description><![CDATA[While looking into the history of  NZ&#8217;s capital some time ago, I came across an amazing story ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>While looking into the history of  NZ&#8217;s capital some time ago, I came across an amazing story of a <a title="stuff.co.nz retrospective story" href="http://www.stuff.co.nz/4462914a11.html" target="_blank">1943 riot in downtown Manners Street</a> involving &#8220;over a thousand American and New Zealand servicemen as well as several hundred civilians&#8221;. As noted in the linked article and elsewhere, it went unreported in the news due to wartime censorship - so everything we know about it is via the stories of those who were there.</p>
<p>I was reminded of this event last week, when I came across <a title="also via stuff.co.nz" href="http://www.stuff.co.nz/dominionpost/4664448a23918.html" target="_blank">THIS</a>. Sixty-five years later, here is a tale of riot police once again having to keep the peace in Manners Street: &#8220;Riot police had to control fights among a crowd of almost 200 people as they tried to arrest a suspected thief wielding nunchaku in Wellington&#8217;s Manners Mall.&#8221;</p>
<p>The thing I find most interesting about this case however, is <a title="the first comment" href="http://www.stuff.co.nz/dominionpost/4664448a23918.html#comments" target="_blank">the first comment</a>. Another witness to the event describes its reporting as &#8220;almost wholly inaccurate and quite irresponsible&#8221;. It appears that while the facts were left entirely unreported in 1943, these days they&#8217;re manipulated so as to be more eye-catching.</p>
<p>If what James says in his comment is true, then in both cases we&#8217;ve had to hear from eyewitnesses to get the truth. Here&#8217;s to individuals without state pressure or the need to generate advertising dollars keeping us informed of what&#8217;s really going on.</p>
<p>Can anyone recommend some good grassroots news sites?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Battle of Kursk, 65 years ago]]></title>
<link>http://underthehill.wordpress.com/2008/08/23/battle-of-kursk-65-years-ago/</link>
<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 22:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Under The Hill</dc:creator>
<guid>http://underthehill.wordpress.com/2008/08/23/battle-of-kursk-65-years-ago/</guid>
<description><![CDATA[A little revisit to my old Roblog, exactly two years ago on this day: the Battle of Kursk, a mighty ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A little revisit to my old Roblog, exactly two years ago on this day: <em><strong><a href="http://blog.360.yahoo.com/blog-dwM35.IjdKQNJwA_LTS2ZA--?cq=1&#38;p=292">the Battle of Kursk, a mighty clash of the titans, 1943</a></strong></em>.</p>
<blockquote><p><em>About <strong>65</strong> years ago, on a vast plains near the Russian city of Kursk&#8230; two titanic foes waged a ferocious and costly battle for nearly two months. Never the world had ever seen before the largest, most unprecedented and costliest armored engagement in the entire history of warfare.</em></p></blockquote>
<p>In the link above, there are some photographs of the Battle of Kursk.</p>
<p>Frankly, I wanted to see an epic film made about that epic battle. The grand scale and scope of the historic battle was unbelievably staggering, incredibly fiery and bloody, perhaps too much for a film - who knows? The logistics, the planning, preparation and placements of soldiers, weapons, tanks, air crafts, supplies, etc. from both sides were gigantic, in comparison to the planned Allies&#8217; invasion of Normandy, France in 1944 (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Overlord">Operation Overlord</a>). A great number of men (and women) lost their lives on both sides in that battle. All because of Hitler&#8217;s mistaken belief that Kursk was the key to his turnaround victory against the Soviets, in spite of disagreements and protestation from his general staff. Read up what I wrote about him losing it all from the loss at Kursk at the end of my blog.</p>
</div>]]></content:encoded>
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